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| Per un’alba sempre nuova di Grazia Maria Schirinà A ben sei anni di distanza dalla pubblicazione del primo volume di poesie, “Frammenti di luce”, Corrado Bono si presenta con la silloge “La nuova alba” che si pone, già dal titolo, come l’avvio di un nuovo percorso, una nuova nascita, o rinascita, come quella del giorno che immancabilmente porta la luce che si affaccia sul mondo uguale e sempre nuovo. “Non berrai mai la stessa acqua”, “tutto scorre” e si rinnova; tutto, le cose come gli uomini; allo stesso modo l’autore tende all’acquisizione di una nuova consapevolezza e crescita personale. Già l’esergo, nell’antiporta, propone, in nuce, il pensiero dell’autore in riferimento al suo concetto dell’arte e della poesia. L’artista è chi riesce a rivelare la bellezza, spesso trascurata, o poco goduta, della vita (gli uomini si ricordano delle cose belle di cui sono detentori solo dopo che ne hanno perso il godimento); la poesia, in particolare, esprime i concetti fondamentali che arricchiscono e rinnovano, con la loro essenziale semplicità, l’esistenza tutta; anche quando il corpo non esiste più, leggendo i versi, si avverte sempre la presenza viva del poeta, come da ogni opera viene trasmessa quella dell’artista che l’ha prodotta. Conosco da tempo Corrado; la prima cosa che colpisce di lui è la semplicità nell’approccio e la facilità di versificazione, la capacità di cogliere, con brevi tratti e in modo estemporaneo, i caratteri salienti di un evento, sia pure marginale, di una persona, di un atteggiamento. Non appena qualcosa colpisce la sua attenzione, ecco che subito vengono presi l’immancabile penna e taccuino, per annotare le impressioni su fatti occasionali, la natura, gli affetti, gli amici, le costruzioni, le feste, le opere dell’uomo, ecc... Tutto può divenire oggetto della sua attenzione, da un piatto prelibato, a un incontro in ristorante, alla laurea di un amico. In alcuni casi potrebbero essere considerati dei veri e propri “Xenia”, alla Marziale, omaggi dedicati e/o occasionali. Ma la facilità di espressione, o meglio di versificazione, subito dopo lascia il posto alla riflessione e alla rilettura, alla ricerca, quasi spasmodica, della rima, del termine appropriato, del verso; il risultato è che la poesia iniziale viene, a volte, stravolta, pur non perdendo i caratteri della sua originaria freschezza. Si proclama ermetico e scrittore in versi liberi, ma si tratta di una verità parziale nell’uno e nell’altro caso, perché le sue poesie possono avere vari piani di leggibilità e non sempre sono libere da vincoli stilistici. Da tutte tuttavia traspare una grande sensibilità e l’amore per tutto ciò che è bello e sano, per i principi che hanno retto la sua esistenza e grazie alle quali ha anche potuto superare le difficoltà che la vita immancabilmente propone. La fede campeggia su larga scala, facendo intravedere una salute mentale e religiosa di matrice cristiana, convinta e partecipe intimamente: i problemi di ordine civile ed ecclesiale potrebbero essere superati solo avendo fede al Vangelo e alla Parola. La concezione dell’amore come dono e perdono, ascolto e dialogo, silenzio e attenzione all’altro, entra in una dimensione diversa dalla comune accezione e ci riporta in una sfera di contemplazione e quasi sgomento, non solo per la profondità dei concetti, ma anche per la difficoltà dell’attuazione di un tale sentire. Ben diversa, infatti, è la quotidianità del vissuto nella quasi totalità dei casi. Troviamo in questa “Nuova alba”, un nuovo tentativo di espressione, più maturo (del resto il tempo non passa invano) e consapevole, responsabile, nella forma e nei contenuti. Non mancano neanche le riflessioni politiche e sociali, soprattutto in riferimento alla povertà e all’incuria del “mondo del benessere”. Così il cibo abbonda e manca, e quasi nessuno si cura di quanti sono in balia / d’atroci infermità / o muoiono in modo osceno; prolifera intanto il mercato delle armi che arrecano solo danno, mentre il cemento crea desertificazione e rompe / qualsiasi equilibrio. Basterebbe invece poco per fare sorridere i bambini e regalare loro il gusto della vita...
CORRADO BONO |
LIBERTA' Saggezza dell'uomo per riflettere e agire con onore. (CORRADO BONO) |

Corrado si pone davanti alla vita come si pone la parte più nobile, ingenua semplice di ciascuno di noi; quella parte che ciascuno di noi sembra aver dimenticato o forse l’abbiamo seppellita, presi dall’ansia di correre ad afferrare un non so che di indefinito nulla; egli ce la ricorda col suo stesso modo d’essere; ci pone davanti agli occhi e alle orecchie (ascoltando le sue poesie) quell’impalpabile leggerezza di Essere noi stessi, di guardare la vita e i suoi doni come se fosse un miracolo (e lo è); come se fosse un dono (e lo è); come se fosse una promessa di bene (e lo è). Corrado sta preparando una seconda opera. AVOLA, 23 FEBBRAIO 2008 |
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