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GIOVEDÌ 2 LUGLIO 2020
A PIEDI DA AVOLA AD AVOLA ANTICA
PER IL CAMMINO DELLA MADONNA DELLE GRAZIE
PARTENZA ESATTAMENTE ALLE ORE 17,00
DALLA CHIESETTA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE
Via Marina n. 27 96012 Avola
Anche questo cammino è promosso e sollecitato da Francesco Urso
come gli altri due, Il Cammino della Madonna delle Milizie
e il Cammino del Beato Antonio Etiope



Otto chilometri circa in salita dolce, non difficile, con il superamento di una differenza altimetrica di circa 400 metri sul livello del mare, e, in dipendenza dalle proprie scelte, altrettanti chilometri in discesa per la stessa strada, con pizza, oppure panino, in prossimità del Santuario della Madonna delle Grazie.
Portare zainetto con bevande, giubbotto catarifrangente, una felpa e torcia.
SENZA ALCUN COSTO PER I PARTECIPANTI
Contattare Francesco Urso per aderire (info@libreriaeditriceurso.com)

Inoltre, se volete, potete iscrivervi ad una chat dedicata su WhatsApp ai cammini.

Cammino
AGGIORNAMENTO INFORMAZIONI PER IL CAMMINO DEL 2 LUGLIO 2020


Il Santuario della Madonna delle Grazie di Avola Antica,, che sarà meta della nostra tappa del 2 luglio, sarà aperto e arriveremo alle 19,30.
Chi vorrà, potrà assistere alla messa, compatibilmente con le misure di igiene e di sicurezza in atto per l'emergenza coronavirus...
I pellegrini collegati al cammino che si fa ogni anno nel pomeriggio potranno aggregarsi entro le 17 nella Chiesetta della Madonna delle Grazie, in Via Marina n. 27 ad Avola.

PER SAPERE DI PIÙ...

Madonna delle Grazie AvolaDA” AVOLA” di GAETANO GUBERNALE

CHIESA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE
Nella via Marina o strada vecchia. Un tempo fu chiesuola del Romitaggio omonimo quando Avola sorgeva sui monti; poi con la nuova costruzione fu chiesuola votiva dei marinai che andavano alla vicina Marina. Era ridotta in meschine condizioni, ma il cav. Sebastiano Vinci Peluso, guarito da una malattia, per voto fatto la fece restaurare nel 1899. E' piccolissima e non vi sono che due o tre modesti quadri.

DA “AVOLA NEGLI ANNI TRENTA” di GIUSEPPE PIGNATELLO

Il mese di luglio, dal punto di vista della liturgia religiosa, possiamo dire che s'apriva con la festività della Madonna delle Grazie, che ricorreva, secondo il calendario ecclesiastico del tempo, il 2 luglio.
Si commemorava quel giorno la visita di Maria a Santa Elisabetta.
In Avola si festeggiava quella ricorrenza nelle due opposte chiesette, quella di Via Marina e quella di Avo-la Antica, ove gli avolesi si recavano sotto forma di pellegrinaggio.
La chiesetta di Avola Antica era un vero e proprio santuario con piccolo convento abbinato, ove un tempo si sono susseguiti diversi eremiti.
L'ultimo in ordine di tempo che ho presente fra i miei ricordi fu « Fra Sarivaturi » (Frate Salvatore). Era l'immancabile visitatore dei palmenti e dei trappeti, ove si recava per la questua.Il suo passaggio era provato dal fatto che nei suddetti posti si notavano delle immagini della Madonna del-
le Grazie attorcigliate con fettucce ai pilastri del torchio. L'effigie della Madonna delle Grazie di Avola Antica,bassorilievo calcareo di epoca rinascimentale, rinvenuto nel XVIII secolo, delle dimensioni di cm. 65 x 50, ha goduto il privilegio di essere stata visitata da diverse generazioni di avolesi del nuovo paese. Una pia tradizione attribuisce il rinvenimento di quell'icona ad un prodigio. Si dice che un certo Salvatore Lu Presti, inteso Cappitta, mentre attendeva ai suoi lavori, sia stato richiamato un giorno dal suono di una campanella. Notando che quel suono proveniva da un punto ove trovavasi un grosso macigno, vi si accostò, fece un vano tentativo di rimuovere il detto masso, e, con sua sorpresa, lo vide ribaltare indipendentemente dal suo inutile sforzo, apparendovi l'effigie di una Madonna col Bambino Gesù ed una campanella bronzea. Questa è ricca di Madonna delle Grazie Avolamotivi decorativi e si conserva nella chiesetta dell'eremo come un cimèlio.
Non abbiamo un'assoluta certezza sulla data del rinvenimento della Madonna, e se questo sia stato accompagnato realmente da fatti prodigiosi. Certamente il popolo ha abbellito di tinte poetiche quell'avvenimento dalle diverse versioni.
Secondo l'annalista avolese Gaetano Gubernale pare che la scoperta della sacra icone sia avvenuta con molta probabilità nel 1777 in contrasto col fatto che l'eremo portasse il nome di Madonna delle Grazie in data anteriore.
Resta di positivo un fatto che la devozione alla Madonna delle Grazie di Avola Antica, secondo come è stata tramandata dalla tradizione, ha gettato un mistico ponte tra la nuova e la vecchia Avola. Infatti grandi avvenimenti della vita religiosa degli avolesi della riedificata città sono collegati al santuarietto della montagna.
Nel 1925, in occasione di uno straordinario festeggiamento in onore di Santa Venera, l'argenteo simulacro della nostra Santa Patrona fu solennemente portato in Avola Antica; nel 1958, in occasione dello svolgimento della missione della Pro Civitate Christiana in Avola, la effigie della Mater Divinae Gratiae di Avola Antica fu trasportata quaggiù nella nuova Avola, quasi a significare l'inesauribilità di quella viva Fede, che si trasmette inconcussa da generazione in generazione.

Madonna delle Grazie AvolaDA “AVOLA DALLA PREISTORIA AL DUEMILA“ di GIUSEPPE PIGNATELLO
Ma dobbiamo tenere conto di una singolare devozione che, oltre a mantenere la continuità tra la vecchia e la nuova comunità avolese, ha gettato un ponte spirituale tra la vecchia e la nuova città. Mentre nell' antica Avola c'erano la chiesetta di Santa Maria delle Grazie di sopra e di Santa Maria delle Grazie di sotto, nella nuova Avola nacque una chiesetta dedicata direttamente alla Madonna delle Grazie di sotto, perché eretta in via Marina, nella parte più bassa del paese, ed un'altra nel sito della vecchia Avola, dedicata all'Immacolata, che sarebbe stata conosciuta, in ogni tempo, per i motivi che si evidenzieranno in seguito, col nome di Madonna delle Grazie. Per potere capire il significato di questo ponte spirituale fra l'antica e la nuova Avola ci dobbiamo riportare a quanto segue: mentre fervevano i lavori della ricostruzione della nuova Avola, nella pianura, un fervente presbitero, D. Sebastiano Li Gioi, desiderando la rinascita dell'antica vita eremitica, nel sito della diruta città collinare, espresse il desiderio di edificare una chiesetta con annesso eremitaggio, proprio là ove, prima del catastrofico terremoto, esisteva il convento dei PP. Cappuccini. Il bellissimo desiderio, avvertito da D. Sebastiano Li Gioi, trovava le basi per la realizzazione, nell'atto stipulato il 12 maggio del 1719. Per l'avvio alla realizzazione occorse il consenso del sindaco D. Olivio Azzolini e dei giurati dell'Università (Comune) di Avola. Costoro, con atto del 12 novembre 1721, accolsero la petizione del Li Gioi, concedendo il sito di proprietà comunale, per la costruzione di una chiesa da dedicare all'Immacolata. Dopo alcune vicende di carattere giudiziario, i lavori poterono incominciare nel 1729, e proseguire verso la realizzazione. L'eremo, una volta divenuto realtà, si popolò di frati che usarono disponibilità e familiarità con i visitatori, fino a quando non fu dichiarato, con decreto del vescovo di Siracusa, luogo di clausura. Sempre, durante il XVIII secolo, in prossimità dei ruderi della chiesa di Santa Maria delle Grazie, fuori le mura, o della porta superiore, (o di sopra) venne rinvenuta un'immagine della Madonna, costituita da un bassorilievo calcareo dipinto, delle dimensioni di 65 x 50, riferibile alla seconda metà del XVI secolo, ed una campanella di bronzo, ricca di motivi decorativi con diametro di base di cm. 9 e l'altezza di cm. 8. Secondo una pia tradizione si dice che il rinvenimento della sopraddetta immagine, assieme alla campanella, sia avvenuto miracolosamente, da parte dell'eremita Salvatore Lo Presti, inteso Cappitta, durante i lavori agricoli, o da un altro frate dell'eremo. Lo scopritore sarebbe stato richiamato dal suono della campanella e avrebbe mosso, senza sforzo, l'enorme masso che copriva la prodigiosa immagine. Lo storico G. Gubernale pone la data del-rinvenimento nel 1777, mentre, con l'atto del 1769, il notaio R. Piccione, che indica l'eremo sotto il titolo di Madonna delle Grazie, lo fa supporre prima. Il titolo di Madonna delle Grazie, che è rimasto definitivamente, invalse dopo il rinvenimento. La chiesetta e l'eremo di Avola Antica hanno dovuto subìre tante vicende giudiziarie (in seguito alla legge del 1866), fino a diventare proprietà privata, ma il culto della Madonna delle Grazie, con il pellegrinaggio che si è compiuto ogni anno il 2 luglio (la vecchia giornata liturgica della Visita di Maria a Santa Elisabetta) è sopravvissuto a tutti gli eventi e controversie, sia di carattere legale che politico. Infatti la chiesetta della Madonna delle Grazie di Avola Antica ha mantenuto il carattere di un santuarietto, stabilendo una continuità inalienabile tra la fede degli attuali Avolesi e quella dei loro antenati.

DA “AVOLA FESTAIOLA“ di GAETANO GUBERNALE
MADONNA DELLE GRAZIE
Nella città distrutta molto sentito era il culto per la Vergine sotto titolo della Madonna delle Grazie, tanto vero che vi erano due chiesuole dedicate ad essa, cioè una verso la porta superiore della città ed una verso la porta inferiore, oltre ad una cappella votiva nel castello. Nel secolo XVII esisteva un romitaggio verso la marina pure dedicato a detta Madonna. Nella chiesa di S. Antonio Abate vi era un altare ad essa dedicato.
Per la festa in onore di essa l'Università contribuiva con una somma che andava da una a tre onze, a seconda della solennità con cui veniva celebrata nella prima domenica di agosto.
Distrutta la città dal terremoto del 1693, questa venne ricostruita a diversi chilometri verso la marina e l'antica chiesuola dei romiti, dedicata alla Madonna delle Grazie venne a trovarsi dapprima a poca distanza dal nuovo abitato, quindi nei confini e poscìa nell'abitato stesso, man mano che il paese s'ingrandiva per il crescere della popolazione.
I romiti non c'erano più e la chiesuola era quasi abbandonata. Poi fu riparata e rimessa in efficienza e riaperta al culto.
Nel 1777 per un caso fortuito o miracoloso fu ritrovata una immagine della Madonna delle Grazie in Avola Antica e posta nel nuovo romitaggio, dove fu spesso festeggiata e ornata di ex voti di fedeli, che si inerpicavano sui monti, fin lassù per sciogliere il voto.
Qualche volta ebbe luogo qualche festa campestre organizzata da quei romiti e da alcuni cittadini volenterosi, con intervento di musica e fuoco d'artificio.
Qualche altra fu festeggiata nei giorni 1 (vespro solenne) e 2 la Madonna delle Grazie della odierna città, specie dopo la restaurazione anzi la messa a nuovo della chiesuola fatta per voto del sig. Sebastiano Vinci Peluso ricco e nobile cittadino avolese.
Però siccome non vi era statua, ma un quadro di detta titolare, così la festa consisteva nella celebrazione del vespro con intervento della musica alla vigilia, nella messa solenne, con sparo di maschetti e mortaretti nel giorno sacro alla mattina, illuminazione con bocce o palloncini alla veneziana lungo la via marina e parte del corso Garibaldi sino allo sbocco in piazza Teatro, con conseguente passeggio della musica la sera, e chiusura con sparo di mortaretti.

DA” NOTE DI AGGIORNAMENTO AD AVOLA FESTAIOLA DI GAETANO GUBERNALE “ di SEBASTIANO BURGARETTA
MADONNA DELLE GRAZIE
Da quando, verso la metà degli anni sessanta, è crollato
il tetto della piccola chiesa ad essa dedicata, la Madonna
delle Grazie non ha, in città, particolari festeggiamenti. (1)
Costante è invece il pellegrinaggio, che alcuni per voto
fanno a piedi, al santuario che a tale Madonna è dedicato
in Avola Antica, nella giornata del 2 luglio. In questo giorno la chiesetta è aperta ai fedeli fino a sera e varie messe vi si celebrano nel corso della giornata.
Il carattere residenziale assunto dalla zona non permette più ai pellegrini di abbandonarsi, per l'occasione, ad una scampagnata in montagna, come avveniva in passato, quando di buon mattino la gente si incamminava a piedi o in carretto verso il santuario di Avola Antica, per sciogliere il voto fatto alla Madonna. Durante il cammino, in passato ri recitava il rosario e si cantava. Un canto diceva:
Ri luntanu vinemu,
ri mari pattemu.
Ppi ttia cantamu,
ppi ttia priamu; T
u, nosciu amuri,
Tu, nosciu valuri;
se nn'era ppi ttia
a noccia vita fina. (2)
L'immagine cinquecentesca in rilievo calcareo della Madonna delle Grazie (3) che è nel santuario di Avola Antica fu portata in città, su un camion riccamente addobbato di fiori e oleandri, nel marzo del 1958, a conclusione di una missione tenuta ad Avola, dal 26 febbraio al 9 marzo

 

logo Vie sacre

 

LUNEDÌ 2 LUGLIO 2018
A PIEDI DA AVOLA AD AVOLA ANTICA
PER IL CAMMINO DELLA MADONNA DELLE GRAZIE
ARRIVARE IN PIAZZA CRISPI (Zona ex Ospedale)
ENTRO LE ORE 17,00!

Anche questo cammino è promosso e sollecitato da Francesco Urso
come gli altri due, Il Cammino della Madonna delle Milizie
e il Cammino del Beato Antonio Etiope.
Il 2 luglio di ogni anno a piedi da Avola ad Avola Antica.
Arrivare categoricamente entro le 17,00 di ogni anno in Piazza Crispi per potere assieme proseguire.
Otto chilometri circa in salita dolce, non difficile, con il superamento di una differenza altimetrica di circa 400 metri sul livello del mare, e, in dipendenza dalle proprie scelte, altrettanti chilometri in discesa per la stessa strada, con pizza, oppure panino, in prossimità del Santuario della Madonna delle Grazie.
Portare zainetto con bevande, giubbotto catarifrangente, una felpa e torcia.
SENZA ALCUN COSTO PER I PARTECIPANTI
Contattare Francesco Urso per aderire (info@libreriaeditriceurso.com)

 

incontri

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Avola 2 luglio 2015. Nell'immagine una parte dei pellegrini che hanno condiviso il pellegrinaggio della Madonna delle Grazie verso Avola Antica.

Il 2 luglio di ogni anno pellegrini di Avola e dintorni
vanno a piedi da Avola ad Avola Antica
per il tradizionale Cammino dedicato alla Madonna delle Grazie.
In più di un'occasione di questi cammini,
come dice nel suo intervento Francesco Urso,
ogni volta si pratica la congiunzione della spiritualità con la poesia e l'arte,
in questo caso quella del poeta Sebastiano Artale (inteso "Mumma")
e della voce e chitarra di Liliana Calabrese Urso.
Video di Paola Di Pietro.
Per vedere altri video di cammini vai in
https://www.youtube.com/playlist?list=PLE54C3DF3C2E13171

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2 luglio 2014 – mercoledì
Tra sacro e profano a piedi da Avola ad Avola Antica, e
da Avola Antica ad Avola

Partenza alle 18,00 da Piazza Crispi (vicino all'ex Ospedale di Avola)
e ritorno intorno alle 23,00 verso Avola (con arrivo previsto intorno all'1,30).

Otto chilometri in salita dolce, non difficile, con il superamento di una differenza altimetrica di circa 400 metri sul livello del mare, e altrettanti chilometri in discesa per la stessa strada, con pizza in prossimità del Santuario della Madonna delle Grazie.
Portare zainetto con bevande e giubbotto catarifrangente e torcia

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2 LUGLIO 2013 – MARTEDÌ

Tra sacro e profano

A piedi da Avola ad Avola Antica

fino al Santuario della Madonna delle Grazie
e da Avola Antica ad Avola

Tantissimi ragazzini dai sei anni in poi hanno fatto con noi lo stesso cammino, con entusiasmo e rispettando le nostre indicazioni... Ci hanno sorpreso per il buon senso e la resistenza dimostrata, condividendo lo spirito del cammino e ascoltando con attenzione i nostri resoconti sulla storia dei luoghi che attraversavamo e sulle leggende legate al vecchio sito. Incantati hanno seguito all'interno del Santuario gli aneddoti religiosi raccontati dal prof. Salvatore Di Pietro.
Giornata da non dimenticare! Come sempre accade con ogni nostra iniziativa!
LA SICILIA


Partenza alle 18,00 da Piazza Crispi (vicino all'ex Ospedale di Avola)
e ritorno intorno alle 23,00 verso Avola (con arrivo previsto intorno all'1,30).

Otto chilometri in salita dolce, non difficile, con il superamento di una differenza altimetrica di circa 400 metri sul livello del mare, e altrettanti chilometri in discesa per la stessa strada, con pizza in prossimità del Santuario della Madonna delle Grazie.

edicola

Nella foto la cappella della Madonna delle Grazie a forma di tempio addossato alla roccia. In pietra calcarea e stile neoclassico (Sec. XIX) La cappella fu costruita ad Avola antica per ricordare il ritrovamento nel 1777, sotto un macigno di una immagine che doveva appartenere ad una chiesa che si trovava prima del terremoto del 1693 in quel sito.

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Sul ritrovamento circolano diverse versioni.
Si racconta di un pastore che sentendo suonare una campanella sotto un masso, lo spostò e ritrovò il bassorilievo e la stessa campanella in bronzo (che poi fu rubata).
La seconda versione racconta che l'immagine fu ritrovata, da un eremita tale Salvatore Lo Presti, che abitava nell'eremo costruito nel 1700, mentre zappava l'orto. L'edicola ancora oggi ha la fruizione, è oggetto di culto e di pellegrinaggio. Questo rito assume sì valore di religiosità, ma anche di ritorno penitenziale; infatti la salita avviene a piedi, nei riguardi della memoria storica degli antenati che erano vissuti e morti in quel luogo.
Quest'edicola rappresenta anche il cimitero degli antenati…

UN'OCCASIONE DI INCONTRO E DI SCAMBIO DI OPINIONI PER TUTTI I PELLEGRINI SICILIANI O PER QUELLI CHE SONO A NOI VICINI E CHE STANNO PER ANDARE IN CAMMINO FATE DI TUTTO PER PARTECIPARE!

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le immagini di parte dei pellegrini del 2011

 

 

2013

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2011

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2010

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2009

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tela

IN OCCASIONE DELLA FESTA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE IN AVOLA ANTICA:
Lettura storico-artistico della tela-pala dell’altare maggiore
della Chiesa dell’Eremo della Madonna delle Grazie
Avola Antica (Sr) di Vincenzo Piccione d'Avola

La pregevole e grande tela in esame fino ai primi anni degli anni 70 grandeggiava nell’altare maggiore della Chiesa dell’Eremo di Avola Antica, dedicata all'Immacolata, oggi santuario cittadino della Madonna delle Grazie. In seguito a un sacrilego furto questa tela è scomparsa,

La tela-pala dell’eremo della Madonna delle Grazie, Avola Antica

unitamente al prodigioso campanello del ritrovamento della scultura litica della Madonna delle Grazie, ancora oggi incastonata nel muro della prima cappella laterale a sinistra entrando nella piccola chiesa di Avola Antica.
La tela, di sicura mano del grande pittore Olivio Sozzi o del suo miglior allievo, è databile intorno ai primi anni del ’700, nel tempo in cui gli avolesi ritrovarono la prodigiosa scultura della MADONNA DELLE GRAZIE.
L’impianto pittorico ricalca l’impostazione di altri dipinti del Sozzi, infatti in alto ad apertura di ‘scenario di tela’ si staglia gloriosa la Santissima Trinità in una miriadi di angeli, raffigurata dal Cristo che regge la Croce, al centro la Colomba dello Spirito Santo a destra l’Eterno Padre con le braccia aperte. Al centro grandeggia la figura intera dell'Immacolata, coranata con le dodici stelle, poi in basso nella tela i Santi protettori avolesi: Venera a sinistra e Corrado Confalonieri a destra.

Accanto a questi Santi <avolesi>, Venera la Patrona e Corrado il protettore, i segni simbolici legati alle azioni di fede della loro vita: Santa Venera regge nella sua mano destra la palma del martirio con tre corone, mentre un angelo ai suoi piedi regge un Crocefisso, quale strumento prioritario della sua predicazione.

In basso, sul lato destro della tela, la grande ed ieratica figura del Santo dei Pizzoni, il Beato Corrado Confalonieri, quasi in atteggiamento estatico e comtemplativo della Vergine Madre Immacolata. Un angelo ai piedi di San Corrado regge il bastone eremitico ed ha accanto il teschio e la corona del rosario, strumenti di penitenza e di preghiera del Santo che visse la sua vita eremitica tra AVOLA e NOTO in epoca cinquecentesca.
La tela di Avola antica, in realtà, è un pezzo di storia della Città e vi si può leggere la devozione antica del Popolo avolese, legato ab antiquo alla Madonna delle Grazie, infatti nel sito della nuova Avola, nel quartiere vignale, fu costruita in epoca ottocentesca la piccola chiesa di Santa Maria delle Grazie.
Traggo dai miei ricordi giovanili le immagini a colori di questa stupenda tela che si presentava con cromie intense e forti ‘chiaroscurali’ alla ‘Caravaggio’, che davano quasi vita a quelle figure ieratiche e solenni dei Santi patroni-protettori, Venera e Corrado, che, in preghiera ai piedi della Madonna Immacolata, è come se implorassero grazie speciali e protezione sicura sulla sottostante AVOLA.

Le figure luce della tela sono la SS. Trinità e la Vergine Immacolata: da questi si diparte e si espande la luce su tutta la tela, tale da illuminare i volti dei Santi patroni ufficiali della Città. E’ una tela di gloria e di sintesi della fede di un’intera Comunità che all’indomani del catastrofico evento con questo documento d’arte si riconferma fedele alla fede antica dei Padri.
Ultima e necessaria nota: non troviamo nella tela tracce della devozione a San Sebastiano, infatti questa devozione forte, inesistente all’indomani del terremoto del 1693, prende l’avvio verso gli ultimi anni dell’800 e solo in quell’epoca,a furor di popolo, San Sebastiano viene proclamato conprotettore, e non compatrono, della Città insieme a San Corrado. L'unica Patrona della città di Avola è Santa Venera.
Considerata la valenza storica e artistica di questa tela del Sozzi per la memoria storica della nostra Città di Avola, sarebbe bene farne una nuova, che si ispiri a quella antica tela, ma con una moderna lettura artistica, delle dimensioni della originaria e ricollocarla laddove gli oltraggiosi ladri rimossero il pregevole manufatto sozziano, anche se dobbiamo aggiungere, purtroppo, che l’unico documento fotografico esistente è in bianco/nero ed è assai precario nella qualità dell’immagine (vedi sopra).
Allo stato attuale della triste storia di questa tela trafugata e mai più ritrovata, risulta legittima ogni azione volta a conservarne nel migliore dei modi la memoria nel cuore delle nuove generazioni degli Avolesi.
anno 2013, 2 luglio festa della Madonna delle Grazie – Vincenzo Piccione D'Avola
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___________________ note a marigine:
ULTERIORE APPROFONDIMENTO SULLA TELA TRAFUGATA DELL’EREMO DELLA MADONNA DELLE GRAZIE DI AVOLA ANTICA E NECESSARIE CHIARIFICAZIONI:

Storicamente il Convento di Avola Antica con annessa Chiesa, si pensa, sia stato costruito dai Padri Cappuccini di Avola nuova, all’indomani del terremoto del 1693 e questi ultimi vollero intitolare la Chiesa all’Immacolata e furono i committenti della grande tela.
A ben guardare e dalle recenti consultazioni, la figura centrale della tela è l’Immacolata Concezione ( assai cara ai Francescani cappuccini).

Dopo qualche tempo, forse per abbandono del luogo sacro da parte dei Cappuccini … forse in concomitanza del ritrovamento dell’icona litica della Madonna delle Grazie sotto un enorme masso, un certo sacerdote avolese, Don Sebastiano Li Gioi, (poi divenuto lui stesso frate eremita di AVOLA ANTICA), fondò in quel convento ex cappuccino l’EREMO DELLA MADONNA DELLE GRAZIE sotto la giurisdizione della Curia Vescovile e in stretta obbedienza al Vescovo.

La chiesa e la tela, ab antiquo, sono dedicate all’Immacolata Concezione, ma è doveroso aggiungere che questa chiesa viene oggi riconosciuta da tutti gli avolesi come CHIESA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE … anche se, ripeto, ci corre l’obbligo di chiarire che, per obbedienza alla storia, qs chiesa in origine (dalla fondazione cappuccina) è ‘sub titulo’ dell’Immacolata.

Un’ultima postilla sul sagrilego trafugamento: unitamente al furto della pala d’altare dell’Immacolata e i Santi Protettori di Avola, Venera e Corrado, e del campanello del ritrovamento dell’Icona litica della Madonna delle Grazie, i ladri rubarono pure 2 altre tele: 1) olio raffigurante un Santo Frate; 2) piccolo olio raffigurante la Madonna.

CI SARA’ UNA POSSIBILE RESTITUZIONE … ALLA NOSTRA AVOLA? LO SPERO!

Sono sicuro …e me lo dice il cuore … che queste tele sono ancora nel territorio di Avola, auspico veramente che i possessori trovino i modi piu’ … indolore … per una legittima restituzione alla Chiesa e al Popolo di Avola.

LA MADONNA DELLE GRAZIE SICURAMENTE PERDONERA’ … SE VEDRA’ IL RAVVEDIMENTO SEGUITO DALLA RESTITUZIONE DEL MALTOLTO.

RINGRAZIO TUTTI COLORO CHE ZELANO PER CONSERVARE LA MEMORIA STORICA LA BELLEZZA ANTICA DELLA NOSTRA CITTA’.
2 luglio 2013
Vincenzo Piccione D'Avola
_________________________________
dr. prof. VINCENZO PICCIONE
d’Avola
Viale Europa 15
90010 GERACI SICULO (PALERMO)
vgapiccione@virgilio.it

0921 643114

   
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