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SPAZIO A CURA DELLA LIBRERIA EDITRICE URSO
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dal 1994

AD APRILE 2018 VENTIQUATTRO ANNI
DI ATTIVITÀ DEL GRUPPO CULTURALE
"AVOLA IN LABORATORIO"

Molti dobbiamo tantissimo a questo gruppo, sia i pochissimi rimasti a tenere viva la fiamma dell’impegno, sia i tanti che hanno preso strade diverse…
Ventiquattro anni di incontri, dibattiti, conferenze, discussioni, confronti in locali pubblici e più spesso in pizzerie di Avola e del Siracusano, con l’unico obiettivo della promozione culturale in Avola e nel territorio circostante, non escludendo sconfinamenti in altre provincie.
Nel laboratorio s’è preferito sempre l’esercizio democratico di ogni processo di acquisizione culturale, escludendo ogni verticalizzazione piramidale organizzativa e di potere.
Il tutto sempre senza tessere né quote sociali, con un coordinatore nella figura di Francesco Urso.
Per esercitare fantasiosamente la propria attività, questo gruppo di fatto non si è mai assoggettato alla logica dei finanziamenti pubblici, e ha testimoniato la possibilità della libera aggregazione di persone al di là delle logiche di partito e di schemi mentali.
Un incontro al mese, sempre più o meno l’ultimo mercoledì del mese, ad esclusione di luglio, agosto, settembre e dicembre.
SOSTENETECI PER ALMENO ALTRI VENTIQUATTRO ANNI!! ... PARTECIPANDO...

Questo è un invito!
(Noi di
AVOLA IN LABORATORIO non ci possiamo permettere altre forme di comunicazione,
né ci permettiamo di obbligarTi a essere presente).
Speriamo, comunque, di avere il piacere di averTi con noi questo mercoledì sera...
In relazione con Te, vogliamo continuare a svolgere un ruolo civile di convivenza culturale.
Se puoi, fai uno sforzo per essere presente...

INVIA una e-mail a
avolainlaboratorio@tiscalinet.it per l'eventuale adesione.


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FINANZA E POLITICA - RUBARE È ANCORA UN PROBLEMA ETICO?

Liliana a Ispica
Un dibattito organizzato il 13 febbraio 2014 da "Il mercato delle idee" di Ispica, a cui come AVOLA IN LABORATORIO abbiamo dato il nostro piccolo contributo.
Andando in direzione dell'«Antica Macina», la Pizzeria sulla statale Rosolini-Ispica, pensavamo che avremmo trovato in questa serata il dibattito un po' "ingessato", un po' schematizzato da ritmi di lezioni scolastiche, e invece...
Invece è stata una bellissima serata, aperta come al solito con semplicità da don Mario, moderatore di queste serate culturali.
Tra una porzione di pizza e l'altra (fra l'altro di splendida qualità! Ci complimentiamo per questo ottimo servizio, nonché con la scelta del posto, non necessariamente nella stessa città, così come noi molto spesso ci siamo riuniti a Cassibile e più volte a Noto).
Parecchi interventi, con molta vivacità e libertà di vedute!
Come al solito abbiamo studiato prima e ancora dopo ci occuperemo ciascuno di noi di questi e altri quesiti che il tempo ci offrirà, o che entreranno nel nostro cammino di ricerca.

La riproduzione audio totale dell’incontro, a cura di Liliana Calabrese Urso, è in questo link: http://www.libreriaeditriceurso.com/audio/politica_finanza13_2_2014.mp3

NOTA BENE: Non è stata operata come al solito nessuna censura, né l’audio è dei migliori (fra l’altro la serata è stata realizzata senza impianto di amplificazione).

LOGOIl mercato delle idee

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Riflessione di Paolo Pantano
dopo l'incontro del 2 gennaio 2014 a Ispica (Rg)
su "Economia, Finanza e lavoro
"


Dopo le NECESSARIE ED UTILI ANALISI fatte da tutti ho cercato di dare il mio contributo d'idee in particolare per tentare di trovare ed avere RIMEDI E SOLUZIONI alla crisi sistemica attuale, partendo dalle esperienze personali ed individuando nelle risorse ambientali del territorio, nelle risorse umane, nella necessità di fare rete, nella coesione sociale, nella cultura (professionalità, conoscenza) e nell'impegno sociale, le vere leve per una ripresa durevole. L'organizzazione e la fiducia reciproca sono ingredienti importanti per poter stabilire rapporti proficui di collaborazione e cooperazione e sono un buon "valore aggiunto" per la consapevolezza e per un agire in positivo mettendo al bando il fatalismo e la rassegnazione. Gli ESEMPI POSITIVI e LE MIGLIORI PRATICHE, per combattere e vincere la crisi, ci sono come quelli che sono stati realizzati nel territorio di Noto, anche col nostro personale impegno (No alle trivellaz. petrolifere, Riserva Naturale di Vendicari, mare pulito a Noto Marina: 4 vele col depuratore, 80 tra B&B ed agriturismi, Mosaici del Tellaro, Isola pedonale al centro (con la nascita di 22 nuove attività), ecc., ecc.

Paolo Pantano

ascoltaL'audio della serata, così com'è stata, con tutti gli interventi, senza tagli, senza censure...

SSS… SILENZIO
IN PIZZERIA CON “AVOLA IN LABORATORIO”
29 NOVEMBRE 2013

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Abbi pazienza! Se riuscirai a fermare il tempo e ad ascoltare l’integrale audio dell’ultimo mercoledì in pizzeria, dove un gruppo di amici preferiscono parlare – anziché stare – in silenzio. Un modo coraggioso, quello di questo gruppo, di proporre l’autenticità di incontri senza formalismi e con tutta la fragilità dell’esistenza. Ecco un ulteriore audio di un ennesimo incontro, riproposto a persone, che come te hanno pazienza e voglia di ascolto, per rivivere il dibattito dal vivo su quel tema delicatissimo e molto serio, come se tu stesso fossi seduto alla stessa tavola di questo gruppo in pizzeria, tra un piatto di patatine e l’intromissione, nel discorso, e con un inaspettato trambusto, di un’offerta di pizza…
Il gruppo si è dato appuntamento per il successivo incontro a fine gennaio 2014.

ASCOLTA L'AUDIOAscolta

LOGOAl link qui sotto l'intero audio della serata in pizzeria (senza tagli o censure) del gruppo "AVOLA IN LABORATORIO" dedicata mercoledì 23 ottobre 2013 al tema "L'INUTILE INDISPENSABILE". Dall'intervento di apertura di Ciccio Urso, con riferimenti a tutti gli anni di attività (ad aprile del 2014 saranno venti! sempre senza finanziamenti pubblici!...), agli altri interventi dei vari amici presenti quella serata: Liliana Calabrese, Orazio Parisi, Paolo Corsico, Domenico Giansiracusa, Sebastiano Artale, Nino Muccio, Benito Marziano, Federica e Rosella Porteri, ecc.
Sembra vero che tutto questo sia inutile ai più che non erano presenti, ma per noi risulta essere ogni volta indispensabile!

Ascoltahttp://www.libreriaeditriceurso.com/audio/AvolaInLaboratorio20.11.2013.mp3

Il diritto all'in-utile come cifra dell'uomo ovvero
 “Il giorno della fine non ti servirà l'inglese”


Si può dire che l'esigenza di esprimersi attraverso ritualità e gestualità che esulano dall'immediato soddisfacimento di un bisogno, e che, anzi, sottraggono energie all'impegno cogente dettato dalla mera sopravvivenza è il carattere distintivo dell'uomo.

Decorare e adornare il corpo pare già fosse cura del cugino Neanderthal, così come la sepoltura dei propri simili e i riti ad essa connessi. Atti culturali che distraggono forze e tempo dalla pura e semplice sussistenza del gruppo sociale e che nelle più tarde costruzioni megalitiche , incredibilmente onerose, raggiungono l'apice dell'assurdità in moderni termini di calcolo costi-benefici, la sola linea di pensiero che pare guidare e determinare oggi la vita sociale.

Fino all'età classica e probabilmente fino alle soglie dell'età industriale accanto al tempo dedicato al negotium vi era lo spazio intangibile dedicato all'otium, la scholè con termine greco: il tempo LIBERO. Una libertà negata all'uomo contemporaneo, ridotto a homo oeconomicus la cui dignità viene fatta coincidere con la propria produttività e utilità. O ridotto a cumulo di riflessi condizionati ed esito di un comportamentalismo meccanicistico, secondo i più recenti indirizzi delle neuroscienze di matrice americana. Ormai anche il tempo libero, l'otium, è abitato dal negotium e soggiace alle esigenze di profitto di una controparte, che si chiami proprietario del centro commerciale, gestore della palestra o della piscina, animatore, produttore cinematografico, gallerista o (Ciccio perdoni) editore.

Anche la scholè  viene quantificata, monetizzata e, dunque, disumanizzata. 

La stessa cultura cioè viene misurata, indicizzata e valutata in base all'indotto. I libri devono essere bestsellers, i film “campioni d'incasso” ed è questo ormai a conferire loro dignità e accettazione sociale.

E' un quantificare l'inquantificabile che necessariamente produce aberrazioni.

Il discorso si è addirittura invertito: la cultura deve legittimare, giustificare se stessa dimostrando di essere produttiva e utile in termini economici: allora viene tollerata.

E il discorso si è allargato persino alla scelta di interventi di tipo umanitario, giustificati in certi ambienti non perchè la povertà o la guerra siano un male in sé, ma in quanto possono creare problemi all'assetto economico globale o ostacolare espansioni di mercato. Ma a volte la guerra conviene di più: è più...utile.



Ma allora perchè accudiamo un malato terminale? Perchè ci disperiamo per un amore non corrisposto? Perchè lottare per la sopravvivenza quando si sa che alla fine comunque si muore? Perchè contro ogni evidenza la nostra scommessa (non l'esito di un calcolo razionale) è che la parte più importante di noi non è misurabile, né quantificabile, né ottimizzabile, né efficiente, né destinata a essere utile, ma destinata a sopravviverci.

E allora VIVA una inutile strada infiorata a Noto!

Viva l'inutile, splendida poesia chiusa in un cassetto!

Viva l'inutile, reiterato restauro di un raro reperto organico!

Viva l'inutile, inconcludente scavo archeologico e la sua esasperante lentezza stratigrafica!

Viva l'inutile doloroso, sfiancante cammino di un pellegrino accanto a una comoda autostrada!

Viva la folle e preziosa ora di veglia notturna di un convento di clausura!

Viva l'intollerabilmente dispendiosa, sacra bellezza del lievito madre!

Viva questi sfolgoranti sprazzi di improduttività che ci fanno essere Uomini!

Federica Porteri

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FacebookIntervento di Domenico Giansiracusa

A PROPOSITO DEL PARTECIPARE E DEL CONDIVIDERE

Tutti quelli che leggono e scrivono in Avola in laboratorio, nel sito di Ciccio Urso, in Libri di versi diversi libri, ecc... Potrebbero provare a partecipare, una volta, almeno, agli incontri in pizzeria con Ciccio, Liliana, Orazio, il caro amico Pantano e quel gruppo di amici che amano dialogare, confrontarsi, leggere e parlare di poesia... E non solo. Unitevi a noi, che abbiamo a cuore il vostro cuore. Io per tanto tempo l' ho lasciato languire per cercare inutili svaghi, superficiali piaceri... Per tanto tempo ho trascurato il vero piacere della mia vita... La poesia.
Poi, grazie a Ciccio, ho capito... Grazie a lui ho capito il significato della parola "condividere". Solo così, ve lo assicuro, si gusta il senso di questa meravigliosa esistenza. Solo dalla condivisione vengono le idee, le ispirazioni. Non limitiamoci a guardare. Per mia personale esperienza, ho avuto modo di leggere il cuore di una persona speciale, molto speciale... Ciccio e la sua meravigliosa moglie. Vi assicuro che tutto quello che fanno, che organizzano, che donano al nostro paese... E non solo... È di grande spessore culturale e sopratutto umano.
Partecipare alle loro iniziative è un dovere morale.
Io ne sono pienamente convinto. Grazie.

Domenico
luglio 2013

Lo so benissimo che mettere MI PIACE, non è abbastanza, ma tengo a dire che Ciccio Urso e Liliana Calabrese Urso fanno MOLTO, per questo Territorio, fanno TANTO...
Quello che mi infastidisce di più e che mi fa "arrabbiare" è che non ho mai riscontrato, ripeto MAI, da parte delle cosidette istituzioni, a tutti i livelli, un BRAVI, COMPLIMENTI, un plauso...
Viviamo in un contesto autoreferenziale, avaro di riconoscimenti...brullo!
E nella ultima edizione di VOLALIBRO, manifestazione che si tiene con cadenza annuale, a Noto, dove tutto si parlava, tranne di libri, mi sono fatto " 'u ficutu sfattu ", quando ho preso atto dell' assenza di CICCIO e della sua Libreria Editrice Urso.
Mi "vergògno" di queste cose! Ciccio Urso e la sua consorte, sono una RISORSA per questo Triste Territorio: RENDIAMOCENE CONTO!

Giuseppe Pulzello
luglio 2013

I LIBRI E LA LETTURA NELL'ETÀ DELL'IGNORANZA

In un ennesimo incontro in pizzeria di "AVOLA IN LABORATORIO"
per i “Mercoledì letterari” di fine mese si è parlato il 28 novembre 2012 di “Il libro che ho letto, che sto leggendo o che leggerò”.
In questo video di Nina Coletta Amato l’attaccamento ai libri come si manifesta nel poeta-scrittore di Noto Benito Marziano, con aneddoti di vita familiare con argomento il libro e la lettura in una Noto del Novecento, a futura memoria di amici e parenti che vorranno capire come in quel secolo si sviluppò e si completò quel processo di alfabetizzazione nel nostro Paese.
Benito Marziano parla infine anche del libro che sta leggendo. "È possibile una democrazia senza cultura?", si chiede – e chiede anche ai presenti – sapendo già lui – e tutti gli altri – che, anche se stiamo vivendo quella che Fabrizio Tonello, autore del suo libro definisce "L'età dell'ignoranza", non c'è alternativa ai valori della cultura e della lettura suo fondamentale alimento.

...Dopo l'incontro letterario in pizzeria
di MERCOLEDI' 25 maggio 2011

di AVOLA IN LABORATORIO

fotoAd un certo punto della serata Ciccio Urso ha letto il  ''passaggio'' tratto da ''Le città invisibili'' di Italo Calvino:
 "L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà: se ce n'è uno è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.
fotoIl secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno e farlo durare e dargli spazio".

Ho utilizzato spesso quanto è stato scritto come ''citazione'',   poiché  condivido il pensiero  e  cerco di mettere in pratica il secondo modo anche se  è il più difficile da attuare.
fotoIeri sera,  riascoltando Calvino, mi è venuta in mente  subito la frase di Aristotele : - Libero è chi ha legami, responsabilità verso gli altri, obblighi verso la comunità nella quale vive. E' schiavo invece colui che non ha legami, che non ha un proprio posto nella città e che per conseguenza può essere utilizzato da altri e in diversi modi.
 
Anche questa frase è da me condivisa per la collimazione, a mio parere, con quella di Calvino.
E' stata una bella serata.


Paolo Pantano

(Foto di Corrado Bono)

POESIA LETTA DA SALVATORE AMATO
NELL'INCONTRO DEL 26 MAGGIO 2010

Salvatore

Il cielo è di tutti

Qualcuno che la sa lunga
mi spieghi questo mistero:
il cielo è di tutti gli occhi
di ogni occhio è il cielo intero.

E' mio, quando lo guardo.
E' del vecchio, del bambino,
del re, dell'ortolano,
del poeta, dello spazzino.

Non c'è povero tanto povero
che non ne sia il padrone.
Il coniglio spaurito
ne ha quanto il leone.

Il cielo è di tutti gli occhi,
ed ogni occhio, se vuole,
si prende la luna intera,
le stelle comete, il sole.

Ogni occhio si prende ogni cosa
e non manca mai niente:
chi guarda il cielo per ultimo
non lo trova meno splendente.

Spiegatemi voi dunque,
in prosa od in versetti,
perché il cielo è uno solo
e la terra è tutta a pezzetti.
Il cielo è di tutti

Qualcuno che la sa lunga
mi spieghi questo mistero:
il cielo è di tutti gli occhi
di ogni occhio è il cielo intero.

E' mio, quando lo guardo.
E' del vecchio, del bambino,
del re, dell'ortolano,
del poeta, dello spazzino.

Non c'è povero tanto povero
che non ne sia il padrone.
Il coniglio spaurito
ne ha quanto il leone.

Il cielo è di tutti gli occhi,
ed ogni occhio, se vuole,
si prende la luna intera,
le stelle comete, il sole.

Ogni occhio si prende ogni cosa
e non manca mai niente:
chi guarda il cielo per ultimo
non lo trova meno splendente.

Spiegatemi voi dunque,
in prosa od in versetti,
perché il cielo è uno solo
e la terra è tutta a pezzetti.

Gianni Rodari


Intervento di Paolo Pantano e di Francesco Urso all'incontro
Comunicazione e relazione del 28 aprile 2010

Immagine
FOTO©AnoukTravaillard2010

Liliana canta "Cera un ragazzo"
nella serata di AVOLA IN LABORATORIO del 28 maggio 2008
1968 by night - Edgardo Gelli e Liliana Calabrese
in AVOLA IN LABORATORIO del 28 maggio 2008


logoIN RICORDO DELL'INCONTRO DEL 26/3/2008 per ''Gli incontri culturali in pizzeria'' presso "I GIARDINI DI NOTO" Ristorante Pizzeria Bar Contrada Fiumara - Noto, laboratorio di democrazia culturale con miniconferenze a tema imposto. Tema dell'Incontro: La politica nell'epoca del disincanto. Moderatore: Francesco Urso. Tecnico del suono: Salvatore Elera. Ospite d'onore il cantante-musicista Edgardo Gelli.

REGISTRAZIONE AUDIO DEGLI INTERVENTI: Michele Urso - Antonino Muccio 1 - Paolo Pantano - Benito Marziano - Antonino Muccio 2 - Corrado Bono - Orazio Parisi

 


Gelli e LilianaGelli e LilianaEdgardo Gelli e Liliana in 'Il passatore'

Edgardo Gelli in 'Piccolo fiore' dal vivo

Edgardo Gelli con Liliana in 'Quando calienta il sole' dal vivo


Gelli in 'Eternamente' dal vivo

Edgardo Gelli in 'Petit fleour' dal vivo

 

Chi è Edgardo Gelli?

II cantante-sassofonista Edgardo Gelli nasce a Corniolo di Santa Sofia, nell'Appennino romagnolo. Allievo della famosa insegnante di canto bolognese Ada Scaglioni, ben presto entra in orchestre da ballo. La prima è quella di Gigi Zagari, poi per un anno è con "Ely Neri" e per cinque anni con "Silvano Prati", suo insegnante di sassofono. Nel 1966/67 nasce il complesso "Edgardo Gelli e i Mattatori" composto dallo stesso (sax-voce). Giorgio Cortini (tastiere). Pier Giuseppe Flamigni (clarino), Alberto Parmiani "Padre Mariano" (batteria), Adolfo Berardi "Ado Raldi" (chitarra-voce). L'incisione di alcune canzoni di successo, molto gettonate nei juke box. danno grande popolarità a Edgardo Gelli, che gli permette di debuttare il 27 ottobre 1969 a Goro con l'orchestra Casadei. E' un periodo importante per il bravo cantante che incide con Casadei, oltre a "Romagna mia", alcune fra le più belle canzoni che rimarranno nella storia della nostra musica: "La mia gente" e "Verso casa mia". Il 15 giugno 1974 esce dall'orchestra Casadei e. dopo avere diretto una formazione di nove elementi denominata "Liscio 70", nel 1976 debutta con l'orchestra che porta il suo nome. Sono con lui, fra gli altri, Franco Perini (tastiera). Adamo Dormicchi (batteria), prof. Alfredo Pagliardini "Ciulla" (tromba-chitarra-basso-voce), Giorgio Giacomi (sax-clarino. Tony Psotti (fisarmonica), Claudio Santini (trombone), Gino Santini e le cantanti Fiorella, Titti e Tiziana Paci. Dopo alcuni anni di intervallo per un cambio di attività, nel 1986 entra nell'orchestra "La Storia di Romagna" e nel 1988 riparte con un nuovo gruppo "I Fratelli della Romagna" composto da: Marco Lascialfari poi Antonello Guerra (clarino-sax). Riccardo Casacci (sax), Ivano Pescari (fisarmonica-tastiere). Edgardo (basso), Anna (pianoforte-tastiere), Silvano Grilli (batteria) e le cantanti Viviana poi Elisabetta e Gioia. Nel 1992 "I Fratelli della Romagna" si sciolgono e Gelli interrompe la sua attività per poi ritornare con un quintetto composto da: Fabrizio Palazzi (fisarmonica-tastiere), Gianiuca Grossi (tastiere-voce), Dante Balducci (trornba) e Simota (voce solista. Le versioni della canzone "Romagna mia" interpretate da Edgardo Gelli hanno fatto il giro del mondo decretando questo cantante "La voce di Romagna".
Adesso vive felicemente ad Avola in - cantando tutti noi.

La dimensione fantastica della realtà

Non siamo pronti per la filosofia perché non ci siamo ancora liberati dal mito. Non siamo disposti a vivere filosoficamente perché riteniamo più giusto che debba essere il mito a guidare la nostra esistenza: verità rivelata o verità adombrata. Niente da rivelare, niente da nascondere sotto il cielo dell’essere. Una sola verità definisce i limiti del “tutto”. Ma se il tutto non ha limiti, poiché in quanto tutto ne è privo, allora vuol dire che la verità nulladefinisce ciò che non è, cioè nulla.
La verità definisce il “nulla”.
Ma il nulla può essere definito da una verità?
La verità sta dentro il tutto e il nulla ne rimane fuori, perciò la verità che è nel tutto non serve al nulla e il nulla non sa che farsene. Il nulla rifiuta la verità del tutto, cioè si definisce da sé in altro modo.
Il tentativo della metafisica di definire (imporre) una verità al mondo non può nulla oltre i confini del tutto, negli spazi cioè in cui una forza potente domina contrapponendosi al mondo che la metafisica ha costruito ma a cui non ha saputo dare radici. Ecco perché il nulla si prende gioco di questo mondo senza radici.
Il nulla può aspirare ad altro. Può guardare in alto. Può andare lontano. Il nulla può.
Il nulla può ciò che il mondo non può. Ma se il mondo non può come fa ad essere? Allora non è? Già, il mondo non è. E il nulla? A chi si contrappone il nulla? A se stesso?
Secondo i metafisici il nulla s’invera nella contrapposizione ma dalla sua prospettiva non vede tutto ciò, non vede ostacoli, sa che nessuna forza del cosmo può impedirgli di avanzare e di incombere su tutto. Insomma il nulla si muove in assoluta libertà. E purtuttavia la filosofia non può affermare questa verità, l’unica verità, la verità che proclama la libertà del nulla o la libertà nel nulla.
La filosofia no, ma la poesia sì, l’arte sì, l’arte può e deve. L’arte lo deve dire. Poeticamente, ma lo deve dire.

Nino MUCCIO

Fondare significa tessere reti,
costruire fondali per chiudere,
di volta in volta,
la scena che si apre sull’abisso

S. Natoli

La dimensione “fantastica” della realtà degli (anti)peripatetici
tracceRitengono i libri una occasione di bellezza e di godimento.
La poesia, il linguaggio per loro non sono solo un mezzo di comunicazione, ma possono essere pure una passione e una gioia.
Sanno che la filosofia è stupore, stupore che ammira.
Si accostano alla filosofia per ricerca della verità, ma capiscono che il mito è racconto che rimanda la spiegazione del significato.
Apprezzano la metafora, il modello della vita che è sogno, la sensazione secondo cui la vita sarebbe un sogno: “noi siamo di natura uguale ai sogni”.
Camminano insieme, sanno che è il cammino lo scopo e la meta.
Molti di loro si fanno carico del proprio cammino nella loro solitudine e indifferenza al divino. Senza null’altro attendere che quel che la strada, resa più dignitosa e percorribile, possa offrire e insegnare in quest’unica vita. Senza alcun baratto che il farne intensamente esperienza.
Scrutano la linea dell’orizzonte, con la consapevolezza di vivere nella fluidità della postmodernità.
Amano Cervantes e il suo cavaliere errante, le sue inquietudini il sogno il dubbio la visione letteraria della realtà la rottura delle consuetudini la fuga, l’amore per la giustizia l’obbedienza ai “precetti religiosi” la lotta contro i “giganti” il Seicento come secolo di rottura con la sua riconquistata fluidità della modernità.
Godono degli insegnamenti di Epicuro e della sua concezione della felicità.
Leggendo Lucrezio capiscono quanto l’Umanità abbia perduto dalla sua rimozione collettiva.
Il caso, l’indeterminazione della luce di Democrito fino a Heisenberg, sono oggetto di approfondite discussioni che arrivano fino al dissolvimento della realtà in una o più dimensioni fantastiche, eppur concrete.
incontriAmano Magris e i suoi saggi sulla letteratura e la fuga e il ritorno.
Sanno, alla luce di Calvino, che la leggerezza è dimensione letteraria, poetica e scientifica. E dissoluzione, frantumazione atomizzazione della solida realtà, e visione profonda oltre la superficie.
Si addentrano nei labirinti mentali eppur reali delle costruzioni di Kafka.

Riconoscono nel Nulla l’infondato fondamento dell’Essere e l’espressione massima della libertà nelle sue infinite potenzialità senza alcuna predeterminazione.
Indagano sulla Scienza e sulla Tecnica, espressione massima del dominio occidentale sul pianeta e sulle conseguenze di questo dominio sulla condizione dell’uomo.
Con Severino ricercano le strade parmenidee del sentiero del giorno dimenticate dall’Occidente.
Amano Leopardi nella sua concezione dell’Arcano mirabile e spaventoso.
Discutono continuamente sul senso del tragico come dalla tradizione greca e nella sua attualità.
Ricercano con Gadamer la concezione extra metodica della verità nella dimensione artistica-estetica.
Amano il godimento delle visioni mediterranee dei loro cammini.
Qualcuna canta le struggenti canzoni della vita della nostalgia dell’amore.
Qualcuno gioca con le stramberie della vita reale sapendo che di questo è fatta e le rappresenta in una dimensione ludico fantastica. Organizza tutto per gioco e per godere e fare godere ”fanciullo invitto”.
incontriQualcuno meraviglia per l’originalità delle sue ricerche sentite e per il suo percorso culturale.
Qualcuno ha trovato la sua profonda inclinazione nella strada del gruppo e costruisce la sua dimensione culturale e umana in una continua ascesi.
Qualcuno manifesta lo stupore iniziale dell’uomo che scopre la bellezza del pensare nelle occasioni della realtà.
Qualcuno realizza nel gruppo le sue aspirazioni alla fuga.
Qualcuno approfitta per recuperare il tempo perduto leggendo tutto quello che nella sua vita non ha letto, facendo suo il detto di Borges: ” l’uomo è ciò che legge”.
Qualcuna legge stupendamente poesie, sviscerando la sua anima.
Qualcuna segue portando il bambino per amore di ascoltare discussioni belle e dotte.
Qualcuno, veramente scrittore e poeta, partecipa in pectore non riuscendo a vincere la sua “pigrizia camminandi”.
Qualcuno viene per il gusto dell’amicizia.
Stanno entrando nella dimensione di Borges e della sua visione della vita come labirinto di libri e come dimensione spazio temporale fantastica.
Sicuramente tutti vedranno l’Aleph!
Michele02/02/2007
Michele

P.S. (anti) perché si oppongono alla concezione degli “elementi” di Aristotele propugnata dai Peripatetici e propendono per quella atomistica corretta di Democrito Lucrezio, Epicuro, Boyle, Descartes, Lemery, Lefèbre, Newton, Lomonosov, Dalton e della scienza moderna.

31 maggio 2006“L’instabilita” in tutte le sue sfaccettature, da quella filosofica, a quella esistenziale, poetica, economica, questo l’argomento del consueto appuntamento mensile dell’associazione culturale “Avola in laboratorio”.  Niente di più azzeccato per un’associazione che non ha una natura giuridica ben definita, nata per raggiungere uno scopo nobile, far parlare i cittadini. Partendo dalla considerazione che difficilmente il cittadino viene ascoltato e là dove trova spazio niente si presenta più precario, Orazio Parisi ha offerto interessanti spunti di riflessione, approdando anche all’aspetto filosofico e all’incapacità della filosofia accademica di aprirsi al senso comune. E se il futuro, secondo Parisi, fa vivere il presente nella incertezza, per lui è meglio schierarsi per la stabilità che permette di contrastare l’instabilità esistenziale determinata da modernità liquida che prende le forme del contenitore. Ciccio Urso, chi meglio di lui, libraio conoscitore dell’instabilità dell’animo umano, ha incentrato il suo intervento sulla necessità di mantenere alto il dibattito, unico in grado di contrapporsi all’instabilità più totale della comunicazione. Il poeta Benito Marziano, si è schierato dalla parte dell’instabilità grazie alla quale l’uomo ha avuto l’ardire di osare strade nuove, diversamente si sarebbe fermato di fronte al 31 maggio 2006primo dogma. E mentre Enzo Amato ha affermato che l’instabilità è vita, il poeta Corrado Bono ha letto agli amici presenti una estemporanea a tema. Paolo Pantano ha affrontato il problema da un punto di vista strettamente economico, analizzando come la politica dello sfruttamento sconsiderato delle risorse della terra non faccia altro che creare instabilità nel mondo intero. Alla fine della serata, come al solito intramezzata dalle piacevoli note della chitarra di Liliana Calabrese, Ciccio Urso ha fatto circolare, fra il serio e il faceto, una sorta di questionario per sondare l’orientamento dei presenti. Ha avuto la meglio lo schieramento degli “instabili”, diciannove, contro gli “stabili”, appena otto. Da non trascurare, invece, quelli che si sono posti a metà strada fra la stabilità e l’instabilità, sette, magari, chi lo sa, più equilibrati, mentre decisamente provocatoria l’espressione di crede che si tratti di un falso approccio al problema.

Gabriella Tiralongo
Nel quotidiano “LA SICILIA” di  domenica 4 giugno 2006

AVOLA IN LABORATORIO (dopo l'incontro del 30.11.2005)
incontro
Dei "Don Chischiotte"
armati di libri alla conquista della libertà

Si potrebbero definire dei Don Chischiotte armati di libri alla conquista della libertà, quella del pensiero, l’unica chiave di riscatto dalla bassezza della privazione culturale imposta da una televisione sempre più sintonizzata sul Grande Fratello e L’isola dei famosi. Sono gli amici di Avola in Laboratorio, associazione culturale da più di dieci anni presente nel territorio, che si incontrano ogni ultimo mercoledì del mese in pizzeria per affrontare argomenti di interesse culturale, secondo formule e schemi mutevoli, come un magma incandescente che prende forma in base alle esigenze che via via si presentano. “Tucidide, la spedizione ateniese in Sicilia, storia e attualità di ogni imperialismo nichilista” è stato il tema dell’ultimo appuntamento mensile. Michele Urso ha introdotto l’argomento evocando gli eventi di 2400 anni fa in una prospettiva più ampia, proiettandoli nel mondo attuale. Attraverso l’analisi dei due protagonisti della spedizione, Demostene, grande stratega, costretto ad arrendersi nella piana fra Santa Teresa e Cassibile, e Nicia, sono stati evocati gli stessi scenari di morte visti dai corrispondenti durante la guerra in Irak. Assonanze sono state evidenziate tra la ritirata dell’esercito di Nicia e quello italiano durante la campagna di Russia. Similitudini sono state fatte fra i personaggi storici e gli uomini politici di ora, il tutto per evidenziare che la storia si ripete senza nessun cambiamento di rotta. Leonardo Miucci, moderatore della serata, ha cucito in maniera armonica gli interventi dei presenti mirati all’analisi dell’imperialismo. Enzo Amato, partendo dalla demagogia di Alcibiade, ha puntato Gabriellasulle strategie di chi detiene il potere, mentre l’intervento di Libero D’Agata, decisamente tecnico, è stato incentrato sul concetto di democrazia e isonomia nell’antica Grecia, non senza agganci moderni. E se Benito Marziano ha evidenziato la barbarie della guerra, quella di cui ha nitido il ricordo, Silvana Scrofani, ha sostenuto l’importanza dell’educazione dei giovani e soprattutto dei bambini. Orazio Parisi riferendosi al concetto di politica che non è un fatto scontato, ma connesso alla democrazia, ha indotto a riflettere sull’essenza della condizione umana. La chitarra di Liliana Calabrese, il profumo dei cibi mediterranei, sono stati gli indispensabili condimenti di una serata decisamente non di serie.
Gabriella Tiralongo
(in LA SICILIA di venerdì 2 dicembre 2005)

poesia
Stasera
Stasera è sera
di meditazioni
sul presente,
passato e futuro,
andando avanti e non indietro.
Stasera è sera
d’arte,
l’uomo è artista
qualsiasi e qualunque
lavoro o attività svolga.
Stasera è sera
di dialogo,
con monologhi e non,
crescendo e facendo
cultura assieme,
andando sempre avanti.
Stasera è sera
di confronti e non scontri,
portando il nostro paese su ali dorate
in lidi e porti sicuri e tranquilli.

Corrado Bono
( Mercoledì 30/03/2005 )

premiazioneOLIMPIADE DELLA POESIA
La corona di alloro attribuita al «veterano» Burgaretta
premiati l'autore-attore Caldarella e l'esordiente Rametta
La poesia, linguaggio universale che accomuna tutti gli uomini, dai semplici agli intellettuali, si è rivelata ancora una volta, un importante strumento di comunicazione. E' proprio in occasione della seconda edizione dell'Olimpiade della poesia, ideata da Ciccio Urso, editore e libraio conosciuto nella città, «motore» dell'associazione culturale Avola in laboratorio, svoltasi mercoledì sera per il Lilianaconsueto appuntamento mensile della serie "Gli incontri culturali in pizzeria", che si sono cimentati, in un insolito e divertente gioco, grandi e piccoli poeti. Adulti e bambini si sono proposti come autori di delicati versi, di profonde riflessioni, hanno avuto il coraggio di mettere a nudo le proprie sofferenze, forti del fatto che i presenti li avrebbero saputo ascoltare e capire. E' stato più di un gioco: ciascuno ha esposto se stesso al giudizio degli altri, si è messo in discussione ed ha saputo accettare di buon grado il voto dei presenti espresso su una scheda contenente un grafico. Al primo classificato, il professore Sebastiano Burgaretta, Liliana Calabrese Urso ha tentato, fra il serio e il faceto, di consegnare l'alloro del poeta. Ad Antonio Caldarella, autore e attore, il secondo posto e all'esordiente Antonio Rametta, il merito del terzo classificato con «Soffio di pace». Era presente anche il piccolo Andrea Frasca, vincitore della prima edizione svoltasi ad Olimpia, in Grecia, nel luglio dello scorso anno. Peppe Caruso, presidente della "Corale città di Avola", nell'ambito dello spazio gestito dalle associazioni finalizzato a creare con loro un collegamento, ha presentato il proprio gruppo che, diretto dal maestro Salvo Passarello, si è esibito con successo. Orazio Parisi, ha letto il testo di una ninna nanna composta da Margherita Coletta, vedova del «Brigadiere dei bambini», inserito nel Cd, i cui brani sono stati composti dal violinista Di Stefano, progetto musicale, i cui proventi saranno devoluti ai bambini e al popolo iracheno.
Gabriella Tiralongo

nel quotidiana "La Sicilia" di venerdì 29 ottobre 2004

CLASSIFICA DEFINITIVA VOTAZIONI
SECONDA EDIZIONE "OLIMPIADE DELLA POESIA"

1° classificato BURGARETTA Sebastiano con voti 194
2° classificato CALDARELLA Antonio con voti 190
3° class. RAMETTA Antonio con voti 189

- LA MARCA Daniele 183
- DI PIETRO Salvo 183
- FRASCA Andrea 182
- GRANDE Peppe 182
- TIRALONGO Corrado 180
- CALABRESE Liliana 180
- TIRALONGO Gabriella 178
- LA ROSA Alessia 176
- CARBE' 176
- AMATO Enzo 175
- MARZIANO Benito 171
- MAGGIORANA Enza 168
- BONO NERINA 166
- FRASCA Alessandra 163
- GIUMMO Maria Antonietta 163
- BASILE Sebastiano 156
- ALIA Enrico 155
- COLETTA Nina 151
- ROSA 149
- PARISI Orazio 139
- DORATO Roberto 138
- BONO CORRADO 135
- ELERA Salvatore 132

Ringraziamo tutti quelli che ci hanno inviato le loro poesie per la serata.
Quanto pervenuto, assieme alle poesie lette dai concorrenti, sarà oggetto di una pubblicazione in ricordo della manifestazione, per la serie "I quaderni dell'Orso", della Libreria Editrice Urso.

Avola in laboratorio Di tutto di più
Questo è stato l'ultimo appuntamento (a fine giugno) a chiusura del cosiddetto anno sociale, in cui si è fatto un excursus su vari argomenti, un po' come delineare quello che ognuno di noi ha dato per contribuire ad accrescere quel già grande patrimonio che è la cultura di ognuno di noi e che si arricchisce nel confronto con gli altri. Tra i vari tasti toccati si è tornati a parlare di poesia, forma di arte e cultura sublime in cui si esprime una forma variegata di sentimenti che sgorgano dalla parte più intima di ognuno di noi e che esprimono in maniera molto variata i nostri sentimenti più intimi. Dalla persona più umile al grande uomo d'affari e di cultura, la poesia è qualcosa che accomuna tutti rendendoci uguali, ma soprattutto liberi, con la libertà di esprimere che è la più grande forma di libertà a cui ognuno di noi può ambire e dove può sviscerare tutto quello che ha dentro rendendoci uguali l'uno all'altro e abbattendo ogni forma di diversità .
Perché, giriamola come vogliamo e mettiamola come vogliano, la cultura rende liberi.
Gabriella Andolina
in pizzeria
Liliana Calabrese, Maria Rizza, Peppe Grande, Antonietta Giummo e Salvatore Elera
Da LA SICILIA del 29/05/2004
Avola e Noto. Due città a confronto attraverso i loro dialetti
Salvatore Di pietro
Salvatore
Di Pietro


«La poesia del dialetto e il dialetto nella poesia» è stato il tema dell'ultimo appuntamento organizzato dall'associazione culturale Avola in laboratorio. Il professore Salvatore Di Pietro si è cimentato come «dilettante, perché siamo tutti dilettanti e io ho a diletto il nostro dialetto» in questa escursione linguistico-letteraria nella parlata avolese e netia.
«Non esiste una forma verbale che indica il futuro - ha detto - non esiste l'equivalente di partirò, ma è necessario ricorrere all'avverbio, «pattu rumani», così come non esiste il congiuntivo». Una serata conviviale all'insegna della sicilianità, alla riscoperta delle note poetiche di autori locali, alcune inedite, toccando anche toni lirici elevati. Gli amici presenti si sono divertiti nel ricordare antichi aneddoti, particolarmente coloriti, che hanno contrapposto nel tempo Avola a Noto. La scelta del professore Di Pietro come animatore della serata non è stata un caso perché, lui, avolese di nascita, sposato a Noto, vicesindaco dimissionario dell'amministrazione Accardo, meglio di altri poteva tentare di superare l'atavico campanilismo che ha sempre diviso le due città. Angela e Maria Concetta Muccio, allieve della scuola dei fiati dell'associazione Almus città di Avola si sono esibite, intrattenendo i presenti la prima, al flauto traverso, con un brano di Benedetto Marcello, la seconda, al clarinetto... Liliana Calabrese, con la sua chitarra, ha coinvolto con un ricco repertorio.


Gabriella Tiralongo
DIBATTITO Avola in laboratorio: Mito, Poesia e senso del tragico
Partendo dal presupposto che la filosofia è una branca del sapere a se stante, perché è molto vuota, selettiva, strana, astrusa e priva di ogni logica, il tragico è trovare analogie tra la filosofia e la poesia. Fatta eccezione per qualche filosofo che ha lasciato una traccia dietro di sé, vedi Kant e Bobbio, la poesia è qualcosa che spazia sui temi molto più ampi, è l’espressione più alta per esprimere sentimenti, stati d’animo, patemi del cuore; perché in ogni situazione e in ogni momento con una poesia si può esprimere uno stato d’animo che può essere gioioso o doloroso, ma che in ogni caso trova nella poesia la sua massima liricità e forma d’espressione.
La filosofia è molto gretta e molto contenitiva, la poesia in ogni momento, nel corso dei secoli, ha avuto sempre dietro di sé schiere di rappresentanti illustri che hanno testimoniato con i loro versi il momento storico e il movimento letterario a cui si sono ispirati. Per citarne alcuni basti ricordare Saffo (la poetessa di Lesbo) per arrivare a Foscolo, Leopardi, Manzoni, Prevert, Montale, Ungaretti; ma ciò non vuol dire che ognuno di noi non sia un poeta, perché lasciando i nomi importanti, anche noi esseri umani con le nostre piccole miserie di ogni giorno, con la nostra quotidianità siamo dei grandi poeti in quanto ciascuno di noi in ogni nostra poesia che mettiamo su carta, mettiamo anche la nostra anima, i nostri sentimenti, le gioie, i dolori, il nostro cuore, le attese, le speranze, la felicità, il sorriso, le aspettative.
Con la poesia ognuno di noi riscopre nuovo ciò che conosce e ogni altra gamma di emozioni che attraversa la nostra vita; detto questo il dibattito è aperto a qualunque altra considerazione.

Gabriella Andolina

28/04/2004

Note Biografiche
Bobbio Norberto (Torino 1909-2003) filosofo del diritto, membro del Partito d’azione, dopo aver insegnato a Camerino, Siena e Padova; è diventato docente di filosofia all’università di Torino. Nel 1984 è stato nominato senatore a vita, il suo pensiero si propone di conciliare le esigenze di giustizia sociale ed economica con le esigenze delle libertà democratiche, attraverso il potenziamento e la creatività degli istituti demografici. Tra le opere si ricordano: Studi per una teoria generale del diritto, Le ideologie e il potere in crisi, Maestri e compagni, Il futuro della democrazia, L’età dei diritti, De Secuctute.
Giuseppe Ungaretti (Alessandria d’Egitto 1888 - Milano 1970) poeta di famiglia toscana, dopo aver trascorso in Egitto l’infanzia e l’adolescenza, passò molti anni a Parigi a contatto con le prime avanguardie novecentesche e con i grandi temi del “simbolismo” e della “poesia pura”. Partecipò alla 1° guerra mondiale combattendo in Francia e in Italia, avendo già compiuto le prime prove politiche sulla “Voce” e su “Lacerba” e poco prima della seconda guerra mondiale fu chiamato ad insegnare lettere all’università di San Paolo del Brasile; dal 1942 insegno letteratura italiana moderna all’Università di Roma (per le opere e la poesia ungarettiana consultare il 20° volume dell’Enciclopedia di Repubblica).
Montale Eugenio (Genova 1896 - Milano 1981) Poeta, i pochi dati anagrafici gli studi e la vita a Genova fino al 1927 la direzione del gabinetto scientifico letterario Vieusseux dal 1929 al 1939 a Firenze, il lavoro come redattore del Corriere della Sera a Milano, descrivono un’immagine di ordine, di ritegno e di modestia che difficilmente si accorda con la fisionomia severa, chiusa, antiretorica, della poesia di Montale non sfiorato dai riconoscimenti più ufficiali come la nomina a senatore a vita nel 1967 e il premio Nobel per la letteratura nel 1975.
(Per le opere consultare il 14° Volume dell’Enciclopedia di Repubblica).

AVOLA IN LABORATORIO CONTINUA IL DIBATTITO DOPO IL MERCOLEDI' IN PIZZERIA SU "Mito, Poesia e senso del tragico"
Nel gioco del calcio capita spesso non di tifare per una squadra, ma di tifare contro una in particolare; si fa il tifo contro la squadra che in genere vince di più, che ha i giocatori più in forma, che è più invidiata, che è più fortunata. In genere la Juventus. Difficilmente si trova qualcuno che faccia il tifo contro il Pizzighettone ( serie C2- girone A) o contro la Fidelis-Andria (serie C2- girone C).
Vuoi vedere che Bush jr. e Berlusconi sono talmente grandi da essere responsabili anche dell’omicidio di Abele?
Della morte di Patroclo? (ho sempre pensato, erroneamente, fosse stato Ettore)
Del ratto delle Sabine?
Dell’invasione di Roma da parte dei Galli?
Della sconfitta di Pirro?
Del trasferimento della capitale dell’Impero Romano a Bisanzio?
Della I guerra Punica? (in verità esistono somiglianze tra Publio Cornelio Scipione e Massinissa, re di Numidia).
Degli arrembaggi alla Invencible Armada spagnola da parte di Sir Francis Drake?
Della battaglia di Waterloo?
Della morte di Pietro Micca?
Della guerra del Vietnam?
Degli efferati omicidi di Donato Bilancia?
Dell’assassinio di Cogne?
E ora vi parlerò del Medico in epoca Romana:
Del corpo umano non si sapeva molto. Si pensava che la milza fosse la sede del riso, il fiele dell’odio, il fegato dell’amore, il cuore dell’intelligenza, i polmoni dell’alterigia.. Non esisteva la laurea, ma era il voto dei cittadini ad autorizzare l’esercizio della Medicina.. Poi bisognava affrontare un esame davanti ad una commissione di esperti.
Il Medico non guadagnava molto, ma chi si affermava, diventava ricco. (addirittura il governo non gli faceva pagare le tasse)..
Un Medico dei gladiatori, tale Galeno, che veniva dalla Grecia, era il più celebre “barone”. Si dice che in una sola estate avesse curato più di 400 malati gravi. Introdusse il salasso, usò i farmaci, si preoccupò del morale dell’infermo. Diceva:” Ricordati che il miglior Medico è la natura: guarisce i due terzi delle malattie e non parla male dei Colleghi.”
La domanda, a questo punto, sorge spontanea (come diceva Lubrano) ” Ma con la serata sul senso della vita, tutto questo che c’entra?”
Ma perché, Bush e Berlusconi c’entravano?
E poi, nominare Giacomo Leopardi e Friedrich Nietzsche insieme a Bush e Berlusconi mi sembra blasfemo. Per Giacomo Leopardi e Friedrich Nietzsche.


Carmela Cutrufo
Noto, 29.04.2004

foto clarinettistiDal quotidiano LA SICILIA del 4/4/2004
Le donne riflettono sulla politica in rosa
Avola in Laboratorio. Spettacolo e impegno
«Oltre: ogni giorno Donna» è stato il tema del consueto appuntamento del mercoledì, organizzato dall'associazione culturale Avola in laboratorio. Le ideatrici della serata, Liliana Calabrese e Nerina Bono hanno sollecitato il dibattito con una serie di provocazioni rivolte ai presenti. Grazie al sorriso stimolato da una satira teatrale, tratta dall'opera del floridiano Concetto Rossitto, adattata per l'occasione, «Cummari Filumena, cummari Ciccia, cummari Aitina» sono riuscite a a far emergere importanti verità sulla condizione della donna, ma soprattutto hanno sottoposto il problema della presenza delle donne in politica, e come sarebbe se a gestirla fossero proprio loro. Nerina Bono, ha delineato la sensibilità femminile leggendo delle poesie di donne e passi di Dacia Maraini. E mentre Liliana Calabrese accennava al suo rapporto con la chitarra, Ileana Romano, terapista specializzata in discipline orientali trasmetteva una verità: «Prima di dare e ricevere amore, bisogna avere amore verso se stessi». Sebastiano Campisi, Salvatore Caruso, Francesco Alfò, Benedetta Scirpa, Francesco Battaglia e Corrado Blanco, diretti dal maestro Francesco Gibellino, hanno testimoniato l'armonia che viene dalla musica.
Gabriella Tiralongo


31/03/2004 Avola in laboratorio
Oltre: ogni giorno donna
La storia, maestra di vita, ci insegna che dietro ogni grande uomo, c’è una grande donna e questa è una cosa nota. Giusto per attenerci al tema della serata, e senza volgere lo sguardo troppo lontano nel tempo, l’ultimo secolo è pieno di grandi donne che hanno lascito un segno nel tempo e in ogni campo, tralasciando le regine, donne storiche della vita molto pubblica e molto nota (tanto per citarne una Josè l’ultima regina d’Italia, fra l’altro alta gerarca della C.R.I sezione infermiere volontarie, durante l’ultima guerra prestò servizio su una nave da guerra ancorata a Livorno), soprassedendo sulle donne che hanno lasciato un’impronta nel cinema, nello sport, nell’arte, sorvolando sulle donne che hanno dedicato la vita alla ricerca (Maria Curie, premio Nobel per la scoperta del radio, Rita Levi Montalcini, premio Nobel medicina e Senatore a Vita), non contando le donne silenziose che senza gesti eclatanti e senza clamori hanno camminato sulle strade della storia, lasciando una scia quando mai luminosa, soffermiamoci un attimo su alcune scrittrici di questi ultimi anni. Per riallacciarmi al tema in questione e senza nulla togliere a chi ha proposto il tema della serata, è obbligo e doveroso mettere una nota a calce, non c’è solo la Maraini che può sintetizzare l’essere donna o incominciare un tema tutto al femminile. Che dire di una Grazia Deledda, di una Matilde Serao, o di una Oriana Fallaci? E la sveva Casati Modignani? Donne grandi, con riconoscimento del Nobel per alcune, che hanno fatto l’essere donna una bandiera da portare avanti, una strada da percorrere fino in fondo senza cedimento alcuno, portando avanti con forza i propri ideali perché ci hanno creduto e creduto fino alla fine. E per portare avanti i propri ideali e le proprie idee e ciò in cui si crede, bisogna essere donna ogni giorno, ogni attimo e ogni momento, è un cammino lungo e laborioso che richiede costanza e forza, ma soprattutto bisogna crederci, perché se non si crede in qualcosa non si può intraprendere un cammino così forte da lasciare un segno così visibile e profondo. E non mi si venga a dire che non ci sono figure femminili che riescono a dare l’idea di essere donne: figure femminili capaci di rendere questa idea ce ne sono quante ne vogliamo e per tutti i generi di comprensione, possono essere figure grandi, medie o piccole, come ci sono figure anonime di cui non si conosce la storia ma ci sono; ci sono le figure di cui non si parla perché non interessano a nessuno ma a loro modo sono grandi. Ma, in ogni caso e in ogni modo, da dove ci voltiamo e giriamo ci sono sempre delle donne che lottano per essere donne e ribadire i loro diritti e doveri, e in ogni angolo che svoltiamo andiamo a sbattere sempre in una grande donna. Per questo basta cercare, ma in ogni caso basta crederci.
Gabriella Andolina

Note Biografiche

Matilde Serao (Potrasso 1857 . Napoli 1927) giornalista e autrice di novelle dopo aver compiuto gli studi a Napoli, si trasferisce a Roma dove collabora con le più importanti testate giornalistiche. E’ stata moglie di Scanfoglio. Le componenti fondamentali della sua narrativa sono il vivo interesse cronachistico e la capacità di osservazione realistica, dal verismo sentimentale dei primi romanzi passò a un consapevole naturalismo legati ai modelli di Zola e Flaubert
Il romanzo Fantasia; ma il suo periodo migliore sono gli ultimi 15 anni del 1800 quando pubblica le sue opere migliori: La virtù di Checchina; Il ventre di Napoli; La conquista di Roma; Il romanzo della fanciulla; All’erta sentinella; Il paese della Cuccagna; Anche se in alcune opere si sente l’influenza della grande tradizione russa, la Serao si orienta, e lo si vede nelle sue pagine migliori, sono ispirate alla vita segreta e molteplica di Napoli, nella sua vena artistica più felice si rivela nella descrizione colorita degli ambienti più tipici della sua città e delle tradizioni più suggestive del suo popolo. Lo stile della Serao, a volte corposo a volte sentimentale appassionato, ha lasciato l’impronta notevole nella narrativa a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento.

Dacia Maraini (Firenze 1936) trascorre l’infanzia in Giappone al seguito del padre. Esordisce in campo letterario nel 1962 con il romanzo “La vacanza”, anche se poi la sua attività si è ampliata su vari ambienti: quello narrativo con Memorie di una ladra e Isolina, quello poeticocon Manofianne pure e Viaggiando con passo di volpe, quello teatrale Il ricatto a teatro e altre commedie. In articoli e saggi ha dimostrato attenzione ai problemi della società contemporanea, delineando i termini sempre più precisi il suo impegno femminista; un certo plauso lo ha avuto con “La lunga vita di Marianna Ucria” ambientata nella Sicilia del 1700; di seguito ha pubblicato Bagheria, Voci, Un clandestino a bordo, Dolce per se. Con la raccolta di racconti, “Buio” ha vinto il premio Strega e “La nave per Kobe è un diario di ricordi dove è raccolta la sua esperienza infantile in Giappone; con l’attrice teatrale Piera degli Espositi ha scritto Storia di Piera e Piera e gli assassini.
Dall’Enciclopedia di Repubblica

"Oltre: ogni giorno donna"
(Intervento a seguito del consueto Incontro culturale in Pizzeria di mercoledì 31 marzo 2004 di
Avola in Laboratorio)

Piccola (piccola nel senso di breve e seria, ma non seriosa) riflessione sull’universo donna del 2004 d.C.

L’Uomo, che rientra a casa dopo una faticosa giornata di lavoro, dice: “Oh! Come sono stanco!!!!” e
a) si “stravacca” sul divano.
b) si piazza davanti al computer per far rilassare le sue”celluline grigie”.
c) Apre il giornale
d) Esce a fare due passi con gli amici per far prendere un po’ d’aria ai suoi n€ni.

La Donna che rientra a casa dopo una faticosa giornata di lavoro, dice: ”Poffarbacco! Come sono stanca!!!! e
a) si mette a preparare il pranzo
b) passa l’aspirapolvere
c) pulisce il bagno onde evitare che esso diventi l’habitat naturale di muschi e licheni.
d) Lava energicamente piatti e pentole diventati rapidamente,nell’arco di poche ore, il pabulum ideale di muffe maleodoranti.

Gli scienziati (notoriamente tutti di sesso maschile) hanno scoperto che le sinapsi cerebrali delle donne si sviluppano esclusivamente con i lavori domestici. Quelle degli uomini, invece, davanti ad un giornale, ad un libro, al computer, o tutt’al più passeggiando con gli amici.
L’uomo (non ho dubbi in proposito: è stato sicuramente un uomo) che affermò che “la Donna è l’angelo del focolare”, meriterebbe un T.S.O. (Trattamento Sanitario Obbligatorio. Viene proposto dal Medico curante, firmato dal Sindaco, dopodiché il soggetto viene, con la forza, condotto in un reparto psichiatrico e sottoposto, anche suo malgrado, alle cure mediche del caso onde eliminare o quanto meno ridurre i suoi evidenti problemi psichiatrici).
Ad onor del vero, noi donne dobbiamo essere comunque felici (iuhùu!!) dei progressi conseguiti : quantomeno il “sirvimiento” non è più una nostra esclusiva.
Prima sì: i maschietti nascevano con la camicia; le femminucce direttamente con il grembiulino e la cuffia da cameriera, pronte ad espletare con gioia il “sirvimiento” a chiunque ne avesse bisogno, sia parente proprio o del marito.
Perché il marito in questione, evidentemente (non mi viene in mente altra spiegazione) veniva colpito da qualche sconosciuta dermatite da contatto con formazione di pustole su tutto il corpo o da una virulenta infezione cerebro-vascolare nel caso in cui avesse dovuto assistere un suo parente bisognoso di assistenza materiale.
Pensiero conclusivo dedicato agli uomini e alle donne presenti alla serata:
Ha detto Marcello Marchesi: “Siamo nati per soffrire. E ci siamo riusciti.”



Carmela Cutrufo
Noto, 01.04.2004

L’associazione Avola in laboratorio
per continuare a promuovere cultura e spirito libero nella città
non usufruisce deliberatamente di alcun finanziamento da parte di istituzioni pubbliche
Hanno generosamente finanziato le iniziative dell’Associazione i signori:
Nerina Bono, Sebastiano Burgaretta, Ciccio Urso, Liliana Calabrese Urso,
Enzo Amato, Benito Marziano, Elio Alia, Giuseppe Artale (Gemona del Friuli),
Silvano C. Appolloni, Leonardo Miucci, Salvatore Consiglio,
Benito Marziano, Enza Maggiorana.



FOTO Incontro 29/O5/2003 al "Rustico" su Tempo, tempi, se ne avessimo il tempo

FOTO Incontro 23/O4/2003 sul seguente tema: Radici patrie e accoglienza.
Carlos Artale dall'Argentina ad Avola.


FOTO Incontro "UNA POESIA PER LA PACE" Noto 22/marzo/2003

AVOLA IN LABORATORIO?
Senza tesseramento, senza statuto e senza cariche sociali,
senza omologazione ma liberi di pensare quello in cui si crede
un'associazione libera e spontanea
di cittadini che vogliano promuovere cultura
(oltre che promuovere gli stessi partecipanti)
con iniziative culturali e conversazioni
a volte anche al di là del limite,
ma sempre gradevoli
(a cui bisogna assolutamente prenotarsi,
se si vuole partecipare!)
Un'associazione (che non è un'associazione)
che deliberatamente rifiuta il finanziamento pubblico
e che per continuare la propria attività
si affida sin dalla sua nascita (1994)
al libero finanziamento degli stessi partecipanti.
Nel 2004 hanno generosamente finanziato
le iniziative dell’Associazione i signori:
Kati Magnus, Francesco Urso,
Liliana Calabrese Urso, Benito Marziano,
Donatella Cianchino, Enza Maggiorana.
Per ogni versamento rivolgersi a Francesco Urso.



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