La luna... copertina ''Detto tra noi''
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Antonio Caldarella, La luna sfogliata dal vento (collana Araba Fenice n. 5), 1991, 8°, Euro 6,00 compra
Antonio Caldarella, Detto fra noi (collana Araba Fenice n. 20), 2007, 8°, pp. 64,Euro 8,50 compra

Conoscere il poeta significa conoscere le parole del poeta
così si è espresso Libero D'Agata, parlando di Antonio Caldarella



libravolaLibravolaPRESENTATO IL 22 DICEMBRE 2007 PER LIBR’AVOLA
L’ULTIMO VOLUME DI POESIA DI ANTONIO CALDARELLA

“Detto fra noi” la recente raccolta di poesie di Antonio Caldarella, dedicata “di cuore, o meglio di polmone, al professore Umberto Veronesi” e agli altri della sua équipe per averlo “riportato sull’isola… che c’è” ha convinto e commosso  il pubblico intervenuto numeroso alla presentazione avvenuta sabato scorso presso la sala consiliare del Palazzo di Città. “La condivisione dello scrivere - ha commentato l’editore Francesco Urso che ne ha curato la pubblicazione - fa sentire meno difficile il cammino di quanti decidono di consegnare alla poesia le emozioni dell’anima. Questa esperienza ci fa sentire meno soli in una città dove spesso si ha successo senza cultura”. “Conoscere il poeta, significa conoscere le parole del poeta - ha esordito l’ingegnere Libero D’Agata nella insolita veste di relatore-non relatore dell’incontro. Il mare, l’acqua in movimento, la spiaggia, le dune, il vento sono gli elementi della poesia di Antonio che danno il senso della realtà in movimento, così come il buio, la notte, l’ombra, vissuti non in modo pauroso, danno l’idea che il buio non è mai totale, ma interrotto dalla luce. Ed ancora la presenza tattile, le dita, gli odori che si sprigionano potenti testimoniano una realtà, quella di Antonio, in continuo movimento, spesso improvvisamente diversa dalla premessa”. Tema dominante nelle domande e negli interventi del pubblico: chi è il poeta? cos’è la poesia? a cui Antonio Caldarella ha risposto con estrema sincerità e semplicità: “Presumo che il poeta sia una parte della persona, è un tramite, è quella parte di me che si esprime e che cerca di ribaltare il tempo”. Fra il pubblico anche il sindaco Antonino Barbagallo che ha voluto salutare l’amico di gioventù e compagno di studi: “Sono con voi col cuore al di fuori della politica, perché questa è una serata che parla della nostra città”.
Antonio Caldarella, poeta, drammaturgo, attore e regista, ha conseguito la laurea in Scienze Politiche all’Istituto Orientale di Napoli. Lavora in teatro, cinema e televisione dal 1977.
Con la Libreria editrice Urso ha pubblicato nel 1991 “La luna sfogliata dal vento” (1991) accreditata dalla prefazione di Jean-Paul Manganaro, noto traduttore e critico letterario, professore all’Università di Lille, già professore alla Sorbona di Parigi città dove vive.
Gabriella Tiralongo
In LA SICILIA del 28-12-2007

VOGLIO PARLARVI DI UN LIBRO 

recensioneAntonio Caldarella
Detto fra noi
Libreria Editrice Urso, Avola 2007, pp. 63, € 8,50

 

***

L’autore è nato a Siracusa nel 1959 ed ha conseguito la laurea in Scienze Politiche all’Istituto Orientale di Napoli. È poeta, drammaturgo, attore e regista. Lavora in teatro, cinema e televisione dal 1977.
Con la medesima casa editrice ha pubblicato La luna sfogliata dal vento (1991) accreditata dalla prefazione di Jean-Paul Manganaro, noto traduttore e critico letterario, professore all’Università di Lille, già professore alla Sorbona di Parigi città dove vive.
La raccolta ora data alle stampe è dedicata “di cuore, o meglio di polmone, al professore Umberto Veronesi” e agli altri della sua équipe per averlo “riportato sull’isola… che c’è”.
Non v’è bisogno di aggiungere altro per dar contezza del dolore e della sofferenza patiti da questo bel giovane poeta che anche con i versi ha sconfitto la malattia.
Questo libro testimonia perciò anche, ove mai ve ne fosse bisogno, del dolore e della gioia per la rinascita, cui il verso ha concorso sensibilmente.
Antonio Caldarella, nei versi e coi versi, è riuscito a coniugare con ottimismo, gioia di vivere e amore… anche per la sua terra, i conterranei, le cose del reale, descritte con semplicità e trasparenza di linguaggio e di immagine.

***

Circostanze queste che nella serata di presentazione del libro nella fredda ma poi calda serata del 22 dicembre scorso nel salone comunale di Avola organizzata dall’infaticabile editore Ciccio Urso e presentata con garbo e stile da Libero D’Agata, egli ha saputo rappresentare, sia nella lettura dei versi, sia nelle risposte alle domande del pubblico, una persuasiva determinazione.
Ricorrente è stato il tema dominante nelle domande e negli interventi del pubblico: chi è il poeta? Cos’è la poesia?
Ungaretti diceva che fino a diciotto anni tutti scrivono poesie. Dopo lo fanno solo i poeti e gli sciocchi.
Il poeta – io credo – è un uomo come altri, che a differenza di altri riesce a far affiorare in superficie quanto viceversa resterebbe nel sommerso, nei suoi fondali.
E perciò comunica ed esteriorizza ciò che nel suo profondo alberga e da esso promana: le sofferenze, i dolori, le gioie, gli amori… e quant’altro la vita e la storia ci regalano quotidianamente. Granelli di stati d’animo, momenti di confronto con se stesso.
E lo fa con l’uso della parola, ma di una parola sensibile, che confina con la musica, perciò poesia, mezzo al fine. Così quelle parole, quei versi gli si appartengono fin quando restano nel ventre del vulcano, ché una volta spifferati sono lapilli da lasciar macerare in fondo a uno dei tanti cassetti, finché le fiamme della purgazione, prima o poi, non le divorano. Ma se cede alla tentazione di pubblicare, quei versi non gli si appartengono più, sono di tout le monde, perciò dei lettori, che al di là della critica letteraria li apprezzeranno o meno, secondo un proprio metro di valutazione e un personale convincimento che attribuisce a quelle poesie un significato che magari prescinde interamente dallo stato primigenio, intenzionale, dell’autore nel momento del parto. Perciò Bufalino scrisse che “Simile a un colombo viaggiatore / il poeta porta sotto l’ala / un messaggio che ignora”.
Chi è il poeta dunque? Un uomo sensibile nei confronti del quale si possono dare tante definizioni. Qui privilegiamo quella di Pessoa “Il poeta è un fingitore, / finge così completamente / che arriva a fingere che è dolore il dolore che davvero sente”.
Senza dimenticare la definizione che della poesia diede Montale nel ricevere a Stoccolma il premio Nobel nel 1975”… un prodotto assolutamente inutile quasi mai nocivo”.
E nella società di oggi da tanto tempo ci si domanda se c’è un futuro per la poesia. Quasimodo da poeta siculo-greco come amava definirsi non poteva che conclamarne la perenne attualità.
E Addamo, forse profeticamente, scrisse che “Solo un poeta / potrà dichiarare estinta l’era dei poeti”.

***

Le poesie di Antonio non hanno titolo perché, come lui stesso ha spiegato, “la vita non ha titolo”.
Questa raccolta, in ogni caso e indipendentemente dalle circostanze che l’hanno germinata, rappresenta un notevole passo avanti e un ulteriore salto di qualità nei confronti della precedente, datata oltre quindici anni fa. Tre lustri che si notano e… si leggono.
“Mani piccole e grandi gesti / storie e mignoli / unti di bugie / E poi rossetti e calze smagliate, sudate”. / Così i versi di esordio del volume. Poi “Quante rose nascono, muoiono,  / diventano pane per gli uccelli”. Il passaggio altalenante dall’uomo ai fiori e agli animali con estrema sintesi è fulmineo.
Tutta la raccolta è una piacevole mescolanza di sensazioni umane, di effetti della natura che si alternano e poi sfilano come in un palcoscenico per la gioia degli occhi, la dolce musicalità del verso, la forte emozione e sensazione che riesce a comunicare anche quando si riferisce all’Isola, ai suoi figli alle sue cose, con il linguaggio originale della terra che ci ha dato i natali e che ci ospita.
“Clandestino di me stesso”, ecco chi è e come si vede, ancora in una fulgurazione, il poeta, che come tale, continua “a sognare un ponte che porti alla luna”, a quella meta ideale da sempre di poeti e innamorati. E poi, ben conscio, ammonisce “Generalmente non si scrive / si correggono solo i fogli bianchi”.
È quel che ora ho fatto anch’io usando i fogli dono di Ciccio, che col suo consueto sorriso sornione sotto baffi inesistenti, mi ha incitato a scrivere.
E adesso sono io a invitare il lettore a leggere la raccolta di Antonio. Giuro che non si pentirà.

Urso e StellaGiovanni Stella

libriCaro Ciccio e cara Liliana e tutti voi della Mailing List è per me arrivato il momento di aprire di nuovo il mio scrigno che tengo chiuso nel petto.Sicuramente qualcosa è successo e voglio parlarvene come di solito facevo e voglio rifare: con una poesia, un fiore di carta di sangue macchiato e perciò vivo:
E vivo lo sono ancora!!

Come è stato?
Ho posato la fronte
su uno scalino di marmo, freddo.
È stato un attimo
una bolla vestita d’infinito.
Se una carezza non avesse
asciugato tutte le mie lacrime
non ti chiederei adesso
di poggiare la fronte sul tuo ventre
da cucciolo di ogni razza
sul tuo ombelico
goccia di rugiada bastarda
sfuggita alla rosa potata.
Vuoi saper come’
Hai posato la tua ala sui miei occhi
e m’hai rubato il fiato e la corsa.
Ho vissuto un oceano distratto
che gioca con le barche
come un piano inclinato d’onde.
Assetato di saliva di parole
mi sono sputato in bocca la vita.
Ho posato gli occhiali
e t’ho vista, mentre uscivi di nascosto
come chi teme d’esser chiamta
mentre è già andata.

AntonioANTONIO CALDARELLA

Antonio

Potrei stupirvi con effetti speciali ma uso soltanto ciò che ho a disposizione:
un PC in una casa sul mare, a sud di nessun sud.
Non è poco, essendo magicamente in salute.
Sono il mio "splendido quarantenne" di Morettiana memoria.
Anche se la mia vespa è ferma da un poco di tempo
permettetemi di approfittare di questa sede per ribadire
che Ella (la Vespa) è sempre nel mio cuore, o meglio
nell'androne di casa mia. Sporca meno!
Il mio cuore batte per molte cose e per altre si sbatte.
Il mio fegato è come nuovo e non mi si rode più.
Il mio angelo custode, non so dove sia;
credo in vacanza con Wim da qualche parte.
Anch'io faccio la mia parte dignitosamente
considerando il teatro, il cinema e la tv un tramite al mio percorso terreno.
L'arte è ben altro.
L'arte è il sonno in cui scivoli nel sogno.
E nuoti, nuoti fino alla riva.
"Una spiaggia per due fanciulli fedeli" -
come diceva Rimbaud.
Amo molto la notte e l'ipersensibilità che mi porta,
segatura di scintilla, cercata per tutto il giorno.
Di notte vivo la crepa sul muro, l'ombra, la luce
della candela, la falce di luna sul foglio bianco.
Il fiore che appassisce davanti a una foto.
L'odore del mare aiuta la musica a salire sulla terrazza
a salutare il faro di sempre e la vecchia tonnara.
Tendo al blues e sono tentato dai Buena Vista.
Mento spudoratamente sopratutto a me stesso.
Amo la vita e lei mi ricambia.
Mi lascia la porta socchiusa e mi fa credito.
E voi come state?
Cerco attori e attrici per la mia vita.
Non per tutta la vita, s'intende! La vita è una cosa seria.

Benvenuti e anche un po' Mazzinghi.

vostro

ANTONI0 CALDARELLA

Curriculum

antoniocaldarella@supereva.it

Residenza: Corso Vittorio Emanuele, 217- 96012 Avola (SR)

telef: 0338-2049593 0931-561100 - 0931- 831175

nato a Siracusa il 5-4-1959.

altezza: 1,84.

peso 79.

occhi: castani.

capelli: castani.

lingue: inglese.

sport: nuoto-pallavolo.

hobby. scrivere e dipingere.

laurea: Scienze politiche orientali .

Lavora come attore,autore e regista dal 1977.
Matricola S.I.AE. sezione D.O.R. AADD 118344.
Codice Fiscale CLD NTN 59DO5I7540.

TEATRO

Coop.Proposta: Commedia ripugnante di una madre (regia Lucio Colle) I977.

Belzebù I988.

Coop.I1 Teatro: Canto Fermo (Regia Laura Angiulli).

Compagnia Mario e Marialuisa Santella:

La Fantesca di G.B. Della Porta.

Le Furberie di Scapino di Moliere. regia: Mario Santella.

Teatro Dei Mutamenti - diretto da Antonio Neiwiller:

Anemic Cinema (1981) - Titanic, the end (l984).

Darkness (1984) - Fantasmi del mattino (1985~.

Accademia Sarabanda: - diretta da Gianni Fortunato Piani

Fando e Lis di Francisco Arrabal (1987).

Anfitrione di Plauto (1988).

Woizeck di Buchner (1996)

Sogni di (1997)

Nutrimenti Terrestri: diretta da Ninni Bruschetta: L'incredibile incontro - di (1986) Antigone (1987) Il battello degli amanti (l988) Tre fogli bianchi (l989) Giulio Cesare (l999).

Regista collaboratore di: Giulio Cesare di W. Shakespeare e di Corruzione a palazzo di giustizia di U.Betti (1998- 1999) ed autore di Brutus e Antonio (studi sul Giulio Cesare)1997 (regia Ninni Bruschetta)

Diario di un congiurato (I999), Lo Stretto necessario (1999), Blocco Notes d'Artista (2000), Tè e liquirizia (2000), INDA-Teatro greco di Siracusa Rappresentazioni Classiche 1990: I Persiani di Eschilo (regia M.Martone).

Orestiadi di Gibellina I990:

La Sposa di Messina di Schiller

(regia Elio De Capitani).

Teatro Club: 1992 Giornata di G. Mazzone.

Babylon Festival Iraq 1994 Performance.

Laboratorio teatrale 1999 Il mestiere dell'attore.

Direzione artistica e laboratorio teatrale per la messinscena di "Diario di un congiurato": Eco Art 2000

Meeting internazionale di giovani artisti a Palazzolo Acreide (SR)


E' autore e regista di:

-Nosotros - Black out - Alcool - Notturno -Antonio - L'incredibile incontro - Diario di un congiurato - Mediterranea - La luna sfogliata dal vento - Lo Stretto necessario - Block Notes d'artista - La finestra sul mare. Ha partecipato come attore e regista ai più prestigiosi Festival Internazionali di Cinema e Teatro

CINEMA E TV.

La gentilezza del tocco (regia Francesco Calogero).
Lonesome (regia Francesco Calogero).
Visioni Private (regia Bruschetta-Calogero-Ranvaud)
Morte di un matematico napoletano (regia Mario Martone).
Lo stretto di Messina (regia P.Dupont).
Nessuno (regia Francesco Calogero).
Arriva la Bufera (regia Daniele Luchetti).
Un uomo di rispetto (regia Damiano Damiani).
Storia di una capinera (regia F.Zeffirelli)
Mario e il mago (regia K.M.Brandauer)
Solano (regia P.Gigliorosso).
Un'isola d~inverno (regia G.Calderone)

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BLOCCO NOTES D'ARTISTA (Edidoni GEPAS) EURO 5,16
GIULIO CESARE Dl WILLIAM SHAKESPEARE (Edizioni Teatro di Messina) Esaurito
IL CASO GALLO Avola in Laboratorio (Libreria Editrice Urso) Euro 3,00

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TE' E LIQUIRIZIA - nuove poesie.


Al sesso e all'anima
vorrei parlare
come ad un gatto e ad una colomba.
Volare nel fare l'amore
e graffiare con le mie preghiere.
Ignorare il dolore
con un sorriso noncurante.
Della tua assenza tacere per sempre
o almeno fino all'alba di domani.
Quando e se sarai di nuovo con me
dirti del graffio nel cielo
inciso da una nuvola in volo.

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