Morte di un militante siciliano
MERIDIONALI NELLA TORINO DEGLI ANNI SETTANTA
1999, cm 15x21, pagine 144, illustrato, Euro 7,75
Definire Morte di un militante siciliano di Filippo Falcone un libro prezioso è una grossolana approssimazione per difetto.
Della preziosità del recupero della memoria riflette, e ce ne fa profonda disamina, Luigi Manconi nella sua prefazione, così come Marco Scavino, col tema proposto dalla postfazione, conduce il lettore a considerare la memoria come chiave di interpretazione del presente e, se ne siamo capaci, come fattore di previsione per il futuro; la cronologia dal 1970 all'aprile 1975, infine, e i documenti fotografici incorniciano quel periodo, ricreandone il "sapore".
E la memoria di cui tratta questo libro di Falcone, appassionato meridionalista la cui attività politica nell'amministrazione locale siciliana viene affiancata dallo studio del passato, sia esso remoto o recente, è la memoria di quell'ondata migratoria dal Sud favorita e richiesta dalle aziende del Nord, con i problemi generati dalla forte espansione delle città, primo fra tutti il problema della casa.
Una memoria ripercorsa sulle orme di un emigrante siciliano, Tonino Miccichè, operaio Fiat, avanguardia di lotta nella fabbrica - e per questo licenziato - e nel grande movimento per la casa; il suo impegno nelle occupazioni, specialmente alla Falchera, paese popolare (nemmeno quartiere, sebbene lo sia amministrativamente, dato i! suo isolamento dalla città) ai margini di Torino, impegno tale per cui fu chiamato affettuosamente il "sindaco della Falchera"; la sua morte, tragica, eroica, ma dell'eroismo del quotidiano, quello più difficile da attuare e da onorare; il ricordo di lui, ai funerali, nei comunicati di tutta la società civile, ma, soprattutto, nella gente della Falchera che ancora oggi, a più di vent'anni dal suo omicidio, ne percepisce il segno.
Morte di un militante siciliano, però, non si ferma al recupero della memoria; ha un altro, immenso pregio: ci mostra, con semplicità ma efficacia, una città differente da quella che il nostro occhio quotidiano percepisce.
Ecco, dunque, l'ulteriore preziosità di questo libro: dopo averlo letto, passeggiare per Torino, così come per qualunque altra città, non avverrà nello stesso modo; vedremo case e quartieri dei quali avremo conosciuto non solo l'aspetto esteriore, freddo, da piano regolatore, ma anche l'intervento della gente comune, dei suoi bisogni e delle lotte per una vita migliore.
Avremo tutti occhi più profondi e anche, almeno un poco, più commossi.

