Corso Garibaldi 41 96012 AVOLA (SR) ITALIA
tel./Fax 0039 0931834911
e-mail
info@libreriaeditriceurso.com per informazioni Acquista Offerte del mese Novità del mese
sito internet
:
http://www.libreriaeditriceurso.com
Novità del mese Offerte del mese Acquista per informazioni


PER LE NOVITA' di Gennaio 2001


Da: Libreria Editrice Urso - Avola <info@libreriaeditriceurso.com>
Ccn: Mailing List Libreria Editrice Urso
Data: Mercoledì, 10 gennaio 2001 23:05
Oggetto: Le nostre novità
di Gennaio 2001

 

Recensioni sulle nostre più recenti pubblicazioni

Amici cari di Giovanni Stella

(N. 12 della Collana Mneme)

 

Dai banchi di scuola abbiamo appreso che Quinto Muzio Scevola l'àugure soleva "memoriter et incunde" (con buona memoria e con brio) narrare di suo suocero, Caio Lelio, saggio, il quale intratteneva sull'amicizia. Anche GIOVANNI STELLA in un suo agile libretto, AMICI CARI pubblicato dal suo amico URSO di Avola, (2000, pp.110, £.20.000), ci intrattiene "memoriter et incunde'`de" sui suoi amici. Solo che Cicerone, dopo l'uccisione di Cesare ed una nuova crisi di sfiducia, immersosi per la terza volta nella compilazione di opere filosofiche, trasferi nel suo Laelius l'esaltazione di alcuni principi morali, come l'amicizia, cardine delle filosofie ellenistiche, che egli però riteneva affermati in pratica soprattutto dalla grande tradizione oligarchica romana dell'età passata. Invece Giovanni Stella, pur riservando all'amicizia il ruolo di valore fondamentale, "un rapporto d'amore, privo della componente dell'eros e perciò forse più sincero e meno speculare di quest'ultimo", si tuffa nella vita quotidiana e rievoca tipi, caratteri figure di amici che ha avuto occasione di conoscere ad Avola, a Catania, a Roma, a Milano, a Parigi.

Si deve consentire uno sbocco inevitabile nel minimalismo; ma ad uscire da questa condizione dimidiata vale la capacità di saper cogliere il mondo interiore, i caratteri, le personalità diverse dei vari amici rappresentati nelle varie occasioni occorsegli. Anche storie di personaggi del passato, ancora presenti nella nostra cultura, trovano vita tra le pagine di Giovanni Stella. Allora nasce un'analisi incuriosita, arricchita dal gusto raffinato del brio, che rende completa la figura del personaggio. In vero, i fatti minuti parlano da soli e possono fornire perfino un quadro d'epoca, seguendo il loro intreccio dentro il reticolo di un particolare sentimento d'umanità.
Un'aria di distacco disincantato spoglia i protagonisti della loro sacralità; alla fine, questi finiscono con l'apparire quasi varianti ordinarie del vivere quotidiano. La novità è rappresentata dalle intermittenze del cuore, che conferiscono al tempo perduto, ma ritrovato attraverso il recupero memoriale, il valore di un continuo presente. Fortunatamente recuperare la realtà attraverso la memoria si traduce in un lavoro di scavo, d'indagine, di scoperta. Un groviglio di legami e di affetti sono restituiti a nuova vita quasi attraverso una scoperta febbrile, ed in questa ambientazione Stella proustianamente inserisce i propri pensieri. Questo awiene quasi con un'audacia primitiva, ma genuina e sincera. Un esempio nell'ultima pagina: "L'amicizia, in definitiva, è un concetto plurimo ... 'E' un amore platonico', mi disse Carmen una volta, ragazza amica, e la definizione mi piacque" Sullo stesso piano l'atmosfera è ricostruita e rappresentata, alla chiusa del libro, dal ricordo d' un giovane universitario, che d'estate faceva il bagnino. Questi con la consueta semplicità e sincerità conclude "Sì, ci rivedremo tutti qui la prossima estate. Non posso dimenticare né abbandonare gli amici. Nella vita gli amici sono tutto; e l'amicizia è la felicità".

 

Carmelo Depetr

***

da LA SICILIA venerdì, 5 gennaio 2001

Siracusa Cultura

NEI PENSIERI, IN SPORADICI SOGNI

Dl CORRADO Dl FILIPPA

(N. 16 della Collana di Poesia ARABA FENICE)
Un giovane avolese mette in versi il suo male di vivere. E' il ventiduenne Corrado Di Filippa che ha recentemente pubblicato "Nei pensieri, In sporadici sogni" della "Editrice Urso". Il giovane avolese dedica questa sua raccolta al padre, scomparso recentemente. Il ricordo del padre, il malessere dei giovani in Sicilia, l'amore per la sua terra sono i temi delle poesie, parte in italiano parte in dialetto siciliano, del giovane Di Filippa. "Chiudersi in una stanza aprire una veranda interiore buttare pensieri e sogni su un foglio di carta, questo è fare poesia", dice Di Filippa e aggiunge che grazie a questa pubblicazione <<qualcuno forse capirà il mio "mal di vivere" dettato dai vari problemi sociali, dall'amore che ho verso la mia terra (...), dalla triste rassegnazione dei miei compagni e soprattutto dalla mancanza di mio padre che mi ha insegnato a volgere questa tragedia in commedia>>. La raccolta fa parte della collana curata dalla casa editrice avolese dal titolo. "Araba Fenice", una delle iniziative della casa editrice avolese della libreria Urso. Come ricorda Stefano Bucci ne "Il sole 24 ore" del ventinove ottobre scorso quella di Urso è "una libreria quasi di confine, ma che può vantare una storia Iunga cinque lustri". Proprio in questi giorni la libreria e casa editrice di Francesco Urso festeggia infatti il suo venticinquesimo anniversario.

Simona Rossitto

***

Il Sole 24 ORE Domenica 29 Ottobre 2000

Una storia siciliana 

Forse è la libreria più a Sud d'ltalia a pochi chilometri da Capo Passero. Una libreria quasi di confine che può però già vantare una storia lunga più di un lustro. E che ha appena festeggiato <<in contemporanea>> i suoi primi venticinque anni di attività e i primi cinquanta anni di vita del suo proprietario, Francesco Urso.
Avola <<è un tipico grosso centro agricolo del Profondo Sud famoso per le sue mandorle >>, interamente ricostruito dopo il terremoto del 1693 sul modello di una bellissima pianta esagonale (molto simile quella delle nordica Palmanova e della limitrofa Grammichele). Una piccola città di trentamila abitanti che << si sta lentamente trasformando >> ma dove (ad esempio) sembra non esserci neppure l'ombra di un museo. << Così – spiega Francesco Urso – la mia libreria è dovuta diventare quasi per necessità una sorta di ultimo baluardo di civiltà e di cultura >>. Cercando (proprio in virtù della passione di Francesco e di sua moglie Liliana) <<di sposare l'impegno ad offrire un servizio adeguato al cliente con una ricerca editoriale estremamente raffinata >>.

Il risultato è una miscela che abbina libri scolastici, ultime novità, conferenze. dibattiti, rassegne dedicate alla piccola editoria siciliana, concorsi per <<Un racconto per un segnalibro>> e persino teatro. Senza dimenticare i trentacinque titoli pubblicati dalla <<Editrice Urso>> e organizzati nelle collane <<Poesia Araba Fenice>> << Mneme >>, << Iconografica >>, <<I Ouaderni dell'Orso >>. Collane che comprendono i versi di Franco Caruso e Rosaria Cammisuli, I fatti di Avola raccontati da Sebastiano Burgaretta, una rassegna sulle edicole votive della Sicilia Sud-orientale e Un manuale sulla coltivazione del mandorlo.

Nella vetrina in questa piccola libreria <<di pochissimi metri quadrati >> (venticinque o giù di lì) ci sono oggi, le storie del Medioriente, viste sia dalla parte di Israele sia da quella dei Palestinesi. Magari affiancate alle edizioni del Macis ed ai prodotti firmati << Bruno Mondadori >>. Ma non mancano neppure sezioni << a tema >> su tutto il Baricco o tutto il Coelho possibili. In questa realtà << fisicamente lontana >>, qualcosa sta comunque cambiando. Anche in materia di distribuzione di libri. E se << riferimento più vicino resta ancora Napoli >> i tempi
di consegna si stanno orma progressivamente riducendo. Grazie alla velocità dei corrieri ma grazie soprattutto a quel sogno (che Francesco Urso insegue da venticinque anni) di realizzare una vera << piccola libreria >> in questo angolo estremo dell'ltalia.

Stefano Bucci

***

RICORDI DI UN TEMPO CHE FU

(Numero 13 della Collana Mneme)

<<Ogni città come ogni borgo, ogni metropoli come ogni paesino, qualsiasi luogo, che sia stato culla e mensa del corpo e dello spirito, vive, si conserva e si custodisce nei sospiri e nei palpiti dei suoi figli>>. Vivere lontano dalla terra dove si è nati significa vagheggiarla e amarla anche a distanza, perché nessun luogo, per quanto bellissimo, potrà restituirci le sensazioni, i colori, i detti e le leggende dei luoghi che ci hanno visto bambini. Sembra voler dire proprio questo l'avolese Nuzzo Martorana, insegnante e direttore didattico, nella sua opera prima I ricordi di un tempo che fu. Martorana, nato ad Avola nel 1916, emigra in Friuli nel 1945 dove trova lavoro. Ivi risiede attualmente, salvo qualche soggiorno nell'amata Sicilia. I ricordi del tempo che fu edito dalla <<Libreria Editrice Urso>> di Avola, ha come unica musa ispiratrice Avola.

In un racconto che non vuole essere un'autobiografia, ma che rimane tutto intriso di note autobiografiche, Martorana, nel pieno della "golden age", sente il desiderio di ripercorrere le linee della sua vita, dei suoi ricordi. Vita e ricordi strettamente intrecciati alla storia di Avola, ai fatti politici e sociali della sua terra. E allora, anche se non di Storia con la s maiuscola stiamo parlando
protagonista del romanzo è la storia minore di un paese, che viene raccontata da un avolese <esule>. Il libro si divide in tre parti, "Alba", "Meridie" e "Vespero". E se alI'alba i ricordi si tingono di <epos> e i personaggi si fanno mito e leggenda attraverso lo sguardo di un bambino, con <Meridie> ci imbattiamo in una realtà che si fa più dura, più vera, meno poetica.

Nella terza parte "Vespero", il momento del giorno più suggestivo e melanconico, l'autore indugia invalutazioni sulla società e la cultura di oggi. L'Avola degli anni venti e trenta è raccontata in "Alba". E' l'Avola delle donne ai telai, che continuano la tradizione omerica dei poemi orali e raccontano <racconti meravigliosi>, ispirati a fatti dicompaesani, intrisi di leggenda. L'Avola dei pendii collinari. il mare. gli uliveti e i mandorleti, i fichidindia. E' l'Avola della religione, di quel culto, a volte misto a superstizione, per Sant'Antonio, Santa Venera, San Sebastiano. Il sole della consapevolezza e della maturità illumina i racconti di "Meridie". Il rapporto col padre, i tempi del fascismo, la seconda guerra mondiale sono il fulcro della seconda parte del libro. Nel dopoguerra Nuzzo si trova a dover sbarcare il lunario e emigra al Nord per trovare lavoro. Con "Vespero" cala il sipario sulla narrazione.L'occhio dell'autore è ormai rivolto indietro, <<la fronte pensosa e corrucciata dinanzi alI'oscuro presente>>, come si legge nella prefazione di Salvatore Martorana.

Simona Rossitto

La Sicilia 14 ottobre 2000

LE NOVITA' nella nostra pagina internet http://www.libreriaeditriceurso.com

al 10 gennaio 2001

Rassegna stampa Le ultime recensioni apparse sulla stampa sui libri da noi pubblicati;

I nostri amici artisti tre artisti che ci onorano (con arte!) della loro amicizia: Santoro, Rademakers e Parisi;

Solo dieci libri I libri che salveremmo da una catastrofe. Le risposte di:Giuseppe Spatola, Giovanni Vaccarella, Ans Rademakers, Paul Oord, Corrado Gisarella, Claudio Santoro, Giovanni Vaccarella, Marcello Vinci ed Enzo Amato (con l'elenco dei loro libri da salvare);

Di - avolerie// Che fine hanno fatto fare a "TECA"!... Sulla "Pinacoteca" di Via Milano a lato di Palazzo Modica ad Avola;

Nuove Effemeridi Tutti i numeri arretrati, disponibili presso la nostra libreria, del trimestrale culturale siciliano.

Cordiali Saluti

Francesco Urso

SEGNALA il nostro sito
Libreria Editrice Urso

e-mail info@libreriaeditriceurso.com

Welcome | Poesia Araba Fenice | Mneme | Iconografica | I quaderni dell'Orso | Fuori collana | | Recuperata | | Catalogo |
Novità Edizioni Urso | Offerte del mese | Acquista | Iscriviti alla nostra Mailing List | webdesigner |

SEGNALA il nostro sito

fatto con macintosh