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copertina

Maria Suma
PIENA DI GRAZIE
Quell'indimenticabile 10 luglio 1943

2016, 16°, pp. 56
Libreria Editrice Urso
Collana "MNEME" n. 47
€ 8,00 acquista
ISBN 978-88-6954-106-3

In un racconto della memoria Maria Suma ci parla di sua nonna, del pellegrinaggio ad Avola Antica del 2 luglio per la Madonna delle Grazie, dello sbarco degli Alleati nella notte tra il 9 e 10 luglio del 1943 e dei valori di quella figura femminile impegnata in tanta attività sociale fino agli ultimi anni della sua vita.

foto SumaMaria Suma (Avola, 1970), avvocatessa del Foro di Siracusa, è cofondatrice, insieme a don Fortunato Di Noto, dell’Associazione Meter Onlus per la tutela dei diritti dell’infanzia,  contro ogni forma di violenza e di sfruttamento. È intervenuta ed interviene, come relatrice, in numerosi convegni sui temi dell’abuso sessuale in danno dei minori e della pedopornografia on line, e ha curato, sui medesimi temi, le attività di sensibilizzazione e di formazione per docenti ed alunni in diversi progetti organizzati da enti pubblici e privati.

Nel 2003 ha partecipato, presso il Ministero delle Comunicazioni, al gruppo di lavoro Internet@Minori per la stesura del Codice di Autoregolamentazione Internet e Minori e ha elaborato, per l’Associazione Meter, alcune proposte di legge, tra le quali quella contro la “pedofilia pseudo-culturale” e sui relativi reati di istigazione, recepita dalla legge di ratifica della Convenzione di Lanzarote.
Nel 2008 ha ricevuto il Premio Sicilia, XV Edizione, Sezione per il Sociale, con la seguente motivazione: per il suo costante e proficuo impegno a tutela dell’infanzia. 

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IL NOSTRO RINGRAZIAMENTO

Nel nostro Cammino della Madonna delle Milizie svoltosi in Sicilia da Avola (Sr) a Donnalucata (Rg) dalla sera del 19 alla domenica del 22 maggio nulla ci era dovuto, e ci siamo accontentati, senza nulla pretendere. In un'esperienza che non è stata inferiore per difficoltà e anche per il piacere di farla a nessun'altra di cammino, in italia e anche altrove, ci siamo trovati bene assieme pellegrini di ogni dove, anche provenienti dall'estero, e non potevamo non esprimere la nostra gratitudine a quelli che ci hanno accolto. Quella che vedete la lettera inviata a nome di tutti ai destinatari del ringraziamento. 

 

Ringraziamento

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copertinaMassimo Frasca
Archeologia degli Iblei
Indigeni e Greci nell'altopiano ibleo
tra la prima e la seconda età del Ferro
2016, 8°, pp. 192
ill.
€ 16,00acquista

Attraverso la documentazione archeologica, l'Autore esamina i processi di trasformazione che si colgono nella società indigena tra la prima e la seconda età del Ferro (VIII-VI secolo a.c.) nell'area geograficamente e culturalmente ben delineata dell'altipiano ibleo che, grazie anche alle indagini effettuate tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento da Paolo Orsi, costituisce uno dei territori meglio indagati della Sicilia. l'arrivo dei Greci, che a partire 733 a.c., data di fondazione di Siracusa, si insediano lungo le coste orientali e meridionali della Sicilia, innesca profondi mutamenti nell'assetto sociale, politico, economico e territoriale delle comunità indigene della prima età del Ferro (facies di Pantalica Sud), che vivevano in piccoli villaggi sparsi su alture naturalmente difese, come Monte Alveria, Avola Antica, Pantalica e Monte Finocchito. la rassegna particolareggiata dei dati archeologici restituiti soprattutto dalle necropoli e in parte anche dagli abitati di Monte Finocchito, Modica-Via Polara, Ragusa, Monte Casasia e Castiglione, consente all'Autore di delineare il processo innescato dalla presenza greca sulla costa (fondazioni di Siracusa, Eloro, Maestro e Camarina) e nell'interno (colonie siracusane di Acre e Casmene), che determina, tra la fine dell’VIII e il VII secolo a.C., l'abbandono dei piccoli villaggi sparsi nel territorio e la formazione di centri emergenti, ubicati sulle alture dominanti il corso dei grandi fiumi, Marcellino, Tellaro, Irminio, Dirillo e Ippari, che costituiscono le principali vie di comunicazione tra la costa e l'entroterra.

fotoGiuseppe Rossitto
La profezia di un sogno
Il canto del gallo

2016, 8°, pp. 104, ill.
€ 12,00acquista

La vita come un'avvincente ed emozionante libro di cui sfogliare le pagine dei ricordi.
L'autore ci racconta e si racconta percorrendo le tappe più importanti della sua esistenza. Attraverso una coinvolgente scrittura lascia libero il lettore di viaggiare nel tempo narrando, in modo leggero e frizzante, uno spaccato di storia siciliana che sembra ormai distante. Un viaggio nella memoria storica che lascia spazio ai sentimenti e ripropone interrogativi ed aspettative che appartengono ad ognuno di noi.
La storia riprende vita e così insieme all'autore ci tufferemo in feste popolari ed incontreremo persone che sembreranno dipingersi davanti ai nostri occhi come quadri ancora vivi. Un racconto ricco di dettagli che ha come filo conduttore un sogno premonitore e che parla dell'umanità che ci appartiene. Il travagliato percorso di Paolo è una storia di speranza che lascia spazio alla vita, una storia in cui ognuno di noi può ritrovarsi: le aspettative deluse, il desiderio di realizzarsi, il legame alla propria terra ed agli affetti più cari, l'emigrazione forzata, le cadute e le risalite.
Paolo raccontando se stesso parla dell'umanità intera che con perseveranza continua a guardare verso la luce, nonostante tutto.

 

Andreina Rossitto


 

copertinaAntonello Capodicasa
Storie di Noto Antica
tra XV e XVII secolo

2015, 8°, pp. 196
ill.
€ 10,00acquista

Il viaggio a ritroso nella Noto pre-terremoto sul monte Alveria, che Antonello Capodicasa ci invita a fare in Storie di Noto Antica tra XV e XVII secolo, si rivela un 'immersione intensiva nel cuore della società netina dell'epoca.

Personaggi, eventi fausti o infausti, modelli di vita, costumi e modi di essere di una organizzazione sociale ancora di fatto feudale pongono in evidenza una realtà umana sotto molti aspetti avvincente. Basti pensare a personalità del calibro di Carlo Giavanti, considerato il più grande filantropo netino di tutti i tempi, di Giovanni Cappello, medico, filosofo e matematico, del viceré Nicolò Speciale, di Matteo Carnilivari, sommo architetto, di Gaspare Butera, architetto e scultore, ecc., per comprendere come l'Autore proponga un approccio atto a focalizzare una civitas, quella dei nostri avi, complessa e ricca di fermenti culturali.

Sempre nel quadro di una critica contestualizzazione, il volume “Storie di Noto Antica tra XV e XVII secolo” può offrirci elementi utili a identificare il "genio" della nostra identità netina, allo scopo di imprimere ad essa, nell'oggi, un dinamismo costruttivo per progettare l’avvenire.

L'attenta lettura dell'opera non manca di riservarci notizie choc, quale la banalità del male insita nella pratica della schiavitù, allora ancora vigente. Il che si traduce in un colpo al cuore della nostra sensibilità, che aborrisce un simile affronto alla dignità della persona e ci dispone alla vigilanza, perché, sia pure sotto forme diverse, aberrazioni del genere potrebbero riprodursi ai nostri giorni.

Fa riflettere altresì come la società netina del '400, '500 e '600 fosse caratterizzata da una fortissima natalità ma anche da un eccesso di morti premature, da cui non sono esclusi gli strati sociali dominanti. Sorprende inoltre come, in un momento storico in cui il culto di San Corrado era in piena espansione, il nome proprio Corrado non venisse ancora utilizzato a livello di popolo, come accade invece, anche nella variante femminile, Corrada, ancor oggi.

Quel che rende gradevole la lettura è l'appassionata immedesimazione dell'Autore nelle storie che narra per salvare dall'oblìo notizie di sicuro interesse storico, concernenti sia chiese, palazzi, fortificazioni e opere d'arte, sia artisti, scienziati, letterati e gente comune.


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ISBN 978-88-6954

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