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Logo News Paola Liotta“La relazione. Romanzo”:
INTERVISTA a CORRADO CALVO

Sicilia, fine anni Sessanta. La storia di un adulterio si dispiega in un romanzo corale, “La relazione” (2008), che è anche romanzo di formazione e rappresentazione realistica di tutta una società in rapida evoluzione, dove ogni parvenza sembra animarsi e rivestirsi del suo contrario: così accadimenti reali misti ad altri d’invenzione, personaggi ben riconoscibili o travestiti dall’espediente della finzione letteraria si ritrovano e disperdono di capitolo in capitolo, tessendo un microcosmo originale e intrigante di aspirazioni, rapporti, angoscia e ideali, quelli di “mondi nuovi, di giustizia uguale per tutti…”.
Corrado CalvoAbbiamo chiesto all’autore, il rosolinese Corrado Calvo, che è docente di Filosofia e Storia presso il Liceo Scientifico ‘Archimede’ di Rosolini ed ha al suo attivo numerose pubblicazioni, tra racconti, saggi critici, prefazioni e reportages, di rispondere ad alcune domande su questa sua ultima fatica letteraria.

- Quanto di autobiografico si può rinvenire in questo romanzo?

Ritengo che ogni opera letteraria sia in qualche modo autobiografica, nel senso che ogni autore mette a disposizione della sua creazione il proprio bagaglio culturale, il patrimonio di esperienze dirette e indirette maturate, le letture e i propri innamoramenti, letterari e non, le reminiscenze, tutto il proprio mondo, insomma. Se mi identifico con qualcuno dei miei personaggi? La risposta è che in quasi tutti i personaggi del romanzo, anche i meno gradevoli, c’è un parte di me, grande o piccola, rivestita o trasfigurata dall’espediente letterario. Tanto che potrei dire, come Gustave Flaubert, “madame Bovary c’est moi!”; In tale caso, “la relazione sono io”.

copertina libro- Quali i significati sottesi al titolo ‘La Relazione’?

Il titolo è stato l’unico elemento del mio romanzo che non ha mai subito cambiamenti. Esso è germinato spontaneo, perché racchiudeva tutto quello che sentivo urgere dentro di me, prestandosi a più livelli di significato: dal resoconto di una storia e di fatti politici e sociali, così come incidono sull’esistenze individuale e collettiva, al versante sentimentale e a quello dei consueti rapporti interpersonali. Quando apparve “Una relazione” di Carlo Cassola, ma il mio romanzo non era ancora terminato, in qualche modo me ne adombrai; poi, mi dissi che, mentre quella di Cassola era ‘una relazione’, la mia era ‘la relazione’, la volevo onnicomprensiva dei miei anni, delle mie conoscenze ma pure delle speranze e delle attese di tutta una generazione.

- In quale contesto storico-culturale sono calati i personaggi?

È stato per me naturale collocare la vicenda nel territorio che meglio conosco, la Sicilia sud-orientale, per dispiegarla in un lasso di tempo ben determinato, la fine degli anni Sessanta, quando nel nostro Paese si verificavano fermenti socioculturali e politici significativi, destinati a cambiare il volto della società italiana, oltre che a quella isolana. Mi riferisco in particolare ai Fatti di Avola, alla Contestazione, alla Strage di Piazza Fontana, ai moti di Reggio. E, più avanti, nella narrazione, ci saranno riferimenti al rapimento di Aldo Moro e agli Anni di piombo. Dunque, attraverso le maglie della “Relazione” si dispiega la storia italiana di quegli anni, tirando in ballo la vita reale dei protagonisti, nelle sue conseguenze, negli effetti concreti.

- Nel risvolto di copertina si legge che ‘l’unica, vera scelta è la non scelta’. Cosa si intende per ‘non scelta’?

Scelta vuol dire impegno. Il suo contrario è non scegliere ovvero passività. Ma è poi vero? Lo capiremo leggendo il libro e seguendo la storia di Antonio, il protagonista, perché la ‘non scelta’ è il risultato a cui perviene il personaggio principale alla fine del suo percorso di formazione. Un percorso disseminato di episodi, i più vari, che ci farà sorridere e soffrire con lui, tribolare e crescere. In questo c’è una lezione di vita, oserei dire una lezione filosofica appresa, rimasticata, piegata al particolare individuale che, di volta in volta, sembra mettere insieme il buon senso di cartesiana memoria e l’aut-aut di Kierkegaard, la nausea di Sartre e l’etica della responsabilità di Levinas, assieme a tanti altri elementi compositi e non di rado contrastanti. E, silenziosa, a percorrere il romanzo, a scorrere nelle vene del nostro Antonio, l’ambizione, la sua ambizione, che ci darà il risultato, in ultimo, dopo aver tanto lavorato quasi a sua ( e nostra) insaputa.

Nel ringraziare il professore Calvo per questa intervista, ricordando inoltre la sua intensa attività di promozione culturale e l’ideazione e organizzazione delle quattro edizioni del premio letterario “Il Racconto”, ci ripromettiamo presto di poter gustare e commentare, perché no, insieme, qualche pagina della “Relazione” o di uno dei suoi innumerevoli racconti.

Corrado Calvo, La relazione, 2008, 8°, pp. 304, Euro 12,00acquista
LE "POESIE DI UN PELLEGRINO"
IN CORSO DI STAMPA
copertina davideadesso

Davide Bove
Poesie di un pellegrino
2010, 8°, pp. 56, ill.
Euro 9,00
Collana Cammini n. 8
Libreria Editrice Urso


in stampaPRENOTA IL LIBRO

disponibile in libreria dal 20 dicembre 2010

A me piace pensare al cammino come fosse diviso in tre parti anche per la conformazione fisica del percorso.
La prima parte può aiutare a svuotarsi e a staccarsi dalla quotidianità; ti mette subito a dura prova con un modo nuovo di porsi con se stessi e gli altri. Come se fossi una bottiglia che prima del cammino è piena, piena perché riempita dal frastuono del modo di vivere “attuale” ma che non è detto che rispecchi la tua vera natura.
Partendo la svuoti piano piano.
La seconda parte, più “piatta” da Burgos ad Astorga, può permettere di rimanere per un certo periodo senza troppi pensieri, né di meta né di come si è stati. Vi è la necessità di rimanere per un periodo “vuoti” per prendere coscienza di sé senza contaminazioni.
La terza parte, il “camino de la Vida”, la Galizia, torna ad essere di nuovo verde e ricca d’acqua e può essere interpretata come un riempirsi di nuova vita, riempirsi di ciò che piace di se stessi e di ciò che il camino ha insegnato.
Tornando a casa puoi essere più consapevole e cercare solo ciò che ritieni importante.
DAVIDEADESSO(Davideadesso è Davide Bove. E' nato a Torino il 14.03.1974. Ha percorso il Camino de Santiago nel luglio 2005 e ripercorso con la compagna Rossella nell’ agosto 2006. Da allora si susseguono i passi di un cammino intenso ed affascinante. Presto nuovamente sui sentieri verso Santiago e questa volta anche con la loro bimba Agata).

logo ANPI
http://www.anpi.it/

MERCOLEDI’ 15 DICEMBRE 2010
ORE 20,30

nella pizzeria dell’Hotel Villa Ionia
Via Sandro Pertini 18, sul Litorale di Avola

ASSEMBLEA COSTITUTIVA SEZIONE DI AVOLA
dell’ANPI (ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA)
Interverranno i coordinatori provinciali
Aldo Lanza e Orazio Carpino

Aderire entro le ore 19 di martedì 14 dicembre
presso la Libreria Editrice Urso
anpiavola@libreriaeditriceurso.com

dal sito dell'ANPI: Come iscriversi
Oltre ai partigiani e a chi ha combattuto contro i nazifascisti chiunque condivida i nostri valori può iscriversi all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.
Dall’articolo 23 dello Statuto:
“Possono essere ammessi come soci con diritto al voto, qualora ne facciano domanda scritta:
a) coloro che hanno avuto il riconoscimento della qualifica di partigiano o patriota o di benemerito dalle competenti commissioni;
b) coloro che nelle formazioni delle Forze Armate hanno combattuto contro i tedeschi dopo l’armistizio;
c) coloro che, durante la Guerra di Liberazione siano stati incarcerati o deportati per attività politiche o per motivi razziali o perché militari internati e che non abbiano aderito alla Repubblica Sociale Italiana o a formazioni armate tedesche.
Possono altresì essere ammessi come soci con diritto al voto, qualora ne facciano domanda scritta, coloro che, condividendo il patrimonio ideale, i valori e le finalità dell’A.N.P.I., intendono contribuire, in qualità di antifascisti, sensi dell’art. 2, lettera b), del presente Statuto, con il proprio impegno concreto alla realizzazione e alla continuità nel tempo degli scopi associativi, con il fine di conservare, tutelare e diffondere la conoscenza delle vicende e dei valori che la Resistenza, con la lotta e con l’impegno civile e democratico, ha consegnato alle nuove generazioni, come elemento fondante della Repubblica, della Costituzione e della Unione Europea e come patrimonio essenziale della memoria del Paese.”
L’iscrizione si può chiedere alla sede ANPI più vicina al luogo di residenza.
Sul sito si possono trovare gli indirizzi delle nostre sedi dislocate sul territorio nazionale. Sarà cura delle ANPI provinciali, a loro volta, di indirizzare i candidati alle sezioni più vicine per poter dare un contributo fattivo di crescita e di impegno, richiesto dall’iscrizione all’Associazione.
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