ANTONINO
MANGIAGLIAVOLA (SR) 1891-1948 |
Paternità
della Fontana dei Leoni di Avola (SR)
LA PATERNITA DELLOPERA E LA DATA DELLINAUGURAZIONE.
Da qualche anno a questa parte la Fontana dei Leoni di Avola viene attribuita
allemerito architetto Gaetano Vinci di Avola, la cui onestà gli
avrebbe sicuramente impedito, egli vivente, di definirsi lartefice di
unopera non sua.
Insieme a tanti altri giovani entusiasti, Gaetano Vinci verso il 1906 frequenta
la Scuola dArte di Siracusa. Anche se nel corso degli studi deve curare
tutti i lati dello stile Liberty, del quale linsigne Professore Giovanni
Fusero è promotore, lindirizzo artistico del giovane Vinci si
avvia presto verso larchitettura. Già nel 1907 il Vinci decora
La casa di Via S. Pellico. Nel 1908 ottiene una borsa di studio
e negli anni 1910-1914 frequenta lIstituto delle Belle Arti di Firenze
conseguendo il titolo di professore di disegno architettonico. Al suo ritorno,
insieme al padre costruttore, realizza numerose opere.
Tra gli altri giovani che frequentano la stessa scuola cè un
altro giovane egualmente entusiasta della nuova arte: Antonino
Mangiagli, mio padre. Lindirizzo artistico del Mangiagli si avvia prima
verso la scultura e poi in un secondo momento anche verso larchitettura.
E del 1911 un Pannello con gallo e sole nascente, composizione
complessa di grandi insiemi, che partecipa con altre sue opere allEsposizione
Internazionale delle industrie e del Lavoro a Torino nel lontano 1911. In
un commento della studiosa Anna Maria Damigella riguardante questa esposizione
si legge: Si distinguono le opere degli allievi Sgandurra, Rapisardi
G., Mangiagli e Senia. La scuola ottiene lalto riconoscimento del Diploma
dOnore, superiore alla Medaglia doro, ponendosi alla pari con
scuole nazionali dotate di mezzi finanziari molto più vasti.
Dopo aver fatto il suo dovere durante la Prima Grande Guerra, il Mangiagli
consegue il diploma di insegnante e subito dopo si sposa.
Nel 1927 si sposta a Roma e vi lavora fino al 1928 come ebanista. Ed è
proprio qui a Roma che studia lanatomia dei leoni dello Zoo di questa
città.
Tornato in Sicilia, insegna alle scuole elementari prima di Comiso, poi di
Scicli ed infine di Avola. Dal 1932 insegna disegno nella R. Scuola di Avviamento
al Lavoro di Avola ed intorno agli anni 40 insegna disegno anche nella scuola
media di Avola.
Allinizio degli anni 30 inizia anche la sua attività per la realizzazione
della Fontana dei Leoni, lavoro che lo impegna per diversi anni. I leoni e
parti della fontana vennero modellati fino allesecuzione delle forme
in gesso in Vico Spaventa ad Avola, in parte fuori allaperto e con grande
interesse dei vicini e dei passanti.
Risale a quel periodo la nota frase: Lopira ro zu Ninu,
frase che le ragazze maliziose di allora usavano ripetere quando durante i
festeggiamenti di S. Martino trovavano due crispelle incollate fra di loro
e che ricordavano gli attributi dei leoni.
In un secondo tempo le forme di gesso vengono spostate nel cantiere della
ditta S. Vinci dove vengono fatte le colate di cemento.
Durante la fase di assemblaggio il Mangiagli segue da vicino i lavori dellimprenditore
S. Vinci. Poi continua da solo con la fase finale o di levigatura, la fase
che egli considera la più difficile e dalla quale dipende il risultato
finale e che egli stesso asserisce non poter affidare a nessuno.
I leoni sono il risultato fedele di uno studio approfondito dellanatomia
dellanimale in movimento, ed il movimento dei leoni condiziona langolatura
del piano di appoggio dei leoni stessi, le dimensioni della fontana, la forma
e la posizione della colonnina centrale, con le foglie di acanto quadrate,
che ha la funzione di spartire lacqua ai tre leoni, ma che non deve
distogliere lattenzione dai leoni stessi intenti ad abbeverarsi.
Queste caratteristiche che sono comuni nelle opere del Mangiagli, già
nel Pannello con gallo e sole nascente tutti gli elementi della
composizione sembrano essere subordinati al movimento del gallo,
cercano sempre di trasmettere qualcosa al di là dellopera come
fine a se stessa..
Tra le altre opere cito volentieri: La Fontana delle Tartarughe (oggi quasi
distrutta) alla Stazione Ferroviaria di Avola, la Fontana (Fontana Miranda
rimasta incompiuta) di Piazza Siracusa ad Avola, i mezzibusti di Vittorio
Emanuele III e del Duce del 1938 forse perduti, lAngelo sulla
cappella dellillustre poeta Alessandro Caja del 1942 al Cimitero di
Avola (fu ordinata dallo stesso poeta), il mezzobusto di Edmondo De Amicis
del 1946 nella scuola elementare di Viale Santuccio ad Avola, il mezzobusto
dellOnorevole DAgata del 1948 del quale è rimasta soltanto
una fotografia.
In tutte queste opere predominano forme ed espressioni fedeli ai modelli ma
personalizzati dal tocco riconoscibile dellartista sulla creta.
Dicevo che in un secondo tempo si dedica allarchitettura. Lo fa ma senza
tralasciare il suo amore per la scultura. Come abbiamo visto per la Fontana
dei Leoni, così anche per le opere architettoniche, il Mangiagli riesce
a trovare espressioni nuove senza compromettere il risultato artistico. Un
esempio che illustra in modo efficace questa asserzione è il palazzo
del Seminario Vescovile di Noto del quale egli disegna le facciate in stile
Neoclassico con richiami evidenti alla nuova arte nei capitelli
delle colonne.
Un altro esempio è il progetto per il rifacimento della facciata della
Chiesa Madre di Buccheri. Il disegno rimasto ci lascia intravedere come lartista,
pur rispettando i canoni del Barocco, adatta la facciata a tempi più
recenti. Il vero restauro avvenuto anni dopo non segue lindirizzo dato
dal Mangiagli e la facciata viene deturpata per sempre.
Il Mangiagli negli anni 30 coltiva anche linteresse per la fotografia
artistica ed essendo particolarmente abile nel ritocco si afferma anche in
questo campo. Questa sua passione è però limitata nel tempo.
Limitato nel tempo è anche il periodo consacrato allebanisteria
dopo il suo ritorno in Sicilia. Sono di questo periodo i mobili, da lui disegnati
e prodotti, che hanno arredato la sua casa di Via Galilei. Nei periodi di
splendore del Teatro Comunale di Avola attende scrupolosamente a creare le
scene necessarie per diversi spettacoli teatrali.
Ritornando al tema, lidea della Fontana dei Leoni nasce con il soggiorno
di Mangiagli a Roma e lievita nel suo pensiero fino alla realizzazione. Corrado
Santuccio ne conosce i presupposti, li condivide e si entusiasma a tal punto
che ridefinisce il progetto. Questo cambiamento di rotta comporta anche un
aumento dei costi ed in ultima analisi anche labbandono del progetto.
Con altre parole, lidea di Corrado Santuccio di abbellire Piazza Vittorio
Veneto con una fontana è antecedente al 1929, ma è nel 1929
che il concetto Monumentale si concretizza perché il 1929 lanno
in cui Mangiagli torna in Sicilia con i suoi schizzi sugli studi dei leoni
allo Zoo di Roma, uno dei quali porta la data del 1928. Sia i testi di Gaetano
Gubernale che i documenti dellepoca consultati allArchivio di
Stato dal sottoscritto sembrano confermare questa teorie.
Gaetano Gubernale nei suoi Annali di Avola, nel giugno del 1929, scrive:
.,
Corrado Santuccio vuole ancora arricchire la sua Città di opere degne
di rilievo,
; la sistemazione ancora di Piazza Vittorio Veneto
ove sorgerà il Monumento ai Caduti ed una fontana monumentale, circondata
da una corona doleandri e ricca di sedili e di lussureggianti aiuole.
La notizia è pubblicata nel giornale Siracusa Nuova del
7 giugno del 1929 ma la sottolineatura è sicuramente del Gubernale.
Lasserzione del Gubernale è confermata dagli atti ufficiali esaminati
dal sottoscritto nellArchivio di Stato di Siracusa.
Nella riunione del 10.10.1929 il Consiglio Comunale a proposito dellArt.
94 del 1929 - Bilancio 1930 che riguarda il futuro della fontana, delibera:
Per completare la fontana monumentale in Piazza Vittorio Veneto. Ritenuta
insufficiente la previsione di stanziano £ 12.000,- (non si capisce
se il relatore volesse scrivere si invece di di.
Nel 1930 il progetto viene accantonato. Infatti il 29,10,1930 il Consiglio
Comunale, a proposito dellArt. 94 del 1930 Bilancio 1931 che
riguarda ancora il futuro della fontana, delibera: Art 94 (1930) Per
completare la fontana monumentale in piazza Vittorio Veneto si sopprime.
Da questo momento non è più possibile seguire il percorso ufficiale
del destino della fontana perché i documenti inerenti alla fontana
ed anche i documenti in generale del Comune di Avola, non sono più
pervenuti né allArchivio di Stato né allArchivio
storico comunale.
Però la fontana viene realizzata e molto probabilmente inaugurata nel
1933/34. Mia sorella Maria Enrica, che ora vive a Siracusa, ricorda che nel
33/34 portava al padre, a ora di pranzo, il cestino con il mangiare da consumare
sul posto di lavoro a SantAntoninu, come tutti allora chiamavamo
la Piazza Vittorio Veneto.
Per quanto riguarda i Vinci è possibile dire quanto segue. Avendo Mangiagli
scelto la componente malta cementizia, la scelta della ditta S. Vinci come
ditta appaltatrice sembra evidente. S. Vinci è già fornitore
di manufatti di cemento per il Comune di Avola, lavora già con la sistemazione
della piazza, è già una ditta affermata nel campo delledilizia
e si è dimostrata capace di affrontare lavori impegnativi nel campo
artistico.
S. Vinci si è naturalmente avvalso del figlio architetto per tradurre
le esigenze artistiche del Mangiagli in disegni tecnici destinati alla produzione
degli elementi necessari per la costruzione della fontana. Se così
non fosse stato S. Vinci avrebbe fatto incidere il nome del figlio nello zoccolo
della fontana invece del proprio che è sinonimo della ditta.
Per finire mi dispiace di dover dire che lequivoco al quale accennavo
allinizio di questa lettera poteva essere evitato se lo scrittore del
libro Avola Liberty Corrado Apolloni avesse contattato i discendenti
di Antonino Mangiagli, discendenti che hanno vissuto la vicenda Fontana dei
Leoni in primo piano. In questo modo avrebbe potuto dotare il suo libro di
notizie più precise e non avrebbe tratto in errore anche la Soprintendenza
alle Antichità di Siracusa.
A mio avviso, sia Apolloni che larchitetto Maurizio Santoro asserendo
che si tratta di unopera a quattro mani dimostrano di non conoscere
loperato del Mangiagli. Detto questo, devo ammettere che fino a poco
tempo fa non sapevo che nelle Belle Arti si facesse uso di questa espressione
che ritenevo fosse riservata alla musica.
Gli stili elaborati da questi due artisti avolesi sono completamente diversi,
non compatibili tra di loro e non complementari. Lo stile adottato da G. Vinci
è fedele al Liberty classico, mentre lo stile del Mangiagli pur avendo
le sue radici nel Liberty si proietta dinamicamente nel futuro. Forse è
questa la ragione per cui venne scelto il Pannello con gallo e sole
nascente pannello che contribuì a far ottenere alla R. Scuola
dArte di Siracusa lalto riconoscimento del Diploma dOnore
in occasione dellEsposizione Internazionale delle Industrie e del Lavoro
del 1911 a Torino.
FONTI
Archivio di Stato di Siracusa. Atti del Comune di Avola. 1921-1933.
Biblioteca Comunale di Siracusa. Giornali dellepoca.
G. Gubernale. Annali di Avola. Manoscritto inedito.
A.M. Damigella. Un modello di decorazione liberty. Roma 1983.
G. Pignatello. Guida di Avola. Ispica 1980.
C. Apolloni. Avola Liberty. Avola 1985.
Attilio Mangiagli
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Attilio Mangiagli |
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elaborato allo zoo di Roma ed in secondo tempo Attilio Mangiagli |
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ANTONINO MANGIAGLI AVOLA (SR) - 1891-1948
Lo scultore Antonino Mangiagli si concede un attimo di riposo Attilio Mangiagli |
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Da una ventina di anni a queata parte, autorità locali e non,
coscienti che la civiltà di un popolo si misura dalmodo con cui
trattano le loro infrastrutture e le loro opere d'arte, hanno promesso
ripetutamente di attivare i processi necessari per salvare la fontana. Nel "La Sicilia" del 12 agosto 2000 si parla anche di interventi
da parte di banche locali e nel "La Sicilia" del 29 dicembre
2001 si ha l'impressione di capire che i tre leonl vengono inviati al
restauro Ottobre 2002
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Inneggiamo al Poema d'amore, Cantiamo, cantiamo Nostalgico inno, |
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La fontana della tartarughe è situata nel retro della stazione Gennaio 2003
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Della fontana, situata in Piazza Siracusa ad Avola,
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Libreria
Editrice Urso
Corso Garibaldi 41 96012 AVOLA (SR) ITALIA
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