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I giovani dei quali non si parla quasi mai
Quando si parla di giovani le caratteristiche più gettonate sono: non hanno il senso della responsabilità, non vogliono fare sacrifici, rifiutano di studiare, vogliono tutto facile, non hanno interessi di alcun genere tranne discoteche e divertimento, non sanno affrontare i problemi, hanno sempre bisogno di mamma e papà, senza genitori valgono poco.
Se si parla di giovani ad Avola l’unica caratteristica oltre a quelle sopra elencate è: “Il viale Lido”.Viale lido
Queste affermazioni non sono affatto false, anzi sono verissime, solo in una cosa si sbagliano: non tutti i ragazzi sono così, nemmeno la maggior parte di loro lo è, solo alcuni presentano queste caratteristiche. Forse il vero problema è che la società attuale, la società dei genitori, dei politici, dei professori, fa fatica ad educare i propri figli, a creare posto di lavoro per i propri cittadini, a rendere affascinante e preziosa la cultura ai propri alunni, e così generalizza troppo le caratteristiche di pochi cercando di nascondere il vero problema che è loro disagio. Un disagio che spesso è costituito, per quanto riguarda i genitori, dalla forte ambizione personale per la quale spesso sono disposti a rinunciare alla propria famiglia, dalla mancanza di responsabilità e di rispetto dei ruoli che mette genitori e figli sullo stesso piano, a volte come per evidenziare una voglia da parte degli adulti di rimanere sempre ragazzi; per quanto riguarda i politici molto spesso il loro disagio è costituito dal desiderio di voler a tutti i costi conservare il loro “potere”, tenerlo stretto nelle loro mani infrangendo le speranze nate nei cuori di chi ancora sogna che le cose possano cambiare e vuole illudersi, sentendo la propaganda di un nuovo candidato, che questa volta è quella buona, che questa volta raggiunto il potere, non sarà tutto dimenticato come avviene da sempre; ed in fine il disaggio dei professori che a volte è costituito dalla “commercializzazione” della propria cultura, insegnare non è una passione, non lo si fa con la gioia di chi vuole trasmettere agli altri amore per il sapere, ma è semplicemente uno strumento di guadagno, e così la cultura si riduce ad essere una lezione imparata bene e non un modo per forgiare l’animo dei ragazzi che come un alberello ha bisogno di sostegno per poter crescere forte e robusto.
Questo sicuramente non vuol dire che la colpa è solo degli adulti, in questa situazione infatti non esiste qualcuno che ha torto e qualcuno che ha ragione, siamo tutti, grandi e piccoli, sulla stessa barca, forse, stiamo piangendo tutti le stesse conseguenze di un progresso troppo veloce, di un’evoluzione per esempio riguardo al nostro Paese che in soli sessant’anni è passato da una situazione di olocausto, di povertà assoluta, di dittatura, a una situazione di benessere che le ha perfino garantito l’entrata nell’Europa. Con questo non voglio nemmeno dare la colpa al progresso che è qualcosa di veramente eccezionale, esso rappresenta la continua evoluzione dell’uomo che non smette mai di crescere; solo certe volte succede che la crescita a cui siamo sottoposti è troppo veloce e così rischiamo di perderci nel caos che i continui cambiamenti producono, rischiamo di perdere l’orientamento, di dimenticare i nostri doveri, i nostri ruoli e nello stesso tempo il piacere di valorizzare i nostri pregi, le infinite qualità del nostro “essere” che troppo spesso oggi si vedono calpestate da quelle dell’apparire.
Ci sono moltissimi giovani che ad Avola si occupano di lettura, giovani che scrivono poesie e pensieri, giovani capaci di sottoporre a critica costruttiva qualsiasi problematica che gli viene proposta; ci sono giovani che amano la musica, giovani che suonano; ci sono giovani che hanno dei veri e propri talenti innati quali per esempio la capacità di giocare a calcio o sapere usare il computer o sapere giocare a pallacanestro; ci sono giovani che amano sport estremi; o sport più tranquilli come la pesca.
Avola è una piccola cittadina ricca di individui molto speciali, persone veramente capaci.
Perché, allora, di questi giovani non si parla quasi mai? Perché questi giovani fanno fatica ad emergere? Perché non riescono a fare sentire la loro voce?
Le difficoltà che spesso incontrano non stanno solo nella insufficienza di infrastrutture, ma nella carenza di sensibilità verso la cultura, una cultura che non vuol dire solo conoscere opere di autori famosi, ma saper dare la giusta importanza alle capacità di ognuno, perché ogni singolo cittadino è capace di fare crescere la città. E invece spesso succede che le persone veramente capaci, quelle che se aiutate, se incoraggiate potrebbero riuscire a cambiare le cose: cambiano città; vanno al nord, a malincuore mollano la presa, perdono la forza di lottare per una causa che già sin dall’inizio dai loro stessi concittadini, amici e genitori viene prospettata come una causa persa in partenza, una situazione irrisolvibile, senza alcuna speranza. Qui le cose non possono cambiare.

Rosanna Inturri


pubblicato nel giornale Avolesi nel mondo
anno 3 N.2-dicembre 2002
LO SCAUTISMO AD AVOLA E NEL MONDO

Giorno 21 Aprile 2002 si è tenuto presso il salone Maria Ausiliatrice un convegno scoutistico sul tema "Strade e pensieri per domani - Scelte educative in un mondo che cambia". Con esso si è aperta la stettimana dedicata ai festeggiamenti, per i 30 anni compiuti da gruppo "Avola 3", nato nel 1972. Pippo Scudero ha iniziato il suo intervento citando una frase del nostro fondatore, Baden Pawell: "Guida da te la tua canoa". E' questo il principio fondamentale dello scoutismo: imparare a guidare da soli la propria canoa, senza dipendere da nessuno, perchè, così facendo, si ha ben visibile la strada della vita con la sicurezza di non "sbattere" da nessuna parte per colpa altrui. Tutto questo non si fa isolandosi dagli altri, ma insieme con gli altri. Pippo Genovesi ha paragonato i ragazzi a delle piante che hanno bisogno della terra in cui radicarsi: la famiglia; hanno bisogno dell'acqua, che permette di sciogliere le sostanze che sono nel terreno: la cultura; e dell'aria, intesa come sole, come vita, e che è il contatto, il confronto con gli altri. Ad Avola attualmente operano due gruppi scout: "Avola 1", aggregato alla parrocchia del Sacro Cuore, e "Avola 3", aggrecato alla parrocchia della Chiesa Madre. Questi due gruppi nel carnevale 1999 hanno partecipato entranbi, ma separetamente, alla rappresentazione dei gruppi mascherati:"Avola 1" con tema "il folklore" e "Avola 3" con tema "il circo". I ragazzi hanno saputo coinvolgere la folla e sono stati gratificati con una vittortia a pari merito. In occasione del Giubileo 2000 hanno voluto vivere un'altra grabde esperienza insieme, realizzando il campo estiva a Roma. Anzichè alloggiare persso un abase scout della nostra regione si è scelto di alloggiare presso una base scuot della capitale: il B.P. Park, a contatto con la natura, ma soprattutto insieme con altri scout provenienti da tutto il mondo. Si è realizzata anche un'udienza con il Papa, che ci ha dato un'emozione grande. Tutte queste esperianze hanno costituito occasione di confronto e di crescita. Anche se seguiamo tutti lo stesso ideale, tutti le stesse tecniche, ognuno di noi è diverso, ma è proprio da questo che si sviluppa la possibilità di una crescita continua.
Rosanna Inturri

Avolesi nel mondo ANNO 3 N.1 GIUGNO 2002

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