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ISBN 978-88-6954
HINO
(o di autori pachinesi, o sul territorio pachinese)
Immagine

Sono importanti in ogni comunità i poeti, gli scrittori, gli artisti, gli intellettuali che lì vivono ed elaborano una loro opera creativa; costoro intrecciano le loro storie e i loro sogni con le case, le strade, i monumenti e le opere d'arte che fanno da coreografia a quanti lì vivono con o senza questa consapevolezza.
Quasi sempre queste preziose risorse umane non vengono considerate come meriterebbero in tutte le comunità di questo pianeta chiamato Terra... Così accade generalmente in ogni nostra città... Quel che tutti possiamo fare, è esaltare quanto nei fatti comunque esiste nonostante tutto - pur attraverso mille difficoltà - e che in ogni caso non può essere disconosciuto.
In questa circostanza pongo all'attenzione una parte di libri e autori pachinesi vicini alla mia attività editoriale, o alla mia libreria.

Francesco Urso
SPAZIO A CURA DELLA
LIBRERIA EDITRICE URSO

e-mail info@libreriaeditriceurso.com
vedi Catalogo Libreria Editrice Urso
Catalogo aggiornato
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copertina

A cura di Giovanna Susan
La
torre di Vendicari
Un'architettura che nasce e si sviluppa dal mare
2009, 8°, pp. 226, rilegato
€ 40,00acquista

La lunga storia della torre di Vendicari, in questo estremo lembo della Sicilia rivolto verso l’Africa, rivela la stretta connessione con i luoghi e i suoi miti. Punto di riferimento dell'antico porto, luogo di difesa dell'ultimo tratto costiero dell'Isola, laddove le formazioni calcarenitiche e i sistemi sabbiosi delle dune hanno dato vita, un tempo, ad una laguna e oggi a pantani salmastri. [. .. ]

La torre, citata come punto di riferimento della navigazione nei primitivi portolani che descrivevano quei luoghi, visse tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento un periodo di decadenza e abbandono per il venir meno del pericolo delle invasioni nemiche. [. .. ]

Le opere di completamento dei lavori di restauro della torre e la sistemazione dell'area esterna sono stati realizzati nel 2008 con finanziamento POR Sicilia 2000/2006. Sono state valutate le tipologie delle operazioni e la valenza culturale degli interventi e dei risultati attesi in termini di accrescimento del patrimonio culturale, da rendere fruibile al pubblico in relazione ai circuiti e agli itinerari culturali. Indispensabile e prioritaria è stata anche l'analisi storica del monumento che, attraverso la raccolta presso archivi e biblioteche di tutte le testimonianze testuali e iconografiche ha condotto ad una conoscenza dettagliata della storia dell'edificio.

Gli attenti e minuziosi lavori di restauro hanno finalmente reso possibile non solo il recupero di importanti spazi culturali (torre e tonnara), ma soprattutto hanno restituito alla pubblica fruizione questo singolare monumento che, sebbene privo di parte delle sue strutture originarie, ha mantenuto inalterata la sua imponente bellezza.

Per far sì che il senso della visita all'Oasi di Vendicari acquisti significato, divenendo occasione di approfondita conoscenza, è necessario entrare in una dimensione storica, solo così si potranno comprendere quei luoghi, ricca testimonianza di un leggendario passato e traccia indelebile di una storia che nasce e si sviluppa dal mare.

(dalla “Introduzione” di Giovanna Susan)

 

 

copertina
Alfredo Petralia (cur.)
AREA PROTETTA DI VENDICARI.
Atti del Convegno celebrativo
per il 35° anno di fondazione
dell’Ente Fauna Siciliana
(“Case Cittadella”, Vendicari
Noto, 25-26 ottobre 2008)
20
10, 8°, pp. 432, ill.
€ 15,00

acquista

Parte Prima Aspetti geomorfologici
CARMELO MONACO, GIOVANNI SCHICCHITANO linee di costa sommerse tra Siracusa e Vendicari (Sicilia usd-orientale)
ELENA AMORE, CONCETTO AMORE, EUGENIO GIUFFRIDA, FABIO BRANCA Processi evolutivi del sistema dei Pantani di Vendicari (Siracusa)
CONCETTO AMORE, EUGENIO GIUFFRIDA, ELENA AMORE, FABIO BRANCA
I Pantani di Vendicari (SR). Un esempio di monitoraggio ambientale
Parte seconda Aspetti della biodiversità marina
MARIO CORMACI, GRAZIA CANTONE Popolamento animale e paesaggio sommerso dell’area antistante la riserva naturale orientata di Vendicari (SR)
GRAZIA CANTONE, DANILO SCUDERI, GIUSEPPE FASSARI Stato delle attuali conoscenze sulla fauna bentonica dell’area di Vendicari, con particolare riferimento alle zoocenosi dei pantani
VINCENZO DI MARTINO, BESSY STANCANELLI La cartografia bionomica del S.I.C. ITA 090027 “Fondali di Vendicari” (Sicilia S-E)
FULVIO MAFFUCCI Le tartarughe marine del Mediterraneo
LETTERIO MARIO TRINGALI, STEFANO FLORIDIA, VALERIA IOLANDA GRASSO, EUGENIO INTERNULLO, CLARA MONACO Sulla conservazione dei Cetacei nel Mediterraneo
Parte Terza Aspetti della biodiversità terrestre
PIETRO MINISSALE, SAVERIO SCIANDRELLO Flora e vegetazione terrestre della Riserva Naturale di Vendicari (Sicilia Sud-Orientale)
ALFREDO PETRALIA, CLAUDIA RUSSO Artropodofauna e biowatching a Vendicari
ANGELO MESSINA,FELICE MONELLO, MARIA CARMELA FAILLA Blattari, Mantodei e Ortotteri della Riserva Naturale di Vendicari (SR)
(Insecta: Blattaria, Manotdea, Orthoptera)
SALVATORE BELLA Biodiversità faunistica dei Macrolepidotteri della Riserva Naturale di Vendicari
ANGELO VACCARO, GIUSEPPE FABRIZIO TURRISI Note sull’erpetofauna di Vendicari (Sicilia Sud-Orientale)
RENZO IENTILE, CARMELO IAPICHINO Check-list degli uccelli della Riserva Naturale di Vendicari aggiornata al dicembre 2009
MARIA TERESA SPENA, GIUSEPPE NICOLOSI, ROSARIO GRASSO La fauna vertebrata negli agrosistemi della Riserva di Vendicari
AGATINO MAURIZIO SIRACUSA I micromammiferi (Soricomorpha e Rodentia) della R.N.O. Oasi Faunistica di Vendicari
Parte Quarta Aspetti antropici, interventi, monitoraggi, pianificazione
GAETANO MALANDRINO Presenza e attività umana a Vendicari
GIUSEPPE ARMERI Esperienze del restauro a Vendicari
SALVATORE CANCEMI Un progetto per Vendicari
GIORGIO RICCOBENE Il telescopio sottomarino NEMO
ANTONIO ADORNO, ANTONIO ALICATA, LUCA GIUCA, GIORGIO SABELLA, GIORGIO SORGI, IGNAZIO SPARACIO, PIETRO ALICATA Utilizzazione della comunità di artropodi nella valutazione di interventi nella Riserva Naturale di Vendicari
AGATINO MAURIZIO SIRACUSA, FILADELFO BROGNA, VERONICA MARIA LA ROSA Possibile la riproduzione di Caretta caretta (Linneo, 1758) a Vendicari: monitoraggi nel litorale
ETTORE PETRALIA Strumenti GIS per la pianificazione nelle aree protette: il caso Vendicari
FRANCESCO PETRALIA Kayak da mare nei parchi e nelle aree marine protette italiane. Utopia o progresso?
GIOVANNI FUGA’ Il piano di utilizzazione della preriserva di Vendicari: lo stato dell’arte, le prospettive per una fruizione turistica sostenibile ed il recupero della tratta ferroviaria dismessa Noto-Pachino
FULVIA GRECO Vendicari: architettura, paesaggio, natura nel progetto del piano paesistico regionale
Considerazioni conclusive
PIETRO ALICATA Nuove vie per la conservazione della natura?

Torre Fano
Antonelo Capodicasa
Torre Fano
2009, 8°, pp. 120, illustrato
12,00
acquista


Torre Fano è un rudere consumato dal tempo, un bene monumentale "dimenticato" che ha subito e continua a subire molte ingiustizie. Se non avesse dato il nome alla contrada dove giacciono i suoi resti, forse ne avremmo perso definitivamente il ricordo. Oggi la torre ci appare così, desolata ed inerme, posta in disparte, in un cantuccio, quasi non volesse dare fastidio. Eppure, nei secoli passati, si ergeva fieramente sul Promontorio Pachino e costituiva un importante punto di riferimento che dava sicurezza e protezione alla gente del luogo. Era visibile da grandissime distanze, conosciuta da tutti i naviganti e, soprattutto, odiata da tutti i nemici provenienti dal mare, corsari o pirati che fossero. La sua storia abbraccia un periodo di tempo lunghissimo, compreso tra il XV e il XVII secolo, durante il quale numerose generazioni dovettero convivere con il costante pericolo delle scorribande turche e barbaresche sui nostri lidi, nelle nostre contrade, fin dentro le città.

copertina
Pippo Bufardeci
Airport Pachino.
La storia dimenticata di un regio campo d'aviazione

2012, formato cm 15 x cm 21, pp. 88, ill.
€ 14,00acquista

Durante la seconda guerra mondiale anche Pachino aveva il suo aeroporto situato nella zona pianeggiante della contrada Pianetti, anche se la corta memoria storica dei Pachinesi non ricorda quasi niente e non è stato tramandato niente alle giovani generazioni.

Dossier...
TACCONE SERGIO
Dossier Portopalo
Il naufragio fantasma
verità a confronto

2008, 8°, pp. 280
15,00
acquista

In questo libro la ricostruzione storica
delle vicende relative al naufragio
del 25 dicembre 1996,
che costò la vita a quasi trecento migranti.
La necessità di capire
senza difendere o assolvere
accusare o condannare.
Il bisogno di verità
per ritrovare se stessi
la propria dignità
e il rispetto altrui
Copertina

Mary Di Martino
Musica dell'anima
201
1, 8°, pp. 72
€ 12,00

Collana
Opera prima n. 27

ISBN 978-88-96071-44-1acquista


Mary Di Martino nata a Toronto (Canada), coniugata con due figli, vive a Pachino (SR) dove insegna.
Dopo la maturità scientifica consegue a Catania il Diploma accademico in Pianoforte (vecchio ordinamento). Nell’anno 1982/'83 partecipa al Concorso a cattedre a fini abilitanti per la scuola secondaria di primo grado e lo vince. Nell’anno successivo è docente titolare presso il 4° I. C. “V. Brancati” di Pachino e dal 2000 presta servizio presso il 3° I. C. “G. Verga”, nella stessa sede di titolarità.
Oltre alla musica - il suo primo amore - è appassionata di letteratura classica e moderna, arti figurative, filosofia, discipline orientali ed argomenti correlati.
Fin da adolescente ha sempre nutrito interesse per l’arte poetica. Già dai tempi del liceo scriveva, ma in maniera discontinua, brevi componimenti che rispecchiavano i suoi sentimenti, la sua vita. Tra il 1995 e il 1997 ha ricominciato a scrivere qualche poesia. Poi, a partire dal 2002, la svolta; tra una parentesi e l’altra, fino ad oggi, ha scritto la sua prima raccolta di poesie, data alle stampe con la Libreria Editrice Urso.
Non ha mai partecipato a nessun concorso di poesia ed è alla sua prima esperienza editoriale.
I due preti
Enzo Lauretta
I due preti
2004, 8°, pp. 168
€ 12,00

romanzo
acquista

Capo Passero
Antonello Capodicasa
Antonio Iucolano

Carta naturalistica
dell'Isola di Capo Passero
(Sicilia sud-orientale)

2004, 8°, pp. 168
2,00 acquista

Traduzione inglese di Enza Scifo.
Consulenza grafica di Enzo Cataudella.

Capo Passero
Antonello Capodicasa
Il Forte di Capo Passero
2007, 8°, pp. 120. ill.
12,00

acquista
[...]L'autore, attraverso una febbrile attività di ricerca, condotta negli ultimi due anni, ricostruisce le vicende che hanno contrassegnato l'edificazione del Forte sull'Isola di Capo Passero; e lo fa mediante lo studio di moltissime fonti documentarie. Il primo elemento chiave, che questo bel libro fornisce, è quello di fare definitivamente luce e di fugare il falso storico, purtroppo ben radicato nella memoria collettiva e in certa vulgata, che attribuisce la costruzione del Forte di Capo Passero al volere dell'Imperatore Carlo V...
ROBERTO BRUNO
Rosaria Cammisuli, Passa il vento, 1998, 8°, pp. 52, € 5,16
copertinadescrizione: [...]Non mancano versi descrittivi di Pachino e Marzamemi, di quest'angolo di Sicilia, caposud d'Europa. La tonnara, la piazzetta "scorticata dal vento", il porticciulo...
L'autrice si sofferma e pone in evidenza quei particolari della sua e nostra terra che sfuggono ai distratti, ai superficiali e li rappresenta con la capacità descrittiva dell'artista che sa rassegnarsi come in una carrellata d'immagini i mesi di un anno intero.

GIOVANNI STELLA

UNA RIFLESSIONE SUI NOSTRI ANNI,
SULLA POLITICA E SULLA REALTA' DI PACHINO

LA  STORIA  SIAMO  NOI


L’analisi sulle trasformazioni economiche e sociali del territorio di Pachino dagli anni 60 ad oggi, è un importante elemento di riflessione e stimolo per una più approfondita conoscenza dei processi in atto in quegli anni, indispensabile oggi per meglio comprendere la realtà in cui viviamo e operiamo. Quegli anni infatti furono caratterizzati da grandi mutamenti e trasformazioni sociali a livello mondiale: il risveglio dalla fine della seconda guerra mondiale con la sconfitta storica del Nazifascismo, la divisione del mondo in due blocchi contrapposti (U.S.A. e U.R.S.S.) con le rispettive aree di influenza, l’incapacità degli uni e degli altri di mantenere l’egemonia con metodi democratici (in Vietnam, Cile, Argentina e Bolivia da una parte, in Ungheria e Cecoslovacchia dall’altra), stavano segnando l’inizio di una grande stagione di rivolta delle masse popolari nel mondo sui temi della democrazia e dell’autodeterminazione dei popoli, contro la guerra e l’imperialismo.
Il boom economico degli anni Sessanta segnava l’inizio di un periodo di transizione e di ripresa produttiva importante per tutto il paese, di pari passo cresceva la sindacalizzazione delle lotte sociali nelle fabbriche delle grandi città industriali e nelle campagne del meridione, mettendo di fatto in crisi il vecchio equilibrio di un sistema capitalistico-borghese fondato sull’autoritarismo e sullo sfruttamento della forza-lavoro.
Un vento nuovo attraversava i continenti: la Beat Generation, i movimenti Beatnik e Hippy, la Contestazione Giovanile contro la guerra, il movimento per l’emancipazione della donna, la radicalizzazione dello scontro di classe, la politicizzazione del disagio sociale. Questo per grandi linee lo scenario mondiale di quegli anni, “era scoppiato il ‘68”, gli anni della rivolta giovanile , gli anni della militanza politica e delle grandi lotte sindacali, in cui grandi masse di giovani, di donne, di operai e di intellettuali scendevano in campo come nuovi soggetti sociali protagonisti della vita politica del nostro paese.
In questo contesto storico, anche la nostra realtà sociale pachinese ha vissuto delle trasformazioni, e, spesso senza averne piena consapevolezza, molte di queste esperienze sono state vissute con passione e partecipazione da parte di molti giovani di allora. Nacque infatti nel 1974-75, per iniziativa di alcuni giovani pachinesi, un gruppo di impegno politico e culturale denominato “Centro Studi”, collocato nell’area della nuova sinistra, che diventò in poco tempo un importante punto di riferimento per l’attività politica dei giovani del posto..
L’attività svolta dal Centro Studi consisteva, oltre allo studio dei testi classici del pensiero Marxista, in attività culturali quali Cineforum, lotte sindacali, lotte studentesche e per la difesa dell’ambiente (rivolte soprattutto alla tutela di Vendicari). Una nuova classe dirigente di giovani impegnati nella militanza politica stava emergendo, le speranze e le utopie tipiche di quegli anni davano la forza per andare avanti in una realtà per certi versi ostile ai mutamenti, la voglia di cambiare era tanta, la passione forte e ci si sentiva protagonisti del proprio destino.
La Politica con la “P maiuscola” era diventata il collante di un’ intera generazione che aveva fatto dell’impegno nel sociale una scelta ben precisa, uno stile di vita attorno ai valori della solidarietà, della democrazia, della libertà, in difesa degli emarginati, dei più deboli, a fianco della classe operaia e contadina. Fu quello il periodo delle lotte per l’ emancipazione delle donne, dei movimenti femministi contro i pesanti condizionamenti che le donne - in particolare quelle meridionali - subivano. Tutto era in movimento, tutto era messo in discussione, la scuola, il lavoro, la cultura, la musica, il costume, i rapporti all’interno della famiglia, della società. Una rivoluzione culturale era in atto, il personale era diventato politico.
In quegli anni anche per iniziativa di giovani socialisti nacque un circolo culturale, il “Fernando Santi”, di ispirazione socialista precraxiana, che contribuì ad elevare la qualità del confronto politico all’interno della sinistra, con attività di carattere culturale e politico. Era quindi la sinistra nel suo insieme, comunista e socialista, ad essere protagonista dello sviluppo culturale e sociale nonché elemento attivo del dibattito che caratterizzava la politica nella nostra città.
In questo clima di trasformazioni e mutamenti socio politici, anche nel settore produttivo ed economico si verificarono grandi cambiamenti: a seguito della grande crisi del settore vitivinicolo (su cui era basata la maggior parte dell’economia locale), i coltivatori Pachinesi ebbero la intuizione di riconvertire la produzione agricola dal vitigno ad alberello alla coltivazione di primaticci in serre, riuscendo a portare l’economia locale ai primi posti rispetto ai paesi vicini.
Era il periodo delle grandi trasformazioni economiche del nostro tessuto produttivo a cui corrisposero modifiche anche di carattere sociale: la vecchia figura del bracciante e del contadino infatti, venne messa in crisi dall’emergere di tutta una serie di piccoli imprenditori-produttori agricoli. Questa modifica della composizione sociale, mise in crisi la vecchia “unità di classe” basata su un comune patrimonio di lotte sociali per la terra e per il lavoro, determinando non pochi cambiamenti nello stile di vita e nei comportamenti dei Pachinesi, tendenti ora a forme di individualismo, forte competizione sociale, sfrenata corsa verso modelli consumistici. A livello locale è stato sicuramente questo l’aspetto nuovo e più importante che ha caratterizzato il periodo storico in esame, un fenomeno molto controverso e contraddittorio la cui comprensione è fondamentale per capire come ed in che modo si è arrivati alla situazione attuale.
A questa categoria di lavoratori va il merito storico di avere convertito per tempo il ciclo produttivo della nostra economia agricola e di avere creato un sistema di diffuso benessere, grazie al quale l’economia dell’intero sistema ne ha tratto beneficio. A questa trasformazione del tessuto produttivo non è coincisa però un’adeguata trasformazione del tessuto sociale in termini di capacità complessiva di realizzare un progetto di sviluppo della città e del suo territorio.
Grandi le responsabilità di chi ha governato e gestito il potere amministrativo di questo Comune, cui va aggiunta la carenza cronica dei servizi e un’ inesistente sensibilità amministrativa nei due settori portanti della nostra economia (Agricoltura e Turismo): eccezion fatta per la giunta Adamo, che purtroppo non ebbe il tempo di attuare il suo programma per la prematura scomparsa del Sindaco, unifica tutte le amministrazioni succedutesi un indistinto giudizio di insufficienza attuativa di programmi e progetti per lo sviluppo. La principale attività purtroppo nella migliore delle ipotesi si è limitata all’ordinaria amministrazione, preoccupandosi più dei favori ad personam che dei progetti sociali di più ampio respiro. L’incapacità dei vari partiti nel capire e governare i mutamenti sociali in atto, è la principale causa della crisi di rappresentanza dei gruppi dirigenti locali e una delle motivazioni del proliferare, in occasione delle elezioni amministrative, delle fantomatiche liste civiche.
I risultati purtroppo sono sotto gli occhi di tutti, precarietà amministrativa cronica, impossibilità nel portare avanti e realizzare progetti condivisi, programmi elettorali disattesi, continue nomine di assessori non sulle competenze specifiche, continui cambi di maggioranze a prescindere da qualsiasi forma di pudore, mancanza di etica politica, mancanza di un progetto di sviluppo della città e del suo territorio, pianificazione territoriale inesistente, tutto lasciato al caso: come si fa ad amministrare bene un Comune in queste condizioni?
La gravità della situazione locale è nota, il malcontento nei cittadini diffuso, urgono una serie di misure per bloccare lo sfacelo e invertire la tendenza in atto, urge una nuova classe dirigente, diversa da quella che ci ha portato a questo empasse politico e amministrativo. Questo il compito a cui sono chiamati i partiti e non basta cambiare il nome ad una formazione politica e spacciare questo per rinnovamento. Le classi dirigenti non si inventano e la loro credibilità è frutto di processi culturali e politici di ampio respiro. Nella difficoltà generale in cui versa la politica, la nostra realtà paga un prezzo maggiore, a causa della marginalità culturale e della sua collocazione geografica.
Bisogna saper analizzare e conoscere i processi in atto nel territorio per poterli governare, non si può prescindere dalla conoscenza delle problematiche sociali che lo attraversano, bisogna attivare momenti di confronto e dibattito che coinvolgano più cittadini possibili in un processo di partecipazione democratica. Già la partecipazione democratica dei cittadini al governo della città e del territorio  deve essere l’elemento dirompente per un nuovo corso della vita sociale, la vera discontinuità col passato deve essere sancita dalla applicazione rigida del controllo popolare sulle scelte amministrative, una gestione della cosa pubblica che non può e non deve essere verticistica ma attivare tutta una serie di organismi partecipativi che ai vari livelli consentano al cittadino di partecipare alla vita democratica del proprio comune.Da una parte la macchina amministrativa che deve recuperare una propria funzionalità ed efficienza, dall’altra una grande partecipazione popolare attivata per la individuazione e risoluzione dei vari problemi.
Un progetto per una Pachino diversa è possibile se si ha la volontà e la capacità di raccogliere attorno ad un programma di sviluppo tutte le intelligenze disponibili in uno sforzo collettivo. Questo processo di democrazia partecipativa dovrà essere lo strumento attraverso il quale avviare la rinascita democratica del nostro comune a cui dovranno partecipare e dare il proprio contributo tutte le categorie sociali;  dai giovani, agli anziani, dalle donne alle scuole,dalle cooperative agricole alle associazioni del volontariato, alla chiesa, tutti devono essere messi nelle condizioni di dare il proprio contributo affinchè questo paese esca dall’immobilismo e dall’arretratezza in cui oggi versa.
Questa la scommessa  che oggi hanno davanti i partiti  e le associazioni pachinesi, questa la norma che deve fare la differenza, una diversità di berlingueriana memoria è quanto di più salutare oggi ci si possa aspettare da partiti vecchi e nuovi. Bisogna rimettere in discussione molte cose, bisogna ricominciare da dove si è lasciato, bisogna rimarcare le differenze,recuperare valori e stili di vita oggi non tanto di moda ma che nella storia collettiva hanno fatto la differenza, bisogna riappropriarsi del patrimonio storico di lotte, di comportamenti e di valori ancora attuali ma non più in uso, bisogna ritornare dalla gente e con la gente modificare lo “status quo”.
Pachino 16-02-2008                                                      

Giuseppe  Spataro


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IL CAIMANO Hai visto il Caimano di Nanni Moretti?
La stessa idea del regista era venuta anche a me (...) se puoi e vuoi ti autorizzo a metterla on-line sul tuo sito in modo che chi lo volessre può leggerla gratis. Naturalmente se prima piace a te.
Un caro saluto

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Fulvio Maiello
(Nato a Pachino nel 1937. Fino al 1960 vive a Noto, quindi inizia l'attività in qualità di funzionario dell'amministrazione pubblica, si trasferisce a Trento, sua attuale residenza. Buon conoscitore del Trentino, non ha però dimenticato la sua terra natale, sintesi di armonia, cultura e tradizioni. I suoi scritti ne sono la testimonianza.
Capita spesso che chiami i suoi amici (Benito Marziano, Ciccio Urso, ecc.) per dir loro con allegria: - Sto arrivando. Vi voglio incontrare.
Presso la Libreria Editrice Urso sono sempre disponibili:
Maiello Fulvio, Tra cielo e mare, 2003, 8°, pp. 240, € 14,00
Maiello Fulvio, La Coda del diavolo, 2004, 8°, pp. 160, € 12,00
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