Benito Marziano |



Benito
Marziano, Sisifu
- Poesie siciliane, (Collana Araba
Fenice n.
25), pp. 64, Euro 8,00 ![]()
Benito
Marziano, Altri
anni, (Collana
di poesia Araba
Fenice n. 19), aprile 2006, pagine 64, Euro 8,50![]()
Benito
Marziano, Don Agostino Salvìa e altri racconti, (Collana Mneme n. 16) Avola 2002, pagine 112, Euro 10,00 ![]()
Benito
Marziano, Juliette cara - Romanzo, (Collana Mneme n. 25 ), 2008,
8°, pp., IN CORSO DI STAMPA
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ALLE
18,30 DI SABATO 12 MAGGIO 2007
Sono trentotto le liriche di cui si compone questo nuovo libro
di Benito Marziano: la seconda raccolta di versi dopo Altri
anni,
opera pubblicata circa un anno fa, ma la prima ad essere composta
in dialetto. Eppure questo Sisifu, nonostante il ricorso
ad un diverso strumento linguistico, il vernacolo di Noto, è opera
contemporanea ad Altri anni; infatti le liriche sia dell’una che dell’altra
sono state composte, stando ad una testimonianza dell’autore,
durante lo stesso lungo arco di tempo, gli anni che vanno dal 1989
al 2005. Salvatore Salemi |
MNEME n. 21), EURO 13,00 |
Gli
incontri culturali in pizzeria di ""AVOLA IN LABORATORIO" ritmano
il nostro tempo ogni mercoledì di fine mese. Gli
amici sanno intervenire talora in molti, talora in pochi (molti
sanno, ormai, che la quantità non è stato
mail il nostro obiettivo, anzi…); la qualità degli
interventi, piuttosto, è spesso così alta che dispiace
a me (e ad altri amici del numeroso gruppo) che voi siate così lontani
e non abbiate potuto partecipare. Per ovviare a questa problematica
stiamo cercando di registrare le serate sotto forma video o audio e
siamo alla ricerca della soluzione più agile per passare
tale materiale nelle pagine internet. Buona
lettura Il cammino
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Le
poesie di Marziano, poesie di amore e di memoria, sono in genere molto belle e
vivide, fra gioco, racconto, ironia, malinconia. Sono degnissime di diffusione
e di pubblicazione. |
| RICONOSCIMENTO
CULTURALE Tenera madre |
Benito
Marziano, Don Agostino Salvìa e altri racconti ( Collana Mneme
n.16,)
Avola 2002, pagine 112, Euro 10,00
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è
nato a Palermo nel 36 e vive a Noto (Sr). È insegnante elementare
in pensione. Si dedica alla poesia in vernacolo e in lingua e alla narrativa.
Solo di recente ha cominciato a pubblicare, su sollecitazione di alcuni amici,
qualche racconto e qualche recensione su giornali locali.Al concorso letterario
"Un racconto per un segnalibro" 2ª Ed. - Avola 1999,il suo racconto
Michele, fra gli altri voti riportati,ha avuto quello del noto critico letterario
prof. Giorgio Bárberi Squarotti e quello del prof. Nino Recupero dellUniversità
di Milano, che di quel racconto ha scritto: "sta secondo me nella stessa
categoria di Uomini e topi, il romanzo degli anni trenta di John Steinbeck".
Sue poesie sono state pubblicate in vernacolo nellantologia Premio
Pagine di poesia, Edizione 2000 e in Pagine del poeta, Agenda 2002,
Editrice Pagine; in lingua nella rivista Poeti e poesia della stessa
Editrice. La nostra Libreria Editrice Urso ha recentemente pubblicato
la sua raccolta di racconti Don Agostino Salvìa e altri racconti, le
raccolte di versi Altri anni e Sisifu.![]() In 5 novelle d'ambiente la difficoltà di comunicare di Roberto Rubino |
| Ma
questo non raccontatelo a sua madre Quando tacquero infine i mitra a terra solo un corpo di ragazza e sangue e sangue e sangue e il pianto dei compagni dei fratelli e il lamento del padre: Nientaltro che un pugnale piange straziato un pugnale aveva e nientaltro nella sua mano ancora di bambina. Aveva solamente quindici anni Noura Shalhoub ragazzina di questa martoriata Palestina. Maledetti me lhanno assassinata, morta perché fra i sogni di bambina anche quello nutriva della libertà. Ora mi dite ' è morta anche per noi, non sarà vano il suo sacrificio. Ma questo non raccontatelo a sua madre. | Mare
Vecchio I piccoli gabbiani ancor da poco nati sulle zampette un po malferme e incerte vanno in giro beccando alacremente sulla spiaggia ormai quasi abbandonata. Accompagnano i gesti con le grida due bambini che giocan con la sabbia e la buttano in aria a far fontane sulle lor teste e ridono contenti. Sulla battigia le onde arrivan lente, giocano con i piedi di una bimba che ridendo si avanza e si ritrae abbracciando le gambe della mamma. Seduti a terra in fondo al vecchio molo alcuni pescatori stanno intenti a rattoppare le reti per la pesca con i gesti di sempre antichi e lenti. Avvolto con un grande asciugamano guarda il mare, lontano lorizzonte un ragazzo uscito or or dal bagno, forse lultimo bagno per questanno. |
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Ddra luna cuntrariecima e ruffiana Eni già
sira e ncielu spunta a luna, Èratu
ocantu a mmia comu si' ora, | |||
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![]() Benito Marziano, Don Agostino Salvìa e altri racconti ( Collana Mneme 16, Libreria Editrice Urso), pagine 112, Euro 10,00 [...] A me pare che con Don Agostino Salvìa e altri racconti siamo davanti a un piccolo opus di bella scrIttura, a una sorta di minuscolo scrigno d'arte che contiene e rivela note alte di umanità e di apertura mentale e affettiva, che toccano vivamente il lettore. Temi e motivi dei racconti sono gli stessi che riguardano tutti gli uomini di ogni tempo e luogo, come dimostrano peraltro vari echi letterari di matrice diversa affioranti qua e là, da una parte, e riferimenti a problemi peculiari del nostro tempo, dall'altra. L'asse portante di tutti i racconti sembra essere il dramma dell'esistenza umana, che si gioca tutto sul filo bipolare intercorrente tra comunicabilità e incomunicabilità. Dalla presentazione di Sebastiano Burgaretta sito pulsante di invito: Ho appena terminato di leggere un libro di B. Marziano che ho acquistato sul sito www.urso.3000.it (una casa editrice siciliana). Mi è piaciuto moltissimo: si tratta di brevi racconti, facili da leggere, carichi di sentimenti e che fanno riflettere. Tiziana Cattaneo |
| INTERVENTI
IN A stare a guardare troppo a destra
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| E chi se ne frega! Fra
le altre cose, il regista Nanni Moretti alla manifestazione diessina in difesa
della giustizia, ha detto con Rifondazione io non riesco a parlare
è più forte di me. Lette queste parole la prima cosa che ci
è venuta in mente è stata: E chi se ne frega! Dove stiamo andando? "Dei destini imperiali della patria"
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DIABOLICA LA STORIA, DIABOLICI I PERSONAGGI
di Benito Marziano
(alle pagine 18,19, 20 e 21 del "Il Caso Gallo")
Riaprire oggi un dibattito sul caso Gallo, a distanza di quarant'anni, non può avere soltanto lo scopo di un recupero della memoria, pur tenendo conto della carica emotiva che ancora può suscitare riparlare di una vicenda accaduta qui nella nostra zona e perciò più coinvolgente, più intrigante, per dirla come si usa dire ora.
Sono, infatti, ancora tanti che ricordano i fatti e il processo (chi scrive è fra costoro), che conobbero quanti, in un senso o nell'altro, vi furono implicati e, forse, è ancora vivo qualcuno dei protagonisti.
Vicenda dagli aspetti kafkiani, sembrò a molti, quella del povero contadino condannato all'ergastolo (e molti anni di carcere in effetti li subì) per l'assassinio del fratello, assassinio che in tribunale non fu mai provato, e per l'ottima ragione che non era stato commesso.
Era il fratello - presunta vittima, infatti, rimasto vivo, benché leggermente ferito nella lite avuta con l'accusato e si nascondeva con lntento di procurare guai al fratello odiato e lui sì vittima, della sua macchinazione.
Si nascondeva, dicevamo, ma non troppo, tant'è che ci furono testimoni che affermavano di averlo incontrato dopo l'accaduto, ben vivo, e che passarono i guai loro, perché accusati di falsa testimonianza mentre affermavano il vero e restituiti alla libertà e alla loro serenità quando ritrattarono, affermando perciò il falso.
Una storia diabolica, si è detto da alcuni, con personaggi mossi da un'altrettanto diabolica determinazione, quasi concordata, ma concordata non era, ad approntare una triste sorte al povero Salvatore Gallo.
Diabolica la storia, diabolici i personaggi.
Il povero contadino di Avola incappa in questa specie di tregenda, in questa congrega di malvagi: il fratello che nascondendosi riesce a farlo passare per suo assassinio; la cognata, moglie di detto fratello, che lo accusa pervicacemente di averle ucciso il marito, che lei sa benissimo essere vivo e nascosto; il sottufficiale che indaga e non trova altro che elementi a sostegno della sua convinzione della colpevolezza dell'accusato; I'inquirente che non crede i testimoni veritieri a discarico dell'imputato e crede quelli non veritieri a suo carico; il giudice che condanna con ottusa inflessibilità. Personaggi diabolici! O non si tratta forse di personaggi che, come direbbe Sciascia, si sono innamorati, ciascuno di una sua personale verità e l'ha poi sostenuta con miope tenacia?
Senza curarsi troppo della ricerca della verità oggettiva, anche perché, nel suo ruolo, ciascuno è indotto a ritenere che la sua verità sia la verità. Ma non è determinante in questo, anche la circostanza che una decisione errata non cambia affatto la vita di chi quella decisione prende? Ma cambia molto quella di chi quella decisione subisce.
Ma quello del Gallo non è il solo caso di madornale errore giudiziario. Se per ognuno di essi se ne erigesse una, il mondo sarebbe pieno di colonne infami. E proprio perché non unica, pur nella sua specificità, la vicenda Gallo vale riprenderla. Non per piangere sul latte versato, per dirla con un frusto adagio, ma per muovere da essa, considerandola paradigma delle tante vicende simili, e azzardare una qualche induzione.
E allora cercare di capire perché accadono di queste storie e capendo cercare come evitare che se ne ripetano molte, non essendo credibile, ancorché auspicabile, che non se ne ripetano affatto.
Non ci convince, infatti, la tesi che simili vicende accadono perché alcuni disgraziati hanno la ventura di imbattersi in persone particolarmente malefiche.
Se poi allarghiamo il campo delle nostre indagini ad altri aspetti delle relazioni umane, ci accorgiamo che i comportamenti aberranti degli uomini sono molto più frequenti di quanto si possa ritenere.
La storia, che è la vita di ieri, la letteratura e l'arte che alla vita si ispirano, abbondano di personaggi diabolici che spendono la loro esistenza ad ordire diaboliche trame.
E se guardiamo alla vita di ogni giorno, non può forse apparir diabolica I'assoluta indifferenza o la colpevole superficialità del medico, che perciò procura danni spesso gravi al paziente? Per cui, a volte, sembrerebbe trovar conferma quella storiella che vuole il paziente cosl chiamato, perché sopporta con pazienza il medico. E quante volte potremmo definire diabolici i comportamenti dell'insegnante con gli alunni? E in tutti quei casi in cui qualcuno dipende in qualsivoglia situazione da altri, quante volte subisce un che di diabolico? Per non dire a quali riprovevoli comportamenti induce la venalità.
Non sono un po' troppi questi diabolici comportamenti per essere delle eccezioni? Non dovremmo porci la domanda: Alcuni uomini sono diabolici, o tutti gli uomini sono un po' diabolici?
Fosse vera la prima alternativa potremmo stare tutti più tranquilli, perché avremmo tutti molte probabilità di non imbatterci in alcuno di quei pochi diabolici individui. Più drammatica la seconda alternativa, e forse più verosimile, perché ci espone maggiormente tutti quanti al pericolo di essere coinvolti attivamente o passivamente in perverse situazioni.
E allora? Non sarebbe, forse, il caso di essere meno indulgenti con l'uomo in generale? di essere più severi nell'analisi introspettiva e cercare di scoprire i veri perché di certi comportamenti umani riprovevoli e ingiustificabili?
Non abbiamo la presunzione di dare risposte, ma un'ipotesi ci sia consentito avanzarla. A noi sembra che le radici di questi comportamenti possano affondare nell'organizzazione sociale cosi com'è strutturata, sicché nei rapporti sociali si prediligono la retorica dei valori più che l'affermazione di essi; il formale riconoscimento di eguali diritti che l'operare per l'affermazione di un'autentica eguaglianza dei diritti; I'esteriorità della solidarietà-spettacolo che quella più intima che si può espletare nel vivere quotidiano.
Ma un'organizzazione sociale fondata di più su l'autenticità dei valori, forse, dovrebbe presupporre una diversa organizzazione dei rapporti economici.
Ma questo potrebbe portarci lontano. Perciò qui ci fermiamo.
Benito Marziano
| SCRITTI
DI BENITO MARZIANO Trame del Mediterraneo |
Libreria
Editrice Urso
Corso Garibaldi 41 96012 AVOLA (SR) ITALIA
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