|
Gettate
il salvagente: lintellighenzia annaspa
di Gabriele Rosana
Intellighenzia al potere, nel nome del proletariato inzaccherato.
Pugno sinistro in aria e lintellettuale della nuova (vecchia)
sinistra può scrostarsi di dosso la naftalina che, mannaggia,
sè sedimentata
e può andare in piazza
(quando?), da Vespa o da Masotti a teorizzare forbitamente la
rivoluzione proletaria, parafrasando quella bolscevica. Eccolo
lintellettuale della sinistra allavanguardia
(
? meglio chiamarla del 2005, và!): cravatte di primordine;
montatura degli occhiali più sinistrorsa possibile (stilisticamente
il porta-occhiali grezzo e monocolore che nasconde la cravatta
è una prerogativa del solo Bertinotti); camicie a mezze
maniche, se necessario (style trasversale Di Pietro-Diliberto);
libri e quotidiani sotto lascella; ariata arrogante; modestissimo
gruppetto di discepoli (possibilmente universitari) per scongiurare
lorripilante massificazione dellideologia girotondin-antagonista
e immancabile bottiglietta in vetro di Chivas per brindare, anche
se non disdegnano il vino rosso - (e soldi, case e ville
a volontà, no? Un po come il Nemico innominabile
al timone di Mediaset). Peccato che gli operai, ai compleanni
dei loro figli (quando, grazie al Cielo, li festeggiano, si intende)
bevano gassosa di hard discount o Coca taroccata e annacquata;
girino per la città in tuta da lavoro e siano più
propensi a sbarcare il lunario che a leggere libri eruditi (magari
quello verrà in un secondo momento, quando il divario sociale
non sarà più abissale
ma non si accalorino
i signori girotondini, non alludo alla risoluzione del problema
tramite lintroduzione dello statalismo, labrogazione
della proprietà privata e la stesura di un epitaffio per
il liberismo). Laggrumarsi dellintellighenzia della
sinistra-sinistra cominciò al grido pietoso di morettiana
memoria presidente DAlema, dica qualcosa di sinistra!,
e continua ancora tra feste e festini (con buffet) che il Corriere
della Sera Magazine relega nella rubrica Potere al pensiero,
ma sicuramente quel vecchio volpone di Claudio Sabelli Fioretti
nel suo Cuore avrebbe fatto altrimenti: giù tutti nel Chi
se ne frega. I nomi, le facce che compongono questo allegro
e colorato girotondino anti-tutti non son certo da poco: Alberto
Asor Rosa, Paul Ginsborg, Gianni Vattimo, Rossana Rossanda, Luciana
Castellina, professoroni toscanacci o romagnoli, che, dallalto,
vogliono imporre quella rivoluzione radical chic della riscossa
(o rinascita?, facciano loro) della sinistra. Una sinistra che
pullula di idee, eccome, forse più nobili di quelle di
Lenin, ma materialmente sono solo retorica allo stato puro: dal
pacifismo irrefrenabile alle manifestazioni di piazza, dal mondo
buono senza più cattivi (i cartoni
animati degli anni 90
), alle mobilitazioni sovversive,
il nuovo modo per chiamare le rivoluzioni. Ma la maggioranza girotondina
che a colazione, pranzo, merenda e cena vuole cibarsi di concentrato
di sinistra, tenta ora di scrollarsi di dosso questa veste ribelle
per stringere accordi più realisti con la sinistra che
si prepara a un (eventuale) governo. Per non restare fuori dal
mondo. Come Gianni Vattimo, il filosofo dellanno a giudicare
dalle interviste che traboccano sfogliando le pagine di quotidiani
e inserti, che vuole ritagliare alla sinistra alternativa un posticino
appartato di oppositrice a vita, di antagonismo a tutto e a tutti,
come sintetizza, slogheggiando, lo stesso pensatore
comunista: contro la Chiesa, contro la sinistra e contro
i poteri forti. Già, contro la sinistra, quella imbastardita,
a detta sempre di Vattimo, dal miraggio riformista che ha coinvolto
i ds, perché, dice ancora: un centrosinistra al governo,
in un turbine di compromessi e litigi, segnerebbe lautomatica
scomparsa della sinistra. E a me lidea che un bel po
di italiani senza lavoro e senza casa smetta desser rappresentato
non piace proprio. Unica ancora di salvezza la sua personalissima
risoluzione: dedicarsi alla costruzione di una forza seria e credibile
di contestazione e opposizione, e, anzi, striglia i compagni Asor
Rosa e Ginsborg, colpevoli di una svolta troppo governista. Questa
voglia di governare è pericolosissima. Lascia un
po di tempo il filosofo per arrivare allapice della
coerenza comunista: la concretezza delle sue asserzioni. Dice
che in Italia sarebbe necessario un sovversivismo democratico.
Occorre che le strade siano attraversate dai cortei
certo, è così che si governerebbe lItalia,
che si taglierebbero le tasse (sempre che sia tra le prerogative
di questa sinistra), che si snellirebbe la burocrazia giudiziaria
Ammonisce, Gianni Vattimo (uno che dichiarò che se
non fossi stato gay non sarei stato di sinistra): Tutte
le forze di boicottaggio sono utili!.
Per risolvere cosa, il professore dovrebbe chiarirlo. Cominciando
a girare intorno alle fabbriche e ai petrolchimici. Ma rivendica
altro il filosofo torinese, come il ruolo di oppositori che hanno
i radicali, che Dio li benedica, che hanno sempre mantenuto
un loro profilo, una loro dignità. Pannella, Bonino
& C. sono conosciuti per i loro atti eclatanti, non certo
per i cortei dei piercing o dei tatuaggi ambulanti con tanto di
fumogeni alla mano e slogan CCCP, provi Vattimo a
farli, queste azioni clamorose, rimboccandosi magari le maniche
per sostituire qualche operaio, protestando così attivamente
contro i dispotici datori di lavoro. I cortei, per carità,
saranno pur spinti da buoni propositi, ed è patrimonio
culturale comune che la guerra in Iraq avrebbe dovuto esser stata
condotta in altri termini (e, soprattutto, non da guerra). Una
volta che si è allopposizione, caro professore, si
protesta sonoramente, ma se, forse immeritatamente, il popolo
italiano dovesse ritenere opportuno sedere su quelle seggiole
scomode del potere il centrosinistra, che anche rappresenta (ci
mancherebbe) i movimenti con le loro esigenze e i loro propositi,
si trasfigurino le belle parole ricamate in serie opportunità
per i nuovi ceti poveri, o meno abbienti, che dir si voglia (e
tra questi, mi creda, non può più solo elencare
gli operai, perché il mondo della scuola, come quello degli
statali in generale, è in ripido calo di introiti e sinceramente
sottopagato). E solo ed unicamente questo il motivo per
cui potrà nascere, sì, una mobilitazione generale
tra gli italiani tramite lunica via diretta di espressione
che hanno, il voto nel segreto dellurna , radicalmente
sovversiva che, tra appena un anno, potrebbe accordare al centrosinistra
la speranzosa autorizzazione di governare il Paese.
Il fronte ultra-sinistra di Vattimo fungerebbe, come tanti altri,
da mantice per condurre per la giusta via la barchetta del centrosinistra;
ma che faccia normalmente il professore, che non metta più
un dito nel calderone della politica italiana. Per dirla alla
Di Pietro: non ce nha azzeccata una! Dalla difesa di Al
Zarqawi che combatteva da partigiano, alla deludente lungimiranza
politica nei confronti della conterranea Mercedes Bresso, la famosa
casalinga (ma che insegna al massimo ateneo piemontese)
che i dirigenti ds avrebbero preferito a lui, luminare della filosofia
col suo pensiero debole, come candidata alle europee.
Per la cronaca, la Bresso fu eletta a Strasburgo, , ora governa
il Piemonte per il centrosinistra, strappato ad aprile dalle grinfie
del super-uomo berlusconiano Enzo Ghigo (impresa nella quale non
riuscì neanche, nel 1999, lallora ministro Livia
Turco, fermatasi intorno al 39%). Tornando a Vattimo, che, riposato,
faccia un po di chiarezza nella sua mente, perché
se si sente una costola della sinistra più a sinistra della
sinistra antagonista non può rilasciare dichiarazioni del
genere: A San Giovanni in Fiore (dove era candidato a sindaco
con una lista personale, ndr) la destra rappresenta la novità.
Al ballottaggio non voterò il candidato dellUnione,
ma quello di Forza Italia. Idem per Massimo Cacciari che,
seppur lentamente sta rimettendosi sulla retta via, ha giocato
pesantemente col povero Casson, vera novità per Venezia,
riproponendo il vecchio (lui).
Qualche mese addietro è scomparso un padre, il padre, della
poesia ermetica, e più in generale, della cultura italiana,
Mario Luzi, che, contrariamente alla volontà di una vita,
negli ultimi giorni terreni ha avuto a che fare con la politica,
nominato senatore a vita da Ciampi. Carriera inaugurata immediatamente
con un duello, assai impari, con Maurizio Gasparri (il tipetto
che non tollera chi non la pensa come lui, come lo battezzò
il poeta fiorentino), con tanto di stoccata finale di gran classe.
Come per una vita aveva giocato con le parole, così tanto
in punta di penna ed ermeticamente Luzi sè preso
burla dello strano universo politico italiano. Imparate, cari
filosofi, cari membri dellintellighenzia, imparate. In appena
tre mesi vi ha lasciato uneredità pesante, tutta
da raccogliere. Aggrappatevi al maestro, state annaspando.
|