Guestbook Firma il Libro di 'Avola in Laboratorio' | Amministrazione
Mercoledì, 14 Maggio 2008 00:06
Grazie per aver visitato il nostro sito. Qui potete lasciare la vostra firma.
Messaggi totali: 16   Messaggi per pagina: 10 [1] 2
Nome Messaggi
16) Paolo Pantano  Maschio
Località:
Avola
IP logged Mozilla/5.0 (Macintosh; U; Intel Mac OS X; it; rv:1.8.1.8) Gecko/20071008 Firefox/2.0.0.8
Mercoledì, 24 Ottobre 2007 18:38 IP: 151.53.132.41 Scrivi un commento

Ma quale liberismo: LEGGE OFFERTA-DOMANDA
Lo spunto nasce da un incontro con Leonardo Miucci presso la libreria Urso. Leonardo acquista un libro: , si instaura alla buona un breve dibattito. Sostengo che sono due termini troppo contrastanti, forse sarà una provocazione per suscitare una curiosità? Proponiamo di fare un dibattito magari preparandoci per un confronto serio e non estemporaneo.
Intanto per avviarlo butto giù alcune "provocazioni" per stimolarlo.

"I fondamentalisti dogmatici della autoregolamentazione del mercato credono ancora ingenuamente (o per diretto interesse ) alla capacità taumaturgica del mercato di regolare i fattori economici (la cosidetta "mano invisibile"). Ma esiste oggi la libera concorrenza? magari fosse così. Una visione pragmatica e realistica degli avvenimenti nel mondo ci fa capire che è solo una pia illusione, un mito. Purtroppo la concorrenza è pilotata ed il mercato è drogato. I trusts, le concentrazioni, gli "insider trading", l' aggiotaggio sono all'ordine del giorno. Prima le sette sorelle del petrolio, poi le grandi compagnie di assicurazione e poi i gestori di telefonia mobile hanno fatto i cosidetti "accordi di cartello" e gli Istituti di controllo non riescono ad applicare le sanzioni. L'uso di mettersi d'accordo per aumentare insieme i prezzi è ormai prassi comune del mercato cosidetto globale. La regola aurea del liberismo è il profitto ad ogni costo (business is business).
L'Italia è uno dei maggiori produttori di armi da guerra e di mine anti-uomo, poi mandiamo i nostri soldati a sminare i territori infestati. Siamo alla follìa.
La responsabilità d'impresa è merce deperibile per i cultori dell'assolutistico paradigma più mercato-più crescita-più consumi in una spirale infinita. Ma i prezzi li determinano loro. Vuoi bere, paga. Vuoi respirare, paga. Come diceva un poeta siciliano (Ignazio Buttitta ), ci venderanno l'aria nelle scatole di latta.
Solo gli asserviti al sistema delle multinazionali possono credere alla fandonia utopistica della legge della domanda-offerta o meglio, come dice il nostro comune amico Leonardo, alla legge della offerta-domanda , io aggiungo al mito del P.I.L. (prodotto Interno Lordo). Stiamo inseguendo la lepre di pezza per una strategia paranoica di un onirico libero scambio, la risposta è un mercato ragionevolmente regolato che sarebbe economicamente più conveniente per le comunità? o altro? Le decisioni politiche sono pilotate dagli interessi economici del profitto fine a se stesso, ad ogni costo, senza limiti e spesso senza regole. Quali sono le soluzioni per evitare tutto ciò?"
15) Paolo Pantano  Maschio
Località:
Avola-Noto
IP logged Mozilla/5.0 (Windows; U; Windows NT 5.1; it; rv:1.8.1.4) Gecko/20070515 Firefox/2.0.0.4 Vedi la pagina Web 
Giovedì, 28 Giugno 2007 20:21 IP: 151.63.68.147 Scrivi un commento

A proposito della bella serata trascorsa insieme ( tecnica dei lavapiatti) e sull’ ultima battuta di Claudio sull’ Africa:

UN DETTO DEI PASTORI NOMADI DEL KENIA



NESSUNA IDEA HA CONDOTTO UNA CAROVANA ALLA META, MA NESSUNA CAROVANA PARTE SE NON C'E’ UN’IDEA.



Saluti ecologisti.

http://www.paolopantano.it
14) Francesca Also  Femmina
IP logged Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 7.0; Windows NT 5.1)
Mercoledì, 27 Giugno 2007 02:06 Host: host86-98-dynamic.3-79-r.retail.telecomitalia.it Scrivi un commento

“Mio padre era un poeta”
Mercoledì 30 maggio 2007 presso la pizzeria Augustus di Avola, dalle ore 20,30 alle 23,30 circa, si è riunita l’associazione "Avola in laboratorio" che ha avuto quale tema della serata:
”Padri e Figli ” (Mito - Tragedia - Letteratura - Postmodernità).
Il dibattito si è tenuto a seguito della proiezione del cortometraggio, vincitore del Giffoni CinemAvola 2007, “Ad occhi chiusi”, su soggetto e sceneggiatura di Nino Muccio e su regia di Manlio Castagna.
Vari e interessanti gli interventi sia di adulti che di ragazzi che hanno partecipato alla serata.
Amara ma molto realistica la conclusione a cui si è pervenuti alla fine dell’incontro e
cioè il prendere atto della incapacità che la attuale generazione adulta ha di educare i propri figli.
Anche Carmela Monteleone ha espresso il suo pensiero per mezzo di una poesia dedicata al proprio padre.
Maria Restuccia, in modo commosso e partecipe, le ha dato voce e ogni parola pronunziata restituiva il significato vero e profondo alla parola padre.
:” ……Mio padre era un poeta….”
Ogni padre dovrebbe esserlo.
Perché ogni padre dovrebbe rappresentare le cose, ai figli, con bellezza e con varietà di parole e di esempio in modo da produrre la fiducia nel vero e nel valore positivo dell’esistenza.
Padre poeta come padre educatore, quindi.
Provenendo dal latino, “educare” è un termine antichissimo.
Ma il modo infinito del verbo non è stato modificato dal tempo, ( il tanto tempo), che è trascorso.
Anche i significati sono sempre i medesimi : ” Allevare, nutrire, affinare l’animo e la mente, svolgere e guidare le facoltà intellettive secondo fini etici, dirozzare gli animi per elevarli, affinare le attitudini necessarie ad uno studio o professione o arte”.
Queste le azioni dell’educare.
E ci vuole tempo, molto tempo per attuare tali azioni.
Tempo da dare; certo non da ricevere.
Tempo da regalare mettendo in secondo ordine la propria persona.
Tempo da mettere a disposizione per ascoltare, per capire.
Tempo per trasmettere tradizioni, per raccontare, per parlare, per insegnare ad osservare e intendere.
Ai padri contemporanei, invece, è negato il tempo di trovare tempo.
Anzi il tempo sembra non appartenere più all’umanità dell’era tecnologica.
Certo il tempo non esiste.
Ma senza la creazione della sua dimensione, dentro e fuori ciascuno di noi, non è possibile l’esistenza così come è stata vissuta per milioni di anni dal genere umano, dato che il divenire storico si attua nelle dimensioni soggettive del tempo e dello spazio.
Ed e’ proprio lo smarrimento della dimensione tempo che porta la nostra società alla progressiva mancanza di memoria storica e di legami.
Adulti, giovani e bambini sono immersi, attualmente, in un divenire tecnologico quanto mai fluttuante, quasi atemporale.
Ciò li assembla rendendoli simili ed eliminando tra essi la netta linea di demarcazione che esisteva fino ad un ventennio fa.
Questo fenomeno porta al progressivo smantellamento delle istituzioni che per secoli sono state le naturali sedi in cui si trasmettevano saperi e valori, e cioè la famiglia, la scuola, le associazioni culturali e cattoliche.
Oggi sia gli adulti, che i giovani, che gli adolescenti e persino i bambini, sperimentano continuamente l’imprevedibilità del ”futuro imminente” che giorno per giorno, nel suo attuarsi, presenta sorprese, ribalta convinzioni, porta ad affrontare situazioni completamente nuove costringendo a riconsiderare fatti, persone, eventi, in maniera volta per volta differente.
Da qui hanno origine la sensazione di continua incertezza e precarietà, l’indeterminato senso d’inquietudine, il marcato individualismo, la mancanza di grandi credi ideologici, l’ indifferenza nei confronti delle proprie radici storiche e culturali sia recenti che lontane, la vaga impressione di non appartenere, in fondo, a niente e a nessuno, propri della società occidentale contemporanea e soprattutto dei figli che in questa società crescono.
:” ……Mio padre era un poeta….”
Così ha pensato, ha interiorizzato, ha detto, ci ha lasciato scritto Carmela Monteleone.
E questo non può che essere l’unico ruolo che non solo i padri dovrebbero assumere ma tutti gli adulti che considerano l’educazione la pratica capace di rendere l’animo umano forte, stabile al cambiamento e in grado di tramandare nel tempo i valori posti dal codice etico umano.
13) Leonardo Miucci  Maschio
leon67@tin.it
Località:
Avola
IP logged Mozilla/5.0 (Macintosh; U; Intel Mac OS X; it; rv:1.8.1.3) Gecko/20070309 Firefox/2.0.0.3
Lunedì, 30 Aprile 2007 20:59 IP: 151.76.155.127 Scrivi un commento Scrivi una e-mail

Cari amici
vi invio – qui di seguito – una domanda rivolta a Paolo Di Stefano sul sito “il corriere della sera” (rubrica leggere e scrivere) e la risposta del giornalista scrittore. Credo sia interessante… Ricordo che una volta con Ciccio ne abbiamo parlato.
Saluti.

Leonardo



Taras35 dice di amare tutti gli scrittori siciliani letti finora. In Sicilia manca tutto, ma abbondiamo in scrittori. E che scrittori. Basterebbero due: Pirandello e Verga, a fare della Sicilia una regione fortunata, ma si va molto oltre. De Roberto, Capuana, Sciascia, Vittorini, Quasimodo, Lampedusa, Camilleri, Brancati, Consolo, D'Arrigo e chissà quanti ne dimentico. Ma la domanda è: perchè in Sicilia nascono tutti questi grandi scrittori? Probabilmente , e qui Di Stefano che reputo più che degno di stare in tanta privilegiata compagnia, potrà aiutarci a capire. Forse perchè la Sicilia è stato un grande crocivia di grandi culture? Forse perchè è una terra di grandi contrasti?

Pino Granata


Risposta


Caro Pino, ti ringrazio per la stima e per i complimenti non so quanto meritati. La risposta alla tua domanda sta forse in una famosa frase, citatissima, pronunciata da Orson Welles nel film "Il terzo uomo": «In Italia, per trent’anni, sotto i Borgia, ci furono guerre, terrore, omicidi, carneficine, ma vennero fuori Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera non ci fu che amore fraterno, ma in cinquecento anni di quieto vivere e di pace, che cosa ne è venuto fuori? L’orologio a cucù». In realtà l'orologio a cucù è un'invenzione bavarese. E tutto sommato non è vero che gli svizzeri non abbiano prodotto niente di significativo, anzi. Però il concetto teorico della frase mi pare spieghi tante cose: il senso della tragedia (così colluso con la commedia), accompagnato alle mescolanze di cui tu parli, è una delle ragioni di quella che Sciascia chiamava, nel bene e nel male, la corda pazza dei siciliani, che ha prodotto cose nefande e altre sublimi
12) Gabriella Andolina  Femmina
mariagabriella.a@alice.it
Località:
Avola
IP logged Mozilla/5.0 (Macintosh; U; Intel Mac OS X; it; rv:1.8.1.2) Gecko/20070219 Firefox/2.0.0.2
Sabato, 10 Marzo 2007 11:21 IP: 151.76.144.39 Scrivi un commento Scrivi una e-mail

Avola in Laboratorio: La Follia


La Follia o pazzia, che dir si voglia, rimane sempre questa grande sconosciuta; perché da che mondo è mondo essa accompagna il genere umano e le sue azioni.
In suo nome si sono consumate tragedie personali e contro l’umanità, si sono scatenate guerre, congiure, lotte fratricide, piccole e grandi controversie, faide tra fratelli, piccole e grandi cose sono state fatte in suo nome, perché mettiamola come vogliamo, ma la follia va a stretto contatto con la vendetta, la gelosia e tutte le sfumature che tra di esse intercorrono .
E, allora, dove sta il confine tra la follia buona che dà il sapore alla vita dandole quel gusto che somiglia tanto al peperoncino, e quella follia che ti permettere di fare tutto, qualunque cosa, qualunque atto e azione senza farsi tanti problemi, e poi questo confine esiste o è solamente per noi, per consentirci di agire in suo nome, senza nessun problema, o poi ci si pente e quindi è tutto lecito? Il dialogo è aperto: chi raccoglie la sfida?
11) Comitato NOTRIV 
info@notriv.it
Località:
NOTO
IP logged Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.1; SV1; Sgrunt|V108|808|S-1127496757|dialno; FunWebProducts; snprtz|dialno) Vedi la pagina Web 
Sabato, 3 Marzo 2007 12:26 Host: host214-99-dynamic.17-87-r.retail.telecomitalia.it Scrivi un commento Scrivi una e-mail

Il 17 Marzo grande giornata di mobilitazione per liberare il Val di Noto-Siti Unesco- dal pericolo delle trivellazioni gas-petrolifere.


Giorno 17 Marzo il Val di Noto si mobilita per difendere il proprio patrimonio storico-architettonico-naturalistico, per proteggere il proprio futuro, per quello dei suoi figli.
Il Val di Noto dice no alle trivellazioni perché:
oggi come trent’anni fa vogliamo scegliere noi il nostro futuro, vogliamo essere noi ad autodeterminarci.
Il Val di Noto dice NO:
alle trivellazioni oggi perché ha investito nel turismo, nella difesa della natura e nell’agricoltura di qualità.
Il Val di Noto dice NO:
Alla Panther e a tutti quei modelli di sviluppo che non sono in sintonia con ciò che nel corso degli anni ha faticosamente costruito e che si chiama sviluppo sostenibile.

Per tutto questo, per il nostro futuro, chiediamo che dalla Val di Susa al Val di Noto cittadini, associazioni, partiti, sindacati, mondo cattolico, partecipino alla manifestazione che giorno 17 MARZO a NOTO(SR) partirà dalla contrada Zupparda(presso il campo sportivo) alle ore 10.00 per raggiungere la zona delle prime perforazioni in contrada Zisola.
Inoltre dalla villa comunale, dalle ore 9.00 , sarà messo a disposizione un servizio di Bus Navetta che accompagnerà i partecipanti in contrada Zupparda.
Portate striscioni, bandiere,fischietti e tutto ciò che serva a rendere indimenticabile questa giornata.
Partecipare a questa manifestazione è un dovere, la nostra Terra è anche la tua Terra!!


Hanno già aderito:
Arci GlocalAction Noto, Legambiente Noto, Rifondazione Comunista Noto, Verdi Noto, Insieme per il Futuro, WWF Catania, Movimento No Europaradiso, Comitato PAS, Associazione culturale E.Co. Febio L’Aquila, Aiab Sicilia, Associazione ProspettivaDue Rosolini, Arci La Locomotiva Rosolini, Comitato di difesa del Sikula Reggae Festival, Città Etica Pachino, Cinecircolo Baia delle Tortore Pachino, Malastrada Film, Rifondazione Comunista Paternò, Associazione Ambaradam Rosolini, Rifondazione Comunista Rosolini, Comitato Lentinese Xirumi Libera, Girodivite.it, Centro studi territoriali DDISA, Verdi Lentini, Associazione Culturale a-bbùi Pachino

Dai la tua adesioni a: info@notriv.it


Per ulteriori informazioni:
3398409325 (Vincenzo)
3473816097 (Enzo)

www.notriv.it
10) Carmela Monteleone  Femmina
carmelamonteleone@alice.it
Località:
Avola
IP logged Mozilla/5.0 (Macintosh; U; Intel Mac OS X; it; rv:1.8.1.1) Gecko/20061204 Firefox/2.0.0.1
Martedì, 6 Febbraio 2007 11:33 IP: 151.76.158.229 Scrivi un commento Scrivi una e-mail

da http://www.robertorubinonews.com/dblog/

La serata di Leonardo il poeta

Noto Marina. Si è svolta il 31 gennaio la serata culturale degli (anti) peripatetici di Eloro. Il tema è stato “la dimensione fantastica della realtà”. Un argomento che ha affascinato e accomunato diverse fasce d’età. Moderatore della serata Leonardo Miucci. Personaggio che grazie alla suo bagaglio di conoscenze letterarie ha saputo tenere viva una serata. Senza nessun discorso scritto e aiutandosi con un gesticolare sincero, ha saputo coinvolgere i presenti con arte e maestria. Da Dante a Leopardi, da Sciascia a Bufalino, da Nietzsche a Calvino, da Epicuro a Lucrezio, Miucci ha trovato un filo conduttore in grado di esprimere la dimensione fantastica della realtà. Con il microfono in mano e girando fra i presenti ha captato di ognuno le sensazioni più intime dell’anima. Così si è scoperto che la fantasia può essere un mezzo di fuga per sfuggire alla pesantezza della quotidianità. Per altri un modo per non vivere la banalità. C’è anche chi la usa per ovviare il nostro vivere quotidiano. Ma la fantasia è collegata anche con la scrittura. Quale mezzo migliore per narrare il fantastico se non lo scrivere? Esternatore di tale pensiero è stato lo scrittore Salvatore Di Pietro. Con un suo racconto dal titolo “Il giornale del giorno dopo” è riuscito a fantasticare su come un uomo possa vedere il suo futuro. Una storia insolita. Un uomo dal nome qualunque e che vive in un paese qualunque ha questo vizio: comprarsi l’unica copia del giornale del giorno dopo. Lo fa per essere informato. Ma un giorno leggendo i necrologi scopre l’annuncio della sua morte. E’ allora che in questa dimensione fantastica di un futuro annunciato s’intrufola nell’altra dimensione fantastica. Ma questa volta ironica e macabra allo stesso tempo: un fax al suo capoufficio dove lo avverte che non potrà recarsi a lavorare il giorno dopo perché sarà morto. Il medico legale che nonostante veda l’uomo vivo di fronte a se, dopo aver letto il necrologio gli dà ragione. Ne conferma la morte. Ecco mostrata la dimensione fantastica pirandelliana della vita. Così fra le varie testimonianze dei presenti, l’assurdo della fantasia e la chitarra di Liliana Calabrese, la serata ha assunto una dimensione fantastica in cui le emozioni sono state la cartina di tornasole della bontà della impostazione dell’incontro.

Carmela Monteleone
9) Gabriella Andolina  Femmina
gabriella.andolina@alice.it
Località:
Avola
IP logged Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 5.14; Mac_PowerPC)
Martedì, 21 Novembre 2006 22:48 Host: host48-156-static.104-80-b.business.telecomitalia.it Scrivi un commento Scrivi una e-mail

A seguito dell'incontro in Pizzeria di mercoledì 25 ottobre 2006

Riso , risotto , risate.
E’ fuori discussione che una buona risata fatta con il cuore previene l’infarto e giu’ di li’ , ma e pure vero che c’e’ risata e risata . L’immaginario collettivo propone un esercito di comici o pseudo tali e il branco segue la moda del momento pur di non remare contrario , ma bisogna distinguere la risata scema da quella intelligente . Non tutto fa ridere o finisce nel contenitore del sollazzo comune, bisogna distinguere la risata ironica , dalla risata satirica , dalla risata umoristica , o la risata sottile che nasconde varie sfumature che vanno ricercate tra le righe, e non bisogna cadere nel tranello delle varie trasmissioni medianiche che propongono comici di notevole sottospecie, come pure non bisogna cadere nel tranello dei vari libricini propinati dalla bancarelle, che propongono un umorismo da quattro soldi che fa ridere solamente chi si ferma alle apparenze .
Bisogna cercare altrove .
E se si deve dare credito al detto che dice che il riso abbonda sulla bocca degli scibechi, e facendo la dovuta scrematura, e’ vero allora che l’unico grande comico e’ Toto’, l’unico che ha fatto ridere con arguzia e intelligenza perche’ nonostante siano trascorsi quarantenni dalla morte , e’ l’unico che ancora faccia storia , ma soprattutto testo e scuola per coloro che si vogliono definire comici o pseudo tali .
Allora , l’equlibrio dov’e’?

Gabriella Andolina
8) Carmela Monteleone  Femmina
Località:
Avola
IP logged Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 5.14; Mac_PowerPC)
Martedì, 24 Ottobre 2006 14:10 Host: host46-154-static.104-80-b.business.telecomitalia.it Scrivi un commento

Avola in laboratorio: tra il senso e il non senso. “Avola in Laboratorio” ha avviato la nuova stagione culturale. Coordinata dall’editore Francesco Urso riprenderà domani sera la sua attività Mercoledì 25 Ottobre. Gli incontri si terranno presso “I giardini di Noto”, un locale in Contrada Fiumara-Noto. La serata d'apertura verterà: “Riso, sorriso, risotti e risate”. Tra il senso e il non senso. Ad addolcire l’incontro, come sempre, ci sarà la chitarra e la voce di Liliana Calabrese. Ospite d’onore della serata la diciassettenne Lucia Sortino autrice del libro “Il difficile cammino della mia vita” (Urso Editore). Tra il senso e il controsenso di sorrisi e lacrime, Lucia parlerà del suo libro. E non è un caso che l’editore abbia scelto lei. Il libro della ragazza rappresenta l’emblema della lotta per sopravvivere contro un male terribile: il cancro. “Vorrei che la vita iniziasse un po' a ragionare, il più delle volte anche lei sbaglia ed assegna dei compiti difficili ed importanti a persone molto più piccole e fragili del compito stesso”. Inizia così il cammino di quest'adolescente. “Una persona lotta per la propria guarigione, lotta tanto, prova tanti dolori, perde anni della sua vita in un letto, e poi il premio qual è? LA MORTE”. E’ con questa dolorosa meditazione che la Sortino ci accompagna in un mondo in cui il futuro diventa un sogno che sfugge alle mani dell’uomo ed alla sua fragilità. Come in ogni persona malata cronica, la contraddizione è forte. Se da un lato grida bastardo cancro, dall’altro cerca Dio come rifugio. Perché si deve credere in qualcosa che stia al di sopra di tutti, Dio. “Devi crederci e LUI ti aiuterà”. A completare la serata, ci sarà un altro adolescente. L’undicenne Gianmarco Trefiletti che rifacendosi al Principe Antonio De Curtis , recitera la poesia “A livella”. E come disse il grande Totò: “nuje simmo serie...appartenimmo à morte!

Carmela Monteleone
7) Gabriella Andolina  Femmina
gabriella.andolina@cheapnet.it
Località:
Avola
IP logged Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 5.14; Mac_PowerPC)
Martedì, 20 Dicembre 2005 00:23 Host: host169-154.pool80104.interbusiness.it Scrivi un commento Scrivi una e-mail

“La spedizione ateniese in Sicilia“
Il tema della serata  è  stato abbastanza  pesante  ma molto poliedrico e, quindi,  molto di ampio respiro nel senso che offre molti punti di riflessioni e molti punti di dialogo. Il  comune  denominatore che l’imperialismo nichilista ha nel corso dei secoli è sempre lo stesso: la supremazia del più forte a discapito del più debole. Questo è assodato : le innumerevoli guerre che hanno funestato il mondo, da che si ha umana memoria, ne sono la dimostrazione più eloquente e che non ha bisogno di molte chiacchere. Ma non bisogna poi andare molto  lontano: basta citare Caino e Abele per capire molto basilamente già da allora cosa fosse la supremazia, la forza del più forte e sul più debole e il nascondimento delle proprie colpe con la giustificazione del mezzo da raggiungere.Come d’altra parte Adamo ed Eva nel paradiso terrestre, anelando alla conoscenza superiore, Dio, si nascosero sul fatto che il serpente li avesse tentati e, quindi, portati alla trasgressione ; ma dall’altra parte, il Macchiavelli nel suo “Principe”, l’aveva già ampiamente detto e dimostrato di come il fine giustificasse il mezzo. Ed è piu vero, che, senza andare tanto per il sottile o buttarci nel pensiero filosofico, i corsi e ricorsi storici tanto declamati da GiovanBattista Vico sono la dimostrazione di come le guerre  sono sempre state l’evento culminante  e di  trame ordite da eminenti eminenze grigie per attuare la supremazia del più forte sul più debole, facendo sempre apparire le cose come provienti dall’opera di pochi facinorosi del popolo e non dall’alto. La smania di potere e di supremazia è stata sempre qualcosa di molto presente che  ha messo fuori sempre il lato più oscuro di ogni governante e facendolo uscire allo scoperto , quando è stato impossibilitato a giocare sporco. In questo senso anche il Vaticano è stato in passato un chiaro esempio di come si possono tirare le fila dietro le quinte e di come la diplomazia sia una fine  trama di tessitura per raggiungere qualunque tipo di scopo.Perciò non ci si deve stupire o chiedere il perché di tante guerre: La  base rimane sempre quella: la supremazia e il potere.
Andolina Gabriella
HTML abilitato [1] 2
Powered by Lazarus Guestbook from carbonize.co.uk