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Autore Topic: Il mio cammino di rinascita, di Elena Martinelli  (Letto 5222 volte)

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Offline Francesco Urso

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Il mio cammino di rinascita, di Elena Martinelli
« il: 05 Dicembre 2013, 18:23 »

Elena Martinelli
Il mio cammino di rinascita
2012, 8°, pp. 224

€ 14,00






In cammino perché? 
Per trovare risposte?
O per farsi domande?

Le  domande  durante  il  Cammino  sono  tante,  insistenti,  martellanti,  nella disperata ricerca di risposte facili, comode, pronte all'uso, che però non arrivano.

Bisogna giungere alla meta per assaporare la pace e le risposte che arriveranno poi dalla vita stessa.
Basta stare in ascolto!


Per “IL MIO CAMMINO DI RINASCITA” di Elena Martinelli

“De toda la memoria solo vale / el don preclaro de evocar los suenos”. Di tutta quanta la memoria conta solamente il dono insigne di evocare i sogni… Questi due versi mi sembra siano la cifra interpretativa del volume di Elena Martinelli che presentiamo questa sera.

Conosco il Camino da oltre 40 anni, e allora non c’erano né mappe né guide e nemmeno pellegrini.
Avevo chiesto notizie al Centro di Perugia e ricevuto un fascicoletto ciclostilato. Non esisteva nemmeno altro e, quando nel 1988 ho pubblicato un libretto intitolato “E sus eia” una persona arguta e tutt’altro che sprovveduta mi ha chiesto se voleva dire “Viva il porco!”.
A Santiago – e si era già nell’agosto del 1976 – ricordo piazza e cattedrale praticamente deserte e, fra le persone che passeggiavano, solamente qualche pellegrino confuso e spossato.

Poi c’è andato il Papa e da allora la notorietà del Camino è cresciuta a dismisura, è diventato “moda” e come un fiume in piena sulle piste, almeno dai Pirenei alla Galizia, si è trovato un po’ di tutto, ma proprio di tutto. E nelle librerie, anzi, fin nelle edicole, è esplosa una altrettanto variegata marea di pubblicazioni.
Intendiamoci, esistono lavori seri su ogni aspetto del Camino, ma la valanga di roba che non vale la carta, pur se spesso patinata e zeppa di fotocolor, rende difficile trovare qualche cosa che valga la pena di raccogliere quasi quanto quarant’anni fa.
Premessa forse eccessiva questa, ma rifiuto ormai da molti anni, salvo casi eccezionali, di fare presentazioni – troppe volte mi sono trovato a dover scendere a compromessi con le mie intime opinioni in nome, come per i funerali, del “nihil nisi bonum” anche quando del “bonum” per conto mio almeno, non c’era affatto – ora che, a fronte della richiesta di un amico, ho accettato, nutrivo parecchie perplessità. E la sicurezza anche di mantenere la mia decisione di molti anni fa. Basta con il “nihil nisi bonum”. Pertanto sarò “critico” realmente, dirò i difetti e i pregi, sempre secondo la mia personalissima e limitata competenza dell’opera presentata.

Questo libro, per fortuna, è uno dei pochi che val la pena di leggere. Non foss’altro perché assolutamente diverso da ogni altra opera del genere e grazie, è il caso di dire, proprio ai suoi “difetti”.
Quasi ogni altra pubblicazione ha – o vorrebbe, ahimé, avere – “messaggi” da trasmettere, acute osservazioni da proporre, profonde filosofie da divulgare oppure vuole quantomeno render palese quanto bravo scrittore – fotografo – giornalista sia (o si ritenga) e quale variegata quanto profonda cultura egli possegga.
Nulla di più lontano dalle intenzioni dell’autrice.
Si vede bene che non ha, né assolutamente pretende di avere, ampia dimestichezza con la letteratura, l’architettura, la musica, la filosofia. Talvolta anche la sua prosa ha qualche esitazione, in qualche caso inciampa su grammatica e sintassi, qualche frase traballa, vi sono semplificazioni eccessive, ridondanze, contraddizioni, luoghi comuni ma paradossalmente, sono proprio questi aspetti strettamente negativi che donano interesse e anche, sì, pregio, a questo libro.

Però tutto questo non conta nulla, nulla importa. Anzi, la scrittura stessa ci introduce e via ci accompagna in una storia “scritta con i piedi”. Non suoni offensiva e nemmeno riduttiva questa espressione che riconosco un po’ forte: quale altro modo più genuino e vero per chi, giorno su giorno, macina camminando centinaia di chilometri? I piedi rappresentano il nocciolo del pellegrinaggio, di ogni pellegrinaggio, la sintesi più profonda anche e soprattutto oggi, che ogni famiglia possiede più di una automobile e anche i bambini hanno esperienza di jet.
E’ vero, è proprio così e l’autrice ce lo rammenta e richiama passo dopo passo, giorno dopo giorno in questo viaggio che è, prima di tutto, un viaggio iniziatico. Lo ripete spesso, con alternanza di sentimenti, sempre con dubbi, sempre strabica, un occhio alla strada, un occhio dentro se stessa, senza nemmeno pensare che probabilmente è tutto qui, che questo è il vero, forse l’unico modo di viaggiare veramente.

Non è un libro sul “Camino di Santiago”; è un libro su Elena Martinelli, sul suo viaggio dentro il Camino, su lei stessa come donna, come madre, come figlia di Dio che cerca, fuori e dentro, se stessa, con tutti i propri limiti e pregi, che cerca di realizzare un bilancio e di scorgere una prospettiva del suo viaggio terreno, “nel  mezzo del cammin di nostra vita”. O se arrischiato sembra l’accostamento al viaggio di Dante, si può citare la dedica a un altro viaggio, al “Voyage au bout de la nuit”, che riporta i versi di una canzone delle guardie svizzere di fine settecento che suonano così: “La nostra vita è un viaggio / nell’inverno e nella notte, / noi cerchiamo il nostro passaggio / nel cielo ove nulla luce”. Ma sul Camino la luce c’è, c’è il Camino della Via Lattea che, quando batte il sole, come un riflesso si prolunga in lunghe ombre sulla polvere dei sentieri terreni.

Ho sbagliato nel dire, cedendo alla tentazione di un fin troppo facile gioco di parole, “scritta con i piedi”. Intendevo dire che non si tratta, come troppo spesso accade, di una intellettuale in cerca di conferme. Il viaggio dell’autrice è un viaggio dal cuore in giù, ma il cuore per forza ci vuole, altrimenti anche i piedi non avrebbero significato.
Certo, occhi per vedere, orecchie per ascoltare, naso per odorare, bocca per parlare. Oppure occhi per piangere, orecchie per sentire ben più che voci e rumori, naso per sentire pure, e qui ci vorrebbe un lungo discorso per significare cosa sia l’odorato e quanto ne abbiamo perduto, che è mal riassunto nel “fiuto”, che pare è molto ma molto di più, bocca per sorridere e tacere, e che lunghi discorsi può fare il silenzio…E tutto questo “di più” questo “ultreia” ce lo dà il cuore.
Ma i piedi rimangono, sono i piedi l’essenziale. Se Elena avesse raggiunto  Santiago non dico in volo ma anche in un confortevole pullman con sedili anatomici, toilette e aria condizionata, testa e cuore sarebbero stati gli stessi, ma avrebbe visitato Santiago di Galizia e non il “Campo della stella”. Non avrebbe dialogato con sé e gli altri, con la polvere e il fango, la canicola e la pioggia, con il sudore e le vesciche, con le risa e i silenzi, l’esaltazione e la depressione. Non avrebbe potuto rispondere alle domande che necessariamente s’è posta. Di più, non avrebbe saputo nemmeno porsi quelle domande che hanno raschiato, anche dolorosamente, certo, la crosta della sua anima, della sua propria anima personale e di quella di tutti, dei pellegrini incontrati sulle piste della Via Lattea e degli altri pellegrini della vita rimasti fisicamente a casa ma che Elena ha portato con sé, dentro di sé sulla sua via.
Lo dice chiaro Elena, lo dice la suddivisione tappa per tappa del libro, lo dice il tono di ogni frase, la
scansione dei ricordi, il susseguirsi dei diversi fili che ne compongono la trama e che corrono paralleli, interscambiandosi fra loro passo su passo.
Vi è la strada, vi sono i paesi, le città, le chiese e le locande, le camere e i letti, gli alberi e i campi, i pranzi e le cene, le docce e souvenir, come in ogni diario di viaggio.
Vi sono in più anche le persone, la gigantesca “famiglia” dei pellegrini che si snoda con lei, attorno a lei come un fiume via via dai Pirenei fino a sfociare a Finisterre, alla fine del mondo.
Goccia in questo fiume, vi è Elena e con lei sua figlia e i suoi cari rimasti a casa, in qualche modo anche loro immersi nella corrente, e infine vi è tutto quando Elena porta dentro di sé, ricordi, sensazioni, emozioni, sentimenti…tutto il bene e il male che in ognuno di noi cresce dentro come una giungla disordinata e che viene a galla, senza pudore e reticenze.
Vi è in questo diario una fin disarmante semplicità, onestà, verità. Vi è il cuore, vi sono i piedi ma anche tutto il resto del corpo a cui di solito nessuno pensa, che nessuno racconta, che, momento per momento lungo la via, pesa, eccome, con tutte le piccole ma ineludibili esigenze e pressanti richieste ma che poi, solo poi però, al momento di mettere in “bella copia” tutti dimenticano, trascurano, ignorano, cancellano.
Muscoli ed ossa, stomaco e viscere, l’epidermide tutta, fino, sempre ai piedi. Il nutrirsi e l’evacuare, il dormire e il lavarsi, la stanchezza e il sudore, le più elementari funzioni fisiologiche che diventano drammatiche quando si è definitivamente a tu per tu con se stessi senza null’altro, senza gli ammortizzatori a cui la nostra comoda esistenza ci ha abituati al punto di apparire indispensabili.
Orina, mestruazioni, diarrea, pulci, tendinite…E la folla, la folla strabocchevole che elimina la riservatezza, la “privacy” che tanto amiamo e a cui siamo così assuefatti. La puzza, il russare, le snervanti, interminabili attese che la porta si apra, il cesso sia libero, fino alla caccia del filo per stendere la misera biancheria, sempre la stessa, giorno dopo giorno.
E quando piove ci si bagna e cammina, e quando batte il sole si suda e cammina, e quando si ha fame si ascolta la pancia brontolare e cammina, e quando si è stanchi , scoraggiati, pentiti addirittura, si ingoia e cammina. Da soli, in compagnia, allegri e tristi, pregando o imprecando, si cammina, passo dopo passo, un piede davanti all’altro piede…una storia scritta coi piedi, appunto.
Piedi spesso piagati, ma c’è il resto che quei piedi sostengono.
C’è il mettere alla prova se stessi, per prima cosa, lo scrollarsi di dosso la nostra opulenta civiltà che ormai ci è entrata dentro in ogni cellula quasi. Il misurare la nostra tenacia, la nostra volontà, la capacità di sopportare, reagire, controllarsi e vincersi. E infine gli altri, la gente, la “massa” che diventa di nuovo umanità, uomini come noi perché tutti ridotti all’osso, senza i paludamenti che ci mascherano nella vita di ogni giorno. Che maschera noi stessi, ci nasconde agli altri ma nasconde gli altri a noi in un anonimato che solo le fitte maglie della nostra società rende naturale ma naturale non è, un anonimato che prima di tutto annichilisce i sentimenti, la loro accettazione e manifestazione.
E’ questo quanto manca in quasi tutti gli scritti sul “Camino” ed è proprio questo che il libro di Elena ci dà. La vita. Senza svolazzi lirici, senza distillazione di intenzioni, senza null’altro oltre alla vita. Una vita però così limpida e schietta che diventa “exemplar”, paradigma del vero Camino, del suo significato, del suo inguaribile fascino.
Ed è questo che in ben pochi degli innumerevoli scritti sul Camino ho trovato.
Luciano Coretti
25 luglio, San Giacomo


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Re:Il mio cammino di rinascita, di Elena Martinelli
« Risposta #1 il: 09 Settembre 2014, 14:54 »

Elena Martinelli
Il mio cammino di rinascita
2012, 8°, pp. 224

€ 14,00





Elena Martinelli presenta il suo libro all'incontro di poeti e pellegrini a Besenello


In cammino perché? 
Per trovare risposte?
O per farsi domande?

Le  domande  durante  il  Cammino  sono  tante,  insistenti,  martellanti,  nella disperata ricerca di risposte facili, comode, pronte all'uso, che però non arrivano.

Bisogna giungere alla meta per assaporare la pace e le risposte che arriveranno poi dalla vita stessa.
Basta stare in ascolto!


Per “IL MIO CAMMINO DI RINASCITA” di Elena Martinelli

“De toda la memoria solo vale / el don preclaro de evocar los suenos”. Di tutta quanta la memoria conta solamente il dono insigne di evocare i sogni… Questi due versi mi sembra siano la cifra interpretativa del volume di Elena Martinelli che presentiamo questa sera.

Conosco il Camino da oltre 40 anni, e allora non c’erano né mappe né guide e nemmeno pellegrini.
Avevo chiesto notizie al Centro di Perugia e ricevuto un fascicoletto ciclostilato. Non esisteva nemmeno altro e, quando nel 1988 ho pubblicato un libretto intitolato “E sus eia” una persona arguta e tutt’altro che sprovveduta mi ha chiesto se voleva dire “Viva il porco!”.
A Santiago – e si era già nell’agosto del 1976 – ricordo piazza e cattedrale praticamente deserte e, fra le persone che passeggiavano, solamente qualche pellegrino confuso e spossato.

Poi c’è andato il Papa e da allora la notorietà del Camino è cresciuta a dismisura, è diventato “moda” e come un fiume in piena sulle piste, almeno dai Pirenei alla Galizia, si è trovato un po’ di tutto, ma proprio di tutto. E nelle librerie, anzi, fin nelle edicole, è esplosa una altrettanto variegata marea di pubblicazioni.
Intendiamoci, esistono lavori seri su ogni aspetto del Camino, ma la valanga di roba che non vale la carta, pur se spesso patinata e zeppa di fotocolor, rende difficile trovare qualche cosa che valga la pena di raccogliere quasi quanto quarant’anni fa.
Premessa forse eccessiva questa, ma rifiuto ormai da molti anni, salvo casi eccezionali, di fare presentazioni – troppe volte mi sono trovato a dover scendere a compromessi con le mie intime opinioni in nome, come per i funerali, del “nihil nisi bonum” anche quando del “bonum” per conto mio almeno, non c’era affatto – ora che, a fronte della richiesta di un amico, ho accettato, nutrivo parecchie perplessità. E la sicurezza anche di mantenere la mia decisione di molti anni fa. Basta con il “nihil nisi bonum”. Pertanto sarò “critico” realmente, dirò i difetti e i pregi, sempre secondo la mia personalissima e limitata competenza dell’opera presentata.

Questo libro, per fortuna, è uno dei pochi che val la pena di leggere. Non foss’altro perché assolutamente diverso da ogni altra opera del genere e grazie, è il caso di dire, proprio ai suoi “difetti”.
Quasi ogni altra pubblicazione ha – o vorrebbe, ahimé, avere – “messaggi” da trasmettere, acute osservazioni da proporre, profonde filosofie da divulgare oppure vuole quantomeno render palese quanto bravo scrittore – fotografo – giornalista sia (o si ritenga) e quale variegata quanto profonda cultura egli possegga.
Nulla di più lontano dalle intenzioni dell’autrice.
Si vede bene che non ha, né assolutamente pretende di avere, ampia dimestichezza con la letteratura, l’architettura, la musica, la filosofia. Talvolta anche la sua prosa ha qualche esitazione, in qualche caso inciampa su grammatica e sintassi, qualche frase traballa, vi sono semplificazioni eccessive, ridondanze, contraddizioni, luoghi comuni ma paradossalmente, sono proprio questi aspetti strettamente negativi che donano interesse e anche, sì, pregio, a questo libro.

Però tutto questo non conta nulla, nulla importa. Anzi, la scrittura stessa ci introduce e via ci accompagna in una storia “scritta con i piedi”. Non suoni offensiva e nemmeno riduttiva questa espressione che riconosco un po’ forte: quale altro modo più genuino e vero per chi, giorno su giorno, macina camminando centinaia di chilometri? I piedi rappresentano il nocciolo del pellegrinaggio, di ogni pellegrinaggio, la sintesi più profonda anche e soprattutto oggi, che ogni famiglia possiede più di una automobile e anche i bambini hanno esperienza di jet.
E’ vero, è proprio così e l’autrice ce lo rammenta e richiama passo dopo passo, giorno dopo giorno in questo viaggio che è, prima di tutto, un viaggio iniziatico. Lo ripete spesso, con alternanza di sentimenti, sempre con dubbi, sempre strabica, un occhio alla strada, un occhio dentro se stessa, senza nemmeno pensare che probabilmente è tutto qui, che questo è il vero, forse l’unico modo di viaggiare veramente.

Non è un libro sul “Camino di Santiago”; è un libro su Elena Martinelli, sul suo viaggio dentro il Camino, su lei stessa come donna, come madre, come figlia di Dio che cerca, fuori e dentro, se stessa, con tutti i propri limiti e pregi, che cerca di realizzare un bilancio e di scorgere una prospettiva del suo viaggio terreno, “nel  mezzo del cammin di nostra vita”. O se arrischiato sembra l’accostamento al viaggio di Dante, si può citare la dedica a un altro viaggio, al “Voyage au bout de la nuit”, che riporta i versi di una canzone delle guardie svizzere di fine settecento che suonano così: “La nostra vita è un viaggio / nell’inverno e nella notte, / noi cerchiamo il nostro passaggio / nel cielo ove nulla luce”. Ma sul Camino la luce c’è, c’è il Camino della Via Lattea che, quando batte il sole, come un riflesso si prolunga in lunghe ombre sulla polvere dei sentieri terreni.

Ho sbagliato nel dire, cedendo alla tentazione di un fin troppo facile gioco di parole, “scritta con i piedi”. Intendevo dire che non si tratta, come troppo spesso accade, di una intellettuale in cerca di conferme. Il viaggio dell’autrice è un viaggio dal cuore in giù, ma il cuore per forza ci vuole, altrimenti anche i piedi non avrebbero significato.
Certo, occhi per vedere, orecchie per ascoltare, naso per odorare, bocca per parlare. Oppure occhi per piangere, orecchie per sentire ben più che voci e rumori, naso per sentire pure, e qui ci vorrebbe un lungo discorso per significare cosa sia l’odorato e quanto ne abbiamo perduto, che è mal riassunto nel “fiuto”, che pare è molto ma molto di più, bocca per sorridere e tacere, e che lunghi discorsi può fare il silenzio…E tutto questo “di più” questo “ultreia” ce lo dà il cuore.
Ma i piedi rimangono, sono i piedi l’essenziale. Se Elena avesse raggiunto  Santiago non dico in volo ma anche in un confortevole pullman con sedili anatomici, toilette e aria condizionata, testa e cuore sarebbero stati gli stessi, ma avrebbe visitato Santiago di Galizia e non il “Campo della stella”. Non avrebbe dialogato con sé e gli altri, con la polvere e il fango, la canicola e la pioggia, con il sudore e le vesciche, con le risa e i silenzi, l’esaltazione e la depressione. Non avrebbe potuto rispondere alle domande che necessariamente s’è posta. Di più, non avrebbe saputo nemmeno porsi quelle domande che hanno raschiato, anche dolorosamente, certo, la crosta della sua anima, della sua propria anima personale e di quella di tutti, dei pellegrini incontrati sulle piste della Via Lattea e degli altri pellegrini della vita rimasti fisicamente a casa ma che Elena ha portato con sé, dentro di sé sulla sua via.
Lo dice chiaro Elena, lo dice la suddivisione tappa per tappa del libro, lo dice il tono di ogni frase, la
scansione dei ricordi, il susseguirsi dei diversi fili che ne compongono la trama e che corrono paralleli, interscambiandosi fra loro passo su passo.
Vi è la strada, vi sono i paesi, le città, le chiese e le locande, le camere e i letti, gli alberi e i campi, i pranzi e le cene, le docce e souvenir, come in ogni diario di viaggio.
Vi sono in più anche le persone, la gigantesca “famiglia” dei pellegrini che si snoda con lei, attorno a lei come un fiume via via dai Pirenei fino a sfociare a Finisterre, alla fine del mondo.
Goccia in questo fiume, vi è Elena e con lei sua figlia e i suoi cari rimasti a casa, in qualche modo anche loro immersi nella corrente, e infine vi è tutto quando Elena porta dentro di sé, ricordi, sensazioni, emozioni, sentimenti…tutto il bene e il male che in ognuno di noi cresce dentro come una giungla disordinata e che viene a galla, senza pudore e reticenze.
Vi è in questo diario una fin disarmante semplicità, onestà, verità. Vi è il cuore, vi sono i piedi ma anche tutto il resto del corpo a cui di solito nessuno pensa, che nessuno racconta, che, momento per momento lungo la via, pesa, eccome, con tutte le piccole ma ineludibili esigenze e pressanti richieste ma che poi, solo poi però, al momento di mettere in “bella copia” tutti dimenticano, trascurano, ignorano, cancellano.
Muscoli ed ossa, stomaco e viscere, l’epidermide tutta, fino, sempre ai piedi. Il nutrirsi e l’evacuare, il dormire e il lavarsi, la stanchezza e il sudore, le più elementari funzioni fisiologiche che diventano drammatiche quando si è definitivamente a tu per tu con se stessi senza null’altro, senza gli ammortizzatori a cui la nostra comoda esistenza ci ha abituati al punto di apparire indispensabili.
Orina, mestruazioni, diarrea, pulci, tendinite…E la folla, la folla strabocchevole che elimina la riservatezza, la “privacy” che tanto amiamo e a cui siamo così assuefatti. La puzza, il russare, le snervanti, interminabili attese che la porta si apra, il cesso sia libero, fino alla caccia del filo per stendere la misera biancheria, sempre la stessa, giorno dopo giorno.
E quando piove ci si bagna e cammina, e quando batte il sole si suda e cammina, e quando si ha fame si ascolta la pancia brontolare e cammina, e quando si è stanchi , scoraggiati, pentiti addirittura, si ingoia e cammina. Da soli, in compagnia, allegri e tristi, pregando o imprecando, si cammina, passo dopo passo, un piede davanti all’altro piede…una storia scritta coi piedi, appunto.
Piedi spesso piagati, ma c’è il resto che quei piedi sostengono.
C’è il mettere alla prova se stessi, per prima cosa, lo scrollarsi di dosso la nostra opulenta civiltà che ormai ci è entrata dentro in ogni cellula quasi. Il misurare la nostra tenacia, la nostra volontà, la capacità di sopportare, reagire, controllarsi e vincersi. E infine gli altri, la gente, la “massa” che diventa di nuovo umanità, uomini come noi perché tutti ridotti all’osso, senza i paludamenti che ci mascherano nella vita di ogni giorno. Che maschera noi stessi, ci nasconde agli altri ma nasconde gli altri a noi in un anonimato che solo le fitte maglie della nostra società rende naturale ma naturale non è, un anonimato che prima di tutto annichilisce i sentimenti, la loro accettazione e manifestazione.
E’ questo quanto manca in quasi tutti gli scritti sul “Camino” ed è proprio questo che il libro di Elena ci dà. La vita. Senza svolazzi lirici, senza distillazione di intenzioni, senza null’altro oltre alla vita. Una vita però così limpida e schietta che diventa “exemplar”, paradigma del vero Camino, del suo significato, del suo inguaribile fascino.
Ed è questo che in ben pochi degli innumerevoli scritti sul Camino ho trovato.
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UrloPellegrini

Visitatore
17 Gennaio 2019, 13:28
Ciao mi leggete?
26 Dicembre 2018, 23:35
Ciao a tutti, sono Sara di Caserta, nel periodo di luglio/agosto vorrei fare il Cammino di Santiago (diciamo gli ultimi 100 km) e arrivare dopo anche a Finisterrae. Vorrei fare un cammino economico, religioso, ma anche vedere luoghi tipici, vorrei formare un gruppetto di 4/5 persone, anche tra maschi e femmine. Se siete interessati fatemi sapere.
16 Settembre 2018, 12:21
3/4 NOVEMBRE 2018 CONVEGNO NAZIONALE DI POETI E PELLEGRINI a Somma Lombardo (Va). Senza quota di adesione e senza costi organizzativi. Ciascuno si pagherà eventuali sue colazioni, pranzi e cene. Aderire con un messaggio a convegno@libreriaeditriceurso.com
10 Settembre 2018, 23:55
Ciao sono Leonardo di Novellara (RE), ho 25 anni. Cerco compagno/a di viaggio per via degli Dei da Bologna a Firenze alla ricerca degli antichi tratti della Flaminia militare romana. 6 giorni di cammino. Pernottamento in strutture economiche. Partenza prevista il 30 Settembre ed arrivo il 6 Ottobre a Firenze.
10 Settembre 2018, 23:53
Ciao sono Leonardo di 25 anni di Novellara. Cerco compagno/a di viaggio per via degli Dei da Bologna a Firenze alla ricerca degli antichi tratti della Flaminia militare romana. 6 giorni di cammino. Pernottamento in strutture economiche.
31 Agosto 2018, 14:17
Ho fatto il cammino nel 2008 vorrei rifarlo ai primi di maggio 2019 con tranquillità
28 Agosto 2018, 21:09
Ciao sono Elena parto agli inizi di ottobre cammino francese partenza Saint Jean. Atterro a Lourdes...Chi si unisce?
28 Agosto 2018, 21:09
Ciao sono Elena parto agli inizi di ottobre cammino francese partenza Saint Jean. Atterro a Lourdes...Chi si unisce?
17 Agosto 2018, 09:02
Partiremo in due da Irun il 2 settembre per dieci giorni fino a Santander. Qualcuno farà lo stesso cammino del nord?
12 Agosto 2018, 02:07
sarei interessata ad effettuare il cammino portoghese con partenza 18 agosto da roma, mi piacerebbe trovare compagni di viaggio
05 Agosto 2018, 12:57
Salve ragazzi Buona domenica sono Filippo 38 anni di Salerno , sono interessato a fare il cammino di santiago partenza fine maggio 2019 durata 30/35 giorni cammino francese...chi fosse interessato a farsi questo viaggio in compagnia mi contatti ...ciuaoooooooo
31 Luglio 2018, 06:50
Ciao a tutti sono Francesco 45 anni vorrei fare il cammino di Santiago per la prima volta e cerco compagnia per il viaggio. Vivo a Roma e vorrei partire per ottobre/novembre. Buona giornata
20 Luglio 2018, 14:59
Salve. Partiamo il 17 settembre 2018 da Lourdes. Cerchiamo persone per condividere taxi sjpdp, intorno alle 1730 ( ora di atterraggio aerei da Orio) siamo in 3 , altri 5/6? potete contattarci via mail
19 Luglio 2018, 13:06
Ciao a tutti mi chiamo Giulia ho 24 anni. Mi piacerebbe percorrere il cammino di Santiago passando dalla via Francese. Essendo la prima volta vorrei qualche informazione sul periodo migliore, e se c’e qualcuno che vorrebbe viaggiare in compagnia mi sentirei più sicura! Grazie
11 Luglio 2018, 08:41
CiAo!vorrei fare il cammino da Ponteferrada in mtb cerco guida grazie
30 Giugno 2018, 19:57
Ciao! Sono Cristina e atterreró a Lourdes il 9 luglio per le 17.30 circa. C'è qual he interessato per la condivisione di un taxi quel giorno?
29 Giugno 2018, 16:13
Ciao a tutti! Sono Inno, arrivo A Ponferrada da Roma-Madrid il23 Agosto. per intraprendere il camino il 24 mattina...compagni cercasi*
28 Giugno 2018, 19:04
Ciao a tutti mi chiamo Francesca e sono della Sardegna.Parto per il camino di Santiago il 18 Agosto da cagliari e il 22 da Milano per Lourdes.Ho fatto nel 2012 una parte di camino da Burgos a Santiago,allora mi avevate aiutato tantissimo.CE' qualcuno che arriva a Lourdes il 22 AGOSTO per condividere la partenza per Saint Jean?
26 Giugno 2018, 22:14
Ciao sono Lara . C'è qualcuno che parte tra il 12 e il 15 agosto per il cammino di San Francesco?
25 Giugno 2018, 17:11
Ciao! Sono Margherita e atterreró a Lourdes il 9 luglio per le 17.30 circa. C'è qual he interessato per la condivisione di un taxi quel giorno? 😉
24 Giugno 2018, 20:22
Io arrivo ad Arezzo il 2/8 alle 8,45 c’e Qualcuno che condivide con me il viaggio fino a La Verna?
Fab
18 Giugno 2018, 22:55
Sono Fab. Ho gia fatto il camino a piedi nel 2015 e in bici nel 2016. Ho fatto nel 2017 la via franchigena e nel 2018 l'itinerario di santa Rosalia. Nel 2019 vorrei rinizuare il giro con il camino di Santiago.chi mi farebbe compagnia?
14 Giugno 2018, 12:03
ciao a tutti! mi chiamo Alice sono di Torino. Vorrei fare un tratto di via Francigena a partire dal 14-15 luglio per una decina di giorni circa. Vorrei arrivare a Roma e sto ancora riflettendo sul punto di partenza. E' la prima volta che mi metto in cammino e cerco qualche compagno di viaggio. Scrivetemi *
13 Giugno 2018, 22:35
Io vorrei partire ad agosto e fare Da Laverna ad Assisi
13 Giugno 2018, 22:35
Io vorrei partire ad agosto e fare Da Laverna ad Assisi
Visitatore
30 Maggio 2018, 14:41
Cerco compagni di viaggio con partenza da Leon, dal 12 luglio in poi. È il mio primo cammino e vorrei farlo in compagnia..anche se so che lungo il viaggio non si è mai da soli,!
12 Maggio 2018, 12:55
Ciao a tutti, il 25 maggio dalla stazione di Madrid raggiungerò sarria, per poi proseguire il giorno seguente in direzione di Santiago. Cerco compagnia, se qualcuno si trova sul tragitto in quei giorni, mi scriva senza problemi. Ciao a tutti
11 Maggio 2018, 18:37
Chi vuole unirsi per fare la Francigena dalla Lunigiana? Partenza verso il 20 di AGosto
08 Maggio 2018, 21:09
Sono max dì Torino già fatto un pezzo del francese e del portoghese.cerco compagnia anche un gruppo..per il prossimo.perido giugno inizio luglio.
07 Maggio 2018, 15:33
ciao a tutti, sto cercando un servizio trasporto bagagli sulla via Francigena da Bolsena a Roma ma le compagnia che ho contattato (Bags Free) mi chiede una tariffa di € 15 a tratta. Non proprio un prezzo da pellegrini! avete suggerimenti?
30 Aprile 2018, 12:03
Ciao a tutti, cerco compagnia per fare il cammino di santiago a Luglio. Saluti Andrea
Visitatore
28 Aprile 2018, 10:38
Ciao a tutti!! Vorrei partire a metà giugno... c'è qualcuno che vorrebbe partire nel mio stesso periodo??
27 Aprile 2018, 18:55
Ciao a tutti, il giorno 16 Maggio 2018 atterreremo nel pomeriggio all'aeroporto di Lourdes. Cerco qualcuno per condividere taxi per Saint Jean De Pied Du Port. Siamo in tre. Ringrazio, attendo notizie!
21 Aprile 2018, 13:46
Ciao a tutti... cerco compagni/e di viaggio x la via Francigena partenza da Aosta direzione Roma, indicativamente ho in mente di partire x il 10/11 Maggio 2018 da Aosta (metà maggio circa) mi farebbe piacere condividere qst esperienza.... Chi fosse interessato/a mi scriva pure alla mia mail personale che trovate nel mio profilo. Grazie e buon cammino a tutti/e...!!!
21 Aprile 2018, 13:40
Ciao ragazzi siccome mi sono appena iscritto in qst forum...posso sapere come si fa per scrivere un messaggio che sia visibile a tutti xkè sto cercando compagni/e che vogliano fare la via francigena da aosta fino a roma partenza indicativa 10/11 Maggio 2018 grazie
12 Aprile 2018, 05:42
Salve a tutti , domenica 20 Maggio 2018 sarò all'areoporto di Biarritz nel pomeriggio cerco qualcuno x condividere taxi x saint jean de pied du port
09 Aprile 2018, 00:19
Ciao a tutti sono Francesco di varese. Vorrei fare il cammino via Francofona periodo giugno luglio cerco compagnia anche per organizzare
03 Aprile 2018, 11:23
ciao a tutti, ad Aprile (il 21 partirò per il cammino "Di ui passò Francesco". Qualcuno di voi ha tracce in gps del percorso? grazie mille
28 Marzo 2018, 17:44
Ciao a tutti! l'8 aprile mattina sarò all'aeroporto di Lourdes. Cerco bella gente per dividere il taxi verso sant-jean-pied-de-port per poi affrontare il cammino di santiago. qualcuno disponibile?? Emanuele
21 Marzo 2018, 01:24
Ciao, salve a tutti! Ho prenotato proprio stamattina un volo da Roma Ciampino a Lourdes per 28 euro, data di.partenza 27 maggio ore 07:55. Se qualcuno è interessato a partire per quella data magari ci si potrebbe organizzare per dividere le spese del taxi fino a SJPDP e magari condividere i primi tratti del cammino. Ultreya!
20 Marzo 2018, 12:47
Salve a tutti cerco compagni per il cammino(almeno 200 km)ad inizio luglio...se qualcuno fosse interessato mi contatti al seguente indirizzo di posta elettronica: claudiorino@hotmail.it
14 Marzo 2018, 16:26
Un saluto a tutti! Cerco compagni/e di pellegrinaggio per il Cammino portoghese da Porto a Santiago. Partenza ad inizio luglio. Prevedo di compiere il cammino in 12-13 giorni
14 Marzo 2018, 10:54
ciao pellegrini, io parto il 31 marzo o il 1 aprile, arrivo a santiago e poi cammino da sarria a santiago, gli ultimi 100 km circa...cerco compagni di viaggio, silenziosi e non! scrivetemi una mail... Jessica
09 Marzo 2018, 18:43
Ciao! Cerco compagna/o/i per camminare da Bugos in avanti, Cammino rancese, mese di agosto 2018. Silvia da Mlano
06 Marzo 2018, 14:56
Ciao a tutti, partirò per il mio cammino 03/06/2018, arrivo a Lourdes alle 09:50 e cerco qualcuno per dividere spesa taxi per SJPDP 🏃
06 Marzo 2018, 00:04
Ciao a tutti, cerco qualcuno per condividere taxi da Lourdes a SJPDP il 26 marzo , Arrivo a Lourdes per le 17.20.
05 Marzo 2018, 18:42
Un saluto a tutti. Io e mio marito faremo finalmente il nostro primo cammino di Santiago. Arriviamo a Lourdes lunedì 23 aprile alle 17.20. Cerchiamo qualcuno con cui condividere la navetta per Saint Jean PdP e arrivare la sera stessa. Fiorella
02 Marzo 2018, 21:57
chi mi può dire come funziona il bagaglio o meglio lo zaino con i bastoncini vanno imbarcati previo pagamento o cosa altro
27 Febbraio 2018, 10:49
ciao a tutti cerco qualcuno per condividere taxi da lourdes a SJPDP. siamo in 3 e arriviamo il 4/5 alle 17,30.
25 Febbraio 2018, 14:51
Ciao a tutti. Quest'anno nel periodo di aprile/maggio vorrei fare il cammino di Francesco. Sono da treviso e vorrei sapere se qualcuno è interessato ad unirsi!

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