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Martedì, 21 Maggio 2019 22:38
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238) Franco Monello  Maschio
monellofranco@gmail.com
Località:
Avola-Roma
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Domenica, 13 Agosto 2017 13:15 IP: 62.170.110.187 Scrivi un commento Invia una E-mail

MARI VECCIU
IL BORGO TRADITO
“COS’E’ UN BORGO MARINARO SENZA BARCHE?”

Mi scuso anticipatamente per la lunghezza, pur tuttavia necessaria, del mio scritto, invitandovi a leggerlo fino in fondo.
Da una mia semplice domanda, sorta da una banale constatazione, tanto chiara quanto inconfutabile, è nata su Facebook una lunga discussione che sconta ancora il clima di contrapposizione creato da qualche anno a questa parte ad Avola.
Non è possibile, infatti, muovere nessun tipo di critica o fornire il benché minimo suggerimento senza che subito scattino in piedi gli osannanti gridando alla lesa maestà e pronti subito all’offesa.
La discussione è diventata subito una diatriba nominalistica che l’ha allontanata dalla sua vera essenza.
A tale proposito voglio chiarire subito il mio pensiero: c’è una zona ad Avola che si chiama “Mari Vecciu”, che noi tutti Avolesi, specialmente quelli di una certa età, continueremo a chiamare Mari Vecciu con amore perché, nonostante le nuove bellissime spiagge, quello è rimasto il “nostro” mare.
È indiscutibile che quella zona sia stata, nel passato più che oggi, la zona marinara, dei Pescatori.
Ora, io, a costo di sbalordire i miei amici, non trovo nulla di strano a chiamare quella zona Borgo Marinaro. Anzi, se ci aggiungo il nome esatto Mari Vecciu, la individuo e la qualifico immediatamente.
E dirò di più! Pur conservando la tradizione, perchè non utilizzare il nome Borgo se tale termine è più turisticamente appetibile, magari più immediatamente riconoscibile, comprensibile, attraente?
Una buona operazione di marketing non è deleteria. A patto di non vendere fumo!
BORGO MARINARO MARI VECCIU! O, per noi, semplicemente Mari Vecciu! Che ve ne pare?
E qui abbiamo finito coi nomi, e comincia la sostanza.
Appunto: ma che Borgo Marinaro è senza barche! E chi Mari Vecciu è se ne stravolgiamo la fisionomia architettonica e paesaggistica?
Ero intervenuto nel mio precedente post affermando:
“Mari Vecciu: una dolce nostalgia. Borgo Marinaro: una bella invenzione, un bel nome. Come ho già detto, funzionale a molte cose positive”.
Solo che poi il Borgo bisognava farlo, crearlo, cominciando con il lasciar intatto tutto quello che era rimasto.
Quanto da me affermato ha suscitato la perplessità del mio caro amico Giovanni Amenta che mi ha chiesto: “Franco, scusa la mia ignoranza, ma dove sta la differenza fra dire borgo marinaro o mari vecciu..?? Ci sono vantaggi economici..?? Ci sono incentivi per le 3-4 attività sorte in quel luogo..?? Finanziamenti.... che sconoscono i comuni mortali..??
E qui sorge il secondo problema!
È necessario fare un piccolo passo indietro per capire meglio di cosa stiamo parlando.
Occorre sapere che nel 2016 il Comune di Avola ha aderito al Distretto dei Borghi Marinari.
[www.guidaviaggi.it]…/-borghi-marinari--rilancio-turi…
11 Città, distanti tra loro ma: “ ……. ma tutte insieme protese verso una offerta nel contempo classica ma anche innovativa della qualità e della unicità della Sicilia del Mare”
Sicilia: nasce il Distretto turistico tematico "Borghi Marinari"
13/05/2016 10:17
Il progetto sarà illustrato in un workshop in quattro tappe. Primo appuntamento a Mazara del Vallo il 16 maggio
Un progetto turistico nato per mettere insieme le qualità e unicità dei comuni sicilianiche hanno creato il Distretto Turistico Tematico "Borghi Marinari", con il preciso scopo di promuovere le proprie bellezze e incrementare così il turismo balneare, culturale e enogastronomico, sia dall'Italia sia dall'estero. Santa Flavia, Caronia, Sant'Agata di Militello, Brolo, Aci Castello, Avola, Portopalo di Capo Passero, Ribera, Sciacca, Mazara del Vallo, Castellammare del golfo, saranno coinvolte in un lungimirante progetto di promozione turistica, il cui primo banco di prova sarà un incoming che porterà nei centri sul mare giornalisti di livello della stampa estera e italiana, nonché tour operator ed esperti di turismo. Per prepararsi all'appuntamento si terrà un workshop di presentazione in quattro tappe.
La prima si terrà il 16 maggio a Mazara del Vallo, Palazzo dei Gesuiti, in Piazza Plebiscito, il secondo incontro sarà a Santa Flavia, il 17 maggio. Il terzo appuntamento è previsto sempre il 17 maggio, alle 16:00, a Sant'Agata di Militello presso il Castello Gallego. Il giorno successivo il workshop farà tappa ad Avola, nella Sala Fratantonio.
Il fatto è pubblicizzato anche adesso. È di oggi, 12 agosto 2017, l’articolo pubblicato da
Mondointasca.org, giornale online di turismo e cultura del viaggiare
[www.mondointasca.org]…/borghi-marinari-offerta-sici…/
Ecco da cosa nasce il nome Borgo Marinaro.
Una bella iniziativa che lasciava intravedere tutta una serie di risvolti positivi per la nostra Città.
E' questo che intendevo quando affermavo che il nome era funzionale a tante cose positive:
Ma non è finita qui!
Credo fosse il 2015, è stato creato il GAC (Gruppo di Azione Costiera) dei Due Mari cui hanno aderito iComuni di Avola, Noto, Pachino, Portopalo, Ispica e Pozzallo.
Questo GAC ha, tra l’altro, queste finalità:
“Tutte le azioni del GAC dei Due Mari sono dirette allo sviluppo sostenibile delle aree di pesca di questa suggestiva parte di costa mediterranea.
Per conseguire quest’obiettivo, il G.A.C. Dei Due Mari mette in pratica numerose attività: …….. la riorganizzazione dei luoghi di sbarco al fine di agevolare l’attività e la logistica degli operatori del comparto ittico; l’adeguamento delle imbarcazioni a sostegno della pescaturismo, per ampliare l’offerta turistica del territorio. Tutto ciò grazie al costante impegno del network di soggetti pubblici e privati che compongono il GAC dei Due Mari. Questi, con le loro rispettive attività, contribuiscono allo slancio produttivo della comunità e del territorio.”
Chi vuol saperne di più può collegarsi al sito [www.gacdeiduemari.it]
Naturalmente, sono previsti finanziamenti, anche corposi, per raggiungere gli scopi dati: [www.ragusanews.com]…/gac-dei-due-mari-primo-soldi-pe….
Non solo! Il GAC si è pure preoccupato di pubblicizzare anche le Terre bagnate dai Due Mari con un video che potete vedere al seguente link: [www.youtube.com]
Mi sarei aspettato, di conseguenza, che fosse proprio il Sindaco a dire: fermi tutti, nessuno muova niente, affidiamo a persone competenti e sensibili il progetto per una sua ristrutturazione intelligente tendente a preservarne, conservarne, valorizzarne le peculiarità e per renderlo fruibile architettonicamente, urbanisticamente e commercialmente mantenendone la unicità originaria.
E, sono sicuro, avrebbe avuto uno sviluppo ordinato, commercialmente molto più valido di adesso e degno di un paese civile. Ma, purtroppo, ad Avola da qualche anno si è vista più furbizia che intelligenza amministrativa, lungimiranza.
E, invece!!! Abbiamo una strada! Un intasamento e una bolgia!
Sui ragazzi, sui loro disagi, faremo un discorso più approfondito in altra occasione.
Questo significa che è stato proprio il Sindaco il primo a non credere al progetto del Borgo Marinaro tanto da averne distrutto la peculiarità della salita delle barche per trasformarla in strada, creando inoltre negli abitanti delle zone limitrofe la illusione dello snellimento del traffico che invece è ora più intasato di prima.
E ha realizzato con una colata di cemento una discesa in spiaggia, spero senza retro-pensieri.
Quindi, rivolgo un invito agli osannatori ad ogni costo: per cortesia, contate almeno fino a tre prima di scattare in piedi e di offendere gli interlocutori, che definite di volta in volta sciocchi, ignoranti e, adesso, invidiosi: invidiosi di chi? C'è qualcuno da invidiare? Rlettete un attimo, perché chi critica spesso lo fa perché vuole bene ad Avola mentre non sempre chi opera lo fa nell’interesse della Città.
È proprio per questo che è inaccettabile che si dica “lasciamoli lavorare”. No, assolutamente no!
La partecipazione attenta, attiva, fattiva, democratica, il controllo dei Cittadini sono indispensabili nel corso dei lavori perché, dopo, a danno fatto, non sempre è possibile riparare ed è sicuramente doppiamente costoso.
Lo provano gli scempi del passato!
C’è qualcuno tra noi che, OGGI, oserebbe definire opere d’arte i famosi “Grattacieli” che hanno deturpato le piazze di Avola?
Quegli obbrobri esistono proprio perché, ALLORA, li hanno “lasciati lavorare”; e non il 68,5% degli Avolesi, ma il 100%. Quindi, ben più legittimati, secondo il vostro criterio di giudizio. Se non è democrazia questa! Adesso, invece li criticate perché la totalità dei Cittadini li lasciò lavorare. E' quello che succederà a voi tra qualche anno.
Allora noi eravamo ragazzi e, seppur alcuni impegnati politicamente, eravamo inconsapevoli che quelli che molti, tanti, troppi, ritenevano la “modernità” erano invece degli scempi, ferite non rimarginabili inferte alla Città, come questo scempio di Mari Vecciu!
Anzi, chi potè, allora, corse a comprare in quei grattacieli appartamenti modernamente attrezzati, alcuni motivati da un riconoscimento di “status” sociale.
Ma oggi, no! Oggi siamo tutti più consapevoli. Sappiamo che la bellezza, l’armonia, sono elementi non rinunciabili e che esse stesse sono produttrici di benessere anche economico.
Si dice che a Mari Vecciu sono stati creati posti di lavoro. Li vorrei verificare. Sicuramente è stato creato del profitto e una bolgia. Ma nessuno sa quanti posti di lavoro si sarebbero potuti creare con una ristrutturazione intelligente e rispettosa ed uno sviluppo armonico di tutto la zona. Sono sicuro molti di più.
Sarebbe, è, imperdonabile consentire gli scempi!
A maggior ragione se la vostra accondiscendenza nasce non da inconsapevolezza ma da un malinteso intento di non disturbare il manovratore.
237) ALESSANDRO BUSCEMI  Maschio
alessandrobuscemi68@gmail.com
Località:
-
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Domenica, 21 Maggio 2017 17:37 Host: host146-13-dynamic.180-80-r.retail.telecomitalia.it Scrivi un commento Invia una E-mail

OGGETTO: erbacce da estirpare nel Cortile Avveduto.
Signor Sindaco
96012 Avola (Sr)
Il sottoscritto Alessandro Buscemi, nato a Noto (Sr) il 02/10/1968, residente in Avola (Sr), C.le Avveduto, 30
PREMESSO CHE il Cortile Avveduto è indecorosamente invaso dalle erbacce;
PREMESSO CHE il sottoscritto, negli ultimi cinque anni, ha più volte disperatamente segnalato il problema.
PREMESSO CHE il problema solitamente è stato risolto parzialmente dai residenti, costretti a recidere le erbacce che ostruivano il passaggio e rendevano malagevole l’accesso alle loro proprietà, e soltanto rare volte la folta vegetazione è stata rimossa grazie a un intervento da parte dell’Amministrazione comunale, dopo ripetute sollecitudini da parte del sottoscritto;
PREMESSO CHE anche quest’anno, purtroppo, il sottoscritto è stato costretto a tagliare gran parte dell’erba che rendeva difficile l’accesso a una sua proprietà;
PREMESSO CHE le erbacce infestanti spesso nascondono rifiuti di ogni genere, i quali, oltre ad essere fonte di esalazioni maleodoranti, costituiscono l’habitat ottimale per la proliferazione di roditori, insetti e parassiti;
PREMESSO CHE davanti all’abitazione del sottoscritto sono presenti ancora erbe selvatiche e che un cittadino non è tenuto a eseguire i lavori che spettano all’Amministrazione comunale, anzi dovrebbe essere quest’ultima a salvaguardare gli interessi connessi all’ambiente, all’igiene, alla sanità pubblica e alla sicurezza urbana;
CHIEDE
di rimediare al notevole ritardo nell’esecuzione dei lavori e di volere provvedere ad effettuare i necessari lavori utili a bonificare l’area relativa al Cortile Avveduto, in modo tale da mettere i cittadini nelle condizioni di accedere alle loro proprietà senza essere costretti a utilizzare il macete o le liane come se vivessero un’avventura all’interno di una foresta ostile, ma anche per garantire un certo decoro e una indispensabile igiene. .
Avola, lì 21 Maggio 2017
Distinti Saluti

ALESSANDRO BUSCEMI
236) ALESSANDRO BUSCEMI  Maschio
alessandrobuscemi68@gmail.com
Località:
AVOLA
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Venerdì, 24 Marzo 2017 20:40 Host: host138-196-dynamic.233-95-r.retail.telecomitalia.it Scrivi un commento Invia una E-mail

OGGETTO: Manto stradale dissestato in Via S. Francesco D’Assisi.

Signor Sindaco
96012 Avola (Sr)
Il sottoscritto Alessandro Buscemi, nato a Noto (Sr) il 02.10.1968, residente in Avola (Sr), C.le Avveduto, 30
PREMESSO CHE il manto stradale di Via San Francesco D’Assisi è gravemente danneggiato;
PREMESSO CHE l’anomalia del manto stradale potrebbe essere causa di gravi incidenti di cui tutti ne corriamo un rischio non indifferente, ma soprattutto tale rischio viene corso dalle persone anziane e dai bambini;
PREMESSO CHE la parte di strada sconnessa corrisponde anche al punto in cui sono state realizzate le strisce pedonali, aumentando il rischio per i pedoni, obbligati dal codice della strada a percorrere il manto stradale sconnesso;
PREMESSO CHE recentemente sono stati effettuati dei lavori finalizzati a ripristinare il manto stradale di Piazza Umberto I;
PREMESSO CHE la responsabilità di un eventuale danno non prevedibile, come nel caso in oggetto, causato dal manto stradale dissestato non potrebbe essere attribuito ad altri se non a una distrazione del Sindaco;
CHIEDE
di volere provvedere, come già fatto in Piazza Umberto I, ad effettuare i necessari lavori, utili a mettere in sicurezza automobilisti, ma soprattutto motociclisti, ciclisti e pedoni che intendono percorrere la via San Franceso D’Assisi.
Avola, lì 24 Marzo 2017
Distinti Saluti

ALESSANDRO BUSCEMI
235) fulvio maiello 
fulvio.maiello@alice.it
Località:
Trento
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Giovedì, 23 Luglio 2015 19:37 Host: host22-109-dynamic.20-79-r.retail.telecomitalia.it Scrivi un commento Invia una E-mail

Lettera al Presidente del Consiglio
In qualità di cittadino di questo paese chiedo un intervento urgente di una qualche autorità che intervenga sul malcostume delle televisioni pubbliche private di propinare dibattiti politici ma non solo che sono diventati insopportabili. Se i dirigenti delle tv non sono in grado di affidare le trasmissioni a conduttori/conduttrici che impongano ai partecipanti le più elementari regole di educazione, ebbene queste televisioni vanno chiuse. Non è possibile assistere ogni giorno alle litigate pubbliche dei politici che si parlano l’uno sull’altro con foga degna di miglior causa senza che gli ascoltatori riescano a capirci un fico secco. Si interrompono e alzano il tono di voce come se fossero al mercato dove solo chi grida più forte può sperare nell’ascolto di qualcuno. Non c’è alcuna differenza in questo tipo di comportamento tra le varie parti politiche a parte la manifesta prevalenza delle opposizioni rispetto ai governativi, tra le quali il top spetta in primis ai 5stelle seguiti a ruota dai leghisti. I conduttori/conduttrici non riescono a togliere la parola a costoro se non ricorrendo all’interruzione pubblicitaria e arrecando un ulteriore disagio agli ascoltatori che non ne possono proprio più di sorbirsi le miracolose proprietà di materassi, bagno docce, shampoo e cose simili. Una volta nel sanato di Roma un senatore disse una frase rivolta a un tale di nome Catilina:
fino a quando continuerai ad abusare della nostra pazienza?
Riprendo quella frase e La trasmetto a Lei con l’invito di fare qualcosa per rimediare al malcostume sopra descritto o, almeno, a dire qualcosa al riguardo. Personalmente penso che sia un problema non meno importante dei vari annunci di intenzioni che Le sono tanto cari. Buon lavoro comunque s auguri.
Fulvio Maiello
Trento
234) Fulvio Maiello 
fulvio.maiello@alice.it
Località:
Trento
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Lunedì, 29 Giugno 2015 22:10 Host: host214-0-dynamic.14-87-r.retail.telecomitalia.it Scrivi un commento Invia una E-mail

In questi ultimi anni assistiamo ad un profondo cambiamento nella natura della Comunità Europea. Da unione di popoli si va sempre più verso un’unione di mercanti specialmente dopo l’adesione dei nuovi membri dell’est europeo. Dal tardo medioevo ritorna sulla scena la lega anseatica. I paesi del nord dell’Europa capiscono una unione solo se supportata da un interesse economico e non riescono a comprendere i concetti di solidarietà e attenzione per i più deboli che caratterizzano i paesi che si affacciano sulle coste del mediterraneo. Se gli organismi della CEE non riescono a trovare i mezzi e, poiché sono in mano ai rappresentanti degli stati del nord, non hanno neanche la volontà di tentare il tentativo di salvataggio della Grecia, mi chiedo che senso abbia ancora parlare di Comunità Europea. Occorre prendere atto che l’Europa non si presta e non si presterà mai ad una unione politica. Al massimo l’unica unione possibile è la riproposizione della Lega Anseatica tra i paesi del nord quali Inghilerra, Belgio, Germania, Polonia, Ungheria, gli stati del Mar Baltico e la Russia. Sono i nuovi mercanti del tempio che dettano le loro regole economiche. Dobbiamo accettare tale situazione e aspettare un nuovo messia che li scacci dal tempio e dia inizio a un nuovo mondo più giusto e più umano.
233) Fulvio Maiello  Maschio
fulvio.maiello@alice.it
Località:
Trento
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Sabato, 13 Giugno 2015 23:15 Host: host145-106-dynamic.51-79-r.retail.telecomitalia.it Scrivi un commento Invia una E-mail

Vedo il futuro della Comunità Europea pieno di nuvole fosche che non promettono niente di buono. Le istituzioni sovranazionali anziché governarci sembrano puntare più che sulla crescita sociale ed economica e l’uguaglianza e dignità delle popolazioni sul benessere di pochi a danno di molti. Due sono i fatti che in questi giorni mi sembrano più significativi che rappresentano, a mio sommesso parere, le forche caudine sotto le quali dovranno passare anche quelli che oggi sembrano comandare: il fenomeno della migrazione di massa degli africani e la questione greca. Sono due problemi così enormi per risolvere i quali i ragionieri e contabili della Cee sono assolutamente inadeguati. Altre volte in Europa ci siamo trovati in condizioni simili, penso per esempio al secondo conflitto mondiale che fu risolto solo con l’intervento esterno degli USA. Oggi le condizioni sono cambiate e il processo di globalizzazione planetaria fa sì che gli USA stiano più dalla parte del capitale finanziario che delle società civili e supportano più volentieri quelli che si dimostrano più favorevoli al rigore finanziario e ai sempre maggiori sacrifici delle popolazioni. Mi sembra che questo sia il quadro più rappresentativo e realistico del nostro continente in questo momento. E’ questa l’occasione per chi ha la statura e le qualità per essere ricordato in futuro come uno dei grandi statisti di tirare fuori tutto il coraggio che possiede e sedersi in cattedra per parlare a chi attualmente ha tanta supponenza e ricordare che se non ci fossero stati i greci e i romani nelle selve tedesche ci sarebbero ancora le valchirie e in quelle francesi villaggi sparsi di boscaioli e carbonai.
Non è pensabile, dopo avere messo tanta passione per la creazione di un’Europa dei popoli, vedere come il resto d’Europa si atteggia verso i due popoli che gli storici riconoscono come i mattoni sui quali si è sviluppato il mondo occidentale. Renzi potrebbe e dovrebbe, secondo me, giocarsi la camicia e, nella prossima riunione del direttivo CEE, schierarsi con convinzione al lato di Tsipras e dire chiaramente che se la Grecia viene costretta a uscire dalla CEE il giorno seguente sarà la volta dell’Italia. Se non lo fa sarò costretto a considerarlo uno dei tanti, troppi politici italiani che pensano soltanto alla poltrona.
frown
232) Fulvio Maiello  Maschio
fulvio.maiello@alice.it
Località:
Trento
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Lunedì, 29 Dicembre 2014 18:56 Host: host218-104-dynamic.44-79-r.retail.telecomitalia.it Scrivi un commento Invia una E-mail

Lettera aperta al Presidente del Consiglio
Il Quarto Reich
Caro Matteo,
non so se ti sei reso conto che, fino a questo momento, non hai fatto altro che seguire i desideri della cancelliera. A lei interessano solo i soldi e allora avanti con l’ascolto di confindustria e la messa all’angolo dei sindacati i quali già rintronati di proprio escono da queste giornate con le ossa rotte. Spero e mi auguro che adesso venga il momento delle iniziative importanti, Mi riferisco alla questione europea prima che ci troviamo tutti inglobati nel quarto Reich, Non ho studiato alla Bocconi e quindi ragiono come un persona media come tantissime altre e guardo ciò vedo, che non mi piace per niente. La CEE di De Gasperi e Adenauer non era questo assembramento squilibrato di paesi che ci troviamo adesso. In ogni famiglia quello che tiene uniti i componenti è solo l’amore in virtù del quale ognuno mangia allo stesso modo e si veste con abiti della medesima fattura. Ti pare che Norvegia, Svezia, Danimarca, Belgio e Germania abbiano lo stesso livello di disoccupazione e uno stato di sofferenza sociale come i nostri? Perché accade questo? Io una risposta ce l’avrei. Questi paesi stanno costruendo le loro società sul lavoro, i risparmi e lo sfruttamento delle risorse dei paesi più deboli.
Siamo noi, assieme alla Grecia, alla Spagna, alla Francia e tutti gli altri paesi che abbiamo pagato i costi della riunificazione tedesca e che paghiamo il welfare dei paesi nordici e in più dobbiamo assorbire i flussi immigratori dall’Africa, nella più algida indifferenza degli altri partner europei.
Quando Matteo Salvini grida che la moneta unica e la comunità europea sono la nostra rovina forse non ha tutti i torti ma, purtroppo, non si rende pienamente conto di ciò che afferma e non ha nessuna possibilità di incardinare un’azione politica valida in quel senso. Anche Tsipras che fatto la sua campagna elettorale in Grecia sulla minaccia di uscire dall’europa non dice sul serio e sta solo speculando sulla crisi del suo paese come Salvini sulla nostra crisi. Se vincessero si guarderebbero bene dal dare seguito a questi propositi. Lo so anch’io che quando la coesistenza diventa fonte di sofferenza anche i paesi, come due coniugi, debbono dividersi . Io non ho alcun desiderio di far parte del quarto Reich, ma, essendo un inguaribile romantico, credo ancora in una Europa unita e solidale e vorrei che i miei governanti affrontassero di petto il problema. Basterebbe dire chiaro e tondo agli altri paesi che se non cambiano atteggiamento l’Italia uscirà dalla CEE e, come ha fatto altre volte, si risolleverà da sola. Se è riuscita a non soccombere alla colonizzazione piemontese nell’ottocento resisterà anche al tentativo tedesco di dirci quello che dobbiamo o non dobbiamo fare. Al tempo di Cavour accadevano le stesse cose. Si sfruttavano a basso prezzo le braccia del sud per fare lavorare le fabbriche del nord e solo quelle. La Merkel non ha inventato nulla. Sono convinto che i cugini del nord capirebbero subito e correrebbero ai ripari perché sanno che il fallimento della Comunità Europea per noi sarebbe un altro colpo ma per loro sarebbe un disastro completo. Solo tu puoi fare una cosa del genere e spero che ci penserai.
231) ALESSANDRO BUSCEMI  Maschio
alessandrobuscemi68@gmail.com
Località:
AVOLA
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Sabato, 1 Novembre 2014 18:22 Host: host96-108-dynamic.235-95-r.retail.telecomitalia.it Scrivi un commento Invia una E-mail

Avola, lì 30 Ottobre 2014

OGGETTO: Approvvigionamento e uso scorretto di acqua potabile. Disposizioni del Sindaco.


SIGNOR SINDACO

AVOLA (SR)


e.p.c COMANDANTE DELLA POLIZIA MUNICIPALE
AVOLA (SR)




Il sottoscritto Alessandro Buscemi, nato a Noto (Sr) il 02/10/1968, residente in Avola (Sr), Cortile Avveduto, 30, coniuge di Gabriella Caruso, nata a Noto (Sr) il 14/10/1968.

PREMESSO CHE
la concessione relativa alla fornitura di acqua potabile è stata accordata alla moglie.

PREMESSO CHE
in data 22/09/2014 ha inoltrato un’istanza all’attenzione del Comandante della Polizia Municipale del Comune di Avola, con la quale ha chiesto:

1. di volere effettuare un efficace sopralluogo, finalizzato ad accertare un eventuale uso improprio di acqua, come ad esempio l’irrigazione dei campi con acqua destinata ad uso domestico oppure il lavaggio di mezzi di locomozione, ma anche terrazzi o verande, con un notevole sperperio del prezioso elemento, privando di un bene essenziale adulti e bambini;

2. di volere constatare la presenza di motorini installati illegalmente e, senza multare chi per disperazione, , ha ritenuto opportuno approfittare di un tacito consenso a un’azione illegale, per garantirsi un elemento vitale nelle vasche, pagando un disservizio due volte a causa di un consumo elevato di energia elettrica, che si potrebbe evitare se soltanto venissero fatte scelte oculate da parte di un’Amministrazione spesso sorda e distratta di fronte ai problemi reali dei cittadini;

3. di volere provvedere, alla rimozione, anche graduale, di tutti i motori da anni installati selvaggiamente nelle abitazioni avolesi e che sicuramente danneggiano, oltre i disperati cittadini che li hanno installati, coloro che, rispettosi delle esigenze altrui, non hanno provveduto, assumendo un atteggiamento corretto, a munirsi di tale mezzo, dando la possibilità a tutti i cittadini di effettuare, in un tempo ragionevole, i necessari e doverosi lavori di collocazione delle vasche al piano terra e comunque dopo i necessari lavori di ripristino di una rete idrica carente e incanalando anche l’acqua che inesorabilmente scorre inutilizzata nel territorio avolese,

CHIEDE

di volere informare il sottoscritto delle disposizioni date, dopo l’esplicita richiesta inoltrata dal Vice Comandante P.M. Isp. S. Mauceri, con una lettera datata 10/10/2014.

Certo del fatto che l’Amministrazione Comunale vuole svolgere un’azione finalizzata al ripristino della legalità ad Avola e sperando in una celere risposta da parte del Signor Sindaco, il sottoscritto porge


DISTINTI SALUTI





ALESSANDRO BUSCEMI
230) Alessandro Buscemi  Maschio
alessandrobuscemi68@gmail.com
Località:
Avola
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Lunedì, 22 Settembre 2014 21:29 Host: host22-96-dynamic.234-95-r.retail.telecomitalia.it Scrivi un commento Invia una E-mail

SECONDA LETTERA APERTA AL SINDACO DI MODICA
IN MERITO AL BUSTO SCOMPARSO DEL POETA QUASIMODO
Egregio Signor Sindaco,
in tutta sincerità, dopo la prima lettera aperta in merito alla scomparsa del busto bronzeo dell'esimio Poeta, ci saremmo attesi una sua risposta diretta o a chiarire il mistero o, almeno, per assumere pubblicamente impegni concreti in merito al doveroso accertamento delle responsabilità.
Ma Lei è rimasto silente.
In compenso il suo Assessore alla Cultura, ha ripetuto per l'ennesima volta l'incredibile versione dei fatti che si limita ad una sterile e impotente presa d'atto della scomparsa dell'importante manufatto e della sua totale “perdita di tracce”, ritenendo in tal modo di chiudere una vicenda semplicemente riconducendola all'oblio, da cui alcune persone animate da profondo senso civico hanno cercato di riesumarla.
Il suo silenzio avalla la presa di posizione del suo Assessore, che dà del Comune di Modica una immagine certamente non edificante, di un Ente privo di trasparenza in cui è possibile sottrarre beni culturali a piacimento e, non solo farla franca, ma non avere neanche la preoccupazione che qualcuno possa effettuarne la ricerca, o semplicemente denunciarne la scomparsa all'Autorità Giudiziaria.
Perché alla fine della fiera è questo quello che sembra sia avvenuto, certamente in un passato, ma neanche troppo lontano, di cui ovviamente la sua Amministrazione non ha responsabilità, ma che oggi potrebbe coinvolgerla attraverso il principio della continuità amministrativa, che non contempla scuse rispetto al dovere di tutelare sempre e comunque l'interesse pubblico.
La domanda che impone una risposta, e non una semplice scrollata di spallucce, è cosa è accaduto quando è scomparso il busto bronzeo di Quasimodo?
Possibile che Modica sia l'unico Ente Pubblico Territoriale d'Italia che non abbia un inventario dei beni mobili e immobili di proprietà Comunale?
E se fosse davvero così, non sarebbe questa una grave violazione che, nella continuità amministrativa, coinvolgerebbe anche la Sua Amministrazione?
Ma non è forse vero che, in ogni caso, al momento dell'acquisto del prezioso manufatto, risalente secondo alcuni al 1962, in occasione della visita a Modica del Poeta, un dipendente comunale avrebbe dovuto ricevere l'incarico di consegnatario e, pertanto, di responsabile della sua custodia?
E quando il busto, fruito pubblicamente pare fino ai primi anni novanta, sparì dalla circolazione e non fu più trovato, non avrebbe dovuto essere presentata una denuncia all'Autorità Giudiziaria?
Queste avrebbero dovuto essere le procedure adottate da una Amministrazione Pubblica ispirata alle Buone Pratiche amministrative e capace di tutelare realmente l'interesse e il patrimonio Pubblico.
Se tutto ciò è alla base della scomparsa, è davvero così complicato aprire una seria indagine interna e ricostruire tutti i passaggi per accertare quando è accaduta la sottrazione e quindi individuare i responsabili, quanto meno delle omissioni e, forse, tornare in possesso dell'opera?
Ma la vera domanda è se, come pare, si voglia stendere sulla questione un velo pietoso, o piuttosto andare fino in fondo e appurare tutta la verità su quanto è accaduto.
Ecco, Signor Sindaco perché le abbiamo scritto e le stiamo scrivendo di nuovo.
La verità sul busto scomparso di Quasimodo ha nella fattispecie una valenza ben più profonda del semplice ritrovamento di un'opera d'arte acquisita in onore del cittadino più illustre della storia Modicana e noi riteniamo che questo non possa sfuggire alla sua sensibilità, così come non è sfuggito a quella dell'intera comunità da lei amministrata.
In attesa di un suo stimato riscontro, e se vuole anche incontro, voglia gradire distinti saluti.

NICOLA BONO
ALESSANDRO BUSCEMI
229) Alessandro Buscemi  Maschio
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Avola
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Avola, lì 22 Settembre 2014

OGGETTO: Approvvigionamento e uso scorretto di acqua potabile.

COMANDANTE DELLA POLIZIA MUNICIPALE
AVOLA (SR)

e.p.c. SIGNOR SINDACO

AVOLA (SR)




Il sottoscritto Alessandro Buscemi, nato a Noto (Sr) il 02/10/1968, residente in Avola (Sr), Cortile Avveduto, 30, coniuge di Gabriella Caruso, nata a Noto (Sr) il 14/10/1968.

PREMESSO CHE
la concessione relativa alla fornitura di acqua potabile è stata accordata alla moglie.

PREMESSO CHE
dal 2005, anno in cui si è trasferito nell’abitazione di cortile Avveduto, 30, ha ripetutamente segnalato, verbalmente e per iscritto, alle precedenti Amministrazioni il fatto che, differentemente da molti altri cittadini, ha sempre ricevuto il servizio relativo all’erogazione dell’acqua potabile in modo parziale, ma lo ha sempre pagato come se lo avesse ricevuto in modo completo.

PREMESSO CHE
a causa della penuria di acqua, quotidianamente è costretto a considerare il rischio di uno svuotamento delle vasche e che diverse volte, da quando si è trasferito nell’abitazione di cortile Avveduto, 30, ha dovuto fronteggiare le difficoltà causate dall’esaurimento della insufficiente quantità di acqua giunta nelle vasche.

PREMESSO CHE
nonostante il verbale invito ricevuto da parte di chi pensa di risolvere un problema utilizzando facili scorciatoie, le quali si rivelano inesorabilmente gravi disagi per altre persone, il sottoscritto, ritenendo illegale la soluzione, adottata dalla stragrande maggioranza dei cittadini, quindi proposta da alcuni tecnici e amministratori, sin dal giorno in cui si è trasferito nella casa sita nel cortile Avveduto, 30, in Avola (Sr), non ha mai installato un motorino utile a facilitare l’affluenza di acqua nelle vasche, anche se purtroppo nel vicinato, così come in quasi tutte le famiglie avolesi, con una tacita autorizzazione da parte dell’Amministrazione comunale, serenamente, si è sempre fatto un uso quotidiano di strategie che riducono notevolmente la possibilità di accesso dell’acqua erogata dal Comune all’interno dei serbatoi sistemati in immobili sprovvisti di strumenti ritenuti illegali dalla stessa Amministrazione comunale.





PREMESSO CHE
i primi di settembre 2014, un agente di polizia municipale, nel corso di una comunicazione telefonica, all’ ennesima denuncia del sottoscritto relativa ai motorini istallati illegalmente dai cittadini, i quali anteponendo i propri bisogni a danno di chi non ricorre all’illegalità, pensano a garantirsi l’acqua potabile delle loro vasche, affermava che con tali affermazioni lo scrivente faceva perdere tempo ai suoi interlocutori.

PREMESSO CHE
all’interno del paese di Avola (Sr) si utilizza impropriamente l’acqua destinata ad un uso domestico, con il triste paradosso che qualcuno, indisturbato, riesce a pagare un servizio goduto più di altri ad un prezzo uguale a quello preteso dal cittadino corretto, dotato di senso civico e rispettoso delle leggi, che spesso è costretto, per un grave disservizio, a lavarsi con l’acqua minerale oppure ad affidarsi al buon senso del vicino che indisturbato utilizza un motorino sistemato a volte all’interno della propria abitazione, altre volte anche all’esterno, installato, col tacito consenso degli addetti ai lavori, sottraendo spesso la necessaria acqua potabile a chi si sforza di assumere un atteggiamento corretto.

PREMESSO CHE
il sottoscritto, pur non giustificando l’azione illegale, non attribuisce una grossa colpa a chi, autorizzato tacitamente o verbalmente, per necessità, ha deciso di fare uso illegalmente di un motorino utile a garantire la giusta quantità di acqua, indispensabile per una dignitosa conduzione di vita e addirittura per la sopravvivenza dell’essere umano.


CHIEDE

1. Di volere effettuare un efficace sopralluogo, finalizzato ad accertare un eventuale uso improprio di acqua, come ad esempio l’irrigazione dei campi con acqua destinata ad uso domestico oppure il lavaggio di mezzi di locomozione, ma anche terrazzi o verande, con un notevole sperperio del prezioso elemento, privando di un bene essenziale adulti e bambini, nonché di accertare la presenza di motorini installati illegalmente e, senza multare chi per disperazione ha ritenuto opportuno approfittare di un tacito consenso a un’azione illegale, per garantirsi un elemento vitale nelle vasche, di volere provvedere alla rimozione, anche graduale, dando la possibilità a tutti i cittadini di effettuare, in un tempo ragionevole, i necessari e doverosi lavori di collocazione delle vasche al piano terra, di tutti i motori da anni installati selvaggiamente nelle abitazioni avolesi e che sicuramente danneggiano coloro che, rispettosi delle esigenze altrui, non hanno correttamente provveduto a munirsi di tale mezzo.


DISTINTI SALUTI





ALESSANDRO BUSCEMI

Alessandro Buscemi Domenica, 21 Settembre 2014 18:16
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Il signor Sindaco che da sempre ha manifestato il Suo interesse alla legalità, e ultimamente ha anche agito contro chi chattava in orario di lavoro, anziché prestare nel modo corretto il proprio servizio in ufficio, continui con un'azione legale utile a garantire un servizio importante ai cittadini che pagano le tasse.
228) Alessandro Buscemi  Maschio
alessandrobuscemi68@gmail.com
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Avola
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Domenica, 21 Settembre 2014 16:19 Host: host83-56-dynamic.10-79-r.retail.telecomitalia.it Scrivi un commento Invia una E-mail

Avola, lì 22 Settembre 2014

OGGETTO: Approvvigionamento e uso scorretto di acqua potabile.

COMANDANTE DELLA POLIZIA MUNICIPALE
AVOLA (SR)

e.p.c. SIGNOR SINDACO

AVOLA (SR)




Il sottoscritto Alessandro Buscemi, nato a Noto (Sr) il 02/10/1968, residente in Avola (Sr), Cortile Avveduto, 30, coniuge di Gabriella Caruso, nata a Noto (Sr) il 14/10/1968.

PREMESSO CHE
la concessione relativa alla fornitura di acqua potabile è stata accordata alla moglie.

PREMESSO CHE
dal 2005, anno in cui si è trasferito nell’abitazione di cortile Avveduto, 30, ha ripetutamente segnalato, verbalmente e per iscritto, alle precedenti Amministrazioni il fatto che, differentemente da molti altri cittadini, ha sempre ricevuto il servizio relativo all’erogazione dell’acqua potabile in modo parziale, ma lo ha sempre pagato come se lo avesse ricevuto in modo completo.

PREMESSO CHE
a causa della penuria di acqua, quotidianamente è costretto a considerare il rischio di uno svuotamento delle vasche e che diverse volte, da quando si è trasferito nell’abitazione di cortile Avveduto, 30, ha dovuto fronteggiare le difficoltà causate dall’esaurimento della insufficiente quantità di acqua giunta nelle vasche.

PREMESSO CHE
nonostante il verbale invito ricevuto da parte di chi pensa di risolvere un problema utilizzando facili scorciatoie, le quali si rivelano inesorabilmente gravi disagi per altre persone, il sottoscritto, ritenendo illegale la soluzione, adottata dalla stragrande maggioranza dei cittadini, quindi proposta da alcuni tecnici e amministratori, sin dal giorno in cui si è trasferito nella casa sita nel cortile Avveduto, 30, in Avola (Sr), non ha mai installato un motorino utile a facilitare l’affluenza di acqua nelle vasche, anche se purtroppo nel vicinato, così come in quasi tutte le famiglie avolesi, con una tacita autorizzazione da parte dell’Amministrazione comunale, serenamente, si è sempre fatto un uso quotidiano di strategie che riducono notevolmente la possibilità di accesso dell’acqua erogata dal Comune all’interno dei serbatoi sistemati in immobili sprovvisti di strumenti ritenuti illegali dalla stessa Amministrazione comunale.





PREMESSO CHE
i primi di settembre 2014, un agente di polizia municipale, nel corso di una comunicazione telefonica, all’ ennesima denuncia del sottoscritto relativa ai motorini istallati illegalmente dai cittadini, i quali anteponendo i propri bisogni a danno di chi non ricorre all’illegalità, pensano a garantirsi l’acqua potabile delle loro vasche, affermava che con tali affermazioni lo scrivente faceva perdere tempo ai suoi interlocutori.

PREMESSO CHE
all’interno del paese di Avola (Sr) si utilizza impropriamente l’acqua destinata ad un uso domestico, con il triste paradosso che qualcuno, indisturbato, riesce a pagare un servizio goduto più di altri ad un prezzo uguale a quello preteso dal cittadino corretto, dotato di senso civico e rispettoso delle leggi, che spesso è costretto, per un grave disservizio, a lavarsi con l’acqua minerale oppure ad affidarsi al buon senso del vicino che indisturbato utilizza un motorino sistemato a volte all’interno della propria abitazione, altre volte anche all’esterno, installato, col tacito consenso degli addetti ai lavori, sottraendo spesso la necessaria acqua potabile a chi si sforza di assumere un atteggiamento corretto.

PREMESSO CHE
il sottoscritto, pur non giustificando l’azione illegale, non attribuisce una grossa colpa a chi autorizzato tacitamente o verbalmente, per necessità, ha deciso di fare uso illegalmente di un motorino utile a garantire la giusta quantità di acqua, indispensabile per una dignitosa conduzione di vita e addirittura per la sopravvivenza dell’essere umano.


CHIEDE

1. Di volere effettuare un efficace sopralluogo, finalizzato ad accertare un eventuale uso improprio di acqua, come ad esempio l’irrigazione dei campi con acqua destinata ad uso domestico oppure il lavaggio di mezzi di locomozione, ma anche terrazzi o verande, con un notevole sperperio del prezioso elemento, privando di un bene essenziale adulti e bambini, nonché di accertare la presenza di motorini installati illegalmente e, senza multare chi per disperazione ha ritenuto opportuno approfittare di un tacito consenso a un’azione illegale, per garantirsi un elemento vitale nelle vasche, di volere provvedere alla rimozione, anche graduale, dando la possibilità a tutti i cittadini di effettuare, in un tempo ragionevole, i necessari e doverosi lavori di collocazione delle vasche al piano terra, di tutti i motori da anni installati selvaggiamente nelle abitazioni avolesi e che sicuramente danneggiano coloro che, rispettosi delle esigenze altrui, non hanno correttamente provveduto a munirsi di tale mezzo.


DISTINTI SALUTI





ALESSANDRO BUSCEMI
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Il web
Da sempre ho sempre usato miei personali metodi per affrontare le mille difficoltà che la vita ogni giorno ci presenta all’incasso. Ho cercato ogni volta aiuto nella lettura della bibbia che ritengo, da buon cristiano, il libro fondamentale per noi che ci autodefiniamo popoli occidentali. Altre popolazioni hanno altri testi fondamentali quali il corano per gli islamisti, i dettami di budda, siva e visnù per l’area indo-pacifica e il grande spirito per i nativi americani. Ad oggi nessuna di queste dottrine ha preso il sopravvento sulle altre e, quindi, mi sembra possibile affermare che hanno tutte uguale dignità e, dal rispettivo punto di vista, sono tutte abilitate ad affermare che tutti gli altri sono infedeli. Anche gli odierni seguaci del califfato iracheno , secondo loro, possono tagliare le teste di quelli che loro ritengono infedeli senza che nel resto del mondo si muova un muscolo. Da questa premessa deriva una constatazione molto semplice che fu teorizzata dal filosofo Hobbes con l’aforisma “ homo omini lupus”, cioè l’uomo se segue il suo istinto naturale si comporta come una bestia feroce con i suoi simili. Fin dalla prima formazioni di comunità di esseri umani si sopperì a
Tale caratteristica negativa con la creazione di regole di comportamento e di organismi che ne assicurassero l’osservanza. Oggi ci troviamo di fronte a una realtà nuova che oltrepassa i limiti della convivenza entro i confini di una città, di una nazione e di un continente:il web, dove tutti si sentono autorizzati ad esprimere le proprie opinioni e a manifestare i propri istinti, anche i più animaleschi perché sentono che nessuno glielo vieta. Tornando alla bibbia mi viene in mente l’episodio degli ebrei che,. approfittando dall’assenza di Mosè, loro riconosciuta guida, si diedero all’adorazione del vitello d’oro. Su facebok se ne leggono di tutti colori e ciò che salta immediatamente all’occhio è l’assoluta mancanza di ogni tipo di controllo preventivo su quello che si mette in rete. Se ne vedono di tutti colori: dal delinquente riconosciuto con una regolare sentenza che convoca addirittura i poliziotti al supporter politico che presenta alla platea di quelli che seguono il network un personaggio che raggiunge un numero di suffragi ridicolo come l’unico a cui dare la guida politica del paese e lo fa con una ripetizione ossessiva di slogan e una maniacale ossessione di ritenersi dalla parte giusta senza avere mai un’incertezza o un piccolo dubbio di sbagliarsi. Quando ci si permette di osservare che questi/e supporter sembrano tutti/e innamorate
di una persona comune,come tante altro, che non merita tanto accanimento ti rispondono offese che sono persone oneste ,sposate e fedeli ai loro mariti..A quale punto di rimbambimento siamo arrivati credo lo capiscano tutti, se lo vogliono: Concludo con l’auspicio che si arrivi se non ad una censura vera e propria ad un qualche tipo di controllo di ciò che si mette in rete.. Quello che posso fare personalmente è di non mettere più le mie osservazioni e le mie idee in rete perché gli attuali fruitori non le meritano e, soprattutto, non le capiscono.
Fulvio Maiello
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