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226) Alessandro Buscemi  Maschio
alessandrobuscemi68@gmail.com
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Avola
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Sabato, 13 Settembre 2014 21:15 Host: host21-196-dynamic.233-95-r.retail.telecomitalia.it Scrivi un commento Invia una E-mail

Avola, lì 13 Settembre 2014

OGGETTO: Campi da bocce inutilizzabili


SIGNOR SINDACO
di AVOLA (SR)


Il sottoscritto Alessandro Buscemi, nato a Noto (Sr) il 02/10/1968, residente in Avola (Sr), Cortile Avveduto, 30,

PREMESSO CHE il Signor Sindaco, sin da quando si è insediato alla guida del comune di Avola, ha ribadito a tutta la Cittadinanza l’invito a una collaborazione con l’Amministrazione comunale, già rivolto chiaramente e ripetutamente ai cittadini avolesi nel corso della Sua campagna elettorale;

PREMESSO CHE all’interno del Parco delle Rimembranze, i due campi da bocce sono inutilizzabili, in quanto sprovvisti dalla necessaria sabbia;

PREMESSO CHE l’unico campo da bocce presente al parco giochi sito in via Pier Santi Mattarella è inutilizzabile, in quanto povero di sabbia e invaso dalla spazzatura, lasciata da chi dà poca importanza a un giusto senso civico, utile a dare dignità al paese di Avola, e a garantire un gratuito diversivo a bambini e adulti interessati soltanto a trascorrere una parte del loro tempo libero serenamente in un parco con amici e parenti;

PREMESSO CHE sarebbe cosa opportuna porre fine o comunque ridurre la deplorevole azione vandalica di coloro che non apprezzano i servizi presenti nel proprio paese e, addirittura, mettono in atto azioni delinquenziali e sprezzanti della Cosa Pubblica;

PROPONE

1. di rendere fruibile i tre campi da bocce sopracitati;
2. di provvedere affinché i parchi vengano maggiormente vigilati dalle Forze dell’Ordine;
3. l’installazione di più telecamere, posizionate in modo tale da non lasciare scoperte aree che potrebbero essere devastate dall’azione di persone stupide, ignoranti, drogate o in stato di ebbrezza.
Certo della sensibilità e onestà del Primo Cittadino, con la speranza di ricevere presto una risposta relativa alle mie proposte porgo
DISTINTI SALUTI



ALESSANDRO BUSCEMI
225) Alessandro Buscemi  Maschio
alessandrobuscemi68@gmail.com
Località:
Avola
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Sabato, 13 Settembre 2014 19:21 Host: host205-99-dynamic.52-79-r.retail.telecomitalia.it Scrivi un commento Invia una E-mail

LETTERA APERTA
AL SINDACO DI MODICA

Oggetto: Richiesta notizie in merito al busto bronzeo di Salvatore Quasimodo
realizzato dallo scultore Francesco Messina.

Egregio Signor Sindaco,
Da oltre un anno un gruppo di persone ha in corso con l'Amministrazione Comunale di Modica un fitto dialogo per appurare i motivi che, a tutt'oggi, hanno impedito la
esposizione e conseguente fruizione pubblica del busto bronzeo del celebrato Poeta Modicano Salvatore Quasimodo, realizzato ai primi anni novanta dall'artista Francesco Messina, su commissione del Comune di Modica, per un costo pare di oltre venti milioni di lire.
Inoltre, le stesse persone di cui i sottoscritti si sono fatti portavoce, hanno eccepito
l'esigenza che la bellissima iniziativa relativa alla stanza della poesia di Quasimodo,
per molto tempo arenata e che soltanto da poco è stata finalmente realizzata, sia fruita dal pubblico parzialmente, a causa di alcuni pannelli non funzionanti.
In merito alla prima questione, in particolare, appare singolare e per certi versi inquietante che da varie fonti dell'Amministrazione si sia affermato di non essere a conoscenza dell’esistenza dell’opera d’arte, ovvero di non sapere il luogo di conservazione da parte del Comune, e comunque di non avere il tempo per cercare la delibera utile a ripercorrere l’iter burocratico relativo al busto bronzeo, e poter fare luce sugli affidatari della stessa, e quindi risalire ai luoghi di conservazione.
I sottoscritti, non avendo finora avuto alcuna risposta, con la presente iniziativa pubblica
CHIEDONO
alla S.V. di volersi adoperare al fine di fare luce sulla mancata esposizione di una parte dei pannelli collocati nella stanza della poesia, nonché, in particolare, sul mistero relativo al luogo di conservazione del busto bronzeo del poeta Salvatore Quasimodo, un tempo esposto all’interno del Palazzo Pollara, nella stanza del Sindaco, e di cui si è persa completamente traccia.
Non sfuggirà infatti alla Sua sensibilità l'importanza di rassicurare l'opinione pubblica in merito alle dicerie, sempre più insistenti, della possibile sottrazione dell'importante manufatto, per la quale non risulterebbe stata neanche presentata alcuna denuncia all'autorità giudiziaria.
Fiduciosi pertanto nel suo autorevole intervento che ci auguriamo faccia definitivamente luce sulla delicata questione, anche per il doveroso rispetto che ritengono debba essere sempre manifestato nei confronti del grande Poeta Modicano, rimangono in attesa di ogni opportuna informazione in merito.

NICOLA BONO
ALESSANDRO BUSCEMI
224) Fulvio Maiello 
fulviomaiello@teletu.it
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Giovedì, 28 Agosto 2014 14:33 Host: 93-46-16-91.ip105.fastwebnet.it Scrivi un commento Invia una E-mail

Democrazia o dittatura

La differenza è netta, se ci si riferisce al significato letterale dei due termini. Governo del popolo nel primo caso e governo di una singola persona nel secondo. In ambedue i sistemi l’attuazione dei singoli provvedimenti per la gestione dei poteri di governo si realizza mediante il rispetto di regole o liberamente scelte oppure imposte. E’ fuori discussione che ognuno di noi, sano di mente, non può che scegliere la dcmocrazia.
Ma la realtà è un’altra se guardiamo alle diverse situazioni che la storia e l’esperienza ci mostrano. Allora vediamo che ci sono democrazie che assomigliano a dittature e dittature che sono democratiche perché volute dal popolo come l’attribuzione di tutti i poteri a Giulio Cesare votata dal Senato di Roma o il nazismo votato dal popolo tedesco, oppure ancora dall’attribuzione dei poteri dittatoriali a De Gaulle decretata dagli organi democratici della Francia. Una sola certezza salta fuori dai tre esempi sopracitati. In tutti i tre casi furono forme di governo eccezionali dovute alle gravi crisi che allora incombevano. Nel caso di Cesare il pericolo del sacco di Roma da parte dell’esercito cartaginese, nel caso del nazismo dalle clausole capestro imposte alla Germania dagli alleati dopo la prima guerra mondiale e,nel caso di De Gaulle, dalla necessità di ricostruire l’onore della Francia dopo la capitolazione e il governo Petain verso la fine della seconda guerra mondiale. In tutti questi tre casi la dittatura ebbe effetti positivi, a parte l’evidente pazzia di Hitler, che trasformò la ripresa economica della Germania in delirio di onnipotenza.
D’altra parte ci sono democrazie che più che potere del popolo sono la delega a gruppi di potere economico o a sette e consorterie più o meno dichiarate di governare la vita quotidiana di intere popolazioni statali. Chi è in grado, attualmente, di potere escludere che, almeno nel nostro caso, i destini degli italiani sono nelle mani di entità esterne quali finanziarie e concentrazioni economiche piuttosto che nelle mani degli organi liberamente eletti?
Fatte queste premesse caliamoci nella situazione politica attuale e vediamo subito che c’è un governo e un suo presidente eletto con oltre il 40% dei suffragi che non riesce a fare, o se lo fa è con una fatica indicibile, quello che dichiarò al momento di assumere il governo perché raggruppamenti politici minoritari pretendono ognuno di dettare l’agenda, proponendo per ogni
problema soluzioni contraddittorie e non praticamente realizzabili vuoi per carenza di risorse, vuoi per impedimenti di natura sociale,oppure limitandosi semplicemente a rigettare la proposta governativa senza nulla proporre in cambio. A tutti piacerebbe assicurare ad ogni cittadino un reddito sufficiente per vivere ma per attuare tale intendimento occorre aumentare di molto l’attuale pressione fiscale per quei pochi che riescono ancora a produrre ricchezza. Mi sembra di potere affermare quando ascolto qualcuno o leggo sui media che Renzi è un dittatore, è un uomo di destra travestito da sinistra, parla molto e fa poco e altre accuse similari o addirittura ingiurie gratuite che, a parte la considerazione che noi italiani siamo bravissimi a sostituirci ai giudici ed emettiamo continuamente sentenze
senza avere acquisito prove tanto non ci servono perché le nostre decisioni le prendiamo con lo stomaco perché la nostra testa latita, che o è completamente rincretinito o è in malafede. Anche il Padreterno troverebbe difficoltà e,come ci racconta il Vangelo, di fronte alla perdita di ogni valore del popolo palestinese nell’episodio di Sodoma e Gomorra sceglierebbe certamente il fuoco per purificare il suo popolo. A me sembra che il popolo italiano voglia e stia seguendo le orme di quegli antichi peccatori biblici.
223) Fulvio Maiello  Maschio
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Venerdì, 8 Agosto 2014 21:17 Host: net-188-153-83-34.cust.dsl.teletu.it Scrivi un commento Invia una E-mail

Manipolando le parole è possibile dimostrare tutto e il suo contrario. Riconosco che le paure di Pardi, nella sua recente lettera aperta agli elettori del PD su facebook ,sono reali e condivisibili ma faccio osservare che i tentativi di dare vita a una maggioranza diversa il PD li ha fatti. In primis con Grillo e abbiamo visto tutti come è finita, prima ci provò Bersani e poi anche Renzi. Se Renzi è convinto, come io credo, che se non si sblocca presto l'attuale blocco legislativo per cui le attuali corporazioni non vogliono che niente cambi mentre l'Europa e tutte le strutture politiche e finanziarie del mondo intero ci chiedono di cambiare,, la rovina del paese sarà irrimediabile, cosa altro gli restava da fare se non cercare l'appoggio di Berlusconi? Non poteva chiedere l'appoggio di SEL o di altri raggruppamenti politici da prefisso telefonico, che più piccoli sono e più alzano la posta jn cambio dei loro pochissimi voti. Renzi è stato buttato tra le braccia di Berlusconi da tutti i petulanti piccoli partiti che, a mio parere, sono la vera palla al piede del paese. Non abbiamo il diritto di sacrificare, come stiamo facendo, il futuro dei nostri figli per ideologici sogni e utopie visionarie che tutto il resto del mondo ha da tempo abbandonato. Quì o si prendono le armi e si fa una nuova resistenza combattendo nelle città e nelle piazze oppure si accetta il fatto che siamo incapaci di tracciare una via ai nostri figli e aspettiamo l'unto dal signore che scelga e decida per tutti: si chiami Berlusconi o Renzi o Pincopallino non fa nessuna differenza. Ringrazio di cuore chi, dopo aver letto queste righe, voglia farmi notare i miei possibili errori di valutazione e mi dimostri quali altre ragionevoli alternative aveva Renzi. Si può pensare in Italia ad un governo che tenga i conti in ordine, assicuri il livello attuale di welfare, segua le indicazioni dei sindacati e di confindustria, ascolti le richieste delle banche e della stampa, dia un tetto a tutti i cittadini assicurando loro, nel contempo, i mezzi necessari per vivere con le famiglie. Esiste una sola misera focaccia e se ognuno degli otre 60 milioni di italiani la vuole solo per sé e tira dalla sua parte mi sa tanto che finiremo tutti per morire di fame.
222) Fulvio Maiello  Maschio
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Sabato, 26 Luglio 2014 17:04 Host: net-188-153-87-186.cust.dsl.teletu.it Scrivi un commento Invia una E-mail

Lettera aperta al Presidente del Consiglio:
Caro Matteo,
non vorrei essere al tuo posto, per dichiarata incapacità di sopportazione di quello che tu stai invece stoicamente, e aggiungo io, brillantemente, sopportando. Fai bene a non accettare le continue provocazioni tendenti a farti perdere il controllo dei nervi e osserviamo tutti che i nervi fuori controllo ce l’hanno i tuoi avversari che sono arrivati alla frutta. Cosa significa se non questo il sit-in dinanzi al Quirinale di una settantina di parlamentari tra SEL e 5stelle o lo strappo della costituzione in aula da parte di un deficiente eletto tra i leghisti. Tieni duro che ce la fai.
Vorrei aiutarti ma non ho altri mezzi che non siano pensieri e riflessioni. Ma ci provo, tanto sei poi libero di fare ciò che ritieni più utile e giusto.
Ogni volta che fai una proposta si attiva subito un fuoco di sbarramento, insormontabile a causa della struttura costituzionale costruita in maniera che la maggioranza decisionale in Italia è nelle mani della minoranza e non, come avviene nel resto degli altri paesi, della maggioranza. Anche i nostri partner europei ci chiedono di fare riforme strutturali, e non perché ci amano, ma perché sanno che la rovina dell’Italia è anche la loro rovina. Non perdere tempo a convincere della gravità della situazione i cittadini di questo paese perché hanno tutti l’elettroencefalogramma piatto dopo un ventennio di cura Berlusconi. Sai cosa farei io al tuo posto? Inviterei gli attuali vertici sindacali a preparare un piano, in 4 o 5 punti al massimo, che risolva il problema del lavoro e della disoccupazione, prendendo pubblicamente l’impegno, una volta accertata la sua concreta fattibilità oltre che il rispetto delle norme del quadro complessivo del paese, di presentarlo in discussione alla prima riunione del consiglio dei ministri. Anche ai leghisti offrirei la possibilità di presentare un piano di riassetto della struttura dello stato con la dichiarazione esplicita di quello che a loro andrebbe bene. Se vogliono uno stato padano e con quali confini o uno stato nazionale, se con gli immigrati vogliono seguire i dettami della nostra religione cattolica oppure vogliono stringere i freni , fino a quale punto e utilizzando quali mezzi..Per le tasse come si può diminuirle senza cancellare lo stato sociale in questo momento di profonda crisi produttiva. Confido che la Camusso e gli altri leader sindacali, non essendo in grado di fare miracoli, non accetterebbero l’invito e troverebbero qualche scusa ma, almeno, la finirebbero di pretendere dal governo quello che sanno benissimo essere impossibile ottenere. I leghisti, messi anche loro alle strette, non proporrebbero nulla di realizzabile e si troverebbero ad essere sbeffeggiati per le strade dai loro stessi compaesani padani. Ai 5 stelle non proporrei nulla perché. non credo che sarebbe possibile ottenere una qualsiasi risposta e poi sono lì solo temporaneamente ad occupare i seggi parlamentari perché dubito assai che in nuove elezioni, con una legge non dico perfetta ma appena decente, riuscirebbero a conquistare i seggi attuali. Nel caso, molto improbabile che arrivasse una qualche proposta, il governo dovrebbe garantire una discussione in seno al consiglio dei ministri dopodiché occorrerebbe dare la più ampia pubblicità su tutti mezzi di informazione . Prima che mi sia fatta da altri mi faccio da me una osservazione. Ma queste indicazioni non sono quei compiti che le camere devono normalmente adempiere. Sì, è vero, ma quando per ogni provvedimento che non piace alle minoranze vengono presentati migliaia di emendamenti cosa altro resta da fare. Gli attuali parlamentari hanno paura solo delle manette e anche quelle sono un deterrente ormai inefficace visto come si trova ridotto il nostro codice penale.
Con i migliori e vibranti auguri
221) Fulvio Maiello  Maschio
fulviomaiello@teletu.it
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Venerdì, 25 Luglio 2014 01:35 Host: net-188-153-84-234.cust.dsl.teletu.it Scrivi un commento Invia una E-mail

Quando si ha la febbre bisogna assumere la pillola amara
Presso gli antichi romani il concetto di dittatura era completamente diverso da quello odierno. Si trattava di una magistratura straordinaria democratica conferita ad una persona di chiara fama per un tempo limitato che, dotata di tutti poteri, doveva provvedere a risolvere delle questioni importanti per la vita della repubblica e superare i periodi di crisi politica. Agli odierni oppositori di Renzi vorrei chiedere: E’ vero o no che oggi la nostra democrazia presenta dei grossi problemi per la gestione dell’economia, dello stato sociale e dei rapporti internazionali? E’ vero o no che nell’attuale sistema politico domina una profondissima crisi di rappresentatività che non permette l’assunzione di nessun provvedimento legislativo ? Se la risposta è sì, come credo sia pacifico per tutti, allora io propongo di conferire a Renzi la carica di dittatore per un anno e finirla di continuare a volere risolvere i problemi del paese con iniziative diverse e numerose quanti sono i cortili d’Italia. Con questo istituto, che non ha niente a che vedere con il fascismo, i romani scamparono diverse volte, nella loro storia millenaria, alle invasioni nemiche. Se quando Annibale si presentò con il suo esercito alle sue mura il senato romano del tempo avesse dovuto discutere prima con gruppi politici come l’attuale SEL, Fratelli dìItalia., Lega padana e Azione civile oggi, forse, saremmo una colonia dei nordafricani. Basta discutere di Senato si o no, elettivo o meno, di riforma del titolo V. E’ questa l’unica cosa che oggi possiamo fare: Perchè Renzi e non Berlusconi? Perché Renzi è ancora giovane, ha dimostrato di avere buone doti di amministratore pubblico ed ha l’appoggio di una buona fetta di elettori, che lo hanno indicato ieri, non vent’anni fa. Sono comunque aperto ad altre designazioni che non siano fatte solo per accendere discussioni e con lo scopo di non designare nessuno. Solo con una pronta accettazione da parte di tutto lo schieramento politico di questa proposta, ieri e non domani, potremo avere qualche speranza di uscire dalla crisi e riguadagnare il posto che ci spetta nel consesso delle nazioni. L’alternativa credo che sia il cadavere di Berlusconi imbullonato sulla poltrona del governo come il Cid Campeador, che dovrebbe colloquiare, non con i Mori, ma con la Merkel , Holland e gli altri leader europei..
220) fulvio maiello  Maschio
fulviomaiello@teletu.it
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Lunedì, 21 Luglio 2014 12:52 Host: net-188-153-68-192.cust.dsl.teletu.it Scrivi un commento Invia una E-mail

La signora Camusso dice che Renzi non ha fatto niente per porre un freno alla dilagante disoccupazione. Sono d’accordo ma debbo fare un’osservazione. Renzi cosa poteva fare?
Secondo me esistevano solo due possibilità : assumere alle poste qualche milione di disoccupati, possibilità solo teorica e non realizzabile in pratica, oppure adottare dei provvedimenti legislativi in grado di accelerare la ripresa, unica possibilità per la creazione di nuovi posti di lavoro. E’ chiaro che occorre esaminare solo la seconda ipotesi. Allora Renzi, che è un uomo di sinistra, pensa ad alcuni provvedimenti che secondo lui sono necessari per raggiungere lo scopo. Li presenta per la valutazione di chi deve approvarli ma riceve solo un flebile incoraggiamento della sua maggioranza. Da tutte le parti dello schieramento politico, dai sindacati e dalla sua stessa maggioranza si levano osservazioni, distinguo e lamentele. Renzi, ma neanche il Padreterno potrebbe, non è in grado di dire o fare qualcosa che sia approvata da tutti. Non è un dittatore, malgrado faccia comodo a molti che non hanno niente da dire, di etichettarlo tale e allora cosa dovrebbe fare ? La cosa migliore sarebbe mandare tutti a casa e andare alle elezioni ma non è utile al paese se prima non si provvede a normalizzare il sistema elettorale. E’ vero che ha il 40,8% dei suffragi, ma del 50% dei votanti che fa il 20% degli italiani all’incirca. Con queste cifre è difficile, anche se lo volesse, pensare a soluzioni autoritarie e allora?
Deve riuscire a mettere assieme i consensi non solo dei partiti più grossi, Forza Italia e Grillini ma anche l’universo dei partiti più piccoli anche di quelli che alle spalle hanno solo i voti dei parenti e familiari dei loro capi. Basta una sola di queste formiche per porre paletti e bloccare qualunque proposta. Una caratteristica che mi sembra opportuno rilevare è che la passione quasi religiosa con il supporto di una fede che non ammette dubbi si trova sempre nei piccoli partiti. Nei piccolissimi diventa addirittura intolleranza. E’ vero che siamo sotto invasione di torme di arabi e asiatici ma ancora non hanno conquistato il paese e non ci troviamo in Iran o Iraq: In Italia non dettano ancora legge gli ayatollah. Fa bene Renzi a volere raggiungere il risultato che si è prefisso con l’aiuto anche del diavolo. Berlusconi non piace neanche a me perché rappresenta l’altra metà del cielo, la parte oscura dell’attività umana, il modello di società contrapposto a quello che vorrei. Lo stato sociale che tutti assiste non solamente gli abbienti e non la globalizzazione che riconosce dignità solo ai ricchi e ai potenti. Ma quale altro partito è disponibile se non in cambio di veri e propri diktat? Sembra in queste ultime ore che si profili qualche possibilità tra i 5stelle. Ma abituati come siamo agli eccessi rabbiosi di Grillo mi sembra più che ragionevole la prudenza. Si à sempre saputo che la rabbia è estremamente contagiosa e si trasmette con la saliva, abbondantemente sparsa dal comico genovese sulle piazze d’Italia insieme alle sue invettive. L’alternativa sarebbe quella di salutarci tutti e tornarsene nella sua Toscana lasciandoci nelle mani della banda di trafficanti, questi sì certificati tali dalle passate esperienze e dei profittatori senza scrupoli che per decenni hanno scarnificato anche le ossa della mia povera Italia. Non vedo quali miracoli potrebbe realizzare Vendola, Pannella, Ingroia e altri politici della simile dimensione politica se avessero loro la guida politica del paese. Vendola certamente si occuperebbe di temi ideologici piuttosto che di economia, Pannella proporrebbe solo referendum visto che non sa fare altro e Ingroia si occuperebbe di giustizia perché suppongo sia ferrato sull’argomento e non basta l’onestà, che volentieri gli riconosco, per risolvere i nostri annosi problemi. Ci vuole alla base di tutto il consenso che è il solo cemento di ogni democrazia. Senza consenso si può solo abbaiare alla luna. Mi sono spiegato, cari concittadini?
Non posso fare granché, tuttavia Vi invito a valutare, possibilmente senza pregiudizio, quanto sopra argomentato e prima di esprimere un giudizio o schierarvi da una parte o dall’altra fateci sopra una bella dormita e prendete le vostre decisioni al risveglio, con il sorgere del sole, il più grande ed efficace disinfettante che si conosca. .
Fulvio Maiello
219) Fulvio Maiello  Maschio
fulviomaiello@teletu.itj
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Mercoledì, 16 Luglio 2014 17:12 Host: net-188-153-73-75.cust.dsl.teletu.it Scrivi un commento Invia una E-mail

Sono costretto ad avanzare una proposta che farà sorridere tanti, forse indispettire molti, e sicuramente lasciare indifferente la maggioranza. Propongo di mandare sui banchi di scuola tutti i cittadini italiani dai 15 ai 90 anni, nessuno escluso per ripassare la storia del nostro paese dal 45 a.c. alle idi di marzo del 44 a.c. Nella Roma repubblicana del tempo è appena terminata la guerra civile con la sconfitta di Pompeo e a Cesare il Senato romano attribuisce il titolo di dittatore perché si riteneva che non fosse possibile riparare i danni della guerra con i normali procedimenti della legislazione repubblicana. Giulio Cesare si mise all’opera e in pochi mesi estese la cittadinanza romana alla Gallia Cisalpina e aumentò a 900 il numero dei senatori per inserire uomini a lui fedeli. Progressivamente il senato romano perdette la sua autonomia a vantaggio delle assemblee popolari. In gran parte le magistrature e le alte cariche dello Stato furono occupate da suoi sostenitori. La politica accentratrice trasformò Giulio Cesare in una sorta di sovrano assoluto al quale mancava soltanto il carattere divino delle monarchie ellenistiche. Pur restando in un contesto repubblicano, Giulio Cesare aveva il potere di nominare o radiare senatori, di organizzare e comandare l'esercito romano, di nominare magistrati, ecc. Il compito del senato romano era limitato a una mera funzione consultiva. L'accentramento dei poteri gli procurò numerosi nemici tra la nobiltà senatoria romana e anche nella stessa classe equestre, molti cavalieri erano danneggiati dalla sua decisione di sottrarre la riscossione dei tributi nelle province romane agli appaltatori per affidarla al governatore. Il crescente malcontento dei nobili e dei cavalieri per la perdita delle posizioni di prestigio e degli interessi economici acquisiti alimentò le congiure nei suoi confronti. Paradossalmente, la congiura contro Giulio Cesare nacque proprio negli ambienti a lui più vicini. Nel 44 a.C. nominò pretori Marco Giunio Bruto e Gaio Cassio Longino. E' soprattutto Cassio, scontento per la mancata assegnazione al consolato, a organizzare la congiura anti-cesariana trovando l'appoggio dei nobili, della vecchia classe senatoria e degli ex-pompeiani. La congiura si completò il 15 marzo del 44 a.C. ( Idi di marzo ) con l'assassinio di Giulio Cesare durante una seduta del senato romano.Se vogliamo evitare che la storia si ripeta con Matteo Renzi dobbiamo convincerci che non è possibile continuare all’infinito ad avanzare migliaia di emendamenti ad ogni ad ogni sua proposta specie da parte delle minoranze più piccole e insignificanti,che sembrano animate più che da convinzioni politiche dal fuoco di convinzioni religiose che rasentano il fanatismo. I nostri ayatollah da cui vorrei che tutti prendessimo le distanze li identifico nei vari Mineo e Chiti, Vendola e Minzolini e tantissimi altri di cui non credo che ci sia bisogno di indicare il nome che tutti possono facilmente identificare dai loro comportamenti. Se vogliamo avere qualche possibilità di superare le attuali difficoltà dobbiamo dare più fiducia a Renzi anche per non avere in futuro il rimorso di avere facilitato la sua eliminazione, spero solo politica, e non fisica, come accadde a Giulio Cesare.
218) fulvlo maiello  Maschio
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Domenica, 15 Giugno 2014 13:43 Host: net-188-153-85-164.cust.dsl.teletu.it Scrivi un commento Invia una E-mail

Anche in Italia ci sono gli ayatollah

Da noi, specialmente tra quelli che sono più sensibili ai bisogni e ai problemi dei ceti più deboli, si è sviluppata una sindrome curiosa e particolare che non si riscontra nei movimenti reazionari e populisti presenti anche negli altri paesi. Per rappresentarla in una parola io la chiamerei bertinottite. Vi ricordate quando Bertinotti, in ossequio alla sua fede religiosa di comunista verace, usò i suoi quattro voti per togliere la fiducia al governo Prodi e consegnò il governo alla destra più insulsa e malefica che si ricordi nella nostra storia?
Quando la fede politica è ossessione religiosa diventa una mania irrazionale ed è uguale in tutte le situazioni politiche e non. Che differenza c’è tra che arringa le folle in nome di Allah chiamando i fedeli alle armi e chi, scordandosi la propria pochezza, sale sul pulpito e testardamente afferma di essere il solo o uno dei pochissimi detentori della verità , che vuole ad ogni costo affermarla anche a costo di andare contro il pensare dei più. Mi ricorda la storiella di quel marito che, per fare dispetto alla moglie, si tagliò gli attributi. Ma si può ancora accettare tale tipo di ricatto? Il senatore Mineo che rappresenta solo una decina di parlamentari ha inteso affermare con il suo voto che milioni di cittadini, il 40% dei quali si è espresso con il voto europeo, non capiscono niente e valgono meno del suo singolo voto. Questa non è passione politica, né lungimiranza senile ,ma soltanto pervicace supponenza e bene ha fatto Renzi a circoscrivere la faccenda ad un semplice sfogo di un figlio discolo che la madre-partito sempre perdona. Ma qui non si tratta solo di un figlio capriccioso perché Mineo sta pensando al domani e , a mio parere, sta cercando di catturare la benevolenza di quella che è l’altra metà del paese , quella che sta alla finestra e non vota né s’impegna in attesa di scendere in pista quando l’ecatombe dei rissosi attuali contendenti si sarà completata. E’ una maniera anche questa di pensare al proprio futuro politico che non è la stessa cosa del futuro del proprio paese. Al senatore Mineo, che, per altri versi, quando non lo assale l’attacco acuto di bertinottite, è un piacevole ed educato conversatore, consiglio di trasferirsi in un paese arabo dove i suoi ragionamenti saranno di certo più apprezzati.
217) Fulvio Maiello  Maschio
fulviomaiello@teletu.it
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Venerdì, 6 Giugno 2014 16:43 Host: net-188-153-79-169.cust.dsl.teletu.it Scrivi un commento Invia una E-mail

Tra le tante cose curiose che,ogni giorno, attirano la mia attenzione , ce n’è una che vorrei capire più a fondo e si tratta delle comparsate dei politici sugli schermi della tv.
Ogni partito ha i suoi addetti tv ma Forza Italia batte tutti. Il suo padrone che tra le altre sue proprietà dichiarate e forse altre che sono ignote ai più,, possiede anche tre canali televisivi, ha una indiscussa capacità nello scegliere i personaggi più telegenici e televisivamente indicati per parlare di tutto e di più. Ecco perché, a mio parere, quando mo sintonizzo sui programmi mattutini della emittente La 7, mi trovo le facce di Gasparri, della Santanchè , di Galan o della Mussolini che parlano per conto di Forza Italia o meglio dell’ex cavaliere ed ex senatore. Gli altri partiti ogni tanto cambiano le facce ma Forza Italia no e mi sembra di vedere 3 antichi schiavi romani legati al loro remo su una trireme imperiale. Provo a trovare da solo una spiegazione credibile e se qualcuno più intelligente e colto di quanto possa essere io trova una spiegazione più convincente e sicura è pregato di farcela conoscere.
Gasparri non è proprio un Adone ma, se non parla, è simpatico. Inoltre parla sempre sull’interlocutore e non perde mai il filo del discorso. Come si vede alcune cose nella vita quotidiana sono indice di maleducazione, come interrompere chi sta parlando, ma nelle tv fanno parte del bagaglio professionale di chi vuo0le bucare lo schermo.
La Santanchè merita una considerazione più attenta. Viene da un trascorso politico ambiguo e nebuloso ma è chiaro che ha trovato in Berlusconi, più che in Forza Italia, il suo riferimento. Da moderna amazzone, con arco e frecce, sta a guardia e difesa del suo mentore e non demorde neanche di fronte all’evidenza. Ammirevole ma inutile il suo impegno e mi auguro che qualcuno l’avvisi che il suo padrone non esiste più, almeno politicamente. Berlusconi ormai pensa solo ai cagnolini. L’unica sua qualità che l’fatta scegliere è quella di essere una donna matura e piacente che si dichiara imprenditrice anche se nessuno conosce il suo ramo d’impresa e il numero dei suoi dipendenti. Televisivamente è guardabile per la sua carica sensuale e attira l’attenzione specialmente degli uomini.
Malan è un biondino con l’aria del bravo ragazzo che parla in modo discorsivo anche se qualche volta senza contenuti. Sorride sempre in maniera educata e, secondo me, è stato ingaggiato con l’intento di catturare la simpatia delle nonne italiane.
In ultimo solo un accenno alla Mussolini che viene presentata solo per il suo colore di napoletana verace. Come si vede è stata pianificata l’attenzione a tutte le parti d’Italia: Gasparri per il Centro, la Santanchè per il Centro Nord, Galan per il Nord-est e la Mussolini per il Sud. Berlusconi non pensa mai ai poveri italiani e risulta chiaro come egli si preoccupi solo dei suoi interessi. La mia domanda finale, ammesso che si accettino come possibili e realistiche queste riflessioni, è la seguente: perché i responsabili dei palinsesti tv, o i proprietari delle emittenti si prestano a questi giochetti? Nel parlamento italiano siedono circa 900 uomini e donne che possono parlare dei fatti della politica, come mai si presentano solo i soliti e sempre quelli?
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Lunedì, 2 Giugno 2014 16:15 Host: net-188-153-86-229.cust.dsl.teletu.it Scrivi un commento Invia una E-mail

Matteo Renzi al Festivak dell’Economia

Domenica 1° giugno 2014. Mi sveglio alle 6,30 e dalla finestra della mia camera da letto, vedo subito che si annuncia una bella giornata. Il cielo è azzurro e il verde dei filari di viti che si arrampicano sul versante orientale del monte Bondone riluce come smeraldo. Oggi arriva a Trento Matteo Renzi e debbo andare a sentire quello che dice. Dopo una veloce doccia e il caffè mattutino sono pronto. Alle nove prendo l’autobus urbano e alle 9,30 sono dinnanzi all’ingresso del Centro culturale intitolato a Santa Chiara. Si tratta del vecchio ospedale di Trento, dove è nata nel 1968 la mia secondogenita , trasformato in una struttura al servizio della cultura con un auditorium di circa 800 posti a sedere. Per inciso debbo prendere nota di come in questa città funzionino bene le regole civili: infatti all’esterno della struttura c’è già un assembramento di due/trecento persone ma, dopo un paio di minuti arriva una graziosa ragazza che distribuisce ad ognuno un cartellino con l’indicazione della fila e del numero della poltroncina all’interno dell’auditorium, La coda è lunghissima e si fa un passo alla volta ma senza ingorghi perché il tracciato è transennato e consente il transito di massimo due persone alla volta. Dopo circa un’ora e mezzo dal mio arrivo sono finalmente seduto al mio posto e mi guardo intorno. La platea, molto colorata, presenta molti giovani, uomini e donne, ma anche persone di tutte le età e credo rappresenti molto bene la nostra società. Sul palcoscenico stanno due grosse poltrone vuote e un basso tavolino. Tra il palcoscenico e la prima fila delle poltrone c’è un spazio di tre/quattro metri interamente occupato da fotografi, cameramen televisivi e un paio di carabinieri in divisa. Quando arriva l’ingegner Marchionne e prende posto al centro della prime fila si verifica un fatto inaspettato: alcune persone, già sedute sulle poltrone si alzano e si affollano tutte assieme nello spazio prima descritto e vanno ad omaggiare Marchionne che non ricordo bene quante volte si è alzato in piedi per farsi fotografare con donne molto eleganti e uomini impomatati, tutti smodatamente sorridenti..E’ una nota stonata che mi disturba non poco, se la paragono alla compostezza e serietà degli altri 800 spettatori. Nella folla che assedia Marchionne ci sono tutti, molti non so chi siano, ma alcuni li riconosco, vedo Cipolletta, il sindaco di Trento, il presidente del Consiglio Provinciale e il direttore del quotidiano locale l’Adige., gli altri penso siano rappresentanti dell’industria e dell’economia locale oltre a parecchi giornalisti..
Qualche minuto prima delle 11 arrivano sul palco da un ingresso laterale Matteo Renzi, in maniche di camicia, Enrico Mentana, senza cravatta e il Professore Tullio Boeri. Comincia Boeri con una serie molto lunga di domande per il Presidente del Consiglio, il quale mette le cose a posto e con sicura naturalezza assume subito la gestione del dibattito non mollandola più fino alla fine dell’incontro. Con una sequela pirotecnica di domande e risposte trascorre più di un ora passando in rassegna quasi tutti i temi attuali della politica..
Mi astengo dal fare l’elenco delle cose dette, dei problemi denunciati e delle soluzioni proposte perché chi segue la politica già li conosce per averli sentiti molte volte e mi limiterò., per chi non è proprio appassionato , a descrivere la mia personale impressione. Matteo Renzi è certamente un bravo attore che domina la scena, con le sue smorfie i sorrisi e le battute. Quando ascolta guarda sempre in faccia l’interlocutore e quando risponde lo fa subito senza pause e contorcimenti verbali come siamo abituati con i vecchi politici che prima di aprire bocca fanno un mucchio di smorfie per indicare un intenso lavoro mentale che invece non esiste. La gente che ha assistito al dibattito lo ha immediatamente adottato fin dalle prime battute e sono convinto che ognuno delle 800 persone presenti si fida di lui e gli affiderebbe il proprio portafoglio perché lo ha riconosciuto come uno di loro. In fondo ci sta offrendo le sue forze e la sua intelligenza per costruire un’Italia migliore e più bella come ha detto lui in una delle sue risposte.
Alle 12,30 il dibattito finisce e mi avvio verso casa col cuore leggero e soddisfatto. Una punta di malinconia mi viene pensando a quel 50% di connazionali che non hanno votato e mi rendo conto che la strada da fare è ancora molto lunga e Renzi avrà parecchio da fare.

Fulvio Maiello
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Mercoledì, 28 Maggio 2014 22:41 Host: net-188-153-88-1.cust.dsl.teletu.it Scrivi un commento Invia una E-mail

Renzi e il PD hanno ottenuto una vittoria chiara e indiscutibile ma stiamo tutti attenti a non assumere toni trionfalistici che sarebbero fuori luogo e ingiustificati rispetto alla realtà. Ci sono quasi la metà di aventi diritto al voto che hanno preferito stare alla finestra senza esprimersi ma suppongo stiano sempre in agguato nell’ombra pronti a vanificare qualsiasi serio tentativo di riformare questo paese. A scuola, quando ancora la scuola aveva un significato e riscuoteva il rispetto delle persone, ci hanno insegnato che il voto è un diritto sociale conquistato con lunghe lotte e rivoluzioni cruente ma è anche un dovere di ogni cittadino.
Questa doppia connotazione di diritto/dovere comporta necessariamente una doppia regolazione sia per l’esercizio del voto che per l’astensione. Per l’esercizio esiste la tessera elettorale personale con degli uffici in ogni comune che assicurano che tutti i cittadini aventi titolo siano messi in grado di esercitare liberamente il loro diritto costituzionale, ma per l’astensione non c’è alcuna regola. Ognuno, quando arriva il momento, è libero di andare a votare oppure di andarsene al mare. Non mi sembra giusto e ritengo che la politica debba intervenire : Basterebbe una legge di un solo articolo che stabilisse una penalità di qualche tipo,penso ad una condanna ai sevizi sociali per un periodo da stabilire, per chi non si reca a votare senza un giustificato motivo, oppure, in caso di recidiva, la cancellazione definitiva dalle liste elettorali..
Questa è una richiesta che indirizzo a Matteo Renzi perché credo che sia già nei suoi pensieri, ma, a tutti quelli che la condividono, chiedo di esprimersi in merito con un mail o nella maniera che ognuno preferisce.
Mi piacerebbe che qualcuno, più giovane di me e che capisca qualcosa di informatica, condividendo quando vado scrivendo, aprisse un blog non solo per fare soldi come quello di Casaleggio, ma per chiamare a raccolta le persone per bene che sono ancora tante in questo paese e dare vita ad un movimento veramente civile. Pensate che bello sarebbe vedere tanti personaggi supponenti che snobbano le espressioni della democrazia popolare e guardano sempre tutti dall’alto in basso intenti ,con paletta e secchiello, a pulire le strade o i giardini pubblici .Certo escluderei dal novero dei servizi sociali l’assegnazione ad ospedali e case di cura che è meglio lasciare alle cure professionali dei loro addetti. La vicenda Berlusconi dovrebbe averci insegnato qualcosa. O no?
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