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Antonello Capodicasa
Storie di Noto Antica
tra XV e XVII secolo

2015, 8°, pp. 196
ill.
€ 10,00acquista

  copertina

Il viaggio a ritroso nella Noto pre-terremoto sul monte Alveria, che Antonello Capodicasa ci invita a fare in "Storie di Noto Antica tra XV e XVII secolo", si rivela un 'immersione intensiva nel cuore della società netina dell'epoca.

Personaggi, eventi fausti o infausti, modelli di vita, costumi e modi di essere di una organizzazione sociale ancora di fatto feudale pongono in evidenza una realtà umana sotto molti aspetti avvincente. Basti pensare a personalità del calibro di Carlo Giavanti, considerato il più grande filantropo netino di tutti i tempi, di Giovanni Cappello, medico, filosofo e matematico, del viceré Nicolò Speciale, di Matteo Carnilivari, sommo architetto, di Gaspare Butera, architetto e scultore, ecc., per comprendere come l'Autore proponga un approccio atto a focalizzare una civitas, quella dei nostri avi, complessa e ricca di fermenti culturali.

Sempre nel quadro di una critica contestualizzazione, il volume “Storie di Noto Antica tra XV e XVII secolo” può offrirci elementi utili a identificare il "genio" della nostra identità netina, allo scopo di imprimere ad essa, nell'oggi, un dinamismo costruttivo per progettare l’avvenire.

L'attenta lettura dell'opera non manca di riservarci notizie choc, quale la banalità del male insita nella pratica della schiavitù, allora ancora vigente. Il che si traduce in un colpo al cuore della nostra sensibilità, che aborrisce un simile affronto alla dignità della persona e ci dispone alla vigilanza, perché, sia pure sotto forme diverse, aberrazioni del genere potrebbero riprodursi ai nostri giorni.

Fa riflettere altresì come la società netina del '400, '500 e '600 fosse caratterizzata da una fortissima natalità ma anche da un eccesso di morti premature, da cui non sono esclusi gli strati sociali dominanti. Sorprende inoltre come, in un momento storico in cui il culto di San Corrado era in piena espansione, il nome proprio Corrado non venisse ancora utilizzato a livello di popolo, come accade invece, anche nella variante femminile, Corrada, ancor oggi.

Quel che rende gradevole la lettura è l'appassionata immedesimazione dell'Autore nelle storie che narra per salvare dall'oblìo notizie di sicuro interesse storico, concernenti sia chiese, palazzi, fortificazioni e opere d'arte, sia artisti, scienziati, letterati e gente comune.


 
 
 
   

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ISBN 978-88-6954

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