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Nel Val di Noto, nel corso del Cinquecento e del Seicento, dopo il grande fiorire degli insediamenti rupestri, si assiste ad una continuazione ed anche ad una ripresa del culto praticato nelle grotte. Per la spiegazione del fenomeno si possono indicare due componenti: una è di carattere naturale ed è connessa alle condizioni geofisiche del territorio: ne è testimonianza il fatto che l'"architettura ottenuta per via di levare" ha qui una lunga tradizione che affonda le sue radici nell'età preistorica ed ha manifestato vitalità fino a non molti decenni fa . Non è estranea, però, anche una seconda componente: il revival nello spirito controriformista: nonostante si tratti molto spesso di espressioni di devozione popolare - episodi minori, ma non per questo trascurabili - le tarde chiese rupestri si inseriscono anch'esse nel quadro del grande fervore della edilizia sacra dei secoli XVI e soprattutto XVII. |
A vederle adesso, sono per lo più ridotte a stalle, depositi agricoli o ricoveri per materiale edilizio. Ma un tempo, le chiese rupestri della Sicilia erano sparse per tutta l’isola. In totale ne sono state catalogate 141, mediante una paziente ricerca avviata nel 1968 e portata a termine di recente da Aldo Messina, docente di archeologia medievale all’università di Trieste. L’esito delle ultime indagini è condensato nel volume pubblicato dall’Istituto Siciliano di Studi Bizantini e Neoellenici, con cui giunge a compimento un inventario inaugurato a partire dal territorio siracusano nel 1979, ed allargato nel 1994 al Val di Noto. |
Una storia iniziata con “La Sicilia dei Moncada” e adesso oggetto di una monografia dedicata a Luigi Guglielmo, campione della grande aristocrazia siciliana che seppe giungere ai vertici della monarchia spagnola, tessere relazioni con i maggiori esponenti delle corti europee, proteggere i più importanti letterati e artisti del suo tempo. |
Una novità editoriale assoluta: per la prima volta raccolte in volume 1.200 fotografie sulla guerra in Sicilia dell’estate del 1943. Una pagina della storia dell’isola raccontata da Ezio Costanzo, in un prestigioso volume di 400 pagine, rilegato cartonato, di grande formato, che ospita anche un saggio introduttivo dell’autorevole storico Lucio Villari.
L’avanzata angloamericana in Sicilia, i bombardamenti, la popolazione civile, il dramma della guerra come non si era mai visto prima. Il libro racchiude anche numerose testimonianze di alcuni protagonisti, documenti, riproduzioni di giornali dell’epoca e la ricostruzione storica degli avvenimenti. Nel volume trovano spazio anche diverse fotografie della presenza dell’esercito tedesco nell’isola negli anni precedenti lo sbarco alleato. Il libro è frutto di un lungo lavoro di ricerca da parte dell’autore negli archivi militari di tutto il mondo, istituzioni e collezioni di privati cittadini. Il risultato: uno dei più importanti avvenimenti della seconda guerra mondiale, lo sbarco alleato in Sicilia del 1943, riproposto per immagini nella sua drammatica realtà, fatta di distruzione, morte e sofferenza. |
(...)Sulla presenza arabo-berbera in Sicilia, nei due secoli della dominazione, esiste un discreto numero di fonti scritte. La vita concreta, nelle città come nelle campagne, rimane però confinata, in buona misura, sul terreno delle ipotesi. Al riguardo, due documenti, seppure brevi, spiccano comunque su tutti, per quanto riescono a testimoniare di concreto. II primo è costituito da una epistola che un monaco greco-siciliano, Teodosio, scrisse nelI'878 da Palermo, dove era stato condotto prigioniero dopo la caduta di Siracusa, in epoca aghlabide. L'altro è la cronaca di un mercante di Bagdad, Ibn Hawqal, che, conosciuta la Sicilia nel 973, nell'ambito di un viaggio trentennale per le regioni dell'Islam, da cui trasse il Libro delle vie e dei reami, descrisse la città di Palermo nel vivo della sua quotidianità. Il cristiano Teodosio, dal luogo di prigionia della capitale, dava conto, fra l'altro, dell'ecatombe siracusana che aveva vissuto di persona, scorrendo in una minuta rassegna i giorni della caduta: le sofferenze della popolazione, le uccisioni, la devastazione della città. Diversamente, il viaggiatore di Bagdad, quasi un secolo dopo, puntava la sua attenzione solo su Palermo. Assumendo altresì un atteggiamento che era forse comune nell'Islam orientale, non risparmiava critiche, anche severe, ai musulmani che vi vivevano, trovandoli, a conti fatti, poco inclini alla religione del Profeta. In sostanza, per ragioni del tutto differenti, giacché muovevano da prospettive opposte, i due osservatori non recavano una buona disposizione. Eppure, entrambi descrissero la nuova capitale di Sicilia con toni meravigliati, rimarcandone l'ampiezza, la grandiosità degli edifici, la popolosità. Ovviamente, proprio la distanza l'uno dall'altro, a fronte della rappresentazione convergente, finisce per convalidare la loro attendibilità. Carlo Ruta |
Il trogloditismo è una tecnica edilizia resa possibile da condizioni geologiche, climatiche ed ambientali. Risponde ad esigenze difensive, utilitarie e cultuali e con queste funzioni ha trovato una larga applicazione nella Sicilia medievale, soprattutto nella cuspide sud-orientale dell'isola, nelle profonde "cave" naturali degli Iblei, dove una storia millenaria di escavazioni artificiali si snoda nelle pareti precipiti e nel sottosuolo, affastellando edifici lontani nel tempo, rimodellandoli incessantemente e modificandone la funzione.
Si deve al grande archeologo roveretano Paolo Orsi la scoperta di questo trogloditismo ibleo e la sua collocazione cronologica nei secoli dell'alto medioevo. Sulle orme di Orsi si è poi mosso Giuseppe Agnello, con uno specifico interesse per gli edifici di culto cristiani scavati nella roccia e per il loro repertorio di immagini sacre. Nel 1968 Aldo Messina ha iniziato il censimento delle chiese rupestri siciliane e della pittura murale, edito in tre volumi dall'Istituto Siciliano di Studi Bizantini e Neoellenici "Bruno Lavagnini" di Palermo, ampliando la ricerca ai problemi dell'insediamento civile nel quadro del trogloditismo del Mediterraneo. ALDO MESSINA è nato a Torino nel 1941. Laureato presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Catania, dal 1971 è stato Assistente Ordinario alla Cattedra di Topografia Antica della stessa Facoltà. Dal 1978 è stato titolare dell'insegnamento di Archeologia Medievale presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Trieste. |
Un'opera unica, originale, completa efficace e convincente sulla letteratura siciliana contemporanea realIzzata da Carmelo Aliberti, in anni di certosino lavoro critico, meritoria per la preziosa analisi critica, per i profili di scrittori e poeti. setacciati dallo studioso siciliano con un'adeguata metodologia. Un'opera essenziale per addetti ai lavori, appassionati, lettori e studenti delle varie scuole e delle Università...
Giorgio Bárberi Squarotti
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Opera che contribuirà a far conoscere ed apprezzare maggiormente la cattedrale di Catania soprattutto dopo i lavori di restauro destinati a riportare in luce alcuni tratti dell'originario edificio medievale. |
Ideale prosecuzione de "La Valle del Barocco", questo volume mira al rilancio culturale della Sicilia sud-orientale e si pone come "mezzo di riconciliazione" tra due culture per lungo tempo in contrasto: il Classicismo e il Barocco.
Il viaggio diventa così processo di comprensione culturale svolgendosi - sottolinea Marcello Fagiolo nell'introduzione - nel tempo oltre che nello spazio, e si muta in itinerario della memoria tra storia, natura e architettura. |
Ristampare la monografia storica su Canicattini del can. Sebastiano Ajello, a cento anni dalla prima edizione, vuole essere un atto di omaggio all'uomo che, oltre all'impegno pastorale, trovò il tempo per dedicarsi agli studi letterari e storici dove diede splendida prova delle sue eccellenti qualità intellettuali. Considerevole fu il numero dei suoi scritti, apprezzati dai contemporanei; da essi emerge netta la sua figura di fine letterato e di moralista di grande dottrina.
Come è noto la monografia su Canicattini, che faceva parte del "Dizionario illustrato dei comuni siciliani" del Nicotra, era irreperibile, seppure tanto richiesta. Grazie quindi all'impegno dell'Associazione "Amici della Voce di Canicattini", che ne ha curato la presente edizione, viene opportunamente ristampata e migliorata nella veste tipografica. |
Questo libro nasce dal bisogno di recuperare un passato recente fatto di usi semplici e di costumi elementari, di manifestazioni folkloristiche e di sagre paesane, al fine di salvaguardare un patrimonio di valori nel quale ci riconosciamo e del quale andiamo fieri. Ripercorrere le origini storiche di Rosolini ed i cambiamenti in essa verificatisi nel corso degli anni fino all'attuale fisionomia vuol dire per noi non solo mostrare il nostro filiale attaccamento al paese natìo, ma anche ritrovare nei brandelli che andiamo via via fraccogliendo le nostre radici, la nostra più intima essenza, la ragione ultima delle motivazioni che determinano le nostre azioni.
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Ciò che a noi appare osceno è nelle società arcaiche un momento essenziale del sacro. La sua ritualizzazione ha lo scopo di promuovere la rigenerazione della natura e della società. In questo senso quindi gli indovinelli osceni assolvono a una funzione identica a quella dell'enigma. Esibendo l'eros affermano l'ordine della vita sul disordine della morte. (Antonino Buttitta) Sebastiano Burgaretta è nato nel 1946 ad Avola, nel cui Liceo Classico ha, per decenni, insegnato materie letterarie. Studioso di tradizioni popolari, ha collaborato con Antonino Uccello e, come cultore della materia, con la cattedra di Storia delle Tradizioni Popolari dell'Università degli Studi di Catania. Ha curato numerose mostre di argomento etnoantropologico in collaborazione col Museo delle Genti dell'Etna, con la Villa-museo di Nunzio Bruno, con la Casa-museo "A. Uccello", col Museo teatrale alla Scala di Milano. Poeta e saggista, spazia, con i suoi interessi culturali, in campo etnoantropologico, letterario, artistico, religioso. Ha pubblicato centinaia di saggi e articoli su quotidiani, riviste e raccolte varie. Tra i suoi volumi di argomento etnoantropologico vanno segnalati: Api e miele in Sicilia (1982), I "nudi" di San Sebastiano ad Avola e Melilli (1983), Avola festaiola (1988), Mattia Di Martino nelle lettere inedite al Pitrè (1992), L'opera dell'uomo a Cava Grande del Cassibile (1992), Festa (1996), Sapienza del fare (1996), Retablo siciliano (1997), Cultura materiale e tradizioni popolari nel Siracusano (2002), Sicilia intima (2007), La memoria e la parola (2008). |
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Questo breve lavoro nasce dall'incontro tra due scrittrici del nostro tempo: Gabriella Imperatori che vive e lavora a Padova, Marinella Fiume che svolge la sua attività a Fiumefreddo di Sicilia. Dopo alcune riflessioni sulla "letteratura femminile.o al femminile" , le due artiste, nel corso di un'intervista, si raccontano. Ne viene fuori un ritratto forte e appassionato, lì dove la parola diventa lo specchio attraverso il quale si proietta l'immagine autentica di queste due "fate sapienti" della letteratura contemporanea. |
Nel 1799 si scatena in Italia lo scontro fra Rivoluzione e Controrivoluzione. Il Regno delle Due Sicilie si colloca come il principale campo di battaglia non solo sotto il profilo politicomilitare, ma anche sotto quello ideologico.
Se, difatti, al Centro-Nord almeno sul piano militare il ruolo principale è svolto dai francesi da una parte e dagli austro-russi del generale Suvorov dall'altra, nel Regno delle Due Sicilie l'Armata della Santa Fede è, tanto nel comando quanto nella composizione, essenzialmente napoletana con alcuni apporti di reparti stranieri. Dall'altro lato della barricata anche i giacobini, a seguito della precipitosa ritirata del grosso delle truppe francesi, si trovano per qualche giorno ad affrontare quasi da soli il popolo che hanno tradito. Sulla scena napoletana agiscono, in questi sei mesi che valgono un secolo, un piccolo gruppo di settari folli e sanguinari, che non esita a fare fuoco coi cannoni alle spalle dei compatrioti che si oppongono spesso quasi a mani nude all'invasore straniero, e un popolo intero, che ha la sua avanguardia combattente nei lazzari, in una parte della nobiltà e del clero, nei soldati decisi a non tradire il giuramento prestato al Re, simbolo della patria, della religione, di un modo amato di vivere e di essere uomini. |
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[...] L'autore, attraverso una febbrile attività di ricerca, condotta negli ultimi due anni, ricostruisce le vicende che hanno contrassegnato l'edificazione del Forte sull'Isola di Capo Passero; e lo fa mediante lo studio di moltissime fonti documentarie. Il primo elemento chiave, che questo bel libro fornisce, è quello di fare definitivamente luce e di fugare il falso storico, purtroppo ben radicato nella memoria collettiva e in certa vulgata, che attribuisce la costruzione del Forte di Capo Passero al volere dell'Imperatore Carlo V... |
Si tratta di un libro bello, da toccare, da leggere, da vedere, da sfogliare alla ricerca di curiosità particolari o generiche, perché protagonisti, qui, continuano a essere il teatro e chi il teatro lo ama e lo studia; è un bellissimo volume da mettere sugli scaffali di una biblioteca, ma ancora più bello è sopra un leggio, a disposizione della curiosità, dell'intelligenza e della ricchezza interiore dei nostri ospiti. |
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![]() Santi Martorino I pascoli del sole 1997, 8°, pagine 104 Euro 9,30 Santi Martorino in questa raccolta di poesie sviluppa un linguaggio rigoroso ed appartato, in cui la sicilialianità si fonde con una lucida, sarcastica, fulminea coscienza dell'esistere, nel mondo delle contraddizioni moderne. E' nato a Floridia, dove voive ed opera. |
Produrre il racconto di on territorio è un invito
al viaggio. Il viaggio è ragione di verifica della verità del
racconto, ma anche di confronto con la verità raccontata, quindi
scoperta personale. Il viaggio come il racconto deve alimentarsi di
un motivo, di una meta. La meta da sempre per la Sicilia è la
continua scoperta delle tante dimensioni che la storia le ha assegnato
come costruzione culturale, dove per cultura s'intende un periodo,
uno stile, un modo complessivo di abitare, di interpretare e formate
monumenti e paesaggi, in una sintesi assoluta di sguardi che nell'interrogare
un luogo evocano le ragioni per cui fu scelto e i modi in cui l'architettura
ha preso forma in esso.
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![]() Associazione Culturale "Gruppo di studio LE TIMPE" Rosolini LE TIMPE Libro antologico 2006, pagine 338 Euro15,00 In questo volume gli articoli dei membri dell'Associazione dedicati alle emergenze archeologiche e naturalistiche ed alle tradizioni del territorio. Vedi Autori siciliani |
![]() Concetto Santiglia L'ultimo segreto 2007, 8°, pp. 256 Euro 14,00 Un romanso intenso, ricco di umanità, scorrevole, descrittivo, commovente. Le descrizioni poetiche dei luoghi, il tratteggio minuzioso dei personaggi, le tematiche scottanti e i continui colpi di scena, rendono la lettura di quest'opera travolgente e appassionante. |
Savatteri
Gaetano Ricordo
la Sicilia, e il dolore ne suscita nell'animo il ricordo. |
Il presente volume oltre
a raccogliere con cura dalle fonti storiografiche episodi e circostanze
storiche, rappresenta uno sforzo di ragionata critica politica
su fatti e avvenimenti che la storia ha consegnato alla riflessione
degli uomini affinché sappiano riscoprire
le proprie radici ideali e trasmetterle ai posteri. |
Un romanzo complesso che si muove lungo una linea di sviluppo articolata in verticale e in orizzontale: vengono analizzati e stratificati i sentimenti più intimi e segreti, che sono la molla propulsiva delle azioni di ognuno dei personaggi che si pongono al centro della vicenda.
Laura Letizia, autrice di questo libro, nasce, vive e studia a Palermo e attualmente insegna nel Liceo classico-scientifico di Capo D'Orlando. |
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![]() Giovanni Vallone I castelli della Sicilia 2005, 8°, pp. 274, ill. Euro 18,00 Un percorso alla scoperta delle fortificazioni e dei manieri, gloriosa vestigia dei popoli che si avvicendarono nel dominio dell'isola, dai Fenici ai Greci, dai Romani agli Arabi, dai Normanni agli Svevi, dagli Angioini agli Aragonesi. |
Durante l'età moderna, l'area mediterranea è segnata dalla guerra da corsa e dalla pirateria, su cui prosperano intere città, cristiane e musulmane; il conflitto per mare assume i toni dello scontro religioso, quasi da crociata contro gli infedeli. Quanti cadono in mano dei corsari, ridotti in schiavitù, attendono di essere riscattati o scambiati, e in cattività danno origine a un'intricata storia di abiure e conversioni - dall'islam al cristianesimo e viceversa. L'analisi dell'autrice, basata su ricche e talvolta inesplorate fonti documentarie, mostra il forte coinvolgimento delle istituzioni laiche ed ecclesiastiche in questa nuova dimensione della contesa politica internazionale e offre un quadro significativo sulle condizioni di vita dei captivi, in bilico tra la vecchia fede religiosa e l'esigenza di inserirsi in un diverso tessuto sociale. L'efficacia nell'evangelizzazione degli schiavi ha come risultato più eclatante la canonizzazione di santi neri, quali Antonio Etiope e Benedetto il Moro, ma si spinge sino in terra africana, dove Juan de Prado guadagna la palma del martirio, mettendo in luce inediti aspetti del ruolo politico dell'attività missionaria degli ordini religiosi nel regno del Marocco. |
Attento e sensibile osservatore della realtà, indagata
nelle sue molteplici componenti, lano Di Rosa, storico personaggio
avolese, vignettista impegnato a fotografare la quotidianità del
paese, con questo libro mordente ed ironico, regala al pubblico
il suo primo lavoro fatto di racconti leggeri, ironici, spesso
amari, ma sempre reali. Nella sua satira sempre benevola, trova
posto anche il sarcasmo diretto a reprimere un certo malcostume.
Il ricavato della vendita andrà ai bambini disabili dell'associazione
di Don Fortunato di Noto. |
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Esempio di realismo romantico, La Nana, apparso ancor prima dei Malavoglia, è stato considerato dai critici come primo prodotto dell'arte verista e successivamente, anticipatore dell'arte pirandelliana. Narra le vicende di una popolana, Rosaria Passalacqua, detta la Nana, sedotta da un galantuomo ma laconicamente amata da un giovane contadino. Imperniato sullo stile del romanzo rusticano, l'autore cerca di effettuare la perfetta cronaca della vita paesana nuda e cruda, puntando a presentare il mondo rurale siciliano e la sua dialettica dove l'illecito sessuale non subisce esiti tragici bensì viene assimilato nella sfera spirituale. Enzo Randazzo |
| Salvatore
Spoto, Sicilia antica,
2002, 8°, pp. 354, ill., Euro 16,50 |
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| DAmore
Fulvio,
Vita e morte del brigante Berardino Viola (1838-1906). Le imprese memorabili
in terra dAbruzzo e nel Lazio, 2002, 8°,
pp. 302, ill., Euro 16,00 |
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Maria e Giovanna Guccione, ancora
giovanissime, hanno ereditato dai genitori, prematuramente scomparsi,
l'Albergo Ristorante Egadi, nato nel 1948 a Favignana. “Frascatole: Favignana, ricette ed altre storie”, che già nel titolo ricorda un particolare tipo di couscous che rischiava l’oblio, rappresenta una testimonianza di estremo valore umano, culturale e storico, dove vengono raccolte e raccontate le tradizioni e le storie, ma anche i personaggi, le usanze legate alla mattanza e alla tonnara ed anche quelle legate ad altri tipi di pesca. E poi ci sono le ricette, frutto di decenni di studio, ricerca e lavoro, proposte nel proprio locale per anni ed anni, raccogliendo il plauso ed il riconoscimento della stampa, dei migliori gastronomi di fama nazionale ed internazionale, oltre a quello delle più importanti pubblicazioni e guide gastronomiche. Ricette alla cui base stanno sempre le materie prime della terra e del mare di Favignana che, con maestria e fantasia, le sorelle Guccione hanno saputo rivisitare e riproporre in maniera originale, (…) |
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Sicilia e mare, un binomio indissolubile.
Si parla dell’isola del sole e si fantastica: mare pulito e
pescoso, spiagge dorate, scogliere selvagge. Promesse mantenute che
non lasciano spazio a nessun rimpianto. La Sicilia è esattamente
quello che ci si aspetta. È la tavola più di ogni altro
luogo a rivelare la sua essenza mediterranea: una cucina semplice
che anche quando cede alle tentazioni di assomigliare ad una
delle civiltà che l’hanno occupata, lo fa sempre con
uno stile suo, un sigillo che ha adattato e modificato la gastronomia
che appartiene alla sua storia. La cucina di mare è la
più fedele alla identità di questa terra. Cento e più ricette di cucina marinara sullo sfondo di una Sicilia ricca di tradizioni gastronomiche legate alla sua più importante risorsa: la pesca. Ricette col tonno, col pesce spada, il cuscus, lo stoccafisso, la pasta con le sarde, le zuppe di pesce e tante altre prelibatezze siciliane. |
| ILIvedi
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