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SPAZIO A CURA DELLA
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ISBN 978-88-6954

per
Italico Libero Troja

copertina

Italico L. Troja
La mia “prima etade”
2010, 8°, pagine 128, illustrato, 15,00
Collana
MNEME n. 22
ISBN 978-88-96071-23-
6
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L’autore, siciliano “moribus non natione”, ripercorre e rivive non senza emozione i primi anni della sua lunga esistenza, da quando la sorte gli fece vedere la prima luce a Sesto al Reghena, un paese ricco di storia e di monumenti, della incantevole prealpe friulana, fino agli anni felici “del consenso” nei quali i genitori, tornando ad Avola, lo portarono nella città dei loro antenati, riparata dalle dolci colline iblee e baciata dall’azzurro Jonio.
 Approdato nel quartiere detto “della Stazione”, da poco dominato da una elegante villa comunale, così ricca di alberi e di fiori da far pensare ad un orto botanico, esso divenne il centro dei suoi svaghi ma anche il centro di osservazione della  vicenda quotidiana di tanta gente che nelle feste divideva il suo tetto con l’asino, perché durante tutta la settimana, nei vigneti di Pachino ( Bimmisca, Bonfalà, Busulimuni, Bonivini), faticava con la zappa dall’alba al tramonto per assicurare un tozzo di pane ad una nidiata di figli. Accanto a questa gente umile ma eroica, operavano botteghe di artigiani, i cui titolari esercitavano un’arte oramai quasi o del tutto scomparsa: sarti, calzolai, bottai, carradori, maniscalchi, fornai, vasai, biciclettai. 
La permanenza nel quartiere (ma non l’appartenenza) cessò tragicamente la notte del 9 Luglio 1943, notte di lutto per la famiglia e per la Patria.
Oltre all’affetto degli amatissimi congiunti, i genitori e i due fratelli, visse una stagione di affetti, la cui sfera comprese anche una numerosa schiera di compagni “stazionari” e un’altra, più ristretta (di poco più di venti persone), di stessi compagni nel quinquennio della scuola elementare. Su questi ultimi campeggia la figura dell’unico, comune e impareggiabile maestro: Antonino Mangiagli, il quale da una scolaresca raccogliticcia riuscì nel quinquennio a trarre fuori un manipolo di futuri valenti artigiani e professionisti. Discepoli costoro, che non dimenticarono mai e benedirono sempre l’opera di tanto Maestro.
Come docenti privati delle materie di secondo grado, la cui fama toccava anche i centri vicini, l’autore ricorda con particolare gratitudine don Francesco Piccione, Alessandro Patti, il baronello Saverio Greco e Salvatore Nigro.
Chiude il libro quello che ne costituisce la spinta e il motore, la rievocazione cioè dell’amore innocente che legò l’autore ad una bimba, entrambi non ancora decenni, e che, anche se avversato pervicacemente dagli ambienti religiosi da essi praticati durante l’adolescenza, per la fermezza e la costanza della bimba fu coronato prima dall’altare e dopo da una convivenza, che durò quarantasei anni. Fino a quando, cioè, la bimba si spense, venti anni fa.

torsoli

A GIUGNO AD AVOLA SI GIOCAVA COSÌ

[…]Al tempo delle albicocche, tutti i ragazzi facevamo raccolta dei torsoli, che costituivano poi il peculio esclusivo dei più diseredati. Costretti a combattere per un tozzo di pane, difficilmente essi disponevano di contante (si fa per dire) per il giuoco. L’unità di misura dei noccioli, che nel gergo erano chiamati impropriamente “gli ossi”, era il “castello”, cioè un insieme di quattro ossi, per cui chi puntava la posta non diceva “otto ossi”, ma due castelli di ossi, e, se non era un multiplo, due castelli e uno invece di nove ossi. Il fortunato, che possedeva il contante, puntava un soldo (cinque centesimi), due soldi (dieci centesimi), una nichel (venti centesimi), mezza lira (cinquanta centesimi), in proporzione ai castelli di ossi che scommetteva il competitore. Difficilmente sul piano di giuoco, comunemente a terra, comparivano pezzi interi da una lira. Se necessario, si ricorreva anche all’acquisto di ossi con denaro, per cui ogni giorno la quotazione di essi variava secondo la domanda e l’offerta, realizzando una specie di cambio della strada. Dopo anni, qualcosa di simile mi capitò di osservare nel plesso Vittorio Veneto di Lentini tra i miei ragazzi di scuola elementare, i quali, prima di entrare in classe, negoziavano tra loro i fumetti di seconda mano con spiccioli oramai fuori circolazione, acquistati al cambio della strada…

Italico L. Troja, in «La mia “prima etade”»,
2010, 8°, pagine 128, illustrato, € 15,00
Libreria Editrice Urso, Collana “MNEME” n. 22
ISBN 978-88-96071-23-6

(FotoCiccioUrso2013)

 

TROJAItalico L. TrojaItalico Libero Troja
Alessandro Patti. Un esiliato di Weimar che perdette il suo cuore ad Heidelberg
2007, 8°, pp. 80 (Collana MNEME n. 18)
12.00– ISBN 978-88-6954-197-1 acquista

Alessandro Patti nacque nella casa paterna di via Manzoni, al civico n. 32, il 22 novembre 1894, coi nomi battesimali di Antonino Francesco Alessandro, dal padre Francesco, un catanese trasferitosi ad Avola per motivi di lavoro, e dalla madre Pasqualina Rizzotti. La madre era figlia di un modesto agricoltore del luogo, Antonino Rizzotti, che tanta parte ebbe nel futuro del precoce nipote, agevolandone le aspirazioni e la svolta nella vita.

 


FOTO QUI SOTTO: Avola, Via Manzoni, 36          Viamanzoni  
Alessandro, come veniva chiamato, visse i primi anni della sua infanzia nella casa natale, circondato dall’affetto dei genitori, dei nonni (di uno di essi portava il primo nome) e delle due sorelle Rosina e Grazietta, delle quali la prima, che egli chiamava affettuosamente Sidda, andata sposa ad uno svizzero di Basilea di nome Futterknecht, con la figlia Ada assistette il fratello nell’ultimo tratto della sua esistenza.
   La casa natale sorgeva, e sorge tutt’oggi, su uno dei sei lati – la via Manzoni – dell’esagono, nel quale è racchiuso il reticolo di strade e di case, di chiara impronta rinascimentale, che oggi costituisce il centro e il nucleo principale della città, rifatta dopo il sisma del 9 – 11 Gennaio 1693. È un palazzetto, costituito da camere che, distribuite tra un terrano ed una sopraelevazione, si affacciano parte ad oriente, verso uno slargo e la fiancata della chiesa, con una balconata unica al piano sopraelevato e due balconcini al piano terrano, e parte ad occidente verso l’interno del cortile.
   Sullo slargo, che si apre nella Via Manzoni all’altezza della fiancata ovest della monumentale chiesa barocca dell’Annunnziata, comunemente detta chiesa della Badia, confluiscono, in senso normale tra loro, due arterie del reticolo centrale cittadino, la Via Napoli e la via Manin detta “delle Balate” per le lastre di pietra bianca che ne lastricavano il sedime. Sulle due arterie si è svolta la prima parte della esistenza di Alessandro Patti, sulla prima raggiungendo infante il vicino palazzetto di padre don Ciccio Piccione (a vista dalla sua casa), sulla seconda servendosene adulto per godersi il quotidiano svago della passeggiata in piazza.
   Perduto ancora infante il padre all’incirca nel 1900, il piccolo Alessandro, dopo avere avuto una prima istruzione elementare forse nella scuola pubblica, fu affidato dal premuroso nonno materno alle cure ed all’insegnamento del sacerdote Francesco Piccione, amico di famiglia. Costui, oltre agli impegni religiosi che assolveva nella vicina chiesa della Badia, impartiva lezioni private di lettere - attività che esercitò fino alla morte, avvenuta il 30 aprile 1945 - in una stanzetta isolata del suo palazzetto, posto nella via Napoli al civico n. 63, a circa un centinaio di metri dalla abitazione del suo giovane allievo.
   Circondato o, meglio, custodito dagli affetti della madre, delle sorelle maggiori e del nonno materno, Alessandro, oltre ad aprirsi precocemente al sapere, acquisì una larga conoscenza dei testi sacri, alla quale aggiungeva la partecipazione ai riti durante le funzioni religiose; un’esperienza la stessa, nella quale affonda le radici la futura composizione del poema Il pomeriggio pubblicato postumamente, ma della quale non ebbe mai sospetto chi ebbe la sorte di averlo maestro ed amico nell’ultimo tratto della sua esistenza, tranne qualche riferimento alla Bibbia come importante fonte storica.
   La vicinanza del dotto ed interessato precettore, gli aprì presto il cammino degli studi. Poiché in quel tempo nella città di Avola l’unica scuola post-elementare era l’Istituto di Avviamento Professionale con indirizzo di contabilità e computisteria, piuttosto che fargli frequentare il Ginnasio della vicina Noto che avrebbe costretto lo studente ancora infante o a viaggiare o a trasferirsi, i familiari, e soprattutto il nonno Rizzotti che gli era particolarmente vicino, preferirono fargli completare e conseguire il quinquennio ginnasiale privatamente, sotto la guida e gli insegnamenti dell’amico sacerdote. Ciò consentì al validissimo docente privato di offrire ed allo sveglio ed intelligentissimo discepolo di ottenere un apprendimento ed una formazione non al passo, ma al di là dei programmi scolastici ufficiali. In quel tempo il sacerdote non era stato colpito dalla cecità, che un disgraziato accidente gli procurò più tardi, a cinquant’anni circa, e che lo accompagnò nell’insegnamento fino alla morte .
   A distanza di molti anni, la sorella Sidda, che col fratello aveva vissuto la maggior parte della sua vita, ricordava ancora il tempo quando questi, ancora fanciullo, trascorreva la giornata studiando e dedicando poche ore al sonno di notte. Per studiare egli poggiava i libri e i quaderni su un tavolino mobile, che spostava agevolmente, la mattina nella stanza ad oriente e il pomeriggio nell’altra ad occidente. Seguiva così il corso della luce e dei raggi del caldo sole siciliano...

[...]Le ricerche eseguite e le note che seguono presentano un uomo, il cui destino si legò indissolubilmente, e malauguratamente, alle vicende che portarono la Germania, patria dei suoi studi, alla catastrofe ed il mondo civile alla sua metamorfosi. Di lui si può dire ciò che scrisse, nel 1928, Erich M. Remarque, che appartenne cioè ad una generazione “distrutta dalla guerra… anche se scampò alle sue granate”.

Italico Libero Troja

 

copertinaCollana MNEMEacquistaMneme, Mnemòsine (… diva del cor maestra e della mente // e del caro pensiero custode e madre. Monti, Musogonia, 25 e segg.), la ricordanza, la memoria in lotta perenne nel nostro tempo, tra il dimenticare di ricordare e il ricordare di non dimenticare, mai.

  1. Giovanni Stella, Le Sirene e l’Isola, 1998, 8°, pp. 104, 13,00 – ISBN 978-88-6954-100-1
  2. Sebastiano Burgaretta, I fatti di Avola, 2008, 8°, pp. 142, 15,00ISBN 978-88-96071-08-3
  3. Antonino Caldarella, Santa Venera, 1983, 8°, pp. 120 – Esaurito
  4. Giuseppe Schirinà, La chiusa di Carlo, 1984, 8°, pp. 288,  10,00
  5. Giuseppe Schirinà, Antinferno, 1989, 8°, pp. 160, 10,00
  6. Sebastiano Burgaretta, L’opera dell’uomo a Cava Grande del Cassibile, 1992, 8°, pp. 240, ill.,  25,00 – ISBN 978-88-96071-31-1
  7. Giovanni Stella, Sicilia terra mia, 1995, 4°, pp. 8 – Esaurito
  8. Giuseppe Schirinà, Nina, 1996, 8°, pp. 154,  11,00
  9. Giovanni Stella, Gesualdo Bufalino vivo, 1996, 8°, pp. 11 – Esaurito
  10. Carmelo Giannone, Bbummi su…nun ti scantàri, 2000, 8°, pp. 128, ill.
  11. Sebastiano Burgaretta, Di Spagna e di Sicilia, 2001, 8°, pp. 208,  14,00 – ISBN 978-88-6954-099-8
  12. Giovanni Stella, Amici cari, 2000, 8°, pp. 120, ill.  13,00 – ISBN 978-88-6954-103-2
  13. Sebastiano Martorana, Ricordi di un tempo che fu, 2000, 8º, pp. 120 – Esaurito
  14. Nello Lupo, Don Lorenzo Milani prete e maestro, 2001, 8º, pp. 208, ill. – Esaurito
  15. Giovanni Stella, Il rigattiere e l'avventore, 2002, 8°, pp. 192, 13,00 – ISBN 978-88-6954-102-5
  16. Benito Marziano, Don Agostino Salvìa e altri racconti, 2002, 8°, pp. 112 – Esaurito
  17. Salvatore Di Pietro, I perché del nostro dialetto. Storia linguistica e sociale della Sicilia, 2006, 8°, pp. 208,18,00 – ISBN 978-88-98381-93-7
  18. Italico L. Troja, Alessandro Patti. Un esiliato di Weimar che perdette il suo cuore ad Heidelberg, 2007, 8°, pp. 80, € 12,00 – ISBN 978-88-6954-197-1
  19. Fernando Buscemi, Storia della Rebetika, 2006, 8°, pp. 128 – Esaurito
  20. AA.VV., Da Versi a Nina. Note di critica letteraria, 2006, 8°, pp. 164, 10,00
  21. Salvatore Di Pietro, Nella valle dell’ozio – Racconti, 2008, 8°, pp. 176, 13,00
  22. Italico L. Troja, La mia “prima etade”, 2010, 8°, 15,00 – ISBN 978-88-96071-23-6
  23. Corrado Zuppardo, Memoriale di un siciliano emigrato a Milano, 2010, 16°, pp. 96, 9,00 – ISBN 978-88-96071-28-1
  24. Giuseppe Conte, La melagrana ossia la disegualità, 2008, 8°, pp. 144, € 13,00 – ISBN 978-88-96071-07-6
  25. Benito Marziano, Juliette cara – Romanzo, 2009, 8°, pp. 160 – ISBN 978-88-96071-10-6 – Esaurito
  26. Cetty Stella, Dalla città reale alla città ideale – La città di Avola dopo il terremoto del 1693, 2016, 8°, pp. 48, 9,00 – ISBN 978-88-6954-107-0
  27. Nino Muccio, L'Ammiraglio e l'America, 2008, 8°, pp. 368, 25,00 – ISBN 978-88-96071-09-0
  28. Vincenzo Fiaschitello, Lo strano caso dell’abbazia e altri racconti, 2017, 8°, pp. 112, 13,00 – ISBN 978-88-6954-148-3
  29. Fulvio Maiello, Il crepuscolo della nobiltà, 2010, 8°, pp. 128, 13,00 – ISBN 978-88-96071-26-7
  30. Salvatore Salemi, La vita e l'opera di Teocrito Di Giorgio, 2017, 8°, pp. 80, 10,00 – ISBN 978-88-6954-147-6
  31. Giovanni Manna, Ombre di felici2016à, 2011, 8°, pp. 112, 12,00 – ISBN 978-88-96071-42-7
  32. Mauro Giarrizzo, La legislazione scolastica nel Regno d'Italia e la situazione nella provincia di Noto, 2011, 8°, pp. 200, 18,00 – ISBN 978-88-96071-32-8
  33. Autori Vari, Antologia Inchiostro e Anima 2010/2011 – Poesia, Teatro, Cinema in memoria di Antonio Caldarella, 2011, 8°, pp. 152 – ISBN 978-88-96071-02-1 – Esaurito
  34. Giuseppe Aloisi, Memorie di un navigante, 2010, 8°, pp. 152, ill., 13,00 – ISBN 978-88-96071-35-9
  35. Benito Marziano, Randagi – Sei racconti, 2011, 8°, pp. 88 – ISBN 978-88-96071-52-6 – Esaurito
  36. Giovanni Gangemi, Il papiro di Akhenaton, 2011, 8°, pp. 360, 25,00 – ISBN 978-88-96071-55-7
  37. Salvatore Di Pietro, Il cancello chiuso (Ingresso libero), 2012, 8°, pp. 80, 10,00 – ISBN 978-88-96071-92-2
  38. Enza Fiaschitello – Corrado Leone, Parrannu parrannu..., 2013, 8°, pp. 272, € 20,00 – ISBN 978-88-96071-94-6
  39. Eleonora Nicolaci, La famiglia Nicolaci di Noto (secc. XVI-XVIII), 2013, 8°, pp. 120, 12,00 – ISBN 978-88-98381-43-2
  40. Paolo Dipietro, Vampugghi (Piccole storie di periferia), 2013, 8°, pp. 120, € 12,00 – ISBN 978-88-98381-42-5
  41. Antonella Santoro, Azzurro, come i suoi occhi, 2014, pag. 108, € 10,00 – ISBN 978-88-98381-45-6
  42. Sebastiano Cugno, 1953-2013: sessant'anni di cinema a Noto – Analisi dei rapporti tra la capitale netina e il cinema, 2014, 8°, pp. 204, € 18,00, ill. – ISBN 978-88-98381-46-3
  43. Salvatore Di Pietro, Viaggi da fermo, 2014, 16°, pp. 250, € 12,00, ill. – ISBN 978-88-98381-98-2
  44. Corrado Morale, Miluzza – Trimau la terra, 2014, 8°, pp. 310, € 18,00, ISBN 978-88-98381-99-9
  45. Carmelo Dugo, Uno scorcio della nostra e della mia storia – Due anni di vita in Istria – 1943-1945, 2014, 8°, pp. 80, € 9,00 – ISBN 978-88-6954-000-4
  46. Veronica Sciacca, La cripta degli scheletri, 2016, 8°, pp. 94, € 11,00 – ISBN 978-88-6954-105-6
  47. Maria Suma, Piena di grazie – Quell'indimenticabile 10 luglio 1943 (Racconto), 2016, 16°, pp. 56, € 8,00 – ISBN 978-88-6954-106-3
  48. Corrado Morale, Il segreto della Badia, 2016, 8°, pp. 328, € 19,00 – ISBN 978-88-6954-109-4
  49. Corrado Carbè, Compagni di viaggio (Racconti), 2017, 8°, pp. 136, € 13,00 – ISBN 978-88-6954-149-0
  50. Vincenzo Fiaschitello, Racconti attorno al Mediterraneo e anche oltre, 2017, 8°, pp. 136, 13,00 – ISBN 978-88-6954-151-3
  51. Di Giorgio Teocrito, Le manette (Dramma in tre atti), a cura di Maria Suma, 2018, 8°, pp. 56, 10,00 – ISBN 978-88-6954-189-6
  52. Vincenzo Fiaschitello, La costola di Adamo e racconti vari, 2018, 8°, pp. 150, 14,00 – ISBN 978-88-6954-190-2
  53. Baldassare Cuda, Avola da casale a città, 2018, 8°, pp. 176, 18,00 – ISBN 978-88-6954-192-6 (in corso di stampa)
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