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LA BELLEZZA, di Kahlil Gibran

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Francesco Urso:
LA BELLEZZA
di Kahlil Gibran



La bellezza cammina fra di noi
come una giovane madre
quasi intimidita dalla propria gloria.
La bellezza Ŕ una forza che incute paura
come la tempesta scuote
al di sotto e al di sopra di noi
la terra e il cielo.
La bellezza Ŕ fatta di delicati sussurri
parla dentro al nostro spirito
la sua voce cede ai nostri silenzi
come una fievole luce che trema
per paura dell'ombra.
La bellezza grida tra le montagne
tra un battito d'ali e un ruggito di leoni.
La bellezza sorge da oriente con l'alba
si sporge sulla terra dalle finestre del tramonto
arriva sulle colline con la primavera
danza con le foglie d'autunno
e con un soffio di neve tra i capelli.
La bellezza non Ŕ un bisogno
ma un'estasi,
non Ŕ una bocca assetata
nÚ una mano vuota protesa in avanti
ma piuttosto ha un cuore infuocato
e un'anima incantata.
Non Ŕ la linfa della corteccia rugosa
nÚ un'ala attaccata a un artiglio.
La bellezza Ŕ un giardino sempre in fiore
e una schiera d'angeli sempre in volo.
La bellezza Ŕ la vita quando la vita si rivela.
La bellezza Ŕ l'eternitÓ che si contempla allo specchio
e noi siamo l'eternitÓ e lo specchio.

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