27) |
Giusi Blanco  |
giusi.blanco@virgilio.it |
|
|
Angelo Rullini, Ai figli di Marte (Collana di poesia Araba Fenice n. 22), 2006, 8?, pp. 56, Euro 8,00
INCONTRO AL TEMPO
Angelo Rullini offre con i ìFigli di Marteî alle generazioni future la possibilit‡ di un viaggio affascinante incontro al tempo della storia e, soprattutto, del mito nel regno delle emozioni e della fantasia.
Cullati dalle onde del tempo si salpa dalla riva di una terra incantata e ci si immerge in un mare di ricordi, inseguendo tracce del passato alla scoperta della propria identit‡, alla scoperta del proprio essere, vivo e capace di emozionarsi.
Rullini ricerca continuamente il mare, il sole, i sapori, i profumi, i colori della sua Sicilia dove mare e cielo, cristallizzati dal mito, sono inconfondibilmente unici ed eterni. Questi elementi naturali, semplici, nudi ma universali portano lontano in un paesaggio mitico e trasmettono la verit‡, una verit‡ fatta da eventi e segni del passato che danno senso allíesistenza.
Egli, dunque, ricerca il mito nella vita, il mito riflesso dalla natura perchÈ chiave di lettura e di interpretazione della vita che si realizza nel tempo ma si vive nella dimensione mitica. Il mito rende capaci di sognare e comprendere ogni goccia del mare, ogni granello di sabbia che riportano alla mente pensieri e giorni andati.
Grande protagonista un tempo mitico, cristallizzato dove passato, presente e futuro coesistono, coincidono; scorporando i tre tempi non Ë possibile coniugare líessere, realizzare e vivere uníesistenza significativa.
Nel suo viaggio a ritroso verso le origini osserva il lungo andare delle nubi allíinfinito; vede ogni lontano passato rivivere grazie al sole; ascolta líantico raccontato da pietre.
Il vento con il suo manto assapora, scorre e vivifica ogni cosa e sussurra al tempo, fra vicoli solitari, segreti comprensibili solo dai bambini perchÈ capaci di sognare. Anche la luna, viaggiando sul mare, attraverso le notti del tempo, canta favole e miti e, nella magia della sera, conduce allíorizzonte dove perdersi per poi ritrovarsi come esseri con il cuore.
Egli si estranea in luoghi immensi e solitari, trasferisce la sua mente e il suo animo nel mare e nel deserto, regni del silenzio eterno, testimoni della storia e del mito: líacqua protegge e racconta il passato, le tempeste di sabbia coprono e conservano il tempo.
E cosÏ fra nudi scogli e sassi, fra nude foglie e maglie di pescatori, tra vuoti di tristi tonnare scordate dal tempo Rullini ritrova se stesso e paragona la sua esistenza ad ìuna tela sgangherata, tarlata dal rammarico e dal rimpiantoî.
Il linguaggio semplice Ë giocato sui suoni, i ritmi e le cadenze e ben si adatta ad una poesia delle origini, del mito, della quotidianit‡ di un tempo intriso di odori e sapori, di colori e ricordi della sua infanzia e della sua terra.
Giusi Blanco
|