Bob Salmieri, Uomini e Dei - Piccola Odissea siciliani, 2007, pp. 112, €uro 7,50  
"Diamo per scontato che uno non capisce nemmeno a fondo se stesso. Io Bob Salmieri mica lo capivo. Perché mi arrivavano i suoi Sms e qualche e-mail che tessono una trama di progetti fra la Sicilia e Roma, fra il mare e la sua infanzia al villaggio Olimpico, fra la scrittura e la sua fusione personale di musica mediterranea, la sua casa che dava sul ponte de ferro e quest’ultima alla Garbatella, che mi risultavano eccentrici: “mi traduci le quartine di Omar Khayyam in siciliano?”, così, per dirne una: il mondo bussa alla porta della stanza di Bob e suona attraverso il suo pc e tu fai fatica a crederci. Per note o per parole, musica o scrittura, o tutte insieme, ma che differenza vuoi che faccia? Poi i suoi dischi si vendono in America e la cosa lievita, come una torta nel forno. Così come il suo primo libro che registra la nascita di personaggi che qui continuano a vivere come Toni o il maestro. Una specie di anagrafe della memoria comune. Infatti Bob mi racconta che appena arrivato a Favignana, del quale è originario e dove ambienta parte del libro che vi apprestate a leggere, si è rivolto all’ufficio anagrafe e ha richiesto l’atto di nascita del padre. Voleva conservarlo. Ha trovato anche quello del nonno. “Perché le radici sono infinite”, mi ha detto, e il viaggio al contrario non finisce mai. Capita che un giorno tu rifletta e ti si illumini una lampadina: io Bob non lo capisco a fondo perché lui vanta le sue origini siciliane, le ama, le stesse che io, come la maggior parte degli isolani, colgono quasi come la catena di un amore infelice, il nodo elastico dell’eterno ritorno, dell’eterna partenza, che più lo tiri più ti rifionda al punto di partenza, ecco, di tutto questo lui ne fa la sua opportunità, in qualche modo il suo riscatto, la sua ricerca interiore, ne fa un sacco di cose che io sconosco, che vengono dibattute sui giornali da anni come la questione del mezzogiorno, la piaga dell’immigrazione e dell’emigrazione o della mancanza di lavoro. Le isole sono luoghi in cui si attende l’imprevisto, uomini, dei, stranieri, attese mai vane. Qualcosa avviene sempre, sono deputate al passaggio e alla sosta. Bob racconta per minicronache, riporta il viaggio a Roma di un novello Telemaco in cerca del padre e ne fa un’epopea. Dell’isola rende l’oscuro, ma soprattutto l’avventura, la scoperta, la maledizione, la benedizione, ritrae un quotidiano epico, se l’epico può essere quotidiano (ma sì, certo che può), non dimentica mai di navigare per mare, come capita spesso ai siciliani, di occupare una posizione “altra”, ma non a discapito. Tutto ha un sapore nuovo, pieno di stupore. Il suo è uno sguardo volto all’indietro, o forse più avanti non so, di certo oltre la mia spalla, che anche se ruoto il capo non lo vedo: forse perché sono più miope di lui".
Dalla prefazione al libro di Daniela Gambino |
Giuseppe
Incandela, Il
lungo fiume di sangue, Interviste a: Giuseppe Lumia, Carlo Vizzini, Giuseppe
Siviglia, Michele Costa, Giorgio Chinnici, Pietro Busetta, Prefazione
di Michele Costa - Nuova edizione riveduta e aggiornata con le conclusioni
della relazione di minoranza della Commissione nazionale antimafia relative
alle stragi del 1992
2006, f.to 14,5 - 20,5 cm, 8°, pp 304, €uro 12,50 
Questo libro vuole essere un reportage sulla mafia e un percorso
a ritroso degli avvenimenti che hanno devastato l’immagine della
Sicilia nel mondo.
Dagli anni difficili del dopoguerra che hanno visto l’alleanza
tra il movimento separatista e il banditismo, dalla trasformazione della
mafia agricola in una forte holding internazionale della droga,
dagli avvenimenti criminosi che hanno determinato lo scempio delle città e
delle coste alla decimazione dei più importanti rappresentanti
delle Istituzioni, dai veleni del Palazzo di Giustizia di Palermo al
forte intreccio criminale tra mafia, politica e burocrazia.
Nel libro sono anche inserite alcune interviste rilasciate da esponenti
politici di primo piano e da importanti economisti nel corso di alcune
trasmissioni televisive. |
Giuseppe
Incandela, ANNI
OTTANTA - attacco della mafia allo Stato, 2007, f.to 14,5 - 20,5
cm, 8°, pp 256, €uro
15,00 
Negli anni ’70 e ’80, Giuseppe Incandela ha collaborato
come “biondino di redazione” con il giornale L’Ora,
occupandosi con Mario Giordano, Nicola Volpes, Enzo Perrone e Vittorio
Gervasi della cronaca nera e giudiziaria.
Con Felice Chilanti e Mario Farinella partecipò all’inchiesta
di mafia realizzata per Paese Sera e L’Ora; inchiesta
che provocò la reazione della mafia con un grave attentato alla
tipografia del giornale. Insieme con Marco Cesarini Sforza, editorialista
di Paese Sera, con Pino Basile, capo redattore de L’Ora,
e con Francesco (Ciccio) Cammarata partecipò alla redazione dell’agenzia
di stampa ASIS, ritenuta fondamentale fonte di informazione
dal mondo politico del tempo.
È stato redattore di alcuni notiziari regionali fra cui TVR Sicilia,
diretto da Michele Russotto e del Videogiornale, diretto da Francesco
Cammarata; esperienza durata oltre sette anni e ritenuta una voce molto interessante
ed originale. Ricoprì per molti anni l’incarico di dirigente dell’Ufficio
stampa e pubbliche relazioni dell’Ente Acquedotti Siciliani.
Attualmente, su alcuni canali del Centro Televisivo Palermitano,
realizza interviste con esponenti della politica e conduce la rubrica
quotidiana dei commenti alla rassegna stampa..
La potenza dell'organizzazione mafiosa non è data soltanto dal
numero dei criminali ad alto livello, dai mezzi economici ingentissimi
di cui dispone, dai legami e patti di mutua assistenza con altri gruppi
criminali, ma principalmente dal fatto che essa è profondamente
inserita e ramificata nel tessuto sociale.
La mafia militare è stata parzialmente sconfitta con l’arresto
di Riina e Provenzano, ma rimane la "Zona grigia",
costituita da una miriade impressionante di favoreggiatori, conniventi,
informatori, cointeressati, ricattati, non soltanto nell'ambito naturale
della malavita comune, ma anche nei centri del potere politico, nelle
banche, negli enti pubblici: collegamento che emerge in occasione di
inchieste giudiziarie o amministrative su uomini politici collegati al
sistema mafioso.
I punti vitali della mafia sono queste zone grigie che la Legge,
purtroppo, non riesce, se non epidermicamente, a colpire per la sua vastità.,
indeterminatezza, inesauribilità.
In questa particolare conformazione e struttura della società siciliana
si trova la spiegazione del perché anche valide operazioni dì Polizia
ed approfondite inchieste giudiziarie sulle organizzazioni criminali
mafiose non incidano se non superficialmente e temporaneamente sul fenomeno
criminoso. |
Maria
e Giovanna Guccione, FRASCATOLE, Favignana, ricette e altre
storie, 2003, f.to 17 - 24 cm, 8 °, pp. 184, €uro 28,00 
Maria e Giovanna Guccione, ancora
giovanissime, hanno ereditato dai genitori, prematuramente scomparsi,
l'Albergo Ristorante Egadi, nato nel 1948 a Favignana.
Entrambe insegnanti, hanno lasciato il mondo della scuola per dedicarsi
con entusiasmo alla nuova attività nella quale intuivano esserci
molto spazio per la sperimentazione e la ricerca.
In 42 anni hanno visto passare dal loro locale il meglio del turismo
approdato alle Egadi e, man mano che la loro fama cresceva, lo hanno
ulteriormente rimpicciolito per mantenerne alta la qualità.
Hanno voluto concludere con questo libro un'attività di grande
professionalità sia perché alcune esperienze non andassero
perdute, sia per stimolare, in turisti e operatori, un più alto
concetto di turismo nel quale ci sia spazio non solo per il profitto,
ma anche per il recupero delle tradizioni, per la valorizzazione delle
risorse umane, per il rispetto dell'ambiente e per una innovazione
saggiamente concepita.
“Frascatole: Favignana, ricette
ed altre storie”, che già nel titolo ricorda un particolare
tipo di couscous che rischiava l’oblio, rappresenta una testimonianza
di estremo valore umano, culturale e storico, dove vengono raccolte
e raccontate le tradizioni e le storie, ma anche i personaggi, le usanze
legate alla mattanza e alla tonnara ed anche quelle legate ad altri
tipi di pesca. E poi ci sono le ricette, frutto di decenni di studio,
ricerca e lavoro, proposte nel proprio locale per anni ed anni, raccogliendo
il plauso ed il riconoscimento della stampa, dei migliori gastronomi
di fama nazionale ed internazionale, oltre a quello delle più importanti
pubblicazioni e guide gastronomiche. Ricette alla cui base stanno sempre
le materie prime della terra e del mare di Favignana che, con maestria
e fantasia, le sorelle Guccione hanno saputo rivisitare e riproporre
in maniera originale, (…) |
Alba
Allotta, I sapori del mare, Cuscus e ricette
siciliane di pesce, 2004, f.to: 12,5 x 15,5, pp. 96, €uro
7.50 
Sicilia e mare, un binomio indissolubile.
Si parla dell’isola del sole e si fantastica: mare pulito e pescoso,
spiagge dorate, scogliere selvagge. Promesse mantenute che non lasciano
spazio a nessun rimpianto. La Sicilia è esattamente quello che
ci si aspetta. È la tavola più di ogni altro luogo a
rivelare la sua essenza mediterranea: una cucina semplice che anche
quando cede alle tentazioni di assomigliare ad una delle civiltà che
l’hanno occupata, lo fa sempre con uno stile suo, un sigillo
che ha adattato e modificato la gastronomia che appartiene alla sua
storia. La cucina di mare è la più fedele alla
identità di questa terra.
Cento e più ricette di cucina marinara sullo sfondo di
una Sicilia ricca di tradizioni gastronomiche legate alla sua più importante
risorsa: la pesca. Ricette col tonno, col pesce spada, il cuscus, lo
stoccafisso, la pasta con le sarde, le zuppe di pesce e tante altre
prelibatezze siciliane. |
Alba
Allotta, I sapori del sole, Ricette
siciliane di ieri e di oggi, 2000, f.to: 12,5 x 15,5,
pp. 112, €uro 7.50 
Alba Allotta, appassionata di cucina, è attenta
ricercatrice di ricette non scritte della cucina mediterranea. Scrive
di gastronomia per diverse riviste. Ha pubblicato libri e manuali di
cucina.Già nel titolo la connotazione forte di questo volumetto
prezioso e accattivante, allegro e necessario. Aprirlo e sfogliarlo
equivale ad aprire un caratteristico barattolo di conserve per ritrovarvi
i profumi e i sapori dell’estate appena trascorsa… Estate
siciliana… Ma non solo dell’estate la competente Allotta
ci offre i sapori! Con semplicità, sintesi e chiarezza, sono
presentate in forma di schede, le ricette della tavola siciliana, dall’antipasto
al dolce, passando per i primi, numerosi e fantasiosi, le carni, il
pesce, le uova, le salse. E in più, pizze, focacce, minestroni… Il
dolce e il salato insieme, una delle tante ”armoniche contraddizioni” della
Sicilia. Una gastronomia che esprime una mediterraneità forte
e tutte le culture che hanno attraversato l’isola lasciandovi
profondi segni anche in quel ”mangiare siciliano” che è anch’esso
pagina di storia.Disponibile anche edizione in lingua tedesca, inglese
e francese |
I
"pizzini" della legalità
In seguito alla presentazione
del progetto promosso dall’Assessorato regionale Beni culturali, ambientali
e Pubblica Istruzione e l’Ufficio Scolastico Regionale e con
la collaborazione Fondazione “Progetto Legalità in memoria
di Paolo Borsellino e di tutte le altre vittime della mafia”
denominato: “I Pizzini della Legalità”, svoltasi il 10 novembre, a Catania, al Teatro
Sangiorgi, da parte dell’assessore
On. Lino Lenza,
Il
sottoscritto Salvatore Coppola, titolare e rappresentante legale
della casa editrice coppola
editore, con il consenso di quanti (Autori, collaboratori,
amici e simpatizzanti) fa presente quanto segue:
Nel comunicato stampa diramato il
9 ottobre dall'Ufficio stampa dell'Assessorato e nel corso di
tale presentazione e di conseguenza sulle pagine dei quotidiani
e nei servizi televisivi non si fa alcun riferimento e riconoscimento
dell'iniziativa che il sottoscritto ha ideato e in qualità di editore ha realizzato
attraverso una collana denominata I "pizzini"
della legalità, tendente alla diffusione della cultura dell'antimafia
e della educazione alla legalità attraverso la pubblicazione
di piccoli block-notes (7 per 10 cm) contenenti ognuno dei brevi scritti
che testimoniano tali valori, distribuiti nelle librerie o altri punti
vendita in Sicilia e in Italia, in collaborazione con il Comitato
Addiopizzo, il Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato",
la Casa Memoria "Felicia e Peppino Impastato, Libera, Associazione,
nomi e numeri contro le Mafie.
Il
prezzo di tali "pizzini" è di 2 euro, 1 dei quali
viene devoluto a tali o altre associazioni che si sono rese (Associazione
Antiracket di Mazara del Vallo, Comunità Papa Giovanni XXIII
di Acireale…) o si renderanno disponibili
.
Alla data odierna i "pizzini"
sono 15:
Felicia Impastato - Madre di Peppino, ucciso dalla mafia
il 9 maggio 1978
Barbara Giangravè - Non pagare è bello
Nino Alongi - Il Dio di Padre Puglisi e il Dio di Provenzano
Umberto Santino - Vademecum per andare Oltre la legalità
Giuseppe Incandela - La ragnatela del pizzo e dell’usura
Rocco Fodale - Viaggio notturno con l’“Imperatore”
Cicoria ricotta e miele - 15 ricette da usare in caso di “necessità”
a cura di Alba Allotta
Gaetano Costa - Procuratore della Repubblica di Palermo,
ucciso dalla mafia il 6 Agosto 1980
Chicca Roveri - Maddalena Rostagno - Mauro Rostagno - ucciso dalla mafia il 26 settembre 1988
Marilena Monti - SOGGETTO
Pina Malsano: Libero Grassi - una storia assurda senza
“la morale della favola”
Dario Robaldo - Agli amici isolani
Giacomo Di Girolamo - “lettera al caro estortore”
vincitrice del Premio Libero Grassi 2006
Francesco La Licata - pizzini in entrata - pizzini in uscita -
Antiche Poste Provenzano
Rocco Fodale - Ma che mafia… e mafia…
Come si evince dagli Autori e dai titoli, i testi, anche dal
punto di vista della forma della scrittura: testimonianze di
familiari vittime della mafia, poesia, racconto breve, lettera,
articolo di giornale, danno una visione d'insieme della piaga
mafia-illegalità.
Il 10 Settembre in collaborazione
con il Comune di San Vito Lo Capo e la locale Pro Loco si è svolta
a San Vito Lo Capo una manifestazione con la partecipazione di Pina
Maisano Grassi, Marilena Monti, Giovanni Impastato e Giacomo Di Girolamo,
con la proiezione del filmato A Beatiful Memory - intervista a Felicia
e Giovanni Impastato di Anthony Fragola, Dottore in Letteratura Italiana
e Comparata e Professore di Broadcasting e Cinema alla Università
del North Carolina, a Greensboro.
La stessa manifestazione, con la
partecipazione di Dario Robaldo e Giacomo Di Girolamo e la collaborazione
dell'Associazione Chiodofisso (www.chiodofisso.org) aderente
a “Libera- Associazioni,
nomi e numeri contro le mafie”, si è svolta il 13
Ottobre a Pisa nell'ambito del Festival del libro (13/14/15 Ottobre).
Già l'indomani dell'annuncio
a mezzo stampa e interviste televisive in data 16 Settembre c.a.
da parte dell'On. Lenza della preparazione di tale progetto,
lo scrivente faceva presente a mezzo mail e, qualche giorno dopo,
nel corso di un incontro con il direttore del Dipartimento regionale
Pubblica Istruzione, Dott.sa Patrizia Monterosso, illustrava, "pizzini" alla mano, il proprio progetto, specificando
che non era soltanto una iniziativa editoriale tout court,
ma che prevedeva manifestazioni varie, e incontri nelle scuole
di tutta la Sicilia, dal momento che lo scrivente per 25 anni
le ha "frequentate",
in qualità di agente editoriale di edizioni scolastiche (Loffredo,
Minerva Italica, Juvenilia, Sansoni, De Agostini…) per la provincia
di Trapani e, per alcuni anni, Agrigento, e poteva contare
sulla rete di propaganda, distribuzione e vendita della casa
editrice.
Alla fine del colloquio, veniva riconosciuta
dalla Dott.sa Monterosso l'esistenza de I "pizzini" della legalità e invitava il sottoscritto
a partecipare al gruppo di lavoro per la preparazione del progetto.
Dalla data dell'incontro, lo scrivente
non ha avuto alcun contatto fino a giovedì scorso 9 Settembre,
quando la responsabile del Progetto, Cleo Li Calzi, gli annunciava
che era stato inserito tra i Presenti in sala nel
corso della manifestazione,
alla quale parteciperanno 4000 studenti provenienti da tutta la Sicilia,
che avrà luogo lunedì 13 novembre (ore 10), al Palasport
di Catania.
Pertanto, dopo aver letto la stampa
di questi giorni e visto i servizi televisivi, il sottoscritto
non sarà
tra i Presenti in sala nella
succitata manifestazione giacchè, pur apprezzandone i percorsi
e le finalità, si dissocia da ogni coinvolgimento in tale progetto
per quanto fin qui esposto e ritiene contraddittorio e non in linea
con gli intenti della collana I "pizzini"
della legalità della propria casa editrice, cioè la
conoscenza, la riflessione e il dibattito sulle condizioni che portano
alla mafia e alla illegalità.
Mi riferisco, in particolare, alla diffusione
delle magliette che verranno distribuite ai 4.000 studenti. Cosa
c'è di più banale, trito e ritrito
rito, inutile, mi scuso
per la cacofonia, della distribuzione di magliette. Quanti di questi studenti metteranno tale maglietta
nel cassetto il giorno dopo forse per non metterla più!
Tutto l'opposto di quello che da
anni viene sbandierato ai quattro venti da politici a tutti i
livelli, e in generale da quelli che vengono chiamati o si (auto)definiscono
"addetti ai lavori" o "esperti" antimafia, e cioè
che la mafia e l'illegalità deve essere combattuta con
la cultura.
Non sarebbe stato più utile,
per esempio, distribuire 4.000 copie de I "pizzini" della legalità in modo che gli studenti
cominciassero a conoscere, riflettere, dibattere o in poche parole
a sapere cosa sono andati a fare al Palasport di Catania, a parte
quello di fare una gita?
Non sarebbe stato più utile
distribuire i 4.000 euro alle Associazioni Antimafia o Antiracket
visto che, come detto, I "pizzini"
della legalità costano 2 euro?
Per evitare qualche malpensante che
non ha capito nulla di quanto scritto fino adesso, riguardo ai
4.000 euro restanti, a parte il riconoscimento dell'iniziativa
fin qui portata avanti di tasca propria, il sottoscritto assicura
che ben poco resta nelle tasche del sottoscritto, se non la possibilità di
potere continuare a produrli, grazie alla fiducia di stamperie,
fornitori, ecc. e offrire una cena a quanti, amici e parenti,
come si suol dire, partecipano alla produzione.
Per finire, il sottoscritto invita
i dirigenti dell'Assessorato e della Fondazione “Progetto Legalità
in memoria di Paolo Borsellino e di tutte le altre vittime della mafia”
a non utilizzare la dicitura
I "pizzini" della legalità quale titolo del loro
progetto.
Trapani, 12 Novembre 2006
Salvatore Coppola
|
Santi
Correnti, Donne
di Sicilia, 2001, 8°, pp.352, Euro 19.63
|
Santi
Correnti, nato a Riposto (Catania) nel 1924, ha istituito nel 1970
la cattedra, unica in Italia, di Storia della Sicilia nellUniversità di
Catania, e vi ha insegnato per 26 anni, pubblicando 92 opere, tra
cui Donne di Sicilia. La storia dellIsola del Sole
scritta al femminile nel 1990. Ex Normalista di Pisa, dirige dal
1964 lIstituto Siciliano di Cultura Regionale, e dal 1973
la Rivista Storica Siciliana, cui hanno collaborato firme illustri.
Ai suoi studi storici si devono i nuovi concetti di Bievo,
di Guerra dei Novantanni per la Guerra del Vespro,
di Storia interregionale dItalia; nonché la Legge
di univocità del fatto storico, e la scoperta del
significato di ANTUDO, che fu la parola segreta del
Vespro siciliano. Per i suoi studi sulla storia dellalimentazione,
nel 1993 è stata intitolata a lui una sala del Museo Nazionale
delle Paste Alimentari di Roma; e nel 1994 un gruppo di suoi ex
allievi, tra cui parecchi docenti universitari, lo ha proposto
a Senatore a vita per meriti culturali, avendo egli dimostrato
il continuo, e spesso anticipatore, contatto spirituale e culturale
della Sicilia con lEuropa.Accogliendo la proposta lanciata
nel 1987 dalla storica francese Michèle Perrot, docente
alla Sorbona di Parigi, lo storico siciliano Santi Correnti (che
dal 1970 al 1996 ha insegnato Storia della Sicilia nelle Università di
Catania e di Trapani, dalla specifica cattedra da lui istituita
nel 1970 a Catania), ha pubblicato nel 1990, tra le sue novantadue
opere finora edite, il volume Donne di Sicilia, che è stato
il primo libro del genere apparso in Italia; e che ha avuto largo
successo di pubblico e di critica, ed a Catania è stato
favorevolmente presentato da tre illustri donne siciliane, che
rispondono ai nomi del magistrato Anna Finocchiaro Fidelbo, della
scrittrice e Patrocinante in Cassazione Anna Ruggieri, e della
letterata Sarah Zappulla Muscarà, docente universitaria
a Catania.
Il vasto panorama storico, presentato da Santi Correnti, va da Damarete,
la siciliana che già
nel V secolo avanti Cristo affermava linviolabilità della
vita umana; ed arriva fino alle siciliane dei nostri tempi, come limprenditrice
Marina Taglialavore, che coi suoi geniali computer sanitari si è imposta
nel Mercato mondiale; o come il magistrato Anna Finocchiaro Fidelbo,
che nel 1996-1998 è
stata Ministro per le Pari Opportunità nel Governo Prodi.
Santi Correnti dimostra storicamente e documentatamente, in questo suo
libro, che in tutti gli avvenimenti storici, veramente importanti e determinanti
nelle vicende siciliane, le protagoniste sono state le donne, come ricorda
anche Dante per il Vespro Siciliano del 1282, per il fatidico grido di Mora,
mora!, che fu lanciato da una donna.
|
|
MIGLIAIA DI PIZZINI INVADONO
LA SICILIA
Pubblicati da coppola
editore, sono dei piccoli block-notes (7x10 cm.), e si
chiamano “I pizzini della legalità”.
Il loro titolo è, quindi,
quasi un ossimoro. E l’iniziativa, grazie a un’idea balenata
al trapanese Salvatore Coppola, più o meno come una necessaria
legge del contrappasso, è entusiasmante, è "strategica",
è un sistema infallibile per “recuperare in senso buono
uno strumento di comunicazione fino ad oggi, purtroppo, inteso solo
in senso negativo”.
I pizzini raccolgono le testimonianze
più significative del nostro territorio - quello che comprende
i maggiori centri della Sicilia Occidentale - in materia di giustizia
e legalità, e dando voce ad esperti e studiosi del fenomeno mafia,
ma soprattutto a familiari di vittime della mafia, ribadiscono dei valori
di cui questa nostra terra sembra a volte ancora troppo carente.
Tra i protagonisti dei block-notes c’è
Umberto Santino, presidente del “Centro Peppino Impastato”
di Cinisi, Pina Maisano Grassi, vedova di Libero Grassi, Felicia Impastato
e ancora Nino Alongi, Rocco Fodale, Maddalena Rostagno, figlia del sociologo
della Saman ucciso a Lenzi, e poi Marilena Monti, autrice, cantautrice
e poetessa già direttore artistico del teatro Selinus di Castelvetrano,
assidua della casa editrice trapanese Coppola.
“L’iniziativa nasce grazie
ad alcune conversazioni sull’argomento con i miei amici, più
stretti collaboratori e autori, tra cui Giacomo Pilati, dal cui libro
“Le Siciliane” è
tratto il racconto di Felicia Impastato – dice Salvatore Coppola
– e in sinergia con l’associazione palermitana “Addiopizzo”
(che curerà la distribuzione del libreccino, e la cui responsabile,
Barbara Giangravè, è presente nella pubblicazione con
un contributo importante) ma anche con “Libera”. Il senso
è proprio quello di rivalutare la figura e la funzione del “pizzino”
che in gergo mafioso, e soprattutto dopo l’arresto del boss di
Corleone, Provenzano, ha acquisito un significato univoco ed inquietante.
Per noi vuole essere invece un veicolo semplice per i messaggi di legalità
ed onestà. Sto registrando – continua Coppola – adesioni
spontanee da parte di autori di scritti sui temi della legalità
e penso che finiremo con il realizzare una vera e propria rete di documenti
e di informazioni per una sorta di vademecum per combattere la mafia
in un percorso di crescita culturale che rivaluti anche quell’immagine
distorta della nostra realtà che tuttora, purtroppo, si registra
anche al Nord della Penisola”.
Il prezzo dei “Pizzini”
è di 2 euro, di cui uno andrà al Comitato “Addiopizzo”
e a “Libera”, associazioni che hanno bisogno di una sede,
di una struttura stabile, di un telefono e di tutti quei “comfort”
necessari per esercitare un’attività efficace in materia,
e l’altro allo stesso editore, già noto sia in provincia
che altrove per iniziative simili, per un’attenzione costante
agli autori del territorio, per i giovani e per i temi di attualità
sociale nei confronti dei quali si è posto sempre con tenacia
e lungimiranza. Un esempio su tutti, la pubblicazione nel 2003 di “Al
lavoro. 18 articoli per una giusta causa”: una raccolta di testimonianze
sulla condizione di precarietà che in maniera atavica investe
proprio il Meridione. |
Ignazio
Apolloni, L'amour ne passe pas - 52 lettere
d'amore, 2006, 8° pp. 260, Euro 10,00

Ignazio
Apolloni è nato a Palermo dove è ritornato, dopo una
lunga permanenza a Roma, New York, Los Angeles. Memore di Berkeley e
sulla scia del '68 ha fondato assieme ad alcuni altri arrabbiati, il
movimento Antigruppo. Esauritasi questa fase ha dato vita, unitamente a Rossana Apicella,
ad una feroce contestazione della poesia visiva in nome del lettering
e della singlossia, producendo opere come Lavoro poetico su
una locuzione avverbiale; Poesie
impossibili; Sketch
poesie; Tra
il dire e il mare c'è di mezzo la Poesia:
raggruppate poi nel volume Singlossie edito nel 1997 dalla Novecento. Sul piano narrativo ha pubblicato Niusa
(1976); Favole per adulti (1981); Roma 56 (1988); Capellino (1991); Gilberte (editrice Novecento, 1995); Racconti patafisici
e pantagruelici (Manni, 2000); Dalla
parte del mare (Manni, 2001); New
York allucinogeni e merletti (Manni, 2003); Il golfino celeste
a maglie larghe (coppola editore, 2205).
La sua vivacità lo porta a spaziare in altri ambiti e
ad essere presente anche nel campo dei libri di artista.
Le
immagini e le occasioni che in questo volume prendono forma e luce nascono
da un simpatico progetto che l'autore propone: nostalgia dei colori
intorno alla "donna", alle "donne", che diventano
profumi, canti, nostalgie, nella possibilità di esser citate,
esser dette, espresse, apparire, tramite sapienti lettere di amore scritte
nella dimensione temporale più varia e significativa.
Un lungo sciorinarsi di immagini femminili attraverso la parola che
dinamicizza le figure, le illumina e le denuda, le racconta nel loro
offrirsi in qualità di storia vissuta o semplicemente immaginata.
Forte di una produzione letteraria di diversi decenni Ignazio
Apolloni non ha bisogno di presentazioni, e qui ancora una volta
riesce a disporre una scrittura tutta fusa nella migliore strutturazione
del testo, nella migliore formula adottata per raccontare, anzi per
rap presentare i numerosi eventi che suggeriscono le cinquantadue
donne da "lui" - "amate" e raggiunte da questa scintillante
scenografia disposta nel tempo, da Saffo a Beatrice, da Juliette Greco
a Natalia Ginzburg, da Maria Callas a Eleonora Pimentel Fonseca, da
Anna Bolena ad Anna Magnani, per citane soltanto qualcuna. L'aspetto
propriamente narrativo non distoglie da quella che è l'intenzione
prima dell'autore: scrivere propriamente delle lettere d'amore per rivedere
le azioni, i sentimenti, le giustificazioni, le personalità,
le realtà miscelate alla fantasia, gli impulsi collocati al margine
del ricordo, quasi un contesto psicoanalitico fuso alla felicità
di un amante che rincorre di volta in volta la sua "cifra"
preferita.
Antonio Spagnolo
In vico acitillo 124 poetry wave (www.vicoacitillo.it)
|
Marilena
Monti, L'isola
signora. Emozioni in Sicilia, 2005,
pagine 160, Euro 12,00
Questo
volume è una proposta di itinerari siciliani che si muovono davanti
ai nostri occhi e che la fretta e la disattenzione ci impediscono di focalizzare.
È l'emozione la chiave di lettura. Una serie di piccoli racconti
di incontri, di luoghi. |
 Ignazio
Apolloni,
Il
golfino celeste a maglie larghe e altri racconti,
2005, pagine 240, Euro 13,00
"
Le sue doti affabulatorie, prediligono gli itinerari a spirale che, tassello
dopo tassello, icona dopo icona, fanno esplodere fantasmagorici giochi
dartificio di parole e immagini, molle inventive affascinanti, che
mettono in gioco logica, sapere, fantasia con un brillio di memoria che,
attraverso un dettato logico, illumina segmenti di conoscenza sepolti
nelloscurità sonnolenta della coscienza, generandone il flusso.
Nato con e nella neo-avanguardia, Apolloni non ne ha mai prediletto i
giochi tipografici, optando per altre strade figurali, quelle degli sketch
fatti di immagini e di pensieri alla maniera dei fumetti, quelle delle
sue singlossie, che in fondo non altro erano se non brevi, anzi brevissimi
racconti, frammenti di narrazione, che si sono poi lentamente ampliati
fino a codificarsi e trascorrere in una struttura più complessa
e connotata da tutte le norme del testo narrativo, come ha dimostrato
soprattutto nel romanzo Gilberte".
Dalla prefazione di A.M. Ruta |
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Antonia
Arcuri, La
pesatrice di perle,
2005, pagine 72, Euro 5,00

È
il soffice vento di un respiro malato damore che bacia i versi
incantati e vellutati di Antonia Arcuri
Invadere lanima.
E Antonia Arcuri ha invaso lanima
di chi ama lodore
del bosco mattutino; il volo di unonda sul mare; il canto di un
bambino che piange alla vita.
È inno alla vita. A non perderla in inutili pensieri di gesso.
È la fuga dellombra di fronte alla signoria dellamore.
Claudio Ambresecchio
Nella Pesatrice di perle le parole sono odori, tessuti,
colori; hanno un corpo. Sono il precipitato di una voce intrecciata
ad arte e in questo prendono forma.
I sentimenti, invece, disperano e narrano.
Claudia Cincotta |
Allegra
Gianni e Benfante Marcello,
Ballata triste della città dei topi, 2004,
16°, pp. 64, Euro 6,50
Un
po’ Cavalleria rusticana
e un po’ Opera da tre soldi, questo racconto serratissimo,
dai
ritmi travolgenti, mette in scena un mondo alla rovescia in cui topi ferocissimi
hanno preso il posto degli uomini e li hanno relegati nel sottosuolo di
una mafiopoli infernale. In questo contesto futuribile si sviluppa un’avvincente
storia d’amore e di coltello, di povera gente e di guapperia in
cui si mescolano poesia e avventura, eros e thanatos, coraggio e ferocia,
lacrime e sangue, melodramma e fiaba. È un’epopea spietata,
questa “topeide”, che prende le distanze dall’animalismo
antropomorfico di Esopo, Fedro e La Fontaine, ma anche da apologhi meno
rassicuranti come quelli della fattoria orwelliana, per approdare a più
inquietanti incubi e metamorfosi, a ibridazioni fantascientifiche e hard
boiled. Una ballata noir e
postmoderna, dunque, in cui le rutilanti illustrazioni si integrano perfettamente
a un testo dove si mescolano, con un gioco metaletterario di rimandi,
letteratura e musica, cinema e fumetto, all’incrocio tra Casablanca
e Pinocchio, per comporre l’intreccio di una distopia struggente
che però in qualche modo si dischiude alla speranza di una redenzione.
Gianni Allegra (Palermo, 1956)
è pittore, illustratore, autore di fumetti, filmaker e vignettista
con al suo attivo cinque libri e un Cd-rom. Nel 1999 a Forte dei Marmi
gli è stato conferito il premio “'>Pino Zac”
per la satira politica.Dal 1983 interviene su varie testate tra cui: Avvenimenti,
L’Unità, Linus, I Siciliani, L’Ora,
Cuore, Comix, Tango, SmemorandaDisegna quotidianamente
dal 1999 la vignetta per l’edizione palermitana di Repubblica. Collabora
con il quindicinale svizzero Il Diavolo e con il giornale elettronico
di satira Pippol.Com. Le sue illustrazioni appaiono suDiario,
Campus, MaximNel 1997 ha tenuto un corso di fumetto e illustrazione
presso l’Opera Universitaria di Palermo al termine del quale gli
studenti hanno allestito una mostra e prodotto un albo intitolato “La
Scuola del Fumetto Palermitano”. Nel 1998 ha realizzato per il “Festival
Acquaviva nei Fumetti” nove tavole a colori basate su un soggetto
cinematografico scritto da Dino Risi e Fabio Carpi nel 1949 per Totò.Nel
2000 ha creato il cartone animato Casa Machì. Da alcuni
anni porta avanti una ricerca pittorica con una serie di mostre a Palermo,
Catania, Siracusa e Milano. Nel 2004 il suo progetto “Scorci e squarci”
è diventato una mostra itinerante (prima tappa in giugno a Palermo)
e un libro realizzato con la collaborazione di dieci autori, tra scrittori,
registi e drammaturghi, edito dalla :duepunti di Palermo.
Marcello Benfante (Palermo, 1955) ha esordito nel 1975 con la silloge
di poesie Scatola cinese ad incastro (Palermo, Ila Palma). Nel
1992 ha pubblicato il racconto lungo Vorago et Vertigo (Palermo,
Dial). Nel 1997 il suo racconto Parabola del Signor Nino
è stato inserito nell’antologia Luna nuova (Lecce,
Argo) curata da Goffredo Fofi. Nel marzo 2000 è stata messa
in scena a La Spezia dall’Associazione culturale “Le metamorfosi
dell’acqua” il suo racconto Cattivi si nasce (pubblicato
da “Linea d’ombra” nel 1994) interpretato dall’attore
Alessandro Albertini. Sempre nel 2000 il suo racconto Le sei promesse
spose del signor Manzù figurava nell’antologia Sicilia
fantastica (Napoli, L’Ancora del Mediterraneo) a cura di Emiliano
Morreale.>Un suo testo autobiografico intitolato Gita al mare fa
parte dell’antologia Paesaggi della memoria, edita nel maggio
2003 dall’AAPIT di Palermo.Ha curato, insieme a Beatrice Agnello,
il volume Guerre style (Palermo, La Luna, 2003) che contiene anche
un suo racconto intitolato Respiro del mio respiro.Nel marzo 2004
è apparso nella “Piccola biblioteca di Segno” diretta
da Nino Fasullo il suo racconto teatrale La cantina.>Attualmente
interviene sulle pagine palermitane del quotidiano La Repubblica
come critico letterario ed editorialista, collabora a Lo Straniero
e fa parte della redazione del mensile Segno. |
Vara
Nuccio,
Sotto un cielo implacabile. Questione siciliana e tramonto della
grande politica, 2004, 16°, pp. 112, Euro 7,50 
E
come se il cielo, un Dio o il fato, avessero assegnato alla Sicilia un
destino implacabile e crudele: la sua bellezza costretta forzatamente
a convivere con il dolore, sovente anche con il sangue e con la morte.
Un contrasto che si è ripetuto mille volte lungo l'arco della sua
storia millenaria, e che si ripropone ancora oggi, anche se in forme inedite,
nel cuore della grande mutazione che stanno vivendo l'Italia, l'Europa
ed il mondo. Tutto cambia, ma la Sicilia sembra restare immobile, fissa
nelle sue irredimibili contraddizioni, anche se, nelle apparenze, sembra
che tutto sia cambiato: natura e paesaggio, cultura, costume, stili di
vita. Una situazione resa ancora più grave dalla scomparsa, nel
dibattito politico e culturale, della "questione siciliana",
per decenni assunta come tale dalle principali culture politiche del paese.
Vi è, pertanto, una sorta di legame simmetrico tra la crisi della
"grande politica" e il declino della Sicilia come problema storico,
e ciò entro un quadro in cui il sicilianismo viene riproposto ambiguamente
come un orizzonte della cultura di massa. |
Benivegna
Angelo, Il gusto della tradizione,
2003, 8°, pp. 304, Euro 14,50  |
Secondo
me, nel cominciare un libro, la buona creanza dovrebbe imporre allo scrittore
(sic!) l'abitudine di presentarsi, presentare l'opera e ringraziare chi
l'ha aiutato a realizzarla. Visto che queste riflessioni, se avrete la
pazienza di leggerle, insistono sul gusto della tradizione, non posso
sottrarmi alla buona creanza e mi presento: Quarantanove anni, studi universitari
alle spalle, una laurea mancata in architettura, dopo tante esperienze
cucino da una ventina di anni per (spero) la gioia dello stomaco e dei
cuore dei miei ospiti. Non sono uno chef, anche se anche i miei figli
mi chiamano Chef, non sono un gastronomo, anche se da quasi venti anni
mi occupo professionalmente dì gastronomìa, non sono un
giornalista gastronomico anche se da anni scrivo di gastronomia. Sono
un curioso-goloso a cui piace molto cucinare per la gioia di stupire e
soddisfare le papille gustatìve e l'anima dei miei ospiti. Ovviamente
non essendo io né uno chef, né un gastronomo, né
,un giornalista gastronomico, questo non è un libro di cucina,
anzi non riesco neanche a chiamarlo libro. Preferisco chiamarle riflessioni
sulle tradizioni gastronomiche e sulla cultura del gusto. Riflessioni,
aneddoti, storia e storie che hanno, comunque, come protagonisti il cibo.
Ci sono anche le ricette. Magari scritte a modo mio, difficilmente con
le dosi esatte... due cipolle, uno spicchio d'aglio... (ma che cipolle,
di Tropea o di Parma? E di che dimensioni, e l'aglio è di Nubia,
di Salerno, argentino o cinese?), lasciando a chi mi legge la sensibilità
di dosare gli ingredienti, sensibilità che si ha o non si ha, altrimenti
tutti saremmo grandi cuochi.
Angelo Benivegna |
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Pina Maisano Grassi, Giuseppe
Casa, Xxxxxxxxx Xxxxxxx, Monica Mariotti, Francesco Terracina, Stefano
Vilardo, Maya Mezzani, Karl Poff, Daniela Gambino, Annalisa Messina,
Giovanni Impastato, Fabio Zanello, Roberto Carvelli, Sergio Rossi, Marilena
Monti, Pietro Genco, Giuseppe Ruffino, Nicolò DAlessandro,
Al lavoro. 18 articoli per una giusta causa,
2003,- € 7,50
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Spudoratamente
leale e solidale, questo volumetto attinge dallattualità
paure e speranze, ricerche più o meno affannose, stanchezza e
pseudocertezze accumulate negli anni; racconta e consegna al lettore,
mai veramente indenne da tali travagli pratici ed emotivi, una verità
sempre più vicina e sempre meno rassicurante, tanto tangibile
quanto poco riposante (
) Il libro raccoglie le esperienze, vere
o presunte, di diciotto scrittori, alcuni di professione e altri improvvisati,
che affidano a queste pagine, disponibili ed accoglienti, una narrazione
fitta e sofferta, scaturita da un diritto negato, o goduto da sempre
solo a metà (
)
Jana Cardinale
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