VOGLIO PARLARVI DI UN LIBRO  
Scrivi il tuo commento all'autore di questa riflessione. Torna a VOGLIO PARLARVI DI UN LIBRO | Amministrazione
Lascia una tua riflessione:
71) Benito Marziano  Maschio
IP loggato Mozilla/5.0 (Windows NT 6.0) AppleWebKit/537.36 (KHTML, like Gecko) Chrome/42.0.2311.90 Safari/537.36
Mercoledì, 29 Aprile 2015 00:14 Host: host9-102-dynamic.33-79-r.retail.telecomitalia.it Scrivi un commento

Giovanni Stella, Gelsomino d'Arabia, Libreria Editrice Urso, Avola

Giovanni Stella, Gelsomino d’Arabia, Libreria Editrice Urso, Avola

“Mi fanno pensare sia al Cantico dei Cantici ‒ scrive Giorgio Bárberi Squarotti di queste poesie di Giovanni Stella ‒ per la splendida esaltazione dell’amore, dei sensi e dell’anima, sia la poesia araba e persiana dei secoli antichi, luminosamente erotici”.
Tali parole dell’illustre critico sintetizzano pienamente l’essenza di questo lungo canto d’amore, uno splendido sogno che l’amico Giovanni Stella regala al piacere dei lettori. Dirne qualcosa, dopo tale autorevole giudizio, da parte mia, potrebbe apparire un po’ una presunzione, ma le mie brevi considerazioni non vogliono essere altro che l’espressione delle emozioni che da lettore ho avvertito nel leggere questo fantasioso inno d’amore dedicato non a una donna, ma alla donna, alla donna essenza della vita, o della primavera, come lui la definisce: Odalisca, fiore tra i fiori, cupido nascosto / che colpisci a morte, della primavera / sei l’ essenza pura.
È l’amore di ogni uomo, quello che canta Stella nei suoi versi, o, più esattamente, l’amore di ogni essere umano, quell’amore che riporta alla completezza dell’unicità le due parti che si ritrovano e ricostituiscono l’essere che Giove aveva separato, perché … l’essere umano da solo / è la metà del suo intero, / come avvertì Platone nel Simposio.
L’amore è veramente completo quando coinvolge interamente come un solo essere i due amanti che vivono interamente l’uno per l’altro, e la lontananza è sofferenza e spasmodico desiderio di un nuovo incontro, di amarsi ancora.
È l’eterno binomio dell’amore: presenza ‒gioia‒ euforia : assenza ‒ dolore‒ abbattimento, dove incerti sono i confini fra l’uno e l’altro dei due termini.
Ma l’amore è anche carnalità, sensualità, elementi che ne costituiscono la sostanza prima, esaltati sin dall’origine dei tempi, dal giuoco di offrirsi e ritrarsi, di mostrarsi e nascondersi, di inseguire e lasciarsi inseguire, se è vero che Salomè nel giuoco di mostrare e celare le sue forme mentre danza fa impazzire di desiderio Erode. Ed è comprensibile che accada a ogni uomo di sentirsi totalmente irretito dalle arti seduttive della donna che sa giocare sulle trasparenze e la nudità, su quel mostrare e nascondere, su cui, a volerci pensare, ha molto aggio la moda femminile. E così accade al Nostro: Così mi piaci, Odalisca dai tanti veli / multicolori.
E prevedere la naturale decadenza, la sfioritura di quel corpo così desiderato e amato addolora l’amante già ora mentre ancora ne gode con tutti i suoi sensi la bellezza e la freschezza delle carni. E lo rode il desiderio assurdo, impossibile di conservare per sempre quella sua bellezza e quella sua giovinezza. E, come sogno, il poeta lo risolve: novello Ulisse scalerà monti, attraverserà luoghi impervi, navigherà per mari in tempesta alla ricerca dell’elisir di lunga giovinezza / perché possa conservarti, / oggi e sempre, / così come sei, / dolce indescrivibile splendore.
Sarebbe però, a mio giudizio, errato limitare all’amore fisico, passionale la cifra di questo componimento poetico, perché, come il poeta stesso ci chiarisce, “Odalisca” è la donna idealizzata, irreale che sta tra l’onirico e l’immaginario, eterea, incorporea: come la nuvola evanescente che ti ha / generato… Non è più soltanto l’incarnazione della seduzione e della passionalità, il corpo che profuma d’Arabia, ma è, anche, più che la donna, la personificazione del desiderio. Se fosse reale, potrebbe, come dice il poeta, cambiare la vita dell’innamorato: Come l’Araba fenice / sono ritornato a nuova vita.
Quella vita che è veramente tale soltanto accanto a lei … gioia nella gioia, / che merita di essere vissuta / interiormente intensamente / è questa, soltanto questa. / Non altra.
“Tutto il resto è noia”, ci verrebbe da aggiungere, ricordando Leopardi.

Benito Marziano


   
Riflessioni con eventuali Commenti:
:-) :-( ;-)
:o :D :p
:cool: :rolleyes: :mad:
:eek: :confused: :lol:


I tag HTML permessi sono:
<b>...</b>
<i>...</i>
<u>...</u>
<center>...</center>
<br>...</br>
Nome:
Password: La password Ë libro
tag HTML abilitati
Smilies ON
AGCode OFF
Powered by Lazarus Guestbook from carbonize.co.uk