![]() |
|
| Mercoledì, 20 Agosto 2008 11:34 Grazie per aver visitato questo spazio dedicato alla POESIA DELLA SETTIMANA. Qui puoi lasciare la tua poesia. |
| [1] 2 3 ... 20 |
| Nome | POESIE con eventuali Commenti | ||||||||
|
Strade bianche verso un confine albeggiante: queste erano le vostre piccole età che ai riflessi di luna e di stelle silenziose si scambiavano tenere illusioni. Credevate poter spartire insieme il mistero della vita mentre, semplici, cantavate ai cieli agostini, al mare e alla agente la vostra ignara allegria innocente. Riflessi aurei di sole o di lampioni davano lume ai vostri volti fanciulli, ai vostri abbracci immensi, ai vostri crucci capricciosi, mentre il tempo vi cresceva e vi mutava. Strade perlacee verso un confine dalla sconosciuta distanza: queste sono ora le vostre grandi età che più non si incontrano, s’ignorano, non si ricercano dopo un addio lontano che ha spezzato il vostro bene e la speranza.
|
||||||||
|
Dall’alto di una duna scorro con gli occhi l’orizzonte del mare. Cerco invano una vela che mi porti, benigna, verso paesi lontani. Non un segno di vita nell’aria immobile, tranne un piccolo stercorario, che trascina la sua eterna pallina e il latrato di un cane nei campi. Come il sangue che scorre nuovamente nelle membra infreddolite riportando il calore, così riprende il corso della vita. Ma, ecco, il rombo improvviso di una moto lacera la quiete dell’alba. Svaniscono i sogni e ogni certezza si frantuma. Vedo molte cose che offendono l’armonia del creato mentre gli uomini combattono tra di loro senza una ragione o uno scopo. Non trovando una vela, mi aggrappo, allora, a un refolo di vento che mi porta, anch’esso, lontano nel mondo che vorrei. Fulvio Maiello 17.08.2008 |
||||||||
|
Salto di carreggiata sulla A4: 7 morti. CESSALTO. Salto di carreggiata tra mezzi pesanti, inferno sulla A4 a Cessalto. Il bilancio è dei più impressionanti: 7 morti carbonizzati fra cui un bambino piccolo e non ancora identificati. Papà, guarda nel cielo. Vedo una stella che brilla. E' apparsa una donna. Dormi piccino abbassa quel dito. Guarda, papà di luce il suo velo. Dormi piccino tra un po' giungeremo. Sorride, papà, mi guarda, sul serio. Dormi piccino riposa sereno. Mamma non vedo, papà nemmeno. Dormi piccino, qui sul mio seno. |
||||||||
|
Dalla sedia di un bar sulla strada, mentre sorseggio un caffè, sento una folla improvvisa agitarsi e i miei sensi ne sono catturati. Si alza lentamente il sipario e tutti diventano attori. Non conosco il programma e non so cosa si rappresenta. Sarà una commedia leggera, oppure una tragedia? E’ comunque gratuita e va seguita con attenzione. Un signore elegante, i capelli spruzzati d’argento, attraversa veloce il proscenio. Gli occhi fissi e il passo elastico suggeriscono passate attività sportive e presenti interessi d’affari. Segue un’anziana signora dagli acquosi occhi celesti. Si appoggia ad un bastone e si guarda attorno lentamente. Uno svolazzo di trini sul collo non serve a celare i segni del tempo. Il lieve sorriso aleggiante sul viso vorrebbe mascherare gli acciacchi e l’età. Indugia sulla scena, sembra indecisa e forse cerca qualcuno, certamente chiede un aiuto che nessuno le dà. Due ragazzine la sorpassano, parlano ma non tra di loro. Sono incollate ai telefonini e sembrano di un altro mondo. Saranno vere o non, piuttosto, immagini virtuali? E’ reale, invece, una donna formosa che spinge una carrozzina. Porta il velo sul capo ma non riesce a nascondere i capelli neri come la notte. Tra le pieghe della lunga veste s’accendono a tratti metallici luccichii. Sembra il colore dell’oro e come tale lo archivio. La sua vera ricchezza è nella carrozzina dove due grandi occhi rotondi si prendono tutto lo spazio. Arrivano echi di flauti e percussioni. Sembrano due stelle accese nella notte buia e dicono di volere il futuro che certamente avranno. Non mi resta che assentire mentre, lentamente, cala il sipario. |
||||||||
|
Come landa desolata dove solo turbina la polvere portata dai venti, tale m’appare il mondo senza poesia. Tutti gli uomini la portano nel cuore ma non tutti lo sanno. Molti percorrono vie impervie arrivando sfiniti alla meta, perché non seguono i sentieri tracciati all’inizio dei tempi. Una stella tremolante nel cielo, gli occhi di un bambino, il mormorio della risacca sulla scogliera, oppure il lamento di un malato, sono tutti segnali accorati. Basta una scintilla di poesia, ed ecco si apre il sipario: una terra sconosciuta si dispiega alla vista, è una valle verdeggiante, ricca di frutti, acque e genti operose dove è gradevole vivere e morire. Fulvio Maiello 25 luglio 2008 |
||||||||
|
Nessuno piange più sulle parole dei poeti, i versi sono di pietra scheggiata, fendono un’aria immobile e silenziosa. I pensieri accompagnano voli di gabbiani nel silenzio della bonaccia; un mare inerme e lattiginoso è silente testimone. Al mattino, rigida la quiete, piange lacrime di rugiada sulle ali della speranza e il vento sciorina versi non ascoltati. Solo l’aria assorbe ed irradia Il suono delle parole, mentre le cose, statiche sentinelle, ne fiutano il sapore. E’ verde il cuore del poeta, palpita all’unisono con l’anima del creato, con l’essenza muta delle cose, con i segreti e i misteri celati in ogni cuore. Egli è profeta. Iniziato, mistico sacerdote di tutto ciò che colora ed intristisce lo scorrere del tempo, del cadenzato susseguirsi delle ore e dei giorni. |
||||||||
|
Dolce malinconia, amica fedele dei miei giorni, non so se amarti, oppure, allontanarti dal mio cuore. Vedo il sole velato e i colori dei fiori non brillano, gli amici passano in fretta, senza lasciare traccia e mi ritrovo solo, lungo una strada senza fine. Non distinguo più le cose belle che mi circondano, però, anche le tristezze e i dolori sembrano lontani. Non mi lasciare mai, compagna discreta e silenziosa, fino alla fine del tempo. Fulvio Maiello- 20 luglio 2008 |
||||||||
|
Come i frammenti delle stelle d’Agosto, che rigano il cielo, così l’apparire di volti antichi, ma cari al mio cuore, rigano l’anima mia. I ricordi si affollano, qualcuno non c’è più, ma, nella famiglia che vorrei, nessuno muore mai. I volti di vivi e di morti si confondono e, tutti insieme, balliamo fuori dal tempo, fino a confonderci con l’eternità. Fulvio Maiello Siracusa 13.07.2008 Scrivi qui la tua opera (sostituendo questo testo) senza cancellare il tag "/center" per vedere la tua poesia con l'allineamento centrato |
||||||||
| [1] 2 3 ... 20 |