Benvenuti sul sito della Libreria Editrice Urso, dal 1975 un angolo di cultura ad Avola. Novità del mese Offerte del mese Acquista per informazioni PER LIBERO D'AGATA
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INCONTRO
per i MERCOLEDI' LETTERARI IN PIZZERIA

di AVOLA IN LABORATORIO


MERCOLEDI' 27 GENNAIO 2010
DALLE 20,30 ALLE 23,30
Pizzeria Bistrot Via Napoli, 96- 98 - Noto

Foto
TEMA DELLA SERATA:
SENZA LIBERO D'AGATA
anche questa volta
unica la fine del mondo


ESECUZIONI MUSICALI
Liliana Calabrese (voce e chitarra)

Tecnico del suono: Salvatore Elera
Chiunque può partecipare
Accetteremo prenotazioni fino a 60 posti

Inviare una e-mail a avolainlaboratorio@tiscalinet.it

Chiunque prenoti, tenga conto
che può annullare la prenotazione entro martedì 26 gennaio
L'associazione Avola in Laboratorio non prevede tessere né quote sociali
e, per esercitare liberamente la propria attività,
non si assoggetta alla logica dei finanziamenti pubblici

SUCCESSIVO APPUNTAMENTO PREVISTO:

mercoledì 25 FEBBRAIO 2010


CORDOGLIO PER LA MORTE IMPROVVISA DEL PROFESSIONISTA LIBERO D'AGATA

Cordoglio per la morte improvvisa dell'ingegnere Libero D'Agata. Il professionista, originario di Avola, aveva a Noto un numero notevole di amici e simpatizzanti. Notevole era infatti il suo impegno nelle problematiche piu' scottanti della citta'  barocca. Impegnato in politica, aderi' a quel vasto movimento della Rete fondato da Leoluca orlando, che nei primi anni 90 tante speranze di rinascita socio-politicaculturale aveva generato in Sicilia ed in Italia. Ma l'esperienza piu' interessante di Libero D'Agata fu nel Comitato permanente di azione civica per lo sviluppo di Noto che con notevole impegno si batte' nei primi anni 90, in tutte le sedi istituzionali per risvegliare la citta'  e soprattutto con l'impegno di riportare a Noto mosaici della villa romana del Tellaro, che da decenni rimanevano chiusi per restauri e senza speranze di soluzione, alla sovrintendenza di Siracusa. Il presidente di quel comitato Turi Bufalino ed uno dei soci fondatori, Pino luvara, ricordano l'impegno e la carica spassionata dell'ingegnere Libero. Non c'era viaggio a Palermo o a Roma o in capo al mondo che non vedesse Libero in prima linea.

ROBERTO NASTASI
(La Sicilia DI MARTEDI' 22 DICEMBRE 2009)

LiberoIL 20 dicembre 2009 improvvisamente e' venuto a mancare un altro amico di Avola in laboratorio

Per Libero D'Agata
Libero

Libero era il nome che per lui avevano scelto i genitori. Col padre, l'ingegnere Franco, ebbi un rapporto bellissimo. Abitava e aveva studio di fronte il negozio di mio padre, dove ragazzo trascorrevo parecchie ore al giorno, e mi portava un affetto come fossi persona di famiglia. Era, l'ingegnere Franco, un francescano della professione, non chiedeva onorari a nessuno. Comunista vero e convinto. Quando venne un funzionario di partito quale commissario della Sezione, dopo tre mesi relaziono' alla Direzione nazionale, e scrisse che ad Avola l'unico vero comunista era l'ing. Franco D'Agata.
Libero dicevo il nome scelto. L'omaggio piu' bello che si puo' fare a un essere umano: concedergli la liberta', bene supremo. Quella liberta' che il sommo poeta esalto': ''Liberta' va cercando ch'e' si cara / come sa chi per lei vita rifiuta''.
Libero era come papa', ingegnere, ma era preso oltre che dalla professione da tanti altri impegni sociali, culturali, politici ...
LiberoOgni suo impegno era uno sprigionare di quella liberta' di pensiero che si portava innata e - si poteva convenire o dissentire dalle sue idee - esternava il suo pensiero senza se e senza ma.
Provato anche nella vita familiare non portava all'esterno il suo dolore, manifestando buonumore e socializzando con umano dialogo, pur sempre nel rispetto rigoroso e inflessibile del suo pensiero.
Era persona, anzi personaggio che non passava inosservato nella Societa', anzi si faceva e si fara' ricordare da amici e semplici conoscenti.
E questo da' testimonianza del forte carattere che lo sorreggeva e supportava nelle decisioni e nelle battaglie che con determinazione portava avanti sino in fondo.
Ora che la sorte lo ha portato via inaspettatamente e immaturamente ce ne ricorderemo di Libero, finche' memoria concedera'.


Giovanni Stella

 

Video di Ciccio Urso dedicato in primis a Gaetano D'Agata e a tutti i parenti di Libero, e poi al nostro amico stellare Orazio Parisi e a tutti gli altri che furono vicini a Libero e che condividono le nostre articolate esperienze nel campo della cultura.
Per saperne di più: http://www.libreriaeditriceurso.com/editoriinSicilia.html#primarassegna

 Un video per ricordare il Prof. Libero D'Agata
...Insegnante dell'istituto superiore I.T.I.S. di Palazzolo Acreide... Montaggio: Simone Manciagli



LiberofotoASCOLTA In memoria di Antonio Caldarella di Libero D'Agata

Il 25 febbraio 2009, a pochi giorni da quella data fatale, come AVOLA IN LABORATORIO dedicammo l'incontro mensile di quel mercoledi' letterario di fine mese all'amico Antonio, mutuando il tema della serata dal titolo di un libro di Jacques Derrida, OGNI VOLTA UNICA LA FINE DEL MONDO. Fu il primo incontro a cui Antonio non partecipo'...
Liliana in quella occasione canto' anche Una ragione in piu' di Ornella Vanoni, prima del suo intervento.

INTERVENTI DI LIBERO D’AGATA
NEGLI INCONTRI MENSILI DI AVOLA IN LABORATORIO


29/O5/2003

presso Ristorante Pizzeria 'Il Rustico" dei F.lli Di Maria, Via S. Lucia 52 Avola, incontro sul seguente tema: TEMPO, TEMPI, SE NE AVESSIMO IL TEMPO. Relatore: Libero D'Agata. Moderatore: Francesco Urso.

26/01/2005
per ''Gli incontri culturali in pizzeria'' presso Ristorante-Pizzeria Vecchia Cantina Baroni Contrada
Chiusa di Carlo, S.S. 115 96012 Avola, incontro su La matematica e il pensiero umano. Relazione di Libero D'Agata. Liliana Calabrese e Marco Urso alla chitarra. Moderatore Francesco Urso.

30/03/2005
per ''Gli incontri culturali in pizzeria'' presso Ristorante-Pizzeria Vecchia Cantina Baroni Contrada
Chiusa di Carlo, S.S. 115 96012 Avola, incontro dal titolo: Vi parlo per otto minuti. Miniconferenze a tema liberamente scelto esclusivamente da chi ha chiesto di parlare. Sono intervenuti: Libero D'Agata, Nerina Bono, Leonardo Miucci, Corrado Gisarella, Francesca Magro, Michele Urso. Moderatore: Francesco Urso. Associazione ospite: la ''Corale Città di Avola'' in “Le Sette Parole'' (antichi testi di liturgia pasquale tratti dalla tradizione siciliana).

31/10/2007
per ''Gli incontri culturali in pizzeria'' presso "I GIARDINI DI NOTO" Ristorante Pizzeria Bar Contrada
Fiumara - Noto, laboratorio di democrazia culturale con miniconferenze a tema imposto. Tema dell'incontro: IL PRINCIPIO ANTROPICO: CREAZIONISMO O SELEZIONE NATURALE. Moderatore: Libero D'Agata. Tecnico del suono: Salvatore Elera.

27/2/2008
per ''Gli incontri culturali in pizzeria'' presso "I GIARDINI DI NOTO" Ristorante Pizzeria Bar Contrada
Fiumara - Noto, laboratorio di democrazia culturale con miniconferenze a tema imposto. Tema dell'Incontro: Carboidrati, grassi, proteine, vitamine, sali minerali, acqua - Scienza ed etica. Moderatore: Michele Urso. Tecnico del suono: Salvatore Elera. Liliana Calabrese Urso alla chitarra. REGISTRAZIONE AUDIO DEGLI INTERVENTI: Michele Urso - Antonino Muccio - Paolo Pantano - Benito Marziano - Rosario Arizza - Leonardo Miucci - Libero D'Agata - Liliana Calabrese Urso

da http://www.edilportale.com

Libero D'Agata: Ingegnere

Studio:
Ingegneria & Architettura

Avola (Sr) Italia

 

Descrizione attività professionale:

consolidamento strutturale di palazzi ed edifici storici

Fondazione studio: 1976

Attività
010 - PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA
Progettazione architettonica
Restauro architettonico, conservazione
020 - CALCOLO STRUTTURALE
Calcolo strutturale edifici civili
060 - PROGETTAZIONE IMPIANTISTICA
Progettazione impiantistica elettrica
090 - DIREZIONE LAVORI E CANTIERE
Direzione lavori
110 - COMPUTO E CONTABILITA'
Computi metrici estimativi, contabilità
120 - CONSULENZE
Perizie e consulenze tecniche
Estimo e valutazioni immobiliari

libr'Avola

Conoscere il poeta significa conoscere le parole del poeta
così si è espresso Libero D'Agata, parlando di Antonio Caldarella


libravolaPRESENTATO IL 22 DICEMBRE 2007 PER LIBR’AVOLA
L’ULTIMO VOLUME DI POESIA DI ANTONIO CALDARELLA

“Detto fra noi” la recente raccolta di poesie di Antonio Caldarella, dedicata “di cuore, o meglio di polmone, al professore Umberto Veronesi” e agli altri della sua équipe per averlo “riportato sull’isola… che c’è” ha convinto e commosso  il pubblico intervenuto numeroso alla presentazione avvenuta sabato scorso presso la sala consiliare del Palazzo di Città. “La condivisione dello scrivere - ha commentato l’editore Francesco Urso che ne ha curato la pubblicazione - fa sentire meno difficile il cammino di quanti decidono di consegnare alla poesia le emozioni dell’anima. Questa esperienza ci fa sentire meno soli in una città dove spesso si ha successo senza cultura”. “Conoscere il poeta, significa conoscere le parole del poeta - ha esordito l’ingegnere Libero D’Agata nella insolita veste di relatore-non relatore dell’incontro. Il mare, l’acqua in movimento, la spiaggia, le dune, il vento sono gli elementi della poesia di Antonio che danno il senso della realtà in movimento, così come il buio, la notte, l’ombra, vissuti non in modo pauroso, danno l’idea che il buio non è mai totale, ma interrotto dalla luce. Ed ancora la presenza tattile, le dita, gli odori che si sprigionano potenti testimoniano una realtà, quella di Antonio, in continuo movimento, spesso improvvisamente diversa dalla premessa”. Tema dominante nelle domande e negli interventi del pubblico: chi è il poeta? cos’è la poesia? a cui Antonio Caldarella ha risposto con estrema sincerità e semplicità: “Presumo che il poeta sia una parte della persona, è un tramite, è quella parte di me che si esprime e che cerca di ribaltare il tempo”. Fra il pubblico anche il sindaco Antonino Barbagallo che ha voluto salutare l’amico di gioventù e compagno di studi: “Sono con voi col cuore al di fuori della politica, perché questa è una serata che parla della nostra città”.
Antonio Caldarella, poeta, drammaturgo, attore e regista, ha conseguito la laurea in Scienze Politiche all’Istituto Orientale di Napoli. Lavora in teatro, cinema e televisione dal 1977.
Con la Libreria editrice Urso ha pubblicato nel 1991 “La luna sfogliata dal vento” (1991) accreditata dalla prefazione di Jean-Paul Manganaro, noto traduttore e critico letterario, professore all’Università di Lille, già professore alla Sorbona di Parigi città dove vive.
Gabriella Tiralongo
In LA SICILIA del 28-12-2007

AVOLA IN LABORATORIO:
Otto minuti per provare il gusto di parlare in pubblico

(30/03/2005 per ''Gli incontri culturali in pizzeria'' presso Ristorante-Pizzeria Vecchia Cantina Baroni Contrada Chiusa di Carlo, S.S. 115 96012 Avola, incontro dal titolo: Vi parlo per otto minuti. Miniconferenze a tema liberamente scelto esclusivamente da chi ha chiesto di parlare. Sono intervenuti: Libero D'Agata, Nerina Bono, Leonardo Miucci, Corrado Gisarella, Francesca Magro, Michele Urso. Moderatore: Francesco Urso. Associazione ospite: la ''Corale Città di Avola'' in “Le Sette Parole'' - antichi testi di liturgia pasquale tratti dalla tradizione siciliana).

avola in laboratorioLa guerra preventiva, il caso di Terry Schiavo e le poesie di Neruda al centro delle conversazioni
L'insolita formula delle mini conferenze, otto minuti per proporsi agli altri, eliminare gli steccati e confrontarsi su un terreno sperimentale, escogitata da Ciccio Urso, «motore» dell'associazione culturale «Avola in laboratorio», si è rivelata vincente.
Mercoledì sera, per il consueto appuntamento della serie "Gli incontri culturali in pizzeria", il modulo "disorganizzato" ha permesso di dare spazio a chi non ha voce e ha indotto l'ascoltatore ad una riflessione interiore. Il più intrepido, Libero D'Agata, ha rotto il ghiaccio traendo spunto dall'iniziativa di un noto quotidiano nazionale: «La diversa interpretazione della vita dipende dalla religione, sia essa monoteista o politeista, per cui la vita rappresenta la diretta conseguenza dell'ambiente in cui nasce la stessa religione». Nerina Bono ha sentito la necessità di trasmettere il disagio suscitatole dall'accanimento comunicativo mostrato dalla televisione sulla vicenda della giovane americana: «La cosa che più mi disturba è il mettere in piazza anche la nostra nudità più intima, non accetterò mai che il nostro pensiero venga lobotomizzato». Lenonardo Miucci ha lanciato l'esca leggendo un racconto ironico sulla teoria della guerra preventiva, pubblicato sull'ultimo numero di Stilos. Corrado Gisarella, presidente di Acquanuvena, ha ritenuto di fare «una comunicazione di servizio riguardante la tutela del territorio, che da più parti viene attaccato». «Lentamente muore chi evita una passione,/chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i"/piuttosto che un insieme di emozioni…», sono stati i versi di Pablo Neruda, letti da Maria Restuccia che hanno convinto Francesca Magro a intervenire: «Viviamo fino in fondo le emozioni che leggiamo, non si può vivere una vita proiettati all'esterno dimenticando l'uomo nella sua integralità, inteso come spirito e corpo. Il mio grande desiderio è comunicarvi che la bellezza della vita è nel cuore di ognuno».
E' stato un gioco quasi catartico che ha permesso una comunicazione vera. L'esibizione della «Corale città di Avola» presieduta da Peppe Caruso e diretta dal maestro Salvo Passarello, è stato il filo di collegamento fra un intervento e l'altro.
Gabriella Tiralongo (in LA SICILIA )

Appunti preparati da Libero D'Agata per il suo intervento all'incontro:

26/01/2005 per ''Gli incontri culturali in pizzeria'' presso Ristorante-Pizzeria Vecchia Cantina Baroni Contrada Chiusa di Carlo, S.S. 115 96012 Avola, incontro su La matematica e il pensiero umano. Relazione di Libero D'Agata. Liliana Calabrese e Marco Urso alla chitarra. Moderatore Francesco Urso.

La matematica è quella scienza
nella quale non si sa di cosa si parla,
né se quello che si dice è vero.

Bertrand Russell


La domanda più imbarazzante che si possa rivolgere ad un matematico è chiedergli di che cosa si occupa
Le persone comuni credono che l'attività del matematico consista nel fare continue operazioni con i numeri e che la sua bravura si misuri dalla quantità di cifre che riesce ad utilizzare nei propri calcoli. Di fatto il matematico viene confuso con un elaboratore elettronico e scambiato per un computer organico. Questa visione gravemente riduttiva ed arida della scienza dei numeri non rende comprensibili i profondi ragionamenti che si celano dietro il singolo algoritmo matematico e finisce per respingere la maggior parte delle persone e per far nascere in esse un inquietante e persistente senso di sospetto nei confronti di qualsiasi oggetto matematico. La matematica è pensiero astratto numeroper eccellenza, ma è anche una pratica estremamente concreta, pur se ricca di tecnicismi che molti faticano ad afferrare e dotata di un proprio linguaggio e di una notazione non sempre facili da comprendere. E’ anche una disciplina della quale tutti ci serviamo quotidianamente, a un livello più o meno complesso, e naturalmente rappresenta la solida base sulla quale poggia l'avanzamento della scienza. Una disciplina astratta, dunque, ma anche intimamente saldata alla realtà.
Concezione naturalistica degli oggetti matematici
Secondo questo modo di vedere gli oggetti matematici non sono altro che un’astrazione e allo stesso tempo un disvelamento degli oggetti naturali: una cristallizzazione del reale che consente di vedere l’essenza delle cose depurata dalla brulicante molteplicità dell’esistente.
La matematica è la prima delle scienze naturali: chi negherebbe che i cerchi, i triangoli e le figure geometriche in genere siano delle traduzioni fedeli di analoghe forme corporee, che differiscono da quelle della geometria solo in virtù dell’imperfezione della materia che li costituisce e che solo nell’astrazione matematica i singoli enti (stoichéion) trovino la loro vera descrizione e la loro essenza profonda depurata dagli accidenti della materia.
numeroIdea platonica degli enti matematici
Si basa sulla convinzione che la matematica sia dotata di un’esistenza obiettiva universale, indipendente dal pensiero umano. L’intelligenza umana può cogliere più o meno bene gli oggetti matematici, ma non li produce, né li può modificare. La verità matematica non è determinata in modo arbitra-rio dai principi di qualche sistema formale creato dall’uomo, ma ha un carattere assoluto, collocandosi al di là di qualsiasi sistema di regole che sia possibile specificare. La matematica è l’idioma universale ed i matematici agiscono da esploratori e di tanto in tanto scoprono un oggetto matematico nuovo, che successivamente, anche dopo decenni, permette la soluzione di specifici problemi della physis.
Rappresentazione formalista e costruttivista degli argomenti della matematica
Siamo nella matematica dal volto umano, nella póiesis dell’uomo per l’uomo. La scienza dei numeri non ha alcuna esistenza al di fuori del pensiero umano. Gli enti matematici sono immaginari e privi di esistenza oggettiva. La matematica che conosciamo è un prodotto dell’uomo ed il matematico crea ed inventa nuovi oggetti matematici. In altre regioni dell’universo altri esseri intelligenti potrebbero aver sviluppato dottrine numeriche del tutto differenti.
Bisogna prendere atto, al di là delle diverse concezioni della matematica, che molte delle leggi che ci aiutano, nonostante tutto, a comprendere qualcosa della struttura del mondo e dell’universo in cui ci troviamo assumono una forma matematica, sembrano valere in ogni tempo ed in ogni luogo e possono applicarsi indipendentemente da circostanze e condizioni al contorno che a priori avrebbero potuto influenzarne la portata. Anzi diventa scientifico e viene considerato oggetto di scienza universalmente riconosciuto solo quello che si può scrivere in formule matematiche. Ossia è innegabile che la scienza dei numeri si rivela incredibilmente efficace nell’impostazione e nella risoluzione di tutti quei problemi in cui le premesse si basano su affermazioni non ambigue e su concetti non contraddittori. La sorprendente ed irragionevole potenza della matematica ha una spiegazione?


Libero D'AgataLIBERO D'AGAT
A

Sistema classico e sistema barocco
coesistono pacificamente

Libero“L’Aura, il piglio e i motivi dell’epoca neobarocca” è stato il tema dell’incontro svoltosi il 26-02-2003 ad Avola presso Villa Esedra Ristorante Pizzeria, dall’Associazione “AVOLA IN LABORATORIO”, nel corso dei consueti Mercoledì letterari.
Relatore dell’incontro, moderato da Ciccio Urso, l’ing. Libero D’Agata. L’epoca neobarocca è stata prospettata, più che come continuazione di un periodo stilistico ed architettonico ben connotato, in un’accezione più ampia, assurgendo le caratteristiche di un “sistema”, intendendo, con questo termine, consuetudini e “modus vivendi” che si basano, esasperandoli, sulle percezioni sensoriali, ottenendone gratificazioni che invogliano a continuare la scelte del sistema stesso. Oggi assistiamo ad una tendenza verso tale sistema sia da parte del sistema politico sia da quello religioso.
La strumentalizzazione della forma volge alla spettacolarità nell’uno e al folclore festaiolo nell’altro.
La stessa scienza, nella sua percezione più comprensibile, quando si esprime come conquista di strumenti di benessere sociale, tende al “sistema barocco” , quando gratifica le attività sensoriali, dai sistemi computerizzati alle realtà virtuali.
Il termine barocco, da attributo, in passato, è inteso, oggi, come sostantivo, e, come tale, scelta e tendenza.
La scienza pura, classica, teoretica, non potrebbe, certamente, avere le stesse rispondenze in termini di partecipazione e seduzione.
Il “sistema classico”, si esprime, parimenti, nella politica, nella religione, nell’arte e nella scienza, come contrapposto alla ricerca di valori immediatamente fruibili, i cui effetti si misurano a lungo termine e che, nella economia dei sistemi, esprime quindi, quei punti fondamentali che saranno di riferimento per ulteriori forme di ricerca.
Appare evidente, comunque, che tali sistemi, più che in contraddizione, coesistono nella nostra moderna società occidentale, in forma complementare, vissuti in base alle tendenze caratteriali, alle forme culturali, individualmente e collettivamente.
Tali considerazioni sono state ampiamente argomentate dagli intervenuti, consapevoli di essere stati insieme, in modo costruttivo, dandosi appuntamento al successivo incontro.
Corrado Di Rosa

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