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CAMMINIAMO INSIEME, DOMENICA 22 OTTOBRE 2017
MARCIA LIONS PER LA LOTTA AL DIABETE, NESSUNA ISCRIZIONE, NESSUNO SCOPO DI LUCRO

Partenza da Piazza Plebiscito a Solarino (Sr) ore 8,30, arrivo a Floridia in Piazza Del Popolo.
Unisciti a noi come e quando vuoi senza nessuna costrizione.
DOMENICA 29 OTTOBRE Screening gratuito del diabete.

Callegari e Urso
(Venezia, 11 dicembre 2016. Da sinistra Ciccio Urso e Luciano Callegari)

PELLEGRINI(-POETI) E POETI(-PELLEGRINI)
COME OGNI FINE ANNO CI INCONTREREMO ANCORA
... QUESTA VOLTA IL 4/5 NOVEMBRE 2017 A BUSTO ARSIZIO (VA)


Dopo i convegni di Vigevano, Brescia, Besenello, Vicopisano, Chivasso, Venezia...
chi ci conosce sa che non può mancare! Vero?


Chiunque potrà partecipare come al solito in piena libertà alle diverse fasi del Convegno, aderendo a tutte le nostre iniziative o partecipando ad alcune, con l’unico impegno di corrispondere i costi eventuali di quelle fasi, senza alcuna spesa organizzativa da corrispondere a noi.
Presto daremo in progress gli elementi concreti che riusciremo man mano a definire e che prevedono sostanzialmente un trekking al Cimitero Monumentale di Milano dalle 15 di sabato alle 18, a cura di Carla De Bernardi e Lalla Fumagalli (che ci parlarono già di questo nel 2012 a Brescia in un precedente convegno del Forum dei Pellegrini).
Prevediamo di condividere una pizza il sabato sera, e di incontrarci e discutere domenica dalle 10 alle 17 con pausa pranzo tra le 13 e le 15.

CLICCA QUI PER SEGUIRE IL PROGRAMMA ATTUALMENTE IN VIA DI REALIZZAZIONE E PER OFFRIRE UN TUO INTERVENTO

 

convegno

STORIE DI PELLEGRINI E POESIE

IN CONVEGNO A BUSTO ARSIZIO (VA)

a cura di Liliana e Francesco Urso e dei pellegrini del “Forum dei pellegrini”
e dei poeti del gruppo di Facebook “Libri di-versi in diversi libri”

Evento aperto alla partecipazione gratuita di camminatori, viandanti, pellegrini di ogni cammino e poeti di ogni specie.

Chiunque potrà partecipare come in tutte le altre volte in piena libertà alle diverse fasi del Convegno, aderendo a tutte le nostre iniziative, o partecipando ad alcune, con l’unico impegno di corrispondere i costi eventuali di quelle fasi, senza alcuna spesa organizzativa da corrispondere a noi.

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PROGRAMMA
(in via di definizione fino al 30 ottobre)

 

SABATO 4 NOVEMBRE 2017


– ore 13,00 e le 14,00: accoglienza dei pellegrini nel Centro Giovanile “Stoà”, Via Gaeta, 10 a Busto Arsizio. Sarà qui data accoglienza gratuita povera per la notte di sabato con proprio sacco a pelo e stuoino ad un numero massimo di quindici pellegrini. Daremo precedenza all’ordine di ricezione delle richieste, che bisogna inviare a forum@libreriaeditriceurso.com;


– ore 15,00-17,30: trekking culturale e poetico al Cimitero Monumentale di Milano con guida della pellegrina Carla De Bernardi e Lalla Fumagalli. Visiteremo, tra gli altri, i sepolcri di
Manzoni, Quasimodo, Alda Merini, Marinetti, Raboni,  Carlo Porta, Delio Tessa. e altri). Ciascuno dei partecipanti darà Euro 5,00 in offerta agli “Amici del Monumentale”. Sul posto è possibile noleggiare delle cuffie al costo di due Euro a persona (nel caso che fossimo in troppi);


– ore 18,00-20,00: visita di Piazza Duomo e del centro di Milano;


– ore 21,00: pizza condivisa nel Ristorante-Pizzeria “Da Mimmo”, a Busto Arsizio, in Via Padre Reginaldo Giuliani, 13 (Pizza a scelta + beva
nda, + caffè e limoncello a Euro 15,00 a persona);

 

DOMENICA 5 NOVEMBRE 2017

 

ore 10,00-13,00 nel Ristorante-Pizzeria “Da Mimmo”, a Busto Arsizio, in Via Padre Reginaldo Giuliani, 13 Liliana e Francesco Urso introducono il Convegno STORIE DI PELLEGRINI E POESIE.
Interverranno: Carmela Di Rosa, Benedetta Sarrica,

 

ore 13,00-15,00 pausa pranzo (primo, secondo, bruschettine e bevanda a Euro 20,00 a persona);

 

ore 15,00-17,00 conclusione del Convegno.

 

Interverranno con loro poesie: Carmela Di Rosa, Benedetta Sarrica, Yuleisy Cruz Lezcano,...

 

Ricordiamo ulteriormente che l’evento è da noi organizzato senza fini di lucro e sotto forma di volontariato com’era una volta, cioè gratis…

CHIUNQUE ADERISCA deve specificare se è presente a tutte le fasi con costi (cioè al Museo, alla pizza di sabato sera e al pranzo di domenica, oppure in quale fase ci sarà con certezza), per il motivo che bisogna dare entro il 2 novembre comunicazione esatta dei presenti.
Grazie di tutta la collaborazione che darete e del passa parola che eserciterete, condividendo l’evento.

HANNO GIÀ DATO LA LORO ADESIONE: Liliana Calabrese (Avola), Ciccio Urso (Avola), Moustafa Hegab (Legnano), Lilia Urso (Legnano), Carmela Di Rosa (Alessandria), Pietro Mandia, (Alessandria), Italo Benedetti (Besenello-Trento), Lisa Stybor  (Berlino), Mariarosa Moretti (Modena), Ilaria Moretti (Modena), Anna Scarpetta (Novara), Benedetta Sarrica (Busto Arsizio-Va), Fiorella Garbin (Gallarate-Va), Yuleisy Cruz Lezcano (Marzabotto-Bo) Agostino Guerrini (Mi), Carla De Bernardi (Mi), Lalla Fumagalli (Legnano-Mi), Ada Neri (Bergamo) Elena Martinelli (Trento), Angela Selvaggia Pellegrina (Firenze), Michele Pianeselli (Cordenos-Pn), Andrea Vitiello (Carloforte-Ci), Totò Roberto Candileno (Milano), Mariapina Astuni (Bisignano-Cs), Luigi Ficara (Bellusco-Mb), Maria Antonietta Nichele (Laveno Mombello (Va), Roberta Mmu Gallina, Patrizia Palini, Anna Maria Folchini Stabile (Milano), Paola Surano (Busto Arsizio-Va), Marina Masotti (Milano), Nicoletta Dalessi (Locarno- Svizzera),...

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in stampacopertinaAUTORI VARI
STORIE IN CAMMINO – Esperienze e testimonianze di pellegrini e viandanti
2017, 16°, pp.
..., Libreria Editrice Urso, Collana "Cammini" n. 11, € 12,00 – ISBN ISBN 978-88-6954-150-6 acquista

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Dopo le testimonianze di sincronicità raccolte nel 2016 nel volume Quando il cammino trascende, abbiamo voluto continuare ancora nel 2017 a richiedere ulteriori riflessioni, un po’ perché siamo convinti che non è facile raggiungere l’immenso universo di camminatori nonostante l’inflazione dei nuovi mezzi di comunicazione, e, poi, anche perché molto spesso, in parecchi pellegrini ci sono delle resistenze ad ammettere l’esperienza limite dell’incontro con l’inspiegabile e col mistero delle cose, che pur accadono a tantissimi camminatori.
Con le tredici testimonianze di questo volume siamo riusciti sicuramente solo in minima parte a percepire e mettere nero su bianco quanto di magico accade in cammino. Questa volta, a differenza di alcuni casi di anonimato in qualche scritto della precedente esperienza, in cui mettemmo assieme episodi di sincronicità, tutte le testimonianze di quest’altro volume hanno, invece, il nome e cognome autentico di ciascuno dei narratori. La loro collocazione nel territorio è la più diversa, con rappresentanti di diverse regioni italiane, con in più una testimonianza, che ci viene da una pellegrina tedesca, che ha inviato il suo testo in tedesco e in italiano.


Francesco Urso

 

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in stampa


Corrado Carbè, Compagni di viaggio (Racconti), 2017, 8°, pp. 122, Libreria Editrice Urso, Collana "Mneme" n. 49, € 13,00 – ISBN 978-88-6954-149-0 acquista

AL TEMPO DI PAPÀ
Al tempo di papà c’erano i libri.
Libri polverosi, custoditi in perfetto ordine filologico nella libreria del salotto rosso di Avola o, anche, libri ammucchiati uno sull’altro senza una destinazione precisa, senza una sottile linea che guidasse il lettore da un volume all’altro.
Tanti libri e tante storie che Corrado riscopriva nei propri ricordi di ragazzo, quando lo spazio ed il tempo delle sue giornate erano arricchite dalle tenui tinte color pastello dei dipinti di sua madre Elvira e la lettura era qualcosa di privato, di non condiviso, una scoperta personale e, a volte, misteriosa.
Nel salotto rosso tutte le pareti erano state riempite di volti familiari, corpi aggraziati, fiori e paesaggi siciliani evocativi di un’epoca che fuggiva via e, contemporaneamente, restava per sempre negli occhi e nel cuore.
Il momento della lettura di Corrado era accompagnato da quell’atmosfera unica, consumata e vissuta in quel luogo unico al mondo. Il giovane uomo poteva sedersi a fianco al padre Salvatore, incontrato solo nei racconti di chi lo ricordava e lo aveva amato, e condividere con lui filosofie e sogni inumani, speranze terrene, respiri soffusi. Corrado incrociava gli occhi ed il sorriso buono di Salvatore e lo immaginava compagno di viaggio nei sovrumani silenzi del pensiero fatto di avventure e di parole vive. Il giovane uomo poteva sedersi sulla riva di un fiume senza nome, tra il fresco di una pianta di carrubo e la vivacità di un albero di ulivo e guardare l’acqua scorrere senza sosta mentre le pagine ingiallite scorrevano tra le sue dita. La continuità e la capacità del fiume di muoversi sempre nella stessa direzione restituiva a Corrado la pazienza per andare fino in fondo al testo, per capirne i significati nascosti, per lasciarsi sorprendere dalla narrazione. In fondo all’ultima pagina si trovava la fine di quel fiume di esperienze altrui, ormai interiorizzate, ed il fiume finiva la sua corsa nella conoscenza e la conoscenza si risvegliava in Corrado.
Il giovane uomo si accompagnava alla segreta Dama vestita di velluto marrone che riposava dietro lo specchio magico della credenza di noce posta al centro del salotto rosso. Le piume vistose del suo cappello solleticavano la sua fantasia con delicata sensualità ed il rossetto ammiccante lo invitava a nuovi viaggi, nuove speranze, nuova curiosa intelligenza che cercava di comprendere le passioni della vita attraverso la lettura.
Corrado leggeva, leggeva, leggeva e stringeva la mano della Dama dello specchio, riflettendo in lei la sua genuina semplicità e, allo stesso tempo, cercando la sua complicità. Lo stimolo complice di una donna eterna ed insieme immutabile. L’uomo Mercurio aleggiava il suo risveglio in Corrado, la promessa lontana di nuove realtà da scoprire, di nuovi simboli da comprendere, di nuovi linguaggi da assimilare, muovendosi velocemente fra la terra degli uomini e la Trinacria degli Dei.
Il giovane uomo entrava ed usciva a suo piacimento dal suo tempio personale, si riconosceva in quella dimensione che sospendeva la sua incredulità, anche solo per poche ore al giorno, e da esso era riconosciuto, accolto, stimato. Nessun libro era rimasto non letto, Corrado lo sapeva e ne era quietamente orgoglioso.
Al tempo di papà c’era il Cinema. Il cinema grigio, il cinema bianco, il cinema nero, il cinema blu, il cinema delle ombre rosse di John Ford, il cinema della vita meravigliosa di Frank Capra, il cinema peplum di Pietro Francisci, il cinema dei sorrisi puri di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, e, più di tutti, il Cinema Cappello.
Niente lo divertiva come il Cinema, un’isola che non c’era, fatta di lunghe serate estive vissute ad emozionarsi sotto la fredda luce delle stelle piangenti di San Lorenzo.
Al tempo di papà c’era la campagna afosa piena di promesse, di persone, di sapori, di profumi e di luoghi che visitava e rivisitava con nostalgie e consapevolezze che solo chi ha sradicato il proprio percorso può realizzare. Al tempo di papà c’era il mare, soprattutto il grande mare padre di ogni sogno, quando Corrado intravedeva le navi all’orizzonte al limitare estremo del continente Europa, gli occhi del mare che guardavano dentro di lui e lo chiamavano.
Al tempo di papà c’era… un volta…

Maurizio Salvatore Carbè

 

 

i nostri libri

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Corrado Morale, Il mistero della Badia, 2016, 8°, pp. 328,
€ 20,00, Collana Mneme n. 48
ISBN 978-88-6954-109-4 acquista

 

Questo libro è un romanzo e come tale va letto. Le vicissitudini e le azioni dei personaggi, quali il conte, la contessa, Rosa, così come pure gli altri personaggi citati nel romanzo e riferite alla storia di Avola di quel periodo, sono quasi tutte, o in parte, inventate.
Ho preferito altresì fare interagire i personaggi inventati con alcune figure di spicco di quegli anni, citati nella storia della mia città e della provincia di Siracusa, tra i quali: Liberante Mazzone, Giuseppe Bianca, Calogero Gubernale e Gaetano Abela.
Di questi personaggi troverete un accenno alla loro vita nelle pagine di coda. Si è cercato quindi di trasmettere al lettore, lo spirito, gli usi e i costumi dell’epoca, intrecciandoli volutamente con riferimenti storici attinenti. L’autore lascia quindi alla curiosità del lettore ricercare, tra la fantasia e gli intrecci del romanzo, le tante verità storiche.

Corrado Morale

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NUOVO!!!

Vincenzo Fiaschitello, Lo strano caso dell’abbazia e altri racconti,
Libreria Editrice Urso, Collana “Mneme” n. 28
8°, pp. 112, 13,00
– ISBN 978-88-6954-148-3

[...]V. Fiaschitello approda al racconto breve, dopo un’intensa produzione nel campo della poesia lirica. La stessa passione per la vita e per i fatti del mondo, espressa in versi, lo spinge a questa nuova scrittura. La parola, detta o scritta, è per l’Autore il mezzo più specificamente umano per ricomporre un ordine e un senso nel rapporto col mondo, per fare del Caos dell’Esistenza un Cosmo accettabile e vivibile.
Il filo rosso che unisce i venti racconti di quest’opera è dato dall’accezione che la vita dell’uomo è situata nel-mondo, in una condizione ambigua e precaria, esposta al conflitto, ma anche alla necessità di unirsi nella vita sociale, per darsi aiuto reciproco, per soddisfare i bisogni naturali di procacciarsi il cibo per vivere, di proteggersi dalle calamità naturali ed altri…
Fiaschitello scrive i racconti, perché è innamorato della vita. Per questo motivo, oltre alle situazioni compassionevoli, mette in scena necessariamente anche personaggi buffi, esilaranti, che rappresentano il lato comico o tragi-comico della realtà, per trarne piacere dalla parola scritta e trasmettere buon umore al lettore…

Domenico Gilio

 
LIBRI DISPONIBILI NELLA LIBRERIA EDITRICE URSO
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L'eremita si racconta
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copertina Van Doorne

novità

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ISBN
978-88-96071-05-2

€ 8,00

i nostri librinuovo
dalla PRESENTAZIONE di Angelo Fortuna

(...)Nella solitudine del suo attuale eremo al centro di una stupenda vallata nel territorio della Diocesi di Noto, popolato dalla presenza mistica della Chiesa netina, di cui, per grazia divina, padre Ugo Van Doorne  anima orante e cuore pulsante, il buon eremita continua a vivere il Vangelo sine glossa.
Grazie alla preghiera, divenuto egli stesso pura preghiera, quotidianamente offre la più lampante testimonianza che, dacché Cristo ha riaperto i sentieri del Cielo, non ci sono più due mondi quello fisico e quello spirituale - ma uno solo: il Regno di Dio sulla Terra come in Cielo (Madre Teresa di Calcutta).
In occasione del cinquantesimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale, che ricorre il 27 luglio 2008, padre Ugo, spinto dall'amore per i fratelli, ha avuto l'amabile sensibilità di rilasciare una lunga intervista a Salvatore Adamo, in cui, in forma implacabilmente convincente e serena, risponde a tutti i perché sulla sua singolare scelta di vita.
 
"Libreria Editrice Urso"
Autore:"Fra Ugo Van Doorne" - 2017 -
BAROCCO LIBRI SAGGISTICA LIBRI BAROCCO SAGGISTICA
LIBRI IN PRONTA CONSEGNA

Ezio Raimondi
Barocco moderno
Roberto Longhi e Carlo Emilio Gadda

2003, 16°, pp. 202, ill.
€ 12,50acquista

 
barocco

In questo libro suggestivo il grande storico della letteratura Ezio Raimondi propone una lettura dell'idea di barocco accostando lo scrittore Carlo Emilio Gadda al critico d'arte Roberto Longhi. Per Gadda l'idea di barocco significava non tanto un codice stilistico, ma un'etica conoscitiva, fra deformazione della realtà e testimonianza storica: «Il barocco e il grottesco albergano già nelle cose, nelle singole trovate di una fenomenologia a noi esterna». Il barocco è il mondo, e Gadda ne ha percepito e ritratto la "baroccaggine".

Già nel 1912, Longhi, analizzando la pittura di un Boccioni o di un Soffici, affermava che «il problema del futurismo di fronte al cubismo è quello del Barocco rispetto al Rinascimento». Alla "staticità" del "cerchio"', succede l'energia in movimento dell'''ellisse''. Queste, per Longhi, erano solo le prime battute di un itinerario estetico e critico che nella cultura barocca aveva trovato anche il paradigma di una metodologia percettiva, un senso dello spazio artistico fra sensazione visiva e descrizione verbale, riassunto nella "disperata serietà morale" del teatro figurativo, illuminato dall'occhio di Caravaggio.

novitàDi Giorgio - Copertina

Salvatore Salemi,
Teocrito Di Giorgio - Poeta, scrittore, traduttore
,
2017, 8°, pp. 80,
Libreria Editrice Urso, Collana "Mneme" n. 30
, € 10,00 acquista



DA PAGINA 5 DEL LIBRO DI SALVATORE SALEMI
(...)Mi sento in dovere di manifestare un sincero rincrescimento per il fatto che un valido scrittore locale e la sua produzione letteraria sono stati ignorati per troppi anni; e il dispiacere è più amaro se penso che Di Giorgio continua tuttora ad essere ignorato persino da tanti operatori culturali della nostra città. Certo, l’aver lo scrittore trascorso gran parte della sua non breve vita lontano dal paese natio ha fatto sì che da parecchio tempo ormai si sia disperso, ad Avola, il ricordo di lui; ma gli oltre venti anni che sono trascorsi dalla pubblicazione del suo romanzo "Un pugno di case", che è un’autentica testimonianza d’amore verso il proprio paese, senza che nulla si sia fatto per divulgarlo e farne apprezzare il valore artistico, rappresentano la prova troppo evidente di una nostra mancanza nei riguardi di uno degli artisti cui la nostra città ha dato i natali.
Perché Di Giorgio potesse ricevere l’apprezzamento favorevole, che indubbiamente gli spettava, da parte dei suoi concittadini, non fu neppure sufficiente che nel 1973 "Un pugno di case" ottenesse un riconoscimento ufficiale e solenne, mediante l’attribuzione di un premio, al concorso di letteratura indetto dalla Fondazione "Famiglia Piccolo di Calanovella" di Capo d’Orlando...

Paolo Di Stefano LIBRI Paolo Di Stefano LIBRI Paolo Di Stefano
LIBRI IN PRONTA CONSEGNA NELLA LIBRERIA URSO

novitàNino Motta
La parrucchiera di pizzuta
Un giallo siciliano
2017, 8°, pp. 224
€ 16,00acquista

 
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Rosa Lentini ha quarant'anni passati da un po' (anche se nessuno lo direbbe), un matrimonio alle spalle, una figlia e una passione: è una filologa, specializzata su Petrarca, ma la sua carriera universitaria è bloccata da concorsi discutibili. L'estate si avvicina, e Rosa prende una decisione: chiede l'aspettativa e con sua madre, donna Evelina, raggiunge la casa di famiglia a Pizzuta, il suo paese, vicino a Siracusa. Non sarà la solita vacanza tranquilla di mare e spiaggia. Mentre lo scirocco soffia inebriante e stordente, prende forma una piccola ossessione: far luce sul misterioso omicidio di Nunziatina Bellofiore, avvenuto il 7 novembre 1956. Che cos'è accaduto alla bellissima ventenne che aveva aperto da poco un Salone di parrucchiera? A cosa si deve il silenzio che avvolge la sua morte da oltre cinquant'anni? A parte un ritaglio ingiallito, negli archivi non c'è quasi nulla. Per l'indagine che condurrà con sua madre, Rosa ha a disposizione la memoria lacunosa dei coetanei di Nunziatina oltre alle armi della filologia: che insegnano proprio a colmare lacune, esercitare la virtù del dubbio, seguire la "lectio difficilior" anche a costo di mettersi nei guai.

NINO MOTTA al suo primo romanzo, è l'alter ego di Paolo Di Stefano, autori di numerosi libri, tra cui "Baci da non ripetere" (1994), "Tutti contenti" (2003), "Nel cuore che ti cerca" (2008), "La catastròfa" (2011, "Giallo d'Avola" (2013)

AVOLA LIBRI SAGGISTICA LIBRI AVOLA SAGGISTICA
LIBRI IN PRONTA CONSEGNA

A cura di Salvatore Giangreco
Gen. Francesco Giangreco
2016, 8°, pp. 232
€ 24,90acquista

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copertina

PRESENTAZIONE UN SOLDATO D'ALTRI TEMPI
DI ANTONIO BRANCAFORTE (1978)

Il generale Francesco Giangreco nacque nel 1891 ad Avola. Ufficiale di complemento, richiamato per mobilitazione nel maggio 1915, combatté nel 19° Reggimento Fanteria, Brigata "Brescia", prendendo parte a tutte le battaglie dell'Isonzo. Da tenente al Comando di compagnia, durante la battaglia di Gorizia, fu tra i tre conquistatori del Monte San Michele del Carso. Sul fronte francese, nel 1918, combatté nelle Argonne, a Bligny e sulla Marna. Più volte decorato al valor militare. Trasferito nel servizio attivo per merito di guerra, alla fine del primo conflitto mondiale era capitano da due anni.
Dopo un breve servizio in Libia, frequentò la Scuola di Guerra in Torino. Nel 1925 fu l'unico vincitore del concorso per la promozione a maggiore per scelta eccezionale. Tra i vari incarichi, svolse per sei anni quello di insegnante di Arte e Storia Militare nell'Accademia della Regia Guardia di Finanza. Da tenente colonnello comandò un battaglione dell'88° Fanteria. Prestò anche servizio presso l'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito. Da colonnello comandò il 20° Reggimento Fanteria, la Scuola Militare di Roma e la Scuola Allievi Ufficiali di Fano. Generale nel 1942, fu destinato alla Divisione "Zara", in Dalmazia, e comandò il settore Spalato, Traù e quello di Knin, ove ebbe alle sue dipendenze anche i "cetnici del Dinara".
Qui venne colto di sorpresa dalla crisi dell'8 settembre 1943. Mentre i rappresentanti del Comando Supremo italiano ritenevano di condurre le trattative dell'armistizio con gli angloamericani nella massima segretezza, i tedeschi - come la storiografia ha accertato - erano al corrente di tutto e predisponevano adeguate contromisure con accortezza e precisione.
Pochi giorni prima dell'8 settembre il generale Giangreco, informato tempestivamente di un inspiegabile movimento di truppe corazzate tedesche in direzione di Knin, chiede insistentemente ordini al Comando Superiore di Zara e a quello di Fiume. Finalmente riesce ad ottenere quest'ordine, la cui logicità si commenta da sé: "Se chiedono di passare con le buone, lasciateli passare. Se fanno ricorso alla forza, opponetevi con la forza, evitando spargimento di sangue".
Il generale Giangreco, che aveva appreso con ritardo ormai irrevocabile la notizia dell'armistizio dalla radio croata, venne invitato dai tedeschi con le lusinghe e con le minacce ad allearsi con loro per combattere le truppe di Tito. Avendo opposto un deciso rifiuto, fu arrestato. Ebbe appena il tempo di impartire agli ufficiali l'ordine di non consegnare i fucili senza prima aver gettato gli otturatori nel fiume. Reo di "aver svolto azione contraria agli interessi del Reich", dal settembre 1943 al settembre 1944 fu internato nel Lager 64Z di Schokken (attuale Skoki) in Polonia. Successivamente venne trasferito a Posen nelle carceri delle SS e finalmente per sei mesi nel campo di sterminio di Flossenbürg.
Riuscì a sopravvivere agli stenti ed alle sofferenze, di cui parla nel memoriale, sfuggendo infine in maniera avventurosa alla sorveglianza delle SS.
Nel giugno 1945 costituì e comandò per primo il Comando di Fanteria della Sicilia a Palermo. Due anni dopo fu collocato in Ausiliaria: l'Italia "democratica" del dopoguerra, ovviamente, non aveva più bisogno di uomini come il generale Francesco Giangreco.
L'8 ottobre 1980 il Generale Giangreco morì a Catania.
Alle vicende del generale Giangreco hanno dedicato attenzione vari storici e saggisti del nostro tempo. Si possono utilmente consultare:
– E. Musco: “La verità sull'8 settembre”, Garzanti, Milano, 1965, pag. 165. A.
– Jacobucci: “Neve Rossa a Shelkow”, SEI, Torino, 1963.
– R. Zangrandi: “1943. 25 luglio – 8 settembre”, Feltrinelli, 1964, pagg. 578-979.


AVOLA LIBRI SAGGISTICA LIBRI AVOLA SAGGISTICA
LIBRI IN PRONTA CONSEGNA

novitàGiuseppe Pignatello
Il dialetto della mia terra natia
(Il Siciliano della mia Avola)

2017, 8°, pp. 616, ill.
€ 27,00acquista

 
copertina Pignatello


Ouesto lavoro, relativo alla parlata locale, si può considerare come la terza parte del libro ''Avola degli Anni Trenta". Non essendo opera di un glottologo o filologo, non ha la pretesa di una rigorosa ortodossia scientifica nell'analisi etimologica di tutti i termini, ma di evidenziare il senso, in essi racchiuso, (talora anche il più recondito), e mantenere così la continuità con !'intera monografia nell'indagine socio-psicologica del nostro ambiente e del nostro popolo.
Ho consultato senz'altro gli autorevoli dizionari etimologici, citati nella bibliografia riportata in appendice al testo, ma il ragionamento sulla origine e derivazione di alcune dizioni del dialetto della mia terra natia, per qualche termine cerca di scoprire un etimo che ha il carattere della verosimiglianza, fondandosi sull'intuizione, sulla critica, sull'esperienza, sull'assimilazione personale, aiutate e confortate dalle cosiddette reminiscenze classiche.

Giuseppe Pignatello
(A pag. 6 del volume)

 

dalla PRESENTAZIONE

L'opera postuma, complessa e corposa, “Il dialetto della mia terra natia al vaglio dell'esperienza critica e dell'assimilazione personale (il Siciliano della mia Avola)" di Giuseppe Pignatello esige, per chi vi si accosta, un chiarimento preliminare. Anzitutto, il ripetersi già nel titolo dell'aggettivo possessivo "mia terra natia" e "mia Avola" rivela una incondizionata adesione emotiva e un amore senza misura per la sua città natale da parte dell'Autore, che ad essa ha dedicato il più e il meglio della sua produzione letteraria. Basti fare, a tale riguardo, un semplice riferimento ai due volumi di "Avola degli Anni Trenta" (Catania, Istituto Siciliano di Cultura Regionale, 1978), alla "Guida di Avola" (Ispica, Martorina, 1980, seconda edizione 1993) e ad "Avola dalla Preistoria al Duemila" (Rosolini, Santocono, 2007), per rendersi conto di questo suo viscerale attaccamento al suolo natio.
In secondo luogo, va subito evidenziato come il suddetto titolo sia fortemente riduttivo rispetto alla copiosa materia trattata con sicura competenza, lunga e meditata preparazione, intelligenza e indefettibile applicazione.
Non siamo dinanzi a un semplice vocabolario del vernacolo avolese, a una fredda raccolta di termini in ordine alfabetico dell'ambito lessicale locale e neppure di fronte a un dizionario, che si limita a registrare e dar conto delle parole nella loro totalità sincronica e diacronica.
“Il dialetto della mia terra natia al vaglio dell'esperienza critica e dell'assimilazione personale (il Siciliano della mia Avola)" è il risultato di un vasto progetto di lavoro articolato, multiforme e originale nella sua impostazione...

Angelo Fortuna

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Margaret Mazzantini
Mare al mattino
2015, 8°, pp. 120
acquista

 
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"Questo libro è una novità nel percorso della Mazzantini. Il suo stile si è prosciugato mettendo in rilievo l'essenziale; le frasi, brevi o brevissime, spesso aforistiche, hanno un grande potenziale emotivo. Ognuna ci colpisce, e va ben meditata e assimilata. La narrazione, fotografando visioni di forte impatto simbolico, ci lascia immagini inconsuete e non dimenticabili." (Cesare Segre, Corriere della Sera) "Un piccolo libro su un'immensa catastrofe, una testimonianza del nostro tempo, piena di poesia." (BuchMarkt) "Come sempre Mazzantini trova le parole per esprimere il dolore e la sofferenza dei vinti, i dimenticati ai margini della Storia." (LeMonde) "'Mare al mattino' evita il facile sentimentalismo che spesso accompagna il dramma dell'emigrazione." (El Pais)

       
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