Sebastiano
BurgarettaSPAZIO A CURA DELLA LIBRERIA EDITRICE URSO CORSO GARIBALDI 41 96012 AVOLA e-mail info@libreriaeditriceurso.com vedi Catalogo Libreria Editrice Urso ![]() scarica IN PDF scarica IN WORD |

Curriculum bio-bibliografico di Sebastiano Burgaretta
Nasce ad Avola il 2.12.1946
Studia al Liceo Classico “Di Rudinì” di Noto
Nel 1969 si laurea in Lettere all’Università di Catania
Nel 1970 vince il concorso a cattedra e comincia a insegnare italiano e latino nei licei
Attualmente insegna nel Liceo Classico “Ettore Majorana” di Avola
Nel 1972 viaggia per tre mesi in Sud America con altri giovani nel quadro della preparazione del Concilio dei Giovani che si sarebbe celebrato a Taizé attorno alla omonima comunità religiosa ecumenica
Nel 1974 consegue il diploma in teologia con il Centro “Ut Unum Sint”
Nel 1979 viene invitato da Antonino Uccello a collaborare con lui nella realizzazione di alcuni volumi. In quell’anno comincia a pubblicare anche in riviste e giornali su argomenti di tipo etnoantropologico
Avvia alcune ricerche in prima persona
Nel 1981 pubblica il volume I fatti di Avola, con prefazione di Giuseppe Giarrizzo, e organizza una mostra fotografica sul culto di San Sebastiano ad Avola con la locale Pro Loco. Cura anche il relativo catalogo
Nel 1982 pubblica i risultati di una ricerca sull’apicoltura nel volume Api e miele in Sicilia, edito dalle Edizioni del Museo Etnoantropologico della Valle del Belice, di Ghibellina, con prefazione di Antonino Buttitta e foto di Nino Privitera
Nel 1982 pubblica il volume San Sebastiano a Melilli, con foto di Nino Privitera
Nel 1983 pubblica il volume I “nudi” di San Sebastiano ad Avola e Melilli
Nel 1984 ha curato e prefato il volumetto La roba della sposa tra l’‘800 e il ‘900 in Sicilia di Antonino Uccello
Nel 1988 ha curato la stampa dell’inedito Avola festaiola di Gaetano Gubernale e pubblicato il volume Note di aggiornamento ad Avola festaiola
Nel 1992 ha pubblicato il volume Mattia Di Martino nelle lettere inedite del Pitré edito dal Rotary Club di Noto
Nel 1992 ha pubblicato il volume L’opera dell’uomo a Cava Grande del Cassibile con foto di Giuseppe Leone, con prefazione di Aurelio Rigoli
Nel 1996 ha pubblicato il volume Festa con foto di Eugenio Zinna
Nel 1997: A Sud di Siracusa per l’A.A.P.I.T. di Siracusa
Nel 1995 e 1997: Retablo Siciliano, catalogo dell’omonima Mostra di cartelloni del teatro dei pupi, portata anche al Museo Teatrale alla Scala di Milano, con prefazione di Vincenzo Consolo
Nel 1998: riedizione de I fatti di Avola
Nel 2001: Di Spagna e di Sicilia
Ha pubblicato i seguenti volumi e plaquettes di poesie:
1992: Diario del Golfo
1995: L’Ala del tempo, con prefazione di Silvana La Spina
1998: Ρόδον
1998: Epigraffi, con prefazione di Toto Roccuzzo
1999: Mpizzu ri fuddhia
2000: Anàstasis
2003: Trame del Mediterraneo, con prefazione di Silvana Grasso
2004: Le‘olàm, con prefazione di Franco Loi
2007: Cummitu, traduzione siciliana del Simposio di Platone, con prefazione di Alessandro Salerno.
Ha pubblicato varie centinaia di saggi e articoli di argomenti etnoantropologico, letterari, teologici, d’arte, in molti giornali e riviste locali, nazionali ed esteri
Ha pubblicato molte poesie su riviste, libri d’arte e antologie
Da più di venti anni partecipa a Convegni di rilevanza regionale, nazionale, e anche all’estero
Collabora con istituzioni universitarie e musicali
Come
Gli sono stati consegnati e/o ha vinto vari premi, tra i quali L’ape d’oro, il Premio dei Benemeriti del Presepe, il Vann’Antò e il Premio Rinascita per la poesia, il Premio Speciale Leonforte, “per aver contribuito con la sua opera alla nascita di una Sicilia alternativa”, il Premio Capodieci, e il Premio Carrà-Tringali
Sue poesie sono state tradotte in arabo e pubblicate in Siria. Una sua poesia, ispirata all’assassinio di Rabin, fu letta alla Radio israeliana il 19 dicembre 1995. Altre sono state pubblicate in Spagna
Ha tradotto in siciliano La casa di Bernarda Alba, di F.G. Lorca (ne ha anche curato la regia in teatro); Voci di famiglia, di H. Pinter (sono entrambi inediti); il Simposio di Platone
Ha curato decine di cataloghi per mostre e rappresentazioni in varie città
Ha collaborato a vari volumi di AA.VV., di argomento storico-naturalistico (Vendicari, Capo Passero, etc.) ed etnoantropologico
Ha fondato l’Associazione Filodrammatica Avolese, con la quale ha ripristinato l’antica tradizione della Casazza e realizzato il Presepe Popolare Vivente di Avola Antica
Tra le riviste con le quali ha pubblicato sono: Otto-Novecento, Il fuoco, Lares, La Ricerca folklorica, Etnostoria, Il Cantastorie, Nuove Effemeridi, Kalós, Atlante, Sikania, Pagine del Sud, Prospettive SR, Quaderni del Mediterraneo, Etnos, Mesogea etc.
Collabora a La Sicilia e a Stilos
È direttore editoriale della Editrice “Libreria Editrice Urso” di Avola
È socio di varie associazioni culturali, tra cui la Società Siracusana di Storia Patria (dal 1977); dell’I.S.V.N.A. di Noto, dell’Associazione per la Conservazione delle Tradizioni Popolari di Palermo, del Centro Internazionale di Etnostoria di Palermo, dell’Associazione Culturale “Crisilio Castello” di Avola
Opera, sul piano culturale, ad Avola, organizzando incontri culturali, conferenze, presentazioni di libri, etc.
È redattore della rivista Avolesi nel mondo, organo dell’omonima associazione
Ha partecipato al “Treno dei poeti” nel 2001, alle “Orestiadi di Gibellina” nel 2002, a “Ancora na notti di ventu” nel 2002, a “È tempo di poesia. 500 spot per Librino” nel 2003, a “Sabir. Circolo Mediterraneo di Conversazione 2005”, al “Gran Tour dei poeti” nel 2006.
Trame
del MediterraneoEdito dalla Libreria Editrice Urso è in libreria un prezioso poemetto (il diminutivo si riferisce soltanto al piccolo formato), Trame del Mediterraneo, ultima fatica poetica di Sebastiano Burgaretta. Lopera consta di due parti: la prima, che è quella che dà il titolo al volumetto, che crediamo inedita; la seconda Anàstasis, già pubblicata, qualche tempo fa, in unedizione che era una graziosa miniatura fuori commercio. Il poeta torna, ancora una volta, a darci prova di una poesia colta che parla alle menti senza, tuttavia, nulla togliere alla musicalità e alleleganza del verso. Non intendiamo dilungarci a dire di tutti i componimenti che costituiscono la silloge, sia perché non disponiamo dello spazio sufficiente a poter scrivere quanto si potrebbe sia perché ci piace non contaminare eccessivamente, con le nostre, le riflessioni del lettore. Vogliamo qui soltanto anticipare che, con quella pregnante umanità che lo contraddistingue, Burgaretta ci ripropone quel mito di un Mediterraneo che è unità geofisica, che è unità culturale, che ci comprende; mare che non divide ma unisce, mare che, come scrive Fernand Braudel, inizia e finisce dove si estendono lulivo, il fico e il melograno. Ci è sembrato di leggere nei versi del Nostro il suo dolore, di fronte alle tante, troppe volte, purtroppo, in cui, in questi ultimi tempi, questo mare è diventato bara dacqua e di alghe per troppi figli amari di Hamdîs, forse perché quel vento generoso della vita / che soffia nei cuori dei poeti (versi che, pensiamo, ogni poeta avrebbe voluto scrivere), non soffia nei cuori di tutti gli uomini (crediamo si debba ammetterlo), e che nei cuori dei molti pare soffi di più il vento gelido dellodio e della morte. Lultima cosa che vogliamo aggiungere a queste nostre brevi considerazioni è che ci troviamo di fronte a versi di grande poesia, che sollecitano profonde riflessioni e arricchiscono lo spirito. Benito Marziano |
Ha
pubblicato numerosi volumi, fra i quali:
I fatti di Avola (I98I; I998),(Libreria Editrice Urso)
Api e miele in Sicilia (I982),
I "nudi" di San Sebastiano ad Avola e Melilli (I983), (Libreria Editrice
Urso)
Avola festaiola (I988),
Mattia Di Martino nelle lettere inedite al Pitré (I992),
L'opera
dell'uomo a Cava Grande del Cassibile (I992), (Libreria Editrice Urso)
Festa (I995),
Sapienza del fare (I996),
Retablo siciliano (I997).
Come poeta ha dato alle stampe i seguenti
titoli:
Diario del Golfo (I992), (Libreria Editrice Urso)
L'ala del tempo (I995),
Epigraffi - dietro lo pseudonimo di Vanesio
Mercuriale - (I998),
'Mpizzu ri fuddia - (1999), (Libreria Editrice Urso)
Anàstasis (2000).
(Libreria Editrice Urso)
E' presente in varie riviste e antologie poetiche. Ha vinto, fra gli altri, i premi Vann'Antò e il premio speciale Leonforte, quest'ultimo per aver contribuito, con la sua opera, attività culturale e impegno, alla lotta per il rinnovamento di una Sicilia alternativa.
Nel 2001 ha partecipato all'Offeta
della parola - il treno dei poeti organizzata da Fiumara d'arte. Presto
uscirà un nuovo libro di liriche in siciliano dal titolo Le 'olàm.
La poesia di Sebastiano Burgaretta spazia tra canto lirico e impegno civile,
adoperando il siciliano come lingua di cultura, capace di esprimere i problemi
esistenziali dell'uomo e le istanze oggettive imposte dall'eterno fluire della
memoria storica che perennemente si sviluppa e attualizza. Tutto ciò,
con il cuore e la mente del poeta rivolti agli uomini e alle donne che in ogni
tempo hanno dato il loro contributo e di amore dappertutto nel mondo. Motivi
di natura storica ed implicazioni di ordine autobiografico spingono il poeta
a dedicare un'attenzione particolare a tutte le sponde del Mediterraneo, mare
che Burgaretta auspica si trasformi da limite che separa in luogo di dimensione
di unione e di solidarietà tra tutti i popoli che vi si affacciano.
La memoria storica e quella personale del poeta si fondono, nei versi di Burgaretta
in una sintesi creativa caratterizzata da un forte pathos interiore e
da straordinarie cadenze ritmiche e musicali, cui si presta efficacemente l'uso
di una lingua siciliana arcaizzante e viva, totalmente estranea a cedimenti
folkloristici, che regge, in armonia poetica, l'accostamento ad altre lingue
antiche e moderne dei popoli mediterranei.


NOVITÀ DELLA LIBRERIA EDITRICE URSO
In
un quadro complessivamente organico sono in questo volume riuniti alcuni saggi
e articoli letterari che Sebastiano
Burgaretta ha prodotto nell'ultimo ventennio. Sono saggi e articoli
che testimoniano i rapporti non solo letterari dell'autore ma anche la sua visione
del mondo e rivelano le sue straordinarie amicizie, un insieme di esperienze
che lo ha aiutato a crescere nella vita, come ci rivela nella sua nota finale
al libro..
Il nostro autore ha per l'occasione rivisto e aggiornato bibliograficamente,
e in alcuni casi anche rifuso, alcuni testi variamente distribuiti in riviste
letterarie.
Recensione
di Silvana Grasso
di Sebastiano Burgaretta
Cu
n'avè-ddir'a-nnui,
limarra ri lu munnu,
ca sta terra matturiata,
pistata ri tutt'e-mmarriciuta,
s'avê-ffari pont'e-ppararisu,
ppi-llàzzar'e strazzùn'assicutati
arrèri, dopu tantu tempu
ca nun-çiòv'e-mmancu
nuvuli preni r'acqua s'appènnunu
nto çel'azzurru, c'arristàu
stampat'a-ffoc'ardenti
nta-ll'occi stramuntati r'Hamdis?
Frati
miu sbannutu ppi n'aternu,
Ibn amurus'e scunsulatu,
si pèssir'i iardina fitti
e-ddanni ca viristi ntâ marina.
A terr'è-gghjars'e-ccina
ri çiaccazzi mpatiddati.
Se turnassitu ravèru, comu riçi,
s'abbarruiss'a menti tova ntunnamenti.
Dda casa ri Not'ê sdirrubbata tutta;
Ddiu nun çi ntisi ri ssu latu.
Ora succi, can'ì mànnir'e-llattruna brivittati
Scalìin'e-mmanciunu ri mprisa.
Aer'âgghicàr'Î to cuçini,
chíddi râTunisia e ddi Manila.
I stracquar'â-ttutti nsuprasattu,
ppô-rrispettu râ liggi rê briganti,
a iddi ca n'anu-ddirittu
e-ssû-ll'ùniçi ca sbrannìinu
ppi-bbéniri nta stu nfernu
ri focu e Adi vilen'ârnmusculatu,
unni cupassa, macari ri luntanu,
sput'é-gghetta feli ri sintenzi.
Sebastiano Burgaretta
Traduzione
. Chi l'avrebbe detto a noi,/ fango del mondo, che questa terra tormentata,/
calpestata e maledetta da tutti,/ si sarebbe fatta ponte e paradiso,/ per lazzari
e straccioni cacciati/ nuovamente, dopo tanto tempo/ che non piove e nemmeno
nuvole gravide d'acqua stan sospese/ al cielo azzurro, che rimase/ impresso
a fuoco ardente/ negli occhi di Hamdis?// Fratello mio bandito in eterno,/ Figlio
amoroso e sconsolato,/andarono perduti i giardini folti/ e grandi che vedesti
alla marina./ La terra è arsa e piena/ di crepe antiche./ Se veramente
tornassi come dici,/ del tutto si confonderebbe la tua mente./ Quella casa di
Noto è tutta diroccata;/Dio non ha sentito da quel verso./ Oramai topi,
cani di mandria e ladroni incalliti/ frugano e mangiano a gara:// Ieri sono
arrivati i tuoi cugini,/quelli di Tunisia e di Manila./ Li han cacciati di botto,/in
nome della legge dei briganti,/ proprio loro che ne han diritto/ e sono i soli
che smaniano per venire in quest'inferno/ di fuoco e di veleno aggrumato/ dove
chiunque passi, anche da lontano,/ sputa e schizza fiele di sentenze.
![]() Sebastiano Burgaretta, Salvatore Grande e il poeta Franco Loi all'incontro su "Le ragioni della poesia" all'Agriturismo "Crisilio Castello" di Avola il 27 aprile 2003 |
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Hay gente,
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Cè
gente Versione italiana di Sebastiano Burgaretta |
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DIALETTO; LINGUA VIVA
Effettivamente il risultato dell’ampio studio di Di Pietro si configura con i caratteri propri di una ricerca sociale e di costume, oltre che linguistica, della Sicilia e, in particolare, delle città sorelle di Avola e Noto. Ne sono prova evidente, confermata peraltro nel corso della ricerca tutta, le notizie ragionate, e spesso anche comparate, relative agli effetti che nel tessuto linguistico della Sicilia hanno prodotto fenomeni sociali di grande rilevanza, come l’emigrazione e la mafia con il loro corredo socio-antropologico e, di conseguenza, anche linguistico, talora persino con la creazione di veri e propri gerghi settoriali, quali, ad esempio, u brucculinu e u baccagghju.
Come corpo vivo il siciliano emerge anche dall’attenta ricerca e dalla metodica osservazione che sulla nostra lingua madre ha condotto Salvatore Di Pietro; un corpo vivo che parla della gente che lo adotta e tratta del cammino storico-culturale che questa gente ha compiuto e ancora compie. Un supplemento di analisi, che si aggiunge ad arricchire il lavoro, è fornito dalla storia personale e dalla condizione peculiare di vita dell’autore, che è nativo di Avola, dov’è vissuto per i primi venticinque anni di vita, e abita a Noto da ventisei anni. Gode perciò del privilegio di conoscere bene i sottodialetti delle due città e di poterne fare, nel contesto della sua metodica analisi, uno studio comparato, che rileva, con puntualità e lodevole acribia, somiglianze e differenze che i cittadini dei due centri conoscono ma sulle quali magari non si sono mai sentiti spinti a indagare, per individuarne le ragioni storico-culturali.Di Dietro guida il lettore anche in questa direzione in tutta quella parte, assai ragguardevole, dello studio dedicata agli aspetti morfologici e sintattici dei due sottodialetti fratelli di Avola e Noto. Ne viene fuori un ricco documento linguistico ragionato che è una vera e propria grammatica viva, la quale, come giustamente afferma l’autore, non è una rassegna di regole, ma il risultato dell’indagine sistematica dei meccanismi che determinano i fatti linguistici e che, generalizzandosi, trovano applicazione pratica nelle strutture delle frasi. Ed è anche un documento di alto valore culturale che, in virtù della condizione esistenziale, per così dire, ancipite dell’autore e dell’esito cui per ciò stesso questi è pervenuto con questo lavoro, avvicina una volta di più le due città sorelle. Un documento, dunque, che, anche per questa ulteriore ragione, oltre che per quelle intrinseche, non dovrebbe mancare nelle case degli avolesi e dei notigiani più attenti e aperti alla vita e al destino dell’uomo. Un documento che conserverà nel tempo il suo valore e del quale perciò il lettore farebbe bene a ringraziare, riconoscente, autore ed editore, con l’auspicio che ci siano tra noi, e sempre più numerosi, dilettanti come Salvatore Di Pietro. |
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