Di Spagna...i fatti di Avola

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Sebastiano Burgaretta

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copertinacopertina

 

EL HOGAR DE AVILA - MADRID
LUNEDI’ 16 MAGGIO ORE 18

Il volume di Sebastiano Burgaretta, ''Sequentia di un palmiere'',
riproposto in aprile 2011 in edizione bilingue (spagnolo e italiano)
col titolo ''Secuencia de un peregrino''
da Editorial Monte Carmelo di Burgos
sarà presentato a Madrid lunedì 16 maggio 2011 alle 20,00
con la partecipazione dell’autore.

 

 

invito

 

Sebastiano Burgaretta, L’opera dell’uomo a Cava Grande del Cassibile, 1992, 8°, pp. 240, ill.,  25,00acquista
Sebastiano Burgaretta, I fatti di Avola, 2008, 8°, pp. 142, 15,00acquista
Sebastiano Burgaretta, Di Spagna e di Sicilia, 2001, 8°, pp. 208,  14,00acquista
Sebastiano Burgaretta, Trame del Mediterraneo (con una nota di Silvana Grasso), 2003, 16°, pp. 64, 8,00acquista
Burgaretta Sebastiano, Le ‘Olàm, 2004, 8°, pp. 104, ill., 15,00acquista
Burgaretta Sebastiano, Sovente all'anima, 2008, 8°, pp. 80, 15,00acquista
Burgaretta Sebastiano, Del presepe popolare in Sicilia, 2008,  16°, pp. 48, ill., 9,00acquista

Sebastiano Burgaretta, Alessandro Serenelli - Dono di Dio alla Casa di reclusione di Noto, Libreria Editrice Urso Avola - Collana Cammini n. 4, maggio 2009, 8°, pp. 64, ill., € 5,00acquista
copertinaBurgaretta Sebastiano, Non è cosa malcreata - Indovinelli popolari siciliani, 2009, 8°, pp. 184, ill., 15,00acquista

Copertina Fatti di Avola il più venduto

Passioni e furori di Leonardo Sciascia
Siracusa, 12 dicembre 2009
Testimonianza di Sebastiano Burgaretta
al Convegno Nazionale su Leonardo Sciascia
nel ventennale della sua morte


VEDI il video dove Sebastiano Burgaretta e Donata Munafò
leggono Una madre qualunque, racconto facente parte della raccolta dal titolo Pelle di Fab
rizio Demaria


Burgaretta
Curriculum bio-bibliografico di Sebastiano Burgaretta

 

-           Nasce ad Avola il 2.12.1946

-           Studia al Liceo Classico “Di Rudinì” di Noto

-           Nel 1969 si laurea in Lettere all’Università di Catania

-           Nel 1970 vince il concorso a cattedra e comincia a insegnare italiano e latino nei licei

-           Ha insegnato nel Liceo Classico “Ettore Majorana” di Avola

-           Nel 1972 viaggia per tre mesi in Sud America con altri giovani nel quadro della preparazione del Concilio dei Giovani che si sarebbe celebrato a Taizé attorno alla omonima comunità religiosa ecumenica

-           Nel 1974 consegue il diploma in teologia con il Centro “Ut Unum Sint

-           Nel 1979 viene invitato da Antonino Uccello a collaborare con lui nella realizzazione di alcuni volumi. In quell’anno comincia a pubblicare anche in riviste e giornali su argomenti di tipo etnoantropologico

-           Avvia alcune ricerche in prima persona

-           Nel 1981 pubblica il volume I fatti di Avola, con prefazione di Giuseppe Giarrizzo, e organizza una mostra fotografica sul culto di San Sebastiano ad Avola con la locale Pro Loco. Cura anche il relativo catalogo

-           Nel 1982 pubblica i risultati di una ricerca sull’apicoltura nel volume Api e miele in Sicilia, edito dalle Edizioni del Museo Etnoantropologico della Valle del Belice, di Ghibellina, con prefazione di Antonino Buttitta e foto di Nino Privitera

-           Nel 1982 pubblica il volume San Sebastiano a Melilli, con foto di Nino Privitera

-           Nel 1983 pubblica il volume I “nudi” di San Sebastiano ad Avola e Melilli

-           Nel 1984 ha curato e prefato il volumetto La roba della sposa tra l’‘800 e il ‘900 in Sicilia di Antonino Uccello

-           Nel 1988 ha curato la stampa dell’inedito Avola festaiola di Gaetano Gubernale e pubblicato il volume Note di aggiornamento ad Avola festaiola

-           Nel 1992 ha pubblicato il volume Mattia Di Martino nelle lettere inedite del Pitrè edito dal Rotary Club di Noto

-           Nel 1992 ha pubblicato il volume L’opera dell’uomo a Cava Grande del Cassibile con foto di Giuseppe Leone, con prefazione di Aurelio Rigoli

-           Nel 1996 ha pubblicato il volume Festa con foto di Eugenio Zinna

-           Nel 1997: A Sud di Siracusa per l’A.A.P.I.T. di Siracusa

-           Nel 1995 e 1997: Retablo Siciliano, catalogo dell’omonima Mostra di cartelloni del teatro dei pupi, portata anche al Museo Teatrale alla Scala di Milano, con prefazione di Vincenzo Consolo

-           Nel 1998: riedizione de I fatti di Avola

-           Nel 2001: Di Spagna e di Sicilia

-           Nel 2002: Cultura materiale e tradizioni popolari nel Siracusano

-           Nel 2007: Cummitu, traduzione siciliana del Simposio di Platone, con prefazione di Alessandro Salerno.

-           Nel 2007: Sicilia intima

-           Nel 2008: La memoria e la parola

-           Nel 2008: Terza edizione  de I fatti di Avola

-           Nel 2008: Del presepe popolare in Sicilia

-           Nel 2009: Alessandro Serenelli

-           Nel 2009: Non è cosa malcreata

-           Ha pubblicato i seguenti volumi e plaquettes di poesie:

-           1992: Diario del Golfo

-           1995: L’Ala del tempo, con prefazione di Silvana La Spina

-           1998: Ρόδον

-           1998: Epigraffi, con prefazione di Toto Roccuzzo

-           1999: Mpizzu ri fuddhia   

-     2000: Anàstasis

-           2003: Trame del Mediterraneo, con prefazione di Silvana Grasso

-           2004: Le‘olàm, con prefazione di Franco Loi

-           2008: Rrèpitu per il due dicembre

-           2008: Sovente all’anima, con prefazione di Juan Miguel Domínguez Prieto                            

-          Ha pubblicato varie centinaia di saggi e articoli di argomenti etnoantropologico, letterari, teologici, d’arte, in molti giornali e riviste locali, nazionali ed esteri

 

-           Ha pubblicato molte poesie su riviste, libri d’arte e antologie

-           Da più di venti anni partecipa a Convegni di rilevanza regionale, nazionale, e anche all’estero

-           Collabora con istituzioni universitarie e musicali

 

-           Gli sono stati consegnati e/o ha vinto vari premi, tra i quali L’ape d’oro, il Premio dei Benemeriti del Presepe, due volte il VannAntò,  il Premio Rinascita per la poesia, il Premio Speciale Leonforte, “per aver contribuito con la sua opera alla nascita di una Sicilia alternativa”, il Premio Capodieci, il Premio Carrà-Tringali, il Premio Sicilia Il Paladino.

-           Sue poesie sono state tradotte e pubblicate i spagnolo, altre in arabo e pubblicate in Siria. Una sua poesia, ispirata all’assassinio di Rabin, fu letta alla Radio israeliana il 19 dicembre 1995. Altre sono state pubblicate in Spagna

-           Ha tradotto in siciliano La casa di Bernarda Alba, di F.G. Lorca (ne ha anche curato la regia in teatro); Voci di famiglia, di H. Pinter (sono entrambi inediti); il Simposio di Platone; dal siciliano La vita del beato Corrado Confalonieri.

-           Ha curato decine di cataloghi per mostre e rappresentazioni in varie città

-           Ha collaborato a vari volumi di AA.VV., di argomento storico-naturalistico (Vendicari, Capo Passero, etc.) ed etnoantropologico

-           Ha fondato l’Associazione Filodrammatica Avolese, con la quale ha ripristinato l’antica tradizione della Casazza e realizzato il Presepe Popolare Vivente di Avola Antica

-           Tra le riviste con le quali ha pubblicato sono: Otto-Novecento, Il fuoco, Lares, La Ricerca folklorica, Etnostoria, Il Cantastorie, Nuove Effemeridi, Kalós, Atlante, Sikania, Pagine del Sud, Prospettive SR, Quaderni del Mediterraneo, Etnos, Mesogea, etc.

-           Ha collaborato a La Sicilia e a Stilos

-           È direttore editoriale della Editrice “Libreria Editrice Urso” di Avola

-           È socio di varie associazioni culturali, tra cui la Società Siracusana di Storia Patria (dal 1977); dell’I.S.V.N.A. di Noto, dell’Associazione per la Conservazione delle Tradizioni Popolari di Palermo, del Centro Internazionale di Etnostoria di Palermo. Svolge volontariato presso l’Associazione Telefono Arcobaleno  ed è assistente volontario presso la Casa di reclusione di Noto.

-           Opera, sul piano culturale, ad Avola, organizzando incontri culturali, conferenze, presentazioni di libri, etc.

-           È redattore della rivista Avolesi nel mondo, organo dell’omonima associazione

-           Ha partecipato al “Treno dei poeti” nel 2001, alle “Orestiadi di Gibellina” nel 2002, a “Ancora na notti di ventu” nel 2002, a “È tempo di poesia. 500 spot per Librino” nel 2003, a “Sabir. Circolo Mediterraneo di Conversazione 2005”, al “Gran Tour dei poeti” nel 2006; allo “Sbarco dei poeti” nel 2009; a “ Voci del Mondo 2009” nell’ambito di Etnafest; a “ Reading di Poesia di Poeti siciliani” nell’ambito del Premio “Maria Marino”nel 2009; a “ “Building Identities. Culture, transiti, integrazione e il linguaggio universale della poesia” nel 2009.

-           Nel maggio del 2008  due suoi libri sono stati presentati, lui presente assieme ai rispettivi editori, alla Fiera internazionale del libro di Torino.

Sovente all’anima

copertina“Simile a un colombo viaggiatore /il poeta porta sotto l’ala/ un messaggio che ignora”. Così Gesualdo Bufalino in uno dei suoi splendidi aforismi.
Me ne sono ricordato ieri sera, quando Sebastiano Burgaretta, prendendo la parola per un breve ringraziamento, emozionato, ha detto di scoprirsi vieppiù ignoto a se stesso, dopo aver ascoltato Giuseppe Traina, docente di italianistica presso l’Università di Catania, dipartimento di Ragusa, mons. Giuseppe Greco, vicario generale dell’Arcidiocesi di Siracusa e Paolo Giansiracusa, storico dell’arte, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Catania.
Era il 15 aprile 2009 e nel “Globe”, ad Avola, si è tenuto un Convegno, meglio chiamarlo Simposio, perché in effetti tal è stato, sul libro di poesie Sovente all’anima, di Sebastiano Burgaretta, edito dal Girasole, Valleverde (Ct) 2008, pp. 77, € 15, in bella veste grafica con carta uso mano antica.
Le relazioni sono state intervallate e allietate da pezzi musicali, suonati al flauto, e dalla lettura di poesie scelte dal volume, a cura di Mirella Parisini, Erminia Gallo e Donata Munafò.
L’edizione si avvale di una ricca prefazione (che merita uno scritto a sé), del poeta e filologo spagnolo Juan Miguel Domίnguez Prieto, con testo a fronte tradotto dall’ispanista Rosa Rossi. È inoltre arricchita da bei disegni di Corrado Frateantonio, presente anch’egli al tavolo dei relatori, in una sala gremita di pubblico interessato e attento a un argomento oggi non certo di moda, ma sostanzialmente rimasto per addetti ai lavori, che, con vigore e passione, portano avanti il vessillo di quest’arte nobile o, se vogliamo, di questo “prodotto assolutamente inutile quasi mai nocivo” (così Montale a Stoccolma il 14 dicembre 1975, all’atto di ricevere il premio Nobel per la letteratura dalle mani del re Gustavo di Svezia). E in una Società in cui tutto è nocivo …
Anche l’arte della poesia fa parte del mistero. I versi appartengono al poeta finché questi li ha dentro di sé, come il magma in un vulcano, ma, una volta spifferati fuori, sono lapilli (o lava incandescente) che restano a macerare in cassetto fra i tanti, finché le fiamme della purgazione non li divorano. Se però l’autore cede alla tentazione di pubblicarli, non sono più suoi ma di tout le monde, dei lettori che li leggeranno, apprezzandoli o stroncandoli secondo un proprio convincimento, una personale valutazione, talora, anzi molto spesso, lontana dai motivi di ispirazione del poeta; di quel poeta che Pessoa definì “…un finitore, /(e) finge così completamente/ che arriva a fingere che è dolore/ il dolore che davvero sente”.
La poesia è travaglio interiore non dissimile dal parto della donna, dunque prima dolore, dipoi gioia per la nuova creatura, che magari l’autore stesso stenta a credere essere frutto del proprio ingegno.
Pertanto, anche se in forte crisi di lettori, l’arte della poesia – come ben avvertì Quasimodo, cantandone la perenne attualità – non potrà che esistere, finché esisterà l’uomo, se è pur vero quanto Addamo scrisse: “Sarà solo un poeta /a dichiarare estinta l’era dei poeti”.
Tre sezioni, come una triade divina, compongono l’opera poetica ultima nata di Sebastiano Burgaretta: Colori, Parole e Sovente all’anima, quest’ultima anche titolo del volume.
L’autore non è nuovo alla poesia, tutt’altro. Ha già pubblicato in versi: Diario del Golfo (1992), L’ala del tempo (1995), Epigràffi (1998) con lo pseudonimo di Vanesio Mercuriale, Mpizzu ri fuddìa (1999), Anàstasis (2000), Trame del Mediterraneo (2003), Le ′olàm (2004), Rrèpitu per due dicembre (2008). Lavori tutti ricchi e densi di interesse, dove si nota un impegno civile e di memoria di un passato talora ancora vivo e presente.
Con quest’ultima opera Burgaretta segna un salto di qualità, una evoluzione positiva e propositiva nella sua poetica, sia in relazione ai testi precedenti, sia con riferimento alla lingua. Accantonato l’impegno civile, c’è ora la ricerca, riuscita, di un linguaggio nuovo, di una creatività della parola, che è anche ricerca, questa pure riuscita, di un nuovo stile. E, per arrivare a ciò, si è avvalso di molti riferimenti alle lingue Greca, Spagnola e Araba, che sono poi le lingue parlate dalle popolazioni che hanno dominato la Sicilia. Lavoro, questo, che non può non far auspicare ora anche il ritorno del Mediterraneo quale crocevia essenziale con un ruolo di centralità in termini culturali e socio-economici fra l’Europa, l’Africa e il Medio Oriente.
Se il tema dominante e, come dire, musicale, della poesia di Bugaretta è sempre riconoscibile, in questo lavoro la musicalità trova una nuova armonia e una nuova tonalità, entrambe ancor più pregnanti, che conducono a quel salto in avanti di cui dicevo prima.
La ricerca di un nuovo linguaggio inventivo, creativo, è circostanza che in passato abbiano già avuto modo di sperimentare con Montale, Gadda, Consolo …, ai quali ora si aggiunge Burgaretta.
La sua parola è cura dell’assoluto, tende a un dialogo col lettore, con una vocazione metafisica che volge, sottotono, a un ritorno a Dio, il quale qui parla attraverso i silenzi, la natura, la storia.
L’influenza dei poeti arabi antichi e moderni è presente, come lo è quella di spagnoli e persino caraibici.
Ma il richiamo più forte, forse, è quello greco con l’eco della letteratura che in questa terra fa ancora parlare di una grecità sicula, che interamente ci appartiene.
L’azzardo più bello si avverte nella composizione grafica dei versi – la poesia che dà il titolo al libro, ad esempio – dove la voce di poeta autentico volge al metafisico, all’intangibile, alla presenza divina – forse il vero tema dominante – che il poeta avverte costantemente e sussurra al lettore.
Addirittura, da laico, penso di poter dire che Burgaretta, uomo di grande fede religiosa, in quest’opera, con l’uso di un linguaggio nuovo, attraverso i colori abbia voluto operare una sorta di ricognizione degli elementi essenziali della natura, e attraverso la parola abbia intenso colloquiare coi propri simili, per giungere alfine all’anima, mezzo ultimo e diretto per un suo dialogo con Dio.
In un testo così non poteva mancare il richiamo a Dante, presente ben cinque volte, perché è il padre della nostra lingua, ed è a lui che bisogna attingere, se si vuole elevare la qualità del discorso.
Qui il discorso di Burgaretta, per iniziati certamente, ma anche per lettori che intendono apprezzare una qualità nuova di parola poetica sforzandosi di seguirla, è sicuramente un punto fermo che sarà oggetto di numerose visite di critica e di pubblico, desiderosi di dissetarsi a quel “Sovente all’anima /distilla / il tempo / gocce / dal sapore ineffabile d’amore. / Torna verde lo stupore antico. / Lontano gli occhi della mente / a incontri celebrati dentro il cuore. / Il filo d’arianna mai reciso, /del labirinto persa la memoria, / allunga al cielo l’ombra del suo arco”.

Giovanni Stella

Burgaretta Sebastiano, Sovente all'anima, 2008, 8°, pp. 80, 15,00acquista

Trame del mediterraneoTrame del Mediterraneo
Edito dalla Libreria Editrice Urso è in libreria un prezioso poemetto (il diminutivo si riferisce soltanto al piccolo formato), Trame del Mediterraneo, ultima fatica poetica di Sebastiano Burgaretta.
L’opera consta di due parti: la prima, che è quella che dà il titolo al volumetto, che crediamo inedita; la seconda Anàstasis, già pubblicata, qualche tempo fa, in un’edizione che era una graziosa miniatura fuori commercio.
Il poeta torna, ancora una volta, a darci prova di una poesia colta che parla alle menti senza, tuttavia, nulla togliere alla musicalità e all’eleganza del verso.
Non intendiamo dilungarci a dire di tutti i componimenti che costituiscono la silloge, sia perché non disponiamo dello  spazio sufficiente a poter scrivere quanto si potrebbe sia perché ci piace non “contaminare” eccessivamente, con le nostre, le riflessioni del lettore.
Vogliamo qui soltanto anticipare che, con quella pregnante umanità che lo contraddistingue, Burgaretta ci ripropone quel mito di un Mediterraneo che è unità geofisica, che è unità culturale, che ci comprende; mare che non divide ma unisce, mare che, come scrive Fernand Braudel, “inizia e finisce dove si estendono l’ulivo, il fico e il melograno”.
Ci è sembrato di leggere nei versi del Nostro il suo dolore, di fronte alle tante, troppe volte, purtroppo, in cui, in questi ultimi tempi, questo mare è diventato bara d’acqua e di alghe per troppi “figli amari di Hamdîs”, forse perché quel “vento generoso della vita / che soffia nei cuori dei poeti” (versi che, pensiamo, ogni poeta avrebbe voluto scrivere), non soffia nei cuori di tutti gli uomini (crediamo si debba ammetterlo), e che nei cuori dei molti pare soffi di più il vento gelido dell’odio e della morte.
L’ultima cosa che vogliamo aggiungere a queste nostre brevi considerazioni è che ci troviamo di fronte a versi di grande poesia, che sollecitano profonde riflessioni e arricchiscono lo spirito.  

Benito Marziano

Ha pubblicato numerosi volumi, fra i quali:
I fatti di Avola (I98I; I998),(Libreria Editrice Urso)
Api e miele in Sicilia (I982),
I "nudi" di San Sebastiano ad Avola e Melilli (I983), (Libreria Editrice Urso)
Avola festaiola
(I988),
Mattia Di Martino nelle lettere inedite al Pitré
(I992),
L'opera dell'uomo a Cava Grande del Cassibile
(I992), (Libreria Editrice Urso)
Festa
(I995),
Sapienza del fare (I996),
Retablo siciliano
(I997).

Come poeta ha dato alle stampe i seguenti titoli:
Diario del Golfo
(I992), (Libreria Editrice Urso)
L'ala del tempo (I995),
Epigraffi
- dietro lo pseudonimo di Vanesio Mercuriale - (I998),
'Mpizzu ri fuddia - (1999), (Libreria Editrice Urso)
Anàstasis
(2000). (Libreria Editrice Urso)

 

 



E' presente in varie riviste e antologie poetiche. Ha vinto, fra gli altri, i premi Vann'Antò e il premio speciale Leonforte, quest'ultimo per aver contribuito, con la sua opera, attività culturale e impegno, alla lotta per il rinnovamento di una Sicilia alternativa.

Nel 2001 ha partecipato all'Offeta della parola - il treno dei poeti organizzata da Fiumara d'arte. Presto uscirà un nuovo libro di liriche in siciliano dal titolo Le 'olàm.

La poesia di Sebastiano Burgaretta spazia tra canto lirico e impegno civile, adoperando il siciliano come lingua di cultura, capace di esprimere i problemi esistenziali dell'uomo e le istanze oggettive imposte dall'eterno fluire della memoria storica che perennemente si sviluppa e attualizza. Tutto ciò, con il cuore e la mente del poeta rivolti agli uomini e alle donne che in ogni tempo hanno dato il loro contributo e di amore dappertutto nel mondo. Motivi di natura storica ed implicazioni di ordine autobiografico spingono il poeta a dedicare un'attenzione particolare a tutte le sponde del Mediterraneo, mare che Burgaretta auspica si trasformi da limite che separa in luogo di dimensione di unione e di solidarietà tra tutti i popoli che vi si affacciano.
La memoria storica e quella personale del poeta si fondono, nei versi di Burgaretta in una sintesi creativa caratterizzata da un forte pathos interiore e da straordinarie cadenze ritmiche e musicali, cui si presta efficacemente l'uso di una lingua siciliana arcaizzante e viva, totalmente estranea a cedimenti folkloristici, che regge, in armonia poetica, l'accostamento ad altre lingue antiche e moderne dei popoli mediterranei.

 


Di Spagna...
In un quadro complessivamente organico sono in questo volume riuniti alcuni saggi e articoli letterari che Sebastiano Burgaretta ha prodotto nell'ultimo ventennio. Sono saggi e articoli che testimoniano i rapporti non solo letterari dell'autore ma anche la sua visione del mondo e rivelano le sue straordinarie amicizie, un insieme di esperienze che lo ha aiutato a crescere nella vita, come ci rivela nella sua nota finale al libro..
Il nostro autore ha per l'occasione rivisto e aggiornato bibliograficamente, e in alcuni casi anche rifuso, alcuni testi variamente distribuiti in riviste letterarie.

Recensione di Silvana Grasso

Sebastiano Burgaretta, Di Spagna e di Sicilia, 2001, 8°, pp. 208,  14,00acquista

 

 

 

 

A Ibn Hamdis

di Sebastiano Burgaretta

Cu n'avè-ddir'a-nnui,
limarra ri lu munnu,
ca sta terra matturiata,
pistata ri tutt'e-mmarriciuta,
s'avê-ffari pont'e-ppararisu,
ppi-llàzzar'e strazzùn'assicutati
arrèri, dopu tantu tempu
ca nun-çiòv'e-mmancu
nuvuli preni r'acqua s'appènnunu
nto çel'azzurru, c'arristàu
stampat'a-ffoc'ardenti
nta-ll'occi stramuntati r'Hamdis?

Frati miu sbannutu ppi n'aternu,
Ibn amurus'e scunsulatu,
si pèssir'i iardina fitti
e-ddanni ca viristi ntâ marina.
A terr'è-gghjars'e-ccina
ri çiaccazzi mpatiddati.
Se turnassitu ravèru, comu riçi,
s'abbarruiss'a menti tova ntunnamenti.
Dda casa ri Not'ê sdirrubbata tutta;
Ddiu nun çi ntisi ri ssu latu.
Ora succi, can'ì mànnir'e-llattruna brivittati
Scalìin'e-mmanciunu ri mprisa.

Aer'âgghicàr'Î to cuçini,
chíddi râTunisia e ddi Manila.
I stracquar'â-ttutti nsuprasattu,
ppô-rrispettu râ liggi rê briganti,
a iddi ca n'anu-ddirittu
e-ssû-ll'ùniçi ca sbrannìinu
ppi-bbéniri nta stu nfernu
ri focu e Adi vilen'ârnmusculatu,
unni cupassa, macari ri luntanu,
sput'é-gghetta feli ri sintenzi.

Sebastiano Burgaretta

 

Traduzione
Chi l'avrebbe detto a noi,/ fango del mondo, che questa terra tormentata,/ calpestata e maledetta da tutti,/ si sarebbe fatta ponte e paradiso,/ per lazzari e straccioni cacciati/ nuovamente, dopo tanto tempo/ che non piove e nemmeno nuvole gravide d'acqua stan sospese/ al cielo azzurro, che rimase/ impresso a fuoco ardente/ negli occhi di Hamdis?// Fratello mio bandito in eterno,/ Figlio amoroso e sconsolato,/andarono perduti i giardini folti/ e grandi che vedesti alla marina./ La terra è arsa e piena/ di crepe antiche./ Se veramente tornassi come dici,/ del tutto si confonderebbe la tua mente./ Quella casa di Noto è tutta diroccata;/Dio non ha sentito da quel verso./ Oramai topi, cani di mandria e ladroni incalliti/ frugano e mangiano a gara:// Ieri sono arrivati i tuoi cugini,/quelli di Tunisia e di Manila./ Li han cacciati di botto,/in nome della legge dei briganti,/ proprio loro che ne han diritto/ e sono i soli che smaniano per venire in quest'inferno/ di fuoco e di veleno aggrumato/ dove chiunque passi, anche da lontano,/ sputa e schizza fiele di sentenze.


Consolo e Burgaretta
Alle soglie del "témenos"


RrepituCava Grande

Burgaretta, Franco Loi, Salvatore Grande
Sebastiano Burgaretta, Salvatore Grande
e il poeta Franco Loi
all'incontro su "Le ragioni della poesia"
all'Agriturismo "Crisilio Castello" di Avola
il 27 aprile 2003

I PIRANDELLO OLTRE LA MASCHERA
di Sebastiano Burgaretta

I libri di Sebastiano Burgaretta
pubblicati dalla Libreria Editrice Urso

Hay gente,
que con solo decir una palabra
enciende la ilusión y los rosales,
que con solo sonreir entre los ojos
nos invita a viajar por otras zonas,
nos hace recorrer toda la magia.
Hay gente,
que con solo dar la mano rompe la soledad,
pone la mesa, sirve el puchero, coloca las guirnaldas.
Que con solo empuñar una guitarra
hace una sinfonía de entrecasa.
Hay gente que con solo abrir la boca
llega hasta todos los límites del alma,
alimenta una flor,
inventa sueños,
hace cantar el vino en las tinajas
y se queda después, como si nada.
 
Y uno se va de novio con la vida
desterrando una muerte solitaria,
pues sabe, que a la vuelta de la esquina,
hay gente que es así, tan necesaria.

 
Hamlet Lima Quintana

C’è gente
Che, solo dicendo una parola,
accende l’illusione e i roseti,
che, solo con un sorriso negli occhi,
ci invita a viaggiare in altre zone,
ci fa esplorare tutta la magia.
C’è gente,
che, solo dando la mano, rompe la solitudine,
apparecchia la tavola, serve il minestrone, sistema i festoni.
Che, solo impugnando una chitarra,
crea una sinfonia dentro casa.
C’è gente che, solo aprendo la bocca,
arriva sino agli ultimi confini dell’anima,
alimenta un fiore,
inventa sogni,
fa cantare il vino nei tini
e si ferma poi, come se nulla fosse stato.
 
E uno se ne va come riconcialiato con la vita,
cacciando via una morte solitaria,
poiché sa che, girato l’angolo,
c’è gente che è così, tanto necessaria.

Versione italiana di Sebastiano Burgaretta

NOVITA' DI MAGGIO 2009 della Libreria Editrice Urso

copertina Serenelli(PREFAZIONE di Franco Santuccio) Questo libretto è stato pensato e scritto in preparazione al Convegno del 6 maggio 2009 su Alessandro Serenelli, uccisore di Santa Maria Goretti.
Come cappellano della casa di reclusione di Noto sono stato colpito dalla conversione del Serenelli avvenuta in carcere. La casa penale di Noto ha avuto un ruolo privilegiato nella vicenda di un uomo salvato dal perdono.
L'uomo, creato nella vita, si è allontanato da Dio, ha abbandonato la rettitudine; ma la mano potente di Dio non si è mai staccata dalla mano dell'uomo, sebbene recidivo infinite volte. Anzi, quando la malizia e la miseria dell'uomo sono arrivate alla più intensa crudezza, la mano di Dio si è aperta, presentando all'uomo il dono della misericordia e del perdono.
Questa casa di reclusione, con la cella n. 45, che ha ospitato per quindici anni il Serenelli, è un luogo teologico, perché in esso si dispiega il disegno salvifico riguardante la persona di Alessandro. Dio, nella sua opera di salvezza, non disdegna di passare attraverso la storia individuale e collettiva. Il perdono che viene da Dio attraverso la Chiesa è passato anche per questa casa attraverso la persona del vescovo Mons. Giovanni Biandini, che andò in carcere a trovare Alessandro, per ascoltare la sua confessione e offrire il perdono.
L'amore di Dio ha ricostruito dal di dentro l'esistenza di un uomo, Alessandro, il quale sperimentò un recupero a livello esistenziale.
Il libretto vuole essere un semplice e utile strumento per far conoscere la figura del Serenelli, ma soprattutto l'azione di Dio che raggiunge l'uomo e gli cambia la vita.
Poco si conosce a Noto e nella stessa diocesi l'evento di salvezza compiutosi in Alessandro Serenelli, e spero proprio che questa breve esposizione si diffonda nelle nostre parrocchie.
A nome mio personale e della Direzione della casa di reclusione rivolgo un ringraziamento al volontario in questo luogo di sofferenza, prof. Sebastiano Burgaretta, che si è adoperato in prima persona a presentare questa sintesi sul Serenelli nel carcere netino e a curarne la pubblicazione.

Franco Santuccio
Cappellano della Casa di Reclusione

Sebastiano Burgaretta, Alessandro Serenelli - Dono di Dio alla Casa di reclusione di Noto, Libreria Editrice Urso Avola - Collana Cammini n. 4, maggio 2009, 8°, pp. 64, ill., € 5,00acquista

Vi parlo di un libro...

DIALETTO; LINGUA VIVA

di Sebastiano Burgaretta

dialettoQueste pagine, certamente non esaustive, sono state scritte da un dilettante, ma di un dilettante nel senso etimologico del termine, cioè di una persona che ha osservato e studiato per diletto il suo dialetto e la gente che lo parla. Con questa clausola, che intelligentemente si libra tra il sussiego e l’autoironia, Salvatore Di Pietro congeda il suo corposo studio I perché del nostro dialetto. Storia linguistica e sociale della Sicilia, edito dalla Libreria Editrice Urso di Avola. E’ un’affermazione che fa onore alla modestia dell’autore e all’amore che egli, con questa articolata ricerca, dimostra di coltivare verso la sua terra e le persone che l’abitano. Non a caso il sottotitolo rende assai bene lo spirito e il registro che animano e guidano le linee generali di questo prezioso strumento, finalizzato a una conoscenza critica del nostro dialetto e a un approfondimento consapevole e articolato del rapporto che ogni uomo dovrebbe avere con la propria lingua di appartenenza, se vuole mantenere salde le radici della propria identità storico-memoriale e promuovere la propria crescita socio-culturale, senza svendere sé stesso e il proprio portato antropologico-culturale al facile e allettante supermercato della globalizzazione indiscriminata e omologante.

Effettivamente il risultato dell’ampio studio di Di Pietro si configura con i caratteri propri di una ricerca sociale e di costume, oltre che linguistica, della Sicilia e, in particolare, delle città sorelle di Avola e Noto. Ne sono prova evidente, confermata peraltro nel corso della ricerca tutta, le notizie ragionate, e spesso anche comparate, relative agli effetti che nel tessuto linguistico della Sicilia hanno prodotto fenomeni sociali di grande rilevanza, come l’emigrazione e la mafia con il loro corredo socio-antropologico e, di conseguenza, anche linguistico, talora persino con la creazione di veri e propri gerghi settoriali, quali, ad esempio, u brucculinu e u baccagghju.

Di PietroSecondo l’affermazione dello stesso Di Pietro, questo suo studio appartiene alla categoria del <prima che sia troppo tardi>, stante l’eutanasia linguistica che a suo dire viene indotta nella nostra società negli ultimi anni da quanti tendono a italianizzare la loro parlata. E quindi è un contributo di amore per uno strumento linguistico che è al tempo stesso strumento di cultura e di civiltà, anche se probabilmente un timore come il suo può apparire eccessivo e in contraddizione con quanto egli stesso afferma, quando poco prima puntualizza, a ragione, che il nostro dialetto, come del resto qualsiasi altro dialetto, essendo una lingua viva e usata soprattutto nella comunicazione orale, ha subito delle continue metamorfosi. Ed è nella natura stessa delle lingue proprie della comunicazione orale il dover subire continue trasformazioni, integrazioni e sostituzioni, esattamente come in un corpo vivo che rinnova le sue cellule pur nel mantenimento della matrice genetica di fondo. Per questo io sarei, al riguardo, meno pessimista, nulla togliendo al rimpianto e alla nostalgia per quanto si va tralasciando e/o perdendo, ma nondimeno con la fiducia nella vitalità di un volto sempre nuovo di un corpo antico. Del resto simili considerazioni sono state sempre fatte nella storia del nostro dialetto, lungo il corso dei secoli, ad opera di studiosi e cultori. In quanto corpo vivo una lingua non può non trasformarsi evolvendosi. Tanto per restare in Sicilia, se si va a leggere, per esempio, un testo siciliano di età medievale, allorché cioè il nostro dialetto aveva dignità e ruolo di lingua ufficiale, ci si accorge di esser quasi davanti a un altro idioma, talmente variegato è l’esito dell’evoluzione plurisecolare subita dal corpo vivo della lingua siciliana, che ai nostri giorni, per motivi di ordine storico e culturale, viene ascritta all’ordine dei dialetti.

Come corpo vivo il siciliano emerge anche dall’attenta ricerca e dalla metodica osservazione che sulla nostra lingua madre ha condotto Salvatore Di Pietro; un corpo vivo che parla della gente che lo adotta e tratta del cammino storico-culturale che questa gente ha compiuto e ancora compie. Un supplemento di analisi, che si aggiunge ad arricchire il lavoro, è fornito dalla storia personale e dalla condizione peculiare di vita dell’autore, che è nativo di Avola, dov’è vissuto per i primi venticinque anni di vita, e abita a Noto da ventisei anni. Gode perciò del privilegio di conoscere bene i sottodialetti delle due città e di poterne fare, nel contesto della sua metodica analisi, uno studio comparato, che rileva, con puntualità e lodevole acribia, somiglianze e differenze che i cittadini dei due centri conoscono ma sulle quali magari non si sono mai sentiti spinti a indagare, per individuarne le ragioni storico-culturali.Di Dietro guida il lettore anche in questa direzione in tutta quella parte, assai ragguardevole, dello studio dedicata agli aspetti morfologici e sintattici dei due sottodialetti fratelli di Avola e Noto.

Ne viene fuori un ricco documento linguistico ragionato che è una vera e propria grammatica viva, la quale, come giustamente afferma l’autore, non è una rassegna di regole, ma il risultato dell’indagine sistematica dei meccanismi che determinano i fatti linguistici e che, generalizzandosi, trovano applicazione pratica nelle strutture delle frasi. Ed è anche un documento di alto valore culturale che, in virtù della condizione esistenziale, per così dire, ancipite dell’autore e dell’esito cui per ciò stesso questi è pervenuto con questo lavoro, avvicina una volta di più le due città sorelle. Un documento, dunque, che, anche per questa ulteriore ragione, oltre che per quelle intrinseche, non dovrebbe mancare nelle case degli avolesi e dei notigiani più attenti e aperti alla vita e al destino dell’uomo. Un documento che conserverà nel tempo il suo valore e del quale perciò il lettore farebbe bene a ringraziare, riconoscente, autore ed editore, con l’auspicio che ci siano tra noi, e sempre più numerosi, dilettanti come Salvatore Di Pietro.

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Viandante, son le tue orme//la via, e nulla più;//viandante non c'è via,//la via si fa con l'andare.//Con l'andare si fa la via… (Antonio Machado, Campos de Castilla).

  1. Gioacchino Scorsonelli, Eros e Agape – Un cammino spirituale, 2006, 8°, pp. 72, 9,00
  2. Lucia Sortino, Il difficile cammino della mia vita, 2008, 8°, pp. 56, 10,00 – ISBN 978-88-96071-01-4
  3. Fra Ugo Van Doorne, L'eremita si racconta - Conversazione registrata in occasione del 50° di ordinazione, 2008, 16° – ISBN 978-88-96071-05-2 – Esaurito
  4. Sebastiano Burgaretta, Alessandro Serenelli - Dono di Dio alla Casa di reclusione di Noto, 2009, 8°, pp. 64, 5,00 - ISBN 978-88-96071-16-8
  5. Elisa Basile, Il dono più grande, 2011, 8°, pp. 128, - ISBN 978-88-96071-18-2 (in corso di stampa)
  6. Fra Ugo Van Doorne, Francesco, uomo veramente cristianissimo, 2009, 16°, pp. 64 - ISBN 978-88-96071-25-0 – Esaurito
  7. Lucia Sortino, Un silenzio che parla – Ricordi riflessioni moti dell’anima, 2010, 8°, pp. 144, 10,00 - ISBN 978-88-96071-30-4
  8. Davide Bove, Poesie di un pellegrino, 2010, 8°, pp. 56, ill., 9,00
Collana MNEMEacquistaMneme, Mnemòsine (… diva del cor maestra e della mente // e del caro pensiero custode e madre. Monti, Musogonia, 25 e segg.), la ricordanza, la memoria in lotta perenne nel nostro tempo, tra il dimenticare copertina
  1. Giovanni Stella, Le Sirene e l’Isola, 1998, 8°, pp. 104, 11,00
  2. Sebastiano Burgaretta, I fatti di Avola, 2008, 8°, pp. 142, 15,00ISBN 978-88-96071-08-3
  3. Antonino Caldarella, Santa Venera, 1983, 8°, pp. 120 – Esaurito
  4. Giuseppe Schirinà, La chiusa di Carlo, 1984, 8°, pp. 288,  8,00
  5. Giuseppe Schirinà, Antinferno, 1989, 8°, pp. 160 – Esaurito
  6. Sebastiano Burgaretta, L’opera dell’uomo a Cava Grande del Cassibile, 1992, 8°, pp. 240, ill.,  25,00 – ISBN 978-88-96071-31-1
  7. Giovanni Stella, Sicilia terra mia, 1995, 4°, pp. 8 – Esaurito
  8. Giuseppe Schirinà, Nina, 1996, 8°, pp. 154,  11,00
  9. Giovanni Stella, Gesualdo Bufalino vivo, 1996, 8°, pp. 11 – Esaurito
  10. Carmelo Giannone, Bbummi su…nun ti scantàri, 2000, 8°, pp. 128, ill.
  11. Sebastiano Burgaretta, Di Spagna e di Sicilia, 2001, 8°, pp. 208,  14,00
  12. Giovanni Stella, Amici cari, 2000, 8°, pp. 120, ill.  11,00
  13. Sebastiano Martorana, Ricordi di un tempo che fu, 2000, 8º, pp. 120,  10,33
  14. Nello Lupo, Don Lorenzo Milani prete e maestro, 2001, 8º, pp. 208, ill. 14,46
  15. Giovanni Stella, Il rigattiere e l'avventore, 2002, 8°, pp. 192, 13,00
  16. Benito Marziano, Don Agostino Salvìa e altri racconti, 2002, 8°, pp. 112, 10,00
  17. Salvatore Di Pietro, I perché del nostro dialetto. Storia linguistica e sociale della Sicilia, 2006, 8°, pp. 208,18,00
  18. Italico L. Troja, Alessandro Patti. Un esiliato di Weimar che perdette il suo cuore ad Heidelberg, 2007, 8°, pp. 80, € 10,00
  19. Fernando Buscemi, Storia della Rebetika, 2006, 8°, pp. 128, 13,00
  20. AA.VV., Da Versi a Nina. Note di critica letteraria, 2006, 8°, pp. 164, 10,00
  21. Salvatore Di Pietro, Nella valle dell’ozio – Racconti, 2008, 8°, pp. 176, 13,00
  22. Italico L. Troja, La mia “prima etade”, 2010, 8°, 15,00 – ISBN 978-88-96071-23-6
  23. Corrado Zuppardo, Memoriale di un siciliano emigrato a Milano, 2010, 16°, pp. 96, 9,00 – ISBN 978-88-96071-28-1
  24. Giuseppe Conte, La melagrana ossia la disegualità, 2008, 8°, pp. 144, € 13,00 – ISBN 978-88-96071-07-6
  25. Benito Marziano, Juliette cara – Romanzo, 2009, 8°, pp. 160, € 13,00 – ISBN 978-88-96071-10-6
  26. Cetty Stella, Dalla città reale alla città ideale – La città di Avola dopo il terremoto del 1693, 2008, 8°, pp. 48, 8,00
  27. Nino Muccio, L'Ammiraglio e l'America, 2008, 8°, pp. 368, 25,00 – ISBN 978-88-96071-09-0
  28. Italico L. Troja, Dalla "Domus hospitalis" al moderno "Ospedale Giuseppe Di Maria" (Origine e vicenda storica dell'Ospedale di Avola), 2010, 8°, (in corso di stampa)
  29. Fulvio Maiello, Il crepuscolo della nobiltà, 2010, 8°, pp. 128, 13,00 – ISBN 978-88-96071-26-7
  30. Salvatore Salemi, La vita e l'opera di Teocrito Di Giorgio, 2011, 8°, pp. , ISBN 978-88-96071-50-2 (in corso di stampa)
  31. Giovanni Manna, Ombre di felicità, 2011, 8°, pp. 112, 12,00 - ISBN 978-88-96071-42-7
  32. Mauro Giarrizzo, La legislazione scolastica nel Regno d'Italia e la situazione nella provincia di Noto, 2011, 8°, pp. 200, 18,00 – ISBN 978-88-96071-32-8
  33. Autori Vari, Antologia Inchiostro e Anima 2010/2011 – Poesia, Teatro, Cinema in memoria di Antonio Caldarella, 2011, 8°, pp. 152 – ISBN 978-88-96071-02-1 – Esaurito
  34. Giuseppe Aloisi, Memorie di un navigante, 2010, 8°, pp. 152, ill., 13,00 – ISBN 978-88-96071-35-9
  35. Benito Marziano, Randagi – Sei racconti, 2011, 8°, pp. 88, 10,00 – ISBN 978-88-96071-52-6
  36. Giovanni Gangemi, Il papiro di Akhenaton, 2011, 8°, pp. 360, 25,00 - ISBN 978-88-96071-55-7 (in corso di stampa)
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