Sebastiano Burgaretta, L’opera dell’uomo a Cava Grande del
Cassibile, 1992, 8°, pp. 240, ill., Euro 25,00
Sebastiano Burgaretta, I fatti di Avola, 2008, 8°, pp. 142, Euro 15,00
Sebastiano Burgaretta, Di Spagna e di Sicilia, 2001, 8°, pp.
208, Euro 14,00
Sebastiano Burgaretta, Trame del Mediterraneo (con una nota di Silvana
Grasso), 2003, 16°, pp. 64, Euro 8,00
Burgaretta Sebastiano, Le ‘Olàm, 2004, 8°, pp. 104, ill., Euro 15,00
Burgaretta Sebastiano, Sovente all'anima, 2008, 8°, pp. 80, Euro 15,00 Burgaretta Sebastiano, Del presepe popolare in Sicilia, 2008,16°, pp. 48, ill., Euro 9,00 Sebastiano Burgaretta, Alessandro Serenelli - Dono di Dio alla Casa di reclusione di Noto, Libreria Editrice Urso Avola - Collana Cammini n. 4, maggio 2009, 8°, pp. 64, ill., Euro 5,00 Burgaretta Sebastiano, Non è cosa malcreata - Indovinelli popolari siciliani, 2009, 8°, pp. 184, ill., E\\\\\uro 15,00
Passioni e furori di Leonardo Sciascia
Siracusa, 12 dicembre 2009
Testimonianza di Sebastiano Burgaretta
al Convegno Nazionale su Leonardo Sciascia
nel ventennale della sua morte
VEDI il video dove Sebastiano Burgaretta e Donata Munafò
leggono Una madre qualunque, racconto facente parte della raccolta dal titolo Pelle di Fabrizio Demaria
Curriculum bio-bibliografico di Sebastiano Burgaretta
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Nasce ad Avola il 2.12.1946
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Studia al Liceo Classico “Di Rudinì”
di Noto
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Nel 1969 si laurea in Lettere all’Università di Catania
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Nel 1970 vince il concorso a cattedra e comincia a
insegnare italiano e latino nei licei
-Attualmente insegna nel Liceo
Classico “Ettore Majorana” di Avola
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Nel 1972 viaggia per tre mesi in Sud
America con altri giovani nel quadro della preparazione del Concilio dei
Giovani che si sarebbe celebrato a Taizé attorno alla
omonima comunità religiosa ecumenica
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Nel 1974 consegue il diploma in teologia con il Centro
“Ut Unum Sint”
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Nel 1979 viene invitato da Antonino Uccello a
collaborare con lui nella realizzazione di alcuni volumi. In quell’anno
comincia a pubblicare anche in riviste e giornali su argomenti di tipo etnoantropologico
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Avvia alcune ricerche in prima persona
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Nel 1981 pubblica il volume I
fatti di Avola, con prefazione di Giuseppe Giarrizzo, e organizza una mostra fotografica sul culto di
San Sebastiano ad Avola con la locale Pro Loco. Cura anche il relativo catalogo
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Nel 1982 pubblica i risultati di una ricerca
sull’apicoltura nel volume Api e miele in Sicilia, edito dalle Edizioni
del Museo Etnoantropologico della Valle del Belice, di Ghibellina, con
prefazione di Antonino Buttitta e foto di Nino Privitera
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Nel 1982 pubblica il volume San Sebastiano a Melilli, con foto di Nino Privitera
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Nel 1983 pubblica il volume I “nudi” di San
Sebastiano ad Avola e Melilli
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Nel 1984 ha curato e prefato il volumetto La roba
della sposa tra l’‘800 e il ‘900 in Sicilia di Antonino Uccello
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Nel 1988 ha curato la stampa dell’inedito Avola festaiola di Gaetano Gubernale e
pubblicato il volume Note di aggiornamento ad Avola festaiola
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Nel 1992 ha pubblicato il volume Mattia Di Martino
nelle lettere inedite del Pitrè edito dal Rotary
Club di Noto
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Nel 1992 ha pubblicato il volume L’opera dell’uomo a
Cava Grande del Cassibile con foto di Giuseppe
Leone, con prefazione di Aurelio Rigoli
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Nel 1996 ha pubblicato il volume Festa con foto
di Eugenio Zinna
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Nel 1997: A Sud di Siracusa per l’A.A.P.I.T. di
Siracusa
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Nel 1995 e 1997: Retablo Siciliano, catalogo dell’omonima Mostra di cartelloni del teatro dei pupi,
portata anche al Museo Teatrale alla Scala di Milano, con prefazione di
Vincenzo Consolo
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Nel 1998: riedizione de I fatti di Avola
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Nel 2001: Di Spagna e di Sicilia
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Nel 2002: Cultura materiale e tradizioni popolari
nel Siracusano
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Nel 2007: Cummitu,
traduzione siciliana del Simposio di Platone, con prefazione di
Alessandro Salerno.
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Nel 2007: Sicilia intima
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Nel 2008: La memoria e la parola
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Nel 2008: Terza edizionede I fatti di Avola
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Nel 2008: Del presepe popolare in Sicilia
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Nel 2009: Alessandro Serenelli
-
Nel 2009: Non è cosa malcreata
-
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Ha pubblicato i seguenti volumi e plaquettes di poesie:
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1992: Diario del Golfo
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1995: L’Ala del tempo, con prefazione di Silvana
La Spina
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1998: Ρόδον
-
1998: Epigraffi, con
prefazione di Toto Roccuzzo
-
1999: Mpizzurifuddhia
-2000: Anàstasis
-
2003: Trame del Mediterraneo, con prefazione di
Silvana Grasso
-
2004: Le‘olàm, con
prefazione di Franco Loi
-
2008: Rrèpitu per
il due dicembre
-
2008: Sovente all’anima, con prefazione di Juan
Miguel DomínguezPrieto
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-Ha pubblicato varie centinaia di saggi e articoli di
argomenti etnoantropologico, letterari, teologici, d’arte, in molti giornali e
riviste locali, nazionali ed esteri
-
Ha pubblicato molte poesie su riviste, libri d’arte e antologie
-
Da più di venti anni partecipa a Convegni di rilevanza
regionale, nazionale, e anche all’estero
-
Collabora con istituzioni universitarie e musicali
-
Gli sono stati consegnati e/o ha vinto vari premi, tra
i quali L’ape d’oro, il Premio dei Benemeriti del Presepe, due
volte il Vann’Antò,il Premio
Rinascita per la poesia, il Premio Speciale Leonforte, “per aver
contribuito con la sua opera alla nascita di una Sicilia alternativa”, il Premio Capodieci, il Premio Carrà-Tringali, il Premio Sicilia Il Paladino.
-
Sue poesie sono state tradotte e pubblicate i spagnolo, altre in arabo e pubblicate in Siria. Una sua
poesia, ispirata all’assassinio di Rabin, fu letta alla Radio israeliana il 19
dicembre 1995. Altre sono state pubblicate in Spagna
-
Ha tradotto in siciliano La casa di Bernarda Alba,
di F.G.Lorca (ne ha anche
curato la regia in teatro); Voci di famiglia, di H. Pinter (sono
entrambi inediti); il Simposio di Platone; dal siciliano La vita del
beato Corrado Confalonieri.
-
Ha curato decine di cataloghi per mostre e
rappresentazioni in varie città
-
Ha collaborato a vari volumi di AA.VV., di argomento
storico-naturalistico (Vendicari, Capo Passero, etc.) ed etnoantropologico
-
Ha fondato l’Associazione Filodrammatica Avolese, con
la quale ha ripristinato l’antica tradizione della Casazza e realizzato il Presepe Popolare Vivente di Avola Antica
-
Tra le riviste con le quali ha pubblicato sono: Otto-Novecento, Il fuoco, Lares,
La Ricerca folklorica, Etnostoria, Il Cantastorie, Nuove Effemeridi, Kalós, Atlante, Sikania, Pagine
del Sud, Prospettive SR, Quaderni del Mediterraneo, Etnos, Mesogea, etc.
-
Ha collaborato a La Sicilia e a Stilos
-
È direttore editoriale della Editrice
“Libreria Editrice Urso” di Avola
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È socio di varie associazioni culturali, tra cui la
Società Siracusana di Storia Patria (dal 1977); dell’I.S.V.N.A. di Noto,
dell’Associazione per la Conservazione delle Tradizioni Popolari di Palermo,
del Centro Internazionale di Etnostoria di Palermo. Svolge volontariato presso
l’Associazione Telefono Arcobalenoed è
assistente volontario presso la Casa di reclusione di Noto.
-
Opera, sul piano culturale, ad Avola, organizzando
incontri culturali, conferenze, presentazioni di libri, etc.
-
È redattore della rivista Avolesi nel mondo,
organo dell’omonima associazione
-Ha partecipato al “Treno dei poeti”
nel 2001, alle “Orestiadi di Gibellina” nel 2002, a “Ancora na notti di ventu”
nel 2002, a “È tempo di poesia. 500 spot per Librino” nel 2003, a
“Sabir. Circolo Mediterraneo di Conversazione 2005”, al “Gran Tour dei poeti”
nel 2006; allo “Sbarco dei poeti” nel 2009; a “ Voci del Mondo 2009”
nell’ambito di Etnafest; a “ Reading di Poesia di Poeti siciliani” nell’ambito del Premio “Maria Marino”nel 2009; a
“ “Building Identities. Culture, transiti,
integrazione e il linguaggio universale della poesia” nel
2009.
-
Nel maggio del 2008due suoi libri sono stati
presentati, lui presente assieme ai rispettivi editori, alla Fiera
internazionale del libro di Torino.
Sovente all’anima
“Simile a un colombo viaggiatore /il poeta porta sotto l’ala/ un messaggio che ignora”. Così Gesualdo Bufalino in uno dei suoi splendidi aforismi.
Me ne sono ricordato ieri sera, quando Sebastiano Burgaretta, prendendo la parola per un breve ringraziamento, emozionato, ha detto di scoprirsi vieppiù ignoto a se stesso, dopo aver ascoltato Giuseppe Traina, docente di italianistica presso l’Università di Catania, dipartimento di Ragusa, mons. Giuseppe Greco, vicario generale dell’Arcidiocesi di Siracusa e Paolo Giansiracusa, storico dell’arte, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Catania.
Era il 15 aprile 2009 e nel “Globe”, ad Avola, si è tenuto un Convegno, meglio chiamarlo Simposio, perché in effetti tal è stato, sul libro di poesie Sovente all’anima, di Sebastiano Burgaretta, edito dal Girasole, Valleverde (Ct) 2008, pp. 77, Euro 15, in bella veste grafica con carta uso mano antica.
Le relazioni sono state intervallate e allietate da pezzi musicali, suonati al flauto, e dalla lettura di poesie scelte dal volume, a cura di Mirella Parisini, Erminia Gallo e Donata Munafò.
L’edizione si avvale di una ricca prefazione (che merita uno scritto a sé), del poeta e filologo spagnolo Juan Miguel Domίnguez Prieto, con testo a fronte tradotto dall’ispanista Rosa Rossi. È inoltre arricchita da bei disegni di Corrado Frateantonio, presente anch’egli al tavolo dei relatori, in una sala gremita di pubblico interessato e attento a un argomento oggi non certo di moda, ma sostanzialmente rimasto per addetti ai lavori, che, con vigore e passione, portano avanti il vessillo di quest’arte nobile o, se vogliamo, di questo “prodotto assolutamente inutile quasi mai nocivo” (così Montale a Stoccolma il 14 dicembre 1975, all’atto di ricevere il premio Nobel per la letteratura dalle mani del re Gustavo di Svezia). E in una Società in cui tutto è nocivo …
Anche l’arte della poesia fa parte del mistero. I versi appartengono al poeta finché questi li ha dentro di sé, come il magma in un vulcano, ma, una volta spifferati fuori, sono lapilli (o lava incandescente) che restano a macerare in cassetto fra i tanti, finché le fiamme della purgazione non li divorano. Se però l’autore cede alla tentazione di pubblicarli, non sono più suoi ma di tout le monde, dei lettori che li leggeranno, apprezzandoli o stroncandoli secondo un proprio convincimento, una personale valutazione, talora, anzi molto spesso, lontana dai motivi di ispirazione del poeta; di quel poeta che Pessoa definì “…un finitore, /(e) finge così completamente/ che arriva a fingere che è dolore/ il dolore che davvero sente”.
La poesia è travaglio interiore non dissimile dal parto della donna, dunque prima dolore, dipoi gioia per la nuova creatura, che magari l’autore stesso stenta a credere essere frutto del proprio ingegno.
Pertanto, anche se in forte crisi di lettori, l’arte della poesia – come ben avvertì Quasimodo, cantandone la perenne attualità – non potrà che esistere, finché esisterà l’uomo, se è pur vero quanto Addamo scrisse: “Sarà solo un poeta /a dichiarare estinta l’era dei poeti”.
Tre sezioni, come una triade divina, compongono l’opera poetica ultima nata di Sebastiano Burgaretta: Colori, Parole e Sovente all’anima, quest’ultima anche titolo del volume.
L’autore non è nuovo alla poesia, tutt’altro. Ha già pubblicato in versi: Diario del Golfo (1992), L’ala del tempo (1995), Epigràffi (1998) con lo pseudonimo di Vanesio Mercuriale, Mpizzu ri fuddìa (1999), Anàstasis (2000), Trame del Mediterraneo (2003), Le ′olàm (2004), Rrèpitu per due dicembre (2008). Lavori tutti ricchi e densi di interesse, dove si nota un impegno civile e di memoria di un passato talora ancora vivo e presente.
Con quest’ultima opera Burgaretta segna un salto di qualità, una evoluzione positiva e propositiva nella sua poetica, sia in relazione ai testi precedenti, sia con riferimento alla lingua. Accantonato l’impegno civile, c’è ora la ricerca, riuscita, di un linguaggio nuovo, di una creatività della parola, che è anche ricerca, questa pure riuscita, di un nuovo stile. E, per arrivare a ciò, si è avvalso di molti riferimenti alle lingue Greca, Spagnola e Araba, che sono poi le lingue parlate dalle popolazioni che hanno dominato la Sicilia. Lavoro, questo, che non può non far auspicare ora anche il ritorno del Mediterraneo quale crocevia essenziale con un ruolo di centralità in termini culturali e socio-economici fra l’Europa, l’Africa e il Medio Oriente.
Se il tema dominante e, come dire, musicale, della poesia di Bugaretta è sempre riconoscibile, in questo lavoro la musicalità trova una nuova armonia e una nuova tonalità, entrambe ancor più pregnanti, che conducono a quel salto in avanti di cui dicevo prima.
La ricerca di un nuovo linguaggio inventivo, creativo, è circostanza che in passato abbiano già avuto modo di sperimentare con Montale, Gadda, Consolo …, ai quali ora si aggiunge Burgaretta.
La sua parola è cura dell’assoluto, tende a un dialogo col lettore, con una vocazione metafisica che volge, sottotono, a un ritorno a Dio, il quale qui parla attraverso i silenzi, la natura, la storia.
L’influenza dei poeti arabi antichi e moderni è presente, come lo è quella di spagnoli e persino caraibici.
Ma il richiamo più forte, forse, è quello greco con l’eco della letteratura che in questa terra fa ancora parlare di una grecità sicula, che interamente ci appartiene.
L’azzardo più bello si avverte nella composizione grafica dei versi – la poesia che dà il titolo al libro, ad esempio – dove la voce di poeta autentico volge al metafisico, all’intangibile, alla presenza divina – forse il vero tema dominante – che il poeta avverte costantemente e sussurra al lettore.
Addirittura, da laico, penso di poter dire che Burgaretta, uomo di grande fede religiosa, in quest’opera, con l’uso di un linguaggio nuovo, attraverso i colori abbia voluto operare una sorta di ricognizione degli elementi essenziali della natura, e attraverso la parola abbia intenso colloquiare coi propri simili, per giungere alfine all’anima, mezzo ultimo e diretto per un suo dialogo con Dio.
In un testo così non poteva mancare il richiamo a Dante, presente ben cinque volte, perché è il padre della nostra lingua, ed è a lui che bisogna attingere, se si vuole elevare la qualità del discorso.
Qui il discorso di Burgaretta, per iniziati certamente, ma anche per lettori che intendono apprezzare una qualità nuova di parola poetica sforzandosi di seguirla, è sicuramente un punto fermo che sarà oggetto di numerose visite di critica e di pubblico, desiderosi di dissetarsi a quel “Sovente all’anima /distilla / il tempo / gocce / dal sapore ineffabile d’amore. / Torna verde lo stupore antico. / Lontano gli occhi della mente / a incontri celebrati dentro il cuore. / Il filo d’arianna mai reciso, /del labirinto persa la memoria, / allunga al cielo l’ombra del suo arco”.
Burgaretta Sebastiano, Sovente all'anima, 2008, 8°, pp. 80, Euro 15,00
Trame
del Mediterraneo
Edito dalla Libreria Editrice Urso è in libreria un prezioso poemetto
(il diminutivo si riferisce soltanto al piccolo formato), Trame del Mediterraneo,
ultima fatica poetica di Sebastiano Burgaretta.
Lopera consta di due parti: la prima, che è quella che dà
il titolo al volumetto, che crediamo inedita; la seconda Anàstasis,
già pubblicata, qualche tempo fa, in unedizione che era una
graziosa miniatura fuori commercio.
Il poeta torna, ancora una volta, a darci prova di una poesia colta che
parla alle menti senza, tuttavia, nulla togliere alla musicalità
e alleleganza del verso.
Non intendiamo dilungarci a dire di tutti i componimenti che costituiscono
la silloge, sia perché non disponiamo dello spazio sufficiente
a poter scrivere quanto si potrebbe sia perché ci piace non contaminare
eccessivamente, con le nostre, le riflessioni del lettore.
Vogliamo qui soltanto anticipare che, con quella pregnante umanità
che lo contraddistingue, Burgaretta ci ripropone quel mito di un Mediterraneo
che è unità geofisica, che è unità culturale,
che ci comprende; mare che non divide ma unisce, mare che, come scrive Fernand
Braudel, inizia e finisce dove si estendono lulivo, il fico
e il melograno.
Ci è sembrato di leggere nei versi del Nostro il suo dolore, di fronte
alle tante, troppe volte, purtroppo, in cui, in questi ultimi tempi, questo
mare è diventato bara dacqua e di alghe per troppi figli
amari di Hamdîs, forse perché quel vento generoso
della vita / che soffia nei cuori dei poeti (versi che, pensiamo,
ogni poeta avrebbe voluto scrivere), non soffia nei cuori di tutti gli uomini
(crediamo si debba ammetterlo), e che nei cuori dei molti pare soffi di
più il vento gelido dellodio e della morte.
Lultima cosa che vogliamo aggiungere a queste nostre brevi considerazioni
è che ci troviamo di fronte a versi di grande poesia, che sollecitano
profonde riflessioni e arricchiscono lo spirito. Benito
Marziano
Ha
pubblicato numerosi volumi, fra i quali: I fatti di Avola (I98I; I998),(Libreria Editrice Urso) Api e miele in Sicilia (I982), I "nudi" di San Sebastiano ad Avola e Melilli (I983), (Libreria Editrice
Urso)
Avola festaiola (I988),
Mattia Di Martino nelle lettere inedite al Pitré (I992),
L'opera
dell'uomo a Cava Grande del Cassibile (I992), (Libreria Editrice Urso)
Festa (I995), Sapienza del fare (I996),
Retablo siciliano (I997).
Come poeta ha dato alle stampe i seguenti
titoli:
Diario del Golfo (I992), (Libreria Editrice Urso) L'ala del tempo (I995),
Epigraffi - dietro lo pseudonimo di Vanesio
Mercuriale - (I998), 'Mpizzu ri fuddia - (1999), (Libreria Editrice Urso) Anàstasis (2000).
(Libreria Editrice Urso)
E' presente in varie riviste e antologie poetiche. Ha vinto, fra gli altri,
i premi Vann'Antò e il premio speciale Leonforte, quest'ultimo
per aver contribuito, con la sua opera, attività culturale e impegno,
alla lotta per il rinnovamento di una Sicilia alternativa.
Nel 2001 ha partecipato all'Offeta
della parola - il treno dei poeti organizzata da Fiumara d'arte. Presto
uscirà un nuovo libro di liriche in siciliano dal titolo Le 'olàm.
La poesia di Sebastiano Burgaretta spazia tra canto lirico e impegno civile,
adoperando il siciliano come lingua di cultura, capace di esprimere i problemi
esistenziali dell'uomo e le istanze oggettive imposte dall'eterno fluire della
memoria storica che perennemente si sviluppa e attualizza. Tutto ciò,
con il cuore e la mente del poeta rivolti agli uomini e alle donne che in ogni
tempo hanno dato il loro contributo e di amore dappertutto nel mondo. Motivi
di natura storica ed implicazioni di ordine autobiografico spingono il poeta
a dedicare un'attenzione particolare a tutte le sponde del Mediterraneo, mare
che Burgaretta auspica si trasformi da limite che separa in luogo di dimensione
di unione e di solidarietà tra tutti i popoli che vi si affacciano.
La memoria storica e quella personale del poeta si fondono, nei versi di Burgaretta
in una sintesi creativa caratterizzata da un forte pathos interiore e
da straordinarie cadenze ritmiche e musicali, cui si presta efficacemente l'uso
di una lingua siciliana arcaizzante e viva, totalmente estranea a cedimenti
folkloristici, che regge, in armonia poetica, l'accostamento ad altre lingue
antiche e moderne dei popoli mediterranei.
NOVITÀ DELLA LIBRERIA EDITRICE URSO In
un quadro complessivamente organico sono in questo volume riuniti alcuni saggi
e articoli letterari che Sebastiano
Burgaretta ha prodotto nell'ultimo ventennio. Sono saggi e articoli
che testimoniano i rapporti non solo letterari dell'autore ma anche la sua visione
del mondo e rivelano le sue straordinarie amicizie, un insieme di esperienze
che lo ha aiutato a crescere nella vita, come ci rivela nella sua nota finale
al libro..
Il nostro autore ha per l'occasione rivisto e aggiornato bibliograficamente,
e in alcuni casi anche rifuso, alcuni testi variamente distribuiti in riviste
letterarie. Recensione
di Silvana Grasso
A
Ibn Hamdis
di Sebastiano Burgaretta
Cu
n'avè-ddir'a-nnui,
limarra ri lu munnu,
ca sta terra matturiata,
pistata ri tutt'e-mmarriciuta,
s'avê-ffari pont'e-ppararisu,
ppi-llàzzar'e strazzùn'assicutati
arrèri, dopu tantu tempu
ca nun-çiòv'e-mmancu
nuvuli preni r'acqua s'appènnunu
nto çel'azzurru, c'arristàu
stampat'a-ffoc'ardenti
nta-ll'occi stramuntati r'Hamdis?
Frati
miu sbannutu ppi n'aternu,
Ibn amurus'e scunsulatu,
si pèssir'i iardina fitti
e-ddanni ca viristi ntâ marina.
A terr'è-gghjars'e-ccina
ri çiaccazzi mpatiddati.
Se turnassitu ravèru, comu riçi,
s'abbarruiss'a menti tova ntunnamenti.
Dda casa ri Not'ê sdirrubbata tutta;
Ddiu nun çi ntisi ri ssu latu.
Ora succi, can'ì mànnir'e-llattruna brivittati
Scalìin'e-mmanciunu ri mprisa.
Aer'âgghicàr'Î to cuçini,
chíddi râTunisia e ddi Manila.
I stracquar'â-ttutti nsuprasattu,
ppô-rrispettu râ liggi rê briganti,
a iddi ca n'anu-ddirittu
e-ssû-ll'ùniçi ca sbrannìinu
ppi-bbéniri nta stu nfernu
ri focu e Adi vilen'ârnmusculatu,
unni cupassa, macari ri luntanu,
sput'é-gghetta feli ri sintenzi.
Sebastiano Burgaretta
Traduzione
. Chi l'avrebbe detto a noi,/ fango del mondo, che questa terra tormentata,/
calpestata e maledetta da tutti,/ si sarebbe fatta ponte e paradiso,/ per lazzari
e straccioni cacciati/ nuovamente, dopo tanto tempo/ che non piove e nemmeno
nuvole gravide d'acqua stan sospese/ al cielo azzurro, che rimase/ impresso
a fuoco ardente/ negli occhi di Hamdis?// Fratello mio bandito in eterno,/ Figlio
amoroso e sconsolato,/andarono perduti i giardini folti/ e grandi che vedesti
alla marina./ La terra è arsa e piena/ di crepe antiche./ Se veramente
tornassi come dici,/ del tutto si confonderebbe la tua mente./ Quella casa di
Noto è tutta diroccata;/Dio non ha sentito da quel verso./ Oramai topi,
cani di mandria e ladroni incalliti/ frugano e mangiano a gara:// Ieri sono
arrivati i tuoi cugini,/quelli di Tunisia e di Manila./ Li han cacciati di botto,/in
nome della legge dei briganti,/ proprio loro che ne han diritto/ e sono i soli
che smaniano per venire in quest'inferno/ di fuoco e di veleno aggrumato/ dove
chiunque passi, anche da lontano,/ sputa e schizza fiele di sentenze.
Sebastiano Burgaretta, Salvatore Grande e il poeta Franco Loi all'incontro
su "Le ragioni della poesia" all'Agriturismo "Crisilio
Castello" di Avola il 27 aprile 2003
Hay gente,
que con solo decir una palabra
enciende la ilusión y los rosales,
que con solo sonreir entre los ojos
nos invita a viajar por otras zonas,
nos hace recorrer toda la magia.
Hay gente,
que con solo dar la mano rompe la soledad,
pone la mesa, sirve el puchero, coloca las guirnaldas.
Que con solo empuñar una guitarra
hace una sinfonía de entrecasa.
Hay gente que con solo abrir la boca
llega hasta todos los límites del alma,
alimenta una flor,
inventa sueños,
hace cantar el vino en las tinajas
y se queda después, como si nada.
Y uno se va de novio con la vida
desterrando una muerte solitaria,
pues sabe, que a la vuelta de la esquina,
hay gente que es así, tan necesaria.
Hamlet Lima Quintana
Cè
gente
Che, solo dicendo una parola,
accende lillusione e i roseti,
che, solo con un sorriso negli occhi,
ci invita a viaggiare in altre zone,
ci fa esplorare tutta la magia.
Cè gente,
che, solo dando la mano, rompe la solitudine,
apparecchia la tavola, serve il minestrone, sistema i festoni.
Che, solo impugnando una chitarra,
crea una sinfonia dentro casa.
Cè gente che, solo aprendo la bocca,
arriva sino agli ultimi confini dellanima,
alimenta un fiore,
inventa sogni,
fa cantare il vino nei tini
e si ferma poi, come se nulla fosse stato.
E uno se ne va come riconcialiato con la vita,
cacciando via una morte solitaria,
poiché sa che, girato langolo,
cè gente che è così, tanto necessaria.
Versione italiana di Sebastiano
Burgaretta
NOVITA' DI MAGGIO 2009 della Libreria Editrice Urso
(PREFAZIONE di Franco Santuccio) Questo libretto è stato pensato e scritto in preparazione al Convegno del 6 maggio 2009 su Alessandro Serenelli, uccisore di Santa Maria Goretti.
Come cappellano della casa di reclusione di Noto sono stato colpito dalla conversione del Serenelli avvenuta in carcere. La casa penale di Noto ha avuto un ruolo privilegiato nella vicenda di un uomo salvato dal perdono.
L'uomo, creato nella vita, si è allontanato da Dio, ha abbandonato la rettitudine; ma la mano potente di Dio non si è mai staccata dalla mano dell'uomo, sebbene recidivo infinite volte. Anzi, quando la malizia e la miseria dell'uomo sono arrivate alla più intensa crudezza, la mano di Dio si è aperta, presentando all'uomo il dono della misericordia e del perdono.
Questa casa di reclusione, con la cella n. 45, che ha ospitato per quindici anni il Serenelli, è un luogo teologico, perché in esso si dispiega il disegno salvifico riguardante la persona di Alessandro. Dio, nella sua opera di salvezza, non disdegna di passare attraverso la storia individuale e collettiva. Il perdono che viene da Dio attraverso la Chiesa è passato anche per questa casa attraverso la persona del vescovo Mons. Giovanni Biandini, che andò in carcere a trovare Alessandro, per ascoltare la sua confessione e offrire il perdono.
L'amore di Dio ha ricostruito dal di dentro l'esistenza di un uomo, Alessandro, il quale sperimentò un recupero a livello esistenziale.
Il libretto vuole essere un semplice e utile strumento per far conoscere la figura del Serenelli, ma soprattutto l'azione di Dio che raggiunge l'uomo e gli cambia la vita.
Poco si conosce a Noto e nella stessa diocesi l'evento di salvezza compiutosi in Alessandro Serenelli, e spero proprio che questa breve esposizione si diffonda nelle nostre parrocchie.
A nome mio personale e della Direzione della casa di reclusione rivolgo un ringraziamento al volontario in questo luogo di sofferenza, prof. Sebastiano Burgaretta, che si è adoperato in prima persona a presentare questa sintesi sul Serenelli nel carcere netino e a curarne la pubblicazione.
Franco Santuccio
Cappellano della Casa di Reclusione
Sebastiano Burgaretta, Alessandro Serenelli - Dono di Dio alla Casa di reclusione di Noto, Libreria Editrice Urso Avola - Collana Cammini n. 4, maggio 2009, 8°, pp. 64, ill., Euro 5,00
Queste
pagine, certamente non esaustive, sono state scritte da un dilettante,
ma di un dilettante nel senso etimologico del termine, cioè
di una persona che ha osservato e studiato per diletto il suo dialetto
e la gente che lo parla. Con questa clausola, che intelligentemente si libra
tra il sussiego e l’autoironia, Salvatore Di Pietro congeda
il suo corposo studio I perché del nostro dialetto.
Storia linguistica e sociale della Sicilia,
edito dalla Libreria Editrice Urso di Avola. E’ un’affermazione
che fa onore alla modestia dell’autore e all’amore che
egli, con questa articolata ricerca, dimostra di coltivare verso
la sua terra e le persone che l’abitano. Non a caso il sottotitolo
rende assai bene lo spirito e il registro che animano e guidano
le linee generali di questo prezioso strumento, finalizzato a una
conoscenza critica del nostro dialetto e a un approfondimento consapevole
e articolato del rapporto che ogni uomo dovrebbe avere con la propria
lingua di appartenenza, se vuole mantenere salde le radici della
propria identità storico-memoriale e promuovere la propria
crescita socio-culturale, senza svendere sé stesso e il proprio
portato antropologico-culturale al facile e allettante supermercato
della globalizzazione indiscriminata e omologante.
Effettivamente il risultato
dell’ampio studio di Di Pietro si configura con i caratteri
propri di una ricerca sociale e di costume, oltre che linguistica,
della Sicilia e, in particolare, delle città sorelle di Avola
e Noto. Ne sono prova evidente, confermata peraltro nel corso della
ricerca tutta, le notizie ragionate, e spesso anche comparate, relative
agli effetti che nel tessuto linguistico della Sicilia hanno prodotto
fenomeni sociali di grande rilevanza, come l’emigrazione e
la mafia con il loro corredo socio-antropologico e, di conseguenza,
anche linguistico, talora persino con la creazione di veri e propri
gerghi settoriali, quali, ad esempio, u brucculinu e u baccagghju.
Secondo
l’affermazione dello stesso Di Pietro, questo suo studio appartiene
alla categoria del <prima
che sia troppo tardi>, stante l’eutanasia linguistica
che a suo dire viene indotta
nella nostra società negli ultimi anni da quanti tendono
a italianizzare la loro parlata. E quindi è un contributo
di amore per uno strumento linguistico che è al tempo stesso
strumento di cultura e di civiltà, anche se probabilmente
un timore come il suo può apparire eccessivo e in contraddizione
con quanto egli stesso afferma, quando poco prima puntualizza, a
ragione, che il nostro dialetto, come del resto qualsiasi altro dialetto, essendo
una lingua viva e usata soprattutto nella comunicazione orale, ha
subito delle continue metamorfosi.
Ed è nella natura stessa delle lingue proprie della comunicazione
orale il dover subire continue trasformazioni, integrazioni e sostituzioni,
esattamente come in un corpo vivo che rinnova le sue cellule pur
nel mantenimento della matrice genetica di fondo. Per questo io
sarei, al riguardo, meno pessimista, nulla togliendo al rimpianto
e alla nostalgia per quanto si va tralasciando e/o perdendo, ma
nondimeno con la fiducia nella vitalità di un volto sempre
nuovo di un corpo antico. Del resto simili considerazioni sono state
sempre fatte nella storia del nostro dialetto, lungo il corso dei
secoli, ad opera di studiosi e cultori. In quanto corpo vivo una
lingua non può non trasformarsi evolvendosi. Tanto per restare
in Sicilia, se si va a leggere, per esempio, un testo siciliano
di età medievale, allorché cioè il nostro dialetto
aveva dignità e ruolo di lingua ufficiale, ci si accorge
di esser quasi davanti a un altro idioma, talmente variegato è
l’esito dell’evoluzione plurisecolare subita dal corpo
vivo della lingua siciliana, che ai nostri giorni, per motivi di
ordine storico e culturale, viene ascritta all’ordine dei
dialetti.
Come corpo vivo il siciliano
emerge anche dall’attenta ricerca e dalla metodica osservazione
che sulla nostra lingua madre ha condotto Salvatore Di Pietro; un
corpo vivo che parla della gente che lo adotta e tratta del cammino
storico-culturale che questa gente ha compiuto e ancora compie.
Un supplemento di analisi, che si aggiunge ad arricchire il lavoro,
è fornito dalla storia personale e dalla condizione peculiare
di vita dell’autore, che è nativo di Avola, dov’è
vissuto per i primi venticinque anni di vita, e abita a Noto da
ventisei anni. Gode perciò del privilegio di conoscere bene
i sottodialetti delle due città e di poterne fare, nel contesto
della sua metodica analisi, uno studio comparato, che rileva, con
puntualità e lodevole acribia, somiglianze e differenze che
i cittadini dei due centri conoscono ma sulle quali magari non si
sono mai sentiti spinti a indagare, per individuarne le ragioni
storico-culturali.Di Dietro guida il lettore anche in questa direzione
in tutta quella parte, assai ragguardevole, dello studio dedicata
agli aspetti morfologici e sintattici dei due sottodialetti fratelli
di Avola e Noto.
Ne viene fuori un ricco
documento linguistico ragionato che è una vera e propria
grammatica viva, la quale, come giustamente afferma l’autore,
non è una rassegna di regole, ma il risultato dell’indagine
sistematica dei meccanismi che determinano i fatti linguistici e
che, generalizzandosi, trovano applicazione pratica nelle strutture
delle frasi. Ed è anche
un documento di alto valore culturale che, in virtù della
condizione esistenziale, per così dire, ancipite dell’autore
e dell’esito cui per ciò stesso questi è pervenuto
con questo lavoro, avvicina una volta di più le due città
sorelle. Un documento, dunque, che, anche per questa ulteriore ragione,
oltre che per quelle intrinseche, non dovrebbe mancare nelle case
degli avolesi e dei notigiani più attenti e aperti alla vita
e al destino dell’uomo. Un documento che conserverà
nel tempo il suo valore e del quale perciò il lettore farebbe
bene a ringraziare, riconoscente, autore ed editore, con l’auspicio
che ci siano tra noi, e sempre più numerosi, dilettanti
come Salvatore Di Pietro.
EVENTI
E ACCADI...MENTI DA SEGUIRE
GIORNO PER GIORNO
Libreria Editrice Urso - Collana Cammini Viandante, son le tue orme//la via, e nulla più;//viandante
non c'è via,//la via si fa con l'andare.//Con l'andare si fa la via (Antonio Machado, Campos de Castilla).
Gioacchino Scorsonelli, Eros e Agape Un cammino spirituale,
2006, 8°, pp. 72, Euro 9,00
Lucia Sortino, Il difficile cammino della mia vita, 2008, 8°, pp. 56, Euro 10,00 – EAN 978-88-96071-01-4
Fra Ugo Van Doorne, L'eremita si racconta - Conversazione registrata in occasione del 50° di ordinazione, 2008, 16°, pp. 72, Euro 5,00 – EAN 978-88-96071-05-2
Sebastiano Burgaretta, Alessandro Serenelli - Dono di Dio alla Casa di reclusione di Noto, 2009, 8°, pp. 64, Euro 5,00 - EAN 978-88-96071-16-8
Elisa Basile, Il dono più grande, 2009, 8°, pp. 128, Euro - EAN 978-88-96071-18-2 (in corso di stampa)
Fra Ugo Van Doorne, Francesco, uomo veramente cristianissimo, 2009, 16°, pp. 64, Euro 5,00 - EAN 978-88-96071-25-0
Libreria Editrice Urso - Collana MNEME Mneme, Mnemòsine (… diva del cor maestra e della mente
// e del caro pensiero custode e madre. Monti, Musogonia, 25 e segg.),
la ricordanza, la memoria in lotta perenne nel nostro tempo, tra il dimenticare
Giovanni Stella, Le Sirene e l’Isola, 1998,
8°, pp.
104, Euro 11,00
Sebastiano Burgaretta, I fatti di Avola, 2008, 8°, pp. 142, Euro 15,00 - EAN 978-88-96071-08-3
Giovanni Stella, Amici cari, 2000, 8°, pp. 120, ill. Euro 11,00
Sebastiano Martorana, Ricordi di un tempo che fu, 2000, 8º,
pp. 120, Euro 10,33
Nello Lupo, Don Lorenzo Milani prete e maestro, 2001, 8º,
pp. 208, ill. Euro 14,46
Giovanni Stella, Il rigattiere e l'avventore, 2002, 8°, pp.
192, Euro 13,00
Benito Marziano, Don Agostino Salvìa e altri racconti,
2002, 8°, pp. 112, Euro 10,00
Salvatore Di Pietro, I perché del nostro dialetto. Storia linguistica
e sociale della Sicilia, 2006, 8°, pp. 208, Euro 18,00
Italico L. Troja, Alessandro Patti. Un esiliato di Weimar che perdette il suo cuore ad Heidelberg, 2007, 8°, pp. 80, Euro 10,00
Fernando Buscemi, Storia della Rebetika, 2006, 8°, pp. 128, Euro 13,00
AA.VV., Da Versi a Nina. Note di critica letteraria, 2006, 8°, pp. 164, Euro 10,00
Salvatore Di Pietro, Nella valle dell’ozio - Racconti, 2008, 8°, pp. 176, Euro 13,00
Italico L. Troja, La mia “prima etade”, 2010, 8°, Euro 15,00, EAN 978-88-96071-23-6
Corrado Zuppardo, Dossier Avola - Il fallimento turistico, 2010, 8°, pp. (in corso di stampa)
Giuseppe Conte, La melagrana ossia la disegualità, 2008, 8°, pp. 144, Euro 13,00 – EAN 978-88-96071-07-6
Benito Marziano, Juliette cara - Romanzo, 2009, 8°, pp. 160, Euro 13,00 – EAN 978-88-96071-10-6
Cetty Stella, Dalla città reale alla città ideale - La città di Avola dopo il terremoto del 1693, 2008, 8°, pp. 48, Euro 8,00
Nino Muccio, L'Ammiraglio e l'America, 2008, 8°, pp. 368, Euro 25,00 – EAN 978-88-96071-09-0
Italico L. Troja, Dalla "Domus hospitalis" al moderno "Ospedale Giuseppe Di Maria" (Origine e vicenda storica dell'Ospedale di Avola), 2010, 8°, Euro 15,00 - EAN 978-88-96071-23-6 (in corso di stampa)
Fulvio Maiello, Il crepuscolo della nobiltà, 8°, pp. 128, Euro - EAN 978-88-96071-26-7 (in corso di stampa)