il nostro sitoBenvenuti sul sito della Libreria Editrice Urso, dal 1975 un angolo di cultura ad Avola. Novità del mese Offerte del mese Acquista per informazioni Peripatetici di Eloro
spazio a cura della Libreria Editrice Urso

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CAMMINATE FILOSOFICHE, LETTERARIE E STORICHE
TUTTE LE SECONDE DOMENICHE DI OGNI MESE
ad eccezione di luglio, agosto, settembre e dicembre,
senza pagamento di quota di iscrizione o quote sociali.
Chiunque può partecipare. È necessario dare come sempre adesione
a Ciccio Urso entro il sabato precedente.
Anche questa nostra iniziativa non si assoggetta alla logica dei finanziamenti pubblici
e testimonia la possibilità della libera aggregazione di persone
O E VERUCCIO FERRO
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di "Avola in laboratorio", del "Centro Don Luigi Sturzo"
organizzano una camminata

con appuntamento alle 9,30 in Piazza Crispi [Cappuccini]
(davanti all'ex Ospedale di Avola)

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andremo in automobile in direzione di Avola Antica (fino alle 13,00)
domenica 11 GENNAIO 2015

Vi chiediamo di arrivare entro le 9,30 in Piazza Crispi da Avola,
di fronte all'ex Ospedale. Da lì ci muoveremo in macchina
verso Avola Antica (anche in presenza di cattivo tempo!).
INVITATE
I VOSTRI AMICI
Realizziamo queste occasioni di conoscenza
con spirito di volontariato culturale, senza soldi pubblici,
senza quote di adesione e senza tessere.
Gradiremo la vostra presenza!

IN QUESTO LINK O CLICCANDO SULL'IMMAGINE
tutti i video delle nostre precedenti uscite
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Su "LA SICILIA" di domenica 6 gennaio 2015

segnalibro
IL SEGNALIBRO CHE ABBIAMO COMINCIATO A DISTRIBUIRE A VICOPISANO
Solo una parte del nostro andare per incontri e per cammini,
comunicando e parlando tra noi in vario e articolato modo,
arricchendo le nostre conoscenze e competenze,
possibilmente aggiungendo poesia alla poesia della vita.

novità

SECONDA EDIZIONE GENNAIO 2015

copertina
Salvatore Di Pietro
Viaggi da fermo
2015, 16°, pp. 250
€ 12,00, ill. – ISBN 978-88-98381-98-2

acquista

nuovo
Corrado Morale
MILUZZA
Trimau la terra
ROMANZO
seconda edizione gennaio 2015
Libreria Editrice Urso
Collana Mneme n. 44
ISBN 978-88-98381-99-9
2014, 8°, pp. 310
18,00
acquista

copertinaMorale
In un romanzo scritto dall'avolese Corrado Morale la storia di Avola alla fine del Seicento e prima del terremoto del 1693. Un intreccio ben costruito di vicende e di personaggi, con riferimento a tradizioni, leggi e usanze del tempo di cui l'autore a lungo si è documentato.
Corrado Morale tra l'altro ama precisare che "......Nomi, personaggi e avvenimenti sono comunque frutto dell’immaginazione e sono usati in maniera fittizia. Qualunque somiglianza con fatti, luoghi o persone reali, viventi o defunte, è del tutto casuale. Tuttavia, ho voluto utilizzare e mantenere l’originale nome di Avola, mia città natale, e tanti cognomi originali dell’epoca, così come gli originali nomi dei quartieri, delle contrade, delle vie e delle chiese, al fine di stimolare nel lettore la curiosità per una più attenta ricerca delle proprie radici culturali e storiche, e non solo di Avola.
Una precisazione è d’obbligo: questo libro è un romanzo e come tale va letto. Le vicissitudini e le azioni dei personaggi, quali il capitano di Giustizia, il governatore, il mastrosecreto, così come pure gli altri funzionari, pur essendo figure storicamente presenti in quegli anni, citati nel romanzo e riferite alla storia di Avola di quel periodo, sono quasi tutte, o in parte, inventate. Tuttavia molte delle loro azioni sono state usate nel romanzo in quanto rappresentative delle condizioni sociali nella Sicilia feudale di quegli anni. Si è cercato quindi di trasmettere al lettore, lo spirito, gli usi e i costumi dell’epoca, intrecciandoli volutamente con riferimenti storici attinenti.
L’autore lascia quindi alla curiosità del lettore ricercare, tra la fantasia e gl’intrecci del romanzo, le tante verità storiche.
Perché l’uso del dialetto? (per lo più avolese).
Premesso che quello usato non poteva essere quello dell’epoca, ho trovato più utile l’uso del dialetto attuale al fine di caratterizzare al meglio i vari personaggi del romanzo.
NB: alcuni vocaboli dialettali sono stati scritti in corsivo in quanto non più di uso comune, quindi, nelle pagine finali, troverete la relativa spiegazione".
Corrado Morale
per saperne di più: http://www.libreriaeditriceurso.com/moralecorrado.html

nuovoAvola

Giuseppe Pignatello
Avola dalla preistoria al duemila
2008, pagine 784, ill.,
€ 26,00
acquista

copertinaBaldassare Cuda
Quando la terra era di tutti.
Gli “Usi Civici” ad Avola

2008, 8°, pp. 224, ill., € 25,00 acquista
ISBN 978-88-96071-00-7
Collana Territorio e memoria Acquanuvena N. 1
Contributi alla conoscenza della storia del territorio avolese


[...] Nella storiografia italiana attuale le ricerche sugli usi civici non sembrano né di moda, né numerose. Si era avuta una stagione proficua nell'età di passaggio fra Otto e Novecento, grazie allo sviluppo di una scuola storico-giuridica che in Sicilia aveva avuto diversi e brillanti epigoni. Poi era calato il silenzio, anche perché il contesto politico-istituzionale si era fatto tutt'altro che favorevole a ricerche sulle proprietà collettive o sugli usi della terra "dal basso", da parte degli strati popolari delle società locali. "Legnare, pascere, seminare" in forme comunitarie era progressivamente proibito prima dalle usurpazioni e poi dal quadro giuridico di una protezione della proprietà privata di carattere sempre più spiccatamente capitalistico: la storiografia non poteva non essere molto condizionata da questo contesto, caratterizzato prima dal sistema liberale e poi dal regime fascista. Soltanto dietro le spinte del movimento contadino nel secondo dopoguerra era ripartita la ricerca sugli usi civici e sulla proprietà collettiva. E di nuovo, ai nostri giorni, alcuni storici italiani hanno ripreso ad interessarsene, risentendo dell'attenzione dei movimenti altermondialisti alla questione agraria e alla sua storia.
In quest'ambito storiografico s'inserisce la ricerca di Cuda, che storico non è di professione, ma che storico si fa partendo dal suo "andar per colli e valli" iblei e facendo scorrere il suo occhio sui segni del territorio.
Giuseppe Restifo
(Professore di Storia moderna - Università di Messina)

copertina MuccioNino Muccio
L'A
mmiraglio e l'America
2012, 8°, pp. 376, Collana Mneme n. 27
- ISBN 978-88-96071-09-0
- 25,00 acquista

Sullo sfondo di una storia d’Italia raccontata a partire dalle guerre coloniali di fine Ottocento, vengono narrati i destini irrevocabilmente e tragicamente segnati dei personaggi che trovano posto dentro questa grande vicenda corale. A cominciare da Vincenzo l’Ammiraglio che, col preciso intento di diventar ricco, lascia la casa del Guardabosco e va a cercar fortuna in Africa. Anche a suo padre, il temibile Guardabosco, una quarantina d’anni prima, quando ancora non aveva potuto sposare l’Orba, era capitata un’avventura simile: volontario in Africa per sfuggire alla fame. Alla campagna d’Abissinia il giovane nespolaro prende parte dopo essersi arruolato nell’esercito coloniale del Fascismo proiettato alla conquista di un posto al sole. Nell’ambiente africano Vincenzo sente la gloria a portata di mano. Ecco perché non si tira mai indietro: né col camerata Vanvitelli, né con la signora Filomena Quartuccio ora sposata al Vanvitelli e prima di costui al professor Sanfelice e ancor prima a un tal Filippo Spada. Ma nel destino di Vincenzo non c’è gloria: un mesto ritorno a casa e poi altri tragici eventi. L’incontro con la Strappagola, figlia di Felice il Comisano, eroe sconosciuto ai più ma morto con ignominia. L’incontro con Dietrocaricoavantiuncolpo, incauto artefice della sua illusoria fortuna. Infine l’incontro più struggente, quello con la piccola Cora, sul cui giovane viso di adolescente si scarica la primitiva violenza di Vincenzo, prima che la bambina abbia potuto mettere al mondo Mangiaricotta. Ad infittire la trama altri personaggi rappresentativi di un mondo le cui regole primitive e crudeli non cambieranno mai, contribuiscono a delineare nel loro insieme il quadro socio-antropologico dell’Italia di quegli anni.

Copertina libro Troja

Italico L. Troja
La mia “prima etade”
2010, 8°, pagine 128, illustrato, 15,00 acquista
Collana MNEME n. 22
ISBN 978-88-96071-23-6

L’autore, siciliano “moribus non natione”, ripercorre e rivive non senza emozione i primi anni della sua lunga esistenza, da quando la sorte gli fece vedere la prima luce a Sesto al Reghena, un paese ricco di storia e di monumenti, della incantevole prealpe friulana, fino agli anni felici “del consenso” nei quali i genitori, tornando ad Avola, lo portarono nella città dei loro antenati, riparata dalle dolci colline iblee e baciata dall’azzurro Jonio.
 Approdato nel quartiere detto “della Stazione”, da poco dominato da una elegante villa comunale, così ricca di alberi e di fiori da far pensare ad un orto botanico, esso divenne il centro dei suoi svaghi ma anche il centro di osservazione della  vicenda quotidiana di tanta gente che nelle feste divideva il suo tetto con l’asino, perché durante tutta la settimana, nei vigneti di Pachino ( Bimmisca, Bonfalà, Busulimuni, Bonivini), faticava con la zappa dall’alba al tramonto per assicurare un tozzo di pane ad una nidiata di figli. Accanto a questa gente umile ma eroica, operavano botteghe di artigiani, i cui titolari esercitavano un’arte oramai quasi o del tutto scomparsa: sarti, calzolai, bottai, carradori, maniscalchi, fornai, vasai, biciclettai. 
La permanenza nel quartiere (ma non l’appartenenza) cessò tragicamente la notte del 9 Luglio 1943, notte di lutto per la famiglia e per la Patria.
Oltre all’affetto degli amatissimi congiunti, i genitori e i due fratelli, visse una stagione di affetti, la cui sfera comprese anche una numerosa schiera di compagni “stazionari” e un’altra, più ristretta (di poco più di venti persone), di stessi compagni nel quinquennio della scuola elementare. Su questi ultimi campeggia la figura dell’unico, comune e impareggiabile maestro: Antonino Mangiagli, il quale da una scolaresca raccogliticcia riuscì nel quinquennio a trarre fuori un manipolo di futuri valenti artigiani e professionisti. Discepoli costoro, che non dimenticarono mai e benedirono sempre l’opera di tanto Maestro.
Come docenti privati delle materie di secondo grado, la cui fama toccava anche i centri vicini, l’autore ricorda con particolare gratitudine don Francesco Piccione, Alessandro Patti, il baronello Saverio Greco e Salvatore Nigro.
Chiude il libro quello che ne costituisce la spinta e il motore, la rievocazione cioè dell’amore innocente che legò l’autore ad una bimba, entrambi non ancora decenni, e che, anche se avversato pervicacemente dagli ambienti religiosi da essi praticati durante l’adolescenza, per la fermezza e la costanza della bimba fu coronato prima dall’altare e dopo da una convivenza, che durò quarantasei anni. Fino a quando, cioè, la bimba si spense, venti anni fa.

 

Urso-Avola

 

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