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Sebastiano Burgaretta



Sebastiano Burgaretta, L’opera dell’uomo a Cava Grande del Cassibile, 1992, 8°, pp. 240, ill.,  25,00 – ISBN 978-88-96071-31-1 acquista
Sebastiano Burgaretta, I fatti di Avola, 2008, 8°, pp. 142, 15,00 – ISBN 978-88-96071-08-3 acquista
Sebastiano Burgaretta, Di Spagna e di Sicilia, 2001, 8°, pp. 208,  14,00 – ISBN 978-88-6954-099-8
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LIBRI IN PRONTA CONSEGNA NELLA LIBRERIA EDITRICE URSO

Sebastiano Burgaretta
L'opera dell'uomo a Cava Grande del Cassibile
1992, 8°, pp. 240,
con illustrazioni di Giuseppe Leone
e mappa della riserva del prof. Salvatore Grande
€ 25,00acquista

 
copertina

Sebastiano Burgaretta dipinge il territorio del Cassibile, attraverso essenziali segni di storia e di vita: è così dal fare dei Siculi, ai tempi a noi più recenti. Al centro, l'intero bacino della Cava Grande, punteggiato da grotte (Grotta Giovanna, Grotta Perciata, Grotta del Serpente, ecc.); e, in tal sito, vari trappeti, una conceria, i tanti mulini, i depositi per le derrate (maiazzé), i fienili (pagghialora), gli edifici sacri (le cappelle campestri), le fornaci (carcara), le case, e così via.
Con mappa della riserva realizzata dal geologo Salvatore Grande e con splendide foto di Giuseppe Leone.

Di Spagna..."Di Spagna e Di Sicilia" (Libreria Editrice Urso, € 14,00acquista) è un libro di elzeviri che, e nella autografia critica del suo Autore e nella confettura del suo Editore, ricorda integro il sapore del buon pane fatto in casa, nel forno a legna di pietra. Un'artigianalità meritoria nell'anonimia, oggi, della editoria ipermercantile dagli inchiostri anemici e dalla sciatteria grafica. blank e contenitore in cui le minime imperfezioni diventano suggestioni, unicità, singolarità nel mare magnum delle narcotizzanti omologie, omografie, omotipie.

Fotoda sinistra: Ciccio Urso, Sebastiano Burgaretta,
Silvana Grasso e Corrado Dipietro
nella Libreria Editrice Urso
in Corso Garibaldi 41 ad Avola

La monotonia della sedicente e arrogante critica da perfezione trova in questo volume l'originalità e l'extravaganza della imperfezione assunta come vaghezza, della diversità adottata come giudizio. Il testo di Burgaretta nell'edizione Urso realizza la copula perfetta di due artigiani della sana provincia siciliana che del buon libro e della buona parola fanno ragione di vita, o meglio religione di vita quotidiana.
Di Spagna e Di Sicilia è il palcoscenico letterario che dividono scrittori poeti pensatori, spagnoli e siciliani, affratellati da un dna emotivo e culturale, passionale e sciabolante tale che l' indimenticabile Leonardo Sciascia non esiterebbe oggi a confermare che andare per la Spagna è, per un siciliano, un continuo insorgere della memoria storica, un continuo affiorare di legami, di corrispondenze. L'occhio acuto di Burgaretta mosso da apuleiana curiositas fiuta analogie, scava col seghetto dell'archeologo nel misterioso dedalo delle genie culturali sicule-ispane, con curiosità itinerante e intuizione rabdomantica.
Già Plutarco ne
Le Vite Parallele aveva, al di là d'ogni presunzione razziale e culturale, individuato i Grandi e la Grandezza e nel mondo greco e nel mondo romano, ghigliottinando quella spregevole apartheid genoculturale che stabiliva primati e primazie . La crazia culturale non è un fatto di razza, né di gene, ma di virtù e talenti, che fecondano ovunque. Al di là e a dispetto dei territori e delle frontiere, al di là dell'ottusità della convenzione e dell'istituzione che congela embrioni di intelligenza, ignari accusatori dell'altrui mediocrità. Mai come oggi, dopo l'11 settembre, in tempi di terrorismi di nuova genitura e di vecchissima fecondazione , l'intuizione di Plutarco veicola vangeli di verità sapienziale.
Tornando all'Avolese, Jano Burgaretta è personaggio onnipresente nel suo territorio, a volte protagonista, altre deuteragonista, altre ancora, semplice comparsa. E' preziosa Vestale, il professor Burgaretta della storia travagliata della sua Avola come dell'alchimia di certi personaggi di cui persino la famiglia genetica, anagrafica ha perso memoria.
Dal suo libro mi piace ricordare Giuseppe Bianca, un
Catone avolese, nato nel 1801, che sembra uscito dalla penna di Cornelio Nepote. “Uomo di vita austera, tutto d'un pezzo, che mandò al diavolo l' avvocatura per la botanica”.
"Uomo di costumi antichi – si legge – alieno da pubblici rumori, aborrente dalle lodi e dalle onorificenze, sobrio , integerrimo, innamorato di quiete e solitudine”.
Basterebbe tale cammeo di catoniano costume come cartina di tornasole di Burgaretta scrittore, poeta, critico ma soprattutto galantuomo che disseppellisce dalla incuria memoriale di chi sopravvive uno studioso dimenticato, sopravvivente solo in virtù d'una via e d'una scuola che ne portano, in scolorita lapide, il nome ormai predato dalla dimenticanza.
Un uomo di vecchio stampo, il Bianca, che rifiutò cattedre universitarie ovunque, quelle stesse per cui oggi si scannano a colpi di calunnie e scimitarre in tutti gli atenei. Quest'uomo che studiava il carrubo e i Carmi di Catullo , studiava il mandorlo e traduceva in latino Il
Cinque Maggio manzoniano. Uomo grande e serio, conoscitore dell'animo umano non meno che della vegetazione delle Madonne, tale profeta dell'altrui incuria che, a chi insisteva per ritrarlo, ebbe a dire con sofìa e ironia Perché farmi il ritratto? I miei figli potrebbero avermi un certo riguardo, ma i miei nipoti se ne servirebbero per coperchio di giara.


Silvana Grasso

Curriculum bio-bibliografico di Sebastiano Burgaretta

 

 

-       Nasce ad Avola il 2.12.1946

-       Studia al Liceo Classico “Di Rudinì” di Noto

-       Nel 1969 si laurea in Lettere all’Università di Catania

-       Nel 1970 vince il concorso a cattedra e comincia a insegnare italiano e latino nei licei

-       Ha insegnato per decenni nel Liceo Classico “Ettore Majorana” di Avola

-       Nel 1972 viaggia per tre mesi in Sud America con altri giovani nel quadro della preparazione del Concilio dei Giovani che si sarebbe celebrato a Taizé attorno alla omonima comunità religiosa ecumenica

-       Nel 1974 consegue il diploma in teologia con il Centro “Ut Unum Sint

-       Nel 1979 viene invitato da Antonino Uccello a collaborare con lui nella realizzazione di alcuni volumi. In quell’anno comincia a pubblicare anche in riviste e giornali su argomenti di tipo etnoantropologico

-       Ha pubblicato varie centinaia di saggi e articoli di argomenti etnoantropologico, letterari, teologici, d’arte, in molti giornali e riviste locali, nazionali ed esteri.

-       Collabora con istituzioni universitarie e musicali.

-       Gli sono stati consegnati e/o ha vinto vari premi, tra i quali L’ape d’oro, il Premio dei Benemeriti del Presepe, due volte il Vann’Antò, il Premio Rinascita per la poesia, il Premio Speciale Leonforte, “per aver contribuito con la sua opera alla nascita di una Sicilia alternativa”, il Premio Capodieci, il Premio Carrà-Tringali, il Premio Sicilia Il Paladino, il Premio internazionale per la poesia Al-Cantara 2010, Premio Proserpina 2017.

-       Sue poesie sono state tradotte e pubblicate in inglese, in francese, in spagnolo, in tedesco, in polacco, in corso, in ebraico, altre in arabo pubblicate in Siria e in Iraq. Una sua poesia, ispirata all’assassinio di Rabin, fu letta alla Radio israeliana il 19 dicembre 1995. Altre sono state pubblicate in Spagna.

-       Ha curato decine di cataloghi per mostre e rappresentazioni in varie città.

-       Ha collaborato a vari volumi di AA.VV.di argomento storico-naturalistico (Vendicari, Capo Passero, etc.) ed etnoantropologico.

-       Ha fondato l’Associazione Filodrammatica Avolese, con la quale ha ripristinato l’antica tradizione della Casacza e realizzato il Presepe Popolare Vivente di Avola Antica.

-       È stato direttore editoriale della Editrice “Libreria Editrice Urso” di Avola.

-       È socio di varie associazioni culturali, tra cui la Società Siracusana di Storia Patria (dal 1977); dell’I.S.V.N.A. di Noto, dell’Associazione per la Conservazione delle Tradizioni Popolari di Palermo, del Centro Internazionale di Etnostoria di Palermo. Ha svolto volontariato presso l’Associazione Telefono Arcobaleno ed è assistente volontario presso la Casa di reclusione di Noto.

-       È redattore della rivista Avolesi nel mondo, organo dell’omonima associazione.

-       Nel maggio del 2008 due suoi libri sono stati presentati, lui presente assieme ai rispettivi editori, alla Fiera internazionale del libro di Torino.

-       Nel 2013 ha curato la serie di otto “Incontri con l’autore” presso la libreria Mondadori di Avola.

-       Nel 2015-16 ha curato la rassegna “Biblioteca aperta” presso la Biblioteca Comunale di Avola.

-        

-        

 

VOLUMI E CURATELE

-       Nel 1981 pubblica il volume I fatti di Avola, con prefazione di Giuseppe Giarrizzo, e organizza una mostra fotografica sul culto di San Sebastiano ad Avola con la locale Pro Loco. Cura anche il relativo catalogo.

-       Nel 1982 pubblica i risultati di una ricerca sull’apicoltura nel volume Api e miele in Sicilia, edito dalle Edizioni del Museo Etnoantropologico della Valle del Belice, di Ghibellina, con prefazione di Antonino Buttitta e foto di Nino Privitera

-       Nel 1982 pubblica il volume San Sebastiano a Melilli, con foto di Nino Privitera

-       Nel 1983 pubblica il volume I “nudi” di San Sebastiano ad Avola e Melilli

-       Nel 1984 ha curato e prefato il volumetto La roba della sposa tra l’‘800 e il ‘900 in Sicilia di Antonino Uccello

-       Nel 1988 ha curato la stampa dell’inedito Avola festaiola di Gaetano Gubernale e pubblicato il volume Note di aggiornamento ad Avola festaiola

-       Nel 1992 ha pubblicato il volume Mattia Di Martino nelle lettere inedite del Pitrè edito dal Rotary Club di Noto

-       Nel 1992 ha pubblicato il volume L’opera dell’uomo a Cava Grande del Cassibile con foto di Giuseppe Leone, con prefazione di Aurelio Rigoli

-       Nel 1996 ha pubblicato il volume Festa con foto di Eugenio Zinna

-       Nel 1997: A Sud di Siracusa per l’A.A.P.I.T. di Siracusa

-       Nel 1995 e 1997: Retablo Siciliano, catalogo dell’omonima Mostra di cartelloni del teatro dei pupi, portata anche al Museo Teatrale alla Scala di Milano, con prefazione di Vincenzo Consolo

-       Nel 1998: riedizione de I fatti di Avola

-       Nel 2001: Di Spagna e di Sicilia

-       Nel 2002: Cultura materiale e tradizioni popolari nel Siracusano

-       Nel 2007: Cummitu, traduzione siciliana del Simposio di Platone, con prefazione di Alessandro Salerno.

-       Nel 2007: Sicilia intima

-       Nel 2008: La memoria e la parola

-       Nel 2008: Terza edizione de I fatti di Avola

-       Nel 2008: Del presepe popolare in Sicilia

-       Nel 2009: Alessandro Serenelli

-       Nel 2009: Non è cosa malcreata

-       Nel 2010: Padre Giuseppe Tavolacci. Un frate fatto popolo

-       Nel 2012: Avola. Note di cultura popolare

-       Nel 2014: La camicia di Nesso

-       Dal 2013 è nel comitato di redazione della collana di libri Spherae, edita da Santocono Editore.

-        

-       POESIA

-        

-       1992: Diario del Golfo.

-       1995: L’Ala del tempo, con prefazione di Silvana La Spina.

-       1998: Ρόδον.

-       1998: Epigraffi, con prefazione di Toto Roccuzzo.

-       1999: Mpizzu ri fuddhia.   

-     2000: Anàstasis.

-       2003: Trame del Mediterraneo, con prefazione di Silvana Grasso.

-       2004: Le‘olàm, con prefazione di Franco Loi.

-       2008: Rrèpitu per il due dicembre.

-       2008: Sovente all’anima, con prefazione di Juan Miguel Domínguez Prieto.

-       2010: Sequentia di palmiere, con prefazione di fra’ Ugo Van Doorne.

-       2011: Secuencia de un peregrino, con prefazione e traduzione spagnola di José Félix Olalla.

-       2011: Kairόs di vita.

-       2012: Voci altre.

-       2015: Dalla fonte aurorale.

-       2016: Cuatro poemas. Con pstfazione e traduzione spagnola di Miguel Ángel Cuevas.

-       2017: Passo dopo passo, con prefazione di Jean-Paul Manganaro.

-       2019: L’azzurro velo, con postfazione di Antonio Di Grado.

-       2019: Due poesie, in AA. VV., Poesie di Dio, Avola 2019.

-       2019: Sículo duende, nella traduzione spagnola di Miguel Ángel Cuevas, Sevilla 2019.

-       Nel 2013 è stato inserito nell’Almanacco dei poeti e della poesia contemporanea curato da G. Lauretano e F. Napoli ed edito da Raffaelli.

-       Sue poesie sono uscite su antologie, su riviste e su libri d’arte.

-       Sue poesie sono state musicate da Etta Scollo e incise nei suoi CD Les Siciliens, Il fiore splendente, Tempo al tempo Scollo con Cello, Il passo interiore. La poesia A-ttia è stata musicata e incisa da Peppe Qbeta nel CD Annakiti, realizzato nel 2017 con la Banda di Avola. La traduzione spagnola di Sequentia di palmiere, nella traduzione spagnola di José Féliz Olalla col titolo di Secuencia de un peregrino, nel 2012 è stata interamente musicata dal musicista Enrique Reigosa García, organista della cattedrale di Santiago de Compostela.  

 

                         

-       TRADUZIONI

-       Ha tradotto in siciliano La casa di Bernarda Alba, di F.G. Lorca (ne ha anche curato la regia in teatro); Voci di famiglia, di H. Pinter (sono entrambi inediti); il Simposio di Platone (2007); dal siciliano la Vita del beato Corrado Confalonieri (2009); dallo spagnolo ha tradotto in italiano I piedi del messaggero, del poeta José Félix Olalla (2012), Kaligrafía y gracia, del poeta Juan Miguel Domínguez Prieto (2015), La casa di Bernarda Alba, Federico García Lorca (2015).

 

-       RIVISTE – COLLABORAZIONI

-       Tra le riviste con le quali ha pubblicato sono: Otto-Novecento, Il fuoco, Lares, La Ricerca folklorica, Etnostoria, Il Cantastorie, Nuove Effemeridi, Kalós, Atlante, Sikania, Pagine del Sud, Prospettive SR, Quaderni del Mediterraneo, Etnos, Mesogea, Anthos, Avolesi nel mondo, Pentelite, Notabilis. Dialoghi Mediterranei, Avolesi nel mondo etc.

-       Ha collaborato a La Sicilia e a Stilos.

 

 

PARTECIPAZIONI RECENTI

-       Ha partecipato al “Treno dei poeti” nel 2001, alle “Orestiadi di Gibellina” nel 2002, a “Ancora na notti di ventu” nel 2002, a “È tempo di poesia. 500 spot per Librino” nel 2003, a “Sabir. Circolo Mediterraneo di Conversazione 2005”, al “Gran Tour dei poeti” nel 2006; allo “Sbarco dei poeti” nel 2009; a “Voci del Mondo 2009” nell’ambito di Etnafest; a “Reading di Poesia di Poeti siciliani” nell’ambito del Premio “Maria Marino”nel 2009; a “ “Building Identities. Culture, transiti, integrazione e il linguaggio universale della poesia” nel 2009.

-       Nel dicembre del 2009 ha partecipato al Convegno “Passioni e furori di Leonardo Sciascia”, svoltosi a Siracusa.

-        Nel 2010 ha partecipato come poeta a “Il verso presente”, organizzato dalla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania.

-       Nel 2010 ha partecipato come relatore al Corso di formazione “Il Cammino materiale e spirituale alle radici dell’Europa”, organizzato dalla milanese Associazione europea Scuola e Professionalità Insegnante.

-       Nel 2010 ha partecipato al Convegno “Viaggi alla ricerca dell’umano. Il Mediterraneo”, svoltosi a Bologna dal 5 all’8 maggio.

-       Nel 2010 ha partecipato alla prima edizione di “A tutto volume. Libri in festa” svoltasi a Ragusa.

-       Nel 2010 ha partecipato al “Rito della Luce”, organizzato dalla Fiumara d’Arte di Antonio Presti.

-       Nel 2011 ha partecipato all’ “Offerta della parola”, organizzata dalla Fiumara d’Arte di Antonio Presti.

-       Nel 2011 ha partecipato a “La bellezza e la rovina; Poeti al Garraffello” a Palermo.

-       Nel 2012 ha partecipato al “Giardino della bellezza” a Noto.

-       Nel 2012 ha partecipato a “Isola poesia” a Scicli.

-       Nel 2012 ha partecipato a “La bellezza e la rovina; Poeti a Menfi.

-       Nel 2012 ha partecipato al “Rito della Luce”, organizzato a Catania dalla Fiumara d’Arte di Antonio Presti.

-       Nel 2013 ha partecipato al “Gran tour della poesia”, organizzato dalla Fiumara d’Arte di Antonio Presti.

-       Nel 2013 ha partecipato al “Giardino della bellezza” a Noto.

-       Nel 2013 ha partecipato a “Isola poesia” a Scicli.

-       Nel 2013 ha partecipato al “Rito della Luce”, organizzato dalla Fiumara d’Arte di Antonio Presti.

-       Ha partecipato, sin dal loro inizio (2010), a tutte le edizioni di “PoEtna”, la rassegna annuale organizzata dai poeti Maria Rita Pennisi Orazio Caruso.

-       Nel 2014 ha partecipato a “Nei luoghi della bellezza”, rassegna di poesia organizzata a Noto da Luisa Mazza.

-       Nel 2014 ha partecipato al “Rito della luce”, organizzato dalla Fiumara d’Arte di Antonio Presti.

-       Dal 2015 al 2016 è stato nel Consiglio di Amministrazione della Film Commission di Ragusa in rappresentanza del Comune di Scicli.

-       Nel 2017 ha partecipato al “G 37” dei poeti, organizzato dalla “Fiumara d’Arte”.

-       Nel 2018 ha partecipato a “Nei luoghi della bellezza”, organizzato a Noto su progetto di Luisa Mazza e Roberto Galaverni.

-       Nel 2019 ha partecipato al Convegno Internazionale “L’opera di Vincenzo Consolo e l’identità culturale del Mediterraneo” organizzato dall’Università Statale di Milano.

 

COLLLABORAZIONI VARIE

Nel 2014 ha prestato la voce fuori campo al documentario “Viaggio a Sud”, di Alessandro Seidita e Joshua Wahlen. Nello stesso anno e con gli stessi registi ha prestato la voce fuori campo al documetario Ars Imago Mundi, sull’opera pittorica del pittore russo Oleg Supereco. Con i suddetti registi tra il 2014 e il 2015 è stato protagonista del docufilm Corrispondenze, girato per la Film Commission della Regione Sicilia.

Copertina

Sebastiano Burgaretta, I fatti di Avola, 2008 (Terza edizione)
8°, pp. 142, 15,00

EAN 978-88-96071-08-3acquista

Questo volume che ripropongo in nuova edizione fu il primo volume da me pubblicato e segnò nel 1981 la nascita della mia attività editoriale; il libro è contemporaneamente anche il primo libro pubblicato da Sebastiano Burgaretta e, sicuramente è il mio best e long-seller, con oltre duemila copie vendute.
È stato da me riedito nel 1998, dopo tante richieste di lettori, con un saggio di Giuseppe Astuto e un'intervista-novità all'avv. Fausto D'Agata (vicesindaco di Avola all'epoca dei fatti).
Il 2 dicembre di quel famoso 1968 ad Avola ebbe tragico epilogo uno sciopero di lavoratori dell'agricoltura che si protraeva da oltre dieci giorni per giuste rivendicazioni sindacali.
La polizia sparò e due di quei braccianti, Angelo Sigona e Giuseppe Scibilia, furono uccisi e altre decine di lavoratori feriti.
Ministro dell'interno dell'epoca era il democristiano Franco Restivo, siciliano.
Tutta l'Italia si sdegnò e un numero infinito di manifestazioni si svolsero ovunque.
A seguito dei Fatti di Avola l'allora ministro del lavoro, il socialista Giacomo Brodolini, venuto ad Avola il 4 gennaio 1969, qui promise una emanazione di norme a favore dei lavoratori, e così in effetti fece, con la legge 300 del 20 maggio 1970, conosciuta come lo Lo Statuto dei lavoratori.
L'intera storia di quegli eventi è documentata nel libro di Sebastiano Burgaretta dal titolo I fatti di Avola, adesso riproposto dalla Libreria Editrice Urso nella sua terza edizione, per far conoscere ai giovani quella brutta storia e, ricordarla, a chi facilmente dimentica.

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Copertina

Francesco Urso

I libri di Sebastiano Burgaretta
pubblicati dalla Libreria Editrice Urso

Avola 18-8-2018 – Sesta edizione di "PoesiAvola",
a cura di Francesco Urso della Libreria Editrice Urso di Avola (Sr).
L'intervento di Sebastiano Burgaretta
con la sua poesia dedicata a Ibn Hamdis, il poeta arabo-siciliano di Noto (1056-1133)

Eravamo nello spazio del Bar "Girlando" di C. Iacono in Corso Garibaldi ad Avola.
Per altri video, collegati all'esperienza di "PoesiAvola", vai in
https://www.youtube.com/playlist?list=PLzsmMXJh3TIOXUSgJdSX1CwfBsBRcxrlB
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A IBN HAMDIS

Cu n'avè-ddir'a-nnui,
limarra ri lu munnu,
ca sta terra matturiata,
pistata ri tutt'e-mmarriciuta,
s'avê-ffari pont'e-ppararisu,
ppi-llàzzar'e strazzùn'assicutati
arrèri, dopu tantu tempu
ca nun-çiòv'e-mmancu
nuvuli preni r'acqua s'appènnunu
nto çel'azzurru, c'arristàu
stampat'a-ffoc'ardenti
nta-ll'occi stramuntati r'Hamdis?
Frati miu sbannutu ppi n'aternu,
Ibn amurus'e scunsulatu,
si pèssir'i iardina fitti
e-ddanni ca viristi ntâ marina.
A terr'è-gghjars'e-ccina
ri çiaccazzi mpatiddati.
Se turnassitu ravèru, comu riçi,
s'abbarruiss'a menti tova ntunnamenti.
Dda casa ri Not'ê sdirrubbata tutta;
Ddiu nun çi ntisi ri ssu latu.
Ora succi, can'ì mànnir'e-llattruna brivittati
Scalìin'e-mmanciunu ri mprisa.
Aer'âgghicàr'Î to cuçini,
chíddi râTunisia e ddi Manila.
I stracquar'â-ttutti nsuprasattu,
ppô-rrispettu râ liggi rê briganti,
a iddi ca n'anu-ddirittu
e-ssû-ll'ùniçi ca sbrannìinu
ppi-bbéniri nta stu nfernu
ri focu e Adi vilen'ârnmusculatu,
unni cupassa, macari ri luntanu,
sput'é-gghetta feli ri sintenzi.

Sebastiano Burgaretta

Vi parlo di un libro...

DIALETTO; LINGUA VIVA

di Sebastiano Burgaretta

dialettoQueste pagine, certamente non esaustive, sono state scritte da un dilettante, ma di un dilettante nel senso etimologico del termine, cioè di una persona che ha osservato e studiato per diletto il suo dialetto e la gente che lo parla. Con questa clausola, che intelligentemente si libra tra il sussiego e l’autoironia, Salvatore Di Pietro congeda il suo corposo studio I perché del nostro dialetto. Storia linguistica e sociale della Sicilia, edito dalla Libreria Editrice Urso di Avola. E’ un’affermazione che fa onore alla modestia dell’autore e all’amore che egli, con questa articolata ricerca, dimostra di coltivare verso la sua terra e le persone che l’abitano. Non a caso il sottotitolo rende assai bene lo spirito e il registro che animano e guidano le linee generali di questo prezioso strumento, finalizzato a una conoscenza critica del nostro dialetto e a un approfondimento consapevole e articolato del rapporto che ogni uomo dovrebbe avere con la propria lingua di appartenenza, se vuole mantenere salde le radici della propria identità storico-memoriale e promuovere la propria crescita socio-culturale, senza svendere sé stesso e il proprio portato antropologico-culturale al facile e allettante supermercato della globalizzazione indiscriminata e omologante.

Effettivamente il risultato dell’ampio studio di Di Pietro si configura con i caratteri propri di una ricerca sociale e di costume, oltre che linguistica, della Sicilia e, in particolare, delle città sorelle di Avola e Noto. Ne sono prova evidente, confermata peraltro nel corso della ricerca tutta, le notizie ragionate, e spesso anche comparate, relative agli effetti che nel tessuto linguistico della Sicilia hanno prodotto fenomeni sociali di grande rilevanza, come l’emigrazione e la mafia con il loro corredo socio-antropologico e, di conseguenza, anche linguistico, talora persino con la creazione di veri e propri gerghi settoriali, quali, ad esempio, u brucculinu e u baccagghju.

Di PietroSecondo l’affermazione dello stesso Di Pietro, questo suo studio appartiene alla categoria del <prima che sia troppo tardi>, stante l’eutanasia linguistica che a suo dire viene indotta nella nostra società negli ultimi anni da quanti tendono a italianizzare la loro parlata. E quindi è un contributo di amore per uno strumento linguistico che è al tempo stesso strumento di cultura e di civiltà, anche se probabilmente un timore come il suo può apparire eccessivo e in contraddizione con quanto egli stesso afferma, quando poco prima puntualizza, a ragione, che il nostro dialetto, come del resto qualsiasi altro dialetto, essendo una lingua viva e usata soprattutto nella comunicazione orale, ha subito delle continue metamorfosi. Ed è nella natura stessa delle lingue proprie della comunicazione orale il dover subire continue trasformazioni, integrazioni e sostituzioni, esattamente come in un corpo vivo che rinnova le sue cellule pur nel mantenimento della matrice genetica di fondo. Per questo io sarei, al riguardo, meno pessimista, nulla togliendo al rimpianto e alla nostalgia per quanto si va tralasciando e/o perdendo, ma nondimeno con la fiducia nella vitalità di un volto sempre nuovo di un corpo antico. Del resto simili considerazioni sono state sempre fatte nella storia del nostro dialetto, lungo il corso dei secoli, ad opera di studiosi e cultori. In quanto corpo vivo una lingua non può non trasformarsi evolvendosi. Tanto per restare in Sicilia, se si va a leggere, per esempio, un testo siciliano di età medievale, allorché cioè il nostro dialetto aveva dignità e ruolo di lingua ufficiale, ci si accorge di esser quasi davanti a un altro idioma, talmente variegato è l’esito dell’evoluzione plurisecolare subita dal corpo vivo della lingua siciliana, che ai nostri giorni, per motivi di ordine storico e culturale, viene ascritta all’ordine dei dialetti.

Come corpo vivo il siciliano emerge anche dall’attenta ricerca e dalla metodica osservazione che sulla nostra lingua madre ha condotto Salvatore Di Pietro; un corpo vivo che parla della gente che lo adotta e tratta del cammino storico-culturale che questa gente ha compiuto e ancora compie. Un supplemento di analisi, che si aggiunge ad arricchire il lavoro, è fornito dalla storia personale e dalla condizione peculiare di vita dell’autore, che è nativo di Avola, dov’è vissuto per i primi venticinque anni di vita, e abita a Noto da ventisei anni. Gode perciò del privilegio di conoscere bene i sottodialetti delle due città e di poterne fare, nel contesto della sua metodica analisi, uno studio comparato, che rileva, con puntualità e lodevole acribia, somiglianze e differenze che i cittadini dei due centri conoscono ma sulle quali magari non si sono mai sentiti spinti a indagare, per individuarne le ragioni storico-culturali.Di Dietro guida il lettore anche in questa direzione in tutta quella parte, assai ragguardevole, dello studio dedicata agli aspetti morfologici e sintattici dei due sottodialetti fratelli di Avola e Noto.

Ne viene fuori un ricco documento linguistico ragionato che è una vera e propria grammatica viva, la quale, come giustamente afferma l’autore, non è una rassegna di regole, ma il risultato dell’indagine sistematica dei meccanismi che determinano i fatti linguistici e che, generalizzandosi, trovano applicazione pratica nelle strutture delle frasi. Ed è anche un documento di alto valore culturale che, in virtù della condizione esistenziale, per così dire, ancipite dell’autore e dell’esito cui per ciò stesso questi è pervenuto con questo lavoro, avvicina una volta di più le due città sorelle. Un documento, dunque, che, anche per questa ulteriore ragione, oltre che per quelle intrinseche, non dovrebbe mancare nelle case degli avolesi e dei notigiani più attenti e aperti alla vita e al destino dell’uomo. Un documento che conserverà nel tempo il suo valore e del quale perciò il lettore farebbe bene a ringraziare, riconoscente, autore ed editore, con l’auspicio che ci siano tra noi, e sempre più numerosi, dilettanti come Salvatore Di Pietro.


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