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Secondo la tradizione fu la seconda colonia greca nell'isola. Nel 734 a.C. nacque infatti sull'isoletta di Ortígia. Il nome fu derivato da quello di una vicina palude, Syraka. Le discordie interne tra nobili e popolo, e l'espulsíone dei primi, diede l'occasione a Gelone, tiranno di Gela, di impadronirsi di Siracusa. A lui si dovette la floridezza e l'ampliamento sulla terraferma della città. Dopo la vittoria di Gelone sui Cartaginesi ad Imera, Siracusa divenne la principale città della Sicilia. Gli successero il fratello Ierone, valoroso e più tardi il fratello Trasibulo. Questi fu espulso dai Siracusani che si diedero un governo democratico. La città dominava ora su quasi tutta la Sicilia, e ciò gli valse la rivalità di Atene che fu comunque sconfitta in una grandiosa battaglia navale nel 414 a.C.. Nel 405 i Cartaginesi minacciarono la città, la quale presa dal panico si diede in mano a Dionigi. Questi concluse la pace con i Cartaginesi ed eresse poi grandiose opere di fortificazione che difesero la città alla ripresa delle ostilità. Dionigi abbellì Siracusa con splendidi monumenti, ampliò il porto e affermò la propria supremazia su tutta la Magna Grecia. Alla morte di Dionigi ci fu un periodo di confusione di cui approfittò Agatocle per impossessarsi del potere. Questo crudele e odiato tiranno rese la città potente quasi quanto lo era al tempo di Dionigi. Un periodo dì oscure tirannie e alterne alleanze ora con Cartagine ora con Roma seguì alla morte violenta di Agatocle, finché, nel 212 a.C. fu definitivamente sconfitta e saccheggiata dai Romani. La successìva storia della città è intessuta di alti e bassi. Le dominazioni comuni alla Sicilia toccarono anche Siracusa, che non raggiunse però mai più la passata potenza.
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Siracusa sveva
Laura Cassataro
Siracusa sveva
2002, 8°, pp. 160, ill.
Euro
22,00
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Guida ai monumenti della città
e della provincia
Foto di Lamberto Rubino
nel segno
Giuseppe Voza
Nel segno dell'antico
1999, 4°, pp. 162, ill.
Euro
30,00
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Archeologia nel territorio di Siracusa

La fuga...
Pino Di Silvestro
La fuga, la sosta
Caravaggio a Siracusa

2002, 8°, ill. pp. 258
Euro
15,00
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Sulla sosta a Siracusa di Caravaggio, fuggitivo da Malta, Di Silvestro ha scritto un romanzo di puntigliosa documentazione e di fervida invenzione, un forte romanzo di ombre e di luci caravaggesche.

Vincenzo Consolo

la cultura popolare
Luigi Lombardo
La valle dell'Anapo e il Leontinoi
nelle terre di Hyblon e Thukles

2006, 8°, pp. 368, ill.
Euro
45,00
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LA CULTURA POPOLARE

a cura di Massimo Papa

Moscuzza
Alberto Moscuzza
Non si fermarono
sul bagnasciuga

2003, 8°, pp. 104, ill.
Euro
12,00
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Lo sbarco del 10 luglio 1943
raccontato dai soldati della Milmart di Siracusa
e da un ufficiale inglese
Siracusa
Salvatore Russo
Siracusa medievale e moderna
1992, 4°, pp. 192, ill.
Euro
46,00
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La storia di una città
leggendo i suoi monumenti

Nnichi...
Carmelo Tuccitto
Qann'erumu nnichi
Origine di voci e detti dialettali
della nostra infanzia

2006, 8°, pp. 144, ill.
Euro
12,00
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(...) Dovrei parlare al superlativo: per la scrittura cristallina ed erudita; per un pezzo di cuore non soltanto siracusano versato in parole; per la comodità di chi legge di sapere dove trovare l'origine e il significato di certe parole; per la piacevolezza e l'allegria che la lettura suscita.
Ester Monachino


Archimede
Mario Geymonat
Il grande Archimede
2006, 8°, pp. 144, ill.
Euro
16,00
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Questa avvincente biografia, riccamente illustrata,
fa rivivere la poliedrica personalità
e illustra in modo chiaro e brillante
le scoperte più affascinanti di Archimede,
personaggio antico ma estremamente attuale.
Il mito del genio siracusano continua fra le nuove generazioni,
dimostrando come anche oggi Archimede possa dare
un impulso straordinario ai progressi della scienza moderna.

n.52
I SIRACUSANI
novembre - dicembre 2004
Anno IX n. 52, Euro 4,50
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In questo numero articoli su:
Saline di Priolo
I ddieri del Petraro di Villasmundo
Il fortilicium dei conti Ventimiglia di Buscemi
'A citrata 'i Moooricaaa!
Vitaliano Brancati, tra istinto e ragione
Siracusa ebraica
L'occupazione delle terre in provincia di Siracusa nel 1920
Tra natura e archeologia nella Val d'Anapo

I Siracusani 60

I SIRACUSANI
maggio - agosto 2006
Anno XI n. 60, Euro 4,50
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In questo numero articoli su:

La regata Siracusa - Malta, la mia Mégara Hiblaea, I nostri serpenti, Vittorio Lucca Sortino e i pupi: un connubio d'arte, La leggenda del Ciane, Il 1837 a Siracusa, L'impossibile sogno di Ducezio.

Emilio Prazio
Emilio Prazio
1897-1977

Artista e scultore del ferro battuto
2001, 8°, pp. 192, ill.
Euro
38,73
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[...] Il nome di Emilio Prazio è legato alle memorie dell'ultima stagione di una civiltà artistica interprete della corale esigenza di bellezza nella quotidianità, che storicamente ha condotto un percorso parallelo a quello delle grandi manifestazioni dell'arte e dell'architettura dell'Occidente.

Siracusa
Giuseppe Voza
Siracusa
immagine e immagini

2006, 4°, pp. 122, ill.
Euro
54,00
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Cartoline di ieri e foto di oggi: riflessioni sulla città
Fotografie diu Lamberto Rubino

torri
Alessandro Bovo
Le Torri di Siracusa
e la difesa della città

1999, 8°, pp. 110, ill.
Euro
13,00
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Il libro rivela e riscopre antiche Torri collocate sia in disperse zone rurali, che in centri abitati della città di Siracusa; e ne svela segreti, strategie di difesa e storie umane tramandate attraverso i secoli da vetusti documenti

Siracusa
Salvatore Adorno (a cura)

Siracusa 1880-2000
città, storia, piani

2005,
, pp. 194, ill.
Euro
24,00
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Qual è il rapporto tra storia e progetto urbano? Questo libro offre una delle possibili risposte a questa domanda. Raccoglie infatti i risultati della ricerca stofica per il Piano regolatore generale di Siracusa, ricerca che ha avuto come oggetto specifico le aree di espansione della città tra
Otto e Novecento.

I Siracusani
I SIRACUSANI
Agosto settembre ottobre 2005
Anno IX n. 52, Euro 4,50
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In questo numero articoli su:

Quel barocco di un treno, Profilo botanico della Latomia dei Cappuccini, Le nostre farfalle, La cripta di San Marziano, Luigi Bernabò Brea nei miei ricordi, Cu manca sarà sospettu.

Russo Salvatore, Città e cultura. Saggi su Siracusa dalla fine del “700 agli inizi del XX secolo, 1985, 8°, pp. 164, Euro 12,00 acquista

Città  e cultura[...]AVVERTENZA DELL'AUTORE
Riunisco in volume alcuni saggi che riguardano momenti essenziali della storia siracusana dalla fine del '700 agli inizi del secolo XX e che mirano ad agevolare - dalla prospettiva particolare dello sviluppo delle idee politiche - una sintesi della vita culturale della città. Ovviamente il discorso rimanda ad un lavoro di maggiore impegno che segua tutto lo svolgimento della vicenda culturale, compito a cui altri si potranno dedicare. Forse il titolo promette più di quanto il libro effettivamente dia, ma è anche vero che queste ricerche hanno soprattutto lo scopo di indicare alcune linee fondamentali di svolgimento della storia moderna di Siracusa, a cui spero si farà riferimento. Tra l'altro mi pare che emerga in modo evidente la necessità di studiare attentamente la cultura illuministica della città, esame che fino ad oggi non è stato compiuto. Quel che mi sembra certo è che possono testimoniare un interesse per la storia siracusana che lungi dall'avere avuto cadute o interruzioni, è andato via via crescendo. 1 lavori pubblicati riguardano argomenti già da me studiati ma che qui sono ripresi con i necessari aggiornamentì.

Burgaretta Sebastiano, Cultura materiale e tradizioni popolari nel Siracusano, 2002, pp. 64, ill. Euro 8,00acquista

Cultura materialeSebastiano Burgaretta è nato ad Avola (SR) nel 1946 e li vive e insegna materie letterarie nel Liceo classico statale. Studioso di tradizioni popolari, ha collaborato con Antonino Uccello, al quale ha dedicato alcuni scritti. Attualmente collabora, come cultore della materia, alla cattedra di Storia delle tradizioni popolari dell'Università di Catania. Ha curato varie mostre di argornento etnoantropologico in collaborazione col Museo delle genti dell'Etna, con la Villa-museo di Nunzio Bruno, con la Casa-museo "Antonino Uccello", col Museo teatrale alla Scala di Milano. Con i suoi interessi culturali, spazia, tra poesia e saggistica varia, in campo etnoantropologico, letterario, religioso e artistico. Suoi saggi sono stati pubblicati nelle riviste Otto-Novecento, Il Veltro, Il fuoco, Lares, La ricerca folkloristica, Etnostoria, Il cantastorie, Nuove Effemeridi, Kalós etc. Ha pubblicato numerosi volumi, fra i quali: I fatti di Avola (1981; 1998), Api e miele in Sicilia (1982), I "nudi" di San Sebastiano ad Avola e Melilli (1983), Avola festaiola (1988), Mattía Di Martino nelle lettere inedite al Pitrè (1992), L'opera dell'uomo a Cava Grande del Cassibile (1992), Festa (1996), Sapienza del fare (1996), Retablo siciliano (1997), Di Spagna e di Sicilia (2001). Come poeta ha dato alle stampe i seguenti titoli: Diario del Golfo (1992), L'ala del tempo (1995), Epigraffi - con lo pseudonimo di Vanesio Mercuriale (1998), Mpizzu rífuddìa (1999), Anàstasis (2000).

«E' difficile immaginare la Sicilia senza il suo folklore, cioè senza quell'insieme di usi, di costumi, di credenze, di canti, di novelle, etc…, che sono la sua anima segreta e contemporaneamente il suo patrimonio poetico». Così scrisse Giuseppe Cocchiara (in "Il folKlore siciliano", 1957), evidenziando il ruolo che l'isola, per la sua posizione geografica, ha avuto, nel corso dei millenni, quale cerniera fra Oriente e Occidente, nell'opera continua di stratificazione delle testimonianze storiche, dei valori umani e delle tradizioni civili e religiose dell'area mediterranea. Lo studioso coglieva altresì il nesso stretto esistente fra archeologia e folklore, quando annotava che in Sicilia lo studio delle civiltà porta a contatto di un'umanità antichissima, che, per molti aspetti, sembra ancora sopravvivere o rivivere nelle tradizioni che il popolo conserva e coltiva. Se ciò è vero per la Sicilia in generale, bisogna ammettere che è di una evidenza straordinaria per Siracusa e il suo territorio, dal momento che questa città fu resa dalla storia nodo centrale di comunicazione per l'intero Mediterraneo. L'origine stessa della città, la sua toponomastica, i suoi miti rendono testimonianza ai valori ancestrali di vita e di cultura che Siracusa, per le trame di un sincretismo variegato e continuo, ha tramandato fino ad oggi.

Giuffrè Antonino (a cura), Sicurezza e conservazione dei centri storici. Il caso Ortigia, 2003, pp. 280, ill., Euro 33,00acquista

sicurezzadescrizione: Ortigia è certamente oggetto privilegiato e sin troppo carico, forse di suggestioni per i caratteri che ne fanno un unicum peculiare.
Anche altri centri storici, altre morfologie urbane, altre architetture posseggono caretteri e qualità, ma Ortigia possiede un elemento che la rende certamente diversa ed è la contestuale presenza di una storia trimillenaria che, dalle fondamenta più profonde alla sommità degli edifici, testimonia di un'esperienza, di tentativi e risultati di edificazione di una città a confronto con una natura aspra e spesso terrificante.

Siracusa e provincia, I siti archeologici e naturali il mar Ionio, i monti Iblei, 1999, pp. 144, ill., Euro 18,00 acquista

Siracusadescrizione: Quattro introduzioni per descrivere l'ambiente, l'arte e la storia di Siracusa, dalla fondazione greca alle trasformazioni politiche e culturali di epoca romana, araba, bizantina, sveva e spagnola.
Quindici itinerari per documentare il territorio e i tesori artistici e naturali della città del papiro, il teatro greco, le ripide pareti calcaree delle latomie, i castelli e gli edifici barocchi, i candidi arenili.
Cento tra foto a colori, disegni e illustrazioni.
Trecentocinquanta indirizzi di alberghi, ristoranti, caffè, negozi e un ampio corredo cartografico, con trenta fra carte territoriali, piante tematiche e di città.

Angelica Mosto - Sabrina Nastasi, Il complesso conventuale dei PP. Cappuccini a Siracusa, 1997, pp. 46, ill., Euro 7,00 acquista

complessodescrizione:  La vasta e articolata ricerca ha riguardato il fenomeno dell'insediamento monastico a Siracusa fin dalle origini, che si possono far risalire al V sec. d.C., e si è conclusa con l'analisi della situazione attuale dei complessi ex monastici ed ex conventuali siracusani. All'excursus storico delle numerose fondazioni effettuate dalle numerose comunità di regolari si è aggiunto lo studio dei rapporti, e le connessioni, tra queste ultime e la complessa storia della città; si è potuto dimostrare così quanto tali complessi siano, nel pur vasto ambito dell'edilizia monumentale della città, realtà quanto mai interessanti e ricche di storia, e allo stesso tempo ci ha consentito di constatare quanto la memoria di questi sia ormai cancellata quasi del tutto. Si parla e si è parlato tanto infatti dell'architettura religiosa, di Ortigia soprattutto, ma sono gli edifici chiesastici a monopolizzare le attenzioni di studiosi e professionisti, e quasi mai viene ricordato se questi fossero o meno annessi a monasteri o conventi. Come ha giustamente rilevato l'arch. Giuseppe Pagnano, redattore del Piano Particolareggiato di Ortigia, l'isola "alle soglie degli anni '90, è diventata sempre più un'appendice periferica di una città che ha ormai spostato il suo peso demografico più rilevante nei quartieri" della terraferma. Le poche comunità di religiosi rimaste a Siracusa sono oggi accolte, in massima parte, fuori dal centro storico e soprattutto in edifici di nuova costruzione; sono quasi tutte comunità che gestiscono istituti scolastici o assistenziali, ad eccezione dei Cappuccini, gli unici ad essere tornati nel loro convento, dopo la soppressione del 1866.

Angelica Mosto - Sabrina Nastasi, Il complesso conventuale di S. Lucia extra moeniai a Siracusa, 1998, pp. 56, ill., Euro 7,00acquista

complessodescrizione:  La scelta di dedicare questa monografia al complesso conventuale di S. Lucia extra moenia è stata dettata dalla stretta connessione che esso ha con il "sacro sito" di sepoltura della martire siracusana e dall'importanza del ruolo che ha assunto nella storia politica e religiosa della città. Si tratta di uno dei primordiali insediamenti monastici e ciò che lo distingue in qualche modo dagli altri casi siracusani è il fatto che non venga ricordato tanto per gli ordini religiosi che vi si sono succeduti, quanto per il valore simbolico che l'intero complesso ha assunto nei secoli; ne è testimonianza la funzione di "custodi" del sepolcro assegnata alle comunità dei frati che vi abitarono dai governi cittadini. Ancora oggi continua ad essere questo il compito principale dello sparuto numero di religiosi che occupano l'attuale convento, solo una minima parte dell'edificio originario demolito nei primi decenni del nostro secolo.

Angelica Mosto - Sabrina Nastasi, Il complesso conventuale del Carmine a Siracusa, 1998, pp. 48, ill., E 7,00acquista

descrizione: Sull'arrivo della prima comunità di frati carmelitani a Siracusa non abbiamo notizie precise; la prima data che li riguarda è il 1426 quando, secondo gli Annali del Capodieci, vengono trasferiti dalla chiesa di Maria SS.ma Annunziata, poco distante dal centro abitato, a quella di S. Maria dell'Otrigidia, che si trovava ai margini del costruito. Dopo circa un secolo cause di Iorza maggiore' obbligano i PP. Carmelitani ad insediarsi in Ortigia ed edificare, su alcuni 'tenimenti di case' ricevuti in dote, il definitivo complesso conventuale. La precedente sede verrà infatti demolita nel 1555 per consentire la costruzione dei baluardi di fortificazione spagnoli. Appare chiaro come i motivi di ordine militare prevalicassero di gran lunga tutte le altre esigenze della città, anche quando queste venissero considerate vitali: non ci si fermava neanche dinanzi all'autorità religiosa, confiscando aree di pertinenza di complessi monastici e conventuali, demolendo gli edifici sacri o dettando restrittive disposizioni per le costruzioni extra urbane, più esposte alle scorrerie e agli attacchi dal mare. Dunque l'intermedio stanziamento 'periferico', che rientra nelle peculiarità insediative dei mendicanti, sarebbe probabilmente rimasto quello definitivo per la comunità carmelitana di Siracusa che, quand'anche indotta a stabilirsi nell'isola, ne sceglie un'area discostata dal centro. E questo il primo caso, fino ad ora, di una sede conventuale edificata al di fuori del quartiere della Giudecca (dov'erano già sorte le sedi definitive delle comunità domenicana e francescana) ed è questa una scelta che si ripeterà per le successive fondazioni carmelitane, sia maschili che femminili. Tale collocazione inoltre consentiva ai frati di obbedire alle prescrizioni sul rispetto delle 'aree di influenza' definite dagli ordini già presenti in città; i Carmelitani si trasferiscono nella parte settentrionale di Ortigia, alla Spirduta, zona ancora priva di sedi conventuali. L'edificio carmelitano della metà del '500 si presenta oggi a noi nella moderna veste acquisita con trasformazioni graduali, quelle operate a partire dalla oppressione del 1866 e proseguite durante il '900. La sagoma dell'ampio cortile centrale è ciò che rimane del chiostro originario, mentre gli ambienti al piano terra, profondamente rimaneggiati, lasciano appena trasparire le vestigia dell'antico convento.

Lucia Trigilia, SIRACUSA La piazza e la città, 2000, 4°, pp. 194, ill., €uro 78,00acquista

Siracusa la piazza e la cittàdescrizione:
Siracusa ha mantenuto nel proprio tessuto urbano tracce consistenti delle origini di epoca greca e, altrettanto, cospicue testimonianze delle successive trasformazioni che ne fanno oggi uno dei palinsesti più ricchi e affascinanti del Mediterraneo.L'apparato illustrativo, a cura dell'architetto Mario Caruso, costituisce un corredo essenziale del testo che spesso è volutamente sintetico proprio per lasciar "parlare" l'obiettivo fotografico che, assai sensibile a cogliere gli aspetti essenziali dell'architettura, ha saputo documentare in modo straordinario l'eccezionale invaso di Piazza Duomo, proiettandone il valore su tutto il sistema urbano di Ortigia.

Carmelo Miduri, Dal vostro corrispondente, 1988, 8°, pp. 200, ill., €uro 12,91 acquista

dal vostro corrispondentedescrizione: 
La fatica di essere solo un "testimone", un cronista che racconta fatti e personaggi. Fare il giornalista in "provincia" è certamente più difficile che altrove.
Dal vostro corrispondente è in parte una testimonianza dal vivo di questa amara realtà e una raccolta di fatti, di storia in pillole, di una parte della Sicilia, attraverso "pagine di periferia".

Carmelo Miduri è nato ad Augusta (Sr) nel 1951.

Bernardo Giuliano, La D.C. SIRACUSANA, 1997, pp. 184, 8°, € 12,39 acquista
D.C. siracusanadescrizione: 
La D.C. dei notabili (dal 1944 al 1954), l'era Verzotto (dal 1955 al 1975 con la D.C. dei dirigenti, il milazzismo e la microscissione dalla D.C., gli anni delle scelte (Rasiom, Sincat, Liquichimica, Isab, consorzio Asi, ecc.) gli anni del successo e delle realizzazioni (dal 1975 al 1984, gli anni della guerriglia (1985-1990, alla federazione di correnti nella D.C., La D.C. e gli altri partiti fin quasi alla fine degli anni Novanta.
Bernardo Giuliano è nato a Sortino Nel 1935, aderì giovanissimo alla D.C. e ha ricoperto tutte le cariche interne di questo partito.
Siracusa, Carta della provincia, 16°, € 6,50acquista

carta provinciadescrizione: 
In questa carta della provincia di Siracusa, con i territori confinanti delle due province di Catania e Ragusa si trovano le autostrade, le superstrade, le strade statali, le strade più importanti, le altre strade e perfino le mulattiere, le località turistiche, i campeggi e le distanze in Km parziali e totali.

Lucia Trigilia, Siracusa - Quattro edifici religiosi, 1990, 8°, ill., pp. 136, E 20,66 acquista

siracusadescrizione: Ripercorrendo le vicende costruttive delle quattro architetture religiose di Siracusa, oggetto di questo volume, è possibile individuare alcuni momenti chiave della storia urbanistica della città. Una storia caratterizzata, fin dall'antichità, da uno
spettacolare processo di stratificazioni che ne fa uno dei palinsesti più ricchi nell'ambito del Mediterraneo.La continuità dello sviluppo urbanistico di Siracusa è stata bruscamente interrotta a partire
dalle operazioni di trasformazione e demolizione avviate dopo il 1860, tra cui l'abbattimento della cinta fortificata di epoca vicereale. Ciò nonostante, sull'architettura delle antiche chiese di San Giovanni alle Catacombe e di Santa Lucia al Sepolcro (un tempo extra moenia), di San Giovanni Battista e di San Giuseppe è ancora possibile leggere parte della storia della città e delle stratificazioni stilistiche, riannodando le fila di un percorso intricato. Non si tratta di una operazione del tutto agevole, dal momento
che questi edifici, sempre più assimilabilí ad antichi manoscritti, rivelano parti mancanti o illeggibili che rendono difficoltosa la lettura complessiva. Si aggiunga che non esistono studi documentari recenti, e che solo adesso i rilievi che
presentiamo consentono di evidenziare lo stato di fatto, in certi casi ormai di ruderízzazione, come nelle chiese di San Giovanni alle Catacombe e di San Giovanni
Battista. Molti, dunque, gli interrogativi rimasti ancora insoluti, proposti fin dagli studi di Giuseppe Agnello sull'architettura; qualche risposta viene data ora dalle Schede di Santi Luigi Agnello.

Turi Rovella, Come parlavano i Siracusani cent'anni fa, 1998, 8°, Ill., pp. 80, € 8,00acquista

COME PARLAVANO I SIRACUSANIdescrizione: 
Come parlavano i Siracusani cent'anni fa fu presentato al Teatro
di Sicilia nel 1975, a cent'anni dalla pubblicazione del "Nuovo Vocabolario Siciliano-Italiano e Italiano-Siciliano" di Sebastino Macaluso Storaci, e fa parte della saggistica dell'ente teatrale.
Questo lavoro voleva essere un contributo alla storia linguistica, comune e nazionale (il cosiddetto "italiano"), risultante di tutte le componenti dialettali italiane. Oggi riscoprire il linguaggio dei nostri Antichi è sempre un atto di cultura, perché nel masma generale che regna, riappropriarci di quello che fu spirito e verbum siracusani, ci aiuta a capire e a capirci, ci riconduce alle fonti del nostro esistere.

Valerio Carbè, ŻYPA Uomini, territorio e cose della Siracusa antica, 2001, pp. 108, ill., 10,33 acquista


descrizione:
 
Dopo i Sicani, i Siculi e i calcidesi, ecco l'arrivo dei Dori, che influenzeranno l'ntera isola, la faranno risplendere di luce propria e porteranno nelle coscienze mutamenti profondi di culto, di misticismo, di religiosità.
L'autore ripercorre con grande minuzia tutte queste tappe storiche del territorio siracusano, portando alla luce uomin, fatti e curiosità che ne hanno segnato le pecularietà più precipue, rappresentandone la incontestabile grandiosità.

Giuseppe La Rocca ( a cura di ), Siracusa - Itinerario Storico per Immagini ( Cartella di 44 schede), 1998, ill., Euro 13,00acquista

siracusadescrizione:  Questa che fu un tempo la città più famosa d'Europa per ricchezza, potenza, cultura - la più vasta del mondo greco - che aveva un'area maggiore di quella di
Roma fra le mura di Aureliano e poco minore di quella che ebbe Parigi sotto Napoleone III - quella Siracusa contro cui si spezzò la potenza di Atene, e a cui rimase per secoli legata la sorte della Sicilia, da ogni parte della quale accorreva gente a stabilirvisi come in una metropoli inespugnabile, predestinata al dominio del mondo -, non è più che una piccola città ristretta in quella piccola Isola d'Ortigia
(E. De Amicis - Ricordi d'un viaggio in Sicilia - Giannotta, 1908).

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