Cattedrale di Noto |
Lucia Sortino è nata a Noto il 5 settembre 1989, trascorre felicemente l’infanzia, frequenta le scuole elementari e medie con impegno e profitto. Nel dicembre 2002, come un fulmine a ciel sereno, scopre di avere una terribile malattia: il cancro. La sua vita si snoda tra degenze al Policlinico di Catania; desideri di rientri a casa; segreta speranza, in parte realizzata, di ritorno tra i banchi di scuola; ansie, paure, speranze, che non finiscono mai. Lucia, sempre in lotta con il suo terribile male, ha continuato a studiare con amore e determinazione, riuscendo a conseguire il sospirato diploma dopo aver affrontato gli esami di Stato presso il Policlinico di Catania. Il 18 luglio 2008 ha sostenuto la sua ultima prova, quella del suo incontro con Dio. |
in
corso di stampa Fulvio Maiello è nato a Pachino nel 1937, è vissuto a Noto fino al 1960, quindi si è trasferito a Trento, sua attuale residenza, per la sua attività lavorativa in qualità di funzionario della pubblica amministrazione. |
Giovanni Parentignoti nasce ad Avola l'1 settembre del 1974. Da sempre con la passione per la letteratura vaga da Dostoevskij a Bukowski, ritrovando in questo inusuale passaggio le basi per il suo pensiero e la sua scrittura. |
DAL 12 GENNAIO 2010 IN LIBRERIA
Mia nasce a Noto, il 9 Marzo 1991, e frequenta il quinto anno di Liceo Scientifico di Noto. Maya e' un vampiro particolare perché la famiglia che l'ha adottata vuole fare di lei un essere unico e forte ma fin dall'inizio si mostra indifferente al sangue, non ne sente il bisogno e questo la tormenta. Sa di non essere un’umana, ma comprende di non essere una vera vampira e accettando cosi', rassegnata, ciò che le viene detto dalla famiglia, e cio' che le viene imposto, si lascia guidare, fino a quando un giorno, scoprendo il vero motivo per cui e' stata messa al mondo si ribellerà e da quel giorno Maya non avra' piu' pace poiche' scoprira' che la salvezza del mondo dipendera' soltanto da lei e dalla sua volonta' di non cedere al sangue, alla tentazione. |
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LLAURA PARADISO |
Francesco uomo veramente cristianissimo |
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Euro 5,00 |
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"Libreria Editrice Urso" |
Autore:"Fra Ugo Van Doorne" - 2009 - | |
L'eremita si racconta Conversazione registrata in occasione del 50° di ordinazione |
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EAN 978-88-96071-05-2 Euro 5,00 |
dalla PRESENTAZIONE di Angelo Fortuna (...)Nella solitudine del suo attuale eremo al centro di una stupenda vallata nel territorio della Diocesi di Noto, popolato dalla presenza mistica della Chiesa netina, di cui, per grazia divina, padre Ugo Van Doorne anima orante e cuore pulsante, il buon eremita continua a vivere il Vangelo sine glossa.
Grazie alla preghiera, divenuto egli stesso pura preghiera, quotidianamente offre la più lampante testimonianza che, dacché Cristo ha riaperto i sentieri del Cielo, non ci sono più due mondi quello fisico e quello spirituale - ma uno solo: il Regno di Dio sulla Terra come in Cielo (Madre Teresa di Calcutta). In occasione del cinquantesimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale, che ricorre il 27 luglio 2008, padre Ugo, spinto dall'amore per i fratelli, ha avuto l'amabile sensibilità di rilasciare una lunga intervista a Salvatore Adamo, in cui, in forma implacabilmente convincente e serena, risponde a tutti i perché sulla sua singolare scelta di vita. |
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"Libreria Editrice Urso" |
Autore:"Fra Ugo Van Doorne" - 2008 - | |
NOVITÀ APRILE 2009Emanuela Strano Le mie sane paranoie 2009, 8°, pp. 88 Euro 10,00 Collana OPERA PRIMA n. 18 EAN 978-88-96071-11-3 [...] Le parole che scrivo e che avrete modo di leggere, se riuscirete a sopravvivere anche solo alla prefazione, servono a me. Emanuela Strano (Emanuela Strano è nata in Sicilia ed è cresciuta tra Noto e Catania. Dopo vari tentativi di fuga in Italia e all’estero, ha capito l’importanza delle proprie radici ed ha deciso di tornare a vivere stabilmente in Sicilia, terra che ama profondamente. |
[...] Juliette cara, il titolo di questo romanzo, corrisponde, com’è facile capire, alla formula di apertura di una lettera; e una lettera è, o meglio vorrebbe essere, il contenuto dell’opera: una lunghissima lettera che il protagonista, Ennio Corsini, uomo oramai attempato, scrive a Juliette, la donna da lui amata negli anni della prima giovinezza, poi perduta per sempre a causa della leggerezza di un momento, un tradimento che l’ha irrimediabilmente offesa, e divenuta quindi oggetto di una lunga quanto vana ricerca. Juliette è la donna della vita, perché su di lei Ennio aveva fondato tutta la sua felicità e le ragioni della sua esistenza, e a lei non è riuscito, dopo la separazione, a sostituire alcun’altra donna: da qui l’estremo bisogno di scriverle, trovando conforto nel ricordo dei bei momenti trascorsi insieme, ma anche nel racconto di altre vicende della propria vita passata e di quella presente. Ma perché concepire una lettera così lunga, da avere l’ampiezza e la complessità di un intero libro? Per di più è una lettera che non sarà mai spedita, perché Ennio non sa dove Juliette si trovi. In effetti, il lungo scritto di Ennio solo apparentemente, a mio modo di vedere, costituisce una lettera, – e il lettore potrà rendersene conto solo dopo essersi abbondantemente inoltrato nella lettura del libro – perché il bisogno iniziale di ristabilire il dialogo con Juliette, ricordando quella loro luminosa stagione d’amore e ricostruendone le ragioni della fine, si risolve poi nel bisogno, ancor più profondo, di raccontare tutta una vita e di comprenderne il senso, al di là della stessa vicenda d’amore. Salvatore Salemi |
Tornata dopo quarant'anni nella Sicilia della sua giovinezza, la narratrice vede avanzare tre figure di donna "con leggero passo di danza", che la inducono a raccontare la loro storia. Sono le protagoniste di Quella mattina a Noto, donne che nella Sicilia a cavallo del secolo scorso si sono battute per la libertà di decidere, di istruirsi, di insegnare. La capostipite è Mariannina, costretta ad abbandonare il suo paese dopo la perdita del marito e del patrimonio. La figlia, Lidduzza, conquista l'indipendenza e la difende gelosamente; la nipote, Ituzza, si laurea, comincia a insegnare - ospite della famiglia Brancati, dove il piccolo Vitaliano, detto Nuzzo, inventa sul vasino le sue prime storie - e poi si trasferisce a Noto, dove lavora, si sposa e cresce i figli, finché la necessità la spinge a lasciare la sua Sicilia per Bari. Enza Buono, nata a Noto, vive a Bari. Ha collaborato a giornali e riviste letterarie, pubblicando articoli e aggi su autori italiani e francesi. |
![]() a cura di Lucia Trigilia UN VIAGGIO NELLA VALLE DEL BAROCCO fotografie di Gaetano Gambino introduzione di Marcello Fagiolo 2007, 4°, pp. 206, ill. Euro 98,00 Vedi Autori siciliani e del Sud Italia |
Teresa Schemmari, I Caminanti - Nomadi di Sicilia, 1992, 8°, pp. 108, Euro 11,00 (...) Il lavoro della dottoressa Schemmari fornisce un rilevante contributo alla conoscenza di un popolo che è tra i più ignoti, sebbene non viva affatto in località remote, accessibili solo a pochi avventurosi, ma viva tra di noi, con noi, costantemente sotto i nostri occhi già da alcuni secoli: quello zingaro. Un popolo che ha dovuto imparare quasi a rendersi invisibile, a sfuggire alla nostra attenzione - che benevola, non inganniamoci su noi stessi, non è mai stata - scivolando negli interstizi della nostra società, occupandone gli spazi più marginali, eleggendo anzi a propria caratteristica la frequentazione di ciò che è marginale per eccellenza, dello spazio senza centro e senza confini: la strada. Quasi un mare in cui immergersi sempre di nuovo dopo ogni inevitabile - ma sempre sgradito, sempre pericoloso - contatto con noi (un piccolo commercio, un'elemosina, un furto): con noi, che invece abitiamo uno spazio delimitato, fissato, murato, da secoli (da sempre forse) incapace di accoglienza per l'altro.
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Nicola Bono, La Cattedrale del Miracolo - Un Impegno Mantenuto!, 2007, 8°, pp. 180, Euro 10,00 (...) Un lavoro editoriale, quello dell'amico Bono, utile e opportuno, perchè la gente deve sapere i motivi per i quali un'opera, finanziata con i fondi dello stato nei 1997, e ricostruibile a termini di appalto in 5 anni, possa impiegarne il doppio, senza che nessuno formalmente ne risponda, o se ne assuma le doverose responsabilità. I
fatti,
i
retroscena,
le
motivazioni
e
gli
impedimenti
di
vario
genere,
che
hanno
ritardato
i
lavori,
ma
anche
le
contromisure,
i
correttivi,
le
iniziative
che
hanno
consentito
di
contenere
i
ritardi
e
di
riprendere
il
cammino,
era
giusto
che
venissero
resi
pubblici,
perchè i
cittadini
capissero
che
non
sempre è colpa
dei
politici,
quando
si
registrano
inefficienze
e
disfunzioni,
ma
che
spesso
le
difficoltà sono
frapposte
da
altri
soggetti,
per
le
ragioni
più varie,
che
l'On.
Bono
con
grande
onestà intellettuale,
nella
fattispecie,
individua,
descrive,
e
soprattutto,
dimostra
così come
le
ha
vissute
e
personalmente
verificate. |
Sono trentotto le liriche di cui si compone questo nuovo libro di Benito Marziano: la seconda raccolta di versi dopo Altri anni, opera pubblicata circa un anno fa, ma la prima ad essere composta in dialetto. Eppure questo Sisifu, nonostante il ricorso ad un diverso strumento linguistico, il vernacolo di Noto, è opera contemporanea ad Altri anni; infatti le liriche sia dell’una che dell’altra sono state composte, stando ad una testimonianza dell’autore, durante lo stesso lungo arco di tempo, gli anni che vanno dal 1989 al 2005.Salvatore Salemi |
![]() Salvatore Di Pietro, I perché del nostro dialetto. Storia linguistica e sociale della Sicilia, con annessa grammatica dialettale avolese e netina (Collana MNEME n. 17, Libreria Editrice Urso), pagine 208, Euro 18,00 [...]Il presente lavoro è il frutto di anni di osservazioni, di ricerche, di annotazioni, di semplici intuizioni e di domande rimaste senza risposta. Lidea di una storia linguistica della Sicilia non è certamente originale, tuttavia si rende necessaria per meglio osservare le linee evolutive del dialetto siciliano. Esso, difatti, ha subito le influenze degli idiomi di numerosi popoli, ha recepito le novità linguistiche provenienti dagli emigrati ritornati sullisola, ha soggiaciuto agli adattamenti semantici impostigli dal gergo mafioso ed è stato spesso vituperato e messo al bando dalla scuola... dalla Prefazione di Salvatore Di Pietro |
![]() La Valle dell’ozio non è un luogo della Terra rintracciabile su una qualsivoglia mappa geografica; se così fosse, sarebbe stato sufficiente pubblicarne le coordinate. Si tratta invece dello spiazzo più o meno ampio, dello spazio mentale più o meno piccolo, che ognuno di noi può trovare nel suo atlante psichico personale. |
Ho
sempre coniugato la ricerca artistica con lesigenza di esprimere
il mio cammino spirituale; un itinerario umano, artistico e spirituale
in cui il percorso interiore e quello artistico interagiscono verso
la ricerca dellassoluto. Ho iniziato creando composizioni astratte
con segni, spazi, co-lore e luce che tendono allinfinito, ma
poi, osservando la natura, ho cominciato a dipingere i fiori che sono
sublime espressione della bellezza del creato, sono completi in sé,
sono pieni di vita, luce e colore, sono un microcosmo perfetto rappresentativo
del macrocosmo dellassoluto e dellinfinito. Pubblicazioni: GIOACCHINO SCORSONELLI |
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Giorgio Bárberi Squarotti |
| Benito Marziano, Don Agostino Salvìa e altri racconti (Collana Mneme n.
16, Libreria Editrice Urso), pagine 112,
Euro 10,00 |
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Stajano)
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