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Cattedrale di Noto

Sono importanti in ogni comunità i poeti, gli scrittori, gli artisti, gli intellettuali che lì vivono ed elaborano una loro opera creativa; costoro intrecciano le loro storie e i loro sogni con le case, le strade, i monumenti e le opere d'arte che fanno da coreografia a quanti lì vivono con o senza questa consapevolezza.
Quasi sempre queste preziose risorse umane non vengono considerate come meriterebbero in tutte le comunità di questo pianeta chiamato Terra... Così accade generalmente in ogni nostra città... Quel che tutti possiamo fare, è esaltare quanto nei fatti comunque esiste nonostante tutto - pur attraverso mille difficoltà - e che in ogni caso non può essere disconosciuto.
In questa circostanza pongo all'attenzione una parte di libri e autori netini vicini alla mia attività editoriale, o alla mia libreria.

Francesco Urso

novitàCopertinaGioacchino Scorsonelli
Viaggio nell’invisibile
201
2, 8°, pp. 88
Collana
CAMMINI n. 9
€ 10,00
ISBN 978-88-96071-95-3
acquista

copertinaSalvatore Di Pietro
Il cancello chiuso (Ingresso gratuito)
2012, 8°, pp.
80
Collana Mneme 37
ISBN 978-88-96071-92-2
€ 10,00acquista

Chi ha avuto l’opportunità e il piacere di leggere la recente raccolta di racconti dal titolo Nella valle dell’ozio di Salvatore Di Pietro, sa che al Nostro piace giocare un po’ con il lettore, avvincerlo e a volte un po’ confonderlo con situazioni spesso strane che si snodano fra l’ironico e l’assurdo. Non si sorprenderebbe, pertanto, leggendo, come io non mi sono sorpreso, questa sua primizia, Il cancello chiuso, un racconto inedito che scorre nello stesso alveo gradito dalla penna del Nostro.

  Qui, anzi, il gioco si spinge ancora più oltre in direzione del paradosso: il protagonista giunge presso un cancello chiuso al di là del quale c’è una strana città nella quale riesce a entrare soltanto scavalcando quel cancello che il custode, ripetutamente invitato ad aprirgli, non si è preoccupato né di farlo né di rispondergli.

  Si viene così a trovare in una città di morti, che è appropriata metafora (nel sentire, non senza qualche ragione, di Di Pietro), della città dei vivi nella quale il protagonista vive...

Benito Marziano

copertinaMarco Urso
Eloro arcaica
2011, 16°, pp. 72
€ 7,00acquista
Libreria Editrice Urso
Collana LA LAUREA IN TASCA n. 2

ISBN 978-88-96071-46-5

L’insediamento di Eloro, situato su un promontorio sul lato sinistro del Tellaro, l’antico Έlωpoς che darà l’antico nome a quello che mi è sembrato di individuare come πλισμα nella sua arcaicità, non si lascia bene inquadrare per le sovrapposizioni storiche presenti nel luogo. La scelta originaria dei primi coloni di installarsi sul promontorio, a poca distanza dal fiume, risorsa idrica a portata di mano, si è rivelata fin da subito decisiva. Per sempre il Tellaro sarà ricordato dagli antichi, più del toponimo, come posto ideale in cui trovare la serenità, la tranquillità e lontananza giusta dallo stress cittadino, esigenza da sempre sentita dall’uomo.
Se il ricordare il corso d’acqua diventa una costante, la perdita di memoria del πόλισμα diventa normalità, a volte il ricordo si sdoppia in due πόλεις differenti, a volte in un castello, a volte il tutto semplicemente in leggenda e per sentito dire. Quello che resta del passare del tempo e delle popolazioni che hanno dominato la Sicilia nei secoli, l’ha restituito la parola scritta e anche la terra.
I primi ambienti quadrati, primordi di case; la prima suddivisione degli spazi; le prime strade; la ceramica d’imitazione e coloniale; la città dei vivi e quella dei morti: manifestazioni di un passato, facile da dimenticare, difficile da ricordare.

copertinaMarinella Fiume
Sibilla Arcana
Mariannina Coffa (1841-1878)

2000, 8°, pp.
368
€ 16,00acquista

Nella letteratura italiana del secondo Romanticismo, la poetessa netina Mariannina Coffa (1841-1878) è figura suggestiva e complessa. Uno scavo in profondità nel contesto delle relazioni sociali e dei modelli culturali del tempo e una ricostruzione condotta su materiali inediti di archivi privati e fondi di biblioteche hanno permesso di indagare sul profilo biografico della donna, sull'"alfabeto delle passioni", il significato complessivo del "messaggio" del personaggio e della sua poesia.
Emerge così una vicenda biografica ricostruita anche attraverso l'Epistolario tra la poetessa e il drammaturgo conterraneo Ascenso Mauceri - gravida di una coscienza inedita per quei tempi, per quella classe e quella Sicilia, un forte senso dell'inutilità della propria ricchezza interiore e della propria raffinata sensibilità, una disillusa assenza di prospettive.
Da qui l'approdo al Magnetismo, come l'unica ricerca possibile di una chiave interpretativa, seppur metafisica, dei fenomeni inconsci che la Psicoanalisi avrebbe presto letto in altra chiave. Massoneria, Magnetismo animale o Mesmerismo, Raffaellismo, Omeopatia sono i codici che, interagendo, ci permettono di decodificare il sistema di simboli che tramano un linguaggio da "Sibilla arcana", oggi per noi ancora ambiguo e in parte oscuro agli stessi contemporanei, perché patrimonio di ristretti circoli di "eletti", organizzati in "Società spirituali" e "teosofiche" che, come una fitta e intricata ragnatela, percorrono da Nord a Sud un'Italia che, da poco unita, cerca una sua identità culturale. quali è evidente l'ispirazione alla grande edilizia romanica urbana. Per le icone murali la Sicilia guarda invece alla pittura bizantina, di cui costituisce una provincia periferica.

ChieseALDO MESSINA
Le chiese rupestri del Val di Noto
1994, 4°, pp.
176, ill.
€ 44,00acquista

Questo volume completa il catalogo delle chiese rupestri della Sicilia sud-orientale, iniziato nel 1979 con il Siracusano, estendendolo al Ragusano e al Calatino.
In queste zone, sovente scosse da sismi devastanti, le chiese scavate nella roccia di pari dignità di quelle costruite – sono spesso l'unica testimonianza che si conserva dell'edilizia ecclesiastica medievale, soprattutto in ambiente rurale, e documentano con le loro colorate icone murali miracolosamente conservate nonostante le muffe, l'umidità e il vandalismo – una pittura devozionale di gusto popolare, che rivestiva anche le pareti delle chiese in muratura ed è andata irrimediabilmente perduta.
Lo scavo della chiesa è legato al fenomeno del trogloditismo medievale, che ha avuto una grande diffusione nel bacino del Mediterraneo. In Sicilia il trogloditismo è presente nel IX sec., ma solo con la ricristianizzazione dell'Isola da parte dei Normanni nel tardo XI sec., la necessità di dotare i casali trogloditici di luoghi di culto cristiano indusse a scavare nella roccia anche le chiese. Il sec. XII è il secolo d'oro dell'edilizia rupestre siciliana. Furono realizzati gli esempi più complessi dal punto di vista architettonico, per i quali è evidente l'ispirazione alla grande edilizia romanica urbana. Per le icone murali la Sicilia guarda invece alla pittura bizantina, di cui costituisce una provincia periferica.

copertina

ANTONINO ERALDO RISINO
Il Regesto del Libro Rosso di Noto
della Università netina

2003, 4°, pp.
362, illustrato
€ 30,00acquista
in br.
€ 50,00acquista rilegato

dalla PRESENTAZIONE
di Pio Giulio de Giuli

[...]La vocazione di Antonino Eraldo Risino appare in tutta la sua evidenza fin dalle prime pagine di questo imponente lavoro di ricerca, collazione e commento di testi fondamentali per chiunque voglia tracciare una precisa identità stòrica della città di Noto, "Civitas Ingeniosa", come viene chiamata in un documento datato 23 giugno 1503 a firma di Re Ferdinando Ilo di Aragona che accoglie la supplica del teologo netino Rainaldo Montuoro, vescovo di Cefalu'.
L'Autore, infatti, prendendo le mosse dalla sua tesi di laurea, ha studiato con passione per mezzo secolo le carte del "Libro Rosso", autentica miniera di notizie sulla vita della città in un tempo in cui occorrevano cinque giorni di viaggio per raggiungere Palermo e almeno uno a coloro che si dirigevano verso Siracusa. Ed in questa opera meritoria di applicazione costante lo studioso ha impegnato senza risparmio le sue non comuni doti di storico, di linguista, di paleografo che gli hanno consentito di metabolizzare il frutto delle sue ricerche, confluite in un prodotto di taglio interdisciplinare fino ad ottenere un risultato che trascende il pur lodevole ambito documentario per assurgere a testimonianza storica di alto livello, blasonata,autorevole, spesso risolutiva.
Si avverte il costante rispetto di un metodo rigoroso che per il Risino costituisce irrinunciabile elemento paradigmatico, consolidato nella lunga carriera di uomo di scuola e di dirigente. Ne fa fede tra tanti un elemento di dettaglio che appare alquanto significativo: l'aver distinto e separato dai 290 documenti di data certa gli ultimi 13 non databili. Si è in presenza di un ricercatore attendibile che non si concede sconti e non percorre le disinvolte "scorciatoie" che talvolta vengono utilizzate per colmare i vuoti del composito e variegato mosaico della Storia.
Eppure si tratta di un arco temporale molto ampio che parte dal 1341 (data del primo documento) per arrivare all' 8 maggio 1798 quando il Principe di Valdina rende note le decisioni del Sovrano intese ad escludere il Ceto Civile di Noto dalle cariche pubbliche cittadine. In realtà esiste un lungo periodo di "silenzio" delle carte (della durata di quasi un secolo, dal 1677 al 1773) sicuramente dovuto al terremoto del gennaio 1693, che dimezzò praticamente la popolazione provocando un grave dissesto dell' organizzazione cittadina...

novitàcopertinaBenito Marziano
Randagi - Sei racconti
2011, 8°, pp. 88
Collana Mneme n. 35
ISBN 978-88-96071-52-6
10,00
acquista

DALLA PREFAZIONE

Perché “randagi”? Si tratta di cani? No... Non proprio. Si sarebbe potuto scegliere allora tra tanti altri aggettivi, per così dire, meno equivoci: derelitti, emarginati, vagabondi, erranti, solitari. Benito, tra tutti, ha scelto, come titolo della sua ultima raccolta di sei racconti, “Randagi”. Quasi a indicare che tra l’uomo e il cane non c’è solo un rapporto di amicizia e di fedeltà, ma anche un’inconfessabile condizione esistenziale di prossimità: il rischio incombente dell’abbandono.
I randagi sono randagi, possiamo dire, riprendendo l’adagio del cinico Antistene, che esprimeva tutta la sua filosofia riduzionista nel concetto “l’uomo è l’uomo”. Nel nostro caso, non può esaurire il concetto nessun altro aggettivo che non sia, appunto, randagi. Perché i vagabondi, i derelitti, gli emarginati, non sono tali se non sono stati in qualche modo abbandonati, allontanati dal loro mondo. Da qualcuno, da qualcosa. Come quei dieci pianeti che Takahiro Sumi dell’Università di Osaka ha recentemente scoperto nella Via Lattea, vaganti per la Galassia perché espulsi dalla stella di riferimento. Non a caso, definiti mondi “orfani” o “vagabondi”. E si avvalora di ora in ora l’ipotesi che ce ne siano molti di più di dieci, addirittura miliardi.
Benito li avrebbe chiamati randagi. Per sottolineare che al fondo di ogni vita solitaria e emarginata c’è un colpevole abbandono...

Orazio Parisi

 

Le riflessioni di Salvatore Di Pietro su ''Randagi'' di Benito Marziano

copertinaIN LIBRERIA DAL 14 MAGGIO 2001

Cettina Lascia Cirinnà
Poesie d'estate
2011, 8°, pp. 96,
illustrazioni di Fabio Montalto
12,00acquista
Collana
OPERA PRIMA n. 23


Nasce a Noto (SR) il 29 gennaio 1959, si diploma al Liceo Scientifico E. Majorana di Noto e si iscrive alla facoltà di Lettere Moderne dell’Università di Catania. Per motivi personali e di lavoro si trasferisce in Lombardia dove si occupa principalmente della famiglia e lavora nella Pubblica Amministrazione.Ha iniziato a scrivere le proprie emozioni da due anni circa, dopo aver assistito in prima persona alla trasformazione dei tratti del viso di una madre a causa di un evento doloroso.


foto Cettina scrive i suoi versi senza rispettare la metrica perché vede, quest’ultima, come un bavaglio alle sue emozioni, sente il bisogno di comunicarle a chi vuole avvicinarsi a quella forma d’espressione che traduce le emozioni, cioè la Poesia. Le sue poesie nascono da un velo di tristezza che lascia subito il posto alla speranza e coglie l’attimo fuggente della felicità che ognuno di noi deve inseguire e perseguire a tutti i costi.
La consapevolezza di ricorrere alla meraviglia dello spettacolo della natura per descrivere le emozioni, si fa strada pian piano dentro la sua anima, tesa come le corde di un violino che aspetta con ansia una mano abile, capace di tradurre il suo suono celestiale in parole vibranti diretti al cuore, con l’obiettivo di arrivare ad una vera osmosi con il lettore che non ha paura di mostrare la vulnerabilità dell’essere, certo di possedere la fantasia per superare qualsiasi ostacolo alla felicità.

RiflessiEmma Carpino
Riflessi di smeraldi
2011,
8°, pp. 164, 12,50 acquista

Un'elegante donna abbandonata a pochi mesi dal proprio matrimonio, un'insolita vacanza per dimenticare e un'isola selvaggia su cui nulla sembra impossibile. Un racconto in cui una principessa in hot pants, desiderosa di allontanarsi dal caos di una vita frenetica e devota solo alle apparenze, lascia l'Inghilterra per rifugiarsi in un luogo sconosciuto.

copertinaCetty Amenta
IO ERO CONTENTA
2011, 8°, pp.
164, 13,00 acquista

Emma, la protagonista, prende il lettore per mano portandolo con leggera pesantezza nel mondo tutto siciliano di difficili cambiamenti nonostante lo scorrere inesorabile del tempo.

NOVITA' GENNAIO 2011
CopertinaMauro Giarrizzo
LA LEGISLAZIONE SCOLASTICA NEL REGNO D’ITALIA
e la situazione nella Provincia di Noto

2011, 8°, pp. 200, 18,00
acquista
ISBN 978-88-96071-32-8 – Collana
Mneme n. 32

Mauro Giarrizzo nasce in Noto il 12 Febbraio 1967. Laureatosi presso l'Università degli Studi di Messina, in Giurisprudenza (S/22 Specialistica). Frequenta il master di II livello in Diritto di Famiglia e Mediazione Familiare, nella medesima Università. È Conciliatore Specializzato iscritto presso l'ANPAR, Associazione Nazionale per l'Arbitrato & la Conciliazione, ed accreditato al Ministero della Giustizia.
È Mediatore Familiare, iscritto presso l'A.I.Me.F., Associazione Italiana Mediatori familiari.
È iscritto nel registro Speciale dei Praticanti Avvocati presso l'Ordine degli Avvocati di Siracusa. È iscritto nel Registro ei Praticanti Notai del Consiglio Notarile Distrettuale di Siracusa, ed ha concluso la prescritta pratica.
È impiegato dello Stato.

[...]Il barone si stava chiedendo se davvero il suo mondo stava avviandosi alla fine. Ma cosa era la nobiltà? Non poteva costituire una differenza rispetto agli altri uomini perché tutti nascono allo stesso modo, nudi e indifesi, belli o brutti, sani o malati. Era qualcosa che si acquisiva dopo la nascita? Ma allora tutti avrebbero potuto conseguirla. Perché solo alcuni l'avevano?
C'era qualcosa di sbagliato che gli sfuggiva. Un tarlo maligno gli suggerì che la nobiltà altro non era che un atto di violenza di uomini sugli altri uomini. Anche i dittatori si cingono la fronte di alloro per far dimenticare i lutti che hanno arrecato e diventano quasi delle divinità. Non ne veniva a capo e concluse che forse, in partenza, ogni uomo poteva diventare nobile a prescindere dalla sua nascita.
Era inutile quindi la rete di protezione dei riti che regolavano la vita degli eletti. Nobili si era nell'animo e la nobiltà era una categoria dello spirito non attribuita da una pergamena o da uno stemma, ma innata nel cuore e nella mente.
Osservò il figlio e vide in lui la nobiltà. Gli disse soppesando bene le parole:
Non vedo perché non si possa provare. Lo scopo finale è nobile ed è degno di un barone...

a pag 71 e 72 di Il crepuscolo della nobiltà

DAL 20 OTTOBRE 2010 IN LIBRERIA

Foto Fulvio Maiellocopertina
FULVIO MAIELLO
Il crepuscolo della nobiltà
2010, 8°, pp. 128
Collana MNEME n. 29
13,00
carrello
ISBN 978-88-96071-26-7

[…]I principali protagonisti, ma forse i soli protagonisti della storia, sono, a mio giudizio i due baroni, padre e figlio, tutti gli altri personaggi fanno, in realtà, da corona a essi e alla loro vicenda, pur avendo alcuni di loro una specifica funzione nel romanzo, che è quella di mostrare la già iniziata eclissi di un ceto sociale, di un mondo che andava progressivamente scomparendo, in una vacuità che Maiello riesce a ben caratterizzare, anche indugiando in descrizioni di serate, abbigliamenti, toilette, cene e portate fin nei minimi particolari, cosa che realmente accadeva in quegli ambienti che a queste amenità solevano dedicare le giornate e la vita.
E, per contro, con uguale intento, approfittando del periodo che coincide con ben altri avvenimenti, quali le lotte per la riforma agraria e per l'occupazione, con la stessa prosa felice e con eguale indugiare in particolari, che sembrerebbero insignificanti ma sono, invece, essenziali a rivelare assai più consapevoli atteggiamenti di altre classi sociali, ci racconta fatti e avvenimenti che sappiamo del tutto inventati, ma che prendono spunto da momenti e avvenimenti storici reali del tempo. E contrappone alla frivola superficialità degli interessi di quelli, la serietà dei problemi che affliggono, invece, i comuni cittadini e i lavoratori che ritrovano le loro organizzazioni e le loro rivendicazioni dopo il buio del triste ventennio, prima, e delle dure difficoltà dei primi anni del dopoguerra, dopo.
Ma il romanzo, dicevo, è, soprattutto, la storia dei due Piazza, ma anche del loro progressivo ritrovarsi, pur senza che ci fosse mai stata una vera o evidente rottura, ma soltanto i timori di un padre, dalla sua parte, che teme di lasciare il figlio solo, sentendosi, da vedovo fra l'altro, ancor più responsabile nei suoi confronti, come è possibile comprendere dalle sue frequenti richieste di consigli in immaginati dialoghi, ma monologhi, in realtà, che è solito fare di fronte a un grande ritratto della defunta. Mentre, da parte del figlio, c'è un'avvertibile scarsa confidenza con il padre, dovuta a un'educazione, forse, eccessivamente formale.
A questo loro ritrovarsi sarà utile la scoperta della concordanza di vedute circa la necessità di transitare da una nobiltà, che diviene vieppiù il ricordo di un tempo finito per sempre, all'approdo a quella imprenditorialità che rappresenta certamente il futuro. Convinzioni che sembrano ispirate anche da un tenue pensare progressista dei due, soprattutto del giovane; molto meno dell'anziano padre che, come vedremo, sentito odore di riforma agraria, riesce a scongiurarne, almeno in parte, le conseguenze, con un falso filantropismo che lo consiglia a cedere ad alcuni suoi mezzadri delle terre scarsamente produttive, apparentemente a buone condizioni per loro, ma in realtà a suo vantaggio…

Dalla ''Prefazione'' di Benito Marziano

Fulvio Maiello nasce a Pachino (Sr) nel 1937. A quindici anni resta privo degli affetti dei genitori e vive con una zia e con la nonna materna. Abita a Noto fino al 1960, quando, all’età di ventitrè anni, si trasferisce a Trento,  per assumere il ruolo di funzionario dell’Amministrazione pubblica. Rimane in questa città d’adozione fino al pensionamento e adesso si dedica a figli e nipoti, nonché alla letteratura, alla fotografia e ad un’associazione culturale locale, che si occupa di scienza della terra con attenzione agli ambienti scolastici.
Ha già pubblicato “Tra cielo e mare” (2003), tre racconti dedicati con nostalgia alla sua infanzia siciliana, poi “La coda del diavolo” (2004), romanzo storico sul Trentino, sua terra d’adozione e, infine, “Fantasie mochene” (2005), racconti di fantasia che si ispirano a storie raccolte ascoltando la gente mochena.
Con questo romanzo ritorna ai temi a lui cari della cultura siciliana.

copertinaA cura di Guzzardi L., Bares M. M.
Frammenti medievali. Da Noto antica al Museo civico di Noto
2010, 8°, pp. 96, ill.
20,00
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Il Museo Civico di Noto custodisce un'importante collezione di reperti medievali e postmedievali, provenienti da edifici di Noto Antica andati in rovina a seguito del grande sisma del 1693.
I primi rinvenimenti risalgono a circa un secolo fa anche se a seguito di ricerche non sempre sistematiche. Sottratti ai loro contesti, non pochi reperti furono recuperati e conservati presso la Biblioteca Civica, dove si costituì il primo nucleo del museo. Nell'ultimo dopoguerra, a seguito di scavi regolari e recuperi mirati, sembrò opportuna la creazione di un "Museo delle pietre" nell'Eremo di Santa Maria della Provvidenza, unico edificio sorto nel Settecento sul Monte AIveria, sede dell'antica città.

copertinaIbn Hamdîs
Il Canzoniere, 1998, 8°, pp. 436, 32,00
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Custodisca Iddio una casa di Noto, e fluiscano su di lei le rigonfie nuvole!
Con nostalgia filiale anelo alla patria, verso cui mi attirano
le dimore delle belle sue donne.
E chi ha lasciato l'anima a vestigio di una dimora, a quella brama col corpo fare ritorno....
Viva quella terra popolata e colta, vivano anche in lei le tracce e le rovine!
Io anelo alla mia terra, nella cui polvere si son consumate le membra e le ossa dei miei avi.
E chi ha lasciato il cuore a vestigio di una dimora, a quella brama col corpo fare ritorno

Ibn Hamdîs (poeta arabo-siciliano, 1056-1133)


Nacque a Noto (Siracusa), e dopo aver preso parte alle lotte contro i normanni emigrò alla corte di Siviglia accolto dal sovrano - anche lui poeta - al-Mu'tamid. Qui vi rimase fino al 1091; poi venne espulso e si rifugiò presso le corti di Algeria e Tunisia. La sua produzione poetica - bacchica ed elegiaca - fu molto vasta e conta circa seimila versi. In una epoca di vasti disordini politici, nessuno seppe esprimere come questo poeta l'amore, il dolore e una struggente nostalgia per la bella terra di origine. Si spense in esilio, e probabilmente a Maiorca, quando il potere degli Altavilla si era oramai definitivamente consolidato in Sicilia.

copertina
Alfredo Petralia (cur.)
AREA PROTETTA DI VENDICARI.
Atti del Convegno celebrativo
per il 35° anno di fondazione
dell’Ente Fauna Siciliana
(“Case Cittadella”, Vendicari
Noto, 25-26 ottobre 2008)
2010, 8°, pp. 432, ill., € 15,00
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Parte Prima Aspetti geomorfologici
CARMELO MONACO, GIOVANNI SCHICCHITANO linee di costa sommerse tra Siracusa e Vendicari (Sicilia usd-orientale)
ELENA AMORE, CONCETTO AMORE, EUGENIO GIUFFRIDA, FABIO BRANCA Processi evolutivi del sistema dei Pantani di Vendicari (Siracusa)
CONCETTO AMORE, EUGENIO GIUFFRIDA, ELENA AMORE, FABIO BRANCA
I Pantani di Vendicari (SR). Un esempio di monitoraggio ambientale
Parte seconda Aspetti della biodiversità marina
MARIO CORMACI, GRAZIA CANTONE Popolamento animale e paesaggio sommerso dell’area antistante la riserva naturale orientata di Vendicari (SR)
GRAZIA CANTONE, DANILO SCUDERI, GIUSEPPE FASSARI Stato delle attuali conoscenze sulla fauna bentonica dell’area di Vendicari, con particolare riferimento alle zoocenosi dei pantani
VINCENZO DI MARTINO, BESSY STANCANELLI La cartografia bionomica del S.I.C. ITA 090027 “Fondali di Vendicari” (Sicilia S-E)
FULVIO MAFFUCCI Le tartarughe marine del Mediterraneo
LETTERIO MARIO TRINGALI, STEFANO FLORIDIA, VALERIA IOLANDA GRASSO, EUGENIO INTERNULLO, CLARA MONACO Sulla conservazione dei Cetacei nel Mediterraneo
Parte Terza Aspetti della biodiversità terrestre
PIETRO MINISSALE, SAVERIO SCIANDRELLO Flora e vegetazione terrestre della Riserva Naturale di Vendicari (Sicilia Sud-Orientale)
ALFREDO PETRALIA, CLAUDIA RUSSO Artropodofauna e biowatching a Vendicari
ANGELO MESSINA,FELICE MONELLO, MARIA CARMELA FAILLA Blattari, Mantodei e Ortotteri della Riserva Naturale di Vendicari (SR)
(Insecta: Blattaria, Manotdea, Orthoptera)
SALVATORE BELLA Biodiversità faunistica dei Macrolepidotteri della Riserva Naturale di Vendicari
ANGELO VACCARO, GIUSEPPE FABRIZIO TURRISI Note sull’erpetofauna di Vendicari (Sicilia Sud-Orientale)
RENZO IENTILE, CARMELO IAPICHINO Check-list degli uccelli della Riserva Naturale di Vendicari aggiornata al dicembre 2009
MARIA TERESA SPENA, GIUSEPPE NICOLOSI, ROSARIO GRASSO La fauna vertebrata negli agrosistemi della Riserva di Vendicari
AGATINO MAURIZIO SIRACUSA I micromammiferi (Soricomorpha e Rodentia) della R.N.O. Oasi Faunistica di Vendicari
Parte Quarta Aspetti antropici, interventi, monitoraggi, pianificazione
GAETANO MALANDRINO Presenza e attività umana a Vendicari
GIUSEPPE ARMERI Esperienze del restauro a Vendicari
SALVATORE CANCEMI Un progetto per Vendicari
GIORGIO RICCOBENE Il telescopio sottomarino NEMO
ANTONIO ADORNO, ANTONIO ALICATA, LUCA GIUCA, GIORGIO SABELLA, GIORGIO SORGI, IGNAZIO SPARACIO, PIETRO ALICATA Utilizzazione della comunità di artropodi nella valutazione di interventi nella Riserva Naturale di Vendicari
AGATINO MAURIZIO SIRACUSA, FILADELFO BROGNA, VERONICA MARIA LA ROSA Possibile la riproduzione di Caretta caretta (Linneo, 1758) a Vendicari: monitoraggi nel litorale
ETTORE PETRALIA Strumenti GIS per la pianificazione nelle aree protette: il caso Vendicari
FRANCESCO PETRALIA Kayak da mare nei parchi e nelle aree marine protette italiane. Utopia o progresso?
GIOVANNI FUGA’ Il piano di utilizzazione della preriserva di Vendicari: lo stato dell’arte, le prospettive per una fruizione turistica sostenibile ed il recupero della tratta ferroviaria dismessa Noto-Pachino
FULVIA GRECO Vendicari: architettura, paesaggio, natura nel progetto del piano paesistico regionale
Considerazioni conclusive
PIETRO ALICATA Nuove vie per la conservazione della natura?


vedi Libri su PACHINO

CopertinaLucia Sortino
Un silenzio che parla
RICORDI RIFLESSIONI MOTI DELL'ANIMA

2010, 8°, pp. 144
12,00
acquista
ISBN 978-88-96071-30-4

Lucia Sortino è nata a Noto il 5 settembre 1989, trascorre felicemente l’infanzia, frequenta le scuole elementari e medie con impegno e profitto. Nel dicembre 2002, come un fulmine a ciel sereno, scopre di avere una terribile malattia: il cancro. La sua vita si snoda tra degenze al Policlinico di Catania; desideri di rientri a casa; segreta speranza, in parte realizzata, di ritorno tra i banchi di scuola; ansie, paure, speranze, che non finiscono mai. Lucia, sempre in lotta con il suo terribile male, ha continuato a studiare con amore e determinazione, riuscendo a conseguire il sospirato diploma dopo aver affrontato gli esami di Stato presso il Policlinico di Catania. Il 18 luglio 2008 ha sostenuto la sua ultima prova, quella del suo incontro con Dio.

DAL 12 GENNAIO 2010 IN LIBRERIA

copertinaMia
Io, vampira, 2010, 8°, pp. 344
Collana Opera prima n. 20,
19,00carrello
ISBN 978-88-96071-22-9

Mia nasce a Noto, il 9 Marzo 1991, e frequenta il quinto anno di Liceo Scientifico di Noto.
All'anagrafe e' Miriam Vinci, ma per amici e familiari e' Mia.
Fin da piccola Mia si cimenta in poesie e racconti, collabora con il giornalino scolastico, e alcuni suoi articoli sono pubblicati all'interno del giornale regionale.
Con la testa sempre tra le nuvole Mia adora osservare e contemplare la natura, ama la fotografia, il cinema, e l'arte in generale, perche' l'arte la rende libera, e si nutre di musica e di lettura.
Palese e' dire che ama scrivere, tutto inizia per gioco e per la voglia di evadere dalla realta', ma la scrittura e' un gioco che diventa serio.
Io, vampira e' il suo primo romanzo ad essere pubblicato.

Maya e' un vampiro particolare perché la famiglia che l'ha adottata vuole fare di lei un essere unico e forte ma fin dall'inizio si mostra indifferente al sangue, non ne sente il bisogno e questo la tormenta. Sa di non essere un’umana, ma comprende di non essere una vera vampira e accettando cosi', rassegnata, ciò che le viene detto dalla famiglia, e cio' che le viene imposto, si lascia guidare, fino a quando un giorno, scoprendo il vero motivo per cui e' stata messa al mondo si ribellerà e da quel giorno Maya non avra' piu' pace poiche' scoprira' che la salvezza del mondo dipendera' soltanto da lei e dalla sua volonta' di non cedere al sangue, alla tentazione.
Ci riuscira' a dominare il suo istinto di predatore? O sara' preda?
Ed il mondo? Il suo mondo che sorte avra'?

copertinaLAURA PARADISO
GIROTONDO NEL CIELO
12,91carrello

Laura Paradiso (di Noto, Siracusa) ha perduto nel 1985 il giovane figlio Corrado, morto per overdose. Al dolore tremendo e inconsolabile subentrò tuttavia la speranza prima e la certezza poi che la morte non spezza definitivamente i legami d'amore, ma semmai li rafforza. Infatti, dopo i primi affettuosi messaggi trasmessi attraverso altre persone, Laura cominciò a riceverne direttamente, con l'aiuto del registratore. Da allora, dopo un periodo di consolanti dialoghi personali, Laura Paradiso, con l'aiuto di Corrado, si è resa disponibile per cercare di lenire il dolore anche di altri genitori che piangevano la perdita dei figli. In tal modo, la catena luminosa dell'amore si prolunga sempre di più, avvolgendo nella sua radiazione benefica tutti coloro che hanno bisogno di questi contatti. A questo compito generoso Laura si dedica con impegno, entusiasmo e le serate a registrare per folle di persone alla ricerca. "Ho avuto molto, ho ritrovato la gioia di vivere" ella dice "e adesso è mio dovere aiutare gli altri a fare altrettanto". In questi anni Laura Paradiso ha fatto tante esperienze, ha vissuto tante storie umane. Si è decisa ora a farne un libro per l'insistenza di tutti coloro che la stimano e le sono grati. L'ha scritto di getto, in pochi mesi, rubando il tempo al sonno e al riposo. Ci ha messo tutto: la sua verve e la sua vitalità, la sua esperienza e il suo amore, la storia personale sua e quella di tante altre persone che sono venute in contatto con lei: uno straordianrio spaccato di vita. Ne è uscito un libro che si legge d'un fiato, che non rattrista benché parli anche di fatti tristi, che invita alla fede e alla speranza.
Francesco uomo veramente cristianissimo
copertina


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ISBN
978-88-96071-25-0

5,00

(...)È veramente mirabile, e fa riflettere come due persone - S. Francesco e P. Ugo - che sembrano per il loro tenore di vita tanto lontane dalla vita quotidiana, siano in ultima analisi le più aderenti alla realtà nella sua integralità e autenticità: storica e metastorica.
Pertanto, già scorrendo le prime pagine, si ha la netta sensazione di trovarsi dinanzi a una meditazione veramente salutare. Quindi, come ho detto a me stesso, ben volentieri ripeto a tutti: prendi e leggi! Non, però, per semplice curiosità o erudizione, ma con un atteggiamento di viva fede e di radicale conversione; appunto, come Francesco.
La conclusione non può essere se non quella stessa di P. Ugo:
Francesco è ben altra cosa che un moderno pacifista ed ecologista "ante litteram". È opera di Dio e ha fatto l'opera di Dio.

S.E. Mons. Giuseppe Malandrino
vescovo emerito di Noto

"Libreria Editrice Urso"
Autore:"Fra Ugo Van Doorne" - 2009 -

Copertina
Benito Marziano
Juliette cara (Romanzo)
2009, 8°, pp. 152
Collana
MNEME n. 25
13,00
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ISBN 978-88-96071-10-6


[...] Juliette cara, il titolo di questo romanzo, corrisponde, com’è facile capire, alla formula di apertura di una lettera; e una lettera è, o meglio vorrebbe essere, il blank dell’opera: una lunghissima lettera che il protagonista, Ennio Corsini, uomo oramai attempato, scrive a Juliette, la donna da lui amata negli anni della prima giovinezza, poi perduta per sempre a causa della leggerezza di un momento, un tradimento che l’ha irrimediabilmente offesa, e divenuta quindi oggetto di una lunga quanto vana ricerca. Juliette è la donna della vita, perché su di lei Ennio aveva fondato tutta la sua felicità e le ragioni della sua esistenza, e a lei non è riuscito, dopo la separazione, a sostituire alcun’altra donna: da qui l’estremo bisogno di scriverle, trovando conforto nel ricordo dei bei momenti trascorsi insieme, ma anche nel racconto di altre vicende della propria vita passata e di quella presente. Ma perché concepire una lettera così lunga, da avere l’ampiezza e la complessità di un intero libro? Per di più è una lettera che non sarà mai spedita, perché Ennio non sa dove Juliette si trovi. In effetti, il lungo scritto di Ennio solo apparentemente, a mio modo di vedere, costituisce una lettera, – e il lettore potrà rendersene conto solo dopo essersi abbondantemente inoltrato nella lettura del libro – perché il bisogno iniziale di ristabilire il dialogo con Juliette, ricordando quella loro luminosa stagione d’amore e ricostruendone le ragioni della fine, si risolve poi nel bisogno, ancor più profondo, di raccontare tutta una vita e di comprenderne il senso, al di là della stessa vicenda d’amore.

Salvatore Salemi

Teresa Schemmari, I Caminanti - Nomadi di Sicilia, 1992, 8°, pp. 108,11,00 acquistaI Caminanti

(...) Il lavoro della dottoressa Schemmari fornisce un rilevante contributo alla conoscenza di un popolo che è tra i più ignoti, sebbene non viva affatto in località remote, accessibili solo a pochi avventurosi, ma viva tra di noi, con noi, costantemente sotto i nostri occhi già da alcuni secoli: quello zingaro. Un popolo che ha dovuto imparare quasi a rendersi invisibile, a sfuggire alla nostra attenzione - che benevola, non inganniamoci su noi stessi, non è mai stata - scivolando negli interstizi della nostra società, occupandone gli spazi più marginali, eleggendo anzi a propria caratteristica la frequentazione di ciò che è marginale per eccellenza, dello spazio senza centro e senza confini: la strada. Quasi un mare in cui immergersi sempre di nuovo dopo ogni inevitabile - ma sempre sgradito, sempre pericoloso - contatto con noi (un piccolo commercio, un'elemosina, un furto): con noi, che invece abitiamo uno spazio delimitato, fissato, murato, da secoli (da sempre forse) incapace di accoglienza per l'altro.
C'è una frangia di questo popolo che da tempo si è staccata, che all'interno di un'alterità più generale ne ha costruita una propria e specifica: i Caminanti di Noto.
Sono zingari i Caminanti? Molti lo hanno negato, ed essi stessi lo negano. Sanno di essere diversi da noi, così legati alla terra, così legati, anche, al possesso di beni da ostentare quale simbolo di gerarchia (siamo infatti ai loro occhi tutti "contadini" e tutti "signori": un'apparente ingenuità che è invece immediatezza nel cogliere l'essenziale).


Luigi Alfieri

cattedraleNicola Bono, La Cattedrale del Miracolo - Un Impegno Mantenuto!, 2007, 8°, pp. 180,10,00 acquista

(...) Un lavoro editoriale, quello dell'amico Bono, utile e opportuno, perchè la gente deve sapere i motivi per i quali un'opera, finanziata con i fondi dello stato nei 1997, e ricostruibile a termini di appalto in 5 anni, possa impiegarne il doppio, senza che nessuno formalmente ne risponda, o se ne assuma le doverose responsabilità.

I fatti, i retroscena, le motivazioni e gli impedimenti di vario genere, che hanno ritardato i lavori, ma anche le contromisure, i correttivi, le iniziative che hanno consentito di contenere i ritardi e di riprendere il cammino, era giusto che venissero resi pubblici, perchè i cittadini capissero che non sempre è colpa dei politici, quando si registrano inefficienze e disfunzioni, ma che spesso le difficoltà sono frapposte da altri soggetti, per le ragioni più varie, che l'On. Bono con grande onestà intellettuale, nella fattispecie, individua, descrive, e soprattutto, dimostra così come le ha vissute e personalmente verificate.
Avv. Corrado Calvo
Sindaco di Noto

SisifuALLE 18,30 DI SABATO 12 MAGGIO 2007
A NOTO nella SALA GAGLIARDI - Via Cavour n. 91 PRESENTATO L'ULTIMO LIBRO DI BENITO MARZIANO
“Sisifu- Poesie sicilaine”, è l’ultima fatica poetica di Benito Marziano, edito dalla libreria Urso, presentato la settimana scorsa (sabato 12 maggio 2007) presso la Sala Gagliardi di Noto. “Sisifu è l’emblema della condizione umana" - lo ha definito così il professore Salvatore Salemi, che ha curato la prefazione del libro e che ha introdotto l’opera al pubblico intervenuto numeroso. "Nonostante la malinconia pervada l’opera, il ricordo del passato, il rimpianto dell’infanzia perduta, la consapevolezza della condizione umana, nonostante questo pessimismo, il messaggio finale di Marziano è di adesione alla vita”. Fra le trentotto liriche prevalgono, numericamente e per elevatezza, quelle dedicate agli affetti familiari. Con “Sisifu”, che arriva ad un anno di distanza dalla sua ultima raccolta, “Altri anni”, l’operazione di recupero del passato raggiunge livelli ancora più alti, non solo perché l’autore utilizza il vernacolo netino, ma anche perché la magiadelle parole, che si piegano a paragoni e similitudini che assumono una rilevanza plastica, riesce ad incarnare l’anima del mondo.
LA SICILIA 22 maggio 2007
GABRIELLA TIRALONGO
BenitoBenito Marziano
Sisifu - Poesie siciliane
(Collana Araba Fenice n. 25)
pp. 64
, 8,00 acquista
Sono trentotto le liriche di cui si compone questo nuovo libro di Benito Marziano: la seconda raccolta di versi dopo Altri anni, opera pubblicata circa un anno fa, ma la prima ad essere composta in dialetto. Eppure questo Sisifu, nonostante il ricorso ad un diverso strumento linguistico, il vernacolo di Noto, è opera contemporanea ad Altri anni; infatti le liriche sia dell’una che dell’altra sono state composte, stando ad una testimonianza dell’autore, durante lo stesso lungo arco di tempo, gli anni che vanno dal 1989 al 2005.
L’uso del vernacolo potrebbe far pensare ad un’opera frutto di un’ispirazione facile e superficiale; e invece la materia poetica di
Sisifu si presenta al lettore più variegata e complessa e, aggiungerei, ben più matura di quella di Altri anni, nonostante lo strumento linguistico meno elevato, nonostante la contemporaneità della composizione delle due opere.
Altri anni, infatti, è un’opera pressoché monotematica, essendo prevalentemente costituita, come osserva il critico G. Bárberi Squarotti, “da poesie di amore e di memoria”: poesie in cui il passato del poeta torna frequentemente alla luce attraverso la rievocazione degli amori, sognati o vissuti, degli anni giovanili. Qui, invece, accanto alle poesie “di memoria”, che pure vi hanno una presenza rilevante, ma senza la componente erotica che caratterizzava quelle del volume precedente, si collocano le liriche degli affetti familiari; poi quelle che rivelano il sogno di Marziano di un’umanità migliore; inoltre le liriche che esprimono la personale visione della condizione umana e quelle della malinconia esistenziale. Per questo motivo verrebbe voglia di credere che Marziano trovi nel dialetto uno strumento atto a meglio esprimere, rispetto alla lingua nazionale, le diverse sfaccettature del suo animo, le varie forme della sua ispirazione.
Il recupero memoriale del passato, come già notavo, è tema piuttosto diffuso in questo libro. Sono certi luoghi e determinate circostanze a “catapultare” il poeta nel suo passato, inattingibile e perciò oggetto di rimpianto: così, può essere la vista della piazzetta con la casa in cui abitò un tempo a suscitare i ricordi della spensierata fanciullezza, dei compagni di gioco, dell’amore materno; e ancora gli odori, il vocìo, l’animazione nella propria casa in una sera di San Martino possono ingannare l’animo, che per un attimo si sente immerso in un’analoga atmosfera familiare di tanti anni fa...
...In effetti, la validità di questa raccolta di versi, di questo
Sisifu, risiede non solo nell’originalità dei temi trattati, ma anche nello strumento linguistico che tali temi veicola, il vernacolo netino, che, utilizzato dall’autore con rigorosa precisione, si rivela lingua di per sé completa anche sotto il profilo della comunicazione poetica, in quanto capace di estrinsecare qualsiasi moto dell’animo. Ed è anche per tale ragione che, in questo tempo in cui assistiamo alla crisi dei dialetti, quest’opera di Marziano assume un particolare valore culturale.
Salvatore Salemi
dialettoDi PietroSalvatore Di Pietro, I perché del nostro dialetto. Storia linguistica e sociale della Sicilia, con annessa grammatica dialettale avolese e netina (Collana MNEME n. 17, Libreria Editrice Urso), pagine 208,18,00 acquista
[...]Il presente lavoro è il frutto di anni di osservazioni, di ricerche, di annotazioni, di semplici intuizioni e di domande rimaste senza risposta.
L’idea di una storia linguistica della Sicilia non è certamente originale, tuttavia si rende necessaria per meglio osservare le linee evolutive del dialetto siciliano. Esso, difatti, ha subito le influenze degli idiomi di numerosi popoli, ha recepito le novità linguistiche provenienti dagli emigrati ritornati sull’isola, ha soggiaciuto agli adattamenti semantici impostigli dal gergo mafioso ed è stato spesso vituperato e messo al bando dalla scuola...
dalla Prefazione di Salvatore Di Pietro
RaccontiDi PietroSalvatore Di Pietro, La valle dell'ozio, 2008, pp. 176
(Collana MNEME n. 21), 13.00
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La Valle dell’ozio non è un luogo della Terra rintracciabile su una qualsivoglia mappa geografica; se così fosse, sarebbe stato sufficiente pubblicarne le coordinate. Si tratta invece dello spiazzo più o meno ampio, dello spazio mentale più o meno piccolo, che ognuno di noi può trovare nel suo atlante psichico personale.
Nella Valle dell’ozio si scrivono soltanto racconti brevi ...perché chi ozia non può impegnarsi per troppo tempo in lunghe meditazioni o lasciarsi andare a interminabili disquisizioni che impegnano e affaticano il cervello.
Tuttavia, tra i vari racconti se ne trova qualcuno che è meno breve degli altri. Forse è stato scritto in un momento di non ozio in cui la mente ha lavorato più alacremente del solito, o forse è nato perché si sono messe assieme le innumerevoli piccole idee accumulate nei tanti brevi momenti di dolce far nulla che contribuiscono a riempire e a dare un senso alla nostra esistenza.
Salvatore Di Pietro
eros e agapeScorsonelliGioacchino Scorsonelli, EROS e AGAPE - UN CAMMINO SPIRITUALE
(Libreria Editrice Urso - Collana CAMMINI n. 1), pp. 72, 9,00
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Ho sempre coniugato la ricerca artistica con l’esigenza di esprimere il mio cammino spirituale; un itinerario umano, artistico e spirituale in cui il percorso interiore e quello artistico interagiscono verso la ricerca dell’assoluto. Ho iniziato creando composizioni astratte con segni, spazi, co-lore e luce che tendono all’infinito, ma poi, osservando la natura, ho cominciato a dipingere i fiori che sono sublime espressione della bellezza del creato, sono completi in sé, sono pieni di vita, luce e colore, sono un microcosmo perfetto rappresentativo del macrocosmo dell’assoluto e dell’infinito.
I miei quadri si trovano presso collezioni private: Sicilia (Noto, Siracusa, Comiso, Ragusa, Agrigento, Catania, Palermo); Firenze, Bologna, Torino, Milano, Venezia; Parigi, Ile de Ré, Royan, Toulouse (Francia); Lippstadt (Germania); Hartford (USA); Santa Fe (Argentina).

Pubblicazioni:
1992 – AA.VV., Tracce di lettura, Zangara Stampa Siracusa
1997 – L’educazione creativa… Giocando con pennelli e colori,
Comp-graphica ’85 Noto
1998 – L’atto creativo – La pittura e la scrittura, Comp-graphica ’85 Noto
2001 – AA.VV., Bisogni di libertà e vita urbana, Editrice Istina Siracusa

GIOACCHINO SCORSONELLI

La coda del diavolo
Maiello Fulvio
La Coda del diavolo
2004, 8°, pp. 160
12,00acquista

Ogni opera che ricordi il passato remoto di Trento rappresenta uno strumento per rinsaldare il nostro senso di comunità: rivivendo la nostra storia per quello che è stata, in positivo come in negativo, possiamo rafforzare i nostri valori comuni che oggi ci fanno guardare con fiducia al futuro...
Alberto Pacher

Tra cielo e mare, di Maiello
Maiello Fulvio
Tra cielo e mare
2003, 8°, pp. 240
14,00 acquista

Tra il cielo ed il mare c’è un angolo di terra, estremo lembo della Sicilia, che si protende verso Sud fino ad arrivare più in basso di Tunisi. In questi luoghi è vissuto e si è formato Fulvio Maiello, autore di Tra cielo e Mare, un’opera che rappresenta un immenso affresco della nostra sicilianità, uno spaccato della nostra storia che abbraccia il ventennio tra gli anni quaranta e cinquanta del secolo scorso...
Salvatore Di Pietro

copertina Rosanai nostri libriGiuseppe Rosana, Finalmente mi sposo (Tutto quello che non deve succedere durante la celebrazione di un matrimonio, mentre nel paese imperversa la Lega Nord!), Collana OPERA PRIMA n. 11, pp. 88, 10,00 acquista
Il matrimonio si svolge nel 1992, l'anno in cui la geografia politica italiana cambia perché sconvolta dai processi dell'allora P. M. Antonio Di Pietro. Cade la prima Repubblica, scompare la DC e molti potenti uomini politici da Andreotti a Craxi fino a Forlani, per parlare dei pi in vista, escono di scena; intanto si affacciano alla politica Silvio Berlusconi e la Lega Nord. ...Ci troviamo in una cittÀ del Nord.
rosanaGiuseppe Rosana è nato a Noto (SR). Laureato in Discipline delle Arti, Musica e Spettacolo (D.A.M.S.), Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Bologna, con tesi "Genesi e Articolazione dell'ATER", relatore Prof. Luigi Squarzina. Ha iniziato la sua esperienza teatrale all'Istituto Nazionale del Dramma Antico (I.N.D.A.) di Siracusa come collaboratore del Direttore Artistico degli Spettacoli Classici negli anni 1982, 1983 (Teatro di Segesta), 1984, 1986. Nel 1984 ha allestito, presso la sede dell'I.N.D.A., la mostra per celebrare i 70 anni degli Spettacoli Classici, mostra inaugurata da Vittorio Gassman.
Dal 1985  Direttore Artistico del Dramma Sacro e dell'Officina dei Commedianti-Group. Come regista e autore ha messo in scena: Il Nazareno, L'Iscariota e la sua Coscienza, Il Diverso, Il Galileo, Pazzi Amori, La Capinera Ferita, Il Fumo e Un Amore infelice (per la Rassegna Teatrale all'Aperto dei Soliloquio), Lady Day: La Signora canta il Blus (sulla vita di Billie Holyday).
Dal 1990  iscritto alla SIAE come autore della parte letteraria. Ha scritto per il teatro: Clochard, La Luna, il Retro Bottega, Storia di due Amanti, Sogno. Nel 1988 per il "Progetto Noto" ha realizzato il documentario: "Noto, una città per il cinema", con interviste a Camilleri, Placido, Ferzetti, Vasile e Deodato. Ha partecipato alla 44ª (1997) e alla 47ª (2003) edizione dei Premio Riccione per il Teatro. Dal 2006  Direttore Artistico dell'Associazione CulturArte.
È insegnante di Lettere.

con alunnialtri anniBenito Marziano, Altri anni, (Collana di poesia Araba Fenice n. 19), aprile 2006, pagine 64, 8,50 acquista

Le poesie di Marziano, poesie di amore e di memoria, sono in genere molto belle e vivide, fra gioco, racconto, ironia, malinconia. Sono degnissime di diffusione e di pubblicazione.
Giorgio Bárberi Squarotti
Mariannina Coffa, Poesie scelte (a cura di Biagio Iacono) e introduzione di Gino Raya, 1988, 8°, pp. 256, 15,00acquista
Poesie scelte di Mariannina Coffadescrizione: Una vita intessuta di poesia, di sventura, di costumi irreprensibili nel quadro d'una passione bruciante sino alla morte, spiega il fascino che Mariannina Coffa esercita su chi la conobbe nella sua breve esistenza - che si svolse fra Noto (Sr) e Ragusa dal 30 settembre 1841 al 6 gennaio 1878 - e su chi legge, ancora, le sue poesie e le sue lettere. Almeno in particolari postumi, il destino non è stato avverso a Mariannina, come lo fu in vita, perché esso ha fatto ascoltare la di lei voce ai due maggiori critici letterari del XIX e XX secolo - Fr.sco De Sanctis e Gino Raya. Il De Sanctis, a pochi mesi dalla morte, dettò nel 1883 le poche righe che precedono la edizione postuma ed intuì in pieno l'angoscia di una creatura sensibilissima che, tuttavia, " non osò esser donna ". Gino Raya, decifrando per primo le lettere, scoprì quella donna segreta che il pudore e lo stile dei versi lasciano appena, trasparire ... Colmando un vuoto più che secolare nella nostra letteratura, e pur non offrendo in questo libro né una " edizione critica " né l'edizione completa di tutte le poesie di Mariannina Coffa, il mio è stato "il viaggio d'un voto d'Amore" - bello oltremodo ma sofferto e straordinario, ora angoscioso, ora esaltante, - perché, navigando nel cuore martoriato di questa nostra povera Sorella ho rivissuto, tutto intero il dramma della di lei esistenza come Donna e l'attualità della sua dolcissima voce come Poetessa. E, forse, nell'Amore, non è anche un po' nostro il suo "Angelo"
Biagio Iacono
Angelo Fortuna, Mariannina Coffa - L'incompiuta (con CD accluso, contenente testi di Mariannina Coffa musicate da Corrado Benito Conforto), 2002, 8°, pp. 156, 20,00 acquista

Copertina "Mariannina Coffa"descrizione: [...] Un busto marmoreo, opera dello scultore Carlo Nicoli da Carrara, seminascosto tra le palme, collocato il 5 giugno 1892 per iniziativa del marchese Benedetto Vilfredo Giustiniani, allora commissario del comune, in una delle piazze più frequentate della città (piazza XVI Maggio), una commossa iscrizione su una lapide sistemata, a cura del Circolo Democratico Cristiano di Noto, nel 1910, sulla parete esterna esposta a mezzogiorno della sua casa natale, sopra la rampa della via che attualmente porta il suo nome, ed un'altra, sempre a cura dello stesso sodalizio, posta, in via Sergio Sallicano, all'altezza del primo piano, sulla parete orientale dell'abitazíone in cui,abbandonata finalmente Ragusa, terra d'esilio per lei, trascorse l'ultimo tristissimo periodo della sua breve e non fortunata esistenza. Ecco quanto resta di immediatamente visibile a Noto in memoria di Mariannina Coffa, massima voce poetica dell'Ottocento nella Sicilia sud-orientale, a cavallo tra il secondo Romanticismo e la stagione simbolista e metafisica, delicata e struggente figura femminile, vittima dei pregiudizi del suo tempo. Le sue raccolte poetiche consultabili in buona misura presso la Biblioteca comunale di Noto, pur portando tracce di puntigliose chiose a matita, riferibili a lettori della seconda metà del Novecento, giacciono oggi in scaffali polverosi, da cui le trae, di tanto in tanto, qualche raro studioso. Nelle scuole secondarie superiori della sua città natale e dei centri del "Distretto culturale di Noto", gli studenti delle classi terminali apprendono mille particolari del Romanticismo e delle successive correnti artistico-letteraríe, ma ignorano, molti per sempre, perfino il suo nome: effetto presbiopia dei docenti, ottimi conoscitori di quanto avviene oltre lo stretto di Messina, ma non di rado disattenti ai fenomeni culturali di casa loro.

Dalla presentazione di Angelo Fortuna

Benito Marziano, Don Agostino Salvìa e altri racconti (Collana Mneme n. 16, Libreria Editrice Urso), pagine 112, 10,00 acquista

Don Agostinodescrizione: [...] A me pare che con Don Agostino Salvìa e altri racconti siamo davanti a un piccolo opus di bella scrIttura, a una sorta di minuscolo scrigno d'arte che contiene e rivela note alte di umanità e di apertura mentale e affettiva, che toccano vivamente il lettore. Temi e motivi dei racconti sono gli stessi che riguardano tutti gli uomini di ogni tempo e luogo, come dimostrano peraltro vari echi letterari di matrice diversa affioranti qua e là, da una parte, e riferimenti a problemi peculiari del nostro tempo, dall'altra. L'asse portante di tutti i racconti sembra essere il dramma dell'esistenza umana, che si gioca tutto sul filo bipolare intercorrente tra comunicabilità e incomunicabilità.
Dalla presentazione di Sebastiano Burgaretta

AA.VV., Noto Città d'Arte, 2004, 8°, pp. 96, ill., 6,50acquista

Noto città d'artedescrizione:  Per partire alla scoperta di Noto e dei suoi dintorni sono necessari poche ma indinspensabili cose: buone scarpe, tanta voglia di conoscere ed una macchina fotografica per catturare le bellezze di questa splendida terra, i cui colori e sapori porterete nel cuore e nella memoria.In questo libro i consigli di dove gustare le ricette locali, dove alloggiare e quali souvenirs acquistare. Sarete coinvolti dalla simpatia e dalla cordialit à della gente, parteciperete ad animate e divertenti sagre, a sontuose e spettacolari manifestazioni e feste religiose, costantemente immersi tra passato e presente in un'atmosfera che vi regalerà emozioni indimenticabili.

Luigi Di Blasi, Noto - Simbolo e analogia, Noto 1998, 8°, pp. 64, ill., 20,33acquista

descrizione: 
Cinquanta chiese, venti case nobiliari, cinque parrocchie, due collegiate di canonici, due collegi di studi, un seminario, cesessanta preti, quattordici notai, sedici legati, in una città - pur se demaniale e capovallo - che nel 1783, alla fine della ricostruzione, contava appena quattordicimila anime, allogate in un recinto territoriale urbano enorme.
Splendide foto e belle poesie.

Luigi Di Blasi, Noto L'immagine - Per una teoria dell'immagine in architettura, 1996, 4°, pp.112, ill., 46,48acquista

Noto L'immagine, a cura di Luigi Di Blasidescrizione: 
Tra le cinquanta città e terre riedificate, dislocate lungo la fascia territoriale ionica dell'isola, colpite dal terremoto del 1693, rappresenta un unicum.
Essa è contemporaneamente, l'ultima città del potere controriformista e feudal-barocco e la prima città postilluminista moderna. Negli spazi, nei segni, nei simboli materiali dell'artificiale, è barocca e neoclassica insieme.

Corrado Sofia, Avventure in Cina, 1987, 8°, pp.134, 13,00 acquista
Avventure in Cina, di Corrado Sofiadescrizione: 
Corrado Sofia, definito da Antonello Trombadori "grande narratore di viaggi dalla personalità inconfondibile", ha vissuto l'esperienza unica di veder cambiare la Cina sotto i suoi occhi; vi arrivò come corrispondente dalla Russia di Stalin, in un 1932 miticamente lontano. Questo libro ci fa rivivere i primi passi di una storia che ha immesso il più grande popolo dell'Asia nel ritmo della vita moderna, che ha catapultato nel socialismo milioni di persone, prima relegate nella schiavitù, nella superstizione, nell'analfabetismo, nel vizio della droga, nel commercio della prostituzione.
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IL CAIMANO Hai visto il Caimano di Nanni Moretti?
La stessa idea del regista era venuta anche a me (...) se puoi e vuoi ti autorizzo a metterla on-line sul tuo sito in modo che chi lo volessre può leggerla gratis. Naturalmente se prima piace a te.
Un caro saluto
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Fulvio Maiello
(Nato a Pachino nel 1937. Fino al 1960 vive a Noto, quindi inizia l'attività in qualità di funzionario dell'amministrazione pubblica, si trasferisce a Trento, sua attuale residenza. Buon conoscitore del Trentino, non ha però dimenticato la sua terra natale, sintesi di armonia, cultura e tradizioni. I suoi scritti ne sono la testimonianza.
Capita spesso che chiami i suoi amici (Benito Marziano, Ciccio Urso, ecc.) per dir loro con allegria: - Sto arrivando. Vi voglio incontrare.

Presso la Libreria Editrice Urso sono sempre disponibili:
Maiello Fulvio, Tra cielo e mare, 2003, 8°, pp. 240, € 14,00
Maiello Fulvio, La Coda del diavolo, 2004, 8°, pp. 160, € 12,00
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