Sono importanti in ogni comunità i poeti, gli scrittori, gli artisti, gli intellettuali che lì vivono ed elaborano una loro opera creativa; costoro intrecciano le loro storie e i loro sogni con le case, le strade, i monumenti e le opere d'arte che fanno da coreografia a quanti lì vivono con o senza questa consapevolezza. |
![]() Gioacchino ScorsonelliViaggio nell’invisibile 2012, 8°, pp. 88 Collana CAMMINI n. 9 € 10,00 ISBN 978-88-96071-95-3 |
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Chi ha avuto l’opportunità e il piacere di leggere la recente raccolta di racconti dal titolo Nella valle dell’ozio di Salvatore Di Pietro, sa che al Nostro piace giocare un po’ con il lettore, avvincerlo e a volte un po’ confonderlo con situazioni spesso strane che si snodano fra l’ironico e l’assurdo. Non si sorprenderebbe, pertanto, leggendo, come io non mi sono sorpreso, questa sua primizia, Il cancello chiuso, un racconto inedito che scorre nello stesso alveo gradito dalla penna del Nostro. Qui, anzi, il gioco si spinge ancora più oltre in direzione del paradosso: il protagonista giunge presso un cancello chiuso al di là del quale c’è una strana città nella quale riesce a entrare soltanto scavalcando quel cancello che il custode, ripetutamente invitato ad aprirgli, non si è preoccupato né di farlo né di rispondergli. Si viene così a trovare in una città di morti, che è appropriata metafora (nel sentire, non senza qualche ragione, di Di Pietro), della città dei vivi nella quale il protagonista vive... |
Marco UrsoEloro arcaica 2011, 16°, pp. 72 € 7,00 Libreria Editrice Urso Collana LA LAUREA IN TASCA n. 2 ISBN 978-88-96071-46-5 L’insediamento di Eloro,
situato su un promontorio sul lato sinistro del Tellaro,
l’antico Έlωpoς che
darà l’antico nome a quello che mi è sembrato di individuare come πλισμα nella sua arcaicità, non si lascia bene inquadrare per le sovrapposizioni
storiche presenti nel luogo. La scelta originaria dei primi coloni di
installarsi sul promontorio, a poca distanza dal fiume, risorsa idrica a
portata di mano, si è rivelata fin da subito decisiva. Per sempre il Tellaro sarà ricordato dagli antichi, più del toponimo,
come posto ideale in cui trovare la serenità, la tranquillità e lontananza
giusta dallo stress cittadino, esigenza da sempre sentita dall’uomo.
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Nella letteratura italiana del secondo Romanticismo, la poetessa netina Mariannina Coffa (1841-1878) è figura suggestiva e complessa. Uno scavo in profondità nel contesto delle relazioni sociali e dei modelli culturali del tempo e una ricostruzione condotta su materiali inediti di archivi privati e fondi di biblioteche hanno permesso di indagare sul profilo biografico della donna, sull'"alfabeto delle passioni", il significato complessivo del "messaggio" del personaggio e della sua poesia. |
Questo volume completa il catalogo delle chiese rupestri della Sicilia sud-orientale, iniziato nel 1979 con il Siracusano, estendendolo al Ragusano e al Calatino. |
ANTONINO ERALDO RISINO
dalla PRESENTAZIONE [...]La vocazione di Antonino Eraldo Risino appare in tutta la sua evidenza fin dalle prime pagine di questo imponente lavoro di ricerca, collazione e commento di testi fondamentali per chiunque voglia tracciare una precisa identità stòrica della città di Noto, "Civitas Ingeniosa", come viene chiamata in un documento datato 23 giugno 1503 a firma di Re Ferdinando Ilo di Aragona che accoglie la supplica del teologo netino Rainaldo Montuoro, vescovo di Cefalu'. |
DALLA PREFAZIONE Perché “randagi”? Si tratta di cani? No... Non proprio. Si sarebbe potuto scegliere allora tra tanti altri aggettivi, per così dire, meno equivoci: derelitti, emarginati, vagabondi, erranti, solitari. Benito, tra tutti, ha scelto, come titolo della sua ultima raccolta di sei racconti, “Randagi”. Quasi a indicare che tra l’uomo e il cane non c’è solo un rapporto di amicizia e di fedeltà, ma anche un’inconfessabile condizione esistenziale di prossimità: il rischio incombente dell’abbandono. Orazio Parisi
Le riflessioni di Salvatore Di Pietro su ''Randagi'' di Benito Marziano |
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Cettina Lascia Cirinnà
Nasce a Noto (SR) il 29 gennaio 1959, si diploma al Liceo Scientifico E. Majorana di Noto e si iscrive alla facoltà di Lettere Moderne dell’Università di Catania. Per motivi personali e di lavoro si trasferisce in Lombardia dove si occupa principalmente della famiglia e lavora nella Pubblica Amministrazione.Ha iniziato a scrivere le proprie emozioni da due anni circa, dopo aver assistito in prima persona alla trasformazione dei tratti del viso di una madre a causa di un evento doloroso.
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Un'elegante donna abbandonata a pochi mesi dal proprio matrimonio, un'insolita vacanza per dimenticare e un'isola selvaggia su cui nulla sembra impossibile. Un racconto in cui una principessa in hot pants, desiderosa di allontanarsi dal caos di una vita frenetica e devota solo alle apparenze, lascia l'Inghilterra per rifugiarsi in un luogo sconosciuto. |
Emma, la protagonista, prende il lettore per mano portandolo con leggera pesantezza nel mondo tutto siciliano di difficili cambiamenti nonostante lo scorrere inesorabile del tempo. |
NOVITA' GENNAIO 2011 Mauro Giarrizzo nasce in Noto il 12 Febbraio 1967. Laureatosi presso l'Università degli Studi di Messina, in Giurisprudenza (S/22 Specialistica). Frequenta il master di II livello in Diritto di Famiglia e Mediazione Familiare, nella medesima Università. È Conciliatore Specializzato iscritto presso l'ANPAR, Associazione Nazionale per l'Arbitrato & la Conciliazione, ed accreditato al Ministero della Giustizia. |
a pag 71 e 72 di Il crepuscolo della nobiltà DAL 20 OTTOBRE 2010 IN LIBRERIA […]I principali protagonisti, ma forse i soli protagonisti della storia, sono, a mio giudizio i due baroni, padre e figlio, tutti gli altri personaggi fanno, in realtà, da corona a essi e alla loro vicenda, pur avendo alcuni di loro una specifica funzione nel romanzo, che è quella di mostrare la già iniziata eclissi di un ceto sociale, di un mondo che andava progressivamente scomparendo, in una vacuità che Maiello riesce a ben caratterizzare, anche indugiando in descrizioni di serate, abbigliamenti, toilette, cene e portate fin nei minimi particolari, cosa che realmente accadeva in quegli ambienti che a queste amenità solevano dedicare le giornate e la vita. Dalla ''Prefazione'' di Benito Marziano Fulvio Maiello nasce a Pachino (Sr) nel 1937. A quindici anni resta privo degli affetti dei genitori e vive con una zia e con la nonna materna. Abita a Noto fino al 1960, quando, all’età di ventitrè anni, si trasferisce a Trento, per assumere il ruolo di funzionario dell’Amministrazione pubblica. Rimane in questa città d’adozione fino al pensionamento e adesso si dedica a figli e nipoti, nonché alla letteratura, alla fotografia e ad un’associazione culturale locale, che si occupa di scienza della terra con attenzione agli ambienti scolastici. |
I primi rinvenimenti risalgono a circa un secolo fa anche se a seguito di ricerche non sempre sistematiche. Sottratti ai loro contesti, non pochi reperti furono recuperati e conservati presso la Biblioteca Civica, dove si costituì il primo nucleo del museo. Nell'ultimo dopoguerra, a seguito di scavi regolari e recuperi mirati, sembrò opportuna la creazione di un "Museo delle pietre" nell'Eremo di Santa Maria della Provvidenza, unico edificio sorto nel Settecento sul Monte AIveria, sede dell'antica città. |
Custodisca Iddio una casa di Noto, e fluiscano su di lei le rigonfie nuvole! Ibn Hamdîs (poeta arabo-siciliano, 1056-1133)
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![]() Alfredo Petralia (cur.) AREA PROTETTA DI VENDICARI. Atti del Convegno celebrativo per il 35° anno di fondazione dell’Ente Fauna Siciliana (“Case Cittadella”, Vendicari Noto, 25-26 ottobre 2008) 2010, 8°, pp. 432, ill., € 15,00 Parte Prima Aspetti geomorfologici CARMELO MONACO, GIOVANNI SCHICCHITANO linee di costa sommerse tra Siracusa e Vendicari (Sicilia usd-orientale) ELENA AMORE, CONCETTO AMORE, EUGENIO GIUFFRIDA, FABIO BRANCA Processi evolutivi del sistema dei Pantani di Vendicari (Siracusa) CONCETTO AMORE, EUGENIO GIUFFRIDA, ELENA AMORE, FABIO BRANCA I Pantani di Vendicari (SR). Un esempio di monitoraggio ambientale Parte seconda Aspetti della biodiversità marina MARIO CORMACI, GRAZIA CANTONE Popolamento animale e paesaggio sommerso dell’area antistante la riserva naturale orientata di Vendicari (SR) GRAZIA CANTONE, DANILO SCUDERI, GIUSEPPE FASSARI Stato delle attuali conoscenze sulla fauna bentonica dell’area di Vendicari, con particolare riferimento alle zoocenosi dei pantani VINCENZO DI MARTINO, BESSY STANCANELLI La cartografia bionomica del S.I.C. ITA 090027 “Fondali di Vendicari” (Sicilia S-E) FULVIO MAFFUCCI Le tartarughe marine del Mediterraneo LETTERIO MARIO TRINGALI, STEFANO FLORIDIA, VALERIA IOLANDA GRASSO, EUGENIO INTERNULLO, CLARA MONACO Sulla conservazione dei Cetacei nel Mediterraneo Parte Terza Aspetti della biodiversità terrestre PIETRO MINISSALE, SAVERIO SCIANDRELLO Flora e vegetazione terrestre della Riserva Naturale di Vendicari (Sicilia Sud-Orientale) ALFREDO PETRALIA, CLAUDIA RUSSO Artropodofauna e biowatching a Vendicari ANGELO MESSINA,FELICE MONELLO, MARIA CARMELA FAILLA Blattari, Mantodei e Ortotteri della Riserva Naturale di Vendicari (SR) (Insecta: Blattaria, Manotdea, Orthoptera) SALVATORE BELLA Biodiversità faunistica dei Macrolepidotteri della Riserva Naturale di Vendicari ANGELO VACCARO, GIUSEPPE FABRIZIO TURRISI Note sull’erpetofauna di Vendicari (Sicilia Sud-Orientale) RENZO IENTILE, CARMELO IAPICHINO Check-list degli uccelli della Riserva Naturale di Vendicari aggiornata al dicembre 2009 MARIA TERESA SPENA, GIUSEPPE NICOLOSI, ROSARIO GRASSO La fauna vertebrata negli agrosistemi della Riserva di Vendicari AGATINO MAURIZIO SIRACUSA I micromammiferi (Soricomorpha e Rodentia) della R.N.O. Oasi Faunistica di Vendicari Parte Quarta Aspetti antropici, interventi, monitoraggi, pianificazione GAETANO MALANDRINO Presenza e attività umana a Vendicari GIUSEPPE ARMERI Esperienze del restauro a Vendicari SALVATORE CANCEMI Un progetto per Vendicari GIORGIO RICCOBENE Il telescopio sottomarino NEMO ANTONIO ADORNO, ANTONIO ALICATA, LUCA GIUCA, GIORGIO SABELLA, GIORGIO SORGI, IGNAZIO SPARACIO, PIETRO ALICATA Utilizzazione della comunità di artropodi nella valutazione di interventi nella Riserva Naturale di Vendicari AGATINO MAURIZIO SIRACUSA, FILADELFO BROGNA, VERONICA MARIA LA ROSA Possibile la riproduzione di Caretta caretta (Linneo, 1758) a Vendicari: monitoraggi nel litorale ETTORE PETRALIA Strumenti GIS per la pianificazione nelle aree protette: il caso Vendicari FRANCESCO PETRALIA Kayak da mare nei parchi e nelle aree marine protette italiane. Utopia o progresso? GIOVANNI FUGA’ Il piano di utilizzazione della preriserva di Vendicari: lo stato dell’arte, le prospettive per una fruizione turistica sostenibile ed il recupero della tratta ferroviaria dismessa Noto-Pachino FULVIA GRECO Vendicari: architettura, paesaggio, natura nel progetto del piano paesistico regionale Considerazioni conclusive PIETRO ALICATA Nuove vie per la conservazione della natura?
vedi Libri su PACHINO |
Lucia Sortino è nata a Noto il 5 settembre 1989, trascorre felicemente l’infanzia, frequenta le scuole elementari e medie con impegno e profitto. Nel dicembre 2002, come un fulmine a ciel sereno, scopre di avere una terribile malattia: il cancro. La sua vita si snoda tra degenze al Policlinico di Catania; desideri di rientri a casa; segreta speranza, in parte realizzata, di ritorno tra i banchi di scuola; ansie, paure, speranze, che non finiscono mai. Lucia, sempre in lotta con il suo terribile male, ha continuato a studiare con amore e determinazione, riuscendo a conseguire il sospirato diploma dopo aver affrontato gli esami di Stato presso il Policlinico di Catania. Il 18 luglio 2008 ha sostenuto la sua ultima prova, quella del suo incontro con Dio. |
DAL 12 GENNAIO 2010 IN LIBRERIA
All'anagrafe e' Miriam Vinci, ma per amici e familiari e' Mia. Fin da piccola Mia si cimenta in poesie e racconti, collabora con il giornalino scolastico, e alcuni suoi articoli sono pubblicati all'interno del giornale regionale. Con la testa sempre tra le nuvole Mia adora osservare e contemplare la natura, ama la fotografia, il cinema, e l'arte in generale, perche' l'arte la rende libera, e si nutre di musica e di lettura. Palese e' dire che ama scrivere, tutto inizia per gioco e per la voglia di evadere dalla realta', ma la scrittura e' un gioco che diventa serio. Io, vampira e' il suo primo romanzo ad essere pubblicato. Maya e' un vampiro particolare perché la famiglia che l'ha adottata vuole fare di lei un essere unico e forte ma fin dall'inizio si mostra indifferente al sangue, non ne sente il bisogno e questo la tormenta. Sa di non essere un’umana, ma comprende di non essere una vera vampira e accettando cosi', rassegnata, ciò che le viene detto dalla famiglia, e cio' che le viene imposto, si lascia guidare, fino a quando un giorno, scoprendo il vero motivo per cui e' stata messa al mondo si ribellerà e da quel giorno Maya non avra' piu' pace poiche' scoprira' che la salvezza del mondo dipendera' soltanto da lei e dalla sua volonta' di non cedere al sangue, alla tentazione. |
| Laura Paradiso (di Noto, Siracusa) ha perduto nel 1985 il giovane figlio Corrado, morto per overdose. Al dolore tremendo e inconsolabile subentrò tuttavia la speranza prima e la certezza poi che la morte non spezza definitivamente i legami d'amore, ma semmai li rafforza. Infatti, dopo i primi affettuosi messaggi trasmessi attraverso altre persone, Laura cominciò a riceverne direttamente, con l'aiuto del registratore. Da allora, dopo un periodo di consolanti dialoghi personali, Laura Paradiso, con l'aiuto di Corrado, si è resa disponibile per cercare di lenire il dolore anche di altri genitori che piangevano la perdita dei figli. In tal modo, la catena luminosa dell'amore si prolunga sempre di più, avvolgendo nella sua radiazione benefica tutti coloro che hanno bisogno di questi contatti. A questo compito generoso Laura si dedica con impegno, entusiasmo e le serate a registrare per folle di persone alla ricerca. "Ho avuto molto, ho ritrovato la gioia di vivere" ella dice "e adesso è mio dovere aiutare gli altri a fare altrettanto". In questi anni Laura Paradiso ha fatto tante esperienze, ha vissuto tante storie umane. Si è decisa ora a farne un libro per l'insistenza di tutti coloro che la stimano e le sono grati. L'ha scritto di getto, in pochi mesi, rubando il tempo al sonno e al riposo. Ci ha messo tutto: la sua verve e la sua vitalità, la sua esperienza e il suo amore, la storia personale sua e quella di tante altre persone che sono venute in contatto con lei: uno straordianrio spaccato di vita. Ne è uscito un libro che si legge d'un fiato, che non rattrista benché parli anche di fatti tristi, che invita alla fede e alla speranza. |
Francesco uomo veramente cristianissimo |
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€ 5,00 |
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"Libreria Editrice Urso" |
Autore:"Fra Ugo Van Doorne" - 2009 - | |
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[...] Juliette cara, il titolo di questo romanzo, corrisponde, com’è facile capire, alla formula di apertura di una lettera; e una lettera è, o meglio vorrebbe essere, il blank dell’opera: una lunghissima lettera che il protagonista, Ennio Corsini, uomo oramai attempato, scrive a Juliette, la donna da lui amata negli anni della prima giovinezza, poi perduta per sempre a causa della leggerezza di un momento, un tradimento che l’ha irrimediabilmente offesa, e divenuta quindi oggetto di una lunga quanto vana ricerca. Juliette è la donna della vita, perché su di lei Ennio aveva fondato tutta la sua felicità e le ragioni della sua esistenza, e a lei non è riuscito, dopo la separazione, a sostituire alcun’altra donna: da qui l’estremo bisogno di scriverle, trovando conforto nel ricordo dei bei momenti trascorsi insieme, ma anche nel racconto di altre vicende della propria vita passata e di quella presente. Ma perché concepire una lettera così lunga, da avere l’ampiezza e la complessità di un intero libro? Per di più è una lettera che non sarà mai spedita, perché Ennio non sa dove Juliette si trovi. In effetti, il lungo scritto di Ennio solo apparentemente, a mio modo di vedere, costituisce una lettera, – e il lettore potrà rendersene conto solo dopo essersi abbondantemente inoltrato nella lettura del libro – perché il bisogno iniziale di ristabilire il dialogo con Juliette, ricordando quella loro luminosa stagione d’amore e ricostruendone le ragioni della fine, si risolve poi nel bisogno, ancor più profondo, di raccontare tutta una vita e di comprenderne il senso, al di là della stessa vicenda d’amore. Salvatore Salemi |
Teresa Schemmari, I Caminanti - Nomadi di Sicilia, 1992, 8°, pp. 108, € 11,00 (...) Il lavoro della dottoressa Schemmari fornisce un rilevante contributo alla conoscenza di un popolo che è tra i più ignoti, sebbene non viva affatto in località remote, accessibili solo a pochi avventurosi, ma viva tra di noi, con noi, costantemente sotto i nostri occhi già da alcuni secoli: quello zingaro. Un popolo che ha dovuto imparare quasi a rendersi invisibile, a sfuggire alla nostra attenzione - che benevola, non inganniamoci su noi stessi, non è mai stata - scivolando negli interstizi della nostra società, occupandone gli spazi più marginali, eleggendo anzi a propria caratteristica la frequentazione di ciò che è marginale per eccellenza, dello spazio senza centro e senza confini: la strada. Quasi un mare in cui immergersi sempre di nuovo dopo ogni inevitabile - ma sempre sgradito, sempre pericoloso - contatto con noi (un piccolo commercio, un'elemosina, un furto): con noi, che invece abitiamo uno spazio delimitato, fissato, murato, da secoli (da sempre forse) incapace di accoglienza per l'altro.
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Nicola Bono, La Cattedrale del Miracolo - Un Impegno Mantenuto!, 2007, 8°, pp. 180, € 10,00 (...) Un lavoro editoriale, quello dell'amico Bono, utile e opportuno, perchè la gente deve sapere i motivi per i quali un'opera, finanziata con i fondi dello stato nei 1997, e ricostruibile a termini di appalto in 5 anni, possa impiegarne il doppio, senza che nessuno formalmente ne risponda, o se ne assuma le doverose responsabilità. I
fatti,
i
retroscena,
le
motivazioni
e
gli
impedimenti
di
vario
genere,
che
hanno
ritardato
i
lavori,
ma
anche
le
contromisure,
i
correttivi,
le
iniziative
che
hanno
consentito
di
contenere
i
ritardi
e
di
riprendere
il
cammino,
era
giusto
che
venissero
resi
pubblici,
perchè i
cittadini
capissero
che
non
sempre è colpa
dei
politici,
quando
si
registrano
inefficienze
e
disfunzioni,
ma
che
spesso
le
difficoltà sono
frapposte
da
altri
soggetti,
per
le
ragioni
più varie,
che
l'On.
Bono
con
grande
onestà intellettuale,
nella
fattispecie,
individua,
descrive,
e
soprattutto,
dimostra
così come
le
ha
vissute
e
personalmente
verificate. |
Sono trentotto le liriche di cui si compone questo nuovo libro di Benito Marziano: la seconda raccolta di versi dopo Altri anni, opera pubblicata circa un anno fa, ma la prima ad essere composta in dialetto. Eppure questo Sisifu, nonostante il ricorso ad un diverso strumento linguistico, il vernacolo di Noto, è opera contemporanea ad Altri anni; infatti le liriche sia dell’una che dell’altra sono state composte, stando ad una testimonianza dell’autore, durante lo stesso lungo arco di tempo, gli anni che vanno dal 1989 al 2005.Salvatore Salemi |
![]() Salvatore Di Pietro, I perché del nostro dialetto. Storia linguistica e sociale della Sicilia, con annessa grammatica dialettale avolese e netina (Collana MNEME n. 17, Libreria Editrice Urso), pagine 208, € 18,00 [...]Il presente lavoro è il frutto di anni di osservazioni, di ricerche, di annotazioni, di semplici intuizioni e di domande rimaste senza risposta. Lidea di una storia linguistica della Sicilia non è certamente originale, tuttavia si rende necessaria per meglio osservare le linee evolutive del dialetto siciliano. Esso, difatti, ha subito le influenze degli idiomi di numerosi popoli, ha recepito le novità linguistiche provenienti dagli emigrati ritornati sullisola, ha soggiaciuto agli adattamenti semantici impostigli dal gergo mafioso ed è stato spesso vituperato e messo al bando dalla scuola... dalla Prefazione di Salvatore Di Pietro |
![]() (Collana MNEME n. 21), € 13.00 La Valle dell’ozio non è un luogo della Terra rintracciabile su una qualsivoglia mappa geografica; se così fosse, sarebbe stato sufficiente pubblicarne le coordinate. Si tratta invece dello spiazzo più o meno ampio, dello spazio mentale più o meno piccolo, che ognuno di noi può trovare nel suo atlante psichico personale. |
Ho
sempre coniugato la ricerca artistica con lesigenza di esprimere
il mio cammino spirituale; un itinerario umano, artistico e spirituale
in cui il percorso interiore e quello artistico interagiscono verso
la ricerca dellassoluto. Ho iniziato creando composizioni astratte
con segni, spazi, co-lore e luce che tendono allinfinito, ma
poi, osservando la natura, ho cominciato a dipingere i fiori che sono
sublime espressione della bellezza del creato, sono completi in sé,
sono pieni di vita, luce e colore, sono un microcosmo perfetto rappresentativo
del macrocosmo dellassoluto e dellinfinito. Pubblicazioni: GIOACCHINO SCORSONELLI |
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Giorgio Bárberi Squarotti |
| Benito Marziano, Don Agostino Salvìa e altri racconti (Collana Mneme n.
16, Libreria Editrice Urso), pagine 112,
€ 10,00 |
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