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Raccontinovitàle nostre pubblicazioniSalvatore Di Pietro, La valle dell'ozio, 2008, pp. 176, (Collana MNEME n. 21), EURO 13.00 La Valle dell’ozio non è un luogo della Terra rintracciabile su una qualsivoglia mappa geografica; se così fosse, sarebbe stato sufficiente pubblicarne le coordinate. Si tratta invece dello spiazzo più o meno ampio, dello spazio mentale più o meno piccolo, che ognuno di noi può trovare nel suo atlante psichico personale.
Nella Valle dell’ozio si scrivono soltanto racconti brevi ...perché chi ozia non può impegnarsi per troppo tempo in lunghe meditazioni o lasciarsi andare a interminabili disquisizioni che impegnano e affaticano il cervello.
Tuttavia, tra i vari racconti se ne trova qualcuno che è meno breve degli altri. Forse è stato scritto in un momento di non ozio in cui la mente ha lavorato più alacremente del solito, o forse è nato perché si sono messe assieme le innumerevoli piccole idee accumulate nei tanti brevi momenti di dolce far nulla che contribuiscono a riempire e a dare un senso alla nostra esistenza.

Salvatore Di Pietro

copertina ''Detto tra noi''Conoscere il poeta significa conoscere le parole del poeta
così si è espresso Libero D'Agata, parlando di Antonio Caldarella



libravolaPRESENTATO IL 22 DICEMBRE 2007 PER LIBR’AVOLA
L’ULTIMO VOLUME DI POESIA DI Antonio Caldarella

“Detto fra noi” la recente raccolta di poesie di Antonio Caldarella, dedicata “di cuore, o meglio di polmone, al professore Umberto Veronesi” e agli altri della sua équipe per averlo “riportato sull’isola… che c’è” ha convinto e commosso  il pubblico intervenuto numeroso alla presentazione avvenuta sabato scorso presso la sala consiliare del Palazzo di Città. “La condivisione dello scrivere - ha commentato l’editore Francesco Urso che ne ha curato la pubblicazione - fa sentire meno difficile il cammino di quanti decidono di consegnare alla poesia le emozioni dell’anima. Questa esperienza ci fa sentire meno soli in una città dove spesso si ha successo senza cultura”. “Conoscere il poeta, significa conoscere le parole del poeta - ha esordito l’ingegnere Libero D’Agata nella insolita veste di relatore-non relatore dell’incontro. Il mare, l’acqua in movimento, la spiaggia, le dune, il vento sono gli elementi della poesia di Antonio che danno il senso della realtà in movimento, così come il buio, la notte, l’ombra, vissuti non in modo pauroso, danno l’idea che il buio non è mai totale, ma interrotto dalla luce. Ed ancora la presenza tattile, le dita, gli odori che si sprigionano potenti testimoniano una realtà, quella di Antonio, in continuo movimento, spesso improvvisamente diversa dalla premessa”. Tema dominante nelle domande e negli interventi del pubblico: chi è il poeta? cos’è la poesia? a cui Antonio Caldarella ha risposto con estrema sincerità e semplicità: “Presumo che il poeta sia una parte della persona, è un tramite, è quella parte di me che si esprime e che cerca di ribaltare il tempo”. Fra il pubblico anche il sindaco Antonino Barbagallo che ha voluto salutare l’amico di gioventù e compagno di studi: “Sono con voi col cuore al di fuori della politica, perché questa è una serata che parla della nostra città”.
Antonio Caldarella, poeta, drammaturgo, attore e regista, ha conseguito la laurea in Scienze Politiche all’Istituto Orientale di Napoli. Lavora in teatro, cinema e televisione dal 1977.
Con la Libreria editrice Urso ha pubblicato nel 1991 “La luna sfogliata dal vento” (1991) accreditata dalla prefazione di Jean-Paul Manganaro, noto traduttore e critico letterario, professore all’Università di Lille, già professore alla Sorbona di Parigi città dove vive.
Gabriella Tiralongo
In LA SICILIA del 28-12-2007
Antonio Caldarella, Detto fra noi (collana Araba Fenice n. 20), 2007, 8°, pp. 64,Euro 8,50 compra

TrojaTROJAle nostre pubblicazioni

Italico Libero Troja
Alessandro Patti. Un esiliato di Weimar che perdette il suo cuore ad Heidelberg
2007, 8°, pp. 80 (Collana "MNEME" n. 18)
EURO 10.00 acquista

Alessandro Patti nacque nella casa paterna di via Manzoni, al civico n. 32, il 22 Novembre 1894, coi nomi battesimali di Antonino Francesco Alessandro, dal padre Francesco, un catanese trasferitosi ad Avola per motivi di lavoro, e dalla madre Pasqualina Rizzotti. La madre era figlia di un modesto agricoltore del luogo, Antonino Rizzotti, che tanta parte ebbe nel futuro del precoce nipote, agevolandone le aspirazioni e la svolta nella vita.
FOTO QUI SOTTO: Avola, Via Manzoni, 36          Viamanzoni   Alessandro, come veniva chiamato, visse i primi anni della sua infanzia nella casa natale, circondato dall’affetto dei genitori, dei nonni (di uno di essi portava il primo nome) e delle due sorelle Rosina e Grazietta, delle quali la prima, che egli chiamava affettuosamente Sidda, andata sposa ad uno svizzero di Basilea di nome Futterknecht, con la figlia Ada assistette il fratello nell’ultimo tratto della sua esistenza.
   La casa natale sorgeva, e sorge tutt’oggi, su uno dei sei lati – la via Manzoni – dell’esagono, nel quale è racchiuso il reticolo di strade e di case, di chiara impronta rinascimentale, che oggi costituisce il centro e il nucleo principale della città, rifatta dopo il sisma del 9 – 11 Gennaio 1693. È un palazzetto, costituito da camere che, distribuite tra un terrano ed una sopraelevazione, si affacciano parte ad oriente, verso uno slargo e la fiancata della chiesa, con una balconata unica al piano sopraelevato e due balconcini al piano terrano, e parte ad occidente verso l’interno del cortile.
   Sullo slargo, che si apre nella Via Manzoni all’altezza della fiancata ovest della monumentale chiesa barocca dell’Annunnziata, comunemente detta chiesa della Badia, confluiscono, in senso normale tra loro, due arterie del reticolo centrale cittadino, la Via Napoli e la via Manin detta “delle Balate” per le lastre di pietra bianca che ne lastricavano il sedime. Sulle due arterie si è svolta la prima parte della esistenza di Alessandro Patti, sulla prima raggiungendo infante il vicino palazzetto di padre don Ciccio Piccione (a vista dalla sua casa), sulla seconda servendosene adulto per godersi il quotidiano svago della passeggiata in piazza.
   Perduto ancora infante il padre all’incirca nel 1900, il piccolo Alessandro, dopo avere avuto una prima istruzione elementare forse nella scuola pubblica, fu affidato dal premuroso nonno materno alle cure ed all’insegnamento del sacerdote Francesco Piccione, amico di famiglia. Costui, oltre agli impegni religiosi che assolveva nella vicina chiesa della Badia, impartiva lezioni private di lettere - attività che esercitò fino alla morte, avvenuta il 30 Aprile 1945 - in una stanzetta isolata del suo palazzetto, posto nella via Napoli al civico n. 63, a circa un centinaio di metri dalla abitazione del suo giovane allievo.
   Circondato o, meglio, custodito dagli affetti della madre, delle sorelle maggiori e del nonno materno, Alessandro, oltre ad aprirsi precocemente al sapere, acquisì una larga conoscenza dei testi sacri, alla quale aggiungeva la partecipazione ai riti durante le funzioni religiose; un’esperienza la stessa, nella quale affonda le radici la futura composizione del poema Il pomeriggio pubblicato postumamente, ma della quale non ebbe mai sospetto chi ebbe la sorte di averlo maestro ed amico nell’ultimo tratto della sua esistenza, tranne qualche riferimento alla Bibbia come importante fonte storica.
   La vicinanza del dotto ed interessato precettore, gli aprì presto il cammino degli studi. Poiché in quel tempo nella città di Avola l’unica scuola post-elementare era l’Istituto di Avviamento Professionale con indirizzo di contabilità e computisteria, piuttosto che fargli frequentare il Ginnasio della vicina Noto che avrebbe costretto lo studente ancora infante o a viaggiare o a trasferirsi, i familiari, e soprattutto il nonno Rizzotti che gli era particolarmente vicino, preferirono fargli completare e conseguire il quinquennio ginnasiale privatamente, sotto la guida e gli insegnamenti dell’amico sacerdote. Ciò consentì al validissimo docente privato di offrire ed allo sveglio ed intelligentissimo discepolo di ottenere un apprendimento ed una formazione non al passo, ma al di là dei programmi scolastici ufficiali. In quel tempo il sacerdote non era stato colpito dalla cecità, che un disgraziato accidente gli procurò più tardi, a cinquant’anni circa, e che lo accompagnò nell’insegnamento fino alla morte .
   A distanza di molti anni, la sorella Sidda, che col fratello aveva vissuto la maggior parte della sua vita, ricordava ancora il tempo quando questi, ancora fanciullo, trascorreva la giornata studiando e dedicando poche ore al sonno di notte. Per studiare egli poggiava i libri e i quaderni su un tavolino mobile, che spostava agevolmente, la mattina nella stanza ad oriente e il pomeriggio nell’altra ad occidente. Seguiva così il corso della luce e dei raggi del caldo sole siciliano...

[...]Le ricerche eseguite e le note che seguono presentano un uomo, il cui destino si legò indissolubilmente, e malauguratamente, alle vicende che portarono la Germania, patria dei suoi studi, alla catastrofe ed il mondo civile alla sua metamorfosi. Di lui si può dire ciò che scrisse, nel 1928, Erich M. Remarque , che appartenne cioè ad una generazione “distrutta dalla guerra… anche se scampò alle sue granate”.

Italico Libero Troja

copertina RosanaGiuseppe Rosana, Finalmente mi sposo (Tutto quello che non deve succedere durante la celebrazione di un matrimonio, mentre nel paese imperversa la Lega Nord!), Collana OPERA PRIMA n. 11, pp. 88, Euro 10,00 acquista
Disponibile da APRILE 2007
Il matrimonio si svolge nel 1992, l'anno in cui la geografia politica italiana cambia perché sconvolta dai processi dell'allora P. M. Antonio Di Pietro. Cade la prima Repubblica, scompare la DC e molti potenti uomini politici da Andreotti a Craxi fino a Forlani, per parlare dei pi in vista, escono di scena; intanto si affacciano alla politica Silvio Berlusconi e la Lega Nord. ...Ci troviamo in una cittÀ del Nord.

rosanaGiuseppe Rosana è nato a Noto (SR). Laureato in Discipline delle Arti, Musica e Spettacolo (D.A.M.S.), Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Bologna, con tesi "Genesi e Articolazione dell'ATER", relatore Prof. Luigi Squarzina. Ha iniziato la sua esperienza teatrale all'Istituto Nazionale del Dramma Antico (I.N.D.A.) di Siracusa come collaboratore del Direttore Artistico degli Spettacoli Classici negli anni 1982, 1983 (Teatro di Segesta), 1984, 1986. Nel 1984 ha allestito, presso la sede dell'I.N.D.A., la mostra per celebrare i 70 anni degli Spettacoli Classici, mostra inaugurata da Vittorio Gassman.
Dal 1985 Direttore Artistico del Dramma Sacro e dell'Officina dei Commedianti-Group. Come regista e autore ha messo in scena: Il Nazareno, L'Iscariota e la sua Coscienza, Il Diverso, Il Galileo, Pazzi Amori, La Capinera Ferita, Il Fumo e Un Amore infelice (per la Rassegna Teatrale all'Aperto dei Soliloquio), Lady Day: La Signora canta il Blus (sulla vita di Billie Holyday).
Dal 1990 iscritto alla SIAE come autore della parte letteraria. Ha scritto per il teatro: Clochard, La Luna, il Retro Bottega, Storia di due Amanti, Sogno. Nel 1988 per il "Progetto Noto" ha realizzato il documentario: "Noto, una città per il cinema", con interviste a Camilleri, Placido, Ferzetti, Vasile e Deodato. Ha partecipato alla 44ª (1997) e alla 47ª (2003) edizione dei Premio Riccione per il Teatro. Dal 2006 Direttore Artistico dell'Associazione CulturArte.
È insegnante di Lettere.

copertinaPUBBLICAZIONE POSTUMA DI ANNINA RIZZA SCIFO
Disponibile da APRILE 2007
“E’ sera” è il titolo della raccolta di poesie di Annina Rizza Scifo, insegnante elementare scomparsa circa un anno fa, disponibile per i lettori da qualche giorno. Edito dalla Libreria Urso che valorizza e promuove gli autori locali, inserito nella collana “Araba fenice”, è la seconda pubblicazione dell’autrice fortemente voluta dai familiari, la prima, “Terra mia”, risale al 1997. “E’ sera”, lascia già trapelare lo spessore della raccolta. E’ il crepuscolo della vita, di questo l’autrice ne è consapevole e traccia il resoconto di quello che è stato il suo percorso. Lo fa con uno sguardo attento alla natura che spesso diventa pretesto per soffermarsi sulle stagioni della vita e accoccolarsi su se stessa. Ecco affiorare i sogni, talvolta frustrati come i suoi aquiloni che non si reggono più al vento della giovinezza; i ricordi, quello del padre che vede in fondo alla via e le indica la strada lunga e dritta, ma che scompare per una “precoce ed improvvisa grandine”, o delle ansiose manine e della “voce argentina di dolci perché” del figlio ancora piccolo che la portano a rivivere la fede e l’ansia della sua giovinezza. In questo ultimo scorcio del suo cammino si sente sola e stanca, i sogni si spengono ed allora si rivolge al compagno della sua vita e lo invita a fermarsi: “Fermati. Già e vicino il nostro tramonto/e non avremo più esami da fare./ Fermati. Parliamoci e ascoltiamoci/prima di iniziare il nostro viaggio”. Eppure, nonostante le fiabe appartengano ad un passato radioso, ecco un guizzo, non si arrende all’idea della vecchiaia come fine dei sogni, ma si sofferma sull’ultimo “soffio dell’estate già conclusa” o gode della tiepida carezza del sole di un “Trasparente mattino d’autunno” continuando nella sua ricerca: “Io sto cercando il cuore del mondo”. E’ la ricchezza dei contenuti e dei significati, al di là della cifra stilistica, la musicalità della lingua, la sonorità delle parole, la perfetta sintonia dei suoni con la materia trattata, è questo quello che arriva con immediatezza alla mente e al cuore del lettore e lo induce a riflettere sul significato della vita paragonata allo sfrecciare del treno:“Una corsa ebbra nel tempo e nel mondo./Dietro una scia di sogni/Chiari, più chiari,/ma sempre lontani”. Con lei la poesia diventa strumento duttile e docile alla interiore necessità dell’uomo di avere risposte ed è per questo che riesce ad indurre il lettore ad ascoltare la vita.

tiralongoGabriella Tiralongo
in LA SICILIA 31 marzo 2007

ALLE 18,30 DI SABATO 12 MAGGIO
A NOTO nella SALA GAGLIARDI - Via Cavour n. 91
Salvatore Salemi ha presentato Sisifu - Poesie siciliane
il libro di poesie di Benito Marziano
edito dalla Libreria Editrice Urso  
L’autore ha letto delle poesie Copertina Marziano
Coordinatore della serata è stato Francesco Urso

B. Marziano

Benito Marziano
Sisifu - Poesie siciliane
(Collana Araba Fenice n. 25)
pp. 64
, Euro 8,00 acquista

Schirinàlibro disponibile dal 21 dicembre 2006
AA.VV. , Da Versi a Nina Note di critica letteraria, Collana Mneme n. 20, pp. 164, Euro 10,00
organizzato una giornata di studio diretto a far conoscere a un vasto pubblico l’opera letteraria di Giuseppe Schirinà.

Il volume è stato presentato dal prof. Sebastiano Burgaretta aI Convegno, che si è tenuto ad Avola il 21 dicembre 2006, nella chiesa della SS. Annunziata, dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 15,00 alle ore 19,00 (L’opera letteraria di Giuseppe Schirinà).
Ricordiamo la partecipazione al Convegno di illustri relatori, tra i quali: Sebastiano Burgaretta (Docente, scrittore e saggista), Angelo Fortuna (Dirigente scolastico, scrittore e saggista), Giuseppe Liotta (docente di “Storia del Teatro” al Dams presso l’Università di Bologna), Salvatore Martorana (Dirigente scolastico, saggista, scrittore e studioso di letteratura), Pietro Poidimani (Presidente Globe Italia “Giuseppe Pitrè”, giornalista e scrittore), Salvatore Spoto (saggista, giornalista e docente di Italianistica presso la Terza Università di Roma), Carmine Tedesco (Dirigente scolastico, scrittore e saggista), Francesco Urso (Editore)

Patrizia TombaTomba PatriziaPatrizia Tomba, Emozioni e ballate della nostalgia (a cura di Giuseppina Rossitto), Collana ''Araba Fenice '' n. 26, pp. 72, Euro 9,00
Patrizia Tomba (Imola 1949) nutre fin dall’adolescenza la passione per la scrittura che sospende temporaneamente nel ’68 spinta da altre passioni. Laureata in Filosofia (’73) e in Scienze Politiche (’96) insegna fino al ’89 e successivamente, felicemente in pensione, si dedica a tempo pieno alla poesia, alla narrativa e agli scacchi e frequenta corsi presso l’Università “Primo Levi” e il Circolo di poesia “La Fattoria”. Partecipa a vari concorsi letterari riportando riconoscimenti e premi. Come socia fondatrice dell’Associazione “Lo Specchio di Alice” è molto attiva nelle collane di scrittura creativa a distribuzione interna. Oltre agli scritti inseriti in volumi collettivi, si ricordano i volumetti singoli: Una gran dama piccola piccola, Tragicamente al di là e al di qua della cattedra, Scene da un settecento per caso. Con l’Editore Mef ha pubblicato Maddalena, Ritratto di una spregiudicata dama del Settecento, Firenze, 2005. Vive a Bologna con la figlia a cui dedica questa raccolta di poesie.
In copertina:
Carla Nutini, acrilico su cartone, 50x70

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DISPONIBILE da dicembre 2006Linuccia
I sensi dell'anima
Linuccia Blanco
I sensi dell'anima,
2006
(n. 9 della Collana Opera prima
della Libreria Editrice Urso)
pagine 96, Euro 10,00
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Linuccia Blanco è nata a Siracusa il 21 maggio 1985. Vive a Busto Arsizio, nella provincia di Varese, dall’ età di due anni.
Ha conseguito la maturità classica ed ora frequenta la facoltà di Scienze Giuridiche presso l’ Università di Milano - Bicocca. La sua passione per la poesia risale ai primissimi anni della sua vita. Già all’età di cinque anni dettava alla sorella i suoi primi versi in rima. A quel periodo risale pure la passione per il canto e per l’imitazione di personaggi televisivi e della vita quotidiana. Durante il liceo ha seguito un corso di tecniche corali . Sogna di poter tornare a vivere in Sicilia ad Ortigia, in Siracusa. Tra i suoi poeti preferiti vi sono Neruda e Ungaretti e tra i pittori Matisse e Magritte.Ha ideato tutti i disegni di questa raccolta che contiene poesie composte fra il 1998 e il 2005.

Manna Giovannicopertina libro Giovanni MannaNOVITA' di ottobre 2006
della Libreria Editrice Urso

Giovanni Manna
Un "pianeta" da (ri)scoprire
Gela: la mia, la tua, la nostra città

pagine 88- EURO 10,00
N. 10 della Collana OPERA PRIMA

acquistaAcquistaUN LIBRO DEL GIOVANE MANNA
Viaggio tra realtà e fantasia

<<Pianeta da (ri)scoprire>> “Un pianeta da (ris)scoprire. Gela la mia, la tua, la nostra città” è il libro scritto da Giovanni Manna che a fine mese sarà in edicola.
Un viaggio, quello del giovane autore, che appare tinto di realtà e fantasia e che ha come meta e, al contempo, come punto di partenza, la città di Gela.
Un “buon gelese” sarà la guida del libro. Una guida non meglio identificata, un gelese che non è mai nato.
“Il protagonista – spiega Giovanni Manna – è una figura che si avvale dell’ironia per spalancare le porte di una realtà che spesso guardiamo, che certe volte osserviamo, ma su cui quasi mai proviamo a riflettere seriamente. Un’analisi bonaria ed ironica è quella da me descritta sulle abitudini quotidiane ed il dialetto della nostra città. Gela raccontata tra storia e fantasia, tra utopia e realtà. Dall’arrivo dei rodio-cretesi fino ai nostri giorni, sarà un crescendo di immaginazione”.
“In questo libro – prosegue il giovane scrittore gelese – ho voluto fare un’attenta quanto puntuale riflessione su quella che è la realtà attuale, si tratta di un viaggio che si sviluppa in due direzioni: quella geografica, con uno sguardo sulla città; l’altra temporale: con un viaggio nel viaggio che ripercorre quella che è la nostra storia in chiave fantasiosa, ma nello stesso tempo reale”.
Nell’occasione, l’introduzione del libro è stata curata da parte del professore Luciano Vullo. Giovanni Manna, 25 anni, autore del libro, ha conseguito lo scorso anno la laurea in lettere classiche presso l’Università di Catania ed ha anche partecipato al Master in Creative and Professional Writing presso l’Istituto Europeo Design di Milano.

Laura Mendola
in LA SICILIA 14 ottobre 2006

NOVITA' DI SETTEMBRE 2006
Tra lampo e tuono
di E. Camaggi

Enrico CamaggiCopertina CamaggiCome fossimo ormai / storie sognate”, leggiamo in Inamato amore, una delle poesie della silloge Tra lampo e tuono di Enrico Camaggi, opera appena pubblicata a cura della Libreria Editrice Urso di Avola. E ci sembra che in questi versi si possa racchiudere la cifra dell’intera silloge. Rivive una storia d’amore, Camaggi, ma come fosse stata soltanto sognata, perché di quell’amore gli sono rimasti solamente i ricordi e le lancinanti ferite “della feroce dolcezza di una femmina ” (Mantide). È il racconto di un unico lungo lamento d’amore, e la sua unitarietà ci sembra volutamente rafforzata dalla totale mancanza di punteggiatura e di maiuscole. È un ricordo-rimpianto, vogliamo qui far risaltare la fusione in uno dei due sentimenti, e con il trattino d’unione come piacerebbe al Nostro, che fa frequente uso di questo piacevole e originale espediente. Un ricordo-rimpianto, dicevamo, che qui ben rende il senso di un amore perduto che, pur nel dolore dell’ora, ora che è perduto, è perciò stesso bellissimo, perché proprio gli amori perduti sono  sempre i più belli.

E ci racconta, il poeta, situazioni e momenti di questo suo tormento, di “questa stanchezza / malata di miraggi infaticabili” (Nell’insonnia), con un linguaggio efficace, ricco di invenzioni linguistiche: dicevamo dell’uso frequente di parole legate dal trattino, ma anche di ancor maggiore originalità, ci sembrano, le fusioni di parole, come quella “carteparole semplici e crudeli” (Un altro giorno), che qui ci sembra studiata allo scopo di rallentare il ritmo del verso, a fare più “crudeli nel “gioco” le parole.

È una poesia, quella di Camaggi, che si legge d’un fiato, e si rilegge con grande interesse perché ci si sente coinvolti nella sua passione non estinta e nel ricordo piacevole e doloroso di essa.

MarzianoBenito Marziano
Noto, 8/9/2006

Enrico Camaggi, Tra lampo e tuono (Libreria Editrice Urso, Collana ''Araba Fenice'' n. 23), 16°, pp. 64, Euro 6,00. compra

Lucia SortinoNOVITA' DI AGOSTO 2006
Lucia Sortino, Il difficile cammino della mia vita

2006, 8°, pp. 56, Collana Cammini n. 2 della Libreria Editrice Urso, Euro 8,00
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UN REGALO PER LUCIA •Vorrei che la vita iniziasse un po• a ragionare, il più delle volte anche lei sbaglia ed assegna dei compiti difficili ed importanti a persone molto più piccole e fragili del compito stesso•• E• con questa meditazione sulla vita che Lucia Sortino  riporta alla mente i suoi 11 anni, quando un dolore allo stomaco iniziò a torturarla. Forse dolori mestruali? Forse appendicite? Fino a giungere al 26 dicembre del 2002 in cui la risposta fu una, secca e immediata e priva di remissioni di peccati: CANCRO. La giovane Lucia, ora 17enne, nel suo libro-confessione non tralascia nulla. •In alcuni dei miei ricordi mi ci vorrei infilare dentro per rifare quelle cose compiute da bambina, senza problemi, spensierata e felice come un tempo, quel tempo che non aveva lo stesso odore di quello di ora, quel tempo che rimarrà sempre in me•. Il ricordo della sua infanzia le dà forza di vivere. Ma la sensibilità di Lucia è smisurata. Così nonostante in lei vi sia un cancro che giornalmente la divora, si dà pena per i bambini affetti dallo stesso male , rivolgendosi al •cancro• con queste parole: •io vorrei fare fuggire da te ogni piccolo bambino ma non posso•..quando penso ai miei piccoli amici morti a causa tua, mi sento quasi in colpa per esser stata più forte di loro. Io avrei voluto sconfiggerti non solo per me ma per tutti gli altri•..perché t•intrufoli nei bambini?• Il cuore di Lucia è così sensibile e pieno d•amore, che arriva al punto di chiamare quelle piccole vite strappate dalla morte: •Eroi•. Scolpendo il loro ricordo nel cuore. In mezzo a tale sofferenza, non da poco, Lucia osserva la vita con estrema accuratezza. E saltano fuori delle grida con domande figlie di una lunga meditazione: •Una persona lotta per la propria guarigione, lotta tanto, prova tanti dolori, perde anni della sua vita in un letto, e poi il premio qual è? LA MORTE•. Carmela Monteleone

eros e agapeNOVITA' DI LUGLIO 2006
DELLA LIBRERIA EDITRICE URSO

Gioacchino Scorsonelli, EROS e AGAPE - UN CAMMINO SPIRITUALE (Collana 'CAMMINI'' n. 1), pp. 72, Euro 9,00
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Ho sempre coniugato la ricerca artistica con l’esigenza di esprimere il mio cammino spirituale; un itinerario umano, artistico e spirituale in cui il percorso interiore e quello artistico interagiscono verso la ricerca dell’assoluto. Ho iniziato creando composizioni astratte con segni, spazi, co-lore e luce che tendono all’infinito, ma poi, osservando la natura, ho cominciato a dipingere i fiori che sono sublime espressione della bellezza del creato, sono completi in sé, sono pieni di vita, Scorsonelliluce e colore, sono un microcosmo perfetto rappresentativo del macrocosmo dell’assoluto e dell’infinito.
I miei quadri si trovano presso collezioni private: Sicilia (Noto, Siracusa, Comiso, Ragusa, Agrigento, Catania, Palermo); Firenze, Bologna, Torino, Milano, Venezia; Parigi, Ile de Ré, Royan, Toulouse (Francia); Lippstadt (Germania); Hartford (USA); Santa Fe (Argentina).

Pubblicazioni:
1992 – AA.VV., Tracce di lettura, Zangara Stampa Siracusa
1997 – L’educazione creativa… Giocando con pennelli e colori,
Comp-graphica ’85 Noto
1998 – L’atto creativo – La pittura e la scrittura, Comp-graphica ’85 Noto
2001 – AA.VV., Bisogni di libertà e vita urbana, Editrice Istina Siracusa

GIOACCHINO SCORSONELLI

copertina Rossitticopertina "Vita nei campi..."
...disponibile per il pubblico, edito dalla libreria editrice Urso, è la raccolta di poesie che segna l’esordio di Giuseppina Rossitto. Avolese, da tempo residente a Bologna, dove si è trasferita dopo la laurea in Scienze Politiche, Giuseppina Rossitto si dedica alla poesia quasi per gioco, senza averne consapevolezza, in un periodo in cui avverte forte l’esigenza del cambiamento. Il suo è un fermento interiore che muove verso risposte che possano dare una svolta alla sua vita, risposte che trova proprio nella poesia utilizzata per rimaneggiare le immagini estemporanee che la quotidianità le offre. Gli squarci si elevano grazie al lirismo e diventano pian piano un processo di consapevolezza che le schiude la via e le permette di guardare avanti. Il suo è un viaggio interiore che a volte è fuga da una realtà dura e triste, a volte ritorno, a volte recupero, più spesso ricerca di rinnovamento, “Voglia di sgomberare cantine e solai/ e riscoprirsi artista che la materia muta in anima”. Il legame con la sua terra è fortissimo, della Sicilia sente i contrasti e le contraddizioni che supera a Bologna, città che riesce a darle un profondo senso di equilibrio, ma “Nel cammino imparai a legare le due terre/e non ne persi né rimpiansi alcuna./ Capii nel tempo che esse erano madre e padre,/ nascita e vita, entrambe da amare.”. Della Sicilia apprezza la sfida, che talvolta si traduce in illegalità, spesso indice di energia vitale quella stessa che riscopre nel paesaggio che osserva attentamente dal finestrino del treno. La strutturazione della raccolta in tre sezioni corrisponde un po’ al percorso interiore dell’autrice che ha cercato in questo modo di organizzare una consapevolezza che si tramuta in un documento poetico che raggiunge toni molto elevati nell’ultima parte, “Squarci di immagini introspettive”. “Primavera nei campi incolti e inariditi” meglio di ogni altra, è la lirica che traduce questo desiderio di venire fuori dalla propria lacerazione anche se ancora l’energia vitale non si è tradotta in azione concreta. In “Muri a secco” una delle ultime poesie, si percepisce il cambiamento, la vita che continua, anche se il desiderio si traduce nel guardare non i campi verdi e rigogliosi, “ma all’immenso mare e alla mia piccola casa”. Il mare come una metafora, entità che mette in contatto, come elemento di comunicazione. I tempi dell’isolamento sono finiti e anche se l’autrice si ripara dietro ai muri a secco, ultimo baluardo di difesa dalle intemperie della vita, già “respiro a occhi chiusi/ e sento i profumi che/ riconosco, uno ad uno./ Ascolto il vento e sento un nuovo tempo”.
Gabriella Tiralongo
in "LA SICILIA", venerdì 26 maggio 2006

Fernando Buscemi, Storia della Rebetika, (Collana Mneme n. 19), pagine 128, ill., Euro 13,00acquista

DALLA PREFAZIONE
DI Marilena Tamiolaki

Storia della Rebetika[...]Vedere pubblicata la storia della rebetika in Italia mi riempie di gioia e commozione non solo perché sono greca ma anche perché appassionata di questa musica e affascinata dalla filosofia di vita che ha accompagnato il rebeta durante il suo cammino.
I tempi sono cambiati da allora, la nostra vita è diventata più facile per certi versi e più difficile per altri, e rivisitare le vie d’espressione scelte da certi gruppi di persone emarginate (spesso volontariamente emarginate), per esprimere il loro disagio personale e sociale ci fa riflettere e ci permette di seguire il loro percorso non come semplici spettatori ma da attori, grazie al confronto fra noi stessi così diversi, così sicuri della nostra esistenza stabile e regolare, con i rebeti la cui vita era fluida e piena d’incertezze.
Leggendo le pagine di questo libro mi sono sentita trasportare lentamente in altri tempi, in altre atmosfere quasi magiche, a volte forti e drammatiche, a volte dolci e romantiche, dove la personalità dell’individuo veniva messa in primo piano rispetto al bisogno economico e dove i rebeti preferivano l’emarginazione ad un’esistenza al servizio del dio denaro. Ed ho sentito il bisogno di mettere su un disco ed ascoltare per una volta ancora canzoni già mille volte ascoltate, che ti fanno rivivere episodi di vita che non sono tuoi ma che stranamente senti che ti appartengono, forse perché toccano delle corde particolari della tua esistenza, oppure ti fanno semplicemente ricordare fatti della tua vita simili a quelli descritti nei testi.(Continua...)

Dipietro dialettoSalvatore Di Pietro, I perché del nostro dialetto. Storia linguistica e sociale della Sicilia, con annessa grammatica dialettale avolese e netina (Collana MNEME n. 17, Libreria Editrice Urso), pagine 208, Euro 18,00 acquistaAcquista
[...]Il presente lavoro è il frutto di anni di osservazioni, di ricerche, di annotazioni, di semplici intuizioni e di domande rimaste senza risposta.
L’idea di una storia linguistica della Sicilia non è certamente originale, tuttavia si rende necessaria per meglio osservare le linee evolutive del dialetto siciliano. Esso, difatti, ha subito le influenze degli idiomi di numerosi popoli, ha recepito le novità linguistiche provenienti dagli emigrati ritornati sull’isola, ha soggiaciuto agli adattamenti semantici impostigli dal gergo mafioso ed è stato spesso vituperato e messo al bando dalla scuola...
dalla Prefazione di Salvatore Di Pietro

Momenti...GrazianaGraziana Scaffidi, Momenti di poesia, 2005, pp. 48, Euro 7,00, (Libreria Editrice Urso - Collana Opera prima - poesia ragazzi n. 8).
Graziana Scaffidi, nata ad Avola il 12 luglio 1995, ha iniziato a scrivere le sue prime poesie quando ancora frequentava la 2ª elementare.
Ha partecipato ad alcuni concorsi, classificandosi anche ai primi posti a livello nazionale, come nel caso del concorso "L'Usignolo d'Oro".

Graziana Scaffidi in questo libro di poesie esprime sentimenti d’amore, d’amicizia e di pace, e lo fa con semplicità e convinzione. Gli argomenti che tratta sono di grande valore umano: la famiglia, e con essa un pensiero particolare è dedicato alla donna, alla mamma ed al papà, la guerra che ormai da molto tempo caratterizza il mondo e, soprattutto, i rapporti tra gli uomini, l’era consumistica presente in questi ultimi anni, che ha fatto della Terra da paradiso terrestre a luogo quasi invivibile per via del forte inquinamento che essa ha dovuto subire nel corso degli anni proprio per l’opera ingrata dell’uomo.
dalla PRESENTAZIONE di Martino Miucci (classe 5ª A Scuola Primaria II Circolo 2005/2006– Avola)

recensioni
“Ormai riesco ad apprendere solo da vecchi e bambini”, dico.
“Ovviamente, sono il passato e il futuro...”, mi risponde annuendo e con compiaciuto sorriso Ermanno Leo, il chirurgo, pochi momenti prima che apra col bisturi il mio addome per eliminarci il male.
L’anestesia mi addormenta quando ripeto ad alta voce i versi di “Risarcimento”, poesia di Gesualdo Bufalino.
Me ne ricordo mentre Ciccio Urso mi fa dono dell’ultima sua apprezzata novità editoriale: un libro di poesie di una bambina, presentato da un bambino.
In copertina sul bel colore verde è riprodotto un disegno dell’autrice: una finestra aperta (al di là della quale si intravedono due alberi), un camino acceso, una sedia dietro uno scrittoio sul quale giacciono un lume a candela acceso, un calamaio con penna d’oca, un libro aperto con segnalibro.
La semplicità espressiva del disegno già dispone bene alla lettura: il disegno ben fatto è indice di una sensibilità dell’autrice che si rinviene anche nei versi.
L’introduzione è di Martino Miucci, un bambino di dieci anni che ben conosco e che per giudizio, maturità, simpatia, posso definire un piccolo già grande.
Martino si avvede da subito che i versi della sua coetanea, trattano “argomenti di grande valore umano” ed esprimono “sentimenti d’amore, d’amicizia e di pace”. La chiusura della presentazione è una vera e propria fulgurazione: “Vorrei tanto che tutti i potenti della terra leggessero poesie come queste".
Dopo che Martino Miucci è riuscito a mettere il “mare nel bicchiere” è difficile dire qualcosa di più sui versi di Graziana Scaffidi, bambina di Avola, nata nel 1995, che già da vari anni scrive poesie.
La raccolta inizia con un inno alla festa della donna, “si regala la mimosa /al posto della rosa” e e prosegue con un desiderio di pace, “è un sogno / di cui tutti abbiamo bisogno/... e significa esprimere amore...” Poi continua col colore del cuore “rosso, un segno d’amore”.
Non mancano versi dedicati ai genitori, alle stagioni liete, al degrado della società (“ Mondo perso”) e agli eroi di Nassirya, “Eroi sono rimasti / nei nostri cuori rimarranno/amori vostri”. E poi a conclusione un inno al “fiore” metafora alternata della rosa e della mamma con un gioco di parole che si fa apprezzare.
E’ “amore” il vocabolo che più ricorre nei pensieri scritti di Graziana: amore in senso lato, per la vita, verso i congiunti, verso i simili, per la pace.
Avevo dedicato i miei Gusci di mandorle “ai bambini, perché ricostruiscano”.
Graziana e Martino hanno raccolto il testimone.

Giovanni StellaGiovanni Stella

ScheggeCarmela Monteleone, Schegge… di un copione ingabbiato, (Libreria Editrice Urso, Collana Araba Fenice n. 21), Avola agosto 2005, pagine 64, Euro 8,50

Nel teatro della mia mesta vita
non riesco a gestire il dramma
che popola l’immenso tendone.
Ignara del prossimo ruolo da svolgere
mi muovo lentamente e intimorita
che la strada intrapresa
sia solo piena d’assurde bestialità
o addirittura inutile.
Schivo i colpi meschini del nemico
come meglio sa fare il mio essere
e traccio un linguaggio restìo
forse l’archetipo di un archivio
impolverato, sperduto, rinnegato
che nessuno mai toccherà.
Il tendone è pieno di polvere.
Quanti attori come me popolano la vita?
Carmela Monteleone

CiccioCarmela MonteleoneLa nuova via dell’editoria siciliana passa per Avola. Ciccio Urso, gentiluomo avolese-netino e libraio dell'esagono mi ha presentato Carmela Monteleone quasi per caso, durante una mia fugace apparizione in piazza. "Scrive, sai?”, mi aveva detto durante l'uggia di un lontano mese d'inverno, evidentemente compiaciuto di questa sua indiscutibile funzione di "talent-scout" letterario. Poi una sera mi telefona Carmela, chiedendomi scusa per il disturbo: “Potrei farle leggere qualcosa?”. Da quel momento è nata una vera e propria collaborazione letteraria, ma si potrebbe meglio dire un approfondimento delle tematiche della sofferenza, del patire di ogni giorno.
Carmela Monteleone sposa il suo disagio di vivere e lo porge garbatamente all’attenzione degli "altri", per fornire una chiave di lettura che faccia luce sulla esistenza di ciascuno di noi. A una prima analisi potrebbe apparire un pensiero pessimista, privo di luce. Ma bisogna scavare. È un po' come imbattersi in quei "Lied" di Mahler che di primo acchito non coinvolgono l'ascoltatore, per poi rendersi conto che la luminosità che sprigionano è fruibile, vera, scevra da additivi emozionali.
La scrittrice definisce la vita come "un immenso tendone", quasi fosse un circo dove ciascuno recita il proprio ruolo, bestia o domatore che esso sia. Dietro il nylon della tenda, la paura di vivere, materica, che si scontra con un'anima ferita, ma sempre disponibile a riprendere il volo.
Sottofondo a tutte le liriche, c'è il "basso continuo" di una composizione orchestrale incisiva, la mancanza dei propri cari. L'umana carenza di affetti stride col percorso quotidiano, pur dissolvendosi nei gioiosi momenti vissuti con i propri nipoti e la particolare predilezione per il proprio fratello, sempre prodigo di aiuto.
Poi l'invito al silenzio, per rompere un frastuono fatto di "parole inutili".
L'autrice dispone abilmente le tessere del mosaico della vita, malgrado la “passione" offertale dai suoi dolori sia forte. C'è un progetto di fondo, razionale, inequivocabile, che la spinge ad appellarsi a un mondo, illusorio sì, ma nel quale deve pur esserci qualcuno pronto a bloccare la caduta libera di chi soffre. Le pagine sono intrise di sincero realismo: "Esco da casa/ e indosso la maschera/ che regala a chi m'incontra/ il volto del sorriso. Rincaso/ e appendo la maschera a un chiodo/ Mi specchio/ C'è il mio vero volto/pallido/cupo/fragile".
Carmela fornisce l'unica chiave di lettura gestibile in un'esistenza sempre più complessa da decifrare: accettarsi. Accettare se stessi perché non è stato ancora inventato, anche se una società spietata e avida di materia indurrebbe a pensare il contrario, "un microchip a forma di cuore che si possa programmare a proprio piacimento", come se si cambiasse un canale per sfuggire alla pesantezza della quotidianità.
La scrittrice-poetessa esterna dubbi, consegna frammenti da conservare nell'intimo della propria anima, spinge alla autoanalisi attraverso la forza di ogni parola. E riesce a farlo anche quando il tracciato autobiografico s'inerpica lungo la mulattiera di quelle storie comuni incontrate in un ospedale, in compagnia del proprio male, sperando che la vita non possa e non debba essere "una partita persa fin dall'inizio".
Roberto Rubino

copertina libro DoratoRoberto Dorato, Un incontro a primavera, Libreria Editrice Urso - Collana Opera Prima N. 5, novità maggio 2005, 8°, pagine 80, Euro 10,00 acquistaAcquista
Franca è una bella donna di trentasei anni rimasta vedova. Lavora come stilista in una casa di moda con sede a Bologna. Inaspettatamente, un giorno, viene invitata a Noto per un viaggio di affari e all’aerporto di Catania incontra Roberto Donetti, commercialista e uomo di grande fascino, col quale condivide il taxi che conduce entrambi nella città barocca.
In un intreccio di avvenimenti e confidenze, sullo sfondo di rare bellezze architettoniche e di paesaggi primaverili, complice l’incanto dell’Infiorata, essi vivono intense emozioni.

Roberto Dorato nasce nel 1966 a Siracusa. Attualmente vive e opera a Noto, dove svolge la professione di Guardia Particolare Giurata. Dal 2003 appartiene al Corpo Internazionale Volontari Baschi Blu d’Europa.
Scrive da tempo e, da poeta, ha partecipato alla seconda edizione dell’Olimpiade della Poesia (Avola 2004).
E’ in fase di pubblicazione una sua raccolta di poesie.


Corrado Bono

Collana OPERA PRIMA
Corrado Bono, Frammenti di luce, 2004, 8°, pp. 60, Euro 7,00 acquistaAcquista Frammenti di luce
DALLA QUARTA DI COPERTINA
Riteniamo opportuno dover ringraziare Corrado per questa novella epifania di parole, storicamente inglobate, sotto veste poetica, nel cinquantunesimo libro della nostra casa editrice, in questa collana intitolata “Opera prima”.
Le sue poesie, che qui abbiamo raccolto, sanno esprimere con gioia e con serenità il credo in valori che il nostro amico poeta scriverebbe con tutte le lettere al maiuscolo, valori che sono, poi, la migliore tradizione culturale e di vita di quanti, sensibili e speranzosi, vivono in questo mondo.
Non possiamo che rispettare questa, e anche ogni altra, visione del mondo nel nostro intendere con flessibilità la letteratura e la complessità della vita.
Noi che siamo impegnati nei vari mitici incontri diurni (e anche notturni), noi che riusciamo a creare eventi significativi di costante promozione umana, confortati, sempre, dal sostegno dei numerosi, che ci seguono anche attraverso la “virtuosità” delle nuove comunicazioni, siamo sempre accompagnati dai contributi poetici di Corrado.
Nell’augurare una larga diffusione e lettura di questo libro, auspichiamo ulteriori manifestazioni e rivelazioni di grazie e di gioie a Corrado e ad altri coraggiosi quanto lui nel guardare con un occhio sempre diverso, da poeta, questo mondo che comunque ci appartiene.
Un pizzico di sana follia ci guiderà e ci aiuterà, obbligatoriamente, in questo gioco quotidiano, che potrebbe essere la cosa più seria della vita.
Le illuminazioni, poi, di cui abbiamo tutti tanto bisogno, coi loro Frammenti di luce, e le loro apparenti casualità, non possono che far bene a quanti di noi sono in cammino, ora, e da sempre, nell’arco-baleno della vita.
Francesco Urso
Libraio Editore in Avola


Paolo Rizza

Anonimo, Due danze per liuto. Trascrizione inDue danze per liuto notazione moderna di Paolo Rizza,(Libreria Editrice Urso, Collana Euterpe n. 1, 2004, 8°, Euro 2,00) acquista
Il termine revisione è indicato come l'insieme degli interventi rivolti affinché un testo musicale antico possa adeguarsi alle convenzioni grafiche e alla prassi di una esecuzione moderna. Il termine trascrizione: procedimento secondo il quale si riportano in notazione corrente musiche scritte con antichi sistemi (neumi.intavolature) adottando le diverse chiavi di interpretazione che la paleografia musicale ci offre. Fatta questa breve premessa, mi è caro ribadire che spesso la trasposizione sul nostro strumento di brani concepiti per altri strumenti e addirittura più antichi della chitarra, comporta il più delle volte delle notevoli difficoltà, sia per ciò che riguarda il movimento delle parti (voci), sia per quella che viene definita ad una adeguata diteggiatura. L'autore, in questi lavori ha certamente considerato e vagliato tali problemi creando quell'osmosi necessaria che rende da una parte il rispetto del testo originario e dall'altra la consapevolezza di una esecuzione sul "nuovo" strumento.
S. Daniele Pidone

Copertina "Le mie poesie"Venerando Argentino , Le mie poesie, 2004, 8°, pp. 50, Euro 7,00 (Collana OPERA PRIMA N. 1) acquista

C'è un tempo giusto per ogni cosa (anche se giustamente "il tempo non esiste") e Venerando ritiene di aver tentato fino ad ora tutte le strade della scrittura, ma non la più giusta; allora vuole scommettere con la carta stampata, perché (non vi pare che sia così?), un libro è sempre un libro. Venerando però ricorda anche, che tiene sempre a mente le sue poesie e, se volete, ve le può recitare quando volete, come facevano i poeti di una volta. Oggi, con la concretizzazione del suo più grande sogno, la pubblicazione delle sue poesie, davanti a lui si apre l'infinito.
Francesco Urso
Libraio Editore

Io sono un mosaico
formato da mille pezzi
e in altri mille mosaici
c'è un pezzo del mio mosaico
.

Venerando Argentino

Lilia UrsolacrimeCollana LA LAUREA IN TASCA
Una parte della tesi di laurea (o tutta la tesi), da proporre in lettura agli amici più cari. …Con la certezza di due cose in tasca, la laurea e un libro. Si chiude un percorso e se ne comincia un altro, forse più impegnativo.

1) Lilia Urso, Lacrime eroiche – lacrime umane, 2004, 16°, pp. 70

[...]Esporre in breve le idee che i Greci hanno elaborato nel corso dei secoli intorno al male, e ai temi ad esso inscindibilmente connessi della libertà, della colpa e della sofferenza, è un compito estremamente arduo. L’unica via percorribile è quella di scegliere alcuni filoni di quella cultura, che è tanto ricca e stimolante da essere ancora alla base della civiltà moderna e contemporanea, trascurandone alcuni, che pure sono tutt’altro che privi d’interesse. Sembra necessario dare la parola ai poeti, sia perché il linguaggio simbolico della poesia è particolarmente adatto a trattare il tema della sofferenza sia perché dei miti da loro elaborati anche i filosofi e letterati di ogni genere si sono nutriti.
La civiltà greca, come le altre grandi civiltà, ha avuto coscienza dell’universalità dell’esperienza del dolore...

Lilia Urso

Una vita, di StellanuovoStella Giovanni, Una Vita. Opere (1989-2003) (Libreria Editrice Urso, Collana Omnia 1), pagine 1321, Euro 22,00

Dalla INTRODUZIONE di Salvatore Martorana
[...]Avrà certamente un posto in una rassegna dell'attività letteraria della seconda metà del XX secolo Giovanni Stella, la cui opera, quale a tutt'oggi risulta, si raccoglie nel presente macrotesto. Questo offre il vantaggio al lettore di oggi e di domani di leggere l'opera come è stata data alle stampe dall'autore stesso, e di situarne le singole parti al posto a ciascuna pertinente nella successione cronologica, sì da poterne cogliere l'iter compositivo in uno all'evoluzione e alla maturazione tematica e stilistica. Questa è la ratio che guida il presente lavoro di presentazione che prescinde dalla distinzione fra prosa e versi per privilegiare, appunto, le fasi dell'estrinsecazione del mondo interiore dell'A. Altro vantaggio di notevole importanza è dato dalla possibilità di individuare, con approssimazione molto vicina alla realtà, la data di inizio della produzione di G. Stella, stante che riferimenti temporali quasi precisi si leggono fra le pagine stesse dell'A. il quale nell'Indice della prima raccolta di versi -
Miraggi - indica la data di composizione dei primi componimenti: 1967-1968.

MarzianoBenito Marziano, Don Agostino Salvìa e altri racconti ( Collana Mneme n.16, Libreria Editrice Urso), pagine 112, Euro 10,00 compra
[...] A me pare che con Don Agostino Salvìa e altri racconti siamo davanti a un piccolo opus di bella scrIttura, a una sorta di minuscolo scrigno d'arte che contiene e rivela note alte di umanità e di apertura mentale e affettiva, che toccano vivamente il lettore. Temi e motivi dei racconti sono gli stessi che riguardano tutti gli uomini di ogni tempo e luogo, come dimostrano peraltro vari echi letterari di matrice diversa affioranti qua e là, da una parte, e riferimenti a problemi peculiari del nostro tempo, dall'altra. L'asse portante di tutti i racconti sembra essere il dramma dell'esistenza umana, che si gioca tutto sul filo bipolare intercorrente tra comunicabilità e incomunicabilità.
Dalla presentazione di
Sebastiano Burgaretta

 

 

Salvatore Salemi è professore di Italiano e Storia
al Liceo delle Scienze Sociali di Noto
e si è da sempre occupato di autori siciliani,
nonché di poesia dialettale
di questo angolo siracusano di Sicilia.
Regaliamo al vostro piacere di leggere
la sua prefazione all'ultimo libro di Giovanni Stella
appena pubblicato dalla nostra Libreria Editrice
col titolo Il rigattiere e l'avventore
nella collana Mneme (pp. 192, Euro 13,00)


RigattiereIl rigattiere e l'avventore: trovo efficace questo titolo che, frutto della feconda fantasia di Stella, rivela la caratteristica fondamentale del presente libro. Infatti, a somiglianza di un rigattiere che acquista e accumula roba usata per poi rivenderla, l'autore ha voluto riunire nel volume, per offrirli al lettore - avventore, alcuni suoi scritti sicuramente non inediti, essendo già stati pubblicati in varie riviste. D'altra parte, come di vario genere si presentano i vecchi oggetti che il rigattiere vende nella sua bottega, così diversa è la natura degli scritti: sono ritratti di uomini noti, conosciuti dall'autore nelle più disparate circostanze; descrizioni di luoghi e di città, svolte con acuta sensibilità estetica; testi polemìcì su questioni varie, principalmente sul tema della giustizia; e ancora resoconti di conferenze e di convegni di carattere professionale ed elogi di amici.
Opera per così dire "di seconda mano" - a volere usare un'espressione particolarmente icastica, ma priva di qualsiasi connotazione negativa - Il rigattiere e l'avventore si presenta, dunque, come una sorta di miscellanea di prose, tra le quali occupano un posto di rilievo, e non solo per una ragione numerica, gli scritti che rievocano incontri con personaggi di indubbia fama, stimati e ammirati dall'autore: da Nunzio Bruno, artista e custode delle tradizioni popolari siciliane, al professor Coppi, avvocato principe del foro; da Lucio Mariani, prestigioso dottore commercialista di Roma e fine poeta, a Gian Paolo Manganaro, di origini avolesi, docente di letteratura italiana all'università di Lille, esperto traduttore in lingua francese, nonché profondo conoscitore e critico di Gadda, Calvino e Consolo. Ma il libro lascia spazio anche al ricordo, spesso commosso e appassionato, di persone comuni: tale è Liena, la ragazzina della Bielorussia conosciuta da Stella durante un soggiorno ad Avola, ospite di una famiglia della città; tale è ancora "mamma " Concettina, suocera dell'autore, rievocata in una pagina toccante per le sue doti di saggezza e