 Gioacchino Scorsonelli
Viaggio nell’invisibile
2012, 8°, pp. 88
Collana CAMMINI n. 9
€ 10,00
ISBN 978-88-96071-95-3
Il volume edito da Francesco Urso
«Viaggio nell'invisibile» di Gioacchino Scorsonelli
L´ultima fatica letteraria di Gioacchino Scorsonelli conduce il lettore ...
«Viaggio nell'invisibile» è il titolo dell'ultimo fatica letteraria di Gioacchino Scorsonelli, edito da Urso.
Un libro che conduce il lettore in un percorso che gli fa acquisire l'abilità a trasformare la vita secondo le sue intenzioni, di scegliere il tipo di vita che vuole vivere.
Una lettura scorrevole che consente di prendere decisioni concrete ed efficaci invece di vivere avanzando alla cieca.
I due protagonisti, per poter dare una risposta al perché viviamo e moriamo, intraprendono un viaggio che dalla loro realtà artistica, pedagogica e psicologica li porterà ad un nuovo mondo invisibile e fantastico.
«Le coincidenze - dice l'autore - costellano la nostra giornata, talvolta sconvolgono i nostri piani e ci cambiano la vita. Troppo ancorati al mondo fisico, non riusciamo ad attingere all'immenso potenziale di quello spirituale, che pure continua a bussare alla nostra porta. Noi tendiamo a sottovalutare questi messaggi che provengono dall'universo, se invece ci fermiamo a riflettere scopriamo che tantissimi avvenimenti apparentemente fortuiti sono importantissimi nella nostra vita, per la nostra evoluzione, per l'ampliamento e l'elevazione della nostra coscienza, per il nostro cammino spirituale». Tutto questo è il sincrodestino, quello che aiuta a trovare il significato del mondo, a comprendere la connessione che unisce ogni cosa, in quanto tutti siamo interconnessi non solo tra noi, ma anche con il tutto. Il sincrodestino ci fa acquisire l'abilità a trasformare la nostra vita secondo le nostre intenzioni».
Gioacchino Scorsonelli è un pittore autodidatta, i suoi quadri si trovano in alcune collezioni private in Italia, Francia, Germania, Argentina e Stati Uniti. Conduce a Noto e a Siracusa atelier di pittura finalizzati alla strutturazione dell'io dei bambini ed all'integrazione del sè degli adulti.
Ha pubblicato «L'educazione creativa, giocando con pennelli e colori»; «Eros ed Agape»; «Violetto», fiaba online.
Carmen Orvieto
12/12/2012 , pagina 42
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Salvatore Di Pietro
Il cancello chiuso (Ingresso gratuito)
2012, 8°, pp. 80
Collana Mneme 37
ISBN 978-88-96071-92-2
€ 10,00
Chi ha avuto l’opportunità e il piacere di leggere la recente raccolta di racconti dal titolo Nella valle dell’ozio di Salvatore Di Pietro, sa che al Nostro piace giocare un po’ con il lettore, avvincerlo e a volte un po’ confonderlo con situazioni spesso strane che si snodano fra l’ironico e l’assurdo. Non si sorprenderebbe, pertanto, leggendo, come io non mi sono sorpreso, questa sua primizia, Il cancello chiuso, un racconto inedito che scorre nello stesso alveo gradito dalla penna del Nostro.
Qui, anzi, il gioco si spinge ancora più oltre in direzione del paradosso: il protagonista giunge presso un cancello chiuso al di là del quale c’è una strana città nella quale riesce a entrare soltanto scavalcando quel cancello che il custode, ripetutamente invitato ad aprirgli, non si è preoccupato né di farlo né di rispondergli.
Si viene così a trovare in una città di morti, che è appropriata metafora (nel sentire, non senza qualche ragione, di Di Pietro), della città dei vivi nella quale il protagonista vive...
Benito Marziano |
GIOVANNI GANGEMI
Il papiro di Akhenaton
2012, 8°, pp. 360
Libreria Editrice Urso
Collana MNEME n. 36
€ 25,00
ISBN 978-88-96071-55-7

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NELLE LIBRERIA EDITRICE URSO
LO PAGHERAI SOLAMENTE € 20,00 |
Davide Scamporlino
Ciò che un cuore, in continuo andare, sente di dire
2011, 8°, pp. 56,
€ 9,00 
ISBN 978-88-96071-41-0
È il messaggio di un giovane, che tende la mano al mondo dei “grandi”, a volte superficiali, testardi, autoritari, incosapevoli del tesoro che si nasconde nei mendri più profondi della psiche giovanile, incapaci di tendere loro la mano impegnati, come sono, a mantenere machiavellicamente ricchezza e potere.
Maria Concetta Iacono
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Dal 15 novembre 2011 in libreria
Benito Marziano
Randagi - Sei racconti
2011, 8°, pp. 88
Collana Mneme n. 35
ISBN 978-88-96071-52-6
€ 10,00 
DALLA PREFAZIONE
Perché “randagi”? Si tratta di cani? No... Non proprio. Si sarebbe potuto scegliere allora tra tanti altri aggettivi, per così dire, meno equivoci: derelitti, emarginati, vagabondi, erranti, solitari. Benito, tra tutti, ha scelto, come titolo della sua ultima raccolta di sei racconti, “Randagi”. Quasi a indicare che tra l’uomo e il cane non c’è solo un rapporto di amicizia e di fedeltà, ma anche un’inconfessabile condizione esistenziale di prossimità: il rischio incombente dell’abbandono.
I randagi sono randagi, possiamo dire, riprendendo l’adagio del cinico Antistene, che esprimeva tutta la sua filosofia riduzionista nel concetto “l’uomo è l’uomo”. Nel nostro caso, non può esaurire il concetto nessun altro aggettivo che non sia, appunto, randagi. Perché i vagabondi, i derelitti, gli emarginati, non sono tali se non sono stati in qualche modo abbandonati, allontanati dal loro mondo. Da qualcuno, da qualcosa. Come quei dieci pianeti che Takahiro Sumi dell’Università di Osaka ha recentemente scoperto nella Via Lattea, vaganti per la Galassia perché espulsi dalla stella di riferimento. Non a caso, definiti mondi “orfani” o “vagabondi”. E si avvalora di ora in ora l’ipotesi che ce ne siano molti di più di dieci, addirittura miliardi.
Benito li avrebbe chiamati randagi. Per sottolineare che al fondo di ogni vita solitaria e emarginata c’è un colpevole abbandono...
Orazio Parisi |
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IN LIBRERIA DA MARTEDI' 1 novembre 2011
Salvatrice Catinello
Come potrò dire a mia madre che ho paura?
a cura di Roberta Malignaggi
2011, 8°, pp. 120
€ 14,00 
Collana OPERA PRIMA n. 27
ISBN 978-88-96071-48-9
Salvatrice Catinello è la madre di un tossicodipendente
«L'indifferenza più della droga»
«Claudio aveva un tumore, ma in carcere e in ospedale lo liquidavano con poche parole |
IN LIBRERIA DA LUNEDI' 17 ottobre 2011
Sebastiano Sirugo
La mia vita in mare
2011, 8°, pp. 56
Collana Opera prima n. 29
€ 7,00
ISBN 978-88-96071-54-0

In queste pagine vengono riportati i ricordi, le esperienze e le emozioni di un uomo che appena ventenne a bordo dell’incrociatore “Trieste” ha vissuto l’esperienza di una guerra mondiale, la seconda. Dagli assalti ai bombardamenti, dalla distruzione all’affondamento del “Trieste”, e, poi ancora, i messaggi di allerta, le richieste di aiuto, l’attesa… l’attesa dei soccorso.
Proprio il ricordo invadente di un’attesa lo ossessiona ancora oggi… Nello Stretto di Messina quattro giovani aviatori persero la vita, perché le richieste di soccorso furono inascoltate dagli ammiragli. Quale motivo più importante della vita di quattro giovani li fermò? |
Mariella Curcillo
Il trascorrere della vita
2011, 8°, pp. 56
Collana Opera prima n. 26
€ 9,00
ISBN 978-88-96071-43-4
Poesia, quella della Curcillo, nata dall’esigenza di comunicare personali dubbi, dolori e certezze a chi la legge, che, alla fine della lettura, può intuire, identificare e comprendere comune umanità e comune sentire.
Sonia Alia
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IN LIBRERIA DA MERCOLEDI' 20 luglio 2011
Giovanni Luca Cannata
La comunicazione nella Pubblica Amministrazione
Appunti di pianificazione strategica
Collana Assaggi n. 2
ISBN 978-88-96071-53-3
2011, 16°, pp. 64, € 7,00 
Questo libro nasce con l’obiettivo di analizzare il processo di innovazione che si sta sviluppando nelle Pubbliche Amministrazioni puntando sulla trasparenza e la comunicazione. L’opportunità di creare un rapporto trasparente con il cittadino garantendo un feedback di informazioni è fondamentale per riavviare il processo di fiducia verso la P.A.. In questo contesto è fondamentale la comunicazione interna degli uffici soprattutto alla luce del cambiamento della società e dei suoi comportamenti connessi anche all’utilizzo delle nuove tecnologie dell’informazione e comunicazione.La comunicazione in quanto strumento strategico può quindi essere capace di far partecipare alle decisioni dell’amministrazione il cittadino rendendolo sempre più stakeholders del proprio territorio.
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DAL 7 LUGLIO 2011 IN LIBRERIA
Roberta Coffa
Esiste il diritto di morire?
2011, 8°, pp. 112 
€ 15,00 -Collana ASSAGGI n. 1
ISBN 978-88-96071-47-2
Bioetica, diritto, religione, morale, politica. Questi i campi toccati dalla giovane scrittrice, che affronta scottanti argomenti quale quelli del cosiddetto ‘testamento biologico’ e dell’eutanasia, temi della difficile discussione politica attuale, divisa fra laici e cattolici. Al centro, l’opinione pubblica, “sempre più sondata e sempre meno informata”. E’ possibile ricostituire un dialogo tra le parti che tenga conto dei diversi, e molto spesso confliggenti, interessi in gioco? L’autrice ripercorre, tentando di ritrovarne una base giuridica ed etica, i numerosi interrogativi che, a tutt’oggi, non trovano ancora una risposta soddisfacente: esiste o no il diritto di morire con dignità? Esiste o no il diritto di rifiutare le cure non desiderate? Quali sono, e se ci sono, i confini fra diritto ed etica, fra libertà personale e paternalismo medico? E’ giusto o no che la Chiesa intervenga nel dibattito politico circa le scelte di fine vita? E qual è il ruolo dello Stato italiano dinanzi a tutto questo? Dalla questione squisitamente giuridica ad una discussione etica e culturale, per riflettere su temi estremamente delicati quali quelli della vita e delle morte.
Roberta Coffa è nata ad Avola, il 1° ottobre 1986, vive fra Avola e Catania, dove ha conseguito la laurea magistrale in giurisprudenza nel settembre 2010. Attualmente frequenta il primo anno della Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali a Catania ed esercita la pratica forense presso uno studio legale ad Avola. Collabora alla rivista “Avolesi nel mondo”. A parte il diritto, le sue passioni sono la lettura, la poesia e il teatro. “Esiste il diritto di morire?” è il suo primo libro. |
IN LIBRERIA DAL 14 MAGGIO 2001
Cettina Lascia Cirinnà
Poesie d'estate
2011, 8°, pp. 96,
illustrazioni di Fabio Montalto
€ 12,00
Collana OPERA PRIMA n. 23
Nasce a Noto (SR) il 29 gennaio 1959, si diploma al Liceo Scientifico E. Majorana di Noto e si iscrive alla facoltà di Lettere Moderne dell’Università di Catania. Per motivi personali e di lavoro si trasferisce in Lombardia dove si occupa principalmente della famiglia e lavora nella Pubblica Amministrazione.Ha iniziato a scrivere le proprie emozioni da due anni circa, dopo aver assistito in prima persona alla trasformazione dei tratti del viso di una madre a causa di un evento doloroso.
Cettina scrive i suoi versi senza rispettare la metrica perché vede, quest’ultima, come un bavaglio alle sue emozioni, sente il bisogno di comunicarle a chi vuole avvicinarsi a quella forma d’espressione che traduce le emozioni, cioè la Poesia. Le sue poesie nascono da un velo di tristezza che lascia subito il posto alla speranza e coglie l’attimo fuggente della felicità che ognuno di noi deve inseguire e perseguire a tutti i costi.
La consapevolezza di ricorrere alla meraviglia dello spettacolo della natura per descrivere le emozioni, si fa strada pian piano dentro la sua anima, tesa come le corde di un violino che aspetta con ansia una mano abile, capace di tradurre il suo suono celestiale in parole vibranti diretti al cuore, con l’obiettivo di arrivare ad una vera osmosi con il lettore che non ha paura di mostrare la vulnerabilità dell’essere, certo di possedere la fantasia per superare qualsiasi ostacolo alla felicità.
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 IN LIBRERIA DA SABATO 7 MAGGIO 2011
Paola Liotta
Di Aretusa e altri versi
2011, 8°, pp. 88, € 10,00
Collana ARABA FENICE, n. 39 - ISBN 978-88-96071-40-3
(...)Non si tratta di poesie ermetiche, bensì di poesie colte nell’euritmia del verso così come nella scelta del lessico, ben armonizzato con l’interiorità del sentimento espresso, sia esso amore o sentimento del tempo, ricordo come memoria del passato o percezione del presente. La poetessa, infine, si dichiara come in una sorta di epitaffio epigrammatico nella sua veste umana e spirituale nelle liriche “L’amicizia. Che cosa è, veramente?” e “Come sono veramente”, il cui epilogo riporta le note già evidenziate: … vorrei/sempre essere quel tipo di persona/sanamente disposta al rischio/di perdersi per le proprie idee...
Grazia Maria Schirina'
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NOVITA' DI APRILE 2011
Mary Di Martino
Musica dell'anima
2011, 8°, pp. 72
€ 12,00
Collana Opera prima n. 27
ISBN 978-88-96071-44-1
Mary Di Martino nata a Toronto (Canada), coniugata con due figli, vive a Pachino (SR) dove insegna.
Dopo la maturità scientifica consegue a Catania il Diploma accademico in Pianoforte (vecchio ordinamento). Nell’anno 1982/'83 partecipa al Concorso a cattedre a fini abilitanti per la scuola secondaria di primo grado e lo vince. Nell’anno successivo è docente titolare presso il 4° I. C. “V. Brancati” di Pachino e dal 2000 presta servizio presso il 3° I. C. “G. Verga”, nella stessa sede di titolarità.
Oltre alla musica - il suo primo amore - è appassionata di letteratura classica e moderna, arti figurative, filosofia, discipline orientali ed argomenti correlati.
Fin da adolescente ha sempre nutrito interesse per l’arte poetica. Già dai tempi del liceo scriveva, ma in maniera discontinua, brevi componimenti che rispecchiavano i suoi sentimenti, la sua vita. Tra il 1995 e il 1997 ha ricominciato a scrivere qualche poesia. Poi, a partire dal 2002, la svolta; tra una parentesi e l’altra, fino ad oggi, ha scritto la sua prima raccolta di poesie, data alle stampe con la Libreria Editrice Urso.
Non ha mai partecipato a nessun concorso di poesia ed è alla sua prima esperienza editoriale. |
NOVITA' MARZO 2011
Giulia Tiralongo
La corsa sul mare, 2011, 8°, pp. 240
€ 15,00
Libreria Editrice Urso
Collana OPERA PRIMA n. 24 – ISBN 978-88-96071-39-7
Che cos’è la vita se non un’eterna corsa verso qualcosa o qualcuno?
Lo sanno bene i personaggi di questo romanzo, che sembrano non poter fare a meno di precipitarsi al mare ogni qualvolta sentono il bisogno di ritrovare se stessi.
Lo sanno bene Katia e Lara che apparentemente non hanno niente in comune, se non la loro tenera e ingenua amicizia. Purtroppo il tempo passa e le cose cambiano e il loro legame è costantemente messo alla prova dalle convenzioni sociali. Di fronte a questo mondo che solo ora gli si mostra per quello che è, così lontano dalle fiabe su cui loro spesso fantasticavano giocando da piccole, reagiscono però in modi diversi: Katia rincorre la massa per adeguarsi alla società e Lara fugge da essa. Anche se correndo in direzioni diverse non si rassegnano però a separarsi, sapendo di non poter continuare quella corsa se non insieme.
Lo sa bene anche Raffaele, che vive la sua esistenza cercando di realizzare i suoi sogni, che ai suoi occhi di bambino appaiono chiari, mentre con il tempo diventano sempre più confusi, al punto che la vita gli scivola via e con essa la speranza. I destini di questi tre personaggi si incrociano irrimediabilmente e alla fine troveranno quello che avevano cercato sin dall’inizio: la loro “essenza”.
Giulia Tiralongo è nata ad Avola nel 1996. Ha frequentato le scuole primarie e secondarie ad Avola e adesso frequenta il primo anno del liceo classico a Noto. Questo è il suo primo romanzo.
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NOVITA' MARZO 2011
Marco Urso
Eloro arcaica
2011, 16°, pp. 72
€ 7,00
Libreria Editrice Urso
Collana LA LAUREA IN TASCA n. 2
ISBN 978-88-96071-46-5
L’insediamento di Eloro,
situato su un promontorio sul lato sinistro del Tellaro,
l’antico Έlωpoς che
darà l’antico nome a quello che mi è sembrato di individuare come πόλισμα nella sua arcaicità, non si lascia bene inquadrare per le sovrapposizioni
storiche presenti nel luogo. La scelta originaria dei primi coloni di
installarsi sul promontorio, a poca distanza dal fiume, risorsa idrica a
portata di mano, si è rivelata fin da subito decisiva. Per sempre il Tellaro sarà ricordato dagli antichi, più del toponimo,
come posto ideale in cui trovare la serenità, la tranquillità e lontananza
giusta dallo stress cittadino, esigenza da sempre sentita dall’uomo.
Se il
ricordare il corso d’acqua diventa una costante, la perdita di memoria del πόλισμα diventa normalità, a volte il ricordo si sdoppia in due πόλεις differenti, a volte in un castello,
a volte il tutto semplicemente in leggenda e per sentito dire. Quello che resta
del passare del tempo e delle popolazioni che hanno dominato la Sicilia nei
secoli, l’ha restituito la parola scritta e anche la terra.
I primi ambienti
quadrati, primordi di case; la prima suddivisione degli spazi; le prime strade;
la ceramica d’imitazione e coloniale; la città dei vivi e quella dei morti: manifestazioni di un
passato, facile da dimenticare, difficile da ricordare.
Associazione Acquanuvena – Progetto Junior
I ragazzi raccontano... La Cava Grande del Cassibile
8°, pp. 48, ill., € 10,00
ISBN 978-88-96071-45-8
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NOVITA' MARZO 2011
Giovanni Manna
Ombre di felicità
2011, 8°, pp. 112, € 12,00 
Collana Mneme n. 31 – ISBN 978-88-96071-42-7
Giovanni Manna, già autore di Un pianeta da (ri)scoprire (Urso, 2007),
è nato a Gela nel settembre del 1981.
Laureatosi in Lettere Classiche e abilitato S.I.S.S.I.S. all’insegnamento del Greco e Latino e al Sostegno, ha conseguito il Master in Creative and Professional Writing presso l’Istituto europeo del Design, a Milano.
Già addetto stampa del Gela Calcio, attualmente è uno dei collaboratori
delle riviste mensili L’Osservatore Cristiano e Vision.
Risiede a Vicenza; lavora presso la Scuola Media Ugo Foscolo di Torri di Arcugnano.
Disponibile nelle seguenti librerie
(lista in via di definizione...): Libreria Urso (Avola) - Libreria Randazzo (Gela) - Edicole di Mazzarino - Edicole di Gela
- Libreria Galla (Vicenza - Piazza Castello) - Jole & Nancy (Gela) - Edicola Torri (vicino Scuola 'Foscolo' di Torri di Arcugnano) - Libreria Moscato (Gela)
- per spedizione postale mediante ordine da questo sito
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NOVITA' FEBBRAIO 2011
AUTORI VARI,
Antologia Inchiostro e Anima 2010/2011
Poesia, Teatro, Cinema in memoria di Antonio Caldarella,
2011, 8°, pp. 152 – Collana Mneme n. 33 - Esaurito
ISBN 978-88-96071-02-1
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NOVITA' GENNAIO 2011
Mauro Giarrizzo
LA LEGISLAZIONE SCOLASTICA NEL REGNO D’ITALIA
e la situazione nella Provincia di Noto
2011, 8°, pp. 200, € 18,00 
ISBN 978-88-96071-32-8 – Collana Mneme n. 32
Mauro Giarrizzo nasce in Noto il 12 Febbraio 1967. Laureatosi presso l'Università degli Studi di Messina, in Giurisprudenza (S/22 Specialistica). Frequenta il master di II livello in Diritto di Famiglia e Mediazione Familiare, nella medesima Università. È Conciliatore Specializzato iscritto presso l'ANPAR, Associazione Nazionale per l'Arbitrato & la Conciliazione, ed accreditato al Ministero della Giustizia.
È Mediatore Familiare, iscritto presso l'A.I.Me.F., Associazione Italiana Mediatori familiari.
È iscritto nel registro Speciale dei Praticanti Avvocati presso l'Ordine degli Avvocati di Siracusa. È iscritto nel Registro ei Praticanti Notai del Consiglio Notarile Distrettuale di Siracusa, ed ha concluso la prescritta pratica.
È impiegato dello Stato. |
disponibile in libreria dal 20 dicembre 2010
Corrado Bono
La nuova alba
2010, 16°, pp. 64 – € 10,00 ISBN 978-88-96071-36-6
A ben sei anni di distanza dalla pubblicazione del primo volume di poesie, “Frammenti di luce”, Corrado Bono si presenta con la silloge “La nuova alba” che si pone, già dal titolo, come l’avvio di un nuovo percorso, una nuova nascita, o rinascita, come quella del giorno che immancabilmente porta la luce che si affaccia sul mondo uguale e sempre nuovo.
“Non berrai mai la stessa acqua”, “tutto scorre” e si rinnova; tutto, le cose come gli uomini; allo stesso modo l’autore tende all’acquisizione di una nuova consapevolezza e crescita personale.
Già l’esergo, nell’antiporta, propone, in nuce, il pensiero dell’autore in riferimento al suo concetto dell’arte e della poesia. L’artista è chi riesce a rivelare la bellezza, spesso trascurata, o poco goduta, della vita (gli uomini si ricordano delle cose belle di cui sono detentori solo dopo che ne hanno perso il godimento); la poesia, in particolare, esprime i concetti fondamentali che arricchiscono e rinnovano, con la loro essenziale semplicità, l’esistenza tutta; anche quando il corpo non esiste più, leggendo i versi, si avverte sempre la presenza viva del poeta, come da ogni opera viene trasmessa quella dell’artista che l’ha prodotta.Conosco da tempo Corrado; la prima cosa che colpisce di lui è la semplicità nell’approccio e la facilità di versificazione, la capacità di cogliere, con brevi tratti e in modo estemporaneo, i caratteri salienti di un evento, sia pure marginale, di una persona, di un atteggiamento. Non appena qualcosa colpisce la sua attenzione, ecco che subito vengono presi l’immancabile penna e taccuino, per annotare le impressioni su fatti occasionali, la natura, gli affetti, gli amici, le costruzioni, le feste, le opere dell’uomo, ecc... Tutto può divenire oggetto della sua attenzione, da un piatto prelibato, a un incontro in ristorante, alla laurea di un amico. In alcuni casi potrebbero essere considerati dei veri e propri “Xenia”, alla Marziale, omaggi dedicati e/o occasionali...
dalla Prefazione di Grazia Maria Schirinà |
| Dal 16 novembre 2010 in libreria

TISTAMENTU
Cc’agghiu campatu a ffari ni ‘stu munnu
se dopu ‘i mia nun vi lassu nenti
tra sintimenti bboni e llungu sonnu
chi llassu a la me' morti? Quasi nenti!
Agghiu campatu abbìa ri stenti
e agghiu tuccatu spissu ‘u funnu
cchi l’agghiu fattu a ffari porcu munnu
se chiddu cc’agghiu fattu è uguali a nnenti...
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DAL 6 NOVEMBRE 2010 IN LIBRERIA
Giovanni Stella
Miele estremo, 2010, 16°, pp. 270
Libreria Editrice Urso, Collana Omnia n. 3 – € 13,00 ISBN 978-88-96071-33-5
''Miele estremo'' e' l'ultimo libro di Giovanni Stella, pubblicato nel novembre 2010, anch'esso come tutti i precedenti, per i tipi della Libreria Editrice Urso di Avola. L'opera, che raccoglie scritti del 2010, si aggiunge, in extremis, come il titolo vuole suggerire anch'essa, così come''Memoria aggiunta'' uscita nel 2009, al macrotesto ''Una vita'', un corposo libro, quest'ultimo, di oltre milleduecento pagine pubblicato nel 2003, in cui Stella, avendo deciso di porre termine alla sua attivita' letteraria, volle riunire i suoi scritti composti tra il 1989 e quello stesso anno della pubblicazione. Da qui il titolo Una vita, a significare che quel ponderoso volume raccoglieva, e sigillava definitivamente, gli scritti di tutta una vita.
Caro Stella,
ho letto il Suo nuovo libro di memoria, di vita, di viaggi: con emozione e divertimento e anche con commozione.
Ella sa soprattutto cogliere in modo ammirevole persone curiose, bizzarre, avventurose, ad Avola come in altri paesi della Sicilia, e figure imprevedibili incontrate nei Suoi viaggi. Vengono fuori dall'elegante e festosa scrittura e subito appaiono indimenticabili.
Miele estremo è davvero un bel libro, uno di quelli che conforta l'anima.
Giorgio Bárberi Squarotti |
DAL 20 OTTOBRE 2010 IN LIBRERIA
 FULVIO MAIELLO
Il crepuscolo della nobiltà
2010, 8°, pp. 128 – Collana MNEME n. 29
€ 13,00 – ACQUISTA
ISBN 978-88-96071-26-7
Fulvio Maiello nasce a Pachino (Sr) nel 1937. A quindici anni resta privo degli affetti dei genitori e vive con una zia e con la nonna materna. Abita a Noto fino al 1960, quando, all’età di ventitrè anni, si trasferisce a Trento, per assumere il ruolo di funzionario dell’Amministrazione pubblica. Rimane in questa città d’adozione fino al pensionamento e adesso si dedica a figli e nipoti, nonché alla letteratura, alla fotografia e ad un’associazione culturale locale, che si occupa di scienza della terra con attenzione agli ambienti scolastici.
Ha già pubblicato “Tra cielo e mare” (2003), tre racconti dedicati con nostalgia alla sua infanzia siciliana, poi “La coda del diavolo” (2004), romanzo storico sul Trentino, sua terra d’adozione e, infine, “Fantasie mochene” (2005), racconti di fantasia che si ispirano a storie raccolte ascoltando la gente mochena.
Con questo romanzo ritorna ai temi a lui cari della cultura siciliana. |
 NOVITA' GIUGNO 2010
Corrado
Zuppardo
Memoriale di un siciliano emigrato a Milano
2010,
formato sedicesimo, Collana MNEME n.
23, € 9,00 
ISBN 978-88-96071-28-1
Corrado Zuppardo nasce ad Avola in provincia di Siracusa nel 1916 e si laurea in Architettura al Politecnico di Milano. Opera prevalentemente nel campo dell'urbanistica realizzando progetti di riordino urbanistico per piani particolareggiati e lottizzazioni convenzionate prevalentemente nel comune di Avola. Sempre ad Avola negli anni 1959-1965 progetta (effettuando anche i calcoli strutturali) e costruisce numerosi complessi residenziali adottando svariate tipologie a seconda delle richieste della committenza. A Milano, invece, progetta (effettuando, in questo caso, anche i calcoli strutturali) e costruisce gli edifici in via Leoncavallo, viale Papiniano e via Zanella. Esegue il rilievo e disegna il prospetto per il restauro della chiesa di Santa Maria del Gesu' ad Avola. Tra gli interventi piu' recenti si ricorda la progettazione esecutiva della viabilita' del Piano Regolatore (raccordo a forcella) del Comune di Avola.
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NOVITA' DI APRILE 2010
RIPROPOSTA DOPO CENTOTRENTACINQUE ANNI
LA NUOVA EDIZIONE DI UN LIBRO SUL TEATRO DI AVOLA
GIOVANNI PRIOLO
Teatro d'Avola in Provincia di Siracusa
2010, 16°, pagg. 64 –Libreria Editrice Urso
Collana RECUPERATA n. 2, € 6,00 
Con
questa nuova edizione, viene riproposto ai
lettori di oggi questo raro testo nella mia collana Recuperata,
in concomitanza della fine del lungo lavoro di restauro e di rifacimento del
Teatro Garibaldi, e voglio dedicare il mio
personale sforzo (portato avanti, come sempre, senza finanziamenti pubblici) a
tutti gli appassionati di storia patria.
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NOVITA' MARZO 2010
Italico L. Troja
La mia “prima etade”
2010, 8°, pagine 128, illustrato, € 15,00
Collana MNEME n. 22 – ISBN 978-88-96071-23-6
ACQUISTA
L’autore, siciliano “moribus non natione”, ripercorre e rivive non senza emozione i primi anni della sua lunga esistenza, da quando la sorte gli fece vedere la prima luce a Sesto al Reghena, un paese ricco di storia e di monumenti, della incantevole prealpe friulana, fino agli anni felici “del consenso” nei quali i genitori, tornando ad Avola, lo portarono nella città dei loro antenati, riparata dalle dolci colline iblee e baciata dall’azzurro Jonio.
Approdato nel quartiere detto “della Stazione”, da poco dominato da una elegante villa comunale, così ricca di alberi e di fiori da far pensare ad un orto botanico, esso divenne il centro dei suoi svaghi ma anche il centro di osservazione della vicenda quotidiana di tanta gente che nelle feste divideva il suo tetto con l’asino, perché durante tutta la settimana, nei vigneti di Pachino ( Bimmisca, Bonfalà, Busulimuni, Bonivini), faticava con la zappa dall’alba al tramonto per assicurare un tozzo di pane ad una nidiata di figli. Accanto a questa gente umile ma eroica, operavano botteghe di artigiani, i cui titolari esercitavano un’arte oramai quasi o del tutto scomparsa: sarti, calzolai, bottai, carradori, maniscalchi, fornai, vasai, biciclettai.
La permanenza nel quartiere (ma non l’appartenenza) cessò tragicamente la notte del 9 Luglio 1943, notte di lutto per la famiglia e per la Patria.
Oltre all’affetto degli amatissimi congiunti, i genitori e i due fratelli, visse una stagione di affetti, la cui sfera comprese anche una numerosa schiera di compagni “stazionari” e un’altra, più ristretta (di poco più di venti persone), di stessi compagni nel quinquennio della scuola elementare. Su questi ultimi campeggia la figura dell’unico, comune e impareggiabile maestro: Antonino Mangiagli, il quale da una scolaresca raccogliticcia riuscì nel quinquennio a trarre fuori un manipolo di futuri valenti artigiani e professionisti. Discepoli costoro, che non dimenticarono mai e benedirono sempre l’opera di tanto Maestro.
Come docenti privati delle materie di secondo grado, la cui fama toccava anche i centri vicini, l’autore ricorda con particolare gratitudine don Francesco Piccione, Alessandro Patti, il baronello Saverio Greco e Salvatore Nigro.
Chiude il libro quello che ne costituisce la spinta e il motore, la rievocazione cioè dell’amore innocente che legò l’autore ad una bimba, entrambi non ancora decenni, e che, anche se avversato pervicacemente dagli ambienti religiosi da essi praticati durante l’adolescenza, per la fermezza e la costanza della bimba fu coronato prima dall’altare e dopo da una convivenza, che durò quarantasei anni. Fino a quando, cioè, la bimba si spense, venti anni fa.
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| DAL 12 GENNAIO 2010 IN LIBRERIA

Mia
Io, vampira, 2010,
8°, pp. 344
Collana Opera prima n. 20, € 19,00
ISBN 978-88-96071-22-9
ACQUISTA
Mia nasce a Noto, il 9 Marzo 1991, e frequenta il quinto anno di Liceo Scientifico di Noto.
All'anagrafe e' Miriam Vinci, ma per amici e familiari e' Mia.
Fin da piccola Mia si cimenta in poesie e racconti, collabora con il giornalino scolastico, e alcuni suoi articoli sono pubblicati all'interno del giornale regionale.
Con la testa sempre tra le nuvole Mia adora osservare e contemplare la natura, ama la fotografia, il cinema, e l'arte in generale, perche' l'arte la rende libera, e si nutre di musica e di lettura.
Palese e' dire che ama scrivere, tutto inizia per gioco e per la voglia di evadere dalla realta', ma la scrittura e' un gioco che diventa serio.
Io, vampira e' il suo primo romanzo ad essere pubblicato.
Maya e' un vampiro particolare perché la famiglia che l'ha adottata vuole fare di lei un essere unico e forte ma fin dall'inizio si mostra indifferente al sangue, non ne sente il bisogno e questo la tormenta. Sa di non essere un’umana, ma comprende di non essere una vera vampira e accettando cosi', rassegnata, ciò che le viene detto dalla famiglia, e cio' che le viene imposto, si lascia guidare, fino a quando un giorno, scoprendo il vero motivo per cui e' stata messa al mondo si ribellerà e da quel giorno Maya non avra' piu' pace poiche' scoprira' che la salvezza del mondo dipendera' soltanto da lei e dalla sua volonta' di non cedere al sangue, alla tentazione.
Ci riuscira' a dominare il suo istinto di predatore? O sara' preda?
Ed il mondo? Il suo mondo che sorte avra'? |
NOVITA' DICEMBRE 2009

Antonino Causi
Versi in liberta'
2009,
8°, pp. 56, € 9,00
Libreria Editrice Urso, Collana ARABA FENICE n. 36
ISBN 978-88-96071-20-5
COMPRA
Antonino CAUSI e'
nato il 18/07/1964 a Palermo dove abita.
Laureato in
Scienze Politiche, consegue il Master Universitario di 1° livello in
Immigrazione, asilo e cittadinanza presso la facolta' di Scienze della
Formazione.Segnalato in
numerose antologie letterarie di poesie e' arrivato finalista ed ha conseguito
prestigiosi riconoscimenti. Scrive altresi'
poesie dialettali siciliane e religiose. Cura un blog di
poesia, cultura e approfondimento dal titolo TONYPOET, il suo indirizzo e' http://tonypoet.blogspot.com. E’ iscritto ad
Associazioni Culturali che hanno come fine la divulgazione, salvaguardia del
dialetto e la diffusione della poesia. Versi in
liberta' e' la sua prima silloge in italiano.
Questi pezzi di Causi sono il suo omaggio alla vita. Volete chiamarle poesie, come sembra documentare la divertente, variopinta serie di riferimenti a premi, manifestazioni poetiche? Chiamatele cosi'. Quel che conta non e' il nome o la categoria in cui le volete inserire. Non mancano in queste pagine, molte risonanze di lingua poetica, veri e propri esempi di poetichese, reminiscenze. Quel che vale qui e' l'impeto, che non si preoccupa di quanto raccoglie o perde per via. Causi ha l'impeto di dire dell'aria sentita, della fisica partecipazione al mondo. Un libro d'accensioni. Quasi per la brama di sentire la vita. Come se fosse sul punto di andarsene. Come se il mondo fosse sul punto di rientrare nel niente. E allora cosa importa se le immagini vengono dal piu' frequentato hangar delle patrie lettere, cosa importa se l'impeto conosce solo gesti consueti, tipici, parole che vengono dalla scuola, o dalle sale desuete della poesia ottocentesca. Che cosa importa se qui si trova quello che Baudelaire ammirava come scopo dell'arte: le poncif, il gesto cosi' tipico che tutti riconoscono e ne sentono un significato generale. Qui e' una poesia che usa i poncif. Non ha la forza di crearne. Causi, corridore estremo, ne usa a bizzeffe, n'approfitta. Non si disturba per cercare altro, gli va bene quel che una lunga tradizione ha cerato e depositato. Magari gia' messo in archivio. Qui conta l'impeto. Non importa fregiarsi dell'inutile patacca di poeta, di cui si fanno belli solo uomini dalla retorica orribile, se l'impeto dell'autore non parla al cuore altrui. Causi trascina verso l'aria, le luci, la splendida feritissima alterita' del mondo.
Ora avete tra le mani questa forza di Causi. Che vuole dire quanto davvero ''sente'' il mondo. E voi, lettori, ora lo sentite?
Davide Rondoni |
NOVITA' NOVEMBRE 2009
UN'ULTERIORE PUBBLICAZIONE DELL'EREMITA BELGA STANZIATOSI OLTRE QUARANT'ANNI FA NEL TERRITORIO VICINISSIMO AD AVOLA E A NOTO
Fra Ugo Van Doorne
Francesco uomo veramente cristianissimo
Libreria Editrice Urso
Collana Cammini n. 6
2009, pp. 64, formato 16°, € 5,00 - ISBN 978 88-96071-25-0  |
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DAL 30 OTTOBRE IN LIBRERIA
Giovanni Stella
''Memoria aggiunta (2004-2009)''
2009,
16°, pp. 144, Collana OMNIA n. 2
ISBN 978-88-96071-21-2, € 10,00 
Giovanni Stella, con la sua opera (''Una vita'' e adesso ''Memoria aggiunta'') ha fatto, fra l'altro, quel che Gesualdo Bufalino si augurava avvenisse in ogni comune o città per mano di uno scrittore, e cioè il catasto umano del luogo, vertgato su carta, per restare nella memoria dei presenti e nella conoscenza dei posteri.
Nel linguaggio giuridico memoria aggiunta è un documento nella forma scritta che, con dissertazione pre-feribilmente erudita, volge a replicare alle deduzioni avver-sarie, costituendo perciò una integrazione dei mezzi difensivi utile al contraddittorio fra le parti del processo.
Nella letteratura, memoria, con riferimento alla dea greca Mnemosine, madre delle Muse, è una testimonianza, prevalentemente in forma narrativa, di blank autobio-grafico che, con valore affettivo, evoca un tempo passato e, sull’esempio di M. Proust, un “tempo perduto”, alla cui ricerca e rievocazione, attraverso la pagina scritta, tende.
Perciò un libro autobiografico di memorie.
Quando a un testo di memorie di un periodo se ne aggiunge un altro, riguardante il periodo successivo, la memoria diventa aggiunta.
Il presente volume perciò raccoglie scritti sparsi, già apparsi su riviste varie nel periodo 2004 – 2009, successivo al macrotesto Una vita (Libreria Editrice Urso, Avola 2003, pp. 1256) recante lavori intercorsi fra il 1989 e il 2003.
Giovanni Stella
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NOVITA' DI MAGGIO 2009
Aggiungiamo una nuova poetessa avolese alle possibili vostre letture

Paola Liotta
Del vento, e di dolci parole leggere...
2009, cm 16 x 22
Collana OPERA PRIMA n. 16
ISBN 978-88-96071-13-7 
Del vento, e di dolci parole leggere è il verso di una delle prime liriche di questa silloge, composta nel 2008, dopo una pausa poetica di oltre quindici anni.
L'autrice, che non si è mai curata di pubblicare i suoi scritti, ammette di avere nel frattempo rivolto la propria attenzione alla prosa, considerando la poesia come un angolo "tutto personale" cioè strettamente privato, e privilegiato, da cui meditare sul proprio vissuto.
In alcuni mesi dello scorso anno, invece, tali versi sono sgorgati con semplicità, nella estemporanea auscultazione di quanto, delle sue energie spirituali e affettive, si era sedimentato, forse nell'attesa di quel momento di grazia in cui arrendersi alle imprescindibili istanze poetiche della propria scrittura.
E queste pagine dunque esprimono l'assorto abbandono alla pienezza dei sentimenti colti negli istanti felici di vacanza dello spirito, in un barlume d'alba, nel soliloquio gradito ovunque risuoni la voce amata, nella serena rivelazione di pensieri e aspettative che colmano l'esistenza di ognuno, rendendola perciò preziosa e umanamente degna d'essere vissuta.
Paola Liotta è docente di Italiano e Latino presso il Liceo Scientifico Ettore Majorana di Avola.
Insegna dal 1993.
Tra i suoi interessi letterari, la saggistica e la narrativa moderna e contemporanea.
Dal 2002 al 2007 ha coordinato un’intensa attività progettuale inerente diverse tipologie di giornalismo scolastico e, nell’ambito del Progetto Nazionale promosso dalla Presidenza dell'Associazione Nazionale di Giornalismo Scolastico in collaborazione con l’Associazione Alboscuole e il Ministero della Pubblica Istruzione, a Roma, nel 2005, le è stato conferito il Premio Nazionale ‘docente dell’anno’. Ha pubblicato una serie di articoli per Scuole24ore - La voce libera della Scuola italiana.
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NOVITA' DI MAGGIO 2009
(PREFAZIONE di Franco Santuccio) Questo libretto è stato pensato e scritto in preparazione al Convegno del 6 maggio 2009 su Alessandro Serenelli, uccisore di Santa Maria Goretti.
Come cappellano della casa di reclusione di Noto sono stato colpito dalla conversione del Serenelli avvenuta in carcere. La casa penale di Noto ha avuto un ruolo privilegiato nella vicenda di un uomo salvato dal perdono.
L'uomo, creato nella vita, si è allontanato da Dio, ha abbandonato la rettitudine; ma la mano potente di Dio non si è mai staccata dalla mano dell'uomo, sebbene recidivo infinite volte. Anzi, quando la malizia e la miseria dell'uomo sono arrivate alla più intensa crudezza, la mano di Dio si è aperta, presentando all'uomo il dono della misericordia e del perdono.
Questa casa di reclusione, con la cella n. 45, che ha ospitato per quindici anni il Serenelli, è un luogo teologico, perché in esso si dispiega il disegno salvifico riguardante la persona di Alessandro. Dio, nella sua opera di salvezza, non disdegna di passare attraverso la storia individuale e collettiva. Il perdono che viene da Dio attraverso la Chiesa è passato anche per questa casa attraverso la persona del vescovo Mons. Giovanni Biandini, che andò in carcere a trovare Alessandro, per ascoltare la sua confessione e offrire il perdono.
L'amore di Dio ha ricostruito dal di dentro l'esistenza di un uomo, Alessandro, il quale sperimentò un recupero a livello esistenziale.
Il libretto vuole essere un semplice e utile strumento per far conoscere la figura del Serenelli, ma soprattutto l'azione di Dio che raggiunge l'uomo e gli cambia la vita.
Poco si conosce a Noto e nella stessa diocesi l'evento di salvezza compiutosi in Alessandro Serenelli, e spero proprio che questa breve esposizione si diffonda nelle nostre parrocchie.
A nome mio personale e della Direzione della casa di reclusione rivolgo un ringraziamento al volontario in questo luogo di sofferenza, prof. Sebastiano Burgaretta, che si è adoperato in prima persona a presentare questa sintesi sul Serenelli nel carcere netino e a curarne la pubblicazione.
Franco Santuccio
Cappellano della Casa di Reclusione
Sebastiano Burgaretta, Alessandro Serenelli - Dono di Dio alla Casa di reclusione di Noto, Libreria Editrice Urso Avola - Collana Cammini n. 4, maggio 2009, 8°, pp. 64, ill., € 5,00 |
Novità di aprile 2009
Emanuele Lombardo
L'eco del gusto
2009, 8°, pp. 80, € 12,50
Collana OPERA PRIMA n. 19 
ISBN 978-88-96071-12-0
L'odore di quelle focacce calde, nella mente di Jean, fece eco al vociare festoso dei bambini attorno al tavolo.
Prendendone una in mano si sentì sfiorare le dita dalle carezze leggere con cui le donne l'avevano impastata.
Ne toccò la superficie con le labbra e quella, calda e ruvida, gli lasciò, come un bacio, un velo di farina sulla bocca.Infine l'addentò e chiuse gli occhi.
Il rustico sapore di quegli ingredienti gli sciolse in bocca l'abbraccio materno della sua Sicilia.
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NOVITÀ APRILE 2009
Benito Marziano
Juliette cara (Romanzo)
2009,
8°, pp. 152,
Collana MNEME n. 25, € 13,00 - ISBN 978-88-96071-10-6
[...] Juliette cara, il titolo di questo romanzo, corrisponde, com’è facile capire, alla formula di apertura di una lettera; e una lettera è, o meglio vorrebbe essere, il blank dell’opera: una lunghissima lettera che il protagonista, Ennio Corsini, uomo oramai attempato, scrive a Juliette, la donna da lui amata negli anni della prima giovinezza, poi perduta per sempre a causa della leggerezza di un momento, un tradimento che l’ha irrimediabilmente offesa, e divenuta quindi oggetto di una lunga quanto vana ricerca.
Juliette è la donna della vita, perché su di lei Ennio aveva fondato tutta la sua felicità e le ragioni della sua esistenza, e a lei non è riuscito, dopo la separazione, a sostituire alcun’altra donna: da qui l’estremo bisogno di scriverle, trovando conforto nel ricordo dei bei momenti trascorsi insieme, ma anche nel racconto di altre vicende della propria vita passata e di quella presente.
Ma perché concepire una lettera così lunga, da avere l’ampiezza e la complessità di un intero libro? Per di più è una lettera che non sarà mai spedita, perché Ennio non sa dove Juliette si trovi. In effetti, il lungo scritto di Ennio solo apparentemente, a mio modo di vedere, costituisce una lettera, – e il lettore potrà rendersene conto solo dopo essersi abbondantemente inoltrato nella lettura del libro – perché il bisogno iniziale di ristabilire il dialogo con Juliette, ricordando quella loro luminosa stagione d’amore e ricostruendone le ragioni della fine, si risolve poi nel bisogno, ancor più profondo, di raccontare tutta una vita e di comprenderne il senso, al di là della stessa vicenda d’amore.
Salvatore Salemi
Benito Marziano è nato a Palermo nel ’36 e vive a Noto. È insegnante in pensione. Si dedica alla narrativa e alla poesia in vernacolo e in lingua. Da anni collabora alle agende Le pagine del poeta, e ad altre pubblicazioni delle “Edizioni Pagine” di Roma.
Ha pubblicato con la “Libreria Editrice Urso” di Avola Don Agostino Salvìa e altri racconti, che si è classificato al secondo posto nell’edizione 2008 del Premio Crispiano (TA), Sezione Narrativa. Nella stessa edizione dello stesso premio, una sua poesia in dialetto si è classificata al terzo posto, sezione Poesia in vernacolo, e una in lingua al quarto posto, sezione Poesia in lingua.
Con la Libreria Editrice Urso ha pubblicato, anche, le sillogi poetiche Altri anni, in lingua e Sisifu, in vernacolo siciliano.
Alcune sue poesie sono state selezionate in vari concorsi e incluse in riviste e antologie.
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NOVITÀ APRILE 2009
Emanuela Strano
Le mie sane paranoie
2009,
8°, pp. 88 - € 10,00 
ISBN 978-88-96071-11-3
[...] Le parole che scrivo e che avrete modo di leggere, se riuscirete a sopravvivere anche solo alla prefazione, servono a me.
Probabilmente mi sono troppo censurata fino ad oggi e, adesso, ho voglia di agire nella maniera opposta.
Solo voglia di comunicare. Comunicare che il bene è sicuramente meglio del male, che amarsi è più utile di odiarsi, che ritrovare se stessi è bellissimo dopo essersi persi, che non c’è niente da nascondere se lo si è fatto in buona fede, che la rivoluzione sociale prima o poi ci sarà.
Con riferimento al titolo, ad un certo punto del mio scrivere, mi sono accorta che forse si trattava di un romanzo d’amore, misto a seri problemi esistenziali. Così la scelta di questo titolo, almeno nessuno si aspetta niente, né voi che leggete, né io che scrivo.
Emanuela Strano
(Emanuela Strano è nata in Sicilia ed è cresciuta tra Noto e Catania. Dopo vari tentativi di fuga in Italia e all’estero, ha capito l’importanza delle proprie radici ed ha deciso di tornare a vivere stabilmente in Sicilia, terra che ama profondamente.
Attualmente si dedica alla natura, all’arte e all’alimentazione sana, e confida, opera e spera in una sopravvivenza felice e armoniosa del genere umano.)
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NOVITÀ DICEMBRE 2008
Sebastiano Burgaretta, I fatti di Avola, 1998, 8°,
Terza edizione, pp. 142, € 15,00
ISBN 978-88-96071-08-3
Questo fu il primo volume da me pubblicato e segnò nel 1981 la nascita della mia attività editoriale;
il libro è contemporaneamente anche il primo pubblicato da Sebastiano
Burgaretta e, sicuramente il nostro best e long-seller, con oltre duemila
copie vendute. È stato da me riedito nel 1998, dopo tante richieste di lettori,
con un saggio di Giuseppe Astuto e un'intervista-novità all'avv. Fausto
D'Agata, vicesindaco all'epoca dei fatti e adesso riproposto in terza edizione in occasione dell'anniversario dei quarant'anni da quei tragici fatti.
Il 2 dicembre 1968, durante uno
sciopero di braccianti la polizia sparò ad Avola, e ci furono due morti
oltre a numerosi feriti. Questo libro ricostruisce la sequenza di quegli avvenimenti
per far conoscere ai giovani quella brutta storia e, ricordarla a chi facilmente
dimentica. Francesco Urso |
Salvatrice Pirreco
La nuvola che voleva andare sulla luna e altre fiabe
2008, 8°, pp. 104, € 15,00
Libreria Editrice Urso, Collana OPERA PRIMA n. 15
ISBN 978-88-96071-06-9
Non è necessario scomodare il latino ”Fedro” o il greco “Esopo” per ascoltare la voce degli oggetti parlanti. Ancora oggi, dopo tanti secoli, esistono delle persone sensibili che attribuiscono non solo alle bestie, ma anche alle cose inanimate, la capacità di ragionare e d’insegnare molte volte, anzi il più delle volte, agli uomini come ci si dovrebbe comportare nella vita e nel mondo.
La giovane scrittrice è una di queste creature forse, anzi sicuramente, perché ama gli animali. Dalle sue fiabe si può dedurre un insegnamento che è il filo conduttore della morale di ciascuna di esse: l’uomo, per essere in pace prima con se stesso e poi con gli altri e con la natura che lo circonda, deve rispettare e vivere in armonia con tutti, deve mettere a tacere i suoi sentimenti di odio e di superbia: solo così potrà costruire un mondo pacifico e per questo sereno e felice.
Le fiabe di Salvatrice Pirreco piaceranno non solo ai bambini per la loro bellezza e per il loro stile semplice e scorrevole, ma anche agli adulti i quali saranno indotti ad una seria riflessione.
Pertanto non posso che augurare a queste pagine una “giusta e degna fortuna”.
Elisabetta Musicaro |
ISBN 978-88-96071-04-5
Tim Scrivello
Morire per la vita - Racconti
Collana Opera prima n. 14, pp. 56, € 10,00
Morire per la vita è una raccolta di racconti che prende il titolo da uno di essi, ma è anche il
tema centrale di ogni breve storia.
Personaggi cinici, solitari, confusi, dannati e condannati che fanno parte di
questo insieme di storie grottesche dalla morale sbagliata (da un agente che si trova davanti al più grande caso della sua vita, ma che è
già risolto, ad un uomo che ha una premonizione
terribile, ma dalla quale non può sfuggire perché irresistibile; da un autista che prende con ironia il
suo lavoro triste, ad un soldato che non è altro che una pedina in un gioco).
Tensione, ironia, colpi di scena non mancano in questa antologia che stupisce e fa riflettere.
Tim Scrivello (Simone Guastella) si definisce il giovane
che non scrive per i giovani.
Appassionato di cinema e di lettura, scrive la sua prima
sceneggiatura di un cortometraggio quando aveva 14 anni e, non avendo i mezzi a
disposizione per realizzare il cortometraggio in questione e quelli che sono
stati ideati subito dopo, decide di scrivere.
Nella scrittura l’hanno aiutato molto i libri di Stephen
King e i film di Tim Burton e M. Night Shyamalan.
Questo è il suo primo libro a soli 16 anni, nel quale
mischia humour nero con suspence.
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SECONDA EDIZIONE settembre 2008
Lucia
Sortino, Il difficile cammino della mia vita
2008, 8°, pp. 56, Collana Cammini n. 2
ISBN 978-88-96071-01-4
Libreria Editrice Urso, € 10,00
(Lucia Sortino č nata a Noto il 5 settembre 1989, trascorre felicemente l'infanzia, frequenta le scuole elementari e medie con impegno e profitto. Nel dicembre 2002, come un fulmine a ciel sereno, scopre di avere una terribile malattia: il cancro. La sua vita si snoda tra degenze al Policlinico di Catania; desideri di rientri a casa; segreta speranza, in parte realizzata, di ritorno tra i banchi di scuola; ansie, paure, speranze, che non finiscono mai. Lucia, sempre in lotta con il suo terribile male, ha continuato a studiare con amore e determinazione, riuscendo a conseguire il sospirato diploma dopo aver affrontato gli esami di Stato presso il Policlinico di Catania. Il 18 luglio 2008 ha sostenuto la sua ultima prova, quella del suo incontro con Dio.) |
DALLA CITTÀ REALE ALLA CITTÀ IDEALE
LA CITTÀ DI AVOLA DOPO IL TERREMOTO DEL 1693
di Cetty Stella - Libreria Editrice Urso
2008, pp. 48, Collana MNEME n. 26, € 8,00 
Cetty Stella, figlia del noto Giovanni Stella, percorre il solco tracciato dal padre e si cimenta anche lei nell'arte della scrittura.
Non è certo facile reggere il confronto con un padre illustre e la tentazione potrebbe essere quella di ripiegare su altre più comode strade.
Cetty ha invece dimostrato coraggio e non ha avuto paura di scrivere anche lei un libro che rivela sin dalle prime battute una notevole attitudine alla narrazione.
Cetty si occupa della sua meravigliosa città: Avola.
Una delle tante perle siciliane che, secondo una convinzione diffusa, è erede di quell'Alybas citata da Omero nell'Odissea.
L'Autrice sottolinea le vicissitudini che hanno attraversato questo centro, e, in particolare, rievoca l'evento più infausto che ha segnato la vita della comunità: il terribile terremoto del 1693.
La città fu interamente distrutta e ricostruita altrove poiché il sisma mise in evidenza che la struttura molecolare del terreno avrebbe reso indifeso l'agglomerato urbano in occasione di una nuova scossa.
Da qui si parte per illustrare le tecniche impiegate per la riedificazione degli edifici e per descrivere il nuovo impianto urbanistico impresso dall'Architetto Angelo Italia.
Segue una dotta rassegna sulle chiese della città e, in generale, su tutti gli altri suoi monumenti.
Scorrendo queste pagine si coglie l'impressione di una città ricca di arte e di storia che, anche se è stata sfregiata dalle forze della natura, ha saputo risollevarsi grazie all'abnegazione dei suoi abitanti.
Cetty Stella rende omaggio a questa storia e da fiera Avolese tramanda ai posteri un pregevole affresco della città che le ha donato i natali e che per noi lettori diventa fonte di ispirazione per un viaggio in queste meravigliose terre.
Nicola Madia jr.
(in Gli Oratori del Giorno, anno LXXXI n. 3, Roma, marzo 2008)
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ISBN 978-88-96071-03-8
A CURA DI VINCENZO CAMPISI e ROSARIA SARDO
Sulle barricate delle competenze
2008, 8°, pp. 328, € 25,00 Collana Didaskein n. 1
In questo volume sono raccolti i testi prodotti da esperti esterni e tutor che hanno operato nei corsi di formazione previsti dal Piano Integrato degli Interventi del Programma Operativo Nazionale “Competenze per lo Sviluppo”, progettato dal Gruppo Operativo di Piano del II Istituto Comprensivo Statale di Base “G. Falcone – P. Borsellino” di Cassibile - Siracusa e autorizzato dal Ministero della Pubblica Istruzione per l’a.s. 2007-2008. Il volume si divide in tre capitoli, ciascuno dei quali testimonia il lavoro di sinergia con cui i vari operatori dei corsi hanno lavorato, cercando di trovare continui momenti di raccordo tra le attività finalizzate al recupero delle competenze di base degli studenti in lingua madre e matematica e le attività finalizzate a far acquisire ai docenti metodologie didattiche innovative per insegnare predette competenze e per individualizzare quanto più possibile l’insegnamento.
VINCENZO CAMPISI: docente di Materie letterarie nella scuola secondaria di I grado del II Istituto comprensivo “G. Falcone – P. Borsellino” di Cassibile - Siracusa. Collabora con l’Università degli Studi di Catania, in qualità di Formatore nei Laboratori di Italiano Scritto. È autore di vari articoli sulla scrittura funzionale, pubblicati nella rivista Scuola e didattica.
ROSARIA SARDO: docente di Linguistica italiana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Catania (dove insegna Storia della lingua italiana e Lingua italiana e comunicazione nei corsi di laurea triennale e Lingua italiana e mass media e Linguaggi della Comunicazione scritta nei corsi di laurea specialistica).
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Natalia Romano, I colori del silenzio - Racconti,
Collana Opera prima n. 13,
2008, 8°, pp. 88, € 10,00
Ecco «I colori del silenzio»
Fatti imprevedibili e inaspettati nei racconti di Natalia Romano
«I colori del silenzio» è il titolo della recente pubblicazione di Natalia Romano, medico di professione, scrittrice per caso, o forse, per «fatti imprevedibili e inaspettati che sconvolgono totalmente l'esistenza», confessa al lettore nel risvolto di copertina. Edito dalla Libreria Editrice Urso, il libro comprende otto racconti, preceduti da una toccante lettera inviata all'amica Carmela scomparsa prematuramente, nati dalla spontaneità del sentire i terribili fatti di cronaca. Come dice la stessa autrice, sono racconti inventati, ad eccezione del primo, «Carta», esperienza vissuta, sebbene i contorni siano stati volutamente sfumati dalla fantasia, racconto che nel 2006 ha vinto il premio speciale per la narrativa «Giuseppe Schirinà». Il silenzio è il filo conduttore dei racconti che forse hanno un risvolto pedagogico, nonostante l'autrice, con fare schivo, affermi che una simile idea non l'abbia neanche sfiorata. Per lei si è trattato di un'avventura, perché «scrivere è un modo per lasciare un po' di noi dopo di noi». Eppure al di là del racconto, dallo stile fluido, limpido, traspare la voglia di soffermarsi a riflettere sull'importanza della vita, quella vita che sebbene negata, viene custodita, ad esempio, in una notte di pioggia, da un cane, che va vissuta anche se ci sono le nuvole, quelle stesse che offuscavano il cielo dell'amica Carmela e che ciò nonostante lasciavano intravedere un cielo azzurro.
GABRIELLA TIRALONGO
LA SICILIA 29.03.2008
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Ristampa
di maggio 2008
Lucia Sortino, Il difficile cammino della mia vita
2008, 8°, pp. 56, Collana CAMMINI n. 2 della Libreria Editrice Urso,
€ 10,00 
UN
REGALO PER LUCIA •Vorrei
che la vita iniziasse un po• a ragionare, il più delle volte anche
lei sbaglia ed assegna dei compiti difficili ed importanti a persone
molto più piccole e fragili del compito stesso•• E• con questa meditazione
sulla vita che Lucia Sortino riporta alla mente i suoi 11 anni, quando
un dolore allo stomaco iniziò a torturarla. Forse dolori mestruali?
Forse appendicite? Fino a giungere al 26 dicembre del 2002 in cui
la risposta fu una, secca e immediata e priva di remissioni di peccati:
CANCRO. La giovane Lucia, ora 17enne, nel suo libro-confessione non
tralascia nulla. •In alcuni dei miei ricordi mi ci vorrei infilare
dentro per rifare quelle cose compiute da bambina, senza problemi,
spensierata e felice come un tempo, quel tempo che non aveva lo stesso
odore di quello di ora, quel tempo che rimarrà sempre in me•. Il ricordo
della sua infanzia le dà forza di vivere. Ma la sensibilità di Lucia
è smisurata. Così nonostante in lei vi sia un cancro che giornalmente
la divora, si dà pena per i bambini affetti dallo stesso male , rivolgendosi
al •cancro• con queste parole: •io vorrei fare fuggire da te ogni
piccolo bambino ma non posso•..quando penso ai miei piccoli amici
morti a causa tua, mi sento quasi in colpa per esser stata più forte
di loro. Io avrei voluto sconfiggerti non solo per me ma per tutti
gli altri•..perché t•intrufoli nei bambini?• Il cuore di Lucia è così
sensibile e pieno d•amore, che arriva al punto di chiamare quelle
piccole vite strappate dalla morte: •Eroi•. Scolpendo il loro ricordo
nel cuore. In mezzo a tale sofferenza, non da poco, Lucia osserva
la vita con estrema accuratezza. E saltano fuori delle grida con domande
figlie di una lunga meditazione: •Una persona lotta per la propria
guarigione, lotta tanto, prova tanti dolori, perde anni della sua
vita in un letto, e poi il premio qual è? LA MORTE•. Carmela Monteleone
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Salvatore Di Pietro, La valle dell'ozio, 2008, pp. 176, (Collana MNEME n. 21), € 13.00
La Valle dell’ozio non è un luogo della Terra rintracciabile su una qualsivoglia mappa geografica; se così fosse, sarebbe stato sufficiente pubblicarne le coordinate. Si tratta invece dello spiazzo più o meno ampio, dello spazio mentale più o meno piccolo, che ognuno di noi può trovare nel suo atlante psichico personale.
Nella Valle dell’ozio si scrivono soltanto racconti brevi ...perché chi ozia non può impegnarsi per troppo tempo in lunghe meditazioni o lasciarsi andare a interminabili disquisizioni che impegnano e affaticano il cervello.
Tuttavia, tra i vari racconti se ne trova qualcuno che è meno breve degli altri. Forse è stato scritto in un momento di non ozio in cui la mente ha lavorato più alacremente del solito, o forse è nato perché si sono messe assieme le innumerevoli piccole idee accumulate nei tanti brevi momenti di dolce far nulla che contribuiscono a riempire e a dare un senso alla nostra esistenza.
Salvatore Di Pietro |
 Italico
Libero Troja
Alessandro Patti.
Un esiliato di Weimar che perdette il suo cuore ad Heidelberg
2007, 8°, pp. 80 (Collana
MNEME n. 18)
€ 10.0
Alessandro Patti nacque
nella casa paterna di via Manzoni, al civico n. 32,
il 22 Novembre 1894, coi nomi battesimali di Antonino
Francesco Alessandro, dal padre Francesco, un catanese
trasferitosi ad Avola per motivi di lavoro, e dalla
madre Pasqualina Rizzotti. La madre era figlia di un
modesto agricoltore del luogo, Antonino Rizzotti, che
tanta parte ebbe nel futuro del precoce nipote, agevolandone
le aspirazioni e la svolta nella vita.
Alessandro,
come veniva chiamato, visse i primi anni della sua infanzia nella casa
natale, circondato dall’affetto dei genitori, dei nonni (di uno
di essi portava il primo nome) e delle due sorelle Rosina e Grazietta,
delle quali la prima, che egli chiamava affettuosamente Sidda, andata
sposa ad uno svizzero di Basilea di nome Futterknecht, con la figlia
Ada assistette il fratello nell’ultimo tratto della sua esistenza.
La casa natale sorgeva, e sorge tutt’oggi, su uno dei sei
lati – la via Manzoni – dell’esagono, nel quale è racchiuso
il reticolo di strade e di case, di chiara impronta rinascimentale, che oggi
costituisce il centro e il nucleo principale della città, rifatta dopo
il sisma del 9 – 11 Gennaio 1693. È un palazzetto, costituito da
camere che, distribuite tra un terrano ed una sopraelevazione, si affacciano
parte ad oriente, verso uno slargo e la fiancata della chiesa, con una balconata
unica al piano sopraelevato e due balconcini al piano terrano, e parte ad occidente
verso l’interno del cortile.
Sullo slargo, che si apre nella Via Manzoni all’altezza della
fiancata ovest della monumentale chiesa barocca dell’Annunnziata, comunemente
detta chiesa della Badia, confluiscono, in senso normale tra loro, due arterie
del reticolo centrale cittadino, la Via Napoli e la via Manin detta “delle
Balate” per le lastre di pietra bianca che ne lastricavano il sedime. Sulle
due arterie si è svolta la prima parte della esistenza di Alessandro Patti,
sulla prima raggiungendo infante il vicino palazzetto di padre don Ciccio Piccione
(a vista dalla sua casa), sulla seconda servendosene adulto per godersi il quotidiano
svago della passeggiata in piazza.
Perduto ancora infante il padre all’incirca nel 1900, il piccolo
Alessandro, dopo avere avuto una prima istruzione elementare forse nella scuola
pubblica, fu affidato dal premuroso nonno materno alle cure ed all’insegnamento
del sacerdote Francesco Piccione, amico di famiglia. Costui, oltre agli impegni
religiosi che assolveva nella vicina chiesa della Badia, impartiva lezioni private
di lettere - attività
che esercitò fino alla morte, avvenuta il 30 Aprile 1945 - in
una stanzetta isolata del suo palazzetto, posto nella via Napoli al civico
n. 63, a circa un centinaio di metri dalla abitazione del suo giovane
allievo.
Circondato o, meglio, custodito dagli affetti della madre, delle
sorelle maggiori e del nonno materno, Alessandro, oltre ad aprirsi precocemente
al sapere, acquisì una larga conoscenza dei testi sacri, alla quale aggiungeva
la partecipazione ai riti durante le funzioni religiose; un’esperienza
la stessa, nella quale affonda le radici la futura composizione del poema Il
pomeriggio pubblicato postumamente, ma della quale non ebbe mai sospetto
chi ebbe la sorte di averlo maestro ed amico nell’ultimo tratto della sua
esistenza, tranne qualche riferimento alla Bibbia come importante fonte storica.
La vicinanza del dotto ed interessato precettore, gli aprì
presto il cammino degli studi. Poiché in quel tempo nella città di
Avola l’unica scuola post-elementare era l’Istituto di Avviamento
Professionale con indirizzo di contabilità e computisteria, piuttosto
che fargli frequentare il Ginnasio della vicina Noto che avrebbe costretto
lo studente ancora infante o a viaggiare o a trasferirsi, i familiari,
e soprattutto il nonno Rizzotti che gli era particolarmente vicino, preferirono
fargli completare e conseguire il quinquennio ginnasiale privatamente,
sotto la guida e gli insegnamenti dell’amico sacerdote. Ciò consentì al
validissimo docente privato di offrire ed allo sveglio ed intelligentissimo
discepolo di ottenere un apprendimento ed una formazione non al passo,
ma al di là dei programmi scolastici ufficiali. In quel tempo
il sacerdote non era stato colpito dalla cecità, che un disgraziato
accidente gli procurò
più tardi, a cinquant’anni circa, e che lo accompagnò nell’insegnamento
fino alla morte .
A distanza di molti anni, la sorella Sidda, che col fratello aveva
vissuto la maggior parte della sua vita, ricordava ancora il tempo quando questi,
ancora fanciullo, trascorreva la giornata studiando e dedicando poche ore al
sonno di notte. Per studiare egli poggiava i libri e i quaderni su un tavolino
mobile, che spostava agevolmente, la mattina nella stanza ad oriente e il pomeriggio
nell’altra ad occidente. Seguiva così il corso della luce e dei
raggi del caldo sole siciliano...
[...]Le ricerche eseguite e le note che seguono
presentano un uomo, il cui destino si legò indissolubilmente,
e malauguratamente, alle vicende che portarono la Germania,
patria dei suoi studi, alla catastrofe ed il mondo
civile alla sua metamorfosi. Di lui si può dire
ciò che scrisse, nel 1928, Erich M. Remarque ,
che appartenne cioè ad una generazione “distrutta
dalla guerra… anche se scampò alle sue
granate”.
Italico
Libero Troja
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Giuseppe
Rosana, Finalmente
mi sposo (Tutto
quello che non deve succedere durante la celebrazione di
un matrimonio, mentre nel paese imperversa la Lega Nord!), Collana OPERA
PRIMA n. 11, pp. 88, € 10,00 
Disponibile da APRILE 2007
Il matrimonio si svolge nel 1992, l'anno in cui la geografia
politica italiana cambia perché sconvolta dai processi
dell'allora P. M. Antonio Di Pietro. Cade la prima Repubblica,
scompare la DC e molti potenti uomini politici da Andreotti a
Craxi fino a Forlani, per parlare dei pi in vista, escono di
scena; intanto si affacciano alla politica Silvio Berlusconi
e la Lega Nord. ...Ci troviamo in una cittÀ del Nord.
Giuseppe
Rosana è nato a Noto (SR). Laureato in Discipline delle
Arti, Musica e Spettacolo (D.A.M.S.), Facoltà di Lettere
e Filosofia dell'Università di Bologna, con tesi "Genesi
e Articolazione dell'ATER", relatore Prof. Luigi Squarzina.
Ha iniziato la sua esperienza teatrale all'Istituto Nazionale del
Dramma Antico (I.N.D.A.) di Siracusa come collaboratore del Direttore
Artistico degli Spettacoli Classici negli anni 1982, 1983 (Teatro
di Segesta), 1984, 1986. Nel 1984 ha allestito, presso la sede
dell'I.N.D.A., la mostra per celebrare i 70 anni degli Spettacoli
Classici, mostra inaugurata da Vittorio Gassman.
Dal 1985 Direttore Artistico del Dramma Sacro e dell'Officina
dei Commedianti-Group. Come regista e autore ha messo in scena: Il
Nazareno, L'Iscariota e la sua Coscienza, Il Diverso,
Il Galileo, Pazzi Amori, La Capinera Ferita, Il Fumo e Un Amore
infelice (per la Rassegna Teatrale all'Aperto dei Soliloquio), Lady
Day: La Signora canta il Blus (sulla vita di Billie Holyday).
Dal 1990 iscritto alla SIAE come autore della parte letteraria.
Ha scritto per il teatro: Clochard, La Luna, il Retro Bottega,
Storia di due Amanti, Sogno. Nel 1988 per il "Progetto
Noto" ha realizzato il documentario: "Noto, una città per
il cinema", con interviste a Camilleri, Placido, Ferzetti,
Vasile e Deodato. Ha partecipato alla 44ª (1997) e alla 47ª (2003)
edizione dei Premio Riccione per il Teatro. Dal 2006
Direttore Artistico dell'Associazione CulturArte.
È insegnante di Lettere.
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PUBBLICAZIONE
POSTUMA DI ANNINA RIZZA SCIFO
Disponibile da APRILE 2007
“E’ sera” è il
titolo della raccolta di poesie di Annina Rizza Scifo, insegnante
elementare scomparsa circa un anno fa, disponibile per i lettori
da qualche giorno. Edito dalla Libreria Urso che valorizza
e promuove gli autori locali, inserito nella collana “Araba
fenice”, è la seconda pubblicazione dell’autrice
fortemente voluta dai familiari, la prima, “Terra mia”,
risale al 1997. “E’ sera”, lascia già trapelare
lo spessore della raccolta. E’ il crepuscolo della vita,
di questo l’autrice ne è consapevole e traccia
il resoconto di quello che è stato il suo percorso.
Lo fa con uno sguardo attento alla natura che spesso diventa
pretesto per soffermarsi sulle stagioni della vita e accoccolarsi
su se stessa. Ecco affiorare i sogni, talvolta frustrati come
i suoi aquiloni che non si reggono più al vento della
giovinezza; i ricordi, quello del padre che vede in fondo alla
via e le indica la strada lunga e dritta, ma che scompare per
una “precoce ed improvvisa grandine”, o delle ansiose
manine e della “voce argentina di dolci perché” del
figlio ancora piccolo che la portano a rivivere la fede e l’ansia
della sua giovinezza. In questo ultimo scorcio del suo cammino
si sente sola e stanca, i sogni si spengono ed allora si rivolge
al compagno della sua vita e lo invita a fermarsi: “Fermati.
Già e vicino il nostro tramonto/e non avremo più esami
da fare./ Fermati. Parliamoci e ascoltiamoci/prima di iniziare
il nostro viaggio”. Eppure, nonostante le fiabe appartengano
ad un passato radioso, ecco un guizzo, non si arrende all’idea
della vecchiaia come fine dei sogni, ma si sofferma sull’ultimo “soffio
dell’estate già conclusa” o gode della tiepida
carezza del sole di un “Trasparente mattino d’autunno” continuando
nella sua ricerca: “Io sto cercando il cuore del mondo”.
E’ la ricchezza dei contenuti e dei significati, al di
là della cifra stilistica, la musicalità della
lingua, la sonorità delle parole, la perfetta sintonia
dei suoni con la materia trattata, è questo quello che
arriva con immediatezza alla mente e al cuore del lettore e
lo induce a riflettere sul significato della vita paragonata
allo sfrecciare del treno:“Una corsa ebbra nel tempo
e nel mondo./Dietro una scia di sogni/Chiari, più chiari,/ma
sempre lontani”. Con lei la poesia diventa strumento
duttile e docile alla interiore necessità dell’uomo
di avere risposte ed è per questo che riesce ad indurre
il lettore ad ascoltare la vita.
Gabriella
Tiralongo
in LA SICILIA 31 marzo 2007
Annina
Rizza Scifo, È sera,
Libreria Editrice Urso,
Avola 2007, pagg. 55, € 7,00 
|
ALLE
18,30 DI SABATO 12 MAGGIO
A NOTO nella SALA GAGLIARDI - Via Cavour n. 91
Salvatore Salemi ha presentato Sisifu -
Poesie siciliane
il libro di poesie di Benito Marziano
edito dalla Libreria Editrice Urso
L’autore ha letto delle poesie 
Coordinatore della serata è stato Francesco Urso

Benito
Marziano
Sisifu
- Poesie siciliane (Collana Araba
Fenice n. 25)
pp. 64, € 8,00  |
libro
disponibile dal 21 dicembre 2006
AA.VV., Da Versi a Nina Note
di critica letteraria, Collana Mneme
n. 20, pp. 164, € 10,00 
Volume pubblicato per far conoscere a un vasto pubblico lopera letteraria di Giuseppe
Schirinà
Il volume è stato presentato dal prof. Sebastiano
Burgaretta aI Convegno, che si è tenuto ad
Avola il 21 dicembre 2006, nella chiesa della SS. Annunziata,
dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 15,00 alle ore
19,00 (Lopera letteraria di Giuseppe Schirinà).
Ricordiamo la partecipazione al Convegno di illustri relatori,
tra i quali: Sebastiano Burgaretta (Docente, scrittore e saggista),
Angelo Fortuna (Dirigente scolastico, scrittore e saggista),
Giuseppe Liotta (docente di Storia del Teatro al
Dams presso lUniversità di Bologna), Salvatore Martorana
(Dirigente scolastico, saggista, scrittore e studioso di letteratura),
Pietro Poidimani (Presidente Globe Italia Giuseppe Pitrè,
giornalista e scrittore), Salvatore Spoto (saggista, giornalista
e docente di Italianistica presso la Terza Università
di Roma), Carmine Tedesco (Dirigente scolastico, scrittore e
saggista), Francesco Urso (Editore)
|
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  Patrizia
Tomba, Emozioni e ballate della nostalgia (a
cura di Giuseppina Rossitto), Collana Araba
Fenice n. 26, pp. 72, € 9,00 
Patrizia
Tomba (Imola 1949) nutre fin dalladolescenza la passione per
la scrittura che sospende temporaneamente nel 68 spinta da
altre passioni. Laureata in Filosofia (73) e in Scienze Politiche
(96) insegna fino al 89 e successivamente, felicemente
in pensione, si dedica a tempo pieno alla poesia, alla narrativa
e agli scacchi e frequenta corsi presso lUniversità
Primo Levi e il Circolo di poesia La Fattoria.
Partecipa a vari concorsi letterari riportando riconoscimenti e
premi. Come socia fondatrice dellAssociazione Lo Specchio
di Alice è molto attiva nelle collane di scrittura
creativa a distribuzione interna. Oltre agli scritti inseriti in
volumi collettivi, si ricordano i volumetti singoli: Una gran dama
piccola piccola, Tragicamente al di là e al di qua della
cattedra, Scene da un settecento per caso. Con lEditore Mef
ha pubblicato Maddalena, Ritratto di una spregiudicata dama del
Settecento, Firenze, 2005. Vive a Bologna con la figlia a cui dedica
questa raccolta di poesie.
In copertina: Carla
Nutini, acrilico su cartone, 50x70
COMPRA
scegli la copertina che ti piace di più
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 NOVITA' di ottobre 2006
della Libreria Editrice Urso
Giovanni
Manna
Un "pianeta" da (ri)scoprire
Gela: la mia, la tua, la nostra città
pagine 88- € 10,00
N.
10 della Collana OPERA PRIMA
UN
LIBRO DEL GIOVANE MANNA
Viaggio tra realtà e fantasia
<<Pianeta da (ri)scoprire>>
“Un
pianeta da (ris)scoprire. Gela la mia, la tua, la nostra città”
è il libro scritto da Giovanni Manna che a fine mese sarà
in edicola.
Un viaggio, quello del giovane autore, che appare tinto di realtà
e fantasia e che ha come meta e, al contempo, come punto di partenza,
la città di Gela.
Un “buon gelese” sarà la guida del libro. Una
guida non meglio identificata, un gelese che non è mai
nato.
“Il protagonista – spiega Giovanni Manna – è
una figura che si avvale dell’ironia per spalancare le porte
di una realtà che spesso guardiamo, che certe volte osserviamo,
ma su cui quasi mai proviamo a riflettere seriamente. Un’analisi
bonaria ed ironica è quella da me descritta sulle abitudini
quotidiane ed il dialetto della nostra città. Gela raccontata
tra storia e fantasia, tra utopia e realtà. Dall’arrivo
dei rodio-cretesi fino ai nostri giorni, sarà un crescendo
di immaginazione”.
“In questo libro – prosegue il giovane scrittore gelese
– ho voluto fare un’attenta quanto puntuale riflessione
su quella che è la realtà attuale, si tratta di
un viaggio che si sviluppa in due direzioni: quella geografica,
con uno sguardo sulla città; l’altra temporale: con
un viaggio nel viaggio che ripercorre quella che è la nostra
storia in chiave fantasiosa, ma nello stesso tempo reale”.
Nell’occasione, l’introduzione del libro è
stata curata da parte del professore Luciano Vullo. Giovanni Manna,
25 anni, autore del libro, ha conseguito lo scorso anno la laurea
in lettere classiche presso l’Università di Catania
ed ha anche partecipato al Master in Creative and Professional
Writing presso l’Istituto europeo Design di Milano.
Laura Mendola
in LA SICILIA 14 ottobre 2006
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Dal 16 novembre 2010 in libreria

TISTAMENTU
Cc’agghiu campatu a ffari ni ‘stu munnu
se dopu ‘i mia nun vi lassu nenti
tra sintimenti bboni e llungu sonnu
chi llassu a la me' morti? Quasi nenti!
Agghiu campatu abbìa ri stenti
e agghiu tuccatu spissu ‘u funnu
cchi l’agghiu fattu a ffari porcu munnu
se chiddu cc’agghiu fattu è uguali a nnenti...
Angelo Rullini
L'autra facci
2010, 8°, pp. 56, € 10,00
Collana ARABA FENICE n. 37
ISBN 978-88-96071-29-8
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Fernando
Buscemi,
Storia
della Rebetika, (Collana Mneme
n. 19), pagine 128, ill., € 13,00
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DALLA PREFAZIONE
DI Marilena Tamiolaki |
[...]Vedere
pubblicata la storia della rebetika in Italia mi riempie di gioia
e commozione non solo perché sono greca ma anche perché
appassionata di questa musica e affascinata dalla filosofia di vita
che ha accompagnato il rebeta durante il suo cammino.
I tempi sono cambiati da allora, la nostra vita è diventata
più facile per certi versi e più difficile per altri,
e rivisitare le vie despressione scelte da certi gruppi di
persone emarginate (spesso volontariamente emarginate), per esprimere
il loro disagio personale e sociale ci fa riflettere e ci permette
di seguire il loro percorso non come semplici spettatori ma da attori,
grazie al confronto fra noi stessi così diversi, così
sicuri della nostra esistenza stabile e regolare, con i rebeti la
cui vita era fluida e piena dincertezze.
Leggendo le pagine di questo libro mi sono sentita trasportare
lentamente in altri tempi, in altre atmosfere quasi magiche, a
volte forti e drammatiche, a volte dolci e romantiche, dove la
personalità
dellindividuo veniva messa in primo piano rispetto al bisogno
economico e dove i rebeti preferivano lemarginazione ad
unesistenza
al servizio del dio denaro. Ed ho sentito il bisogno di mettere
su un disco ed ascoltare per una volta ancora canzoni già
mille volte ascoltate, che ti fanno rivivere episodi di vita che
non sono tuoi ma che stranamente senti che ti appartengono, forse
perché toccano delle corde particolari della tua esistenza,
oppure ti fanno semplicemente ricordare fatti della tua vita
simili a quelli descritti nei testi.(Continua...)
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Salvatore
Di Pietro, I
perché del nostro dialetto. Storia linguistica e sociale
della Sicilia, con annessa grammatica dialettale avolese e netina
(Collana MNEME
n. 17, Libreria Editrice Urso), pagine 208,
€ 18,00
[...]Il presente lavoro è
il frutto di anni di osservazioni, di ricerche, di annotazioni,
di semplici intuizioni e di domande rimaste senza risposta.
Lidea di una storia linguistica della Sicilia non è
certamente originale, tuttavia si rende necessaria per meglio osservare
le linee evolutive del dialetto siciliano. Esso, difatti, ha subito
le influenze degli idiomi di numerosi popoli, ha recepito le novità
linguistiche provenienti dagli emigrati ritornati sullisola,
ha soggiaciuto agli adattamenti semantici impostigli dal gergo mafioso
ed è stato spesso vituperato e messo al bando dalla scuola...
dalla
Prefazione di
Salvatore Di Pietro
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 Graziana
Scaffidi, Momenti
di poesia, 2005, pp. 48, € 7,00, Collana Opera
prima - poesia ragazzi n. 8
Graziana
Scaffidi, nata ad Avola il 12 luglio 1995, ha iniziato a scrivere le sue prime
poesie quando ancora frequentava la 2Ŗ elementare.
Ha partecipato ad alcuni
concorsi, classificandosi anche ai primi posti a livello nazionale, come nel caso
del concorso "L'Usignolo d'Oro".
Graziana
Scaffidi in questo libro di poesie esprime sentimenti damore, damicizia
e di pace, e lo fa con semplicità e convinzione. Gli argomenti che tratta
sono di grande valore umano: la famiglia, e con essa un pensiero particolare è
dedicato alla donna, alla mamma ed al papà, la guerra che ormai da molto
tempo caratterizza il mondo e, soprattutto, i rapporti tra gli uomini, lera
consumistica presente in questi ultimi anni, che ha fatto della Terra da paradiso
terrestre a luogo quasi invivibile per via del forte inquinamento che essa ha
dovuto subire nel corso degli anni proprio per lopera ingrata delluomo.
dalla
PRESENTAZIONE di Martino Miucci (classe 5Ŗ A Scuola Primaria II
Circolo 2005/2006 Avola)
Ormai riesco ad apprendere solo da vecchi
e bambini, dico.
Ovviamente, sono il passato e il futuro...,
mi risponde annuendo e con compiaciuto sorriso Ermanno Leo, il chirurgo, pochi
momenti prima che apra col bisturi il mio addome per eliminarci il male.
Lanestesia
mi addormenta quando ripeto ad alta voce i versi di Risarcimento,
poesia di Gesualdo Bufalino.
Me ne ricordo mentre Ciccio Urso mi fa dono dellultima
sua apprezzata novità editoriale: un libro di poesie di una bambina, presentato
da un bambino.
In copertina sul bel colore verde è riprodotto un disegno
dellautrice: una finestra aperta (al di là della quale si intravedono
due alberi), un camino acceso, una sedia dietro uno scrittoio sul quale giacciono
un lume a candela acceso, un calamaio con penna doca, un libro aperto con
segnalibro.
La semplicità espressiva del disegno già dispone
bene alla lettura: il disegno ben fatto è indice di una sensibilità
dellautrice che si rinviene anche nei versi.
Lintroduzione è
di Martino Miucci, un bambino di dieci anni che ben conosco e che per giudizio,
maturità, simpatia, posso definire un piccolo già grande.
Martino
si avvede da subito che i versi della sua coetanea, trattano argomenti di
grande valore umano ed esprimono sentimenti damore, damicizia
e di pace. La chiusura della presentazione è una vera e propria fulgurazione:
Vorrei tanto che tutti i potenti della terra leggessero poesie come queste".
Dopo che Martino Miucci è riuscito a mettere il mare nel bicchiere
è difficile dire qualcosa di più sui versi di Graziana Scaffidi,
bambina di Avola, nata nel 1995, che già da vari anni scrive poesie.
La raccolta inizia con un inno alla festa della donna, si regala la mimosa
/al posto della rosa e e prosegue con un desiderio di pace, è
un sogno / di cui tutti abbiamo bisogno/... e significa esprimere amore...
Poi continua col colore del cuore rosso, un segno damore.
Non mancano versi dedicati ai genitori, alle stagioni liete, al degrado della
società ( Mondo perso) e agli eroi di Nassirya, Eroi
sono rimasti / nei nostri cuori rimarranno/amori vostri. E poi a conclusione
un inno al fiore metafora alternata della rosa e della mamma con un
gioco di parole che si fa apprezzare.
E amore il vocabolo
che più ricorre nei pensieri scritti di Graziana: amore in senso lato,
per la vita, verso i congiunti, verso i simili, per la pace.
Avevo dedicato
i miei Gusci di mandorle ai bambini, perché ricostruiscano.
Graziana e Martino hanno raccolto il testimone.
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Carmela
Monteleone, Schegge
di un copione ingabbiato, Libreria
Editrice Urso, Collana Araba
Fenice n. 21, Avola agosto 2005, pagine 64, € 8,50
Nel
teatro della mia mesta vita
non riesco a gestire il dramma
che popola
limmenso tendone.
Ignara del prossimo ruolo da svolgere
mi muovo
lentamente e intimorita
che la strada intrapresa
sia solo piena dassurde
bestialità
o addirittura inutile.
Schivo i colpi meschini del nemico
come meglio sa fare il mio essere
e traccio un linguaggio restìo
forse larchetipo di un archivio
impolverato, sperduto, rinnegato
che nessuno mai toccherà.
Il tendone è pieno di polvere.
Quanti attori come me popolano la vita?
Carmela
Monteleone  La
nuova via delleditoria siciliana passa per Avola. Ciccio Urso, gentiluomo
avolese-netino e libraio dell'esagono mi ha presentato Carmela Monteleone quasi
per caso, durante una mia fugace apparizione in piazza. "Scrive, sai?,
mi aveva detto durante l'uggia di un lontano mese d'inverno, evidentemente compiaciuto
di questa sua indiscutibile funzione di "talent-scout" letterario. Poi
una sera mi telefona Carmela, chiedendomi scusa per il disturbo: Potrei
farle leggere qualcosa?. Da quel momento è nata una vera e propria
collaborazione letteraria, ma si potrebbe meglio dire un approfondimento delle
tematiche della sofferenza, del patire di ogni giorno.
Carmela Monteleone
sposa il suo disagio di vivere e lo porge garbatamente allattenzione degli
"altri", per fornire una chiave di lettura che faccia luce sulla esistenza
di ciascuno di noi. A una prima analisi potrebbe apparire un pensiero pessimista,
privo di luce. Ma bisogna scavare. È un po' come imbattersi in quei "Lied"
di Mahler che di primo acchito non coinvolgono l'ascoltatore, per poi rendersi
conto che la luminosità che sprigionano è fruibile, vera, scevra
da additivi emozionali.
La scrittrice definisce la vita come "un immenso
tendone", quasi fosse un circo dove ciascuno recita il proprio ruolo, bestia
o domatore che esso sia. Dietro il nylon della tenda, la paura di vivere, materica,
che si scontra con un'anima ferita, ma sempre disponibile a riprendere il volo.
Sottofondo a tutte le liriche, c'è il "basso continuo" di una
composizione orchestrale incisiva, la mancanza dei propri cari. L'umana carenza
di affetti stride col percorso quotidiano, pur dissolvendosi nei gioiosi momenti
vissuti con i propri nipoti e la particolare predilezione per il proprio fratello,
sempre prodigo di aiuto.
Poi l'invito al silenzio, per rompere un frastuono
fatto di "parole inutili".
L'autrice dispone abilmente le tessere
del mosaico della vita, malgrado la passione" offertale dai suoi dolori
sia forte. C'è un progetto di fondo, razionale, inequivocabile, che la
spinge ad appellarsi a un mondo, illusorio sì, ma nel quale deve pur esserci
qualcuno pronto a bloccare la caduta libera di chi soffre. Le pagine sono intrise
di sincero realismo: "Esco da casa/ e indosso la maschera/ che regala a chi
m'incontra/ il volto del sorriso. Rincaso/ e appendo la maschera a un chiodo/
Mi specchio/ C'è il mio vero volto/pallido/cupo/fragile".
Carmela
fornisce l'unica chiave di lettura gestibile in un'esistenza sempre più
complessa da decifrare: accettarsi. Accettare se stessi perché non è
stato ancora inventato, anche se una società spietata e avida di materia
indurrebbe a pensare il contrario, "un microchip a forma di cuore che si
possa programmare a proprio piacimento", come se si cambiasse un canale per
sfuggire alla pesantezza della quotidianità.
La scrittrice-poetessa
esterna dubbi, consegna frammenti da conservare nell'intimo della propria anima,
spinge alla autoanalisi attraverso la forza di ogni parola. E riesce a farlo anche
quando il tracciato autobiografico s'inerpica lungo la mulattiera di quelle storie
comuni incontrate in un ospedale, in compagnia del proprio male, sperando che
la vita non possa e non debba essere "una partita persa fin dall'inizio".
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NOVITA'
DI LUGLIO 2006
DELLA LIBRERIA EDITRICE URSO
Gioacchino
Scorsonelli, EROS e AGAPE - UN CAMMINO SPIRITUALE (Collana
CAMMINI n. 1), pp. 72, € 9,00 
Ho
sempre coniugato la ricerca artistica con lesigenza di esprimere
il mio cammino spirituale; un itinerario umano, artistico e spirituale
in cui il percorso interiore e quello artistico interagiscono verso
la ricerca dellassoluto. Ho iniziato creando composizioni
astratte con segni, spazi, co-lore e luce che tendono allinfinito,
ma poi, osservando la natura, ho cominciato a dipingere i fiori
che sono sublime espressione della bellezza del creato, sono completi
in sé, sono pieni di vita, luce
e colore, sono un microcosmo perfetto rappresentativo del macrocosmo
dellassoluto e dellinfinito.
I miei quadri si trovano presso collezioni private: Sicilia (Noto,
Siracusa, Comiso, Ragusa, Agrigento, Catania, Palermo); Firenze,
Bologna, Torino, Milano, Venezia; Parigi, Ile de Ré, Royan,
Toulouse (Francia); Lippstadt (Germania); Hartford (USA); Santa
Fe (Argentina).
Pubblicazioni:
1992 AA.VV., Tracce di lettura, Zangara Stampa Siracusa
1997 Leducazione creativa
Giocando con pennelli
e colori,
Comp-graphica 85 Noto
1998 Latto creativo La pittura e la scrittura,
Comp-graphica 85 Noto
2001 AA.VV., Bisogni di libertà e vita urbana,
Editrice Istina Siracusa
GIOACCHINO
SCORSONELLI |
Corrado
Bono, Frammenti di luce, 2004, 8°,
pp. 60, € 7,00 
DALLA
QUARTA DI COPERTINA Riteniamo opportuno dover
ringraziare Corrado per questa novella epifania di parole, storicamente
inglobate, sotto veste poetica, nel cinquantunesimo libro della
nostra casa editrice, in questa collana intitolata Opera prima.
Le sue poesie, che qui abbiamo raccolto,
sanno esprimere con gioia e con serenità il credo in valori che il nostro
amico poeta scriverebbe con tutte le lettere al maiuscolo, valori che sono, poi,
la migliore tradizione culturale e di vita di quanti, sensibili e speranzosi,
vivono in questo mondo.
Non possiamo che rispettare questa, e anche ogni
altra, visione del mondo nel nostro intendere con flessibilità la letteratura
e la complessità della vita.
Noi che siamo impegnati nei vari mitici
incontri diurni (e anche notturni), noi che riusciamo a creare eventi significativi
di costante promozione umana, confortati, sempre, dal sostegno dei numerosi, che
ci seguono anche attraverso la virtuosità delle nuove comunicazioni,
siamo sempre accompagnati dai contributi poetici di Corrado.
Nellaugurare
una larga diffusione e lettura di questo libro, auspichiamo ulteriori manifestazioni
e rivelazioni di grazie e di gioie a Corrado e ad altri coraggiosi quanto lui
nel guardare con un occhio sempre diverso, da poeta, questo mondo che comunque
ci appartiene.
Un pizzico di sana follia ci guiderà e ci aiuterà,
obbligatoriamente, in questo gioco quotidiano, che potrebbe essere la cosa più
seria della vita.
Le illuminazioni, poi, di cui abbiamo tutti tanto bisogno,
coi loro Frammenti di luce, e le loro apparenti casualità, non possono
che far bene a quanti di noi sono in cammino, ora, e da sempre, nellarco-baleno
della vita.
Francesco Urso
Libraio Editore in Avola
|

Paolo Rizza |
Anonimo,
Due danze per liuto. Trascrizione in
notazione moderna di Paolo Rizza,(Libreria Editrice Urso, Collana
Euterpe n. 1, 2004,
8°, € 2,00)
Il
termine revisione è indicato come l'insieme degli interventi rivolti affinché
un testo musicale antico possa adeguarsi alle convenzioni grafiche e alla prassi
di una esecuzione moderna. Il termine trascrizione: procedimento secondo il quale
si riportano in notazione corrente musiche scritte con antichi sistemi (neumi.intavolature)
adottando le diverse chiavi di interpretazione che la paleografia musicale ci
offre. Fatta questa breve premessa, mi è caro ribadire che spesso la trasposizione
sul nostro strumento di brani concepiti per altri strumenti e addirittura più
antichi della chitarra, comporta il più delle volte delle notevoli difficoltà,
sia per ciò che riguarda il movimento delle parti (voci), sia per quella
che viene definita ad una adeguata diteggiatura. L'autore, in questi lavori ha
certamente considerato e vagliato tali problemi creando quell'osmosi necessaria
che rende da una parte il rispetto del testo originario e dall'altra la consapevolezza
di una esecuzione sul "nuovo" strumento.
S. Daniele Pidone |
|
Venerando
Argentino
, Le mie poesie, 2004,
8°, pp. 50, € 7,00 (Collana OPERA PRIMA N.
1)
C'è
un tempo giusto per ogni cosa (anche se giustamente "il tempo non esiste")
e Venerando ritiene di aver tentato fino ad ora tutte le strade della scrittura,
ma non la più giusta; allora vuole scommettere con la carta stampata, perché
(non vi pare che sia così?), un libro è sempre un libro. Venerando
però ricorda anche, che tiene sempre a mente le sue poesie e, se volete,
ve le può recitare quando volete, come facevano i poeti di una volta. Oggi,
con la concretizzazione del suo più grande sogno, la pubblicazione delle
sue poesie, davanti a lui si apre l'infinito. Francesco
Urso Libraio Editore Io
sono un mosaico formato da mille pezzi e in altri mille mosaici c'è
un pezzo del mio mosaico.
Venerando Argentino |
|  Collana
LA LAUREA IN TASCA
Una
parte della tesi di laurea (o tutta la tesi), da proporre in lettura agli amici
più cari.
Con la certezza di due cose in tasca, la laurea e un libro.
Si chiude un percorso e se ne comincia un altro, forse più impegnativo. 1) Lilia Urso, Lacrime
eroiche lacrime umane,
2004, 16°, pp. 70 - Esaurito
[...]Esporre
in breve le idee che i Greci hanno elaborato nel corso dei secoli intorno al male,
e ai temi ad esso inscindibilmente connessi della libertà, della colpa
e della sofferenza, è un compito estremamente arduo. Lunica via percorribile
è quella di scegliere alcuni filoni di quella cultura, che è tanto
ricca e stimolante da essere ancora alla base della civiltà moderna e contemporanea,
trascurandone alcuni, che pure sono tuttaltro che privi dinteresse.
Sembra necessario dare la parola ai poeti, sia perché il linguaggio simbolico
della poesia è particolarmente adatto a trattare il tema della sofferenza
sia perché dei miti da loro elaborati anche i filosofi e letterati di ogni
genere si sono nutriti. La civiltà greca, come le altre grandi civiltà,
ha avuto coscienza delluniversalità dellesperienza del dolore... Lilia
Urso |
|  Stella
Giovanni, Una Vita. Opere (1989-2003) (Libreria Editrice Urso, Collana
Omnia 1), pagine 1321, € 22,00
Dalla INTRODUZIONE di
Salvatore Martorana
[...]Avrà certamente un posto in una rassegna dell'attività
letteraria della seconda metà del XX secolo Giovanni Stella, la cui opera,
quale a tutt'oggi risulta, si raccoglie nel presente macrotesto. Questo offre
il vantaggio al lettore di oggi e di domani di leggere l'opera come è stata
data alle stampe dall'autore stesso, e di situarne le singole parti al posto a
ciascuna pertinente nella successione cronologica, sì da poterne cogliere
l'iter compositivo in uno all'evoluzione e alla maturazione tematica e stilistica.
Questa è la ratio che guida il presente lavoro di presentazione che prescinde
dalla distinzione fra prosa e versi per privilegiare, appunto, le fasi dell'estrinsecazione
del mondo interiore dell'A. Altro vantaggio di notevole importanza è dato
dalla possibilità di individuare, con approssimazione molto vicina alla
realtà, la data di inizio della produzione di G. Stella, stante che riferimenti
temporali quasi precisi si leggono fra le pagine stesse dell'A. il quale nell'Indice
della prima raccolta di versi - Miraggi -
indica la data di composizione dei primi componimenti: 1967-1968. |
|
Benito
Marziano,
Don Agostino Salvìa e altri racconti (Collana Mneme
n.16, Libreria Editrice Urso),
pagine 112, € 10,00
[...]
A me pare che con Don Agostino Salvìa e altri racconti siamo davanti a un piccolo opus di bella scrIttura, a una sorta
di minuscolo scrigno d'arte che contiene e rivela note alte di umanità
e di apertura mentale e affettiva, che toccano vivamente il lettore.
Temi e motivi dei racconti sono gli stessi che riguardano tutti
gli uomini di ogni tempo e luogo, come dimostrano peraltro vari
echi letterari di matrice diversa affioranti qua e là, da
una parte, e riferimenti a problemi peculiari del nostro tempo,
dall'altra. L'asse portante di tutti i racconti sembra essere il
dramma dell'esistenza umana, che si gioca tutto sul filo bipolare
intercorrente tra comunicabilità e incomunicabilità.
Dalla presentazione di Sebastiano
Burgaretta
|
| Salvatore
Salemi è professore di Italiano e Storia
al Liceo delle Scienze Sociali
di Noto
e si è da sempre occupato di autori siciliani, nonché
di poesia dialettale di questo angolo siracusano di Sicilia. Regaliamo
al vostro piacere di leggere la sua prefazione all'ultimo libro di Giovanni
Stella appena pubblicato dalla nostra Libreria Editrice
col titolo Il
rigattiere e l'avventore
nella collana Mneme (pp. 192, € 13,00)

Il
rigattiere e l'avventore: trovo efficace questo titolo che, frutto della feconda
fantasia di Stella, rivela
la caratteristica fondamentale del presente libro. Infatti, a somiglianza di un
rigattiere che acquista e accumula roba usata per poi rivenderla, l'autore ha
voluto riunire nel volume, per offrirli al lettore - avventore, alcuni suoi scritti
sicuramente non inediti, essendo già stati pubblicati in varie riviste.
D'altra parte, come di vario genere si presentano i vecchi oggetti che il rigattiere
vende nella sua bottega, così diversa è la natura degli scritti:
sono ritratti di uomini noti, conosciuti dall'autore nelle più disparate
circostanze; descrizioni di luoghi e di città, svolte con acuta sensibilità
estetica; testi polemìcì su questioni varie, principalmente sul
tema della giustizia; e ancora resoconti di conferenze e di convegni di carattere
professionale ed elogi di amici.
Opera per così dire "di seconda
mano" - a volere usare un'espressione particolarmente icastica, ma priva
di qualsiasi connotazione negativa - Il rigattiere e l'avventore si presenta,
dunque, come una sorta di miscellanea di prose, tra le quali occupano un posto
di rilievo, e non solo per una ragione numerica, gli scritti che rievocano incontri
con personaggi di indubbia fama, stimati e ammirati dall'autore: da Nunzio Bruno,
artista e custode delle tradizioni popolari siciliane, al professor Coppi, avvocato
principe del foro; da Lucio Mariani, prestigioso dottore commercialista di Roma
e fine poeta, a Gian Paolo Manganaro, di origini avolesi, docente di letteratura
italiana all'università di Lille, esperto traduttore in lingua francese,
nonché profondo conoscitore e critico di Gadda, Calvino e Consolo. Ma il
libro lascia spazio anche al ricordo, spesso commosso e appassionato, di persone
comuni: tale è Liena, la ragazzina della Bielorussia conosciuta da Stella
durante un soggiorno ad Avola, ospite di una famiglia della città; tale
è ancora "mamma " Concettina, suocera dell'autore, rievocata
in una pagina toccante per le sue doti di saggezza e di esemplare bontà.
Per tali caratteristiche il libro rivela la volontà di Stella scrittore
(ché egli è anche poeta) di proseguire un discorso già avviato
con se stesso e con i lettori e si pone in un rapporto di continuità con
le opere in prosa immediatamente precedenti composte dallo stesso. Mi riferisco
ad Amici cari, opera costituita da una serie di scritti, in cui la rievocazione
di varie e significative vicende che hanno contrassegnato le diverse fasi della
vita dell'autore si mescola alla descrizione, concisa e pregnante, della personalità
di uomini, gli "amici cari", dei quali egli serba un indelebile ricordo.
Mi riferisco inoltre al volume, pubblicato ancor prima, dal titolo Le Sirene e
l'Isola, che è composto da un insieme di testi che descrivono alcuni siciliani
più o meno noti, dall'editore di Stella, l'avolese Ciccio Urso, all'altro
suo concittadino Giuseppe Schirinà, poeta e scrittore; o che rievocano
momenti della vita dell'autore resi significativi - e perciò rimasti impressi
nella sua memoria - dalla presenza o dall'incontro con altri siciliani ancor più
illustri, da Corrado Sofia a Vincenzo Consolo, a Gesualdo Bufalino. Questo libro,
pertanto, sembra confermare la predilezione dì Stella prosatore per il
"frammento". vale a dire per un testo - di carattere tra il narrativo,
il descrittivo e il riflessivo, con sfumature liriche - di breve respiro e in
sé conchiuso. E' da vedere in ciò - mi chiedo - un limite o un difetto
della sua scrittura? E invero penso che Giovanni forse non scriverà mai
un romanzo - opera ben più complessa di questi brevi, benché piacevoli,
scritti - in cui sia proiettata la sua visione dell'esistenza e del mondo. Ma
sono altresì convinto che egli non senta la necessità di scriverlo,
quel romanzo, perché la sua concezione esistenziale l'ha già espressa
nelle liriche: ed è una concezione pessimistica, negativa. Non diversamente
da Montale, poeta a lui particolarmente caro, Stella avverte un profondo "male
di vivere" che, come egli stesso dice in uno degli scritti di questo volume,
"nasce con l'uomo e lo accompagna per tutta la durata del veloce transito
in questo pianeta". Qual è allora, per lui, il rimedio a questo
male? Di certo non "divina indifferenza ". ma, a voler usare un altro
termine di montafiana memoria, sono certe "occasioni che la vita può
riservare: la conoscenza di una persona di profonda cultura e di grande umanità;
il rapporto di autentica amicizia che ne può conseguire; la possibilità
di evadere dal duro, continuo lavoro in cui egli sprofonda ogni giorno, per godere
con occhio ammirato e con animo da cosmopolita le bellezze di città dalla
storia millenaria: Agrigento, Roma, Parigi. Anche l'amore, quello che attrae l'anima
in un vortice di passione, è per Stella esperienza intensa e significativa,
che si offre quale rimedio, sia pure momentaneo, a quel "male" - e ne
sa qualcosa chi ha avuto la possibilità di leggere le sue raccolte di liriche:
Miraggi, Datteri verdi, Gusci di mandorle, Lapilli - ma, a dire il vero, in questo
libro è assente. Forse sarebbe meglio dire che sembra assente, perché
rivive in effetti in molte pagine, privo della componente erotica, sotto varia
veste: come disposizione all'amicizia, secondo quanto poc'anzi notavo; come senso
della giustizia; come solidarietà e persino compassione verso i simili
che soffrono. Questi nobili sentimenti improntano tanti scritti e, ancor prima,
le esperienze di vita che in essi trovano testimonianza e che costituiscono delle
"occasioni" memorabili per la carica affettiva ed emotiva che le contraddistingue.
Tutte queste "occasioni", dunque, per Stella sembrano gettare all'improvviso
un lampo di luce nel buio dell'esistenza; riempiono parzialmente il vuoto della
vita e ne fanno in un certo qual modo ritrovare il senso. Allora conviene viverle
intensamente e poi serbarle nel contenitore della memoria o, meglio, sottrarle
alla labilità della memoria attraverso la scrittura, per riviverle in seguito,
quando lo sconforto esistenziale potrebbe assalirci, ritrovandone la dolcezza
del tempo in cui si sono manifestate. Sono soprattutto certi grandi uomini - se
l'autore ha la possibilità di avvicinarli, di conoscerne l'animo, di parlare
con loro quasi da amico - a provocare in lui forti emozioni e a creare quelle
"occasioni" significative che la scrittura deve necessariamente registrare.
Il lettore smaliziato scoprirà sicuramente in Stella un certo malcelato
orgoglio per aver goduto del privilegio di conoscere quegli uomini e di aver instaurato
con loro rapporti amichevoli; tuttavia devo sinceramente ammettere che non risiede
in ciò, in tale sorta di vanto, la ragione di questi scritti, nei quali
l'autore invece persegue essenzialmente l'obiettivo di fare emergere da ogni incontro
- da ogni "occasione" memorabile - valori di vera cultura e di autentica
umanità. Quegli uomini illustri che egli ha conosciuto vengono proposti,
infatti, all'attenzione del lettore per il loro rigore morale, per la loro laboriosità,
per il grande e serio impegno di cui dànno quotidianamente prova nella
loro professione o attività artistica e. nel privato, per una semplicità
e spontaneità di maniere che non immagineremmo. Il professor Coppi desta
ammirazione perché "lavora da quindici a diciotto ore al giorno, tutto
l'anno". E che dire della sua vita privata? Egli "è di una semplicità
e di una umiltà indescrivibili". Ad un bunker o ad una cella di carcere
può essere poi paragonato lo studio, collocato a Parigi in ambiente sotterraneo,
di Gian Paolo Manganaro: un luogo ideale per poter lavorare instancabilmente per
molte ore al giorno in condizioni di assoluto isolamento e di solitudine. Ed è,
il suo, un altro esempio di spirito di abnegazione e di rigorosa e totale dedizione
al lavoro. Ma è la pietà, credo, la più alta lezione
di vera umanità che scaturisce da questi scritti: pietà verso chi
soffre, chi è povero, chi vive ai margini della società. Sono sicuro
che al lettore attento non sfuggirà come più d'una volta ritorni
tra queste pagine la figura del barbone, che l'autore tratta con simpatia. Sarà
perché il barbone esprime per Stella - commercialista irretito nella "forma"
della sua professione e assillato da mille impegni quotidiani - l'anelito ad un'esistenza
"vera", libera da schemi e da regole, e il bisogno di un rapporto spontaneo,
cordiale, non ipocrita, con gli altri; ma è certo che l'autore si accosta
alla gente che fa dei marciapiedi la propria casa spinto da una profonda carica
di umanità: "un senso di umana compassione misto a tenerezza"
egli prova da sempre per i barboni, come afferma in un passo significativo dì
Facce sporche. Perciò non disdegna di avvicinarli e di instaurare con loro
un rapporto di sincera amicizia. Stella, tutte le volte che deve recarsi a Parigi,
vuole prenotare lo stesso albergo, per rinnovare il piacere di conversare con
due vecchi barboni che stazionano nei paraggi, i quali apprezzano, assai più
del denaro ricevuto, il dialogo e il calore umano che possono scambiare reciprocamente
con lui. E forse perché somiglia tanto a un barbone, riesce caro a
Stella - ma sono sicuro che sarà tale anche per i lettori - quel George
Whitman gestore della librerìa "Shakespeare and Company", che
si trova a Parigi nei pressi di Notre Dame; tanto che il suo ritratto risulta
certamente tra i più caratteristici e meglio riusciti del libro. Del barbone,
Whitman ha esteriormente il modo di vestire piuttosto trasandato e la bocca quasi
completamente sdentata; e che disordine regna in quella libreria, dove i libri
sono collocati anche per terra, sopra sedie e sgabelli e persino fuori della porta
d'ingresso! Ma quell'uomo, come tanti barboni, ha "un cuore generoso e pulito",
al punto da mettere a disposizione di chiunque ne abbia necessità il suo
appartamentino da bohémien, situato proprio sopra la libreria, al primo
piano dello stesso edificio. Rimarranno certamente impresse nella nostra mente
le parole spontanee e sincere che rivolge a Stella, mentre questi è in
procinto di congedarsi da lui: "Se avete bisogno di qualunque cosa - un letto,
un posto, un amico... - sapete dove trovarmi". Significativa la lezione
di umanità che ci viene impartita attraverso tali vicende; e il lettore
- ne sono convinto - potrà scoprire che una piccola o grande lezione di
vita è sempre presente in ciascuno degli scritti raccolti nel volume. In
ciò consiste, a mio parere, il maggior pregio dell'opera, la sua funzione
sostanzialmente educativa per cui merita di essere letta. Avola, maggio 2002
Salvatore Salemi
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N.11
della collana Mneme
Sebastiano
Burgaretta, Di Spagna e di Sicilia, 2001, 8°, pp.
208, € 14,00 
In un quadro complessivamente
organico sono in questo volume riuniti alcuni saggi e articoli
letterari che Sebastiano
Burgaretta ha prodotto nell'ultimo ventennio; sono saggi
e articoli che testimoniano i rapporti non solo letterari dell'autore
ma anche la sua visione del mondo e rivelano le sue amicizie,
un insieme di esperienze che lo ha aiutato a crescere nella
vita.
Il nostro autore ha per l'occasione rivisto e aggiornato
bibliograficamente, e in alcuni casi anche rifuso, alcuni testi variamente distribuiti
in riviste letterarie diverse. Sebastiano Burgaretta è nato ad Avola
nel 1946 e qui vive e insegna materie letterarie al Liceo classico statale. Studioso
di tradizioni popolari, ha collaborato con Antonino Uccello, al quale ha dedicato
alcuni scritti. Collabora tuttora con varie istituzioni accademiche e con enti
museali siciliani. Spazia, con i suoi interessi culturali, tra poesia e saggistica
varia in campo etnoantropologico, letterario, religioso e artistico. |
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Corrado
Tiralongo, Fissazzioni - Poesie dialettali, 2001, 8°,
pp. 112, € 7,75
Corrado
Tiralongo pubblicò il suo primo libro nel 1994 col titolo Lu me
passatempu, in tiratura di stampa limitata. Perché titolare Fissazzioni
questo secondo volume di poesie pubblicato ora da noi? Secondo Salvatore Salemi,
che ha curato la prefazione a questo ultimo libro, il titolo si ricollega al primo
libro, nel senso che l'interesse per la poesia, se prima ha costituito per l'autore
un modo per trascorrere piacevolmente il tempo libero che gli si offriva tra gli
impegni di lavoro alla fine, con l'età del pensionamento, con maggior disponibilità
di tempo, la meditazione e l'eplorazione delle pieghe più recondite dell'anima
sono state al massimo dell'attività del nostro autore, come una fissazione.
Corrado Tiralongo è nato ad Avola nel 1932. Vissuto per motivi di lavoro
lontano da Avola per circa vent'anni, vi è tornato nel 1975 e, da allora,
vi dimora abitualmente. Ha ottenuto due riconoscimenti per composizioni poetiche
in dialetto siciliano: Premio "Il Circolo - Città di Avola" 1994,
5° posto; Premio "Pino Motta" 1995, 2° posto ex aequo.
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NELLO
LUPO, Don
Lorenzo Milani prete e maestro, 2001, 8º,
pp. 208, ill., € 14,46
N.
14 della collana Mneme
A oltre trentanni dalla sua morte don Lorenzo Milani fa ancora
discutere e rimane al centro di accese dispute.
La
destra lo considera ancora un nemico per avere sfidato la tradizione, la sinistra
spesso lo osanna nel tentativo di chiamarlo dalla sua parte, come fece nel biennio
rosso, la Chiesa lo riscopre profeta, ma tarda a "riabilitarlo" ufficialmenteIl
saggio tenta di presentare un Milani diverso da quello fatto conoscere dai media
nel periodo e nel clima incandescente della fine degli anni 60, a ridosso
della contestazione studentesca e dellautunno caldo.Né disfattista
né rivoluzionario, ma solo e semplicemente prete e maestro. Prete originale,
che sa usare la ragione per coniugare pastorale ed ambiente sociale. Maestro attento
ai bisogni dei suoi allievi, che su questi bisogni costruisce, giorno dopo, il
decondizionamento e il pieno sviluppo della persona umana. Pedagogista insigne
che sa indicare allo sclerotizzato ambiente scolastico italiano le vie del rinnovamento
educativo e didattico. |
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N.12
della collana
Mneme
da
IL GIORNALE DI SICILIA
di giovedì 28 dicembre 2000
Tutti
gli <<Amici cari >> di Giovanni
Stella: Il primo fu il padre
Un
dono sotto l'albero di Natale ha sorpreso gli "Amici cari" di Giovanni stella,
poeta, scrittore e noto commercialista di Avola. Fresca di stampa è infatti
la sua ultima pubblicazione, per la Libreria Editrice Urso, che tratta dell'amicizia.
"L'amicizia supera l'Amore di cui tuttavia si nutre, - scrive Piero Fillioley
nella presentazione del libro - ma lo supera perché ne espelle la tirannia
e vi immette felicità". "Amici cari" è l'avvincente racconto della
vita dell'autore, dei suoi innumerevoli incontri trasformatisi poi nell'amicizia
pura, certamente per la qualità del suo carattere, la sua generosità,
per il suo modo di porsi e saper ascoltare. "Ogni incontro, ogni dialogo è
un'occasione di una crescita dell'animo, - scrive Stella - un arricchimento della
propria conoscenza, perciò è destinato a rimanere indelebilmente
impresso nella memoria." Tantissimi sono stati questi incontri e lo scrittore
li riporta fedelmente, descrivendo i luoghi con dovizia di particolari, le occasioni,
le persone: i suoi "Amici cari". Dal primissimo amico, suo padre, al maestro,
ai compagni di scuola e di giochi, al vecchio medico di famiglia. Ciascuno gli
fa riportare piacevolmente alla memoria ricordi della sua infanzia vissuta ad
Avola e dei suoi studi universitari a Catania. Descritti anche i viaggi assieme
alle persone più care e, ancora, innumerevoli altri incontri con Giorgio
Almirante, Gesualdo Bufalino, Lucio Mariani, Franzo Grande Stevens, George Moustaki,
Corrado Sofia, solo per citarne alcuni. "Si dice che quando l'uomo comincia a
ricordare è segno di senilità, - dice ancora Giovanni Stella - ma
parimenti, il ricordare, conferisce a chi ha acquisito una certa maturità
ed esperienza di vita, strumenti di controllo, di convalida del percorso già
fatto, punti di riferimento certi per la vita ancora da percorrere". I disegni
in bianco e nero che illustrano "Amici cari" sono stati realizzati dall'amico
netino Mario Zuppardo, anche lui dottore commercialista con attività di
pittore, disegnatore e grafico.
Eleonora
Vinci |
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RICORDI
DI UN TEMPO CHE FU
(pubblicazione di settembre 2000)
<<Ogni
città come ogni borgo, ogni metropoli come ogni paesino, qualsiasi luogo,
che sia stato culla e mensa del corpo e dello spirito, vive, si conserva e si
custodisce nei sospiri e nei palpiti dei suoi figli >>. Vivere lontano
dalla terra dove si è nati significa vagheggiarla e amarla anche a distanza,
perché nessun luogo, per quanto bellissimo, potrà restituirci le
sensazioni, i colori, i detti e le leggende dei luoghi che ci hanno visto bambini.
Sembra voler dire proprio questo l'avolese Nuzzo Martorana, insegnante e direttore
didattico, nella sua opera prima I ricordi di un tempo che fu. Martorana,
nato ad Avola nel 1916, emigra in Friuli nel 1945 dove trova lavoro. Ivi risiede
attualmente, salvo
qualche soggiorno nell'amata Sicilia. I ricordi del tempo che fu.
edito dalla <<Libreria Editrice Urso>> di Avola, ha come unica musa
ispiratrice Avola.
In
un racconto che non vuole essere un'autobiografia, ma che rimane tutto intriso
di note autobiografiche, Martorana, nel pieno della "golden age", sente
il desiderio di ripercorrere le linee della sua vita, dei suoi ricordi. Vita e
ricordi strettamente intrecciati alla storia di Avola, ai fatti politici e sociali
della sua terra. E allora, anche se non di Storia con la s maiuscola stiamo parlando
protagonista del romanzo è la storia minore di un paese, che viene raccontata
da un avolese <esule>. Il libro si divide in tre parti, "Alba",
"Meridie" e "Vespero". E se alI'alba i ricordi si tingono
di <epos> e i personaggi si fanno mito e leggenda attraverso lo sguardo
di un bambino, con <Meridie> ci imbattiamo in una realtà che si fa
più dura, più vera, meno poetica. Nella
terza parte "Vespero", il momento del giorno più suggestivo e
melanconico, l'autore indugia invalutazioni sulla società e la cultura
di oggi. L'Avola degli anni venti e trenta è raccontata in "Alba".
E' l'Avola delle donne ai telai, che continuano la tradizione omerica dei poemi
orali e raccontano <racconti meravigliosi>, ispirati a fatti dicompaesani,
intrisi di leggenda. L'Avola dei pendii collinari. il mare. gli uliveti e i mandorleti,
i fichidindia. E' l'Avola della religione, di quel culto, a volte misto a superstizione,
per Sant'Antonio, Santa Venera, San Sebastiano. Il sole della consapevolezza e
della maturità illumina i racconti di "Meridie". Il rapporto
col padre, i tempi del fascismo, la seconda guerra mondiale sono il fulcro della
seconda parte del libro. Nel dopoguerra Nuzzo si trova a dover sbarcare il lunario
e emigra al Nord per trovare lavoro. Con "Vespero" cala il sipario sulla
narrazione.L'occhio
dell'autore è ormai rivolto indietro, <<la fronte pensosa e corrucciata
dinanzi alI'oscuro presente>>, come si legge nella prefazione di Salvatore
Martorana.
Simona
Rossitto La
Sicilia 14 ottobre 2000
Sebastiano
Martorana, Ricordi di un tempo che fu, Libreria Editrice Urso, pagg. 110, €
10,33, N.
13 della collana Mneme compra |
LA
SICILIA VENERDI 20 ottobre 2000
Siracusa cultura PROSSIMA
USCITA DEL LIBRO Dl GIOVANNI STELLA
Novità
in arrivo nel panorama dell'editoria avolese con la prossima uscita del libro
"Amici cari" di Giovanni Stella. Il dottore commercialista avolese con la passione
per la letteratura nel suo ultimo lavoro offre una carrellata di ritratti degli
amici più cari che lo hanno accompagnato nella sua vita. Esperienze di
amicizia che lo hanno arricchito e hanno puntellato i suoi percorsi di crescita
umana e professionale. Sono persone a lui particolarmente vicine, sia nel campo
professionale, sia, e soprattutto, amici che condividono con lui la passione per
la letteratura. "Amici cari" è edito dalla "Libreria Urso editrice" di
Avola. Della stessa casa editrice sono anche altre opere di Giovanni Stella, Miraggi , Gusci di mandorle e Datteri verdi (raccolte di poesie), Le
Sirene e l'Isola, che racconta in una prosa poetica di un viaggio ideale attraverso
i posti della Sicilia, sulla scia di L'olivo e olivastro di Vincenzo Consolo.
Altra opera di Stella è "Block - notes di un artista-Novecento d'amore",
una raccolta di versi tratti dalla produzione dei maggiori poeti del Novecento.
Il block-notes, nella forma di un taccuino, è stato pubblicato dalla
casa editrice avolese "Gepas" di Orazio Parisi.
SIMONA
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