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Copertina libro ZuppardoCorradoZuppardoNOVITA' GIUGNO 2010

Corrado Zuppardo

Memoriale di un siciliano emigrato a Milano
2010, formato sedicesimo, Collana MNEME n. 23, Euro 9,00 acquista
EAN 978-88-96071-28-1



Corrado Zuppardo nasce ad Avola in provincia di Siracusa nel 1916 e si laurea in Architettura al Politecnico di Milano. Opera prevalentemente nel campo dell'urbanistica realizzando progetti di riordino urbanistico per piani particolareggiati e lottizzazioni convenzionate prevalentemente nel comune di Avola. Sempre ad Avola negli anni 1959-1965 progetta (effettuando anche i calcoli strutturali) e costruisce numerosi complessi residenziali adottando svariate tipologie a seconda delle richieste della committenza. A Milano, invece, progetta (effettuando, in questo caso, anche i calcoli strutturali) e costruisce gli edifici in via Leoncavallo, viale Papiniano e via Zanella. Esegue il rilievo e disegna il prospetto per il restauro della chiesa di Santa Maria del Gesu' ad Avola. Tra gli interventi piu' recenti si ricorda la progettazione esecutiva della viabilita' del Piano Regolatore (raccordo a forcella) del Comune di Avola.

TeatroNOVITA' DI APRILE 20010

RIPROPOSTA DOPO CENTOTRENTACINQUE ANNI
LA NUOVA EDIZIONE DI UN LIBRO SUL TEATRO DI AVOLA

GIOVANNI PRIOLO
Teatro d'Avola in Provincia di Siracusa
20
10, 16°, pagg. 64
Libreria Editrice Urso
Collana
RECUPERATA n. 2, Euro 6,00 acquista

Con questa nuova edizione, viene riproposto ai lettori di oggi questo raro testo nella mia collana Recuperata, in concomitanza della fine del lungo lavoro di restauro e di rifacimento del Teatro Garibaldi, e voglio dedicare il mio personale sforzo (portato avanti, come sempre, senza finanziamenti pubblici) a tutti gli appassionati di storia patria.


NOVITA' MARZO 2010
Copertina libro TrojaItalico L. Troja
La mia “prima etade”
2010, 8°, pagine 128, illustrato, Euro 15,00
Collana
MNEME n. 22
EAN 978-88-96071-23-
6
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L’autore, siciliano “moribus non natione”, ripercorre e rivive non senza emozione i primi anni della sua lunga esistenza, da quando la sorte gli fece vedere la prima luce a Sesto al Reghena, un paese ricco di storia e di monumenti, della incantevole prealpe friulana, fino agli anni felici “del consenso” nei quali i genitori, tornando ad Avola, lo portarono nella città dei loro antenati, riparata dalle dolci colline iblee e baciata dall’azzurro Jonio.
 Approdato nel quartiere detto “della Stazione”, da poco dominato da una elegante villa comunale, così ricca di alberi e di fiori da far pensare ad un orto botanico, esso divenne il centro dei suoi svaghi ma anche il centro di osservazione della  vicenda quotidiana di tanta gente che nelle feste divideva il suo tetto con l’asino, perché durante tutta la settimana, nei vigneti di Pachino ( Bimmisca, Bonfalà, Busulimuni, Bonivini), faticava con la zappa dall’alba al tramonto per assicurare un tozzo di pane ad una nidiata di figli. Accanto a questa gente umile ma eroica, operavano botteghe di artigiani, i cui titolari esercitavano un’arte oramai quasi o del tutto scomparsa: sarti, calzolai, bottai, carradori, maniscalchi, fornai, vasai, biciclettai. 
La permanenza nel quartiere (ma non l’appartenenza) cessò tragicamente la notte del 9 Luglio 1943, notte di lutto per la famiglia e per la Patria.
Oltre all’affetto degli amatissimi congiunti, i genitori e i due fratelli, visse una stagione di affetti, la cui sfera comprese anche una numerosa schiera di compagni “stazionari” e un’altra, più ristretta (di poco più di venti persone), di stessi compagni nel quinquennio della scuola elementare. Su questi ultimi campeggia la figura dell’unico, comune e impareggiabile maestro: Antonino Mangiagli, il quale da una scolaresca raccogliticcia riuscì nel quinquennio a trarre fuori un manipolo di futuri valenti artigiani e professionisti. Discepoli costoro, che non dimenticarono mai e benedirono sempre l’opera di tanto Maestro.
Come docenti privati delle materie di secondo grado, la cui fama toccava anche i centri vicini, l’autore ricorda con particolare gratitudine don Francesco Piccione, Alessandro Patti, il baronello Saverio Greco e Salvatore Nigro.
Chiude il libro quello che ne costituisce la spinta e il motore, la rievocazione cioè dell’amore innocente che legò l’autore ad una bimba, entrambi non ancora decenni, e che, anche se avversato pervicacemente dagli ambienti religiosi da essi praticati durante l’adolescenza, per la fermezza e la costanza della bimba fu coronato prima dall’altare e dopo da una convivenza, che durò quarantasei anni. Fino a quando, cioè, la bimba si spense, venti anni fa.

DAL 12 GENNAIO 2010 IN LIBRERIA

copertina

Mia
Io, vampira, 2010, 8°, pp. 344
Collana Opera prima n. 20,
Euro 19,00
EAN 978-88-96071-22-9

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Mia nasce a Noto, il 9 Marzo 1991, e frequenta il quinto anno di Liceo Scientifico di Noto.
All'anagrafe e' Miriam Vinci, ma per amici e familiari e' Mia.
Fin da piccola Mia si cimenta in poesie e racconti, collabora con il giornalino scolastico, e alcuni suoi articoli sono pubblicati all'interno del giornale regionale.
Con la testa sempre tra le nuvole Mia adora osservare e contemplare la natura, ama la fotografia, il cinema, e l'arte in generale, perche' l'arte la rende libera, e si nutre di musica e di lettura.
Palese e' dire che ama scrivere, tutto inizia per gioco e per la voglia di evadere dalla realta', ma la scrittura e' un gioco che diventa serio.
Io, vampira e' il suo primo romanzo ad essere pubblicato.

Maya e' un vampiro particolare perché la famiglia che l'ha adottata vuole fare di lei un essere unico e forte ma fin dall'inizio si mostra indifferente al sangue, non ne sente il bisogno e questo la tormenta. Sa di non essere un’umana, ma comprende di non essere una vera vampira e accettando cosi', rassegnata, ciò che le viene detto dalla famiglia, e cio' che le viene imposto, si lascia guidare, fino a quando un giorno, scoprendo il vero motivo per cui e' stata messa al mondo si ribellerà e da quel giorno Maya non avra' piu' pace poiche' scoprira' che la salvezza del mondo dipendera' soltanto da lei e dalla sua volonta' di non cedere al sangue, alla tentazione.
Ci riuscira' a dominare il suo istinto di predatore? O sara' preda?
Ed il mondo? Il suo mondo che sorte avra'?

copertina ParentignotiNovita' IN LIBRERIA DAL 16 DICEMBRE 2009
GIOVANNI PARENTIGNOTI
Homo minor mundis
(Poesie e prose)

2009, 8°, pp. 56, Euro 9,00 acquista
Collana Opera prima n. 21
Euro 9,00 - EAN 978-88-96071-24-3

COMPRA IL LIBRO

Giovanni Parentignoti nasce ad Avola l'1 settembre del 1974. Da sempre con la passione per la letteratura vaga da Dostoevskij a Bukowski, ritrovando in questo inusuale passaggio le basi per il suo pensiero e la sua scrittura.
Ottiene riscontri positivi su siti internet indirizzati prettamente a scritti di autori esordienti e non,nonché in vari concorsi regionali e nazionali dove le opere vengono spesso selezionate da parte delle commissioni giudicanti,ottenendo ottimi consensi.

NOVITA' DICEMBRE 2009

Copertina Causinovità

Antonino Causi
Versi in liberta'
2009, 8°, pp. 56, Euro 9,00
Libreria Editrice Urso, Collana ARABA FENICE n. 36
EAN 978-88-96071-20-5

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Antonino CAUSI e' nato il 18/07/1964 a Palermo dove abita.
Laureato in Scienze Politiche, consegue il Master Universitario di 1° livello in Immigrazione, asilo e cittadinanza presso la facolta' di Scienze della Formazione.Segnalato in numerose antologie letterarie di poesie e' arrivato finalista ed ha conseguito prestigiosi riconoscimenti. Scrive altresi' poesie dialettali siciliane e religiose. Cura un blog di poesia, cultura e approfondimento dal titolo TONYPOET, il suo indirizzo e'  http://tonypoet.blogspot.com. E’ iscritto ad Associazioni Culturali che hanno come fine la divulgazione, salvaguardia del dialetto e la diffusione della poesia. Versi in liberta' e' la sua prima silloge in italiano.

Questi pezzi di Causi sono il suo omaggio alla vita. Volete chiamarle poesie, come sembra documentare la divertente, variopinta serie di riferimenti a premi, manifestazioni poetiche? Chiamatele cosi'. Quel che conta non e' il nome o la categoria in cui le volete inserire. Non mancano in queste pagine, molte risonanze di lingua poetica, veri e propri esempi di poetichese, reminiscenze. Quel che vale qui e' l'impeto, che non si preoccupa di quanto raccoglie o perde per via. Causi ha l'impeto di dire dell'aria sentita, della fisica partecipazione al mondo. Un libro d'accensioni. Quasi per la brama di sentire la vita. Come se fosse sul punto di andarsene. Come se il mondo fosse sul punto di rientrare nel niente. E allora cosa importa se le immagini vengono dal piu' frequentato hangar delle patrie lettere, cosa importa se l'impeto conosce solo gesti consueti, tipici, parole che vengono dalla scuola, o dalle sale desuete della poesia ottocentesca. Che cosa importa se qui si trova quello che Baudelaire ammirava come scopo dell'arte: le poncif, il gesto cosi' tipico che tutti riconoscono e ne sentono un significato generale. Qui e' una poesia che usa i poncif. Non ha la forza di crearne. Causi, corridore estremo, ne usa a bizzeffe, n'approfitta. Non si disturba per cercare altro, gli va bene quel che una lunga tradizione ha cerato e depositato. Magari gia' messo in archivio. Qui conta l'impeto. Non importa fregiarsi dell'inutile patacca di poeta, di cui si fanno belli solo uomini dalla retorica orribile, se l'impeto dell'autore non parla al cuore altrui. Causi trascina verso l'aria, le luci, la splendida feritissima alterita' del mondo.
Ora avete tra le mani questa forza di Causi. Che vuole dire quanto davvero ''sente'' il mondo. E voi, lettori, ora lo sentite?

Davide Rondoni

copertinaNOVITA' NOVEMBRE 2009

UN'ULTERIORE PUBBLICAZIONE DELL'EREMITA BELGA STANZIATOSI OLTRE QUARANT'ANNI FA NEL TERRITORIO VICINISSIMO AD AVOLA E A NOTO

Fra Ugo Van Doorne

Francesco uomo veramente cristianissimo
Libreria Editrice Urso
Collana
Cammini n. 6
2009, pp. 64, formato 16°, Euro 5,00 - EAN 978 88-96071-25-0 acquista

copertina libriDAL 30 OTTOBRE IN LIBRERIA

Giovanni Stella
''Memoria aggiunta (2004-2009)''
2009, 16°, pp. 144, Collana OMNIA n. 2
EAN 978-88-96071-21-2
, Euro 10,00 acquista
Giovanni Stella, con la sua opera (''Una vita'' e adesso ''Memoria aggiunta'') ha fatto, fra l'altro, quel che Gesualdo Bufalino si augurava avvenisse in ogni comune o città per mano di uno scrittore, e cioè il catasto umano del luogo, vertgato su carta, per restare nella memoria dei presenti e nella conoscenza dei posteri.

Nel linguaggio giuridico memoria aggiunta è un documento nella forma scritta che, con dissertazione pre-feribilmente erudita, volge a replicare alle deduzioni avver-sarie, costituendo perciò una integrazione dei mezzi difensivi utile al contraddittorio fra le parti del processo.
Nella letteratura, memoria, con riferimento alla dea greca Mnemosine, madre delle Muse, è una testimonianza, prevalentemente in forma narrativa, di contenuto autobio-grafico che, con valore affettivo, evoca un tempo passato e, sull’esempio di M. Proust, un “tempo perduto”, alla cui ricerca e rievocazione, attraverso la pagina scritta, tende.
Perciò un libro autobiografico di memorie.
Quando a un testo di memorie di un periodo se ne aggiunge un altro, riguardante il periodo successivo, la memoria diventa aggiunta.
Il presente volume perciò raccoglie scritti sparsi, già apparsi su riviste varie nel periodo 2004 – 2009, successivo al macrotesto
Una vita (Libreria Editrice Urso, Avola 2003, pp. 1256) recante lavori intercorsi fra il 1989 e il 2003
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Giovanni Stella

Copertina CancemiNOVITA' DI LUGLIO 2009
Giusy Cancemi
, Un po' di me attraverso il mare... (Poesie), 2009, pp. 56
Collana ARABA FENICE n. 34 EAN 978-88-96071-17-5, Euro 9,00
acquista
Giusy Cancemi, nata ad Avola nel 1976, vive a Marzamemi, bellissimo borgo marinaro della meravigliosa Sicilia orientale, dopo aver vissuto per dieci anni nella bellissima Portopalo di Capo Passero, che ancora porta nel cuore. Madre e moglie a tempo pieno, scopre di amare la poesia in uno strano modo, quando in una dolorosa parentesi della sua vita perde il nonno, figura quasi paterna, e lo zio paterno. Comincia ad estirpare il dolore, scrivendo, ritrovando un dialogo col suo amato mare, che la tiene a se' sin da bambina; da quel dialogo nelle sere d'estate scopre l'amore per la poesia. Nel marzo del 2009 a Butera si aggiudica il premio ''Fortunato Pasqualino'' della giuria con la poesia ''L'albero della vita'', che verra' poi inserita nell'antologia che ne prende il nome. Nell'aprile 2009 partecipa al concorso letterario 'Il risveglio delle I-dee' a cura di Vera Ambra con la poesia 'Riflesso', dove ancora una volta la sua poesia viene scelta per essere inserita in un antologia d'autori emergenti. Sta lavorando su diversi progetti che presto rendera' noti, responsabile gia' di un noto gruppo di poesia in Facebook che sta riscontrando un gradito successo, conta e spera di divulgare la poesia, perche' la poesia, lei aggiunge, e' l'unica prova dell'esistenza dell'uomo, la poesia aiuta a vivere.

NOVITA' DI MAGGIO 2009
Aggiungiamo una nuova poetessa avolese alle possibili vostre letture

Copertina Liotta

Paola Liotta
Del vento, e di dolci parole leggere...
2009, cm 16 x 22

Collana OPERA PRIMA n. 16
EAN 978-88-96071-13-7 acquista

Del vento, e di dolci parole leggere è il verso di una delle prime liriche di questa silloge, composta nel 2008, dopo una pausa poetica di oltre quindici anni.
L'autrice, che non si è mai curata di pubblicare i suoi scritti, ammette di avere nel frattempo rivolto la propria attenzione alla prosa, considerando la poesia come un angolo "tutto personale" cioè strettamente privato, e privilegiato, da cui meditare sul proprio vissuto.
In alcuni mesi dello scorso anno, invece, tali versi sono sgorgati con semplicità, nella estemporanea auscultazione di quanto, delle sue energie spirituali e affettive, si era sedimentato, forse nell'attesa di quel momento di grazia in cui arrendersi alle imprescindibili istanze poetiche della propria scrittura.
E queste pagine dunque esprimono l'assorto abbandono alla pienezza dei sentimenti colti negli istanti felici di vacanza dello spirito, in un barlume d'alba, nel soliloquio gradito ovunque risuoni la voce amata, nella serena rivelazione di pensieri e aspettative che colmano l'esistenza di ognuno, rendendola perciò preziosa e umanamente degna d'essere vissuta.


Paola Liotta è docente di Italiano e Latino presso il Liceo Scientifico Ettore Majorana di Avola.
Insegna dal 1993.
Tra i suoi interessi letterari, la saggistica e la narrativa moderna e contemporanea.
Dal 2002 al 2007 ha coordinato un’intensa attività progettuale inerente diverse tipologie di giornalismo scolastico e, nell’ambito del Progetto Nazionale promosso dalla Presidenza dell'Associazione Nazionale di Giornalismo Scolastico in collaborazione con l’Associazione Alboscuole e il Ministero della Pubblica Istruzione, a Roma, nel 2005, le è stato conferito il Premio Nazionale ‘docente dell’anno’. Ha pubblicato una serie di articoli per Scuole24ore - La voce libera della Scuola italiana.

NOVITA' DI MAGGIO 2009

copertina Serenelli(PREFAZIONE di Franco Santuccio) Questo libretto è stato pensato e scritto in preparazione al Convegno del 6 maggio 2009 su Alessandro Serenelli, uccisore di Santa Maria Goretti.
Come cappellano della casa di reclusione di Noto sono stato colpito dalla conversione del Serenelli avvenuta in carcere. La casa penale di Noto ha avuto un ruolo privilegiato nella vicenda di un uomo salvato dal perdono.
L'uomo, creato nella vita, si è allontanato da Dio, ha abbandonato la rettitudine; ma la mano potente di Dio non si è mai staccata dalla mano dell'uomo, sebbene recidivo infinite volte. Anzi, quando la malizia e la miseria dell'uomo sono arrivate alla più intensa crudezza, la mano di Dio si è aperta, presentando all'uomo il dono della misericordia e del perdono.
Questa casa di reclusione, con la cella n. 45, che ha ospitato per quindici anni il Serenelli, è un luogo teologico, perché in esso si dispiega il disegno salvifico riguardante la persona di Alessandro. Dio, nella sua opera di salvezza, non disdegna di passare attraverso la storia individuale e collettiva. Il perdono che viene da Dio attraverso la Chiesa è passato anche per questa casa attraverso la persona del vescovo Mons. Giovanni Biandini, che andò in carcere a trovare Alessandro, per ascoltare la sua confessione e offrire il perdono.
L'amore di Dio ha ricostruito dal di dentro l'esistenza di un uomo, Alessandro, il quale sperimentò un recupero a livello esistenziale.
Il libretto vuole essere un semplice e utile strumento per far conoscere la figura del Serenelli, ma soprattutto l'azione di Dio che raggiunge l'uomo e gli cambia la vita.
Poco si conosce a Noto e nella stessa diocesi l'evento di salvezza compiutosi in Alessandro Serenelli, e spero proprio che questa breve esposizione si diffonda nelle nostre parrocchie.
A nome mio personale e della Direzione della casa di reclusione rivolgo un ringraziamento al volontario in questo luogo di sofferenza, prof. Sebastiano Burgaretta, che si è adoperato in prima persona a presentare questa sintesi sul Serenelli nel carcere netino e a curarne la pubblicazione.

Franco Santuccio
Cappellano della Casa di Reclusione

Sebastiano Burgaretta, Alessandro Serenelli - Dono di Dio alla Casa di reclusione di Noto, Libreria Editrice Urso Avola - Collana Cammini n. 4, maggio 2009, 8°, pp. 64, ill., Euro 5,00acquista

Copertina LombardoNovità di aprile 2009
Emanuele Lombardo
L'eco del gusto
2009, 8°, pp. 80, Euro 12,50

Collana OPERA PRIMA n. 19 acquista
EAN 978-88-96071-12-0


L'odore di quelle focacce calde, nella mente di Jean, fece eco al vociare festoso dei bambini attorno al tavolo.
Prendendone una in mano si sentì sfiorare le dita dalle carezze leggere con cui le donne l'avevano impastata.
Ne toccò la superficie con le labbra e quella, calda e ruvida, gli lasciò, come un bacio, un velo di farina sulla bocca.Infine l'addentò e chiuse gli occhi.
Il rustico sapore di quegli ingredienti gli sciolse in bocca l'abbraccio materno della sua Sicilia.

copertinaNOVITÀ APRILE 2009

Benito Marziano
Juliette cara (Romanzo)
2009, 8°, pp. 152,
Collana
MNEME n. 25, Euro 13,00 - EAN 978-88-96071-10-6

[...] Juliette cara, il titolo di questo romanzo, corrisponde, com’è facile capire, alla formula di apertura di una lettera; e una lettera è, o meglio vorrebbe essere, il contenuto dell’opera: una lunghissima lettera che il protagonista, Ennio Corsini, uomo oramai attempato, scrive a Juliette, la donna da lui amata negli anni della prima giovinezza, poi perduta per sempre a causa della leggerezza di un momento, un tradimento che l’ha irrimediabilmente offesa, e divenuta quindi oggetto di una lunga quanto vana ricerca. Juliette è la donna della vita, perché su di lei Ennio aveva fondato tutta la sua felicità e le ragioni della sua esistenza, e a lei non è riuscito, dopo la separazione, a sostituire alcun’altra donna: da qui l’estremo bisogno di scriverle, trovando conforto nel ricordo dei bei momenti trascorsi insieme, ma anche nel racconto di altre vicende della propria vita passata e di quella presente. Ma perché concepire una lettera così lunga, da avere l’ampiezza e la complessità di un intero libro? Per di più è una lettera che non sarà mai spedita, perché Ennio non sa dove Juliette si trovi. In effetti, il lungo scritto di Ennio solo apparentemente, a mio modo di vedere, costituisce una lettera, – e il lettore potrà rendersene conto solo dopo essersi abbondantemente inoltrato nella lettura del libro – perché il bisogno iniziale di ristabilire il dialogo con Juliette, ricordando quella loro luminosa stagione d’amore e ricostruendone le ragioni della fine, si risolve poi nel bisogno, ancor più profondo, di raccontare tutta una vita e di comprenderne il senso, al di là della stessa vicenda d’amore.

Salvatore Salemi

Benito MarzianoBenito Marziano è nato a Palermo nel ’36 e vive a Noto. È insegnante in pensione. Si dedica alla narrativa e alla poesia in vernacolo e in lingua. Da anni collabora alle agende Le pagine del poeta, e ad altre pubblicazioni delle “Edizioni Pagine” di Roma. Ha pubblicato con la “Libreria Editrice Urso” di Avola Don Agostino Salvìa e altri racconti, che si è classificato al secondo posto nell’edizione 2008 del Premio Crispiano (TA), Sezione Narrativa. Nella stessa edizione dello stesso premio, una sua poesia in dialetto si è classificata al terzo posto, sezione Poesia in vernacolo, e una in lingua al quarto posto, sezione Poesia in lingua. Con la Libreria Editrice Urso ha pubblicato, anche, le sillogi poetiche Altri anni, in lingua e Sisifu, in vernacolo siciliano. Alcune sue poesie sono state selezionate in vari concorsi e incluse in riviste e antologie.

copertina del libro di Emanuela StranoNOVITÀ APRILE 2009
Emanuela Strano
Le mie sane paranoie
2009, 8°, pp. 88 - Euro 10,00 acquista
EAN 978-88-96071-1
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[...] Le parole che scrivo e che avrete modo di leggere, se riuscirete a sopravvivere anche solo alla prefazione, servono a me.
Probabilmente mi sono troppo censurata fino ad oggi e, adesso, ho voglia di agire nella maniera opposta.
Solo voglia di comunicare. Comunicare che il bene è sicuramente meglio del male, che amarsi è più utile di odiarsi, che ritrovare se stessi è bellissimo dopo essersi persi, che non c’è niente da nascondere se lo si è fatto in buona fede, che la rivoluzione sociale prima o poi ci sarà.
Con riferimento al titolo, ad un certo punto del mio scrivere, mi sono accorta che forse si trattava di un romanzo d’amore, misto a seri problemi esistenziali. Così la scelta di questo titolo, almeno nessuno si aspetta niente, né voi che leggete, né io che scrivo.

Emanuela Strano

(Emanuela Strano è nata in Sicilia ed è cresciuta tra Noto e Catania. Dopo vari tentativi di fuga in Italia e all’estero, ha capito l’importanza delle proprie radici ed ha deciso di tornare a vivere stabilmente in Sicilia, terra che ama profondamente.
Attualmente si dedica alla natura, all’arte e all’alimentazione sana, e confida, opera e spera in una sopravvivenza felice e armoniosa del genere umano.)


copertina MuccioNOVITÀ DICEMBRE 2008
Nino Muccio
L'Ammiraglio e l'America
2008, 8°, pp. 376, Collana Mneme n. 27
, Euro 25,00
acquistaEAN 978-88-96071-09-0
Sullo sfondo di una storia d’Italia raccontata a partire dalle guerre coloniali di fine Ottocento, vengono narrati i destini irrevocabilmente e tragicamente segnati dei personaggi che trovano posto dentro questa grande vicenda corale. A cominciare da Vincenzo l’Ammiraglio che, col preciso intento di diventar ricco, lascia la casa del Guardabosco e va a cercar fortuna in Africa. Anche a suo padre, il temibile Guardabosco, una quarantina d’anni prima, quando ancora non aveva potuto sposare l’Orba, era capitata un’avventura simile: volontario in Africa per sfuggire alla fame. Alla campagna d’Abissinia il giovane nespolaro prende parte dopo essersi arruolato nell’esercito coloniale del Fascismo proiettato alla conquista di un posto al sole. Nell’ambiente africano Vincenzo sente la gloria a portata di mano. Ecco perché non si tira mai indietro: né col camerata Vanvitelli, né con la signora Filomena Quartuccio ora sposata al Vanvitelli e prima di costui al professor Sanfelice e ancor prima a un tal Filippo Spada. Ma nel destino di Vincenzo non c’è gloria: un mesto ritorno a casa e poi altri tragici eventi. L’incontro con la Strappagola, figlia di Felice il Comisano, eroe sconosciuto ai più ma morto con ignominia. L’incontro con Dietrocaricoavantiuncolpo, incauto artefice della sua illusoria fortuna. Infine l’incontro più struggente, quello con la piccola Cora, sul cui giovane viso di adolescente si scarica la primitiva violenza di Vincenzo, prima che la bambina abbia potuto mettere al mondo Mangiaricotta. Ad infittire la trama altri personaggi rappresentativi di un mondo le cui regole primitive e crudeli non cambieranno mai, contribuiscono a delineare nel loro insieme il quadro socio-antropologico dell’Italia di quegli anni.
CopertinaNOVITÀ DICEMBRE 2008
Sebastiano Burgaretta, I fatti di Avola, 1998, 8°,
Terza edizione, pp. 142, Euro 15,00

EAN 978-88-96071-08-3acquista

Questo fu il primo volume da me pubblicato e segnò nel 1981 la nascita della mia attività editoriale; il libro è contemporaneamente anche il primo pubblicato da Sebastiano Burgaretta e, sicuramente il nostro best e long-seller, con oltre duemila copie vendute. È stato da me riedito nel 1998, dopo tante richieste di lettori, con un saggio di Giuseppe Astuto e un'intervista-novità all'avv. Fausto D'Agata, vicesindaco all'epoca dei fatti e adesso riproposto in terza edizione in occasione dell'anniversario dei quarant'anni da quei tragici fatti.
Il 2 dicembre 1968, durante uno sciopero di braccianti la polizia sparò ad Avola, e ci furono due morti oltre a numerosi feriti. Questo libro ricostruisce la sequenza di quegli avvenimenti per far conoscere ai giovani quella brutta storia e, ricordarla a chi facilmente dimentica.
Francesco Urso

Copertina PirrecoSalvatrice Pirreco
La nuvola che voleva andare sulla luna e altre fiabe
2008, 8°, pp. 104, Euro 15,00

Libreria Editrice Urso, Collana OPERA PRIMA n. 15

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EAN 978-88-96071-06-9

Non è necessario scomodare il latino ”Fedro” o il greco “Esopo” per ascoltare la voce degli oggetti parlanti. Ancora oggi, dopo tanti secoli, esistono delle persone sensibili che attribuiscono non solo alle bestie, ma anche alle cose inanimate, la capacità di ragionare e d’insegnare molte volte, anzi il più delle volte, agli uomini come ci si dovrebbe comportare nella vita e nel mondo.
La giovane scrittrice è una di queste creature forse, anzi sicuramente, perché ama gli animali. Dalle sue fiabe si può dedurre un insegnamento che è il filo conduttore della morale di ciascuna di esse: l’uomo, per essere in pace prima con se stesso e poi con gli altri e con la natura che lo circonda, deve rispettare e vivere in armonia con tutti, deve mettere a tacere i suoi sentimenti di odio e di superbia: solo così potrà costruire un mondo pacifico e per questo sereno e felice.
Le fiabe di Salvatrice Pirreco piaceranno non solo ai bambini per la loro bellezza e per il loro stile semplice e scorrevole, ma anche agli adulti i quali saranno indotti ad una seria riflessione.
Pertanto non posso che augurare a queste pagine una “giusta e degna fortuna”.

Elisabetta Musicaro

NOVITA' OTTOBRE 2008
copertinaEAN 978-88-96071-04-5
Tim Scrivello
Morire per la vita - Racconti
Collana
Opera prima n. 14
pp. 56,
Euro 10,00
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Morire per la vita è una raccolta di racconti che prende il titolo da uno di essi, ma è anche il tema centrale di ogni breve storia.
Personaggi cinici, solitari, confusi, dannati e condannati che fanno parte di questo insieme di storie grottesche  dalla morale sbagliata (da un agente che si trova davanti al più grande caso della sua vita, ma che è già risolto, ad un uomo che ha una premonizione terribile, ma dalla quale non può sfuggire perché irresistibile;  da un autista che prende con ironia il suo lavoro triste, ad un soldato che non è altro che una pedina in un gioco).
Tensione, ironia, colpi di scena non mancano in questa antologia che stupisce e fa riflettere.

 

Tim ScrivelloTim Scrivello (Simone Guastella) si definisce il giovane che non scrive per i giovani.

Appassionato di cinema e di lettura, scrive la sua prima sceneggiatura di un cortometraggio quando aveva 14 anni e, non avendo i mezzi a disposizione per realizzare il cortometraggio in questione e quelli che sono stati ideati subito dopo, decide di scrivere.

Nella scrittura l’hanno aiutato molto i libri di Stephen King e i film di Tim Burton e M. Night Shyamalan.

Questo è il suo primo libro a soli 16 anni, nel quale mischia humour nero con suspence.


Copertina Lucia SortinoSECONDA EDIZIONE settembre 2008
Lucia Sortino, Il difficile cammino della mia vita
2008, 8°, pp. 56, Collana Cammini n. 2
ISBN 978-88-96071-01-4
Libreria Editrice Urso, Euro 10,00
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(Lucia Sortino nata a Noto il 5 settembre 1989, trascorre felicemente linfanzia, frequenta le scuole elementari e medie con impegno e profitto. Nel dicembre 2002, come un fulmine a ciel sereno, scopre di avere una terribile malattia: il cancro. La sua vita si snoda tra degenze al Policlinico di Catania; desideri di rientri a casa; segreta speranza, in parte realizzata, di ritorno tra i banchi di scuola; ansie, paure, speranze, che non finiscono mai. Lucia, sempre in lotta con il suo terribile male, ha continuato a studiare con amore e determinazione, riuscendo a conseguire il sospirato diploma dopo aver affrontato gli esami di Stato presso il Policlinico di Catania. Il 18 luglio 2008 ha sostenuto la sua ultima prova, quella del suo incontro con Dio.)

Copertina libro Cetty StellaDALLA CITTÀ REALE ALLA CITTÀ IDEALE
LA CITTÀ DI AVOLA DOPO IL TERREMOTO DEL 1693

di Cetty Stella - Libreria Editrice Urso

2008, pp. 48, Collana MNEME n. 26, Euro 8,00 acquista

Cetty Stella, figlia del noto Giovanni Stella, percorre il solco tracciato dal padre e si cimenta anche lei nell'arte della scrittura.
Non è certo facile reggere il confronto con un padre illustre e la tentazione potrebbe essere quella di ripiegare su altre più comode strade.
Cetty ha invece dimostrato coraggio e non ha avuto paura di scrivere anche lei un libro che rivela sin dalle prime battute una notevole attitudine alla narrazione.
Cetty si occupa della sua meravigliosa città: Avola.
Una delle tante perle siciliane che, secondo una convinzione diffusa, è erede di quell'Alybas citata da Omero nell'Odissea.
L'Autrice sottolinea le vicissitudini che hanno attraversato questo centro, e, in particolare, rievoca l'evento più infausto che ha segnato la vita della comunità: il terribile terremoto del 1693.
La città fu interamente distrutta e ricostruita altrove poiché il sisma mise in evidenza che la struttura molecolare del terreno avrebbe reso indifeso l'agglomerato urbano in occasione di una nuova scossa.
Da qui si parte per illustrare le tecniche impiegate per la riedificazione degli edifici e per descrivere il nuovo impianto urbanistico impresso dall'Architetto Angelo Italia.
Segue una dotta rassegna sulle chiese della città e, in generale, su tutti gli altri suoi monumenti.
Scorrendo queste pagine si coglie l'impressione di una città ricca di arte e di storia che, anche se è stata sfregiata dalle forze della natura, ha saputo risollevarsi grazie all'abnegazione dei suoi abitanti.
Cetty Stella rende omaggio a questa storia e da fiera Avolese tramanda ai posteri un pregevole affresco della città che le ha donato i natali e che per noi lettori diventa fonte di ispirazione per un viaggio in queste meravigliose terre.

Nicola Madia jr.
(in Gli Oratori del Giorno, anno LXXXI n. 3, Roma, marzo 2008)

copertina Van DoorneISBN 978-88-96071-05-2
Fra Ugo Van Doorne, L'eremita si racconta - Conversazione registrata in occasione del 50° di ordinazione, 2008,
16°, pp. 72, Euro 5,00 acquistaCollana Cammini n. 3
dalla PRESENTAZIONE di Salvatore Adamo
(...)Nella solitudine del suo attuale eremo al centro di una stupenda vallata nel territorio della Diocesi di Noto, popolato dalla presenza mistica della Chiesa netina, di cui, per grazia divina, padre Ugo Van Doorne anima orante e cuore pulsante, il buon eremita continua a vivere il Vangelo sine glossa.
Grazie alla preghiera, divenuto egli stesso pura preghiera, quotidianamente offre la più lampante testimonianza che, dacché Cristo ha riaperto i sentieri del Cielo, non ci sono più due mondi quello fisico e quello spirituale - ma uno solo: il Regno di Dio sulla Terra come in Cielo (Madre Teresa di Calcutta).
In occasione del cinquantesimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale, che ricorre il 27 luglio 2008, padre Ugo, spinto dall'amore per i fratelli, ha avuto l'amabile sensibilità di rilasciare una lunga intervista a Salvatore Adamo, in cui, in forma implacabilmente convincente e serena, risponde a tutti i perché sulla sua singolare scelta di vita.
copertinaISBN 978-88-96071-03-8
A CURA DI VINCENZO CAMPISI e ROSARIA SARDO
Sulle barricate delle competenze
2008, 8
°, pp. 328, Euro 25,00 acquistaCollana Didaskein n. 1

In questo volume sono raccolti i testi prodotti da esperti esterni e tutor che hanno operato nei corsi di formazione previsti dal Piano Integrato degli Interventi del Programma Operativo Nazionale “Competenze per lo Sviluppo”, progettato dal Gruppo Operativo di Piano del II Istituto Comprensivo Statale di Base “G. Falcone – P. Borsellino” di Cassibile - Siracusa e autorizzato dal Ministero della Pubblica Istruzione per l’a.s. 2007-2008. Il volume si divide in tre capitoli, ciascuno dei quali testimonia il lavoro di sinergia con cui i vari operatori dei corsi hanno lavorato, cercando di trovare continui momenti di raccordo tra le attività finalizzate al recupero delle competenze di base degli studenti in lingua madre e matematica e le attività finalizzate a far acquisire ai docenti metodologie didattiche innovative per insegnare predette competenze e per individualizzare quanto più possibile l’insegnamento.

VINCENZO CAMPISI: docente di Materie letterarie nella scuola secondaria di I grado del II Istituto comprensivo “G. Falcone – P. Borsellino” di Cassibile - Siracusa. Collabora con l’Università degli Studi di Catania, in qualità di Formatore nei Laboratori di Italiano Scritto. È autore di vari articoli sulla scrittura funzionale, pubblicati nella rivista Scuola e didattica.

 ROSARIA SARDO: docente di Linguistica italiana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Catania (dove insegna Storia della lingua italiana e Lingua italiana e comunicazione nei corsi di laurea triennale  e  Lingua italiana e mass mediaLinguaggi della Comunicazione scritta nei corsi di laurea specialistica).

copertina RomanoNatalia Romano, I colori del silenzio - Racconti,
Collana Opera prima n. 13, 2008, 8°, pp. 88, Euro 10,00
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Ecco «I colori del silenzio»
Fatti imprevedibili e inaspettati nei racconti di Natalia Romano

«I colori del silenzio» è il titolo della recente pubblicazione di Natalia Romano, medico di professione, scrittrice per caso, o forse, per «fatti imprevedibili e inaspettati che sconvolgono totalmente l'esistenza», confessa al lettore nel risvolto di copertina. Edito dalla Libreria Editrice Urso, il libro comprende otto racconti, preceduti da una toccante lettera inviata all'amica Carmela scomparsa prematuramente, nati dalla spontaneità del sentire i terribili fatti di cronaca. Come dice la stessa autrice, sono racconti inventati, ad eccezione del primo, «Carta», esperienza vissuta, sebbene i contorni siano stati volutamente sfumati dalla fantasia, racconto che nel 2006 ha vinto il premio speciale per la narrativa «Giuseppe Schirinà». Il silenzio è il filo conduttore dei racconti che forse hanno un risvolto pedagogico, nonostante l'autrice, con fare schivo, affermi che una simile idea non l'abbia neanche sfiorata. Per lei si è trattato di un'avventura, perché «scrivere è un modo per lasciare un po' di noi dopo di noi». Eppure al di là del racconto, dallo stile fluido, limpido, traspare la voglia di soffermarsi a riflettere sull'importanza della vita, quella vita che sebbene negata, viene custodita, ad esempio, in una notte di pioggia, da un cane, che va vissuta anche se ci sono le nuvole, quelle stesse che offuscavano il cielo dell'amica Carmela e che ciò nonostante lasciavano intravedere un cielo azzurro.
GABRIELLA TIRALONGO
LA SICILIA 29.03.2008

Lucia SortinoRistampa di maggio 2008
Lucia Sortino, Il difficile cammino della mia vita
2008, 8°, pp. 56, Collana CAMMINI n. 2 della Libreria Editrice Urso, Euro 10,00
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UN REGALO PER LUCIA fotoVorrei che la vita iniziasse un po• a ragionare, il più delle volte anche lei sbaglia ed assegna dei compiti difficili ed importanti a persone molto più piccole e fragili del compito stesso•• E• con questa meditazione sulla vita che Lucia Sortino  riporta alla mente i suoi 11 anni, quando un dolore allo stomaco iniziò a torturarla. Forse dolori mestruali? Forse appendicite? Fino a giungere al 26 dicembre del 2002 in cui la risposta fu una, secca e immediata e priva di remissioni di peccati: CANCRO. La giovane Lucia, ora 17enne, nel suo libro-confessione non tralascia nulla. •In alcuni dei miei ricordi mi ci vorrei infilare dentro per rifare quelle cose compiute da bambina, senza problemi, spensierata e felice come un tempo, quel tempo che non aveva lo stesso odore di quello di ora, quel tempo che rimarrà sempre in me•. Il ricordo della sua infanzia le dà forza di vivere. Ma la sensibilità di Lucia è smisurata. Così nonostante in lei vi sia un cancro che giornalmente la divora, si dà pena per i bambini affetti dallo stesso male , rivolgendosi al •cancro• con queste parole: •io vorrei fare fuggire da te ogni piccolo bambino ma non posso•..quando penso ai miei piccoli amici morti a causa tua, mi sento quasi in colpa per esser stata più forte di loro. Io avrei voluto sconfiggerti non solo per me ma per tutti gli altri•..perché t•intrufoli nei bambini?• Il cuore di Lucia è così sensibile e pieno d•amore, che arriva al punto di chiamare quelle piccole vite strappate dalla morte: •Eroi•. Scolpendo il loro ricordo nel cuore. In mezzo a tale sofferenza, non da poco, Lucia osserva la vita con estrema accuratezza. E saltano fuori delle grida con domande figlie di una lunga meditazione: •Una persona lotta per la propria guarigione, lotta tanto, prova tanti dolori, perde anni della sua vita in un letto, e poi il premio qual è? LA MORTE•. Carmela Monteleone

RaccontiSalvatore Di Pietro, La valle dell'ozio, 2008, pp. 176, (Collana MNEME n. 21), EURO 13.00 acquista
La Valle dell’ozio non è un luogo della Terra rintracciabile su una qualsivoglia mappa geografica; se così fosse, sarebbe stato sufficiente pubblicarne le coordinate. Si tratta invece dello spiazzo più o meno ampio, dello spazio mentale più o meno piccolo, che ognuno di noi può trovare nel suo atlante psichico personale.
Nella Valle dell’ozio si scrivono soltanto racconti brevi ...perché chi ozia non può impegnarsi per troppo tempo in lunghe meditazioni o lasciarsi andare a interminabili disquisizioni che impegnano e affaticano il cervello.
Tuttavia, tra i vari racconti se ne trova qualcuno che è meno breve degli altri. Forse è stato scritto in un momento di non ozio in cui la mente ha lavorato più alacremente del solito, o forse è nato perché si sono messe assieme le innumerevoli piccole idee accumulate nei tanti brevi momenti di dolce far nulla che contribuiscono a riempire e a dare un senso alla nostra esistenza.
Salvatore Di Pietro

copertina ''Detto tra noi''Conoscere il poeta significa conoscere le parole del poeta
così si è espresso Libero D'Agata, parlando di Antonio Caldarella

Antonio Caldarella, Detto fra noi (collana Araba Fenice n. 20), 2007, 8°, pp. 64,Euro 8,50 compra


libravolaPRESENTATO IL 22 DICEMBRE 2007 PER LIBR’AVOLA
L’ULTIMO VOLUME DI POESIA DI Antonio Caldarella

“Detto fra noi” la recente raccolta di poesie di Antonio Caldarella, dedicata “di cuore, o meglio di polmone, al professore Umberto Veronesi” e agli altri della sua équipe per averlo “riportato sull’isola… che c’è” ha convinto e commosso  il pubblico intervenuto numeroso alla presentazione avvenuta sabato scorso presso la sala consiliare del Palazzo di Città. “La condivisione dello scrivere - ha commentato l’editore Francesco Urso che ne ha curato la pubblicazione - fa sentire meno difficile il cammino di quanti decidono di consegnare alla poesia le emozioni dell’anima. Questa esperienza ci fa sentire meno soli in una città dove spesso si ha successo senza cultura”. “Conoscere il poeta, significa conoscere le parole del poeta - ha esordito l’ingegnere Libero D’Agata nella insolita veste di relatore-non relatore dell’incontro. Il mare, l’acqua in movimento, la spiaggia, le dune, il vento sono gli elementi della poesia di Antonio che danno il senso della realtà in movimento, così come il buio, la notte, l’ombra, vissuti non in modo pauroso, danno l’idea che il buio non è mai totale, ma interrotto dalla luce. Ed ancora la presenza tattile, le dita, gli odori che si sprigionano potenti testimoniano una realtà, quella di Antonio, in continuo movimento, spesso improvvisamente diversa dalla premessa”. Tema dominante nelle domande e negli interventi del pubblico: chi è il poeta? cos’è la poesia? a cui Antonio Caldarella ha risposto con estrema sincerità e semplicità: “Presumo che il poeta sia una parte della persona, è un tramite, è quella parte di me che si esprime e che cerca di ribaltare il tempo”. Fra il pubblico anche il sindaco Antonino Barbagallo che ha voluto salutare l’amico di gioventù e compagno di studi: “Sono con voi col cuore al di fuori della politica, perché questa è una serata che parla della nostra città”.
Antonio Caldarella, poeta, drammaturgo, attore e regista, ha conseguito la laurea in Scienze Politiche all’Istituto Orientale di Napoli. Lavora in teatro, cinema e televisione dal 1977.
Con la Libreria editrice Urso ha pubblicato nel 1991 “La luna sfogliata dal vento” (1991) accreditata dalla prefazione di Jean-Paul Manganaro, noto traduttore e critico letterario, professore all’Università di Lille, già professore alla Sorbona di Parigi città dove vive.

Gabriella Tiralongo
In LA SICILIA del 28-12-2007

TrojaTROJAItalico Libero Troja
Alessandro Patti. Un esiliato di Weimar che perdette il suo cuore ad Heidelberg
2007, 8°, pp. 80 (Collana MNEME n. 18)
EURO 10.0acquista

Alessandro Patti nacque nella casa paterna di via Manzoni, al civico n. 32, il 22 Novembre 1894, coi nomi battesimali di Antonino Francesco Alessandro, dal padre Francesco, un catanese trasferitosi ad Avola per motivi di lavoro, e dalla madre Pasqualina Rizzotti. La madre era figlia di un modesto agricoltore del luogo, Antonino Rizzotti, che tanta parte ebbe nel futuro del precoce nipote, agevolandone le aspirazioni e la svolta nella vita.

 


Viamanzoni   Alessandro, come veniva chiamato, visse i primi anni della sua infanzia nella casa natale, circondato dall’affetto dei genitori, dei nonni (di uno di essi portava il primo nome) e delle due sorelle Rosina e Grazietta, delle quali la prima, che egli chiamava affettuosamente Sidda, andata sposa ad uno svizzero di Basilea di nome Futterknecht, con la figlia Ada assistette il fratello nell’ultimo tratto della sua esistenza.
   La casa natale sorgeva, e sorge tutt’oggi, su uno dei sei lati – la via Manzoni – dell’esagono, nel quale è racchiuso il reticolo di strade e di case, di chiara impronta rinascimentale, che oggi costituisce il centro e il nucleo principale della città, rifatta dopo il sisma del 9 – 11 Gennaio 1693. È un palazzetto, costituito da camere che, distribuite tra un terrano ed una sopraelevazione, si affacciano parte ad oriente, verso uno slargo e la fiancata della chiesa, con una balconata unica al piano sopraelevato e due balconcini al piano terrano, e parte ad occidente verso l’interno del cortile.
   Sullo slargo, che si apre nella Via Manzoni all’altezza della fiancata ovest della monumentale chiesa barocca dell’Annunnziata, comunemente detta chiesa della Badia, confluiscono, in senso normale tra loro, due arterie del reticolo centrale cittadino, la Via Napoli e la via Manin detta “delle Balate” per le lastre di pietra bianca che ne lastricavano il sedime. Sulle due arterie si è svolta la prima parte della esistenza di Alessandro Patti, sulla prima raggiungendo infante il vicino palazzetto di padre don Ciccio Piccione (a vista dalla sua casa), sulla seconda servendosene adulto per godersi il quotidiano svago della passeggiata in piazza.
   Perduto ancora infante il padre all’incirca nel 1900, il piccolo Alessandro, dopo avere avuto una prima istruzione elementare forse nella scuola pubblica, fu affidato dal premuroso nonno materno alle cure ed all’insegnamento del sacerdote Francesco Piccione, amico di famiglia. Costui, oltre agli impegni religiosi che assolveva nella vicina chiesa della Badia, impartiva lezioni private di lettere - attività che esercitò fino alla morte, avvenuta il 30 Aprile 1945 - in una stanzetta isolata del suo palazzetto, posto nella via Napoli al civico n. 63, a circa un centinaio di metri dalla abitazione del suo giovane allievo.
   Circondato o, meglio, custodito dagli affetti della madre, delle sorelle maggiori e del nonno materno, Alessandro, oltre ad aprirsi precocemente al sapere, acquisì una larga conoscenza dei testi sacri, alla quale aggiungeva la partecipazione ai riti durante le funzioni religiose; un’esperienza la stessa, nella quale affonda le radici la futura composizione del poema Il pomeriggio pubblicato postumamente, ma della quale non ebbe mai sospetto chi ebbe la sorte di averlo maestro ed amico nell’ultimo tratto della sua esistenza, tranne qualche riferimento alla Bibbia come importante fonte storica.
   La vicinanza del dotto ed interessato precettore, gli aprì presto il cammino degli studi. Poiché in quel tempo nella città di Avola l’unica scuola post-elementare era l’Istituto di Avviamento Professionale con indirizzo di contabilità e computisteria, piuttosto che fargli frequentare il Ginnasio della vicina Noto che avrebbe costretto lo studente ancora infante o a viaggiare o a trasferirsi, i familiari, e soprattutto il nonno Rizzotti che gli era particolarmente vicino, preferirono fargli completare e conseguire il quinquennio ginnasiale privatamente, sotto la guida e gli insegnamenti dell’amico sacerdote. Ciò consentì al validissimo docente privato di offrire ed allo sveglio ed intelligentissimo discepolo di ottenere un apprendimento ed una formazione non al passo, ma al di là dei programmi scolastici ufficiali. In quel tempo il sacerdote non era stato colpito dalla cecità, che un disgraziato accidente gli procurò più tardi, a cinquant’anni circa, e che lo accompagnò nell’insegnamento fino alla morte .
   A distanza di molti anni, la sorella Sidda, che col fratello aveva vissuto la maggior parte della sua vita, ricordava ancora il tempo quando questi, ancora fanciullo, trascorreva la giornata studiando e dedicando poche ore al sonno di notte. Per studiare egli poggiava i libri e i quaderni su un tavolino mobile, che spostava agevolmente, la mattina nella stanza ad oriente e il pomeriggio nell’altra ad occidente. Seguiva così il corso della luce e dei raggi del caldo sole siciliano...

[...]Le ricerche eseguite e le note che seguono presentano un uomo, il cui destino si legò indissolubilmente, e malauguratamente, alle vicende che portarono la Germania, patria dei suoi studi, alla catastrofe ed il mondo civile alla sua metamorfosi. Di lui si può dire ciò che scrisse, nel 1928, Erich M. Remarque , che appartenne cioè ad una generazione “distrutta dalla guerra… anche se scampò alle sue granate”.

Italico Libero Troja

copertina RosanaGiuseppe Rosana, Finalmente mi sposo (Tutto quello che non deve succedere durante la celebrazione di un matrimonio, mentre nel paese imperversa la Lega Nord!), Collana OPERA PRIMA n. 11, pp. 88, Euro 10,00 acquista
Disponibile da APRILE 2007
Il matrimonio si svolge nel 1992, l'anno in cui la geografia politica italiana cambia perché sconvolta dai processi dell'allora P. M. Antonio Di Pietro. Cade la prima Repubblica, scompare la DC e molti potenti uomini politici da Andreotti a Craxi fino a Forlani, per parlare dei pi in vista, escono di scena; intanto si affacciano alla politica Silvio Berlusconi e la Lega Nord. ...Ci troviamo in una cittÀ del Nord.

rosanaGiuseppe Rosana è nato a Noto (SR). Laureato in Discipline delle Arti, Musica e Spettacolo (D.A.M.S.), Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Bologna, con tesi "Genesi e Articolazione dell'ATER", relatore Prof. Luigi Squarzina. Ha iniziato la sua esperienza teatrale all'Istituto Nazionale del Dramma Antico (I.N.D.A.) di Siracusa come collaboratore del Direttore Artistico degli Spettacoli Classici negli anni 1982, 1983 (Teatro di Segesta), 1984, 1986. Nel 1984 ha allestito, presso la sede dell'I.N.D.A., la mostra per celebrare i 70 anni degli Spettacoli Classici, mostra inaugurata da Vittorio Gassman.
Dal 1985 Direttore Artistico del Dramma Sacro e dell'Officina dei Commedianti-Group. Come regista e autore ha messo in scena: Il Nazareno, L'Iscariota e la sua Coscienza, Il Diverso, Il Galileo, Pazzi Amori, La Capinera Ferita, Il Fumo e Un Amore infelice (per la Rassegna Teatrale all'Aperto dei Soliloquio), Lady Day: La Signora canta il Blus (sulla vita di Billie Holyday).
Dal 1990 iscritto alla SIAE come autore della parte letteraria. Ha scritto per il teatro: Clochard, La Luna, il Retro Bottega, Storia di due Amanti, Sogno. Nel 1988 per il "Progetto Noto" ha realizzato il documentario: "Noto, una città per il cinema", con interviste a Camilleri, Placido, Ferzetti, Vasile e Deodato. Ha partecipato alla 44ª (1997) e alla 47ª (2003) edizione dei Premio Riccione per il Teatro. Dal 2006 Direttore Artistico dell'Associazione CulturArte.
È insegnante di Lettere.

copertinaPUBBLICAZIONE POSTUMA DI ANNINA RIZZA SCIFO
Disponibile da APRILE 2007
“E’ sera” è il titolo della raccolta di poesie di Annina Rizza Scifo, insegnante elementare scomparsa circa un anno fa, disponibile per i lettori da qualche giorno. Edito dalla Libreria Urso che valorizza e promuove gli autori locali, inserito nella collana “Araba fenice”, è la seconda pubblicazione dell’autrice fortemente voluta dai familiari, la prima, “Terra mia”, risale al 1997. “E’ sera”, lascia già trapelare lo spessore della raccolta. E’ il crepuscolo della vita, di questo l’autrice ne è consapevole e traccia il resoconto di quello che è stato il suo percorso. Lo fa con uno sguardo attento alla natura che spesso diventa pretesto per soffermarsi sulle stagioni della vita e accoccolarsi su se stessa. Ecco affiorare i sogni, talvolta frustrati come i suoi aquiloni che non si reggono più al vento della giovinezza; i ricordi, quello del padre che vede in fondo alla via e le indica la strada lunga e dritta, ma che scompare per una “precoce ed improvvisa grandine”, o delle ansiose manine e della “voce argentina di dolci perché” del figlio ancora piccolo che la portano a rivivere la fede e l’ansia della sua giovinezza. In questo ultimo scorcio del suo cammino si sente sola e stanca, i sogni si spengono ed allora si rivolge al compagno della sua vita e lo invita a fermarsi: “Fermati. Già e vicino il nostro tramonto/e non avremo più esami da fare./ Fermati. Parliamoci e ascoltiamoci/prima di iniziare il nostro viaggio”. Eppure, nonostante le fiabe appartengano ad un passato radioso, ecco un guizzo, non si arrende all’idea della vecchiaia come fine dei sogni, ma si sofferma sull’ultimo “soffio dell’estate già conclusa” o gode della tiepida carezza del sole di un “Trasparente mattino d’autunno” continuando nella sua ricerca: “Io sto cercando il cuore del mondo”. E’ la ricchezza dei contenuti e dei significati, al di là della cifra stilistica, la musicalità della lingua, la sonorità delle parole, la perfetta sintonia dei suoni con la materia trattata, è questo quello che arriva con immediatezza alla mente e al cuore del lettore e lo induce a riflettere sul significato della vita paragonata allo sfrecciare del treno:“Una corsa ebbra nel tempo e nel mondo./Dietro una scia di sogni/Chiari, più chiari,/ma sempre lontani”. Con lei la poesia diventa strumento duttile e docile alla interiore necessità dell’uomo di avere risposte ed è per questo che riesce ad indurre il lettore ad ascoltare la vita.

tiralongoGabriella Tiralongo
in LA SICILIA 31 marzo 2007

Annina Rizza Scifo, È sera, Libreria Editrice Urso, Avola 2007, pagg. 55, Euro 7,00 acquista

ALLE 18,30 DI SABATO 12 MAGGIO
A NOTO nella SALA GAGLIARDI - Via Cavour n. 91
Salvatore Salemi ha presentato Sisifu - Poesie siciliane
il libro di poesie di Benito Marziano
edito dalla Libreria Editrice Urso  
L’autore ha letto delle poesie Copertina Marziano
Coordinatore della serata è stato Francesco Urso

B. Marziano

Benito Marziano
Sisifu - Poesie siciliane
(Collana Araba Fenice n. 25)
pp. 64
, Euro 8,00
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Schirinàlibro disponibile dal 21 dicembre 2006
AA.VV., Da Versi a Nina Note di critica letteraria, Collana Mneme n. 20, pp. 164, Euro 10,00 acquista
Volume pubblicato per far conoscere a un vasto pubblico l’opera letteraria di Giuseppe Schirinà

Il volume è stato presentato dal prof. Sebastiano Burgaretta aI Convegno, che si è tenuto ad Avola il 21 dicembre 2006, nella chiesa della SS. Annunziata, dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 15,00 alle ore 19,00 (L’opera letteraria di Giuseppe Schirinà).
Ricordiamo la partecipazione al Convegno di illustri relatori, tra i quali: Sebastiano Burgaretta (Docente, scrittore e saggista), Angelo Fortuna (Dirigente scolastico, scrittore e saggista), Giuseppe Liotta (docente di “Storia del Teatro” al Dams presso l’Università di Bologna), Salvatore Martorana (Dirigente scolastico, saggista, scrittore e studioso di letteratura), Pietro Poidimani (Presidente Globe Italia “Giuseppe Pitrè”, giornalista e scrittore), Salvatore Spoto (saggista, giornalista e docente di Italianistica presso la Terza Università di Roma), Carmine Tedesco (Dirigente scolastico, scrittore e saggista), Francesco Urso (Editore)

Patrizia TombaTomba PatriziaPatrizia Tomba, Emozioni e ballate della nostalgia (a cura di Giuseppina Rossitto), Collana Araba Fenice n. 26, pp. 72, Euro 9,00 acquista
Patrizia Tomba (Imola 1949) nutre fin dall’adolescenza la passione per la scrittura che sospende temporaneamente nel ’68 spinta da altre passioni. Laureata in Filosofia (’73) e in Scienze Politiche (’96) insegna fino al ’89 e successivamente, felicemente in pensione, si dedica a tempo pieno alla poesia, alla narrativa e agli scacchi e frequenta corsi presso l’Università “Primo Levi” e il Circolo di poesia “La Fattoria”. Partecipa a vari concorsi letterari riportando riconoscimenti e premi. Come socia fondatrice dell’Associazione “Lo Specchio di Alice” è molto attiva nelle collane di scrittura creativa a distribuzione interna. Oltre agli scritti inseriti in volumi collettivi, si ricordano i volumetti singoli: Una gran dama piccola piccola, Tragicamente al di là e al di qua della cattedra, Scene da un settecento per caso. Con l’Editore Mef ha pubblicato Maddalena, Ritratto di una spregiudicata dama del Settecento, Firenze, 2005. Vive a Bologna con la figlia a cui dedica questa raccolta di poesie.
In copertina:
Carla Nutini, acrilico su cartone, 50x70

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DISPONIBILE da dicembre 2006Linuccia
I sensi dell'anima
Linuccia Blanco
I sensi dell'anima,
2006
(n. 9 della Collana Opera prima
della Libreria Editrice Urso)
pagine 96, Euro 10,00
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Linuccia Blanco è nata a Siracusa il 21 maggio 1985. Vive a Busto Arsizio, nella provincia di Varese, dall’ età di due anni.
Ha conseguito la maturità classica ed ora frequenta la facoltà di Scienze Giuridiche presso l’ Università di Milano - Bicocca. La sua passione per la poesia risale ai primissimi anni della sua vita. Già all’età di cinque anni dettava alla sorella i suoi primi versi in rima. A quel periodo risale pure la passione per il canto e per l’imitazione di personaggi televisivi e della vita quotidiana. Durante il liceo ha seguito un corso di tecniche corali . Sogna di poter tornare a vivere in Sicilia ad Ortigia, in Siracusa. Tra i suoi poeti preferiti vi sono Neruda e Ungaretti e tra i pittori Matisse e Magritte.Ha ideato tutti i disegni di questa raccolta che contiene poesie composte fra il 1998 e il 2005.

Manna Giovannicopertina libro Giovanni MannaNOVITA' di ottobre 2006
della Libreria Editrice Urso

Giovanni Manna
Un "pianeta" da (ri)scoprire
Gela: la mia, la tua, la nostra città
pagine 88- EURO 10,00
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N. 10 della Collana OPERA PRIMA

UN LIBRO DEL GIOVANE MANNA
Viaggio tra realtà e fantasia

<<Pianeta da (ri)scoprire>> “Un pianeta da (ris)scoprire. Gela la mia, la tua, la nostra città” è il libro scritto da Giovanni Manna che a fine mese sarà in edicola.
Un viaggio, quello del giovane autore, che appare tinto di realtà e fantasia e che ha come meta e, al contempo, come punto di partenza, la città di Gela.
Un “buon gelese” sarà la guida del libro. Una guida non meglio identificata, un gelese che non è mai nato.
“Il protagonista – spiega Giovanni Manna – è una figura che si avvale dell’ironia per spalancare le porte di una realtà che spesso guardiamo, che certe volte osserviamo, ma su cui quasi mai proviamo a riflettere seriamente. Un’analisi bonaria ed ironica è quella da me descritta sulle abitudini quotidiane ed il dialetto della nostra città. Gela raccontata tra storia e fantasia, tra utopia e realtà. Dall’arrivo dei rodio-cretesi fino ai nostri giorni, sarà un crescendo di immaginazione”.
“In questo libro – prosegue il giovane scrittore gelese – ho voluto fare un’attenta quanto puntuale riflessione su quella che è la realtà attuale, si tratta di un viaggio che si sviluppa in due direzioni: quella geografica, con uno sguardo sulla città; l’altra temporale: con un viaggio nel viaggio che ripercorre quella che è la nostra storia in chiave fantasiosa, ma nello stesso tempo reale”.
Nell’occasione, l’introduzione del libro è stata curata da parte del professore Luciano Vullo. Giovanni Manna, 25 anni, autore del libro, ha conseguito lo scorso anno la laurea in lettere classiche presso l’Università di Catania ed ha anche partecipato al Master in Creative and Professional Writing presso l’Istituto Europeo Design di Milano.

Laura Mendola
in LA SICILIA 14 ottobre 2006

NOVITA' DI SETTEMBRE 2006
Tra lampo e tuono
di E. Camaggi

Enrico CamaggiCopertina CamaggiCome fossimo ormai / storie sognate”, leggiamo in Inamato amore, una delle poesie della silloge Tra lampo e tuono di Enrico Camaggi, opera appena pubblicata a cura della Libreria Editrice Urso di Avola. E ci sembra che in questi versi si possa racchiudere la cifra dell’intera silloge. Rivive una storia d’amore, Camaggi, ma come fosse stata soltanto sognata, perché di quell’amore gli sono rimasti solamente i ricordi e le lancinanti ferite “della feroce dolcezza di una femmina ” (Mantide). È il racconto di un unico lungo lamento d’amore, e la sua unitarietà ci sembra volutamente rafforzata dalla totale mancanza di punteggiatura e di maiuscole. È un ricordo-rimpianto, vogliamo qui far risaltare la fusione in uno dei due sentimenti, e con il trattino d’unione come piacerebbe al Nostro, che fa frequente uso di questo piacevole e originale espediente. Un ricordo-rimpianto, dicevamo, che qui ben rende il senso di un amore perduto che, pur nel dolore dell’ora, ora che è perduto, è perciò stesso bellissimo, perché proprio gli amori perduti sono  sempre i più belli.

E ci racconta, il poeta, situazioni e momenti di questo suo tormento, di “questa stanchezza / malata di miraggi infaticabili” (Nell’insonnia), con un linguaggio efficace, ricco di invenzioni linguistiche: dicevamo dell’uso frequente di parole legate dal trattino, ma anche di ancor maggiore originalità, ci sembrano, le fusioni di parole, come quella “carteparole semplici e crudeli” (Un altro giorno), che qui ci sembra studiata allo scopo di rallentare il ritmo del verso, a fare più “crudeli nel “gioco” le parole.

È una poesia, quella di Camaggi, che si legge d’un fiato, e si rilegge con grande interesse perché ci si sente coinvolti nella sua passione non estinta e nel ricordo piacevole e doloroso di essa.

MarzianoBenito Marziano
Noto, 8/9/2006

Enrico Camaggi, Tra lampo e tuono (Libreria Editrice Urso, Collana Araba Fenice n. 23), 16°, pp. 64, Euro 6,00

eros e agapeNOVITA' DI LUGLIO 2006
DELLA LIBRERIA EDITRICE URSO

Gioacchino Scorsonelli, EROS e AGAPE - UN CAMMINO SPIRITUALE (Collana CAMMINI n. 1), pp. 72, Euro 9,00
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Ho sempre coniugato la ricerca artistica con l’esigenza di esprimere il mio cammino spirituale; un itinerario umano, artistico e spirituale in cui il percorso interiore e quello artistico interagiscono verso la ricerca dell’assoluto. Ho iniziato creando composizioni astratte con segni, spazi, co-lore e luce che tendono all’infinito, ma poi, osservando la natura, ho cominciato a dipingere i fiori che sono sublime espressione della bellezza del creato, sono completi in sé, sono pieni di vita, Scorsonelliluce e colore, sono un microcosmo perfetto rappresentativo del macrocosmo dell’assoluto e dell’infinito.
I miei quadri si trovano presso collezioni private: Sicilia (Noto, Siracusa, Comiso, Ragusa, Agrigento, Catania, Palermo); Firenze, Bologna, Torino, Milano, Venezia; Parigi, Ile de Ré, Royan, Toulouse (Francia); Lippstadt (Germania); Hartford (USA); Santa Fe (Argentina).

Pubblicazioni:
1992 – AA.VV., Tracce di lettura, Zangara Stampa Siracusa
1997 – L’educazione creativa… Giocando con pennelli e colori,
Comp-graphica ’85 Noto
1998 – L’atto creativo – La pittura e la scrittura, Comp-graphica ’85 Noto
2001 – AA.VV., Bisogni di libertà e vita urbana, Editrice Istina Siracusa

GIOACCHINO SCORSONELLI

Fernando Buscemi, Storia della Rebetika, (Collana Mneme n. 19), pagine 128, ill., Euro 13,00acquista

DALLA PREFAZIONE
DI Marilena Tamiolaki

Storia della Rebetika[...]Vedere pubblicata la storia della rebetika in Italia mi riempie di gioia e commozione non solo perché sono greca ma anche perché appassionata di questa musica e affascinata dalla filosofia di vita che ha accompagnato il rebeta durante il suo cammino.
I tempi sono cambiati da allora, la nostra vita è diventata più facile per certi versi e più difficile per altri, e rivisitare le vie d’espressione scelte da certi gruppi di persone emarginate (spesso volontariamente emarginate), per esprimere il loro disagio personale e sociale ci fa riflettere e ci permette di seguire il loro percorso non come semplici spettatori ma da attori, grazie al confronto fra noi stessi così diversi, così sicuri della nostra esistenza stabile e regolare, con i rebeti la cui vita era fluida e piena d’incertezze.
Leggendo le pagine di questo libro mi sono sentita trasportare lentamente in altri tempi, in altre atmosfere quasi magiche, a volte forti e drammatiche, a volte dolci e romantiche, dove la personalità dell’individuo veniva messa in primo piano rispetto al bisogno economico e dove i rebeti preferivano l’emarginazione ad un’esistenza al servizio del dio denaro. Ed ho sentito il bisogno di mettere su un disco ed ascoltare per una volta ancora canzoni già mille volte ascoltate, che ti fanno rivivere episodi di vita che non sono tuoi ma che stranamente senti che ti appartengono, forse perché toccano delle corde particolari della tua esistenza, oppure ti fanno semplicemente ricordare fatti della tua vita simili a quelli descritti nei testi.(Continua...)

Dipietro dialettoSalvatore Di Pietro, I perché del nostro dialetto. Storia linguistica e sociale della Sicilia, con annessa grammatica dialettale avolese e netina (Collana MNEME n. 17, Libreria Editrice Urso), pagine 208, Euro 18,00 acquista
[...]Il presente lavoro è il frutto di anni di osservazioni, di ricerche, di annotazioni, di semplici intuizioni e di domande rimaste senza risposta.
L’idea di una storia linguistica della Sicilia non è certamente originale, tuttavia si rende necessaria per meglio osservare le linee evolutive del dialetto siciliano. Esso, difatti, ha subito le influenze degli idiomi di numerosi popoli, ha recepito le novità linguistiche provenienti dagli emigrati ritornati sull’isola, ha soggiaciuto agli adattamenti semantici impostigli dal gergo mafioso ed è stato spesso vituperato e messo al bando dalla scuola...
dalla Prefazione di Salvatore Di Pietro

Momenti...GrazianaGraziana Scaffidi, Momenti di poesia, 2005, pp. 48, Euro 7,00, Collana Opera prima - poesia ragazzi n. 8acquista
Graziana Scaffidi, nata ad Avola il 12 luglio 1995, ha iniziato a scrivere le sue prime poesie quando ancora frequentava la 2 elementare.
Ha partecipato ad alcuni concorsi, classificandosi anche ai primi posti a livello nazionale, come nel caso del concorso "L'Usignolo d'Oro".

Graziana Scaffidi in questo libro di poesie esprime sentimenti d’amore, d’amicizia e di pace, e lo fa con semplicità e convinzione. Gli argomenti che tratta sono di grande valore umano: la famiglia, e con essa un pensiero particolare è dedicato alla donna, alla mamma ed al papà, la guerra che ormai da molto tempo caratterizza il mondo e, soprattutto, i rapporti tra gli uomini, l’era consumistica presente in questi ultimi anni, che ha fatto della Terra da paradiso terrestre a luogo quasi invivibile per via del forte inquinamento che essa ha dovuto subire nel corso degli anni proprio per l’opera ingrata dell’uomo.
dalla PRESENTAZIONE di Martino Miucci (classe 5 A Scuola Primaria II Circolo 2005/2006– Avola)


“Ormai riesco ad apprendere solo da vecchi e bambini”, dico.
“Ovviamente, sono il passato e il futuro...”, mi risponde annuendo e con compiaciuto sorriso Ermanno Leo, il chirurgo, pochi momenti prima che apra col bisturi il mio addome per eliminarci il male.
L’anestesia mi addormenta quando ripeto ad alta voce i versi di “Risarcimento”, poesia di Gesualdo Bufalino.
Me ne ricordo mentre Ciccio Urso mi fa dono dell’ultima sua apprezzata novità editoriale: un libro di poesie di una bambina, presentato da un bambino.
In copertina sul bel colore verde è riprodotto un disegno dell’autrice: una finestra aperta (al di là della quale si intravedono due alberi), un camino acceso, una sedia dietro uno scrittoio sul quale giacciono un lume a candela acceso, un calamaio con penna d’oca, un libro aperto con segnalibro.
La semplicità espressiva del disegno già dispone bene alla lettura: il disegno ben fatto è indice di una sensibilità dell’autrice che si rinviene anche nei versi.
L’introduzione è di Martino Miucci, un bambino di dieci anni che ben conosco e che per giudizio, maturità, simpatia, posso definire un piccolo già grande.
Martino si avvede da subito che i versi della sua coetanea, trattano “argomenti di grande valore umano” ed esprimono “sentimenti d’amore, d’amicizia e di pace”. La chiusura della presentazione è una vera e propria fulgurazione: “Vorrei tanto che tutti i potenti della terra leggessero poesie come queste".
Dopo che Martino Miucci è riuscito a mettere il “mare nel bicchiere” è difficile dire qualcosa di più sui versi di Graziana Scaffidi, bambina di Avola, nata nel 1995, che già da vari anni scrive poesie.
La raccolta inizia con un inno alla festa della donna, “si regala la mimosa /al posto della rosa” e e prosegue con un desiderio di pace, “è un sogno / di cui tutti abbiamo bisogno/... e significa esprimere amore...” Poi continua col colore del cuore “rosso, un segno d’amore”.
Non mancano versi dedicati ai genitori, alle stagioni liete, al degrado della società (“ Mondo perso”) e agli eroi di Nassirya, “Eroi sono rimasti / nei nostri cuori rimarranno/amori vostri”. E poi a conclusione un inno al “fiore” metafora alternata della rosa e della mamma con un gioco di parole che si fa apprezzare.
E’ “amore” il vocabolo che più ricorre nei pensieri scritti di Graziana: amore in senso lato, per la vita, verso i congiunti, verso i simili, per la pace.
Avevo dedicato i miei Gusci di mandorle “ai bambini, perché ricostruiscano”.
Graziana e Martino hanno raccolto il testimone.

Giovanni Stella Giovanni Stella

ScheggeCarmela Monteleone, Schegge… di un copione ingabbiato, (Libreria Editrice Urso, Collana Araba Fenice n. 21), Avola agosto 2005, pagine 64, Euro 8,50acquista

Nel teatro della mia mesta vita
non riesco a gestire il dramma
che popola l’immenso tendone.
Ignara del prossimo ruolo da svolgere
mi muovo lentamente e intimorita
che la strada intrapresa
sia solo piena d’assurde bestialità
o addirittura inutile.
Schivo i colpi meschini del nemico
come meglio sa fare il mio essere
e traccio un linguaggio restìo
forse l’archetipo di un archivio
impolverato, sperduto, rinnegato
che nessuno mai toccherà.
Il tendone è pieno di polvere.
Quanti attori come me popolano la vita?
Carmela Monteleone

CiccioCarmela MonteleoneLa nuova via dell’editoria siciliana passa per Avola. Ciccio Urso, gentiluomo avolese-netino e libraio dell'esagono mi ha presentato Carmela Monteleone quasi per caso, durante una mia fugace apparizione in piazza. "Scrive, sai?”, mi aveva detto durante l'uggia di un lontano mese d'inverno, evidentemente compiaciuto di questa sua indiscutibile funzione di "talent-scout" letterario. Poi una sera mi telefona Carmela, chiedendomi scusa per il disturbo: “Potrei farle leggere qualcosa?”. Da quel momento è nata una vera e propria collaborazione letteraria, ma si potrebbe meglio dire un approfondimento delle tematiche della sofferenza, del patire di ogni giorno.
Carmela Monteleone sposa il suo disagio di vivere e lo porge garbatamente all’attenzione degli "altri", per fornire una chiave di lettura che faccia luce sulla esistenza di ciascuno di noi. A una prima analisi potrebbe apparire un pensiero pessimista, privo di luce. Ma bisogna scavare. È un po' come imbattersi in quei "Lied" di Mahler che di primo acchito non coinvolgono l'ascoltatore, per poi rendersi conto che la luminosità che sprigionano è fruibile, vera, scevra da additivi emozionali.
La scrittrice definisce la vita come "un immenso tendone", quasi fosse un circo dove ciascuno recita il proprio ruolo, bestia o domatore che esso sia. Dietro il nylon della tenda, la paura di vivere, materica, che si scontra con un'anima ferita, ma sempre disponibile a riprendere il volo.
Sottofondo a tutte le liriche, c'è il "basso continuo" di una composizione orchestrale incisiva, la mancanza dei propri cari. L'umana carenza di affetti stride col percorso quotidiano, pur dissolvendosi nei gioiosi momenti vissuti con i propri nipoti e la particolare predilezione per il proprio fratello, sempre prodigo di aiuto.
Poi l'invito al silenzio, per rompere un frastuono fatto di "parole inutili".
L'autrice dispone abilmente le tessere del mosaico della vita, malgrado la “passione" offertale dai suoi dolori sia forte. C'è un progetto di fondo, razionale, inequivocabile, che la spinge ad appellarsi a un mondo, illusorio sì, ma nel quale deve pur esserci qualcuno pronto a bloccare la caduta libera di chi soffre. Le pagine sono intrise di sincero realismo: "Esco da casa/ e indosso la maschera/ che regala a chi m'incontra/ il volto del sorriso. Rincaso/ e appendo la maschera a un chiodo/ Mi specchio/ C'è il mio vero volto/pallido/cupo/fragile".
Carmela fornisce l'unica chiave di lettura gestibile in un'esistenza sempre più complessa da decifrare: accettarsi. Accettare se stessi perché non è stato ancora inventato, anche se una società spietata e avida di materia indurrebbe a pensare il contrario, "un microchip a forma di cuore che si possa programmare a proprio piacimento", come se si cambiasse un canale per sfuggire alla pesantezza della quotidianità.
La scrittrice-poetessa esterna dubbi, consegna frammenti da conservare nell'intimo della propria anima, spinge alla autoanalisi attraverso la forza di ogni parola. E riesce a farlo anche quando il tracciato autobiografico s'inerpica lungo la mulattiera di quelle storie comuni incontrate in un ospedale, in compagnia del proprio male, sperando che la vita non possa e non debba essere "una partita persa fin dall'inizio".

Roberto Rubino

Corrado Bono, Frammenti di luce, 2004, 8°, pp. 60, Euro 7,00 acquista
Corrado
DALLA QUARTA DI COPERTINA Riteniamo opportuno dover ringraziare Corrado per questa novella epifania di parole, storicamente inglobate, sotto veste poetica, nel cinquantunesimo libro della nostra casa editrice, in questa collana intitolata “Opera prima”.
Le sue poesie, che qui abbiamo raccolto, sanno esprimere con gioia e con serenità il credo in valori che il nostro amico poeta scriverebbe con tutte le lettere al maiuscolo, valori che sono, poi, la migliore tradizione culturale e di vita di quanti, sensibili e speranzosi, vivono in questo mondo.
Non possiamo che rispettare questa, e anche ogni altra, visione del mondo nel nostro intendere con flessibilità la letteratura e la complessità della vita.
Noi che siamo impegnati nei vari mitici incontri diurni (e anche notturni), noi che riusciamo a creare eventi significativi di costante promozione umana, confortati, sempre, dal sostegno dei numerosi, che ci seguono anche attraverso la “virtuosità” delle nuove comunicazioni, siamo sempre accompagnati dai contributi poetici di Corrado.
Nell’augurare una larga diffusione e lettura di questo libro, auspichiamo ulteriori manifestazioni e rivelazioni di grazie e di gioie a Corrado e ad altri coraggiosi quanto lui nel guardare con un occhio sempre diverso, da poeta, questo mondo che comunque ci appartiene.
Un pizzico di sana follia ci guiderà e ci aiuterà, obbligatoriamente, in questo gioco quotidiano, che potrebbe essere la cosa più seria della vita.
Le illuminazioni, poi, di cui abbiamo tutti tanto bisogno, coi loro Frammenti di luce, e le loro apparenti casualità, non possono che far bene a quanti di noi sono in cammino, ora, e da sempre, nell’arco-baleno della vita.

Francesco Urso
Libraio Editore in Avola

Paolo Rizza
Anonimo, Due danze per liuto. Trascrizione inDue danze per liuto notazione moderna di Paolo Rizza,(Libreria Editrice Urso, Collana Euterpe n. 1, 2004, 8°, Euro 2,00) acquista
Il termine revisione è indicato come l'insieme degli interventi rivolti affinché un testo musicale antico possa adeguarsi alle convenzioni grafiche e alla prassi di una esecuzione moderna. Il termine trascrizione: procedimento secondo il quale si riportano in notazione corrente musiche scritte con antichi sistemi (neumi.intavolature) adottando le diverse chiavi di interpretazione che la paleografia musicale ci offre. Fatta questa breve premessa, mi è caro ribadire che spesso la trasposizione sul nostro strumento di brani concepiti per altri strumenti e addirittura più antichi della chitarra, comporta il più delle volte delle notevoli difficoltà, sia per ciò che riguarda il movimento delle parti (voci), sia per quella che viene definita ad una adeguata diteggiatura. L'autore, in questi lavori ha certamente considerato e vagliato tali problemi creando quell'osmosi necessaria che rende da una parte il rispetto del testo originario e dall'altra la consapevolezza di una esecuzione sul "nuovo" strumento.
S. Daniele Pidone

Copertina "Le mie poesie"Venerando Argentino , Le mie poesie, 2004, 8°, pp. 50, Euro 7,00 (Collana OPERA PRIMA N. 1) acquista

C'è un tempo giusto per ogni cosa (anche se giustamente "il tempo non esiste") e Venerando ritiene di aver tentato fino ad ora tutte le strade della scrittura, ma non la più giusta; allora vuole scommettere con la carta stampata, perché (non vi pare che sia così?), un libro è sempre un libro. Venerando però ricorda anche, che tiene sempre a mente le sue poesie e, se volete, ve le può recitare quando volete, come facevano i poeti di una volta. Oggi, con la concretizzazione del suo più grande sogno, la pubblicazione delle sue poesie, davanti a lui si apre l'infinito.
Francesco Urso
Libraio Editore

Io sono un mosaico
formato da mille pezzi
e in altri mille mosaici
c'è un pezzo del mio mosaico
.

Venerando Argentino

Lilia UrsolacrimeCollana LA LAUREA IN TASCA
Una parte della tesi di laurea (o tutta la tesi), da proporre in lettura agli amici più cari. …Con la certezza di due cose in tasca, la laurea e un libro. Si chiude un percorso e se ne comincia un altro, forse più impegnativo.

1) Lilia Urso, Lacrime eroiche – lacrime umane, 2004, 16°, pp. 70

[...]Esporre in breve le idee che i Greci hanno elaborato nel corso dei secoli intorno al male, e ai temi ad esso inscindibilmente connessi della libertà, della colpa e della sofferenza, è un compito estremamente arduo. L’unica via percorribile è quella di scegliere alcuni filoni di quella cultura, che è tanto ricca e stimolante da essere ancora alla base della civiltà moderna e contemporanea, trascurandone alcuni, che pure sono tutt’altro che privi d’interesse. Sembra necessario dare la parola ai poeti, sia perché il linguaggio simbolico della poesia è particolarmente adatto a trattare il tema della sofferenza sia perché dei miti da loro elaborati anche i filosofi e letterati di ogni genere si sono nutriti.
La civiltà greca, come le altre grandi civiltà, ha avuto coscienza dell’universalità dell’esperienza del dolore...

Lilia Urso

Una vita, di StellanuovoStella Giovanni, Una Vita. Opere (1989-2003) (Libreria Editrice Urso, Collana Omnia 1), pagine 1321, Euro 22,00

Dalla INTRODUZIONE di Salvatore Martorana
[...]Avrà certamente un posto in una rassegna dell'attività letteraria della seconda metà del XX secolo Giovanni Stella, la cui opera, quale a tutt'oggi risulta, si raccoglie nel presente macrotesto. Questo offre il vantaggio al lettore di oggi e di domani di leggere l'opera come è stata data alle stampe dall'autore stesso, e di situarne le singole parti al posto a ciascuna pertinente nella successione cronologica, sì da poterne cogliere l'iter compositivo in uno all'evoluzione e alla maturazione tematica e stilistica. Questa è la ratio che guida il presente lavoro di presentazione che prescinde dalla distinzione fra prosa e versi per privilegiare, appunto, le fasi dell'estrinsecazione del mondo interiore dell'A. Altro vantaggio di notevole importanza è dato dalla possibilità di individuare, con approssimazione molto vicina alla realtà, la data di inizio della produzione di G. Stella, stante che riferimenti temporali quasi precisi si leggono fra le pagine stesse dell'A. il quale nell'Indice della prima raccolta di versi -
Miraggi - indica la data di composizione dei primi componimenti: 1967-1968.

MarzianoBenito Marziano, Don Agostino Salvìa e altri racconti ( Collana Mneme n.16, Libreria Editrice Urso), pagine 112, Euro 10,00
[...] A me pare che con Don Agostino Salvìa e altri racconti siamo davanti a un piccolo opus di bella scrIttura, a una sorta di minuscolo scrigno d'arte che contiene e rivela note alte di umanità e di apertura mentale e affettiva, che toccano vivamente il lettore. Temi e motivi dei racconti sono gli stessi che riguardano tutti gli uomini di ogni tempo e luogo, come dimostrano peraltro vari echi letterari di matrice diversa affioranti qua e là, da una parte, e riferimenti a problemi peculiari del nostro tempo, dall'altra. L'asse portante di tutti i racconti sembra essere il dramma dell'esistenza umana, che si gioca tutto sul filo bipolare intercorrente tra comunicabilità e incomunicabilità.
Dalla presentazione di
Sebastiano Burgaretta

 

 

Salvatore Salemi è professore di Italiano e Storia
al Liceo delle Scienze Sociali di Noto
e si è da sempre occupato di autori siciliani,
nonché di poesia dialettale
di questo angolo siracusano di Sicilia.
Regaliamo al vostro piacere di leggere
la sua prefazione all'ultimo libro di Giovanni Stella
appena pubblicato dalla nostra Libreria Editrice
col titolo Il rigattiere e l'avventore
nella collana Mneme (pp. 192, Euro 13,00)


RigattiereIl rigattiere e l'avventore: trovo efficace questo titolo che, frutto della feconda fantasia di Stella, rivela la caratteristica fondamentale del presente libro. Infatti, a somiglianza di un rigattiere che acquista e accumula roba usata per poi rivenderla, l'autore ha voluto riunire nel volume, per offrirli al lettore - avventore, alcuni suoi scritti sicuramente non inediti, essendo già stati pubblicati in varie riviste. D'altra parte, come di vario genere si presentano i vecchi oggetti che il rigattiere vende nella sua bottega, così diversa è la natura degli scritti: sono ritratti di uomini noti, conosciuti dall'autore nelle più disparate circostanze; descrizioni di luoghi e di città, svolte con acuta sensibilità estetica; testi polemìcì su questioni varie, principalmente sul tema della giustizia; e ancora resoconti di conferenze e di convegni di carattere professionale ed elogi di amici.
Opera per così dire "di seconda mano" - a volere usare un'espressione particolarmente icastica, ma priva di qualsiasi connotazione negativa - Il rigattiere e l'avventore si presenta, dunque, come una sorta di miscellanea di prose, tra le quali occupano un posto di rilievo, e non solo per una ragione numerica, gli scritti che rievocano incontri con personaggi di indubbia fama, stimati e ammirati dall'autore: da Nunzio Bruno, artista e custode delle tradizioni popolari siciliane, al professor Coppi, avvocato principe del foro; da Lucio Mariani, prestigioso dottore commercialista di Roma e fine poeta, a Gian Paolo Manganaro, di origini avolesi, docente di letteratura italiana all'università di Lille, esperto traduttore in lingua francese, nonché profondo conoscitore e critico di Gadda, Calvino e Consolo. Ma il libro lascia spazio anche al ricordo, spesso commosso e appassionato, di persone comuni: tale è Liena, la ragazzina della Bielorussia conosciuta da Stella durante un soggiorno ad Avola, ospite di una famiglia della città; tale è ancora "mamma " Concettina, suocera dell'autore, rievocata in una pagina toccante per le sue doti di saggezza e di esemplare bontà. Per tali caratteristiche il libro rivela la volontà di Stella scrittore (ché egli è anche poeta) di proseguire un discorso già avviato con se stesso e con i lettori e si pone in un rapporto di continuità con le opere in prosa immediatamente precedenti composte dallo stesso. Mi riferisco ad Amici cari, opera costituita da una serie di scritti, in cui la rievocazione di varie e significative vicende che hanno contrassegnato le diverse fasi della vita dell'autore si mescola alla descrizione, concisa e pregnante, della personalità di uomini, gli "amici cari", dei quali egli serba un indelebile ricordo. Mi riferisco inoltre al volume, pubblicato ancor prima, dal titolo Le Sirene e l'Isola, che è composto da un insieme di testi che descrivono alcuni siciliani più o meno noti, dall'editore di Stella, l'avolese Ciccio Urso, all'altro suo concittadino Giuseppe Schirinà, poeta e scrittore; o che rievocano momenti della vita dell'autore resi significativi - e perciò rimasti impressi nella sua memoria - dalla presenza o dall'incontro con altri siciliani ancor più illustri, da Corrado Sofia a Vincenzo Consolo, a Gesualdo Bufalino. Questo libro, pertanto, sembra confermare la predilezione dì Stella prosatore per il "frammento". vale a dire per un testo - di carattere tra il narrativo, il descrittivo e il riflessivo, con sfumature liriche - di breve respiro e in sé conchiuso. E' da vedere in ciò - mi chiedo - un limite o un difetto della sua scrittura? E invero penso che Giovanni forse non scriverà mai un romanzo - opera ben più complessa di questi brevi, benché piacevoli, scritti - in cui sia proiettata la sua visione dell'esistenza e del mondo. Ma sono altresì convinto che egli non senta la necessità di scriverlo, quel romanzo, perché la sua concezione esistenziale l'ha già espressa nelle liriche: ed è una concezione pessimistica, negativa. Non diversamente da Montale, poeta a lui particolarmente caro, Stella avverte un profondo "male di vivere" che, come egli stesso dice in uno degli scritti di questo volume, "nasce con l'uomo e lo accompagna per tutta la durata del veloce transito in questo pianeta".
Qual è allora, per lui, il rimedio a questo male? Di certo non "divina indifferenza ". ma, a voler usare un altro termine di montafiana memoria, sono certe "occasioni che la vita può riservare: la conoscenza di una persona di profonda cultura e di grande umanità; il rapporto di autentica amicizia che ne può conseguire; la possibilità di evadere dal duro, continuo lavoro in cui egli sprofonda ogni giorno, per godere con occhio ammirato e con animo da cosmopolita le bellezze di città dalla storia millenaria: Agrigento, Roma, Parigi. Anche l'amore, quello che attrae l'anima in un vortice di passione, è per Stella esperienza intensa e significativa, che si offre quale rimedio, sia pure momentaneo, a quel "male" - e ne sa qualcosa chi ha avuto la possibilità di leggere le sue raccolte di liriche: Miraggi, Datteri verdi, Gusci di mandorle, Lapilli - ma, a dire il vero, in questo libro è assente. Forse sarebbe meglio dire che sembra assente, perché rivive in effetti in molte pagine, privo della componente erotica, sotto varia veste: come disposizione all'amicizia, secondo quanto poc'anzi notavo; come senso della giustizia; come solidarietà e persino compassione verso i simili che soffrono. Questi nobili sentimenti improntano tanti scritti e, ancor prima, le esperienze di vita che in essi trovano testimonianza e che costituiscono delle "occasioni" memorabili per la carica affettiva ed emotiva che le contraddistingue. Tutte queste "occasioni", dunque, per Stella sembrano gettare all'improvviso un lampo di luce nel buio dell'esistenza; riempiono parzialmente il vuoto della vita e ne fanno in un certo qual modo ritrovare il senso. Allora conviene viverle intensamente e poi serbarle nel contenitore della memoria o, meglio, sottrarle alla labilità della memoria attraverso la scrittura, per riviverle in seguito, quando lo sconforto esistenziale potrebbe assalirci, ritrovandone la dolcezza del tempo in cui si sono manifestate. Sono soprattutto certi grandi uomini - se l'autore ha la possibilità di avvicinarli, di conoscerne l'animo, di parlare con loro quasi da amico - a provocare in lui forti emozioni e a creare quelle "occasioni" significative che la scrittura deve necessariamente registrare. Il lettore smaliziato scoprirà sicuramente in Stella un certo malcelato orgoglio per aver goduto del privilegio di conoscere quegli uomini e di aver instaurato con loro rapporti amichevoli; tuttavia devo sinceramente ammettere che non risiede in ciò, in tale sorta di vanto, la ragione di questi scritti, nei quali l'autore invece persegue essenzialmente l'obiettivo di fare emergere da ogni incontro - da ogni "occasione" memorabile - valori di vera cultura e di autentica umanità. Quegli uomini illustri che egli ha conosciuto vengono proposti, infatti, all'attenzione del lettore per il loro rigore morale, per la loro laboriosità, per il grande e serio impegno di cui dànno quotidianamente prova nella loro professione o attività artistica e. nel privato, per una semplicità e spontaneità di maniere che non immagineremmo. Il professor Coppi desta ammirazione perché "lavora da quindici a diciotto ore al giorno, tutto l'anno". E che dire della sua vita privata? Egli "è di una semplicità e di una umiltà indescrivibili". Ad un bunker o ad una cella di carcere può essere poi paragonato lo studio, collocato a Parigi in ambiente sotterraneo, di Gian Paolo Manganaro: un luogo ideale per poter lavorare instancabilmente per molte ore al giorno in condizioni di assoluto isolamento e di solitudine. Ed è, il suo, un altro esempio di spirito di abnegazione e di rigorosa e totale dedizione al lavoro.
Ma è la pietà, credo, la più alta lezione di vera umanità che scaturisce da questi scritti: pietà verso chi soffre, chi è povero, chi vive ai margini della società. Sono sicuro che al lettore attento non sfuggirà come più d'una volta ritorni tra queste pagine la figura del barbone, che l'autore tratta con simpatia. Sarà perché il barbone esprime per Stella - commercialista irretito nella "forma" della sua professione e assillato da mille impegni quotidiani - l'anelito ad un'esistenza "vera", libera da schemi e da regole, e il bisogno di un rapporto spontaneo, cordiale, non ipocrita, con gli altri; ma è certo che l'autore si accosta alla gente che fa dei marciapiedi la propria casa spinto da una profonda carica di umanità: "un senso di umana compassione misto a tenerezza" egli prova da sempre per i barboni, come afferma in un passo significativo dì Facce sporche. Perciò non disdegna di avvicinarli e di instaurare con loro un rapporto di sincera amicizia. Stella, tutte le volte che deve recarsi a Parigi, vuole prenotare lo stesso albergo, per rinnovare il piacere di conversare con due vecchi barboni che stazionano nei paraggi, i quali apprezzano, assai più del denaro ricevuto, il dialogo e il calore umano che possono scambiare reciprocamente con lui.
E forse perché somiglia tanto a un barbone, riesce caro a Stella - ma sono sicuro che sarà tale anche per i lettori - quel George Whitman gestore della librerìa "Shakespeare and Company", che si trova a Parigi nei pressi di Notre Dame; tanto che il suo ritratto risulta certamente tra i più caratteristici e meglio riusciti del libro. Del barbone, Whitman ha esteriormente il modo di vestire piuttosto trasandato e la bocca quasi completamente sdentata; e che disordine regna in quella libreria, dove i libri sono collocati anche per terra, sopra sedie e sgabelli e persino fuori della porta d'ingresso! Ma quell'uomo, come tanti barboni, ha "un cuore generoso e pulito", al punto da mettere a disposizione di chiunque ne abbia necessità il suo appartamentino da bohémien, situato proprio sopra la libreria, al primo piano dello stesso edificio. Rimarranno certamente impresse nella nostra mente le parole spontanee e sincere che rivolge a Stella, mentre questi è in procinto di congedarsi da lui: "Se avete bisogno di qualunque cosa - un letto, un posto, un amico... - sapete dove trovarmi".
Significativa la lezione di umanità che ci viene impartita attraverso tali vicende; e il lettore - ne sono convinto - potrà scoprire che una piccola o grande lezione di vita è sempre presente in ciascuno degli scritti raccolti nel volume. In ciò consiste, a mio parere, il maggior pregio dell'opera, la sua funzione sostanzialmente educativa per cui merita di essere letta.
Avola, maggio 2002

Salvatore Salemi

N.11 della collana Mneme

Sebastiano Burgaretta, Di Spagna e di Sicilia, 2001, 8°, pp. 208, Euro  14,00
In un quadro complessivamente organico sono in questo volume riuniti alcuni saggi e articoli letterari che Sebastiano Burgaretta ha prodotto nell'ultimo ventennio; sono saggi e articoli che testimoniano i rapporti non solo letterari dell'autore ma anche la sua visione del mondo e rivelano le sue amicizie, un insieme di esperienze che lo ha aiutato a crescere nella vita.
Il nostro autore ha per l'occasione rivisto e aggiornato bibliograficamente, e in alcuni casi anche rifuso, alcuni testi variamente distribuiti in riviste letterarie diverse.
Sebastiano Burgaretta è nato ad Avola nel 1946 e qui vive e insegna materie letterarie al Liceo classico statale. Studioso di tradizioni popolari, ha collaborato con Antonino Uccello, al quale ha dedicato alcuni scritti. Collabora tuttora con varie istituzioni accademiche e con enti museali siciliani. Spazia, con i suoi interessi culturali, tra poesia e saggistica varia in campo etnoantropologico, letterario, religioso e artistico.

Corrado Tiralongo, Fissazzioni - Poesie dialettali, 2001, 8°, pp. 112, Euro 7,75

Corrado Tiralongo pubblicò il suo primo libro nel 1994 col titolo Lu me passatempu, in tiratura di stampa limitata. Perché titolare Fissazzioni questo secondo volume di poesie pubblicato ora da noi? Secondo Salvatore Salemi, che ha curato la prefazione a questo ultimo libro, il titolo si ricollega al primo libro, nel senso che l'interesse per la poesia, se prima ha costituito per l'autore un modo per trascorrere piacevolmente il tempo libero che gli si offriva tra gli impegni di lavoro alla fine, con l'età del pensionamento, con maggior disponibilità di tempo, la meditazione e l'eplorazione delle pieghe più recondite dell'anima sono state al massimo dell'attività del nostro autore, come una fissazione.
Corrado Tiralongo è nato ad Avola nel 1932. Vissuto per motivi di lavoro lontano da Avola per circa vent'anni, vi è tornato nel 1975 e, da allora, vi dimora abitualmente. Ha ottenuto due riconoscimenti per composizioni poetiche in dialetto siciliano: Premio "Il Circolo - Città di Avola" 1994, 5° posto; Premio "Pino Motta" 1995, 2° posto ex aequo.

NELLO LUPO, Don Lorenzo Milani prete e maestro, 2001, 8º, pp. 208, ill.,  Euro 14,46

Don Milani
N. 14 della collana Mneme
A oltre trent’anni dalla sua morte don Lorenzo Milani fa ancora discutere e rimane al centro di accese dispute.

La destra lo considera ancora un nemico per avere sfidato la tradizione, la sinistra spesso lo osanna nel tentativo di chiamarlo dalla sua parte, come fece nel biennio rosso, la Chiesa lo riscopre profeta, ma tarda a "riabilitarlo" ufficialmenteIl saggio tenta di presentare un Milani diverso da quello fatto conoscere dai media nel periodo e nel clima incandescente della fine degli anni ’60, a ridosso della contestazione studentesca e dell’autunno caldo.Né disfattista né rivoluzionario, ma solo e semplicemente prete e maestro. Prete originale, che sa usare la ragione per coniugare pastorale ed ambiente sociale. Maestro attento ai bisogni dei suoi allievi, che su questi bisogni costruisce, giorno dopo, il decondizionamento e il pieno sviluppo della persona umana. Pedagogista insigne che sa indicare allo sclerotizzato ambiente scolastico italiano le vie del rinnovamento educativo e didattico.

N.12 della collana Mneme

Copertina di "Amici cari"da IL GIORNALE DI SICILIA
di giovedì 28 dicembre 2000

Tutti gli <<Amici cari >>
di Giovanni Stella: Il primo fu il padre

Un dono sotto l'albero di Natale ha sorpreso gli "Amici cari" di Giovanni stella, poeta, scrittore e noto commercialista di Avola. Fresca di stampa è infatti la sua ultima pubblicazione, per la Libreria Editrice Urso, che tratta dell'amicizia. "L'amicizia supera l'Amore di cui tuttavia si nutre, - scrive Piero Fillioley nella presentazione del libro - ma lo supera perché ne espelle la tirannia e vi immette felicità". "Amici cari" è l'avvincente racconto della vita dell'autore, dei suoi innumerevoli incontri trasformatisi poi nell'amicizia pura, certamente per la qualità del suo carattere, la sua generosità, per il suo modo di porsi e saper ascoltare. "Ogni incontro, ogni dialogo è un'occasione di una crescita dell'animo, - scrive Stella - un arricchimento della propria conoscenza, perciò è destinato a rimanere indelebilmente impresso nella memoria." Tantissimi sono stati questi incontri e lo scrittore li riporta fedelmente, descrivendo i luoghi con dovizia di particolari, le occasioni, le persone: i suoi "Amici cari". Dal primissimo amico, suo padre, al maestro, ai compagni di scuola e di giochi, al vecchio medico di famiglia. Ciascuno gli fa riportare piacevolmente alla memoria ricordi della sua infanzia vissuta ad Avola e dei suoi studi universitari a Catania. Descritti anche i viaggi assieme alle persone più care e, ancora, innumerevoli altri incontri con Giorgio Almirante, Gesualdo Bufalino, Lucio Mariani, Franzo Grande Stevens, George Moustaki, Corrado Sofia, solo per citarne alcuni. "Si dice che quando l'uomo comincia a ricordare è segno di senilità, - dice ancora Giovanni Stella - ma parimenti, il ricordare, conferisce a chi ha acquisito una certa maturità ed esperienza di vita, strumenti di controllo, di convalida del percorso già fatto, punti di riferimento certi per la vita ancora da percorrere".
I disegni in bianco e nero che illustrano "Amici cari" sono stati realizzati dall'amico netino Mario Zuppardo, anche lui dottore commercialista con attività di pittore, disegnatore e grafico.

Eleonora Vinci

RICORDI DI UN TEMPO CHE FU
(pubblicazione di settembre 2000)

Copertina di "Ricordi del tempo che fu"<<Ogni città come ogni borgo, ogni metropoli come ogni paesino, qualsiasi luogo, che sia stato culla e mensa del corpo e dello spirito, vive, si conserva e si custodisce nei sospiri e nei palpiti dei suoi figli >>. Vivere lontano dalla terra dove si è nati significa vagheggiarla e amarla anche a distanza, perché nessun luogo, per quanto bellissimo, potrà restituirci le sensazioni, i colori, i detti e le leggende dei luoghi che ci hanno visto bambini. Sembra voler dire proprio questo l'avolese Nuzzo Martorana, insegnante e direttore didattico, nella sua opera prima I ricordi di un tempo che fu. Martorana, nato ad Avola nel 1916, emigra in Friuli nel 1945 dove trova lavoro. Ivi risiede attualmente, salvo qualche soggiorno nell'amata Sicilia. I ricordi del tempo che fu. edito dalla <<Libreria Editrice Urso>> di Avola, ha come unica musa ispiratrice Avola.
In un racconto che non vuole essere un'autobiografia, ma che rimane tutto intriso di note autobiografiche, Martorana, nel pieno della "golden age", sente il desiderio di ripercorrere le linee della sua vita, dei suoi ricordi. Vita e ricordi strettamente intrecciati alla storia di Avola, ai fatti politici e sociali della sua terra. E allora, anche se non di Storia con la s maiuscola stiamo parlando protagonista del romanzo è la storia minore di un paese, che viene raccontata da un avolese <esule>. Il libro si divide in tre parti, "Alba", "Meridie" e "Vespero". E se alI'alba i ricordi si tingono di <epos> e i personaggi si fanno mito e leggenda attraverso lo sguardo di un bambino, con <Meridie> ci imbattiamo in una realtà che si fa più dura, più vera, meno poetica.
Nella terza parte "Vespero", il momento del giorno più suggestivo e melanconico, l'autore indugia invalutazioni sulla società e la cultura di oggi. L'Avola degli anni venti e trenta è raccontata in "Alba". E' l'Avola delle donne ai telai, che continuano la tradizione omerica dei poemi orali e raccontano <racconti meravigliosi>, ispirati a fatti dicompaesani, intrisi di leggenda. L'Avola dei pendii collinari. il mare. gli uliveti e i mandorleti, i fichidindia. E' l'Avola della religione, di quel culto, a volte misto a superstizione, per Sant'Antonio, Santa Venera, San Sebastiano. Il sole della consapevolezza e della maturità illumina i racconti di "Meridie". Il rapporto col padre, i tempi del fascismo, la seconda guerra mondiale sono il fulcro della seconda parte del libro. Nel dopoguerra Nuzzo si trova a dover sbarcare il lunario e emigra al Nord per trovare lavoro. Con "Vespero" cala il sipario sulla narrazione.L'occhio dell'autore è ormai rivolto indietro, <<la fronte pensosa e corrucciata dinanzi alI'oscuro presente>>, come si legge nella prefazione di Salvatore Martorana.

Simona Rossitto

La Sicilia 14 ottobre 2000

Sebastiano Martorana, Ricordi di un tempo che fu, Libreria Editrice Urso, pagg. 110, € 10,33, N. 13 della collana Mneme compra

Giovanni Stella e Francesco UrsoLA SICILIA VENERDI 20 ottobre 2000
Siracusa
cultura PROSSIMA USCITA DEL LIBRO Dl GIOVANNI STELLA

Novità in arrivo nel panorama dell'editoria avolese con la prossima uscita del libro "Amici cari" di Giovanni Stella. Il dottore commercialista avolese con la passione per la letteratura nel suo ultimo lavoro offre una carrellata di ritratti degli amici più cari che lo hanno accompagnato nella sua vita. Esperienze di amicizia che lo hanno arricchito e hanno puntellato i suoi percorsi di crescita umana e professionale. Sono persone a lui particolarmente vicine, sia nel campo professionale, sia, e soprattutto, amici che condividono con lui la passione per la letteratura. "Amici cari" è edito dalla "Libreria Urso editrice" di Avola. Della stessa casa editrice sono anche altre opere di Giovanni Stella, Miraggi , Gusci di mandorle e Datteri verdi (raccolte di poesie), Le Sirene e l'Isola, che racconta in una prosa poetica di un viaggio ideale attraverso i posti della Sicilia, sulla scia di L'olivo e olivastro di Vincenzo Consolo. Altra opera di Stella è "Block - notes di un artista-Novecento d'amore", una raccolta di versi tratti dalla produzione dei maggiori poeti del Novecento.
Il block-notes, nella forma di un taccuino, è stato pubblicato dalla casa editrice avolese "Gepas" di Orazio Parisi
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SIMONA ROSSITTO

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