Lucia Sortino
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Lucia
Sortino, Il difficile cammino della mia vita
2008, 8°, pp. 56, Collana Cammini n. 2 della Libreria Editrice Urso,
Euro 10,00
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Durante la lettura mi sono più
volte commossa e in alcuni momenti mi sono sentita anche in colpa
per i comportamenti che assumo in determinate circostanze e nei confronti
della vita. Sono rimasta stupita, e nello stesso tempo ammirata, per
il carattere di questa ragazza, per la sua voglia di vivere, per la
sua fede in Dio ma soprattutto per l’amore e le preoccupazioni
che elle prova verso il prossimo, verso le persone che soffrono. In
alcuni momenti ho provato rabbia, mi sono chiesta perché proprio
lei, perché una ragazza, che ha davanti tutta una vita, deve
soffrire così tanto. La parte del libro che mi ha colpito più
di tutte è quando Lucia chiede scusa alla sorella minore perché
spesso l’ha privata dei genitori. Ancora una volta mi sono chiesta
come fa a preoccuparsi per gli altri con tutti i problemi che ha.
L’ammiro veramente questa ragazza. Prima di leggere questo libro
credevo che gli insegnamenti potessero essere trasmessi dalle persone
adulte, dalle persone con più esperienza. Ma devo ricredermi
e questo grazie ad una ragazza di soli 17 anni che mi ha fatto capire
la “VERA” importanza della vita. Ho riletto più
volte questo libro che mi ha trasmesso sempre emozioni intense. Sto
cercando di modificare un po’ il mio carattere, di essere meno
egoista. Per me Lucia è diventata un modello da seguire.
Spero un giorno di avere l’opportunità di parlarle e
di ringraziarla di persona. La prima cosa che mi ha colpito è stato il titolo, perché pensare che una ragazza di 17 anni reputi la vita “UN CAMMINO DIFFICILE” da affrontare, è una cosa che mi ha fatto riflettere molto e mi ha fatto pensare a tutte quelle persone che lottano con tutte le forze per poter combattere e magari sconfiggere una “BRUTTA BESTIA”, come la definisce Lucia, l’autrice del libro in questione. Leggendo le parole di Lucia, ho capito quali sono le cose che davvero contano, quanto vale la vita, soprattutto se è vissuta in modo tale da poter regalare un sorriso a qualcuno. Un’altra cosa che ho capito
è che bisogna avere FEDE, in quanto solo la FEDE può
aiutare ad alleviare le sofferenze. Lucia Sortino, questo è il
suo nome, nonostante le sofferenze che l’accompagnavano in ogni
istante della sua ancora breve vita, nonostante l’improvviso
dimagrimento, la perdita dei capelli, ha continuato a lottare contro
questo nemico-amico, così lo definisce lei, raccontando in
un’autobiografia tutti i suoi sentimenti belli o brutti. In
questo libro fa quasi sempre riferimento all’ospedale in cui
è stata ricoverata e dove ha passato la maggior parte del suo
tempo tra terapie e cure varie. Ringrazia in modo particolare tutti
i medici e gli infermieri che l’hanno fatta sentire in famiglia,
assistendola e dandole sempre conforto, forza e coraggio in quei momenti
bui. Si rimane colpiti dal suo altruismo, infatti in un momento così
delicato della sua vita, pensa a dare coraggio e invita a lottare
tutte quelle persone, adulti e bambini, che soffrono come lei, non
preoccupandosi quasi di se stessa. Io credo che questo libro non sia
solo la raccolta delle emozioni di una ragazza, ma è l’appello
di un essere umano che con la sua forza d’animo invoglia tutti
coloro che non hanno la forza per reagire, di lottare per la propria
vita. Lucia è una ragazza che cerca
ogni giorno di combattere per vivere bene la vita; lei non ha potuto
godersi, come ogni adolescente, gli anni più belli e indimenticabili,
le prime esperienze, i primi errori, ma anche semplicemente i primi
amori. Di Lucia mi hanno colpito la sua forza d’animo e l’altruismo.
Nonostante la sua situazione delicata ha pensato e pensa sempre a
tutte quelle persone, ma soprattutto ai bambini che, come lei, soffrono.
Inoltre si preoccupa della sua sorellina, si dispiace per lei, perché
i suoi genitori le rivolgono più attenzioni, quindi si sente
in colpa ma sa che loro la amano con la stessa intensità. Stimo
molto Lucia che ha dimostrato e dimostra che la vita è la cosa
più importante e che, nonostante gli ostacoli e le difficoltà,
non bisogna mai smettere di sperare e di avere fede in Dio. Quando ho
letto questo libro mi sono subito sentita cattiva ed egoista perché
mentre io facevo i capricci per farmi comprare il motorino e il telefonino,
altre persone lottavano e lottano per il solo scopo di “ESISTERE”. Dopo aver terminato la lettura del
libro di Lucia, mi sono sentita rincuorata. In me stava nascendo qualcosa
che prima io non provavo…la speranza e la convinzione che niente
ci deve fermare, niente deve spingerci ad arrenderci. Dobbiamo sempre
lottare, lottare e guardare il lato positivo delle cose perché
c’è sempre qualcuno che si trova in una situazione peggiore
della nostra. La vita è un bene prezioso che va vissuto nel
migliore dei modi. Quindi, Lucia, “se una lacrima righerà
il tuo viso”, non disperarti perché si tratta di quella
stessa lacrima che ti ha aiutato prima e che ti aiuterà ancora
a crescere e a diventare sempre più forte. Se cadrai un’altra
volta, niente più sarà come prima… perché
avrai la forza di rialzarti, senza troppa fatica! Dopo aver letto il suo libro, tutto
in un pomeriggio, perché non avevo il coraggio di chiuderlo
e poi continuarlo, dentro di me è cambiato qualcosa che, però,
non riesco a definire bene cosa sia. So che Lucia mi ha fatto riflettere
molto sul fatto che non bisogna mai mollare quando la vita ci pone
innanzi degli ostacoli banali, perché poi quando vi sono ostacoli
più difficili da superare, non saremo in grado di farlo. La
cosa che ammiro in lei è, appunto, il coraggio. Dalle parole di Lucia ho appreso
che bisogna aiutare gli altri senza chiedere nulla in cambio. Tutto
il libro è bello ma mi hanno commosso i pensieri rivolti alla
madre e a tutti quelli che l’hanno aiutata e che le sono stati
vicino. Nel mondo c’è chi soffre,
chi soffre moltissimo senza alcuna colpa e spera, ogni giorno, di
vivere e di comportarsi come una persona normale, di partecipare alle
feste in compagnia degli amici o semplicemente mangiare un gelato
fuori, all’aperto senza timore. Queste cose Lucia non le ha
mai potute fare a causa della malattia, che la teneva sempre rinchiusa
in una stanza dell’ospedale senza la forza fisica nemmeno di
camminare. Questa ragazza mi ha trasmesso molta
gioia e tanta voglia di vivere perché, nonostante i numerosi
ostacoli, ha dimostrato tanto coraggio e ha cercato di aiutare il
prossimo. Io inviterei tutti a leggere questo scritto. Lucia ci insegna
che solo credendo in Dio si può andare avanti senza soffrire
e che non bisogna arrendersi, ma lottare, come lei ha sempre fatto.
Questo libro è meraviglioso perché mi ha permesso di
conoscere l’altra faccia della vita, ovvero non solo quella
fatta di bei momenti ma anche quella fatta di brutte disavventure
che possono succedere ad ognuno di noi. Lucia mi ha fatto capire che la vita è il dono più bello che Dio ci possa aver dato e non bisogna sprecarlo drogandosi o compiendo altre cattive azioni, ma bisogna viverla, attimo dopo attimo, e trovare la forza di sperare e di sorridere anche quando sembra che sia già tutto finito. Spero di seguire il suo esempio e di avere la forza di superare qualsiasi ostacolo, sempre con il sorriso, spero di non abbattermi mai e di trovare la forza per tutto. Devo ringraziare Lucia perché
è riuscita a trasmettermi la forza, l’entusiasmo e la
vera voglia di vivere ed è riuscita a farmi capire che ad ogni
problema c’è sempre una soluzione. Spero inoltre che
un giorno possa acquisire almeno metà della forza di questa
piccola ragazzina, che in fondo si è dimostrata una vera donna
con un coraggio immenso. (Tutte le ragazze fanno parte della III D Liceo delle Scienze Sociali di Noto) |
| Lucia
aspetta ancora Una storia-icona del disagio dei nostri tempi di Roberto Rubino Lucia è una ragazza che combatte contro il male del secolo. Un male reale, uno scontro chimico tra globuli bianchi e rossi. Lucia scrive. Nei mesi scorsi Ciccio Urso ne ha pubblicato una testimonianza vera, che trasuda voglia di vivere. Ma a Lucia viene fino a ora negato di coltivare il suo sogno di frequentare la scuola perchè non le è stato messo a disposizione il personale infermieristico che la legge, le sentenze, le interpretazioni autentiche le concederebbero. Intanto è trascorso un anno. Lei continua a combattere, a studiare, a scrivere, con un disagio addosso che a chiunque altro avrebbe già fatto gettare la spugna. A Lucia, no: non si è arresa, vuole vincere. E vincente sul pensiero unico, sulla moda, sui reality, sui furbetti, sugli evasori, sugli stipendi doro, le pensioni dargento. E vincente sulla passività del mondo che stritola le nostre esistenze sempre più grigie, tinteggiate appena dai cromatismi della pubblicità. Nelle ultime due settimane sono apparsi due articoli, da me siglati, sulla carta stampata. Avrei voluto aiutarla. Ma non sono ancora riuscito a schiudere le porte al suo legittimo desiderio di un diploma. Credevo che sarebbe bastato, ma confido ancora che ci siano i margini per la pietà, per lamore. Tutti dovremmo partire da pari opportunità. Ma non è così: lindifferenza, la nostra indifferenza dietro a una scrivania ci rende sicuri. Aridi. Nessuno escluso. Lucia dice che a volte la vita ti affida compiti più grandi di quelli che saremmo realmente in grado di sopportare. Detto da lei suona come un esempio e un monito allo stesso tempo. Un esempio perché la maggior parte di chi ci circonda non fa altro che lamentarsi per nulla. Un monito perchè rimaniamo svegli, per sfuggire al torpore di una società dove lapparire conta più dellessere. |
| A metà luglio la nostra cara amica Vera Parisi
ci proponeva l'esperienza più importante della nostra più recente
attività
editoriale… Si trattava di pubblicare senza fini di lucro e in tempi
rapidi le riflessioni di Lucia Sortino, una ragazza di Noto. Quella
che abbiamo realizzato non è solo la nostra novità di agosto 2007,
ma anche il più bel regalo a Lucia per il prossimo 5 settembre 2006,
suo diciassettesimo compleanno. Francesco Urso libraio ed editore Lucia
Sortino, Il difficile cammino della mia vita Una
sconvolgente e accorata testimonianza di lotta contro un nemico subdolo,
scritta con pudicizia e semplicità, con la limpidezza dei suoi
diciassette anni il 5 settembre, viene donata a tutti da Lucia Sortino,
adolescente di Noto che ha lottato e lotta per “esserci”.
Nel suo libro, “Il difficile cammino della mia vita”,
edito dalla libreria editrice Urso, da qualche giorno disponibile,
Lucia dà una lezione di vita che rinfranca lo spirito di quanti
hanno sperduto la via, la sua è una dose massiccia di speranza
per tutti quei bambini che stanno percorrendo “un cammino senza
fine”, che lottano contro il cancro, “un ammasso di cellule
pazze”, che cercano giorno per giorno “un nuovo corpo
in cui intrufolarsi”. E’ un libro che parla al cuore con
una tavolozza di colori che non è mai cupa, anzi, densa di
splendore e vivacità, che vuole gridare con coraggio la dignità
della sua vita e di quella dei bambini del Policlinico di Catania,
vita che non può semplicisticamente essere derubricata a malattia
per essere inghiottita dal silenzio e dalla solitudine.
E’ lo sfogo mai disperato, sempre sorretto da una fede
incrollabile: “Per ogni giorno trascorso apparivano sulla sabbia
due orme: le mie e quelle del Signore” e anche nei momenti più
difficili in cui ha visto un’orma sola, riesce a trovare una
risposta, la stessa che l’accecante luce di Dio le trasmette:
“Figlia, tu lo sai che Io ti amo e non ti ho mai abbandonato.
Nei giorni in cui vedi una sola ombra sulla sabbia sono proprio quelli
in cui ti ho portato in braccio..”. E’ un libro che non
può lasciare indifferenti sol perché si è convinti
che la sofferenza è uguale per tutti: “La sofferenza
è un denominatore, ma dietro ogni viso si nasconde una personalità
che ci rende diversi l’uno dall’altro, irripetibili ed
unici”. E Lucia lo è, perché saprà farsi
accompagnare dal lettore lungo un cammino “verso una via che
non so qual è” e accenderà nei medici il lume
per rischiarare una professione che deve essere vissuta come una missione. Lucia
Sortino è nata a Noto il 5 settembre 1989 dove
attualmente vive frequentando la scuola con impegno e profitto. Nel
dicembre 2002 “come un fulmine a ciel sereno” scopre “di
avere una terribile malattia. Il cancro”. Da quel momento la
sua vita si divide fra la degenza al Policlinico di Catania e i banchi
di scuola, fra mille ansie, paure, speranze. La pubblicazione, concepita
senza fini di lucro, è un dono di Lucia ai suoi genitori che
con amore l’hanno sostenuta nei momenti difficili. E’
stata possibile grazie al contributo del Soroptimist International
Club di Noto e del I Istituto di Istruzione Secondaria Seperiore
“M. Raeli” di Noto
UN
REGALO PER LUCIA . •Vorrei
che la vita iniziasse un po• a ragionare, il più delle volte anche lei
sbaglia ed assegna dei compiti difficili ed importanti a persone molto
più piccole e fragili del compito stesso•• E• con questa meditazione
sulla vita che Lucia Sortino riporta alla mente i suoi 11 anni, quando
un dolore allo stomaco iniziò a torturarla. Forse dolori mestruali?
Forse appendicite? Fino a giungere al 26 dicembre del 2002 in cui la
risposta fu una, secca e immediata e priva di remissioni di peccati:
CANCRO. La giovane Lucia, ora 17enne, nel suo libro-confessione non
tralascia nulla. •In alcuni dei miei ricordi mi ci vorrei infilare dentro
per rifare quelle cose compiute da bambina, senza problemi, spensierata
e felice come un tempo, quel tempo che non aveva lo stesso odore di
quello di ora, quel tempo che rimarrà sempre in me•. Il ricordo della
sua infanzia le dà forza di vivere. Ma la sensibilità di Lucia è smisurata.
Così nonostante in lei vi sia un cancro che giornalmente la divora,
si dà pena per i bambini affetti dallo stesso male , rivolgendosi al
•cancro• con queste parole: •io vorrei fare fuggire da te ogni piccolo
bambino ma non posso•..quando penso ai miei piccoli amici morti a causa
tua, mi sento quasi in colpa per esser stata più forte di loro. Io avrei
voluto sconfiggerti non solo per me ma per tutti gli altri•..perché
t•intrufoli nei bambini?• Il cuore di Lucia è così sensibile e pieno
d•amore, che arriva al punto di chiamare quelle piccole vite strappate
dalla morte: •Eroi•. Scolpendo il loro ricordo nel cuore. In mezzo a
tale sofferenza, non da poco, Lucia osserva la vita con estrema accuratezza.
E saltano fuori delle grida con domande figlie di una lunga meditazione:
•Una persona lotta per la propria guarigione, lotta tanto, prova tanti
dolori, perde anni della sua vita in un letto, e poi il premio qual
è? LA MORTE•. Ma la giovane continua a meravigliarci. Nonostante abbia
una croce da vivere si preoccupa delle guerre che attanagliano il mondo,
manifestando così una grande umanità. E con disinvoltura riesce a donarci
un paragone degno dei più grandi pensatori dove si antepongono le guerre
combattute con le armi e quelle che lei e i piccoli eroi devono affrontare:
•Vedo guerre di ogni tipo•.guerre per avere di più, guerre perché si
sconosce il vero amore, guerre perché non si usano più dolci parole•.
Un altro giorno riapro la finestra e vedo ancora guerre, guerre diverse
però, non volute da noi. Vedo piccoli ammalati, sofferenti e non conoscono
il loro futuro••• Alle sue ore, la giovane Lucia, aggiunge attimi in
cui parlando al cancro, come spesso fa, lo chiama •bastardo cancro••••ti
prenderei a schiaffi, ti farei provare tutto ciò che fai provare tu,
ma non posso farlo, tu sei solo un ammasso di cellule pazze, malate,
tu sei un bastardo, sei un cancro•. Come in ogni persona malata cronica,
la contraddizione è forte. Se da un lato grida bastardo cancro, dall•altro
cerca Dio come rifugio. ••.perché si deve credere in qualcuno che è
più importante di tutti gli uomini insieme, DIO. Devi crederci e LUI
ti aiuterà•• Credo che sia proprio la presenza di Dio che la conduce
a preoccuparsi per le lacrime che la madre versa e non per le sue. Ed
è questa stessa presenza che la induce ad aver cura dei •piccoli eroi•
a cui lei è legata dal profondo dell•anima. In Lucia riesco a vedere
l•emblema della vita fatto di coraggio e forza intrepida. Lei giovane
e fragile ma al contempo dura e inossidabile. Lei essere piccolo e indeciso
ma al contempo grande e decisa a lottare. Lei stanca di quelle degenze
ospedaliere e desiderosa di tornare nella sua casa. Lei che sogna i
suoi sogni ad occhi aperti fra lacrime e singhiozzi celati. Lei che
ha avuto il coraggio di scoprirsi al mondo intero raccontando se stessa.
Si perché è così. Ci vuole coraggio a raccontare la propria vita, indipendentemente
dalla malattia. Ci vuole coraggio ad aprire se stessi davanti a tutti.
Usando una frase che io ripeto sempre: •ci vuole coraggio a sbuttanarsi
al mondo intero•. Una frase volgare •.come spesse volte lo è la vita
con noi malati cronici. Sì, perché lo sono anch•io e come Lucia non
so se ho accettato tutto o no. Voglio concludere queste righe con qualcosa
di personale rivolto a Lucia. •Cara compagna di sventura, tu non mi
conosci ma anch•io sono una malata cronica. Vivo con la dialisi e la
mia malattia un giorno non molto lontano, avrà divorato tutti i miei
organi conducendomi ad una fine straziante. So cosa significa stare
in ospedale, subire torture che non sai se serviranno a qualcosa. Anch•io
ho fatto il Prelievo midollare e le trasfusioni. Giornalmente faccio
la dialisi 4 volte al dì per 30 minuti ogni cambio. Ti capisco quando
stai male. Come te mi sono legata ad amici cari che mi aiutano a sorridere
e mi danno la forza di vivere. La vita è piena di sorprese e fino alla
fine la sceneggiatura può cambiare anche nel finale. E come diceva Raf
in una sua canzone ...•sognala la vita che vuoi non smettere mai, fai
che sia infinita e così tu digli di sì •sogni e tutto quello che c•è,
sono dei frammenti di te, sono come un popolo un piccolo oracolo •sogni
se non c•è la fai più••. Un abbraccio anche se non ti conosco Ciao
Carmela Monteleone |
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E ACCADI...MENTI DA SEGUIRE GIORNO PER GIORNO |
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