I FATTI DI AVOLASPAZIO A CURA DELLA LIBRERIA EDITRICE URSO CORSO GARIBALDI 41 96012 AVOLA e-mail info@libreriaeditriceurso.com vedi Catalogo Libreria Editrice Urso ![]() scarica IN PDF scarica IN WORD |

A QUARANTUNO ANNI DAI FATTI DI AVOLA DEL 2 DICEMBRE 1968 Sebastiano Burgaretta, I fatti di Avola, 1998, 8°,Terza edizione, pp. 142, Euro 15,00 EAN 978-88-96071-08-3 Questo volume che ripropongo in nuova edizione fu il primo volume da me pubblicato e segnò nel 1981 la nascita della mia attività editoriale;
il libro è contemporaneamente anche il primo libro pubblicato da Sebastiano
Burgaretta e, sicuramente è il mio best e long-seller, con oltre duemila
copie vendute. Francesco Urso
|
dal Saggio storico di Giuseppe Astuto |


Nasce ad Avola il 2.12.1946
Studia al Liceo Classico “Di Rudinì” di Noto
Nel 1969 si laurea in Lettere all’Università di Catania
Nel 1970 vince il concorso a cattedra e comincia a insegnare italiano e latino nei licei
Attualmente insegna nel Liceo Classico “Ettore Majorana” di Avola
Nel 1972 viaggia per tre mesi in Sud America con altri giovani nel quadro della preparazione del Concilio dei Giovani che si sarebbe celebrato a Taizé attorno alla omonima comunità religiosa ecumenica
Nel 1974 consegue il diploma in teologia con il Centro “Ut Unum Sint”
Nel 1979 viene invitato da Antonino Uccello a collaborare con lui nella realizzazione di alcuni volumi. In quell’anno comincia a pubblicare anche in riviste e giornali su argomenti di tipo etnoantropologico
Avvia alcune ricerche in prima persona
Nel 1981 pubblica il volume I fatti di Avola, con prefazione di Giuseppe Giarrizzo, e organizza una mostra fotografica sul culto di San Sebastiano ad Avola con la locale Pro Loco. Cura anche il relativo catalogo
Nel 1982 pubblica i risultati di una ricerca sull’apicoltura nel volume Api e miele in Sicilia, edito dalle Edizioni del Museo Etnoantropologico della Valle del Belice, di Ghibellina, con prefazione di Antonino Buttitta e foto di Nino Privitera
Nel 1982 pubblica il volume San Sebastiano a Melilli, con foto di Nino Privitera
Nel 1983 pubblica il volume I “nudi” di San Sebastiano ad Avola e Melilli
Nel 1984 ha curato e prefato il volumetto La roba della sposa tra l’‘800 e il ‘900 in Sicilia di Antonino Uccello
Nel 1988 ha curato la stampa dell’inedito Avola festaiola di Gaetano Gubernale e pubblicato il volume Note di aggiornamento ad Avola festaiola
Nel 1992 ha pubblicato il volume Mattia Di Martino nelle lettere inedite del Pitré edito dal Rotary Club di Noto
Nel 1992 ha pubblicato il volume L’opera dell’uomo a Cava Grande del Cassibile con foto di Giuseppe Leone, con prefazione di Aurelio Rigoli
Nel 1996 ha pubblicato il volume Festa con foto di Eugenio Zinna
Nel 1997: A Sud di Siracusa per l’A.A.P.I.T. di Siracusa
Nel 1995 e 1997: Retablo Siciliano, catalogo dell’omonima Mostra di cartelloni del teatro dei pupi, portata anche al Museo Teatrale alla Scala di Milano, con prefazione di Vincenzo Consolo
Nel 1998: riedizione de I fatti di Avola
Nel 2001: Di Spagna e di Sicilia
Ha pubblicato i seguenti volumi e plaquettes di poesie:
1992: Diario del Golfo
1995: L’Ala del tempo, con prefazione di Silvana La Spina
1998: Ρόδον
1998: Epigraffi, con prefazione di Toto Roccuzzo
1999: Mpizzu ri fuddhia
2000: Anàstasis
2003: Trame del Mediterraneo, con prefazione di Silvana Grasso
2004: Le‘olàm, con prefazione di Franco Loi
2007: Cummitu, traduzione siciliana del Simposio di Platone, con prefazione di Alessandro Salerno.
Ha pubblicato varie centinaia di saggi e articoli di argomenti etnoantropologico, letterari, teologici, d’arte, in molti giornali e riviste locali, nazionali ed esteri
Ha pubblicato molte poesie su riviste, libri d’arte e antologie
Da più di venti anni partecipa a Convegni di rilevanza regionale, nazionale, e anche all’estero
Collabora con istituzioni universitarie e musicali
Come
Gli sono stati consegnati e/o ha vinto vari premi, tra i quali L’ape d’oro, il Premio dei Benemeriti del Presepe, il Vann’Antò e il Premio Rinascita per la poesia, il Premio Speciale Leonforte, “per aver contribuito con la sua opera alla nascita di una Sicilia alternativa”, il Premio Capodieci, e il Premio Carrà-Tringali
Sue poesie sono state tradotte in arabo e pubblicate in Siria. Una sua poesia, ispirata all’assassinio di Rabin, fu letta alla Radio israeliana il 19 dicembre 1995. Altre sono state pubblicate in Spagna
Ha tradotto in siciliano La casa di Bernarda Alba, di F.G. Lorca (ne ha anche curato la regia in teatro); Voci di famiglia, di H. Pinter (sono entrambi inediti); il Simposio di Platone
Ha curato decine di cataloghi per mostre e rappresentazioni in varie città
Ha collaborato a vari volumi di AA.VV., di argomento storico-naturalistico (Vendicari, Capo Passero, etc.) ed etnoantropologico
Ha fondato l’Associazione Filodrammatica Avolese, con la quale ha ripristinato l’antica tradizione della Casazza e realizzato il Presepe Popolare Vivente di Avola Antica
Tra le riviste con le quali ha pubblicato sono: Otto-Novecento, Il fuoco, Lares, La Ricerca folklorica, Etnostoria, Il Cantastorie, Nuove Effemeridi, Kalós, Atlante, Sikania, Pagine del Sud, Prospettive SR, Quaderni del Mediterraneo, Etnos, Mesogea etc.
Collabora a La Sicilia e a Stilos
È direttore editoriale della Editrice “Libreria Editrice Urso” di Avola
È socio di varie associazioni culturali, tra cui la Società Siracusana di Storia Patria (dal 1977); dell’I.S.V.N.A. di Noto, dell’Associazione per la Conservazione delle Tradizioni Popolari di Palermo, del Centro Internazionale di Etnostoria di Palermo, dell’Associazione Culturale “Crisilio Castello” di Avola
Opera, sul piano culturale, ad Avola, organizzando incontri culturali, conferenze, presentazioni di libri, etc.
È redattore della rivista Avolesi nel mondo, organo dell’omonima associazione
Ha partecipato al “Treno dei poeti” nel 2001, alle “Orestiadi di Gibellina” nel 2002, a “Ancora na notti di ventu” nel 2002, a “È tempo di poesia. 500 spot per Librino” nel 2003, a “Sabir. Circolo Mediterraneo di Conversazione 2005”, al “Gran Tour dei poeti” nel 2006.
|
|
CHE FINE HANNO FATTO I BRACCIANTI? Ormai a lavorare la terra sono rimasti in pochi e anziani Domenica mattina. Fa freddo e piove. La piazza è deserta. Qui non piove mica spesso. Eppure piove oggi come pioveva il giorno dei funerali, trent'anni fa, e tutti ricordano il mare di ombrelli. Tra pochi giorni è il 2 dicembre: il sindaco diessino, dopo qualche tentennamento, celebrerà l'anniversario. Il professor Burgaretta e il suo amico editore Ciccio Urso - vero eroe che ha una libreria dove si fornisce tutta la provincia e che è l'ultima libreria d'Italia, perché sta più a sud di Tunisi - stanno aspettando dalla tipografia le bozze della nuova edizione del libro, e sembra che resistano in trincea come quel giapponese sull'isola tanti anni dopo la guerra. Vogliono tenere vivo il ricordo del 2 dicembre a tutti i costi, ma per i nobili di allora e di ora fu solo una cosa che mise in cattiva luce Avola. I ragazzini che sfrecciano sui motorini non ne sanno niente, né gliene frega. Si vedono tutti sul viale che porta al Lido, la sera sono così tanti che gli abitanti non riescono a entrare in casa. Protestano e sono stati anche minacciati. I ragazzi non stanno nella piazza, in nessuno dei quattro angoli, e chissà se quando saranno grandi riusciranno almeno a cacciare via questa tradizione. Di braccianti ce ne saranno sempre meno. Poco male: perché quei tanti che stavano sulla statale il 2 dicembre 1968 stavano lì perché non volevano più il caporalato e lottavano contro quella specie di gabbie salariali che facevano differenze tra la provincia di Siracusa del nord (dove si veniva pagati di più perché arrivavano le grandi industrie, e allora la campagna poteva svuotarsi) e quella del sud, dove ogni ora veniva pagata oltre trecento lire in meno. Ora a lavorare la terra sono rimasti in pochi, per lo più anziani: il caporalato è risorto (e non molto tempo dopo l'approvazione dello Statuto dei Lavoratori) ed è vivo, e dal decreto Berlusconi in poi anche legittimato; di gabbie salariali si torna a parlare e non sembrano affatto lontane; e finanche lo sciopero pare che debba essere autoregolamentato, perché così non va più bene. E che ce la ricordiamo a fare la tragedia di Avola? Toto Roccuzzo |
NEWS |