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GIOVANNI MANNA
SPAZIO A CURA DELLA
LIBRERIA EDITRICE URSO

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copertina
Giovanni Manna, Ombre di felicità,
2011, cm 16 x 22, pp. 112, 12,00
Collana Mneme n. 31 – ISBN 978-88-96071-42-7
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A "Mai prima della prima", trasmissione in onda su RADIO OREB,
si è parlato di "Ombre di Felicità" di Giovanni Manna,
Ascolta l'intervista a Giovanni Manna
Per saperne di piu': http://www.libreriaeditriceurso.com/mannagiovanni.html


sabato 5 marzo h 17.00 al Museo Archeologico di Gela (CL)
presentazione del libro Ombre di Felicità

MannaLe foto dell'evento di Gela, la presentazione del libro Ombre di felicità, di Manna

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LA SICILIA
LA SICILIA 8 marzo 2011

“Lo leggerò” mi disse, con quello sguardo difficile da smentire,
tipico di chi sa già che un secondo libro sarebbe nato di lì a poco
.
Lei lo voleva leggere, aveva 18 anni.

copertina MannaQuando ho avuto la conferma della pubblicazione di ‘Ombre di Felicità’, ho avuto due sentimenti contrastanti: da un lato, una felicità (senza ombre) che è difficile da descrivere; dall’altra, un senso che non saprei meglio definire se non col termine ‘paura’, perché in quel momento ho capito che una parte di me sarebbe stata ‘pubblica’. Dal foglio word, custodito gelosamente nel mio computer, si sarebbe passato presto ad un libro messo in bella mostra in libreria, in biblioteca, nei principali siti internet di vendita online.

È stato come … immaginare ad occhi aperti di rimanere nudo, all’improvviso, al centro di una piazza.

Senza possibilità di difesa o di copertura.

Un’immagine raccapricciante, lo so.

  Sono orgoglioso di stare oggi con voi, in questo luogo che porta con sé molti ricordi impossibili da cancellare.

Grazie al Preside Corrado Ferro, grazie alla Professoressa Orlando per aver fatto in modo che questo incontro si potesse fare. In questo modo, riesco a condividere con voi, ragazzi, e con tutti i vostri insegnanti, alcuni dei quali miei ex docenti, questa emozione.

  Un libro è innegabilmente l’immagine sfuocata, indefinita, di una parte dell’autore, sia che questa emerga in maniera conscia o meno. Non so dire però se e quanto questo libro sia parte di me e quanto invece frutto di fantasia e di osservazioni maturate nel corso degli anni.

Spetterà ai lettori dare un giudizio; a me, di avere pazienza.

So solo che ho condito tutto con una certa ironia e una dose di malinconia, come due facce della stessa medaglia oppure due sapori contrastanti che trovano armonia nel piatto.

Questo, almeno, è il mio auspicio.

  ‘Ombre di felicità’ nasce un po’ per caso.

Mi trovavo alla Malpensa, aspettando l’aereo per Istanbul (fine luglio 2009).

Dopo aver scritto ‘Un pianeta da (ri)scoprire’ (2007) mi ero promesso di non scrivere più niente.

L’immagine di me nudo al centro della piazza non mi lasciava fare sonni troppo tranquilli.

E poi … il mio lavoro è un altro.

E sarà sempre quello.

Gelmini permettendo.

  Malpensa, Milano, anno 2009, dicevo.

Gran caldo, fuori. Dentro l’aeroporto, una voglia smisurata di partire e raggiungere subito Selin e Gul, due carissime amiche conosciute anni prima in Sicilia. Ma soprattutto, di visitare la cara vecchia Costantinopoli, meta e turbamento mal celato dei miei tanti sogni universitari in Lettere Classiche.

Inizio a scrivere, senza sapere bene perché, sullo stesso block notes in cui mi ero annotato l’indirizzo esatto dello stadio del Besiktas e del Galatasaray, di Moschee e di angoli di una città tutta da vivere, delle sede del circuito del Gran Premio di F1 di Turchia e dello stadio dove il Milan si fece rimontare 3 gol dal Liverpool di Mr. Benitez.

Un occhio al tabellone delle partenze e un altro ad un foglio che diventava sempre meno bianco.

  L’idea di un ragazzino che si sveglia in un giorno qualsiasi e deve andare a scuola, matura proprio in questa situazione. Così come l’idea di un padre violento e di una madre che tenta inutilmente di incollare il vaso del loro matrimonio. E lui, Stephen, a chiedersi un po’ ingenuamente come, quando, perché.

  Il titolo ‘Ombre di felicità’ nasce un po’ per caso, esattamente un anno dopo.

Ero in spiaggia e faceva pressappoco lo stesso caldo.

L’originario titolo del mio libro era stato per un intero anno … lo stesso che regalerò al prossimo mio libro.

E più non voglio dire.

  Mi sono sempre chiesto, da quando ero studente, cosa significhi veramente ‘comunicare’.

Al di là di una prospettiva semantica (communico significa ‘mettere in comune qualcosa con qualcuno’, ‘rendere partecipe qualcuno di qualcosa’) mi chiedo se comunicare sia oppure no una mera ‘trasmissione di informazioni’.

È difficile, nel mio caso specifico, definire gli oggetti e le prospettive della comunicazione.

Il libro ‘Ombre di felicità’ finirà nelle mani di chissà chi e chissà quando.

E questa è una cosa che mi sorprende, mi angoscia e mi esalta allo stesso tempo.

  L’atto stesso della comunicazione, vista in una chiave generale, prevede una doppia possibilità: una “cooperazione” tra due individui oppure una trasmissione a senso unico. Come è facile intuire, per realizzare una comunicazione ci vogliono dei requisiti minimi fondamentali: un mittente, cioè la persona che avvia la comunicazione attraverso un messaggio e un ricevente che accoglie il messaggio, lo interpreta e lo comprende. Ma non bastano queste due polarità. Serve pure un codice, ad esempio la parola parlata oppure scritta, a patto che sia comprensibile agli uni e agli altri. E poi c’è un canale attraverso cui riusciamo a parlare. Può essere una chat, una e-mail, una lettera oppure una conversazione orale. Il contesto, poi, non va trascurato, cioè l' ambiente in cui vi è l'atto comunicativo. Infine bisogna considerare il referente, cioè l’oggetto della comunicazione.

Questo spiegano all’Università.

  Ma a me, in questo momento, queste parole sembrano vuote di significato.

So solo che nei prossimi mesi qualcuno leggerà ciò che ho scritto, trovandovi sicuramente errori, orrori e sviste.

Oppure emozioni, lacrime.

O una semplice, pacata indifferenza.

Chiunque comunica anche senza aprire bocca! Un neonato che piange, comunica. Un paraplegico che muove gli occhi, comunica. Uno che sbadiglia durante una lezione, comunica qualcosa. Uno che grida o parla a voce appena appena percettibile, comunica. Questo perché la comunicazione si divide in verbale, non verbale e ‘para verbale’, che riguarda in ultima analisi il tono, il volume e il ritmo della comunicazione verbale.

Qualcuno leggerà ‘Ombre di felicità’ anche quando l’autore sarà lontanissimo, nel tempo e nello spazio geografico. Di me, un giorno, rimarranno le quasi 120 pagine del libro a indicare ciò che poteva essere, ciò che non è stato, ciò che è realmente avvenuto in un passato sempre di difficile decifrazione.

  Non volevo certo togliere la sorpresa ai lettori, quando ho accennato al piccolo Stephen.

La sua è solo una storia ordinaria di un disagio provocato da determinate situazioni familiari ma non solo.

Ci sono altri due fili della narrazione, in un’unica matassa che sostiene ‘Ombre di felicità’.

Linee che giocano a sfiorarsi.

Senza toccarsi mai.

  Un’unica città in cui è ambientato tutto: Vicenza, le sue nebbie, il suo freddo, la sua malinconia.

E proprio a Vicenza, dal settembre 2010, vivo e lavoro.

La foto di copertina è frutto di due ‘c:’ del ‘caso’ e del **** che ho avuto nel beccare il posto giusto nel momento giusto con la più opportuna colonna sonora di luci, colore ed ombre.

Vi è immortalato un angolo del Campo Marzio; siamo nel novembre 2010, il giorno stesso in cui è terminata l’alluvione qui a Vicenza.

I danni erano ancora tutti da quantificare, il pericolo era ancora alto. Dicevano di rimanere a casa se non per motivi urgenti ed improrogabili. Lo dicevano in tv, in radio e pure con l’altoparlante, i volontari della protezione civile che passavano con le loro auto ingombranti sotto le case di cittadini impauriti.

  Io invece mi trovavo al Campo Marzio. Con una modesta macchina fotografica.

Piovigginava ancora ma l’inferno sembrava passato.

La copertina nasce proprio in quel momento, naturalmente impreziosita dal contributo artistico dei collaboratori della Casa Editrice Urso.

  Mi piace pensare che questo libro sia nato ben prima del luglio 2009.

Mi trovavo a scuola, non ricordo se a gennaio o febbraio 2009.

Classe III A, Liceo Classico ‘Carafa’ di Mazzarino.

Mi si avvicinò una mia studentessa, una delle più brave, alla fine dell’ora.

“Ho letto il suo libro. Mi è piaciuto e voglio già leggere il suo prossimo lavoro!

Io guardai Carmen, la ringraziai ma non le dissi che a tutto pensavo tranne che a scrivere un altro libro.

Fortunatamente le risparmiai la faccenda della nudità in piazza e degli occhi indiscreti …

“Lo leggerò” mi disse, con quello sguardo difficile da smentire, tipico di chi sa già che un secondo libro sarebbe nato di lì a poco.

Lei lo voleva leggere, aveva 18 anni.

Ma non fece in tempo.

Chissà come, chissà se, chissà quando.

Carmen è stata la mia prima lettrice di un libro non ancora scritto.

Carmen, la prima a vedere ‘Ombre di Felicità’ ancora prima che lo scrivessi.

  I suoi occhi si spensero nel luglio del 2009.

E tutto questo è dedicato a Lei.

 
Il Museo Archeologico di Gela farà da teatro
alla festa di presentazione del libro Ombre di Felicità.
A presentare la serata, sabato 5 marzo h 17.00,
la Dott.ssa Fabiola Polara.
Si alterneranno a relazionare sul libro, la Prof.ssa Iride Valenti - Università di Catania
il Direttore Giuseppe D’Onchia, l’editore Francesco Urso,
il giornalista Andrea Cassisi e l’autore del romanzo, Giovanni Manna.

La serata è resa possibile dalla disponibilità del Direttore del Museo, Arch. Gueli.
L’evento è sponsorizzato dal Kiwanis Club di Gela.
Il testo (pp. 112 - € 12) sarà disponibile per l’acquisto,
a decorrere dal 5 marzo, sul sito della Casa Editrice
(www.libreriaeditriceurso.com/mannagiovanni.html) e su vari siti
tra cui Unilibro.it, Internet Bookshop Italia, Webster - e su altre librerie virtuali;
sarà subito presente nelle migliori librerie in Sicilia e in Veneto
e prenotabile da qualsiasi libreria sul territorio italiano.
Il prodotto sarà regolarmente registrato presso il Catalogo dei libri italiani in commercio
dell’Associazione Italiana Editori.
* * *
Giovanni Manna, già autore di Un pianeta da (ri)scoprire (Urso, 2006),
è nato a Gela nel settembre del 1981.
Laureatosi in Lettere Classiche e abilitato S.I.S.S.I.S. all’insegnamento del Greco e Latino e al Sostegno,
ha conseguito il Master in Creative and Professional Writing presso l’Istituto europeo del Design, a Milano.
Già addetto stampa del Gela Calcio, attualmente è uno dei collaboratori
delle riviste mensili L’Osservatore Cristiano e Vision.
Risiede a Vicenza; lavora presso la Scuola Media Ugo Foscolo di Torri di Arcugnano.

copertina MannaGiovanni Manna, Ombre di felicità,
2011, cm 16 x 22, pp. 112, 12,00
Collana Mneme n. 31 – ISBN 978-88-96071-42-7
acquista
Prefazione a cura di Giuseppe D’Onchia, Direttore del Tg10
disponibile da sabato 5 marzo 2011

il libro è disponibile nelle seguenti librerie
(lista in via di definizione...):
- Libreria Urso (Avola)
- Libreria Randazzo (Gela)
- Edicole di Mazzarino
- Edicole di Gela
- Libreria Galla (Vicenza - Piazza Castello)
- Jole & Nancy (Gela)
- Edicola Torri (vicino Scuola 'Foscolo' di Torri di Arcugnano)
- Libreria Moscato (Gela)
- per spedizione postale mediante ordine da questo sito

locandina

copertina MannaNOVITA' di ottobre 2006
della Libreria Editrice Urso

Giovanni Manna
Un "pianeta" da (ri)scoprire
Gela: la mia, la tua, la nostra città

pagine 88- € 10,00
Collana OPERA PRIMA N. 10 acquista
Locandina presentazione libro  Manna Gela
Abbiamo iniziato il 2007 CON LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI GIOVANNI MANNA.
NOI VOGLIAMO IMMAGINARE CHE SIA STATA UNA COSA CHE CI PORTERA' FORTUNA...

Il 5 gennaio 2007 è stato presentato a Gela il libro di Giovanni Manna

Una Gela... TUTTA DA (RI)SCOPRIRE

 Attualità, storia
e parodia a confronto
 al Caffè Letterario di Gela

 in provincia di Caltanissetta

presso la Biblioteca Comunale “Euclide” di Gela
la presentazione del libro
Un pianeta da (ri)scoprire

del giovane scrittore Giovanni Manna.
L’iniziativa è rientrata tra le diverse attività culturali promosse dal Comune di Gela
patrocinate dall’Assessorato I.U.R. L’appuntamento al Caffè Letterario
e ha introdotto dalla giornalista di Canale10
Liliana Blanco

con l’intervento 
dell’Assessore Luciano Vullo

che ha curato l’introduzione al libro.

Sono intervenuti l’editore Francesco Urso di Avola
e il regista e sceneggiatore milanese Carlo Cotti.
Previsto infine l’intervento dell’attore di cabaret Totò Galanti.

 

 


VEDI brevi filmati della serata
(N.B. Si scaricano ognuno,
con ADSL in dieci minuti circa)
:

Liliana Blanco
Ciccio Urso
Totò Galanti
Giovanni Manna
Carlo Cotti

Installa QuickTime Player
a cura di Marco Urso

gela presentazione


In questo libro Giovanni Manna, alla sua prima fatica letteraria, punta lo sguardo non tanto su Gela quanto
sui gelesi e in 88 pagine piene di ironia beffarda ma bonaria, focalizza il suo sguardo sulla quotidianità della vita gelese, trovando spunti descrittivi di genuina parodia. 

Prova inoltre a viaggiare - senza mai muoversi! – coinvolgendo vari personaggi del passato, da Giulio Cesare a Shakespeare fino a Leopardi, rendendo le loro gesta secondo una prospettiva storica innovativa.

“Gela è un luogo carico di cultura, di genuine passioni, crocevia di esperienze storico-artistiche diverse e variegate: un ‘pianeta’ variegato più che una città - affermaGiovanni Manna  – che poi aggiunge che la guida di questo viaggio è un ‘buon gelese’, un personaggio difficilmente identificabile cheGiovanni manna prova a raccontare la  città con colori insoliti, prendendosi gioco di tutto e di  tutti”.

Giovanni Manna è nato a Gela nel settembre 1981.
Si è Laureato in Lettere Classiche presso l’Università di Catania e ha conseguito,  nel luglio 2006, il Master in ‘Creative and Professional Writing’ presso lo IED – Istituto europeo Design – di Milano. Ha lavorato come collaboratore presso l’agenzia di pubbliche relazioni KlausDavi &Co.

È ‘socio ordinario’ dell’Associazione ONLUS Intercultura.

Per ulteriori informazioni:
Giovanni Manna, 339.84.67.314
dekaton@hotmail.com
(www.libreriaeditriceurso.com/mannagiovanni.html)

PER UN PIANETA DA (RI)SCOPRIRE
(Così Luciano Vullo introduce alla lettura del libro).

La letteratura che ha per tema il viaggio non finisce mai. Vi si aggiunge questo libretto del giovane Manna attorno ad un ‘pianeta’ da (ri)scoprire. (Leggendolo e giocando con le parole, ho nutrito il sospetto che lo si volesse ris-‘coprire’! Per la seconda, la terza, la quarta volta…).

     Giovanni Manna non vuole ingaggiare una gara con letterati, filosofi e avventurieri di professione.

     Fa un’operazione più modesta, nel Pianeta da (ri)scoprire: punta lo sguardo sulla sua-tua-nostra città. Evidentemente, per sviluppare uno scherzo leggero e sapido. Si dà, quindi, al viaggio da fermo. Senza viaggiare. Dalla città natìa non si sposta.

     Al contrario, fa spostare eventi e personaggi verso Gela che dà loro i natali e la morte. A volte, solo i natali o solo la morte. In ogni caso, qualcosa che li denota come gelesi. Mette tutto dentro il calderone sotto il quale arde il fuoco del viaggio, dell’avventura, della memoria e della fantasia.

     Lui – che altro può fare il narratore? – mescola, aggiunge con amore e arte qualche intingolo per evitare una pietanza insipida. Servendosi della voce del ‘buon gelese’, versa nei piatti una minestra di indubbio sapore. Il ‘buon gelese’ è uno che si nasconde in ognuno di noi e che non per forza deve essere nato a Gela.

     Forse è un gelese che non è mai nato.

     Forse, ipotesi più attendibile, il ‘buon gelese’ è proprio Giovanni Manna che si diverte, nascondendosi, a raccontare con ironia la città. Prendendo gusto nello scherzo e nel gioco dei nascondimenti.

     Perché non dovrebbe essere lecito scherzare con le cose serie? Socrate si avvaleva dell’ironia. A volte anche del sarcasmo.

     Si potrà scherzare a Gela parlando di storia? Ci sono tanti autori che hanno scritto e scrivono di cose antiche, medievali e moderne riguardanti questa città. Roba importante che ha sicuri esiti civili oltre che scientifici.

     Manna, scrivendo, mette assieme stravaganze: cioè, alla lettera, vaga e fa vagare il lettore di qua e di là nello spazio e nel tempo. Si diverte. Fa divertire. Coglie un tratto del modo di essere del gelese, che vuole essere sempre il primo e il migliore. Buono o cattivo che sia. Che ne abbia o meno il diritto.

     Che male c’è – anzi è proprio giusto! – che in questa città possa esser nato Alessandro Magno? Non vi nacque Giulio Cesare, che tuttavia l’amò tantissimo per le sue bellezze, il mare, i cibi gustosi, i locali notturni e le belle ragazze. Per libera scelta vi soggiornò William Shakespeare, il grande drammaturgo inglese che trasse ispirazione per il suo Romeo e Giulietta dalla vera storia di Rocco e Giuseppina.

     Neanche Cartesio nacque né morì a Gela, ma qui partecipò a convegni filosofici, come avverrà dopo a Giovambattista Vico e a Carlo Goldoni.

     Il viaggio del ‘buon gelese’ Giovanni Manna segue un ordine cronologico. Per la verità, non proprio rigorosamente. Ma non importa la successione degli eventi e dei personaggi. Né la continuità dell’itinerario. Perché il racconto non si propone né un fine né una meta: alla maniera volterriana, un semplice e puro divertimento. Ed è bello che questo divertimento venga proposto da uno scrittore giovanissimo.

     Manna, con sapida leggerezza, ironizza su modi di essere, di dire, di fare… e di punzecchiare. Come nel caso della velocità del treno che porta a Catania. Simpatica la scena in cui il gregge impone lo stop alla locomotiva… Altrettanto simpatiche le annotazioni bonarie sulle passeggiate e le chiacchiere del ‘buon gelese’.

     Aperto con alcune annotazioni sul dialetto, il viaggio si conclude col lutto, per la morte del Pontefice Giovanni Paolo II. Stavolta il teatro di Gela coincide con quello del mondo intero. Dove “i diseredati e gli emarginati, i ricchi insieme ai poveri, i fedeli (senza distinzione di religione), bimbi ed anziani, mamme e papà, figli e figlie hanno reso commosso omaggio, tutti insieme alla Sua figura. Tutto il mondo si è trovato unito – stavolta non proprio e non più a Gela! – sotto uno stesso lutto nel giorno della Sua morte.

     Un giorno che nessuno dimenticherà mai”.

     Il ‘buon gelese’ tace.

Atene, 8 aprile 2006

 

Luciano Vullo

copertina libro Giovanni MannarecensioniUn pianeta da (ri)scoprire in un viaggio tinto di realtà e fantasia che ha come meta e al contempo come punto di partenza la città di Gela. Un libro che riscopre la città attraverso un’esplorazione, <<Un pianeta da (ri)scoprire – Gela la mia, la tua, la nostra città>> di Giovanni Manna, 25 anni laureato in lettere classiche, ora a Milano lavora per la KlausDavi e Co sarà nelle librerie a fine mese, Nella sua prima opera edita dalla Libreria Urso, con un’introduzione di Luciano Vullo, M parla della sua città natale in chiave ironica, attraverso un’analisi sulle abitudini quotidiane e il dialetto della città. Il tutto raccontato mixando ironia e fantasia, utopia e realtà, passato e presente. !”In questo libro – spiega l’autore – ho voluto fare una riflessione sulla realtà attuale, in un presente che non sempre rievoca l’attualità del passato, per cercare di evitare le sabbie mobili del futuro. Un viaggio – continua Manna – che si sviluppa in due direzioni, una geografica, l’altra temporale, con un viaggio nel viaggio, che a partire dalla colonizzazione fino ai nostri giorni, ripercorre il background storico di Gela per una volta rivisto in chiave fantasiosa ma allo stesso tempo reale.
Bianca Scicolone
In IL GIORNALE DI SICILIA 17 ottobre 2006

recensioniManna GiovanniUN LIBRO DEL GIOVANE MANNA
Viaggio tra realtà e fantasia

<<Pianeta da (ri)scoprire>> “Un pianeta da (ris)scoprire. Gela la mia, la tua, la nostra città” è il libro scritto da Giovanni Manna che a fine mese sarà in edicola.
Un viaggio, quello del giovane autore, che appare tinto di realtà e fantasia e che ha come meta e, al contempo, come punto di partenza, la città di Gela.
Un “buon gelese” sarà la guida del libro. Una guida non meglio identificata, un gelese che non è mai nato.
“Il protagonista – spiega Giovanni Manna – è una figura che si avvale dell’ironia per spalancare le porte di una realtà che spesso guardiamo, che certe volte osserviamo, ma su cui quasi mai proviamo a riflettere seriamente. Un’analisi bonaria ed ironica è quella da me descritta sulle abitudini quotidiane ed il dialetto della nostra città. Gela raccontata tra storia e fantasia, tra utopia e realtà. Dall’arrivo dei rodio-cretesi fino ai nostri giorni, sarà un crescendo di immaginazione”.
“In questo libro – prosegue il giovane scrittore gelese – ho voluto fare un’attenta quanto puntuale riflessione su quella che è la realtà attuale, si tratta di un viaggio che si sviluppa in due direzioni: quella geografica, con uno sguardo sulla città; l’altra temporale: con un viaggio nel viaggio che ripercorre quella che è la nostra storia in chiave fantasiosa, ma nello stesso tempo reale”.
Nell’occasione, l’introduzione del libro è stata curata da parte del professore Luciano Vullo. Giovanni Manna, 25 anni, autore del libro, ha conseguito lo scorso anno la laurea in lettere classiche presso l’Università di Catania ed ha anche partecipato al Master in Creative and Professional Writing presso l’Istituto europeo Design di Milano.

Laura Mendola
in LA SICILIA 14 ottobre 2006

È ancora
immaginabile
una (ri)scoperta della propria città?

“Un ‘pianeta’ da (ri)scoprire”.

Gela: la mia, la tua, la nostra città.

È ancora immaginabile una (ri)scoperta della propria città?

“Un pianeta da (ri)scoprire”, un’analisi bonaria ed ironica sulle abitudini quotidiane ed il dialetto della città di Gela.

Il nostro ‘buon gelese’ sembra spesso invocare protezione ed aiuto dalla Madonna:

     “Maria”, ch’ammu a fari stasira?

“Maria”, a scampagnata quannu l’ammu a fari?

Per indicare un ragazzo/a particolarmente robusto/a si usa sovente tale espressione:

       Chiddru/a pare n’arancina chè pere!

Pur avendo condotto estenuanti ricerche, non c’è ancora concesso di sapere (e nessuno probabilmente lo scoprirà mai!) cosa effettivamente ci sia in questa famigerata ‘arancina’.

Gli agenti di Polizia decidono di fermare solo quelli che, un po’ in ritardo con la moda, ancora indossano il casco:

“Perchè indossa il casco? Non sa che è vietato dalla legge?”;

“Vietato? Da quando il casco è vietato? Io l’ho sempre indossato ed ora… mi si dice che è vietato?”;

“Ora le farò una bella multa per uso reiterato del casco, con la speranza che lei riesca a togliere il brutto vizio di indossarlo”.

I ‘buoni gelesi’, specialmente nelle serate di festa, non escono mai da soli ma sempre con due o tre famiglie di amici, fratelli o cognati, parcheggiando le macchine quasi a formare una specie di ‘consorzio mangereccio’.

Le tovaglie vengono stese sui cofani che diventano così dei veri e propri tavoli (caldi).

La gara a chi possiede il maggior numero di cd di Gigi D’Alessio o di Nino D’Angelo è il fatale preludio al bisogno di ascoltare della buona musica a tutto volume, anche per agevolare il processo digestivo.

Difficilmente si assiste a scene più raccapriccianti di questa…

La nostra guida è un accanito fumatore. Sua moglie ha inutilmente tentato in tutti i modi di eliminare questo nocivo vizio dalla vita di suo marito! Ci confida che la frase che egli pronuncia decine di volte al giorno è la seguente:

“Fumo l’ultima sigaretta e smetto di fumare. Non ti preoccupare: questa è la volta buona! Te lo prometto!”…

…alla sala Bingo ci sono in palio circa quattrocento €. È appena stato estratto il quarantasette ed il sudore bagna copioso i visi di tutti coloro che temono di sentire che si è verificato un ‘Bingo’. Nei palpitanti volti di tutti i presenti aleggia un silenzio irreale…

Trascorrono altre frazioni di secondo che possono significare molto. Possono conferire la gloria! Ancora altri attimi, l’attesa cresce…

La storia, spesso definita ‘magistra vitae’, non è altro che un ‘viaggio nel viaggio’ che parte da lontano ma che continuerà sempre ad interessare da vicino.

Gela, raccontata tra storia e fantasia, tra utopia e realtà, tra attualità e ‘backgrounds’ storici: dall’arrivo dei ‘rodio-cretesi’ fino ai nostri giorni, sarà un crescendo di immaginazione.

“Al momento dello sbarco rodio-cretese, correva l’anno 688 a.C.

Anzi, quell’anno non correva per niente.

La vita trascorreva in maniera per nulla frenetica…

Tra gli abitanti (che avevano il nome greco di “geloi”), si cominciava a formare un gruppo eterogeneo di ‘buoni geloi’”.

Non era certo un’operazione semplice: come decidere a chi sarebbe toccato il potere?

Roma o Agrigento? Giulio Cesare o Phintias?

I due principali esponenti furono chiamati ad un ‘faccia a faccia’ in diretta tv, alla presenza di un moderatore e di due giornalisti. La settimana che precedette questo grande evento mediatico fu piena di tensione. I due contendenti erano intenti a prendere di comune accordo alcune decisioni di estrema e vitale importanza:

Chi parla per primo?

Chi ascolta per ultimo?

Inquadratura fissa o piano all’americana?

Quanto tempo per rispondere alle domande?

Quante domande?

Si può copiare?

Mi passi la tua risposta?

Quante risposte?

Kakà o Iraq?

Bush o Blair?

Armi di distruzione di massa o distruzione di armi?

Aiutami, ti prego! Quanto tempo rimane?

Non capisco nulla!

Cravatta nera o a colori?

Lifting o trucco: l’importante è sorridere!

Ti siedi a sinistra o a destra? A nord o a sud?

Scarpe lucidate, nere o marroni?

A scuola, gli studenti del decimo secolo dopo Cristo erano alle prese con una situazione nettamente migliore rispetto ad oggi. Ad esempio, la letteratura italiana e l’informatica non esistevano ancora! Il programma di storia era ridottissimo ed anche la geografia mancava di tutta la parte dedicata al ‘Nuovo Mondo’. Dante e Leopardi, Manzoni e Verga dovevano ancora far la loro comparsa nel panorama culturale!”.

Il problema dell’università non esisteva in quei secoli!

Hai superato i pre-test?

Ed i pre-testi per non entrare a scuola?

Sciopero o occupazione: come lo chiamiamo?

Sei di vecchio o di nuovo? 

Fai il cosiddetto 3+2 o il 4+2?

Il 4 x 3? O il 5 x 2?

Il 7:3? O il 5-4?

Il ‘prendi 3 e paghi 2’ o un più tradizionale 4-4-2 ?

Crediti liberi o crediti in carcere?

C.F.U., D.A.M.S. o C.T.F.?

Farai un ‘Master’ o un ‘Dottorato di Ricerca’?

Sarai un ‘Dottore in Legge’ o leggerai i dotti commenti dei Dottori?

Chiedi un prolungamento o prolunghi l’agonia?

Facoltà a numero chiuso o aperto?

Semichiuso o semiaperto?

Lauree specialistiche o specialista in Lauree?

Queste e tantissime altre considerazioni saranno contenute nel libro, la cui ‘ironia’ consentirà di spalancare le porte di una realtà che spesso guardiamo, che certe volte osserviamo ma su cui quasi mai proviamo a riflettere seriamente.

Giovanni Manna, autore di questo libro che sarà pubblicato prossimamente dalla Libreria Editrice Urso, è un ragazzo gelese, neo-laureatosi in Lettere Classiche.

L’amore per la sua città natale è tutto espresso in questa “avventura” che propone, tra un sorriso ed un altro, una riflessione sulla realtà attuale, in un presente che rievoca l’attualità del passato per cercare di evitare le sabbie mobili del futuro.

Nato a Gela il 18 settembre 1981
Giovanni Manna ha conseguito la Laurea in Lettere Classiche
presso l’Università di Catania.
Le discipline umanistiche, la musica e la lettura
sono le sue passioni più grandi, coniugate ad un costante impegno sociale.
L’amore per la sua città lo ha ispirato in questa sua prima opera.


copertinaCollana OPERA PRIMAacquista
C’è sempre un primo passo da fare per realizzare un proprio sogno e questa collana si addice a chiunque abbia un sogno nel cassetto, un desiderio da realizzare. Dare visibilità ad autori inediti è spesso uno dei più entusiasmanti compiti di un editore.

  1. Venerando Argentino, Le mie poesie, 2004, 8°, pp. 50, 7,00
  2. Corrado Bono, Frammenti di luce, 2004, 8°, pp. 60, 7,00
  3. Emanuele Tiralongo, La vita. Sogni ricordi e piccole riflessioni, 2004, 8°, pp. 52 – Esaurito
  4. Antonio Rametta, Vento, 2004, 8°, pp. 68, 7,00
  5. Roberto Dorato, Un incontro a primavera, 2005, 8°, pp. 82 – Esaurito
  6. Enrico Alia, Poesii pi passatempu, 2005, 8°, pp. 80
  7. Maria Giovanna Mirano, Uomini Liberi, 20064, 8°, pp. 282 – Esaurito
  8. Graziana Scaffidi, Momenti di poesia, 2005, 8°, pp. 48, 7,00
  9. Linuccia Blanco, I sensi dell'anima, 2006, 8°, pp. 104 – Esaurito
  10. Giovanni Manna, Un “pianeta” da (ri)scoprire. Gela: la mia, la tua, la nostra città, 2006, 8°, pp. 88, 10,00
  11. Giuseppe Rosana, Finalmente mi sposo, 2007, 8°, pp. 88,  10,00
  12. Emanuele Savasta, A una Venere appena sconosciuta, 2007, 4°, pp. 52, 15,00
  13. Natalia Romano, I colori del silenzio – Racconti, 2007, 8°, pp. 88, 10,00
  14. Tim Scrivello, Morire per la vita – Racconti, 2008, 8°, pp. 56, 10,00ISBN 978-88-96071-04-5
  15. Salvatrice Pirreco, La nuvola che voleva andare sulla luna e altre fiabe, 2008, 8°, pp. 104, 15,00 – ISBN 978-88-96071-06-9
  16. Paola Liotta, Del vento, e di dolci parole leggere..., 2009, 8°, pp. 88, 9,00 ISBN 978-88-96071-13-7
  17. Fabrizio Demaria, Pelle - Racconti, 2009, 16°, pp. 112, 8,00 – ISBN 978-88-96071-14-4
  18. Emanuela Strano, Le mie sane paranoie, 2009, 8°, pp. 88 ISBN 978-88-96071-11-3 - Esaurito
  19. Emanuele Lombardo, L'eco del gusto, 2009, 8°, pp. 80, 12,50 – ISBN 978-88-96071-12-0
  20. Mia, Io vampira, 2009, 8°, pp. 344, 19,00 – ISBN 978-88-96071-22-9
  21. Giovanni Parentignoti, Homo minor mundis (Poesie e prose), 2009, 8°, pp. 56 – ISBN 978-88-96071-24-3 - Esaurito
  22. Mariano Grillo, Non dirmi... Ci vediamo domani, 2011, 8°, pp. 56, – (in corso di stampa)
  23. Cettina Lascia Cirinnà, Poesie d'estate, 2011, 8°, pp. 56, 12,00 – ISBN 978-88-96071-38-0
  24. Giulia Tiralongo, La corsa sul mare, 2011, 8°, pp. 240, 15,00 – ISBN 978-88-96071-39-7
  25. Davide Scamporlino, Ciò che un cuore, in continuo andare, sente di dire, 2011, 8°, pp. 56, 9,00 – ISBN 978-88-96071-41-0
  26. Mariella Curcillo, Il trascorrere della vita, 2011, 8°, pp. 56, 9,00 – ISBN 978-88-96071-43-4
  27. Salvatrice Catinello, Come potrò dire a mia madre che ho paura? (a cura di Roberta Malignaggi), 2011, 8°, pp. 120, 14,00 - ISBN 978-88-96071-48-9
  28. Mary Di Martino, Musica dell'anima, 2011, 8°, pp. 72, 12,00 – ISBN 978-88-96071-44-1
  29. Sebastiano Sirugo, La mia vita in mare, 2011, 16°, pp. 56, ill., 7,00 – ISBN 978-88-96071-54-0
  30. Rossella Caruso, La drammaturgia della “Lisistrata” di Aristofane, 2012, 8°, pp. 144, € … - ISBN 978-88-96071-93-9 (in corso di stampa)
Collana MNEMEacquistaMneme, Mnemòsine (… diva del cor maestra e della mente // e del caro pensiero custode e madre. Monti, Musogonia, 25 e segg.), la ricordanza, la memoria in lotta perenne nel nostro tempo, tra il dimenticare copertina
  1. Giovanni Stella, Le Sirene e l’Isola, 1998, 8°, pp. 104, 11,00
  2. Sebastiano Burgaretta, I fatti di Avola, 2008, 8°, pp. 142, 15,00ISBN 978-88-96071-08-3
  3. Antonino Caldarella, Santa Venera, 1983, 8°, pp. 120 – Esaurito
  4. Giuseppe Schirinà, La chiusa di Carlo, 1984, 8°, pp. 288,  8,00
  5. Giuseppe Schirinà, Antinferno, 1989, 8°, pp. 160 – Esaurito
  6. Sebastiano Burgaretta, L’opera dell’uomo a Cava Grande del Cassibile, 1992, 8°, pp. 240, ill.,  25,00 – ISBN 978-88-96071-31-1
  7. Giovanni Stella, Sicilia terra mia, 1995, 4°, pp. 8 – Esaurito
  8. Giuseppe Schirinà, Nina, 1996, 8°, pp. 154,  11,00
  9. Giovanni Stella, Gesualdo Bufalino vivo, 1996, 8°, pp. 11 – Esaurito
  10. Carmelo Giannone, Bbummi su…nun ti scantàri, 2000, 8°, pp. 128, ill.
  11. Sebastiano Burgaretta, Di Spagna e di Sicilia, 2001, 8°, pp. 208,  14,00
  12. Giovanni Stella, Amici cari, 2000, 8°, pp. 120, ill.  11,00
  13. Sebastiano Martorana, Ricordi di un tempo che fu, 2000, 8º, pp. 120,  10,33
  14. Nello Lupo, Don Lorenzo Milani prete e maestro, 2001, 8º, pp. 208, ill. 14,46
  15. Giovanni Stella, Il rigattiere e l'avventore, 2002, 8°, pp. 192, 13,00
  16. Benito Marziano, Don Agostino Salvìa e altri racconti, 2002, 8°, pp. 112, 10,00
  17. Salvatore Di Pietro, I perché del nostro dialetto. Storia linguistica e sociale della Sicilia, 2006, 8°, pp. 208,18,00
  18. Italico L. Troja, Alessandro Patti. Un esiliato di Weimar che perdette il suo cuore ad Heidelberg, 2007, 8°, pp. 80, € 10,00
  19. Fernando Buscemi, Storia della Rebetika, 2006, 8°, pp. 128, 13,00
  20. AA.VV., Da Versi a Nina. Note di critica letteraria, 2006, 8°, pp. 164, 10,00
  21. Salvatore Di Pietro, Nella valle dell’ozio – Racconti, 2008, 8°, pp. 176, 13,00
  22. Italico L. Troja, La mia “prima etade”, 2010, 8°, 15,00 – ISBN 978-88-96071-23-6
  23. Corrado Zuppardo, Memoriale di un siciliano emigrato a Milano, 2010, 16°, pp. 96, 9,00 – ISBN 978-88-96071-28-1
  24. Giuseppe Conte, La melagrana ossia la disegualità, 2008, 8°, pp. 144, € 13,00 – ISBN 978-88-96071-07-6
  25. Benito Marziano, Juliette cara – Romanzo, 2009, 8°, pp. 160, € 13,00 – ISBN 978-88-96071-10-6
  26. Cetty Stella, Dalla città reale alla città ideale – La città di Avola dopo il terremoto del 1693, 2008, 8°, pp. 48, 8,00
  27. Nino Muccio, L'Ammiraglio e l'America, 2008, 8°, pp. 368, 25,00 – ISBN 978-88-96071-09-0
  28. Italico L. Troja, Dalla "Domus hospitalis" al moderno "Ospedale Giuseppe Di Maria" (Origine e vicenda storica dell'Ospedale di Avola), 2010, 8°, (in corso di stampa)
  29. Fulvio Maiello, Il crepuscolo della nobiltà, 2010, 8°, pp. 128, 13,00 – ISBN 978-88-96071-26-7
  30. Salvatore Salemi, La vita e l'opera di Teocrito Di Giorgio, 2011, 8°, pp. , ISBN 978-88-96071-50-2 (in corso di stampa)
  31. Giovanni Manna, Ombre di felicità, 2011, 8°, pp. 112, 12,00 - ISBN 978-88-96071-42-7
  32. Mauro Giarrizzo, La legislazione scolastica nel Regno d'Italia e la situazione nella provincia di Noto, 2011, 8°, pp. 200, 18,00 – ISBN 978-88-96071-32-8
  33. Autori Vari, Antologia Inchiostro e Anima 2010/2011 – Poesia, Teatro, Cinema in memoria di Antonio Caldarella, 2011, 8°, pp. 152 – ISBN 978-88-96071-02-1 – Esaurito
  34. Giuseppe Aloisi, Memorie di un navigante, 2010, 8°, pp. 152, ill., 13,00 – ISBN 978-88-96071-35-9
  35. Benito Marziano, Randagi – Sei racconti, 2011, 8°, pp. 88, 10,00 – ISBN 978-88-96071-52-6
  36. Giovanni Gangemi, Il papiro di Akhenaton, 2011, 8°, pp. 360, 25,00 - ISBN 978-88-96071-55-7

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Mneme, Mnemòsine (… diva del cor maestra e della mente // e del caro pensiero custode e madre. Monti, Musogonia, 25 e segg.), la ricordanza, la memoria in lotta perenne nel nostro tempo, tra il dimenticare

  1. Giovanni Stella, Le Sirene e l’Isola, 1998, 8°, pp. 104, 11,00
  2. Sebastiano Burgaretta, I fatti di Avola, 2008, 8°, pp. 142, 15,00 - ISBN 978-88-96071-08-3
  3. Antonino Caldarella, Santa Venera, 1983, 8°, pp. 120
  4. Giuseppe Schirinà, La chiusa di Carlo, 1984, 8°, pp. 288,  8,00
  5. Giuseppe Schirinà, Antinferno, 1989, 8°, pp. 160, 10,00
  6. Sebastiano Burgaretta, L’opera dell’uomo a Cava Grande del Cassibile, 1992, 8°, pp. 240, ill.,  25,00
  7. Giovanni Stella, Sicilia terra mia, 1995, 4°, pp. 8
  8. Giuseppe Schirinà, Nina, 1996, 8°, pp. 154,  11,00
  9. Giovanni Stella, Gesualdo Bufalino vivo, 1996, 8°, pp. 11
  10. Carmelo Giannone, Bbummi su…nun ti scantàri, 2000, 8°, pp. 128, ill.
  11. Sebastiano Burgaretta, Di Spagna e di Sicilia, 2001, 8°, pp. 208,  14,00
  12. Giovanni Stella, Amici cari, 2000, 8°, pp. 120, ill.  11,00
  13. Sebastiano Martorana, Ricordi di un tempo che fu, 2000, 8º, pp. 120,  10,33
  14. Nello Lupo, Don Lorenzo Milani prete e maestro, 2001, 8º, pp. 208, ill. 14,46
  15. Giovanni Stella, Il rigattiere e l'avventore, 2002, 8°, pp. 192, 13,00
  16. Benito Marziano, Don Agostino Salvìa e altri racconti, 2002, 8°, pp. 112, 10,00
  17. Salvatore Di Pietro, I perché del nostro dialetto. Storia linguistica e sociale della Sicilia, 2006, 8°, pp. 208,18,00
  18. Italico L. Troja, Alessandro Patti. Un esiliato di Weimar che perdette il suo cuore ad Heidelberg, 2007, 8°, pp. 80, € 10,00
  19. Fernando Buscemi, Storia della Rebetika, 2006, 8°, pp. 128, 13,00
  20. AA.VV., Da Versi a Nina. Note di critica letteraria, 2006, 8°, pp. 164, 10,00
  21. Salvatore Di Pietro, Nella valle dell’ozio - Racconti, 2008, 8°, pp. 176, 13,00
  22. Italico L. Troja, La mia “prima etade”, 2010, 8°, 15,00, ISBN 978-88-96071-23-6
  23. Corrado Zuppardo, Memoriale di un siciliano emigrato a Milano, 2010, 16°, pp. 96, 9,00 – ISBN 978-88-96071-28-1
  24. Giuseppe Conte, La melagrana ossia la disegualità, 2008, 8°, pp. 144, € 13,00 – ISBN 978-88-96071-07-6
  25. Benito Marziano, Juliette cara - Romanzo, 2009, 8°, pp. 160, € 13,00 – ISBN 978-88-96071-10-6
  26. Cetty Stella, Dalla città reale alla città ideale - La città di Avola dopo il terremoto del 1693, 2008, 8°, pp. 48, 8,00
  27. Nino Muccio, L'Ammiraglio e l'America, 2008, 8°, pp. 368, 25,00 – ISBN 978-88-96071-09-0
  28. Italico L. Troja, Dalla "Domus hospitalis" al moderno "Ospedale Giuseppe Di Maria" (Origine e vicenda storica dell'Ospedale di Avola), 2010, 8°, 15,00 – ISBN 978-88-96071-23-6 (in corso di stampa) 
  29. Fulvio Maiello, Il crepuscolo della nobiltà, 8°, pp. 128, 13,00 – ISBN 978-88-96071-26-7
  30. Salvatore Salemi, La vita e l'opera di Teocrito Di Giorgio, 2010, 8°, pp. , – (in corso di stampa)
  31. Giovanni Manna, Ombre di felicità, 2011, 8°, pp. 112, 12,00 - ISBN 978-88-96071-42-7 (in corso di stampa) 
  32. Mauro Giarrizzo, La legislazione scolastica nel Regno d'Italia e la situazione nella Provincia di Noto, 2010, 8°, pp. 200, 18,00 – ISBN 978-88-96071-32-8
  33. Autori Vari, Antologia Inchiostro e Anima 2010/2011 - Poesia, Teatro, Cinema in memoria di Antonio Caldarella, 2011, 8°, pp. 104, 15,00
  34. Giuseppe Aloisi, Memorie di un navigante, 2010, 8°, pp. 152, ill., 13,00 – ISBN 978-88-96071-35-9

 

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