Giuseppe
Matarazzo
per A una Venere appena
sconosciuta
di Emanuele
Savasta
La bellezza. Quando si parla di bellezza, il
primo pensiero è donna. Inevitabile. La bellezza è donna.
Ha il volto di Venere. Una Venere che conosciamo e ci sta accanto.
Che ogni giorno ci accompagna nel cammino. Ma c’è anche
una Venere sconosciuta. Fugace. Che incrociamo per strada. Dal
finestrino di un tram. O al semaforo, in macchina. Un viso che
incontriamo nel cammino. Errando di luogo in luogo. Il volto di
una donna che diventa spesso il volto di un paese.
È a una Venere sconosciuta che si rivolge lo sguardo, la
penna e il pensiero di Emanuele Savasta nel dipingere con pennellate
di parole, di versi e di immagini, il quadro della bellezza. Con
un’attenzione ai particolari e una sensibilità che
sorprende. Che trasmette emozioni, sensazioni, desideri. Con la
passione e la spontaneità di un giovane che ha una gran
voglia di comunicare. Ma che non si mischia nell’affollato mare
magnum di parole parole, parole della nostra società della
comunicazione. Parlare per occupare spazi. Per riempire secondi
di silenzio. Emanuele invece parla con parole pensate. In poesia.
Che è sempre ritmata da parole e silenzi. Un’arte
difficile. Da esprimere e interpretare. Un’arte che tutti,
almeno una volta, hanno provato a “sfidare”. Solo pochi
però riescono a penetrare i cuori. Emanuele Savasta nella
poesia ha trovato il suo ideale mezzo di comunicazione. Per raccontare.
Parlare. Ridere. Riflettere. Senza timori. Con la semplicità di
un ragazzo ma la determinazione di chi vuole fare sul serio.
In queste pagine c’è tutta la sua sensibilità nell’incontro
con la bellezza. Con la donna, sua musa ispiratrice. Per le strade.
Immerso nel barocco della sua città, Palazzolo Acreide,
o della vicina Noto. Ma anche fra i vicoli di Cefalù. O
per le vulcaniche pietre di Catania. Incontri. Donne che passano
ma che lasciano il segno. Che Emanuele esprime in versi. Accompagnati
da immagini – fatti realizzare con scrupolosa attenzione
– che fanno da sfondo ai testi. La poesia che si fa immagine.
In chiaroscuro. Fra ombre. Gesti. Corpi. Icone di bellezza.
“Vorrei assaggiare il tuo profumo che tanto mi perseguita.
Mi ritrovo sempre a fantasticarti affascinata”. La donna,
l’amore hanno sempre ispirato letterati, artisti, poeti.
Anche per Emanuele la poesia parla al femminile. Ci racconta, per
dirla alla Goethe, il “suo inimitabile particolare”.
Il suo punto di vista.
Le donne che ha incontrato Emanuele per le strade della Sicilia
resteranno sconosciute. Si sono già perse fra i vicoli delle
città. Ma la loro anima, la loro passione parla. L’amore
canta. Come Emanuele. Affascinato da uno sguardo. Da un ricciolo.
Da occhi parlanti. Dal profumo di un bacio. Che il giovane si porta
entusiasticamente con sé e con cui inebria queste pagine.
Da leggere, da sfogliare. Da immaginare. E magari, quando cammineremo
per le nostre strade, come per i vicoli delle città che
visiteremo, ci faremo colpire dallo sguardo di una Venere. Che
fugacemente perderemo. Che non conosceremo. Ma che ci avrà regalato
un’emozione. Un sogno. Un’immagine che ci porteremo
dietro per un po’. Lungo la scia del suo profumo. E penseremo
che da quello sguardo può nascere una poesia.
Giuseppe Matarazzo |
Domenica
15 luglio 2007 alle 19.00
Anfiteatro "Colle Acre Hotel"
Via G. Campailla sn
PALAZZOLO ACREIDE
Emanuele
Savasta presenta la sua opera
novità editoriale di Luglio 2007
dal titolo "A una Venere appena sconosciuta"
con foto di Paolo Berretta
edito dalla Libreria
Editrice Urso.
Interverranno il dott. Giuseppe Materazzo (Redattore di Avvenire)
e l'Editore Francesco Urso.
Letture poetiche
di Salvo Valentino e Vera Ricciardello
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