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copertina Parentignoti

copertina ParentignotiNovita' IN LIBRERIA DAL 16 DICEMBRE 2009
GIOVANNI PARENTIGNOTI
Homo minor mundis
(Poesie e prose)

2009, 8°, pp. 56, Euro 9,00 acquista
Collana Opera prima n. 21
Euro 9,00 - EAN 978-88-96071-24-3

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Giovanni Parentignoti nasce ad Avola l'1 settembre del 1974. Da sempre con la passione per la letteratura vaga da Dostoevskij a Bukowski, ritrovando in questo inusuale passaggio le basi per il suo pensiero e la sua scrittura.
Ottiene riscontri positivi su siti internet indirizzati prettamente a scritti di autori esordienti e non,nonché in vari concorsi regionali e nazionali dove le opere vengono spesso selezionate da parte delle commissioni giudicanti,ottenendo ottimi consensi.

Nadia Turriziani per ''Homo minor mundis'' di Giovanni Parentignoti

Giovanni Parentignoti''Homo minor mundis'' è l’opera prima dello scrittore Giovanni Parentignoti.
Una piccola opera dove la poesia in lingua ed in vernacolo si mescola mirabilmente con i racconti brevi trasparendo lo stato d’animo dello scrittore.
Un mix di sfiducia, di sofferenza esistenziale, di tristezza  e rabbia.
Ed è la rabbia che emerge con forza nei suoi versi. Non una rabbia irrazionale come potrebbe essere quella originata dall’odio o dal disprezzo della vita e degli uomini ma, al contrario, molto razionale. Una rabbia originata dalla volonta'di difendere la vita e gli uomini.
Una forte denuncia di tutti i mali che affliggono, angosciano e tormentano il nostro tempo.
Da giovane autore indirizza la sua ''di rabbia'' verso quell’abitudine nefasta del consumo di droga che ai giovani, soprattutto, distrugge la vita. Droga dalla quale loro si lasciano irretire, e di conseguenza,  lentamente 'demolire'.
A questo problema dedica alcuni racconti. Una notte in discoteca ad esempio ci ricorda a quale stoltezza sia potuto giungere il nostro tempo che ha ridotto il divertimento della gioventù a una folle corsa ad autodistruggersi, e uno spazio nato per essere un piacevole luogo di divertimento, come la discoteca, sia divenuto il luogo dello 'sballo', come loro ragazzi lo chiamano, consistente, in pratica, in un micidiale cocktail di decibel, alcool e droga, che ne porta molti a un lento e prolungato suicidio, o a una morte piu'rapida per overdose o contro un muro o a un guard-raill.
In un altro, Toxic Waltz, parla del suicidio come soluzione al proprio stato. Il protagonista, dopo aver ucciso una ragazza per rapinarla di pochi euro con i quali si sarebbe garantito qualche giorno di droga, vinto dal rimorso e da un momentaneo rinsavimento, comprende quale inferno ha fatto della sua vita e quali persino peggiori prospettive lo attendono in futuro, e si suicida con quello stesso coltello con il quale aveva poco prima tolto la vita a quella povera ragazza.
In Uccidimi, poesia dai toni forti sin dall’incipit: Uccidimi vile / ora che il mio corpo hai umiliato, un altro crimine, quello perverso e vile dello stupro, viene affrontato. Ed altri, altri ancora…
La lotta alla mafia in Inno antimafia,  la disabilità, l’anoressia, l’eutanasia, il testamento biologico e tanti altri.
(Ed e' civile, quindi, questa sua rabbia perche' mirante a suscitare il disgusto per la colpevole indifferenza davanti al dolore che colpisce i deboli; per l’assurda e sragionevole noncuranza con la quale molti rovinano la vita propria o, per soverchi appetiti, anche quella altrui. Ed e' civile perche' tende a spronare un po' tutti a combattere tali mali. Benito Marziano - scrittore).

Nadia Turriziani

http://tragliscaffali.periodicoitaliano.info/?p=8619

 

Per ''Homo minor mundis'' di Giovanni Parentignoti
Dalla lettura di questa piccola opera prima del giovane Giovanni Parentignoti, che comprende oltre a poesie in lingua e in vernacolo, anche alcuni brevi racconti, la sensazione dominante che se ne trae e' di una sofferenza esistenziale di fondo dell'autore, dovuta in parte a una meditata sfiducia sulla natura umana, che gli deriva da un'appassionata osservazione della vita che gli si svolge attorno, ma anche della sua stessa vita, toccata, fra l'altro, da un avvenimento spiacevole che gli e' occorso e che, certamente, ha contribuito a fargli vedere della vita piu' gli aspetti tristi e dolorosi che quelli sereni e gioiosi. Cio' che lo induce a riflessioni e a valutazioni venate di tristezza e scoramento.

Pur senza mancare, a volte, di aprirsi alla speranza, di trovare espressioni cariche di serenita', di inneggiare all'alto valore della vita, i suoi scritti sono in buona parte ispirati da una forte 'rabbia civile', la chiamerei.

Perche' rabbia? E perche' civile? Perche' la rabbia la sentiamo espressa esplicitamente e con forza nei suoi versi e anche nelle brevi prose, ma non e' una rabbia irrazionale, originata da odio verso qualcuno o qualcosa, da disprezzo della vita e degli uomini, e', al contrario, originata dalla volonta' di difendere la vita e gli uomini. La sua rabbia e', infatti, una forte denuncia di tutti i mali che affliggono angosciano tormentano il nostro tempo e questa nostra travagliata umanita', e da quelli che da se stessi gli uomini insensatamente si procurano.

Ed e' civile, quindi, questa sua rabbia perche' mirante a suscitare il disgusto per la colpevole indifferenza davanti al dolore che colpisce i deboli; per l'assurda e sragionevole noncuranza con la quale molti rovinano la vita propria o, per soverchi appetiti, anche quella altrui. Ed e' civile perche' tende a spronare un po' tutti a combattere tali mali.

E, da giovane, uno dei mali sul quale maggiormente scaglia la sua rabbia e' quello che ai giovani, soprattutto, distrugge la vita: quell'abitudine nefasta del consumo di droga, dalla quale specialmente loro si lasciano irretire, e di conseguenza si lasciano lentamente 'demolire'. A questo problema dedica alcuni racconti, in uno, Una notte in discoteca, ci ricorda a quale stoltezza sia potuto giungere il nostro tempo che ha ridotto il divertimento della gioventu' a una folle corsa ad autodistruggersi, e uno spazio nato per essere un piacevole luogo di divertimento, come la discoteca, sia divenuto il luogo dello 'sballo', come loro ragazzi lo chiamano, consistente, in pratica, in un micidiale cocktail di decibel, alcool e droga, che ne porta molti a un lento e prolungato suicidio, o a una morte piu' rapida per overdose o contro un muro o a un guard-raill, o al suicidio come soluzione voluta alla presa di coscienza del proprio stato, come accade, in un altro racconto dal titolo abbastanza esplicito: Toxic Waltz, al protagonista, il quale dopo aver ucciso una ragazza per rapinarla di pochi euro, che gli avrebbero garantito qualche giorno di droga, vinto dal rimorso e da un momentaneo rinsavimento, comprende quale inferno ha fatto della sua vita e quali persino peggiori prospettive lo attendono in futuro, e si suicida con quello stesso coltello con il quale aveva poco prima tolto la vita a quella povera ragazza: Col viso di quella ragazza davanti a se'... - scrive - li' con la luna che voleva lasciare il suo posto e col cielo che illuminava i suoi passi agonizzanti... netto fu il taglio alla gola e interminabili e dolorosi i minuti di sofferenza... ma li' col suo sangue a colorar le dure strade che lui conosceva da tempo fini' la sua corsa e il suo odiato valzer con la droga.

Un altro crimine, quello perverso e vile dello stupro, viene affrontato in Uccidimi, poesia dai toni forti sin dall'incipit: Uccidimi vile / ora che il mio corpo hai umiliato, leggiamo, e si possono immaginare queste parole come gridate dalla vittima che tale malvagita' ha subito. Ne' meno rabbia si avverte nei versi che chiudono questa lirica, e che lasciano intuire il dramma di chi subisce tale odioso crimine: Ora qui giaccio / mentre pallida la luna, / piange la mia rabbia, / e aspetto immobile per terra / l'arrivo di una mano / o della morte. E l'intenso pathos di questo lamento potrebbe accreditare l'ipotesi, in chi legge, che la vittima, di fronte a tanto oltraggio, possa preferire tra 'l'arrivo di una mano o della morte', quasi certamente la seconda.

Altri temi vengono affrontati da Parentignoti nella sua opera, e con non meno spazio di quelli di cui gia' ho detto. Quello della lotta alla mafia, ad es., in Inno antimafia, e ancora, anche con maggiore incisivita', in La cagghia, dove la gabbia dell'uccello diventa metafora di quella gabbia che i mafiosi hanno eretto attorno ai siciliani, dice, e la lirica chiude con la sollecitazione a unirsi a migliaia per combattere la mafia; questi i versi forti e aperti alla speranza: rumpiri s'ana / sti sbarri di fumeri / e ccu l'ali apetti / e la testa isata / aria nova ha rispirari terra di Trinacria.

Ma ci parla, sempre con molto calore, anche di altre problematiche che, seppur sfiorate, ne' potrebbe diversamente accadere in una piccola opera come questa, vengono affrontate in versi appassionati e di buona poesia e in prose di altrettanto valore. Sono i temi della tanta indifferenza di fronte alla disabilita'; dell'anoressia, che solitamente sembra meno diffusa di quanto lo sia in realta', affrontato in Libera a stento; ma anche quello dell'eutanasia e del testamento biologico; quello dell'interruzione volontaria della gravidanza; e altri ancora.

In definitiva, si puo' dire di questa opera prima che e' una buona prima prova, che lascia ben sperare che l'autore altro ci possa dare di valido e di impegnato a livello civile.

Benito MarzianoBenito Marziano

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C’è sempre un primo passo da fare per realizzare un proprio sogno e questa collana si addice a chiunque abbia un sogno nel cassetto, un desiderio da realizzare. Dare visibilità ad autori inediti è spesso uno dei più entusiasmanti compiti di un editore.

  1. Venerando Argentino, Le mie poesie, 2004, 8°, pp. 50, Euro 7,00
  2. Corrado Bono, Frammenti di luce, 2004, 8°, pp. 60, Euro 7,00
  3. Emanuele Tiralongo, La vita. Sogni ricordi e piccole riflessioni, 2004, 8°, pp. 52
  4. Antonio Rametta, Vento, 2004, 8°, pp. 68, Euro 7,00
  5. Roberto Dorato, Un incontro a primavera, 2005, 8°, pp. 82
  6. Enrico Alia, Poesii pi passatempu, 2005, 8°, pp. 80
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  9. Linuccia Blanco, I sensi dell'anima, 2006, 8°, pp. 104, Euro 10,00
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  11. Giuseppe Rosana, Finalmente mi sposo, 2007, 8°, pp. 88, Euro 10,00
  12. Emanuele Savasta, A una Venere appena sconosciuta, 2007, 4°, pp. 52, Euro 15,00
  13. Natalia Romano, I colori del silenzio - Racconti, 2007, 8°, pp. 88, Euro 10,00
  14. Tim Scrivello, Morire per la vita – Racconti, 2008, 8°, pp. 56, Euro 10,00EAN 978-88-96071-04-5
  15. Salvatrice Pirreco, La nuvola che voleva andare sulla luna e altre fiabe, 2008, 8°, pp. 104, Euro 15,00 – EAN 978-88-96071-06-9
  16. Paola Liotta, Del vento, e di dolci parole leggere..., 2009, 8°, pp. 88, Euro 9,00 EAN 978-88-96071-13-7
  17. Fabrizio Demaria, Pelle - Racconti, 2009, 16°, pp. 112, Euro 8,00 – EAN 978-88-96071-14-4
  18. Emanuela Strano, Le mie sane paranoie, 2009, 8°, pp. 88, Euro 10,00 EAN 978-88-96071-11-3
  19. Emanuele Lombardo, L'eco del gusto, 2009, 8°, pp. 80, Euro 12,50 EAN 978-88-96071-12-0
  20. Mia, Io vampira, 2009, 8°, pp. 344, Euro 19,00 - EAN 978-88-96071-22-9
  21. Giovanni Parentignoti, Homo minor mundis (Poesie e prose), 2009, 8°, pp. 56, Euro 9,00 - EAN 978-88-96071-24-3


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