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POETI E POESIE PER LA PACE

primaveraDalle otto alle otto29/30 marzo 2008 sabato/domenica QUINTA EDIZIONE DI DALLE OTTO ALLE OTTO SALUTO ALLA PRIMAVERA DEL 2008 per una primavera di pace nel mondo e dentro di noi. Su itinerario proposto già nel 2007 da Giuseppina Antonuccio Sessa, partenza da Piazzale della Pace, sul Viale Aldo Moro alle ore 22,00; prosecuzione verso contrada Mammanelli e sbocco al Km 3 della strada statale 115 Avola-Noto. Condivisione della cena intorno alle 24.OO in casa privata, in contrada Cicirata con svolgimento del tradizionale concorso e premiazione della "Poesia regina della primavera 2008" (ognuno dei partecipanti porta con sé, pena esclusione dalla manifestazione, una poesia a tema libero che, leggendola, sottopone al giudizio di tutti i partecipanti). Prosecuzione del cammino con arrivo alla contrada Mare Vecchio per l'attesa dell'alba in prossimità della tonnara di Avola, con la speranza, e, quasi, la certezza,
di una nuova magnifica primavera di pace e di serenità.
Portare poesia, giubbotto catarifrangente, cena, dolci e bevande...
La manifestazione suddetta si svolge ogni anno in occasione della “Giornata mondiale della poesia”, indetta dall'UNESCO, che in tutto il mondo viene fatta il 21 marzo, mentre ad Avola si festeggia nella notte tra il sabato e la domenica prossimi a quella data.

Aderisci con una e-mail a dalleottoalleotto@libreriaeditriceurso.com o telefonando a Francesco Urso 0931834911

TUTTA UNA NOTTATA
CON NOI
PER SOGNARE
A OCCHI APERTI

25/26 marzo 2006
DALLE OTTO ALLE OTTO
terza edizione
Per una primavera di pace
nel mondo e dentro di noi

(per i SENTIERI PROPOSTI DALLA MAILING LIST
della Libreria Editrice Urso di Avola
)

Chiunque può partecipare

Unisciti alla carovana della pace
VIENI alle otto di sera del 25 marzo 2006
in Piazza F. Crispi ad Avola
(davanti all'Ex-Ospedale)
a incontrare i camminanti della pace
Porta qualche poesia
(tua, o di altro autore)
e leggila
se vuoi
se puoi

DALLE OTTO ALLE OTTO
Salutiamo l'arrivo della primavera
camminando e accompagnandoci
con poeti e poesie
dalle otto di sera fino alle otto di mattina.
Tema di questa terza edizione della manifestazione

''Per una primavera di pace
nel mondo
e nel nostro cuore''

Andremo a piedi da Avola ad Avola Antica
ove, dalle 22.30 in poi leggeremo poesie all'interno di un ristorante-pizzeria.
Prenderemo la pizza e sarà scelta la "Poesia regina della primavera 2006"
che sarà collocata in una maglietta ricordo della manifestazione. .
Proseguiremo per il Belvedere di Cava Grande
e subito dopo scenderemo costeggiando Cava Grande verso Monte D'Oro
in tempo per godere l'albain un contesto paesaggistico unico al mondo
Circa venti chilometri a piedi. Difficoltà media (per chi ama cose fuori dal comune)
Prenotarsi in libreria (per esigenze del Ristorante-Pizzeria)
o con una e-mail a poesiapace@libreriaeditriceurso.com.
Porta la tua allegria, poesie, torcia, giubbino catarifrangente,
strumenti musicali e dolci da scambiare nella mattinata

In collaborazione con l''Associazione Acquanuvena' e con http://www.avolesi.it.

http://www.libreriaeditriceurso.com

Grazie alla vita, che ci ha dato tanto...

Cammini PRIMA DI SANTIAGO de COMPOSTELA
chitarra

MAILING LIST http://www.libreriaeditriceurso.com
Associazione Acquanuvena Avola


SENTIERI RISERVATI AGLI ISCRITTI ALLA NOSTRA MAILING LIST


19/20 marzo 2005
DALLE OTTO ALLE OTTO

Per una primavera di pace
nel mondo e dentro di noi

DALLE OTTO ALLE OTTO
ABBIAMO SALUTATO
UN'ALTRA PRIMAVERA DELLA NOSTRA VITA

primavera

Nerina, Paola, Iliana

I coniugi Vaccarella, Enzo,
Benedetto, Valeria, Corrado

Massimiliano, Liliana, Alfio

Benito

Federico

Saro

i coniugi Passarello

Rosanna

Maria

PER UNA VOLTA C'È STATA LA VITTORIA DELL'INUTILE SULL'UTILE

[...]Un guerriero deve sapere prima di tutto
che le sue azioni sono inutili e nonostante ciò
deve procedere come se lo ignorasse. Questa é
la follia controllata dello sciamano.


Carlos Castaneda, La ruota del tempo, Milano 2002


20 marzo/21 marzo 2004

Dalle 20.00 di sabato 20 alle 8.00 di domenica 21 marzo
Abbiamo salutato la primavera in questa notte a cavallo fra due giorni importanti nel mondo per la pace e per la poesia.
Siamo partiti da Piazza Teatro ad Avola alle 20.00. Abbiamo fatto una prima sosta a Noto (alla “Flora”) alle 22,30 e, in una novella agorà, Francesco Urso, Benito Marziano, Rosanna Inturri, Maria Restuccia, Alfio Santocono, Marianna Pastorella, Nerina Bono, il giovane Federico, Corrado Bono, ecc., si sono giosamente esibiti in lettura di poesie per la pace e in altre a tema libero, alla presenza di oltre quaranta persone. Francesco Urso ha riportato un saluto a tutti i partecipanti da parte della poetessa dialettele avolese Carmela Di Rosa; Saro Cuda, alla fine ha descritto il territorio oggetto della escursione, attraverso documenti d'archivio del Seicento. Benito Marziano ci ha salutato leggendo l'ultima sua poesia "Buen camino", dedicata
a noi tutti e a quelli impegnati nel "Cammino". La nostra seconda sosta è stata nella zona Laufi-Eloro, al ristorante "Al Carretto", per una pizza in buona compagnia. Abbiamo in seguito attraversato un suggestivo sentiero, che dalla contrada Falconara attraversava il fiume Asinaro, secondo un tracciato della vecchia Via Elorina; ci siamo poi trovati in prossimità di Contrada Cicirata, nel territorio di Avola; un dolce finale (dulcis in fundo) dono di Leonardo Miucci (amico che non perde mai occasione di superarci e superarsi in impegno e generosità!), accompagnato dal liquore stregato di Saro, ci ha fatto attendere l'alba in prossimità di Mare Vecchio ad Avola.
Liliana, come sempre fenomenale con le sue canzoni, ha accompagnato il gruppo. Noi, possiamo dire che c'eravamo.


[...]Io non ho bisogno di denaro. Ho bisogno di sentimenti, di parole, di parole scelte sapientemente, di fiori detti pensieri, di rose dette presenze, di sogni che abitino gli alberi, di canzoni che facciano danzare le statue, di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti... Ho bisogno di poesia, questa magia che brucia la pesantezza delle parole, che risveglia le emozioni e dà loro colori nuovi.

Tahar Ben Jelloun, Amori stregati, Milano 2003

Abbiamo avuto la consapevolezza che qualcosa di straordinario, per caso, forse, era accaduto in noi e nel territorio che avevamo attraversato.
I luoghi mitici di Eloro, teatro nei "Fasti" di Ovidio della tragedia di mamma Demetra, privata della figlia Persefone , a distanza di secoli hanno riacquistato per noi, alla vista dell'esplosione di fiori in un albero, nuova e lacerante attualità, per nuove riflessioni sull'essere e il non essere, sui luoghi e i non luoghi, sulla mancanza e sull'essenza delle cose.
In questa occasione si sono mischiate e contaminate le nostre storie personali e di gruppo, quelle di Acquanuvena, di Avola in laboratorio, dei Peripatetici di Eloro, dei Caminanti di Santiago, dei poeti liberi e di tutta quella gente che riesce ancora ad avere speranza e sogni, quella gente come voi, che ci è in gran parte sempre vicina e condivide con noi questo cammino.

(Cliccando sulle immagini che seguono, le ingrandisci).

22 MARZO 2003
Giornata mondiale della poesia
promossa dall'UNESCO

PER LA VITA, LA PACE, LA BELLEZZA, IL GIOCO, IL RISPETTO…
PER TUTTO CIÒ CHE LA GUERRA IMPLICITAMENTE NEGA

22/03/2003 Noto Auditorium ex chiesa Santa Caterina
UNA POESIA PER LA PACE

incontro di "Avola in laboratorio"

Pianse la luna
Quando di fumo e polvere il sipario
lentamente si aprì
pianse la luna nel veder lo strazio
dei corpi martoriati dei bambini afgani
e aggiunse il suo dolore
a quello disperato delle madri.

Benito Marziano

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Soldati
Stanchi seduti a terra
appoggiati agli zaini le spalle
nel cortile della scuola
in breve sosta
nell’angoscioso andare
sono oggi arrivati
i soldati.
Volti imberbi di miti ragazzini
su forti corpi di pugilatori.
E negli occhi un ricordo
di madre o di ragazza.

Benito Marziano

 

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U munnu ca vulissi
Nun sacciu cchi è ca fu,
cchi m’assuccessi.
Nu juornu,
ca nun sacciu quannu fu,
nta ‘n-puostu,
ca nun sacciu mancu unn’era,
assittatu nta rina
nfacci ô mari,
r’ammienzu all’unni bianchi
tutti scuma,
a la mpinzata,
m’a visti spuntari.
Biunni i capiddri,
biunni comu l’oru;
azzurri l’uocci,
azzurri comu u mari.
“Cu si’?”
“Cu sugnu?
Sugnu na sirena.
Vieni vieni cu mmia,
vieni vieni a taliari
nta quali munnu bellu
vuliennu si pò stari.”
Scinniemmu sutta sutta
nfunnu ô mari,
truvammu ‘n-munnu
tuttu canti e festi,
nu munnu
senza latri e ammazzatini
‘n-munnu ri paci
senza sciarri e guerri,
nu munnu…
ca vulissi nta sta terra.

Benito Marziano
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I bambini di Baghdad


I bambini di Baghdad
hanno paura al venir della sera.
Soli compagni delle loro notti
gli urli delle sirene,
quelle che portano morte,
non quelle delle fiabe
o dei racconti.
I bambini di Baghdad
non riescono a dormire più la notte,
ascoltano nei piccoli petti
il galoppo ansante dei loro cuori.
I bambini di Baghdad
non sanno che non sono più bambini,
ma, a dire di certi “umanitari”,
“effetti collaterali” solamente
delle moderne bombe intelligenti.
I bambini di Baghdad
non sognano altro la notte,
che un orco americano:
occhi piccoli volto quasi umano.

Benito Marziano


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La Guerra da una stella


Da una stella guardavo la Terra,
che bella, è una palla di colori.
Chi è la regina di quel paradiso?
La pace.
Ad un tratto i colori scompaiono,
è la matrigna che ha scacciato la regina:
arriva la guerra.
La guerra l’orrore,
la guerra il dolore.
In guerra un padre, in guerra una madre,
in guerra il loro bambino,
in guerra il loro vicino,
in guerra il loro compagno,
in guerra il loro amico, in guerra il loro nemico.
I colori in guerra sbiadiscono,
i colori in guerra non esistono.
In guerra nessuno è diverso, in guerra è tutto lo stesso.
L’uomo non esiste, la sua dignità
sparisce.
In guerra il panico, in guerra la paura…
la guerra:
l’ignoranza di chi ancora non capisce
che così il nemico non perisce.
La guerra è la matrigna
del mondo,
non si schiera mai dalla parte di qualcuno
lei è la più forte, la più spietata:
ha già distrutto tutti e se n’è andata.

Rosanna Inturri

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Speranza di ricominciare

Ho visto uomini soli,
ho visto bambini piangere,
ho visto nei loro occhi la speranza di …
… ricominciare a vivere.

Rosanna Inturri

 

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Salvatore Di Pietro
ha esordito con queste poesie
di GIUSEPPE UNGARETTI

SAN MARTINO DEL CARSO
Di queste case
Non è rimasto
Che qualche
Brandello di muro.
Di tanti
Che mi corrispondevano
Non è rimasto
Neppure tanto
Ma nel cuore
Nessuna croce manca
È il mio cuore
Il paese più straziato.

SOLDATI
Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie.
(Come in autunno le foglie stanno sugli alberi, pronte a cadere al primo soffio di vento,
così stanno i soldati al fronte sotto la minaccia del piombo nemico)


Poi ha letto:

da “Chista sugnu”
di Sara Favarò

‘NCORI TUTTU U MUNNU

VULEMU ‘NCORI TUTTU U MUNNU
CA L’AMURI NU ‘NN’HAVI FUNNU
CA L’AMURI NU ‘NMOLI A GUERRA
E SSI L’ABBRAZZA TUTTA A TERRA.
E S’ABBRAZZA CIELU E STIDDI
NNICHI, RANNI E PPICCIRIDDI
TU MI RUNI E IU TI RUGNU
TUTTI I MANU RINTRA ‘NPUGNU.
TUTTA A TERRA ‘NCORI SULU
TUTTA LUCI E ‘NNENTI SCURU
LUSTRU ‘NDA LU CIELU, LUSTRU ‘NDA LU CORI
LI VASATI E LI PAROLI.
E LI VUCCHI TUTTI MELI
SENZA ODIU E SENZA FELI
COMU UOCCI RI PICCIRIDDI
QUANNU A MATTRI ABBRAZZA I FIGGHI.
COMU O’ SULI QUANNU SPUNTA
CA L’AMURI CANTA E CUNTA
CANTA E CUNTA STA CANZUNA
CA E’ SULI TERRA E LUNA.

e ha fatto questa originale riflessione sulla parola "Pace":

PaceChe cosa vuol dire pace?
Tale significante ha vari significati:
Tranquillità e serenità dello spirito e della coscienza (Giamboni 1292)
Assenza di lotte e conflitti armati tra popoli e nazioni (Latini 1294)
Buona concordia, serena tranquillità di rapporti (Compagni 1310)
L’etimologia della parola ci riporta alla forma latina pax, a sua volta derivata da una radice indoeuropea che significa pattuire o fissare. La pace, dunque, non è altro che il frutto di un accordo o di un patto (dal latino pactum, la cui radice è pax- pacis, ovvero pace) per cui, anche da un punto di vista linguistico, non può esistere una guerra che aspiri a riportare la pace.

e, concludeva con questo vivo desiderio:

Esistono tante guerre, ma esiste una sola pace.
Voglio una pace che ponga fine a tutte le guerre,
ma che soprattutto ponga fine all’inizio di ogni guerra.

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Strumenti di pace

Quantu voti mi firriu nta lu lettu!
Vulissi arripusari,
ma lu sonnu nun veni nta na botta;
na palumma mi sbulazza dintra o pettu!
Chi fu? Chi successi?
Chi capitau. coccu cosa stotta?
Sentu, comu se fussiru vicinu,
bummi scuppiari, cannuna sparari, suddati all'aria sautari;
chi su passaredda ca cantunu nto cielo?
Ma quali! Sunu aerii mìlitari.
Nun cantunu, no; hanu l'ali;
ma nun ci sebbunu sulu pi vulari.
Quanti pirsuni morunu di fami!
Nun hanu nenti, ci ammanca l'acqua e macari u pani!
A munseddu su li corpi nte bombardamenti!
Parunu petri li facci ri di matri
Ca ceccanu i figghi ri cui nun si sa nenti!
Unni, Signuri, s'assuma stu trambustu?
Na vuci m'arrispunni:- .Luntanu succeri tuttu chistu;
Cerca di rommiri, fa prestu;
A tia chi ti n'importa, chi po' fari?
Pensa e fatti tovi nun t'ammiscari!-
- Veru è, cu sugnu iu? Chi c'entru?
Chi m'interessa? Picchì m'avissi a cardaciari?-
Ciuru l'occi pi pigghiari sonnu,
ma quannu mai!
Lu lettu abbrucia e iu nun trovu abbentu!
Chiddu ca viru ora, però, nun è luntanu;
su cosi ca succerunun vicinu:
Pi na scagghia di casa
Frati pigghiarisi a lignati,
mariti e mugghierì pi fissarii sciarriari,
vicini di casa sempri affunciati,
chiddi nun parunu amici?
E allura picchi s’avissinu a sparrari?
Vagghiu a la inissa: quanti cristiani divoti!
Ma nta la facci su tutti siddiati;
priamu ansemi, comu frati e soru;
scemu 'ucianu e ni catirniamu senza moru.
'Nta tu lettu ca sonnu nun mi runa,
c'è me maritu ca rommi cuetu.
Lu taliu e pensu: - Certu, lu munnu nun lu pozzu canciari,
ma se fussi iu a prima a cuminciari? -
M'abbicinu e mi l'abbrazzu strittu.
Sempri 'da vuci parra:- Chistu chi c'entra, chi ti pari c'ha' fattu?
Ti veni facili, picchi a iddu tu voi beni,-
Fallu cu lu stranu, tal'è ca nun cummeni -
- Chistu è picca - tu tu rici…
Intanto cercu di siri iu strunentu di paci;
Se poi ognunu fa la patti sova,
a la finuta la paci u munnu a trova!

Maria Antonietta Giummo

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PERCHE’ PIANGO? 
di Dario Caffoni

Piango,
le mie lacrime scendono sul viso
esercitato all’ingfelicità.
Piango senza sapere il perché:
forse un pensiero vago e sconosciuto
che rimbomba nella mia mente.
No!   piango perché piange il mondo!


Giuseppe Nato:  “Correre col vento in faccia che mi urla nelle orecchie,
correre per dimenticare, correre per non vedere, per non sentire,
 correre incontro all’eternità per fuggire da tutti.
Cadere esausto sulle pietre  dei ricordi. Morire, con la faccia rivolta, beffarda, alle delusioni”

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G. Ungaretti. “Un’intera notte buttato vicino a un compagno massacrato,
con una bocca digrignata volta al plenilunio,
con la congestione delle sue mani penetrata nel mio silenzio,
ho scritto lettere piene d’amore.
Non sono mai stato tanto attaccato alla vita”

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“Stanotte ho pianto e una stella ha pianto con me. Dio mi è vicino”.

I NOSTRI GIORNI

Tutt'intorno m'appare
devastante. Colgo nell'aria
avvelenata un respiro
pesante di fuliggine.

L'odio dell'uomo
rasenta la pazzia,
su per la via,
in cui la vita muore.

Cos'è che muove
l'orrida sentenza
per pace non trovare
nel nostro alveare?

Non ti gloriar di Dio
se non porti amor,
parta dal cor
la tua rinascita.

AzzaroSalvatore Azzaro

QUANDO VERRAI...

Quando
verrai tu, pace?
Sarà quando
lo spirare muto
della vita
avrà macerato
le ultime esistenze?
Sarà quando
la morte
avrà concluso
il dramma immane?

No, non la pace
dell'ultimo giorno
vogliamo!
Ma quella
che annunci
ansia di stelle
e colori di terra
e giorni di speme
che s'aprono
all'anima e al tempo
e al giusto riscatto
dell'uomo!

Orazio Di Rosa


foto di Rosella e Orazio Parisi





in ricordo della serata


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22/03/2003 Noto UNA POESIA PER LA PACE -- -- 24-03-2003

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Corso Garibaldi 41 96012 AVOLA (SR) ITALIA

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