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ISBN 978-88-6954

SOLO DIECI LIBRI DA SALVARE
SPAZIO A CURA DELLA
LIBRERIA EDITRICE URSO

e-mail info@libreriaeditriceurso.com
vedi Catalogo Libreria Editrice Urso


... vero come un libro aperto

a noi piace cosìAbbiamo in commercio in Italia oltre quattrocentomila libri e ogni anno si pubblicano oltre settantamila libri; pare poi che in Italia i buoni lettori, cioè quelli che cercano nel libro l'alta qualità letteraria, siano più o meno sessantamila (e sembra che questa cifra sia fra le più alte in Europa); i restanti Italiani che leggono sembra siano qualche milione, ma pare leggano libri non buoni...

Ma come si fa a dire quali siano i libri buoni, o non buoni? Le opinioni sono diverse (e tutte legittime...), ma il dato di fatto vero è che solo il 40% della popolazione legge almeno un libro all'anno. Ci sono sicuramente più scrittori che lettori, ma come si fa a dimenticare lo scrittore argentino Jorge Luis Borges, il quale amava dichiarare in pubblico: Sono più orgoglioso dei libri che ho letto che dei libri che ho scritto?

Ci vorrebbe forse una prigione per debiti, non monetari, ci si guardi bene, ma per debiti di lettura!
Ci vorrebbe qualcuno che ci dicesse: Perché non hai letto quel libro, o quell'altro? Perché non hai terminato quel capolavoro?
In galera, vai a scontare il tuo debito... il tuo debito di lettura!

Ma non è così che vanno le cose di questo mondo e già John Ruskin ammoniva che chi ama i libri vien sempre apostrofato "bibliomane", e non si dice "cavallomane" di chi ama i cavalli.

Ora noi, impenitenti addetti alla lettura (pur in questa forma medianica moderna di posta elettronica), noi che facciamo parte di quella gente, che col libro è cresciuta, a volte ci chiediamo com'è che accade che uno preferisca un libro anziché un altro, com'è che si allunga la mano e si dica "questo è il libro che voglio leggere"?

Se è vero che amiamo i libri, possiamo onestamente dire che non sempre accade che siamo stati noi a sceglierli, ma spesso sono stati loro a sceglierci, in una sorta di magia. L'indimenticabile Leonardo Sciascia seppe descrivere questo, riconoscendo ai libri un destino parallelo a quello degli uomini, anche se dagli uomini creato.

A questo punto riteniamo possibile un gioco, una simulazione di catastrofe prefigurata di questi albori del Terzo Millennio (nessuno più osa d'altro canto divertirci con invenzioni religiose apocalittiche di fine del mondo e, allora, proviamo noi a giocare... in piena coscienza laica); una catastrofe di natura non precisata incombe sull'Umanità e a ognuno di noi è consentito, in un'ipotetica "arca di Noè", di poter portare con sé solo dieci libri.

Li salveremmo dal disastro e li vorremmo con noi, perché non sapremmo farne a meno. Spiega quali libri tu salveresti e perché,
preoccupandoti di inserirli in un quadro coerente e convincente. Renderemo pubblici di volta in volta i prospetti che ci arriveranno.


Francesco Urso
Intervieni anche tu, se puoi!i

I DIECI LIBRI SCELTI DA MARIA ANTONIETTA NICHELE

NicheleNon in ordine ma a pari merito


Siddharta di H.Hesse
La Bibbia
Coraggio gridiamo, di A.Pronzato
Il vecchio e il mare, di E. Hemingway
La Divina Commedia, di D. Alighieri
Nel nome della madre, di Erri de Luca
Un cappello pieno di ciliege, di O. Fallaci
La messa dell'uomo disarmato, di L. Bianchi
Il più grande uomo scimmia del pleistocene, di R. Lewis
... E non posso lasciare a casa Il mio cammino a Santiago

fotoI DIECI LIBRI SCELTI DA MARIAPINA ASTUNI
1. “LA BIBBIA”
La motivazione? Semplice, perchè, per me, è il libro dei LIBRI, che nei suoi differenti generi letterario, storico, profetico, legislativo, apocalittico, sapienziale dà al lettore la chiave di lettura del nostro credo, non solo dal punto di vista cristiano e, quindi, religioso, ma risponde a tutte le domande del nostro vivere quotidiano.

2. “LA DIVINA COMMEDIA” di Dante Alighieri,
che ritengo l’opera più importante della letteratura italiana e mondiale. Al canto ventisei dell’Inferno recita: “... fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtude e conoscenza...”.
E non aggiungo altro.

3. “LE MIRICAE” (arbusta iuvant, humilesque myricae ‘Virgilio’),
di Giovanni Pascoli, il mio poeta preferito. Le umili miricae, (poesia che si eleva poca da terra), sollevano sommessamente i loro grappoli di piccolissimi fiori, verso il cielo azzurro, quasi con pudore per la loro terrena esistenza, ma con grande resistenza a tutte le insidie climatiche (contrapposizione della società alla Natura, agli aspetti semplici ed evasione dalla realtà misteriosa, ostile, rifugio in luoghi circondati da piccole e semplici cose rassicuranti e protettive).
Il “fanciullino” e le piccole cose, fanno perte della mia filosofia di vita, fatta di “momenti”, di piccole gioie da saper riconoscere e cogliere.

4. “SE QUESTO È UN UOMO” di Pietro Levi,
perché, credo che, attraverso la lettura di questo libro le nuove e future generazioni possano comprendere e riflettere... ci fu un tempo in cui gli uomini diventavano dei numeri e ne venivano uccisi a migliaia ogni giorno e le donne venivano private anche dei capelli e di ogni loro individualità. Preferivano dimenticare le gioie vissute per non soffrire. Il libro è una testimonianza dura e crudele che fa capire la fragilità dell’uomo e, nel contempo, la grande forza che riesce a trovare nel momento del bisogno, per trasferire il ricordo ai nostri figli e farlo diventare perte di “noi.

5. “FAHRENHEIT 451”
Nel contenuto di questo libro, facente parte della fantascienza sociologica, secondo la critica, l'autore avrebbe inteso “prefigurare semplicemente una società distopica (i suoi rischi) cresciuta all'ombra di cervellotici machiavellismi”.
Il rogo della carta stampata, dei libri, gli “uomini-libro” e tutta le vicende narrate incamminano l’uomo verso lo sviluppo di una propria coscienza, un modo di pensare autonomo fonte di un nuova rinascita, una nuova e personale discrezionalità dei fatti e delle opinioni. Niente più felicità auto-imposta, niente più emozioni stereotipate, messe addosso dal regime e dai suoi strumenti.

6. “PINOCCHIO” di C. Collodi.
É il libro della letteratura infantile per eccellezza, ma non solo, poichè
attraverso la trama fiabesca, scopre una umanità senza tempo, che si dibatte, da
sempre, tra il burattino di legno e l’uomo con tutte le sue fragilità, debolezze e
la forza della sua condizione umana…

7. “IL LIBRO DELLA GIUNGLA” di R. Kliping.
Un libro che raccoglie storie senza tempo, per tutti i giovani che amano l’avventura.
Il piccolo Mowgli, “il cucciolo d’uomo”, racconta storie di amicizia, legami forti che vanno oltre le apparenza e le differenze, legando esseri appartenenti a razze diverse senza alcuna discriminazione, un insegnamento che appare oggi fin troppo attuale. L'opera non racchiude solo le avventure del cucciolo d'uomo, ma anche altre storie per trasportare i ragazzi nel magico mondo animale con le sue mille coinvolgenti voci.

8. “VENTIMILA LEGHE SOTTO I MARI” di Jules Verne,
romanzo che anticipa in modo mirabile e verosimigliante tutti i racconti di
fantascienza dei nostri tempi
Le avventure del capitano Nemo e del suo sottomarino, Nautilus, fanno
rivivere ambienti e personaggi, che denotano l’ansia dell’uomo proiettata
verso la scoperta e la conoscenza, incurante delle prove e dei pericoli da
affrontare.

9. “IO SONO LÌ SOSPESO TRA SOGNO, NUVOLE E VENTO” (poesie) di
Corrado Carbè.

10. “COMPAGNI DI VIAGGIO” (racconti) di Corrado Carbè.
Questi ultimi due libri li sceglierei per ovvie ragioni affettive e personali.

Mariapina Astuni, Bisignano (Cs) 17 agosto 2018

MuccioI DIECI LIBRI DI NINO MUCCIO

1) Don Chisciotte della Mancia, di M. de Cervantes
2) Confessioni di un italiano, di I. Nievo
3) Il Consiglio d’Egitto, di L. Sciascia
4) Gli anni perduti, di V. Brancati
5) Diceria dell’untore, di G. Bufalino
6) Terra matta, di V. Rabito
7) Il giorno del giudizio, di S. Satta
8) Il sergente nella neve, di M. Rigoni Stern
9) Il sipario ducale, di P. Volponi
10) L’ Ammiraglio e l’ America, di N. Muccio

Avola 12 agosto 2018

Segnalo i miei dieci libri da salvare e aggiungo le mie valutazioni

Libri1) la Commedia dell'Alighieri: il Libro dei Libri, direi.
2) i Fratelli Karamazov, di Dostoevskij: monumentale, profondo, ineguagliabile.
3) la Marcia di Radetzky, di J. Roth: il dolce e struggente inno all'Impero absburgico.
4) i Promessi Sposi del Manzoni: grandioso.
5) il Deserto dei Tartari di Buzzati: ovvero la metafora della vita.
6) l'Amleto di Shakespeare: potente, sanguinoso, sublime.
7) il Processo di Kafka: tremendo.
8) Canne al vento della Deledda: duro, crudo, roccioso.
9) A se stesso, di Marco Aurelio: fondamentale.
10) Il Sergente nella neve, di Rigoni Stern: la lezione di vita per eccellenza.

 Cordiali saluti
Riccardo Abbà - Aosta

 

Quali libri leggere

 

Scrive, sul Corriere della sera di domenica 7 settembre 2008, Raffaele La Capria che Sofia, figlia diciottenne di un suo amico, gli ha chiesto di suggerirle una lista di libri da leggere. E lo scrittore le segnala alcuni autori e alcune opere, autentici capolavori della letteratura.

  Su alcuni di questi concordo interamente, meno su altri. E mi provo, allora, a pensare quali libri consiglierei io a una “Silvia” che a me chiedesse un tale “catalogo”. Ad alcuni di quelli segnalati da La Capria, fra gli altri Cecov, Puskin, Pavese, Vittorini, Hemingway, Kafka aggiungerei Joyce, Pirandello, Calvino, Sciascia, Bufalino, Consolo e tanti altri ancora. Né trascurerei i poeti Ungaretti, Montale, Luzi, Lorca, Caproni, Prévert, per dirne alcuni.

 Ma mi accorgo che, a ben pensarci, sto suggerendo degli autori che io prediligo; direi, che incontrano il mio gusto; nei quali trovo risposta ai miei interrogativi. Altri potrebbero, in questi autori, non trovare niente di quanto io vi trovo.

 E poi, tutti gli altri autori non val la pena di leggerli? Non hanno niente da dirci?

  E allora va nascendo in me la convinzione che il miglior consiglio, forse, da dare alla “Silvia” che a me si rivolgesse potrebbe essere di leggere tutto quello che le capita in mano. Come assaggiando tutto ciò che ci viene offerto pian piano ci facciamo un nostro gusto per i cibi, allo stesso modo leggendo tutto ciò che ci è possibile leggere, magari aiutandoci con qualche risvolto di copertina, con qualche recensione, scambiandoci impressioni con amici e conoscenti sui libri letti ci si va formando, anche per la lettura, il “gusto”; una più autonoma conoscenza degli autori e una scelta più personale delle nostre predilezioni.

  Mi piace tornare ora a quanto scrive ancora La Capria, ricordando un suo giudizio sulle librerie con “montagne di libri”, dice, che si trovano nei supermercati, in questi che, come ebbi a fare io qualche anno fa proprio su questo sito, anche lui chiama “non luoghi”.

Dice: “Ci sono libri veri, quelli da leggere, e tanti altri, una moltitudine, superflui, effimeri, inutili, da non leggere. Entrare in una di queste librerie ed essere presi dallo sconforto è la sensazione che più volte io ho provato. Non so tu.”  

  Lo chiede a Silvia. Io gli rispondo per mio conto: Sì, io sì!

 

 

Benito Marziano
 
Noto, 8/9/'08

UN LIBRO COME UN RICORDO
COME UNA TESTIMONIANZA
COME UNA LUCE

ricordiPer l’approssimarsi di una ipotetica, malaugurata ed imminente catastrofe che dovesse colpire l’umanità mi si chiede di salvare alcuni libri che meritano, secondo la mia opinione, di essere salvati.
Rifletto sull’ipotesi e la prima cosa che mi sovviene è che di catastrofi ne viviamo ogni giorno e, dunque, ogni santo giorno noi dovremmo salvare qualche libro. Ma non lo facciamo, anzi ogni momento distruggiamo qualche libro semplicemente con la scelta di non leggere. Se potessi, nell’imminenza della catastrofe, i “miei” libri (e non solo i miei) li salverei tutti perché li considero come figli miei, partoriti dal mio pensiero anche se non da me scritti. Ma nella spaventosa ipotesi che mi si costringesse di sceglierne uno e uno solo, non avrei dubbi a scegliere…
Qualche tempo fa mi è capitato di leggere che la Bibbia è il libro più letto al mondo. Sarà vero anche perché non ho motivo di dubitare. La Bibbia è veramente un bel libro, denso di racconti che sin da piccolo mi destavano sorpresa e accanimento nella lettura per il modo avvincente della narrazione, soprattutto il libro della Genesi. La Bibbia è anche un testamento (non a caso si parla di Vecchio e Nuovo Testamento), una eredità che Dio ha voluto lasciare agli uomini e alla loro memoria affinché rammentassero sempre la loro origine, la loro Storia, anche e soprattutto nei momenti di angoscia come potrebbe essere quello nel quale l’umanità dovesse precipitare in vista di una catastrofe. In questo senso la Bibbia, secondo i cristiani, è forse anche una guida per la generazione che rinascerà – se rinascerà – ed alla quale gli uomini potranno rifarsi per ricreare le condizioni di umanità e moralità – si spera migliori – antecedenti al disastro.
Ben riconoscendo la sua bellezza, non credo, tuttavia, che salverei la Bibbia perché per par condicio dovrei salvare anche il Corano, la Torah e tanti altri testi sacri che secondo me meritano una eguale considerazione, e la scelta diventerebbe veramente ardua e comunque ingiusta.
Decido di non salvare la Bibbia e spero non me ne vogliano i cristiani e spero anche che non me ne vogliano i musulmani e gli ebrei e i buddisti, insomma tutti. Anche gli atei. Perché anche loro avranno un qualche testo “sacro” a cui si rifanno: “Così parlò Zarathustra” di Friedrich Nietzsche, ad esempio. Non salverei neanche questo.
La scelta del libro da salvare deve ricadere su un libro che descriva anzitutto un ricordo, poi una testimonianza ed infine una speranza di luce per l’umanità che rinasce. E, soprattutto, non deve fare torti a nessuno.
La scelta si mostra ancora più ardua.
Descrivere un ricordo sembrerebbe una cosa molto semplice, ma non lo è affatto.
Solitamente il ricordo ha la funzione non solo di far rivivere, magari inconsciamente, situazioni che ci hanno colpito, ma anche quella di spiegare a chi ci ascolta il vissuto che sta attorno a quel ricordo. E il vissuto il più delle volte è drammatico, tragico ed è anche per questo motivo che lo ricordiamo. Mio padre e mia madre, ad esempio, mi raccontano tuttora e sempre i fatti che hanno vissuto durante la Seconda guerra mondiale; la fame che attanagliava le persone e le inventive per scongiurarne i morsi. Un fatto, in particolare, mi ha sempre impressionato. La mia nonna paterna aveva il marito (mio nonno) al froricordinte e sette figli da sfamare. Lavorava nei campi e all’ora della pausa designata per consumare il poco pane avvolto in un fazzoletto rosso, ella si allontanava dal gruppo con la scusa di raccogliere della verdura che cresceva spontaneamente sul ciglio per farne del cibo cotto alla sera. In realtà lei si allontanava dal gruppo per la vergogna perché non aveva di che mangiare e per orgoglio non voleva chiederne alle altre donne. Nel suo fazzoletto rosso c’era avvolta una pietra. Mio padre, presente a quell’evento, con gli anni ne rese testimonianza diretta a noi figli affinché comprendessimo quale cifra poteva raggiungere la dignità di una persona di fronte alla tragicità e alla morte. Erano anni spaventosi, che riecheggiano tuttora nelle loro menti. Anni che comunque passarono. Anni che sono trascorsi grazie alle lotte e alle speranze di coloro che hanno creduto in un mondo migliore e nella uguaglianza degli uomini senza alcuna distinzione, facendo così evolvere la società verso una dimensione più umana e più equa.
Ecco perché non avrei dubbi a scegliere come libro da salvare la Costituzione della Repubblica Italiana che, sebbene nella sua apparente rigidità e freddezza, riesce ad incarnare i ricordi, le testimonianze e le speranze di un popolo.


Leonardo Miucci

Avola, 10 dicembre 2012

10 libri per sintetizzare una cultura
10 libri da tramandare per dire chi siamo


Difficilissima la scelta


Ogni lettore ha i suoi 10, almeno dieci, libri da portare con sé in quel mondo nuovo che forse ci aspetta o in quell'isola lussureggiante e deserta dove vorremmo ritirarci quando questo mondo noioso e sfacciato ci avviluppa coi suoi tentacoli dolorosi e insolenti.
Ho pensato a lungo a che cosa porterei con me.
Quali sono le letture che ho fatto nel corso della mia vita e che mi hanno regalato qualcosa?
Devo fare un rapidissimo salto indietro e ripensare a cosa mi ha piacevolmente accompagnato nella vita, perché i libri questo sono: compagni silenziosi che si aprono su mondi di infinita scoperta.

Innanzitutto non rinuncerei a un libro di favole. Tra tutte "Il gatto con gli stivali", una vecchissima edizione dell’Editrice Bosco con un bel gattone con tanto di stivaloni e cappello a tesa larga, quasi uno spadaccino alla Dumas, abilmente travestito da Marchese di Carabas. Deve essermi nata allora, intorno ai miei quattro anni, quando ho cominciato a leggere da sola, la passione per i gatti, felini astuti e sornioni che hanno sempre accompagnato la mia vita non appena ho avuto la possibilità di affrancarmi dall'egemonia di mia madre che amava e ama pavimenti lucidi e case immacolate.

i tre...In secondo luogo non rinuncerei per nulla a un album di fumetti, uno di quelli che più di cinquanta anni fa regalavano nella farmacia vicino a casa mia. Un connubio insolito,. Eppure è così che ho scoperto "I tre Moschettieri" ... Le figure aiutavano, i fumetti anche... Un bel modo per scoprire i classici da parte di una bambina.

giungla Nella casa di mia nonna c'era un armadio con tre cassetti che nessuno apriva mai.
Un'estate ho scoperto che custodiva i libri di mia madre e delle zie, sfogliati, usati e letti e riletti, ma con tutte le pagine, tra quelli, "Il libro della giungla". Penso che tutti i bambini dovrebbero leggerlo per scoprire il mondo meraviglioso della natura e il rispetto nei suoi confronti.
Quando i miei figli erano piccolini era una delle favole che amavano e non a caso, ne sono convinta, la cagnolina di casa ora si chiama Baghera... In effetti convivere una pantera sarebbe difficoltoso...


de Bello...Di tutto ciò che ho letto crescendo, salverei, il "De bello Gallico", perché la guerra sembra che sia inscindibile dalla storia dell'uomo e, se proprio dobbiamo discuterne, almeno facciamolo in modo distaccato ed elegante, un reportage privo di passione, una cronaca distaccata e necessaria.
Non dimenticherei i Lirici Greci in un'edizione con la traduzione a fronte di Quasimodo, poesia nella poesia, perché tutta la poesia Occidentale trova le sue origini in quei frammenti.

erbeNon rinuncerei a testi di matematica, chimica e fisica, geografia astronomica e a un vecchio manuale di botanica che ho in casa intitolato "Le erbe della salute" con tanto di tavola illustrativa.


i tre...Se è possibile, nell'immaginario zainetto desidererei porre anche una risma di carta e un pacchetto di biro. Una volta arrivata a destinazione, se riuscissi a cavalcare quell'onda quantica di cui tanto si parla, la mitica "Onda" che porterà altrove chi riuscirà a sopravvivere, vorrei raccontare il viaggio, perché il viaggio è simbolo dell'uomo stesso.

 

Foto Anna Maria FolchiniAnna Maria Folchini Stabile

A PROPOSITO DI SOLO DIECI LIBRI DA SALVARE
Caro Ciccio,
la tua comunicazione tramite la posta elettronica è un invito a riflettere, e dopo una lunga e ponderata cogitazione sono arrivato alle conclusioni che seguono.
Ma perché una persona dovrebbe portare sull’arca della salvezza ben dieci libri con sé? Non sarebbe un inutile spreco di spazio? Pensa un po’: ammettiamo che soltanto diecimila persone non abbiano debiti di lettura e che siano meritori di salire sull’arca, lo sai che occorrerebbe uno spazio adeguato per ospitare ben centomila libri? E se un libro dovesse comprendere vari volumi, vuoi La commedia umana di Balzac o La ricerca del tempo perduto di Proust, che cosa si farebbe? Salveremmo i libri a discapito degli uomini? Ho l’impressione che la tua arca, per quanto ipotetica, potrebbe appesantirsi troppo e diventare un miserevole Titanic pronto a lasciarsi speronare da un iceberg di parole.
E chi non legge - l’hai scritto tu stesso che siamo in pochi a leggere - che fa? Non è degno di essere salvato?
Scherzi a parte, e mi è piaciuto distrarmi in tali disquisizioni mentali, ritengo che ognuno di noi, e quindi tutti noi, dovrebbe portare un solo libro e, visto che siamo tutti scrittori e poeti, salvare anche i libri che ha già scritto.
Ma qual è l’unico libro che dovremmo portare con noi?
Ti rispondo subito: l’antologia della nostra vita!
Non una meschina antologia scolastica, ma l’insieme dei brani più belli che hanno scandito la nostra esistenza. Vedi, io ritengo che la lettura sia come la musica: la scegliamo in base ai nostri stati d’animo - talora allegra, talvolta mesta e qualche altra volta triste - per cui abbiamo bisogno di tante minuscole pagine piene di appunti che ci aiutino a risollevarci dalle piccole miserie esistenziali. Non esiste, dunque, un libro bello e importante in assoluto da salvare; esistono, piuttosto, innumerevoli pagine sparse da portare con sé.
Infine una confessione: ho letto tantissimi libri, taluni noiosi e pesantissimi, ma non ho mai finito di leggere i Promessi sposi. E sai perché? Semplice: era una mera imposizione scolastica che, piuttosto che avvicinarmi al bello e al sublime della letteratura italiana, me ne allontanava giorno dopo giorno, visto che per due anni ho dovuto riassumere le vicende che iniziavano da quel ramo del lago di Como. E secondo te potrei mai salvare il capolavoro di Alessandro Manzoni?

Affettuosi saluti da Salvatore Di Pietro
Noto, 13.01.2007

Segnalo i miei dieci libri da salvare e aggiungo le mie valutazioni.  Cordiali saluti

1) La Bibbia di AA.VV. (a parte il discorso di essere credenti o meno, è un libro dove si riunisce TUTTO, guerra-pace-mistero-giallo-noir-horror-commedia-studio della psicologia delle masse-avventura-tutto);

2) Il Pendolo di Foucault di Umberto Eco (l'ineffabile ricerca di un perché che a volte sfugge anche alla realtà. Intriso in un substrato storico eccezionale che coinvolge anche i movimenti pre-terrorismo italiani. Il tutto scritto in maniera magistrale che permette al lettore di perdersi nei meandri spazio-tempo della fantasia e della realtà Unico);

3) Il Rosso e il Nero di Stendhal (Cos'è più importante nella vita? La carriera? L'amore? È così facile trovare il vero amore? Che cosa è il vero amore? Come lo riconosciamo? Le domande di una umanità intera condensate in 400 pagine. Ne vale la pena);

4) Memorie di un irresistibile libertino di Groucho Marx (rassegna di racconti umoristici del celebre attore americano. Non entrerei mai a far parte di un club che avesse tra i suoi soci un tipo come me);

5) Terra! Di Stefano Benni (esilarante avventura alla ricerca di un pianeta che rappresenta la salvezza del pianeta Terra. Ma siamo poi così sicuri che troveremo un altro pianeta in grado di salvarci? Per leggere con un sorriso stampato in faccia);

6) Anni Verdi di Cronin (Un libro per ogni stagione, per imparare a capire che da soli non si va lontano, ma male accompagnati è anche peggio);

7) Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati (l'impassibile ed eterna attesa di una vita, che porti alla svolta che noi attendiamo. Saremo in grado di riconoscerla? Saremo in grado di affrontare la svolta anche se non è quella che ci aspettiamo che sia? introspettivo);

8) Il Cucciolo M. Rawning (spero di non sbagliarmi) (una splendida storia di sopravvivenza nel vecchio west americano (in effetti non tanto west, credo che sia ambientato n prossimità della east cost). Una storia che unisce i sentimenti, l'humour e un occhio di grande rispetto all'ambiente che ci circonda e dal quale dipendiamo);

9) FAHRENHEIT 451 R: Bradbury (Un po' di sana fantascienza con uno dei maestri del genere. Ma siamo poi sicuri che sia così ''fanta'' questa scienza? Visionario ai limiti del preveggente. Se ci salviamo è solo perché il petrolio inizia a scarseggiare);

10) Il Processo di Kafka (l'eterna avventura di un uomo alle prese con meccanismi più grandi di lui che neanche capisce ma cui, ahimè, deve necessariamente soggiacere).

6 novembre 2006

  Giuseppe Cannistraci


letturaNella mia poca giovanile esperienza voglio provarci anche io a segnalare dieci libri da salvare.

1) Carlo Emilio Gadda "La conizione del dolore".
2) Javier Marias "Durante la battaglia pensa a me"
3) Stefano D'arrigo "Horcinus Horca"
4) Stefano D'arrigo "La cima delle nobil donne"
5) Gesualdo Bufalino " Argo il cieco ovvero i sogni della memoria"
6) Gesualdo Bufalino " Qui pro Quo"
7) Petrarca " Il canzoniere"
8) Cervantes " Il Donquischiotte"
9) Dante Alighieri "La divina commedia"
10) I miei scritti e le mie foto


ordiali saluti
Emanuele Savasta (Palazzolo Acreide) 11 giugno 2006

 Francesco Urso...Sollecitato da Gianna Sullo del quotidiano La Repubblica, sono riuscito a superare tutte le titubanze a scegliere dieci, e solo dieci, libri da consigliare, sapendo di giocare (e io e voi siamo al corrente che il gioco è anch'esso una cosa seria... non è così?).
OGGI VI CONSIGLIO QUESTI DIECI LIBRI:

1) Carlos Ruiz Zafón, L'ombra del vento, Mondadori, Milano 2006
Un libraio sui generis conduce il figlio undicenne al CIMITERO DEI LIBRI DIMENTICATI, in una Barcellona miscuglio di antico e di postmoderno, in un intreccio narrativo sempre più intrigante. Qui il piccolo Daniel trova il suo libro maledetto ...mentre, assieme a suo padre pensavano di prendere un aiutante in libreria.
"[...] dovrebbe essere una persona speciale, un po' poeta, un po' detective, con poche pretese economiche e disposto a compiere missioni impossibili" (a pag. 79).
In sostanza un libraio vero!

2) Dino Buzzati, Il deserto dei tartari, Mondadori, Milano 2006
Giovanni Drogo una mattina di settembre parte per raggiungere la fortezza Bastiani. Vi rimane per tutta l'esistenza, immaginando l'arrivo di qualunque cosa in quell'orizzonte sempre più desertico col passare degli anni (È la metafora di una malaugurata dilatazione esistenziale possibile in tutti i luoghi e in tutte le epoche).
"[...] Lassù era passata la sua esistenza segregata dal mondo, per aspettare il nemico egli si era tormentato più di trent'anni e adesso che gli stranieri arrivavano, adesso lo cacciavano via. Ma i suoi compagni, gli altri che giù nella città avevano menato una vita facile e lieta, eccoli adesso arrivare al valico, con superiori sorrisi di sprezzo, a far bottino di gloria" (a pag. 195).

 3) Claudio Magris, Itaca e oltre, Garzanti 2005
La fuga e il ritorno, temi antitetici intrinseci ad ogni viaggio sono il percorso di questo testo fondamentale sulla letteratura e sul pensiero contemporaneo. Da tenere sempre accanto!
"[...] Scambiare quei mulini a vento per giganti è ingannevole, ma non lo è la fede nei giganti ossia l'esigenza di valori che giustifichino la vita" (a pag. 67 nel capitolo intitolato "Dalla parte di Sancho Panza").

4) Tiziano Terzani, Un indovino mi disse, Longanesi, Milano 2006
Nella primavera del 1976 un indovino cinese avverte Terzani di non prendere l'aereo per tutto il 1993 per nessuna ragione al mondo, perché ci sarebbe stata per lui una grossa eventualità di morire. Terzani non dimentica la profezia e si sottopone, di conseguenza, a incredibili viaggi in treno e in nave per raggiungere posti lontanissimi tra loro. Effettivamente, nel marzo del '93 un elicottero dell'Onu con ventitré giornalisti a bordo si schianta in Cambogia e, fra gli altri, muore anche il giornalista tedesco che aveva preso il suo posto. Io non ho mai viaggiato in aereo!
"[...] Ho sentito dire che in India, vicino a Madras, c'è un tempio nei cui recessi un grande saggio di tremila anni fa scrisse, su foglie di palma, la vita e la morte di tutti gli uomini di tutti i tempi, del passato e del futuro. Uno arriva - pare - e gli viene incontro un monaco che dice: - Ti stavamo aspettando-. E da qualche parte tira fuori una di quelle foglie ingiallite con tutto ciò che è accaduto e tutto ciò che accadrà al visitatore" (a pag. 429).

5) Giacomo Pilati, Le Siciliane - Quindici storie vere, Coppola, Trapani 2002
In questo testo vengono infranti i luoghi comuni e le donne che si raccontano in queste quindici interviste testimoniano la lotta continua di tante donne siciliane contro la mafia, contro il patriarcato e l'emarginazione nella vita e nella politica. Quindici storie vere.
"[...] Il siciliano ha una sua straordinaria capacità di percezione sensoriale che coincide con una luce d'intelligenza abbagliante. E questo è un dono in più. È un rapporto di amore con la terra viscerale, fortissimo, irrazionale, che procura emozioni incontenibili. Questa è una signora isola. Io la immagino con la faccia di mia nonna. È una terra generosissima. Penso a certi nostri paesaggi di spine e rovi bucati all'improvviso da un fiore. Per me quel fiore che ho visto in mezzo all'asfalto, fra le case distrutte del Belice, ha molto più valore di certi giardini della Svizzera, dove la noia impera" (alle pagg. 76-77 nel capitolo intitolato "Marilena Monti").

6) Leonardo Sciascia, Nero su nero, Adelphi, Milano 1991
Un libro dove nero su bianco Sciascia scrive della nera realtà del suo tempo e, dove, oltre ad emergere una spietata descrizione di un'Italia senza verità, si delinea la concezione della letteratura come sistema di oggetti eterni, che alla luce della verità ora si eclissano, ora risplendono, con alterne vicende.
"[...] Si è del tutto dimenticato che la superiorità di un'idea rispetto a un'altra non si afferma una volta per tutte, né soltanto attraverso le parole. La superiorità va dimostrata coi fatti e continuamente. Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto; nelle cose grandi e in quelle piccole e minime..." (a pag. 152).

7) Costantino Kavafis, Poesie, Mondadori, Milano 2004
Il poeta greco è attratto dalla vitalità e dalla solarità mediterranee, con suggestioni delle leggende mitologiche e della storia antica. Descrive la sua visione della storia intesa come scontro fra uomini e destino.
"[...] Itaca tieni sempre nella mente.//La tua sorte ti segna quell'approdo.//Ma non precipitare il tuo viaggio.//Meglio che duri molti anni, che vecchio//tu finalmente attracchi all'isoletta,//ricco di quanto guadagnasti in via,//senza aspettare che ti dia ricchezze (a pag. 45).

8) Fabrizio Ardito, Peregrinos - 33 giorni a piedi lungo il Cammino di Santiago, Touring Editore, Milano 2000
780 chilometri a piedi dai Pirenei, attraverso il passo di Roncisvalle, fino a Santiago de Compostela, in 33 giorni e oltre un milione di passi. È il cammino europeo più frequentato da gente di tutte le nazionalità. Il perché di tutto questo è dentro la storia di ogni pellegrino, perché "Il Cammino" è metafora della vita e continua ricerca.
"[...] I camminatori della via di Santiago, anche se in molti casi sembrano degli escursionisti perché ne condividono l'attrezzatura, l'abbigliamento e lo zaino, in realtà non lo sono. È questo, in molti frangenti, rende il percorso verso Compostela molto più piacevole e rilassante di un trekking alpino, dove quasi tutti i camminatori finiscono, prima o poi, per mettere in campo la propria competitività (alle pagg. 115-156).

9) Sebastiano Burgaretta, I fatti di Avola, Urso, Avola 1998
I braccianti di Avola scioperano per ottenere indiscutibili diritti. Dopo dodici giorni di sciopero interviene (il 2 dicembre 1968) la Celere che spara sui lavoratori in lotta; due morti. Il tentativo di fermare il movimento di lotta svanisce nel nulla; in tutta Italia si solidarizza coi lavoratori di Avola; la polizia viene disarmata nelle manifestazioni di piazza e il ministro socialista Brodolini, come promise ad Avola a seguito dei luttuosi fatti, legifera in materia di diritti dei lavoratori, realizzando nel 1970 l'attuale Statuto dei lavoratori. Il libro indica fortissimamente la possibilità di regole armoniose nella comunità, per tutelare tutti i lavoratori. È la memoria di un luogo, dove le vicende umane su piccola scala coinvolgono la storia intera di una nazione.
"[...] Bossoli vuoti furono rinvenuti in quei luoghi da varie persone. Chi scrive, la mattina del 3 dicembre, ne trovò uno, che fu aggiunto a quelli (quasi tre chili) che il deputato comunista Nino Piscitello presentò al tavolo della presidenza, durante il dibattito alla commissione degli Affari Interni e del Lavoro della Camera del 5 dicembre..." (a pag. 45).

10) Elio Vittorini, Conversazione in Sicilia, Rizzoli, Milano 2006
È il racconto di un viaggio, di un ritorno, da Milano alla Sicilia e un viaggio nella Sicilia. Un poema, una fiaba antifascista, un canto della vita danneggiata e mai risarcita.
"[...] Poi il Gran Lombardo raccontò di sé, veniva da Messina, dove si era fatto visitare da uno specialista... era di Leonforte, su nel Val Demone tra Enna e Nicosia, era un padrone di terre con tre belle figlie femmine, così disse, tre belle figlie femmine e aveva un cavallo sul quale andava per le sue terre, e allora credeva, tanto quel cavallo era alto e fiero, allora credeva di essere un re... avrebbe voluto acquistare un'altra cognizione... e sentirsi diverso... Avrebbe voluto avere una coscienza fresca, così disse, fresca, e che gli chiedesse di compiere altri doveri, non i soliti, altri, dei nuovi doveri, e più alti, verso gli uomini, perché a compiere i soliti non c'era soddisfazione..." (alle pagg. 160-161).

Francesco Urso - Avola-Noto 10 giugno 2006

exlibrisVito Ferro salverebbe questi dieci libri
Segnalo i miei dieci libri da salvare e aggiungo le mie valutazioni. 
Cordiali saluti
Ovviamente la classifica (a scendere) non rispecchia una graduatoria: sono tutti e 10 al primo posto.
Sarebbe troppo fare preferenze pure tra questi selezionati, e si sommerebbe alla già cinica crudeltà con la quale obbligate a sceglierne soltanto 10 (!)

1) J.P.Sartre - La Nausea . Per il suo struggente e dignitoso individualismo. Per il legame che si crea, secondo leggi astruse e incodificabili, con colui che legge e sa già della Nausea. Perché è un libro "sacro", nel suo essere nichilista. Perché la partenza, lo slancio verso l'autenticità del vivere. Perché è spietatamente vero.
 
2) J.L.Borges - Finzioni. Il mistero che penetra nelle viscere, l'alienazione che arrichisce la vita, l'eleganza e la complessità vischiosa di un linguaggio a-temporale. Perché contiene "La Biblioteca di Babele".
 
3) H.Miller - Sexus. Il canto d'amore e delle coscienza che ama, la vita, la donna, lo scrivere, il pensiero, tutti con l'iniziale minuscola. Perché è carbnale soprattutto dove non è pornografico. Perché è spirituale dove è più crudamente pornografico. Perché Henr Miller è lo scrittore della densità, che evoca nuove esplosioni nella mente, le scintille che partono da una frase bruciano nella scia che non abbandona; lafollia e la putrefazione dela vita riscattate nel flusso senza tregua, la materia informe degli istanti sollevata sul piano ipù alto della passione. La scelta dell'istinto, il libro che ti mette voglia di conoscere l'autore, come se fosse l'amico a cui tendevi per destino.
 
4) D.Buzzati - La Boutique del mistero. Ancora mistero, e inquietudine, e ancora sogno, scritto nella lingua più dolce del mondo, il mistero possibile, dietro la scorza lieve di una città, tra le montagne, negli occhi vitrei di un animale, nelle braccia possentemente fragili di una donna, l'assenza che svolazza riempiendo.
 
5) A.Camus - La Peste. Qualcosa in questo libro fuoriesce con prepotenza, ed è il bacillo della malattia. E' il volto segnata del dottore, la mano incerta che segna il fluire del tempo e il disastro di una epidemia che è simbolo. La peste è l'umanità stessa. E contiene in sè, in alcuni, l'antidoto più grande, il più umano.
 
6) F.Kafka.- Il Processo. Per la sublime descrizione di una claustrofobia intensa, dell'irrazionalità universale, lo stato di sur-realtà imponente che costringe a (ri)vivere, ognuno il suo disastro personale, intimo. Schiacciati dalle Leggi paradossali e beffarde, divinità annoiate che col loro piano non trascendente, ci incanalano nello sbracciamento inutile, nel sonno che è torpore.
 
7) F.Dostoevskij- I Fratelli Karamazov. L'essenza stessa della letteratura, per la profondità raggiunta, verso l'alto e verso il basso, il punto estremo del nichilismo, la natura propria dell'essere al mondo. Ivan è la voce stridente che sommessa ci parla, l'invito a lasciarlo finire, il canto di dolore nero e della pietà. Questo libro è una filosofia, tutta imperniata sulla grandissima capacità di spessore caratteriale dei suoi personaggi (quasi non proprietà dell'autore, ma simboli concreti che appartengono a tutti, che sono immanovrabili, fuggono dalle pagine, vogliono vivere autonomamente, e forse ci riescono), sulle questioni imprenscindibili, sul "rifiutare il proprio biglietto per l'armonia universale".
 
8) G.Orwell- 1984. Fondamentalmente non corretto come profezia politica (ci è andato più vicino Huxley, intuendo che la violenza del sistema avrebbe sopraffatto ogni libera cosicenza col benessere e l'agio, e non con la paura), 1984 rimane ugualmente un grande monito, continuo, la testimonianza di una scollatura sempre più lacerante tra (auto)imposizione di repressioni al fine di creare comunità umane (Freud, ma soprattutto la rilettura di Marcuse dello stesso), e la spinta egotistica e probabilmente salvifica degli istinti primari, primo tra tutti l'istinto del pensiero, di ogni persona.
 
9) A.Rimbaud - Illuminazioni. Il libro dell'adolescenza che si oltrepassa, la ricerca della chiave, l'alchimia, il riscatto, la comunione empatica. Il libro del linguaggio stravolto, le visioni incandescenti, zone d'ombra come marmo fuso, la corsa a perdifiato da una lotta con esseri ignoti, che strisciano dentro il ventre con chele d'aragosta, all'amplesso con la natura estatica sensuale femmina, le fughe, le cadute rovinose, i granai nei quali, una volta rinchiusi, si scopre l'universo e si scrive l'incedere della melodia. Il sogno bambino, come ritorno e scioglimento. Queso libro è la poesia.
 
10) L.F.Celine - Viaggio al termine della notte - La rabbia implosa, la visione disgregante e la verità sugli uomini, la prosa eccezionale, grumi magnetici in cui vorticano sensi, epifanie, comete e piogge. La miseria nelle avventure disperate, la cattiveria ineliminabile nella coscienza, gli ultimi descritti, nel profondo, sensza astrarsi da loro, rimanendoci avvinghiato stretto, e per questo la sincerità di una sconfitta perenne che nonostante tutto diverte: grande paradosso della grandezza del romanzo, immagine speculare dell'esistenza e delle sue dinamiche.
 
D'istinto (la guida essenziale, la coscienza afferrata per le ciocche più lunghe) questi sono i miei dieci libri fondamentali.
Mentre scrivo queste parole, me ne vengono in mente in maniera impetuosa, come spingendo, come scalciando, centinaia di altri, di uguale bellezza, ricchezza, forza, sincerità. Ma ormai ho deciso, è gioco fino in fondo.
Questa è in fondo la mia idea, oggi 24 febbraio 2002, nel pomeriggio.
E nonostante l'esclusione forzata, sono certo che questi dieci libri parlano comunque di me.


 Vito Ferro

libriQUESTI SONO I DIECI LIBRI DA "SALVARE",
SECONDO GIUSEPPE SPATOLA, di Avola

  1. PER CHI SUONA LA CAMPANA di E. Hemingway
    Dopo aver letto questo capolavoro della letteratura contemporanea, per il significato altamente eroico, di un giovane intellettuale volontario nell’esercito antifranchista, il cui compito è quello di far saltare un ponte. In questo libro, conta che al dì là di ogni violenza ci siano pace e libertà e che gli uomini non si rassegnino mai al dolore e all’umiliazione di pesanti dittature e di ogni processo antidemocratico.
  2. ON THE ROAD di J. KEROAUC
    Un romanzo che risalta il "mito della strada, del viaggio" come conoscenza e liberazione interiore e spirituale, nel quale i personaggi vivono come vagabondi, si ubriacano di alcool e di droga, passano da un’automobile all’altra, schiacciando l’acceleratore fino a bucarsi le suole delle scarpe sfogando la loro avidità di vita, di ansie, di assoluta ricerca, in un’intensità spesso apparentemente senza ragione. Un mito di libertà senza tempo.
  3. LE PORTE DELLA PERCEZIONE di A. HUXLEY
    Il tema fondamentale di questo libro, diviso in due saggi è l’indagine filosofica intorno alla natura dell’uomo. E’ infatti Huxley, che ci riferisce del suo "sé" segreto, avvalendosi delle sensazioni percettive procurategli dalla mescalina, un principio attivo di una droga già nota dai tempi antichi agli indiani del Messico. In questi esperimenti l’autore arriva a vedere un nuovo stato delle cose, visioni che si contrappongono ad una ricerca interiore di "un mondo nuovo".
  4. A CLOCKWORK ORANGE di A. BURGEES
    Burgees autore di "Arancia meccanica", mette in evidenza un importante dilemma morale al lettore: la storia ha due livelli. È più immorale togliere ad un uomo la libertà imprigionandolo o invece trasformandolo in un robot, senza sensazioni, né sentimenti? La morale di questa grandissima opera, è che alla fine la società con i suoi mezzi, è nonostante tutto più violenta, repressiva e spietata di ogni efferato gesto violento di un singolo individuo.
  5. LA CADUTA DELL’AMERICA di A. GINSBERG
    Raccolta di poesie registrate in automobile, aereo, treno, alternando le immagini ai titoli di giornali al tempo della guerra in Vietnam. All’inizio di questa raccolta di poesie, c’è una dedica sentita e sincera dell’autore a Walt Whitman. Ginsberg polemico fino all’estremo, con un linguaggio tagliente, corrosivo, ci descrive l’America spietata e cinica, consumistica, noncurante dei problemi sociali, degli emarginati, delle minoranze, ma molto conciliante con il potere in tutte le sue forme.
  6. QUALCUNO VOLO’ SUL NIDO DEL CUCULO di K. KESEY
    Metafora trasparente delle insidie subdole che nasconde le istituzioni americane, questo libro può essere letto come una metafora-ancora più profonda- sulla questione planetaria della sopraffazione e della repressione delle istituzioni sui deboli. Ma questo libro, insegna come ci sarà sempre qualcuno che lotterà contro ogni tipo di costrizione, anche a costo della vita per il trionfo della libertà.
  7. FAHRENHEIT 451 di R. BRADBURY
    L’autore in questo libro esplora con grande abilità e con un’eccessiva dose di sensibilità l’utopia negativa, nella quale non si descrive uno stato democratico, ma uno stato autoritario, che sente il bisogno di bruciare i libri e la carta stampata, perché crede che portino l’uomo alla disperazione e all’infelicità. Nel fuoco l’autorità, "vede" l’unica soluzione, un elemento purificatore da contrapporre al potere sovversivo della lettura.
  8. THE NAKED LUNCH di W. BURROUGHS
    È come avere l’impressione di vivere in un Inferno: è un mondo spietato, con incubi di brutalità, di tortura e di morte; incubi della sofferenza dell’umanità afflitta da alienazione, torture psichiche e da massacri fisici, totalitarismo, razzismo antiomosessuale, lavaggio mentale, questo è quello che descrive l’autore in questo romanzo.
  9. STORIE DI ORDINARIA FOLLIA di C. BUKOWSKI
    Storie "underground", ciniche, visionarie, sostanzialmente realiste del riflesso mostruoso di molte città americane. L’autore con le tasche vuote, lo stomaco devastato, il sesso perennemente in furore; lui che passa le giornate cercando di racimolare qualche vincita … Un pazzo beffardo, tenero, candido, i cui racconti scaturiscono da esperienze dure, senza comodi alibi sociali e senza falsi pudori.
  10. CENT’ANNI DI SOLITUDINE di G. G. MARQUEZ
    Un capolavoro che testimonia una cultura alimentata da un forte e profondo rapporto con il mito. Marquez riesce in questo libro, a liberare dal folklore, dalla denuncia politica fine a se stessa un’ampia zona dell’immaginazione ispano-americana, del patrimonio di valori, speranze e passioni di un intero continente perseguitato dall’oppressione di ferree dittature.

    (Scelta e considerazioni fatte da Giuseppe Spatola e pervenute a noi il 14.12.2000
Ex Libris SestriI DIECI LIBRI DA "SALVARE"
SECONDO Giovanni Vaccarella, di Tortona (AL):
I dieci libri che Vi propongo sono i seguenti:
-Kafka - Il processo
-Leonardo Sciascia - A ciascuno il suo
-Natalia Ginzburg - La citta' e la casa
-Piepaolo Pasolini - Amado mio
-Vitaliano Brancati - Don Giovanni in Sicilia
-Cesare Pavese - La luna e i falo'
-Dacia Maraini -La lunga vita di Marianna Ucria
-Vincenzo Consolo - Le pietre di Pantalica
-Cose di cosa nostra - Intervista a Giovanni Falcone
-Vasco Patrolini - Le ragazze di San Frediano
Sono libri che ricordo per il coinvolgimento emotivo ed estetico.Ne rammento vagamente i contenuti e non saprei raccontarveli per filo e per segno .Ricordo invece la forza delle sensazioni artistiche e narrative ricevute dalla lettura di questi libri. Credo che si possa parlare di piaceri soggettivi, magari non condivisi da altri lettori,ma il fatto che i titoli proposti appartengano tutti alla storia della letteratura italiana ed europea mi rassicura sulla bontà della mia proposta.
(Scelta e considerazioni fatte da Giovanni Vaccarella e pervenute a noi il 23.12.2000)

Il mio elenco dei 10 romanzi.
Ans Rademakers, Olanda:

1. Homerus, Odyssea

2. Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli

3. Tennessee Williams, Collected stories

4. JeanPaul Sartre, Les jeux sont faits

5. Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo

6. Paul Bowles, Let it come down

7. Pirandello, Uno, nessuno e centomila

8. Franz Kafka, Amerika

9. John Berger, Trilogia 'Into their Labours'

Ex Libris...10. Stendhal, Rouge et Noir

Perché questi libri: cercando il senso della vita.

Il mio elenco dei libri "non finzione":

1. Nicola Zingarelli: Lo Zingarelli 2001

2. Peter Robb, Midnight on Sicily

3. Vitruvius, De architectura

4. Robert Graves, The Greek Myths

5. Elias Canetti, Massa und Macht

6. Pablo Neruda, Confieso que he vivido. Memorias

7. Ans Rademakers, La mia idea sul mondo

8. Arnold Hauser,The social history of art (and literature)

9. Euripides, Oresteia

10. James Agee, Walker Evans, Let us now praise famous men

(elenco inviatoci da Ans Rademakers e pervenuto a noi il 25/12/2000)

Paul e AnsL'elenco di Paul Oord, dall'Olanda
Ex LibrisEcco il mio elenco con i libri che prenderò
o prenderei, in caso di un diluvio universale...

1. Il Gattopardo, T. di Lampedusa.

Non ho mai letto un libro con un caso di morte, visto dal persona che muore... Non mi è piaciuto solo perché si tratta della Sicilia, ma anche perché è scritto così bello.

2. Iliade e Odyssea, Omero.

Per me va da sé!

3. The postman always rings twice, James M. Cain.

Un classico, scritto molto semplice e franca, metafora per tanti eventi catastrofici...

4. A new science of life, R. Sheldrake.

Teoria molto originale sull'influenza mutuale tramite 'risonanza morfogenetica', fuori realtà o no, non si sa. Mi piace puro per questa libertà e originalità dei pensieri.

5. The spiders house, Paul Bowles.

Descrive in fatto il contrasto fra la mentalità (e in fatto la verità personale) orientale (Marocco) e occidentale e mi ha traslocato in un ambiente molto particolare e 'alto', come sono le città in Marocco, dove si perde la strada facilmente e dove l'unica certezza è se stesso.

6. Il fu Mattia Pascal, L. Pirandello.

Per me una riflessione sulla propria vita.

7. Mann aus Apulien: die privaten Papiere des italienischen Staufers Friedrich II., römisch-deutscher Kaiser, König von Sizilien und Jerusalem, Erster nach Gott, über die wahre Natur der menschen und Tiere, geschrieben 1245-1250., Horst Stern.

Una bellissima autobiografia fittizia sulla vita di Frederico II, 'Stupor Mundi'.

8. La bête humaine, E. Zola.

Come l'uomo diventa una bestia, perfino una locomotiva a vapore diventa una bestia nei suoi mani, e lo fa una bestia...

9. Gli indifferenti, A. Moravia

Una storia opprimente, sul 'piccolo spirito' della gente e come questa gente può diventare molto pericolosa.

10. Sapetschatljonnoje Vremja, A. Tarkowski.

(Forse in italiano: 'il tempo sigillato')

Una considerazione impressionante sul fare film in modo molto intuitivo. Per me è stato molto importante, perché sento il parallelo con il suonare della musica improvvisata.

e poi ...
The Western Greeks, Bompiani: una bellissima documentazione sulla storia dei Greci nel tempo delle colonizzazioni in Sicilia. Perché questo libro (800 pagine) e anche lo Zingarelli (2100 pagine!) sono così pesanti, ho paura che l'arca di Noè affonderà, e con dolore nel cuore lascio questi libri a casa...

Spero che così ho contribuito a questa iniziativa! Fra un anno(?) facciamo un altro elenco! Non si può mettere gli stessi libri nell'elenco!

(Questo elenco, composto da Paul Oord, è stato da noi ricevuto il 27/12/2000)

Corrado GisarellaLa scelta di Corrado Gisarella

Ex LibrisData la mia giovane età non sono certo il più titolato in questa "attività di salvataggio", nonostante gli studi, gli amici, la famiglia, la politica, cerco sempre di trovare uno spazio da dedicare alla lettura e sono ancora tanti i libri che desidero leggere, gli autori che mi piacerebbe conoscere. Ecco allora che offro il mio personalissimo punto di vista, consapevole del fatto che fra qualche tempo potrei cambiare opinione, se mi capitasse di imbattermi in altri libri capaci di farmi crescere e di insegnarmi qualcosa, come questi che indico qui sotto.

1.L'ESCLUSA di Luigi Pirandello

Perché nessuno come Pirandello è riuscito,a mio avviso, a fotografare l'animo umano così bene, e in questo libro dimostra come la società ,talvolta, privi gli uomini della libertà di essere quello che sono, proiettando su di essi quella condizione dell'essere, che per essi appunto vorrebbero .

2. LA FATTORIA DEGLI ANIMALI di George Orwell

Una bellissima satira sui totalitarismi, che ci fa capire che non esiste democrazia quando si finisce per delegare eccessivamente agli altri, e si ha paura di partecipare alla gestione del potere.

3. MASTRO DON GESUALDO di Giovanni Verga

Il desiderio smodato di accumulare ricchezza che si trasforma nella consapevolezza di non poter comprare la dignità araldica dell'anima.

4. L'AMICO RITROVATO di Fred Uhlman

L'amicizia, come valore assoluto dell'età adolescenziale, viene raccontata con semplicità ed in modo che ciascuno di noi, leggendo l'opera di Uhlman possa ritrovare l'amico o gli amici di un tempo felice.

5. VITA DI UN UOMO di Giuseppe Ungaretti

Salverei questa raccolta di poesie di Ungaretti semplicemente Perché la leggerezza e l'umanità dei suoi versi possono aiutare a riflettere.

6. LA CASA DEGLI SPIRITI di Isabel Allende

Considero la Allende una tra le migliori esponenti della letteratura sud-americana. E la Casa degli spiriti rappresenta un tipico esempio della sua capacità di mescolare la storia con la leggenda, la fantasia con la realtà, i fatti con la poesia.

7. UTO di Andrea De Carlo

Perché dentro di noi ci sono risorse incredibili, e Perché l'immagine che diamo agli altri non è che un piccolo riflesso di ciò che siamo veramente dentro.

8. I PROMESSI SPOSI di Alessandro Manzoni

Come non si può non salvare I Promessi Sposi del Manzoni? Al di là delle antipatie o delle notti insonni (in attesa del compito o dell'interrogazione dell'indomani) che ci ha fatto vivere a scuola, rileggendo la sua opera fuori dalle costrizioni, si riscopre la bellezza delle parole, della poesia fatta prosa, il gusto della lettura.

9. JACK FRUSCIANTE E' USCITO DAL GRUPPO di Enrico Brizzi

Salverei questo libro per le novità stilistiche che esso presenta, per la volontà dello scrittore di uscire dagli schemi, Perché solo chi è tardoadolescenziale può essere capace di interpretare al meglio questo periodo della vita.

10. IL NOME DELLA ROSA di Umberto Eco

Perché è il primo libro che ho letto e Perché mi ha fatto capire che è tra le righe di un libro che si compiono viaggi fantastici verso il passato, verso il futuro, incontro al mistero.

(Il suddetto elenco, inviatoci da Corrado Gisarella, è a noi arrivato il 28/12/2000)

La selezione di Marcello Vinci

Ex LibrisA parte tutti i libri de "L'inferno" nella Commedia Dantesca i 10 libri assolutamente da considerare come debito di lettura per chiunque sono a mio parere:

1. Siddharta - H.Hesse (divertente, divinamente avvincente e convincente);

2. I Miserabili - V. Hugo (fondamentale, pieno di valori importanti, storicamente impeccabile);

3. Delitto e Castigo - F. Dostojevsky (sconvolgente, introspettivo, straordinariamente riflessivo);

4. Uno, Nessuno o Centomila - L. Pirandello (intelligente, umanistico ed allo stesso tempo perfettamente matematico);

5. La metamorfosi - F. Kafka (Irritante, Mostruosamente applicabile alla realta', esasperatamente interessante);

6. Il Gattopardo - Tomasi di Lampedusa (imperdibile per chi desidera comprendere la Sicilia del dopo unita' d'Italia)

7. I Pilastri della Terra - K. Follett - (Veramente straordinario! l'autore riesce benissimo a narrare una storia centrata in pieno medioevo inglese / pre-Becket)

8. Schindler's list - T. Keneally - (Ancora piu' bello del film; Veramente una narrazione coinvolgente)

9. Amleto - W. Shakespeare - (Grandioso, teatralmente perfetto sopratutto per la sua tragicita');

10. Saperla Lunga / Getting Even - W. Allen (indimenticabile l'episodio "il carteggio epistolare Gossage-Vardebedian" : da solo vale l'acquisto il libro);

Ne potrei salvare altri 100 ? E potendo trovare il tempo per leggerli potremmo salvare tutti quelli "buoni" ? Ci hanno insegnato cosi' tanto ...

(Quest'elenco è pervenuto a noi il 30 dicembre 2000)

Da Enzo Amato, di Avola, riceviamo:

Ex LibrisEnzo Amato1.Erich Fromm, Avere o essere? - Questo libro rappresenta uno degli attacchi più radicali fatti alla cultura occidentale basata sull'edonismo e sul consumismo. L'autore ne mette in evidenza le distorsioni e le false certezze; prima fra tutte l'assioma secondo il quale bisogna avere per essere.

2.Bertrand Russell, Il mio pensiero - Questo libro raccoglie i più importanti scritti del filosofo inglese su argomenti vari che vanno dalla filosofia alla storia, alla politica, all'economia, alla religione, all'educazione, alla morale, ecc... In ogni pagina si respira la presenza di uno spirito libero e di un pensiero lucido che sottolinea il valore della ricerca come un dovere e un diritto inalienabile di ogni essere umano.

3.Oriana Fallaci, Un uomo - In questo libro l'autrice, narrando le vicende dell'uomo amato, ci racconta l'eterna lotta dell'individuo solo e non schierato da nessuna parte contro il potere. Alla fine non potrà che uscirne sconfitto, ma l'utopia di un mondo più giusto non potrà mai essere estinta.

4.Oriana fallaci, Lettera ad un bambino mai nato - Questo libro pone a noi tutti degli interrogativi su cui riflettere seriamente, rendendoci meno sicuri delle nostre convenzioni. Quindi dopo averlo letto ci sentiremo più disorientati, ma allo stesso tempo più liberi nel cercare risposte autonome e non pre-costituite alle domande che la nostra esistenza di uomini ci pone.

5.Hermann Hesse, Siddharta - Straordinario viaggio quello intrapreso dal protagonista di questo romanzo; viaggio fatto di esperienze diverse fra loro e in cui nessuna tappa è definitiva nella piena realizzazione di sé e alla ricerca del Tutto che ha infinite sembianze.

6.Federico De Roberto, I viceré - Romanzo storico fra i più grandi della letteratura italiana e al tempo stesso testo di grandissima attualità. Assai più eloquente di tanti giornali attuali nella descrizione dell'opportunismo politico delle classi dirigenti.

7.Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi - Romanzo ricchissimo di sublime poesia e allo stesso tempo ritratto impietoso dei mali e dei vizi della società italiana del 1600, che purtroppo sono anche i nostri attuali. Un capolavoro assoluto, sintesi di poesia e realismo che solo i grandi scrittori sono capaci di operare.

8.Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo - Romanzo storico e lirico insieme, ambientato in un momento particolare della storia italiana come quello dell'unità nazionale. Emerge su tutti la figura del principe Fabrizio di Salina, detto il Gattopardo, attraverso la cui sensibilità il trapasso da un'epoca (quella dei Gattopardi e dei Leoni) a un'altra (quella delle iene e degli sciacalli) viene filtrato.

9.Giacomo Leopardi, Zibaldone - Vera e propria enciclopedia umana, serbatoio inesauribile di tutte le sue opere, e essa stessa opera singolare e fertilissima, di spunti filosofici, pensieri illuminanti, analisi sociologiche e politiche, critiche culturali, ecc... E' certamente l'opera di un genio che unisce in sé le due figure del poeta e del filosofo.

10. Collodi, Le avventure di Pinocchio - Altro che favola per ragazzi! E' un racconto ricco di insegnamenti ancora attuali, un esempio per tutti l'immagine dei bambini trasformati in asini nel paese dei balocchi. E in una società come la nostra, in cui l'offerta di balocchi è crescente, l'ipotesi di un aumento esponenziale di quadrupedi raglianti non è del tutto infondata.

Enzo Amato - AVOLA

Ex LibrisQuesto che segue è l'elenco di Vincenzo Vaccarella

Caro Ciccio,sono ancora Giovanni Vaccarella e ti inoltro la lista di mio figlio,il grande,che ha voluto proporti libri,film e dischi,in un istinto irrefrenabile di competizione panculturale.Fanne l'uso che preferisci.Ciao

Ecco le mie liste...Vincenzo

1) Delitto e castigo Dostoevskij
2) Il tamburo di latta Grass
3) Lo straniero Camus
4) Il processo Kafka
5) Racconti E.A.Poe
6) Finzioni Borges
7) Trainspotting Irvine Welsh
8) Una storia semplice Sciascia
9) I paradisi artificiali Baudelaire
10) Il tiranno dei mondi Asimov/ Scheletri King

Vincenzo Vaccarella
(
elenco pervenuto a noi in data 11 gennaio 2001)

(Ho spiegato con lettera a parte a Vincenzo che è mia intenzione allargare la scelta ad altri campi e pertanto, per ora, e in questa pagina mi pare opportuno rendere noto il ventaglio dei suoi libri preferiti, ripromettendomi di proseguire in futuro con altre scelte in altri settori da noi tutti amati (quali la musica, i film, i quadri, ecc.).
Ricordo sempre, a chi ci scrive, di motivare sempre la propria scelta, preferibilmente titolo per titolo.
Francesco Urso).

Ecco la scelta di Sergio Vinci

Ex LibrisSegnalo i miei dieci libri da salvare e aggiungo le mie valutazioni. Cordiali saluti

1) Le menzogne della notte - Gesualdo Bufalino
2) Ragazzi di vita - Pier Paolo Pasolini
3) Tempo di uccidere - Ennio Flaiano
4) I Viceré - Federico De Roberto
5) La concessione del telefono - Andrea Camilleri
6) Il mondo alla fine del mondo - Luis Sepulveda
7) Il vecchio e il mare - Ernest Hemingway
8) A ciascuno il suo - Leonardo Sciascia
9) Quer pasticciaccio brutto de' via Merulana - Carlo Emilio Gadda
10) Il giardino dei Finzi-Contini - Giorgio Bassani

Premesso che ho tralasciato di citare decine di titoli validissimi, magari per pura dimenticanza, mi è piaciuto sottolineare i dieci romanzi che mi hanno fatto provare una forte emozione.
Devo dire che al termine della lettura di ciascuno di essi sono stato tentato di rileggerli immediatamente, quasi per una sorta di immedesimazione con i personaggi costruiti dagli Autori. Mi piacerebbe anche andare oltre e desidero, comunque, menzionare un filone che mi ha affascinato particolarmente sin dai tempi del liceo, ovverosia quello vernacolare, da Cecco Angiolieri a Carlo Porta, da Giuseppe Gioacchino Belli a Trilussa e, perché no, a Domenico Tempio (fantasmagorica la sua "Opera erotica").

Saluti Sergio Vinci
(quest'elenco è stato da noi ricevuto il 13 gennaio 2001)

La scelta di MASSIMO PAPA

Ex Libris1. La Bibbia

2. L'Odissea - Omero

3. L'Iliade - Omero

4. La Divina Commedia - Dante Alighieri

5. Amleto - William Shakespeare

6. Don Chisciotte - Miguel De Cervantes

7. Faust - Johann Wolfgang Goethe

8. La Repubblica - Platone

9. La Metafisica - Aristotele

10. Critica della ragion pura - Immanuel Kant

Ho scelto tali opere Perché ritengo che esse basterebbero, da sole, a ricreare non solo tutta l'attuale letteratura, ma anche tutto quel complesso bagaglio di conoscenze, esperienze, prove ed errori che possiamo definire CULTURA.

Cordiali saluti
MASSIMO DEL PAPA
(5 febbraio 2001)

Da GIUSEPPE ODDO (AVOLA)

Ex LibrisRingraziandoti ancora per la solerzia e la puntualità con le quali mi scrivi (non altrettanto ricambiate) approfitto per darti alfine l'elenco dei dieci libri che salverei: naturalmente "La Bibbia"

e poi

2) Il nome della rosa (Eco)

3) Tutto Sherlock Holmes (Conan Doyle)

4) La divina commedia (Alighieri)

5) Il fu Mattia Pascal (Pirandello)

6) Uno, nessuno e centomila (Pirandello)

7) Novelle per un anno (Pirandello)

8) A livella e altri racconti (Toto')

9) L'origine delle specie (Charles Darwin)

10) Introduzione alla psicoanalisi (Sigmund Freud)

Buon lavoro

Giuseppe Oddo
(6 febbraio 2001)

Ecco l'elenco di Carmelo Pisasale
...uno dei ragazzi di Via Mirabella

Dovete sapere che a metà anni settanta in Via Mirabella a Siracusa, accanto al vecchio Istituto D'Arte avevamo un punto di vendita libri che aprivamo a giorni alterni (io, Francesco Urso, e Liliana, mia moglie). In quella stanza senza confini, c'era già la nostra chitarra e, naturalmente, tanti libri. Lì conoscemmo molti amici siracusani in gamba, che oggi sono sparsi un po' ovunque in Italia, e anche all'estero. Uno di questi questi amici è Carmelo, che ha sempre preso sul serio i libri e la lettura.
Ringrazio particolarmente Carmelo per avere giocato seriamente con noi.

DIECI LIBRI DA SALVARE

  1. Borges, Finzioni; la letteratura portata ad un grado d’astrattezza tale da potere dare voce alla stessa logica matematica. Il racconto come il pensiero non è "una linea", e forse neppure "uno"
  2. Seiffert, Le Basi della matematica moderna; oggi la comprensione del mondo è affidata alla scienza come nel 1200 alla religione. La matematica è la lingua della scienza: tutti la praticano, pochi la conoscono, nessuna la studia.
  3. Gibbon, Storia della decadenza e caduta dell’impero romano; da far leggere a coloro che vogliono far studiare la storia "per temi", perché la "storia è tempo che passa".
  4. Braudel, Capitalismo e civiltà materiale; se la storia è "tempo che passa" è un tempo che passa anche attraverso gli oggetti che non sono considerati oggetto della nostra attenzione, dalla sedia all’acquavite: sembra banale ma la storia non è solo Cesare e neppure solo il suo legionario ma anche lo sgabello sul quale entrambi sedevano
  5. Marx, La Questione ebraica: in un Marx, prima del marxismo, tutto il bisogno di libertà che la pratica del marxismo dovrebbe ispirare e che invece la sciagurata sintesi leninista ha cancellato
  6. Tolstoi, Guerra e pace: la sintesi delle esistenza umana nelle vite dei più grandi ed ineffabili e dei più miseri e reietti: ma c’è più verità in Napoleone o nel piccolo soldato Platonov?
  7. Montale, Satura: anche la poesia è il regno della logica, una logica che si nasconde dietro la metafora
  8. Agostino: Le Confessioni: scritte quasi duemila anni fa mostrano una moderna voglia di riscatto dal peccato perché bisogna scappare da esso ma quant’è bello indugiarvi
  9. Krynes, Teoria generale: la più grande opera economica del XX secolo: si apre la teoria economica al mondo dell’incertezza e si entra in un mondo scientifico dove si cerca di spiegare ciò che non funziona e per farlo dobbiamo cambiare il nostro punto di vista
  10. La Bibbia: i valori che da sempre esprime il mondo occidentale: il bene contrapposto al male e l’attrazione, indicibile che il male esprime. Un passo per tutti: il discorso della montagna
  11.  

    Carmelo Pisasale (Siracusa)

Larosa, da Pescara, invia la sua opinione sui dieci libri da salvare

Ex Libris1) I Miserabili di V. Hugo

2) Delitto e Castigo di F. Dostoejevski

3) L'ammazzatoio o qualsiasi di Zola

4) Una vita violenta d P. P. Pasolini

5) La Divina Commedia di Dante Alighieri

6) Il Capitale di C. Marx

7) L'iliade di Omero

8) L' Odissea di Omero

9) De rerum Natura di Lucrezio

10) I viaggi di Gulliver di J Swift

Larosa (da Pescara)

ex libris
Le illustrazioni che sono qui sopra riprodotte sono tratte
dal volume di Andrea Disertori e Anna M. Necchi Disertori
pubblicato da Hoepli nel 1989
col titolo Ex Libris - Artisti italiani della seconda metà del '900.
Riservato inizialmente ad un collezionismo d'élite,
l'ex libris, ovvero il marchio figurato che indica la proprietà di un volume,
comincia a interessare fasce sempre più ampie di persone.
L'ex libris rappresenta infatti l'unica espressione artistica
in grado di creare uno stretto rapporto artista - committente.
Tale legame, del tutto estraneo alla pittura,
nella quale l'artista manifesta unicamente la propria personalità,
rappresenta forse la componente più significativa nella rivalutazione dell'exlibristica.
L'inizio e gli ultimi decenni del '900
si sono rivalete stagioni particolarmente feconde per quest'arte.
Abbiamo voluto associare gli ex libris alle scelte di libri
qui sopra esposte, proprio a significare l'arte dell'attaccamento ai libri
(espressa appunto anche ...con arte).

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