SPAZIO A CURA DELLA
LIBRERIA EDITRICE URSO
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Libreria Editrice Urso
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QUEST'OPERA È STATA SELEZIONATA
NEL CONCORSO LIBRI DI-VERSI IN DIVERSI LIBRI
IN MEMORIA DI CORRADO TIRALONGO EDIZIONE 2012-2013
(Clicca sulla copertina per ingrandirla)

SANDRA CARRESI
Le ali del pensiero
Poesie
2013, 8°, pp. 56
Collana ARABA FENICE n. 82
€ 9,50
ISBN 978-88-98381-00-5

Normale attenzione
In quel passaggio
del giorno silenzioso
anche la poesia
ha le sue pause
tra le virgole
e forse è
proprio lì
che l’amicizia
raccoglie le pene
sapendo aspettare
l’inclinazione
del pensiero
senza mettere fretta
al punto
prima della fine
del discorso
e
cambiare
il suo corso.
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LE RAGIONI
DEL NOSTRO CONCORSO
Questo concorso, come il precedente "Inchiostro e Anima"
è nato su Facebook, utilizzando virtualmente e virtuosamente
questo strumento per comunicare in tempo reale.
UNA SOCIETÀ
DI POETI
Noi tutti, assieme a tanti altri, crediamo possibile
una società di poeti e crediamo inoltre che la poesia sia fondamentale
per pensare la vita e sognare un altro modo di vivere.
Ideatore e organizzatore del Concorso: Francesco Urso
Commissione giudicatrice presieduta da Maria Restuccia e composta da:
Liliana Calabrese Urso, Fausto Politino, Mia Vinci, Salvatore Di Pietro,
Luigi Ficara, Antonino Causi, Nino Muccio, Corrado Bono, Elio Paolo Distefano,
Cenzina Salemi, Benito Marziano, Mary Di Martino, Lilia e Marco Urso.
PREMI INUSUALI!
LIBRI...
Nell'intenzione di accogliere la poesia del maggior numero di concorrenti,
l'editore Francesco Urso ha voluto riservare a ciascuno autore selezionato
dalla Giuria il premio di una pubblicazione, impegnandosi a farlo
al momento del Bando per un numero massimo di cento autori
(Quarantasette sono stati gli autori risultati idonei nell'edizione 2012-2013).
Ogni pubblicazione avrà una differente copertina.
Nel contesto di questa logica esaltantante in sé la scrittura,
l'editore ha voluto riservare ai primi tre poeti selezionati premi particolari
(cento copie di un proprio libro al primo classificato
e omaggi di libri della Libreria Editrice Urso al secondo e terzo classificato).
In questo concorso vengono banditi pergamene, coppe, medaglie
e trofei vari, così come vengono rigorosamente esclusi finanziamenti pubblici.
Si ringraziano quanti hanno con noi condiviso l'esperienza
(giurati, poeti e chiunque faccia eco alla presente iniziativa).
REGOLAMENTO 2012-2013

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QUESTA OPERA È STATA SELEZIONATA
NEL CONCORSO LIBRI DI-VERSI IN DIVERSI LIBRI
IN MEMORIA DI CARMELA MONTELEONE EDIZIONE 2011-2012
(Clicca sulla copertina per ingrandirla)

Sandra Carresi
L'ombra dell'anima
2012, 8°, pp. 56
Collana ARABA FENICE n. 47
€ 9,50
ISBN 978-88-96071-63-2
Sandra Carresi è nata a Firenze nel 1952. È madre e moglie. Ha lavorato quarant’anni occupandosi di contabilità e dal 2011 è una pensionata, il suo amore per la scrittura e la lettura nasce invece con lei. Nel 2000 ha raccolto i suoi scritti in un elaborato dal titolo Mi voglio raccontare. Dal 2007 pubblica ogni due settimane racconti brevi e poesie sul sito Racconti Oltre, redatto da Luca Coletta. Ha pubblicato una raccolta di favole per bambini assieme a Michele Desiderato ( Battiti d’ali nel mondo delle favole, Ilmiolibro.it, 2008), la raccolta di racconti Non mi abbraccio, mi strizzo (Ilmiolibro.it, 2009), le sillogi di poesie Una donna in autunno (Ilmiolibro.it, 2010) e Dalla vetrata incantata (Lulu Edizioni, 2011). Partecipa a reading e a concorsi letterari; collabora alla scrittura di racconti a quattro mani con Lorenzo Spurio.
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ALL’OMBRA DELL’ANIMA
Una strada grande, accogliente,
ma poco illuminata,
forse addirittura buia,
eppure non c’è paura,
anche se,
occhi colore del buio,
frugano dentro,
ma sereni e tranquilli,
conoscono bene
quello che vi è dentro.
Quella strada si chiama
Primavera,
anche se un tappeto di foglie gialle
rende felpato il passo,
e m’informa che
l’Autunno forse, è già passato,
ma l’Inverno non sarà una partenza,
bensì, un volo nuovo
in partenza. |
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POETA PRESENTA POETA
Lucia Bonanni
per
"RITORNO
AD ANCONA
ED ALTRE STORIE"
“Ritrovarsi così… semplicemente!/Unire gli orizzonti e le attese,/le voci e i respiri,/le partenze e i ritorni./Salutarsi così… semplicemente,/con la luce negli occhi e la speranza nel cuore.” (ndr).
E con Sandra Carresi, dopo la bella esperienza di Vigevano, nella tarda mattinata di domenica 25 marzo 2012 ci ritroviamo in Corso Garibaldi, 41 lì ad Avola, davanti alla Libreria Editrice Urso per la giornata conclusiva del Concorso “Libri di-versi”.
“Tieni, portati un po’ di peso” mi dice Sandra nel farmi dono della sua ultima pubblicazione “Ritorno ad Ancona ed altre storie”, redatta a quattro mani con Lorenzo Spurio, saggista, redattore ed autore di riviste e testi letterari.
La cosa buffa è che Sandra ed io per quel nostro abitare nei luoghi che un tempo furono oggetto delle mire espansionistiche della Repubblica Fiorentina e che oggi si rivelano come i territori più belli dei dintorni di Firenze, siamo quasi vicine di casa.
“Sono già due volte che ci incontriamo fuori provincia, la prossima sarà di certo il 23 maggio prossimo in quel di Villa Bandini a Firenze in occasione della presentazione del tuo libro”, dico a Sandra con quel piglio d’allegrezza che sempre mi deriva dallo stare con gli altri e da un qualcosa di piacevolmente inatteso quale è il dono di questo libro.
“Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere” afferma Daniel Pennac nell’opera “Come un romanzo” ed io cerco di dilatare il mio tempo con delle buone letture ove non mancano mai quelle degli amici.
Mi incuriosisce molto la dicitura “Ritorno ad Ancona…” così inizio a leggere proprio dal racconto che assegna il titolo all’intera silloge per passare di seguito a “Telefonate anonime” e “Un cammino difficile”. “Ho pensato che l’anima mantiene la sua freschezza e la penna altro non è il fiume che l’attraversa” dichiara l’autrice nell’introduzione al proprio lavoro. Quindi anche per lei la scrittura è un bisogno irrefrenabile, una necessità forse “venuta meno a qualche minestrone” (ibidem), un’espressione del proprio essere ed anelito verso la scoperta di se stessa in quei personaggi esteriori che di volta in volta la sua anima va svelando attraverso al penna.
“Per quanto mi riguarda, credo che riflettere sul senso delle proprie scelte sia sempre doveroso” si legge nella prefazione di Anna Maria Folchini Stabile, dovere che mi sento di dire non sempre ottemperato e onorato con buona disponibilità d’animo e saggia maturità.
Spesso è più facile stornare il viso, illudersi che col tempo qualcosa potrà mutare, cercare stratagemmi o alterative per eludere la pressione esercitata da certi contesti di vita, percepiti come una scatola in cui ci si sente rinchiusi e da cui non si riesce a trovare vie di fuga, tutto a discapito di un dialogo aperto, costruttivo e fondante.
Sono questi i concetti espressi nei tre racconti il cui filo conduttore altro non è che l’amore, l’amore nella più ampia accezione del termine e che qui trova forma sia nel rapporto di coppia, in quello parentale e non ultimo quello tra fratelli.
Un filo d’Arianna il sentimento enunciato che lega non solo l’intreccio e la fabula di ciascuna narrazione, ma fa anche da unione non detta, ma annunciata tra i diversi racconti. Scritture, queste, strutturate nella logica del contrasto, artificio letterario che li rende ancor più intriganti e cattura l’attenzione di chi legge. Il contrasto è qui descritto come quelle serie numeriche che possono essere presentate sia in senso ascendente che in quello discendente, rispettando sempre la posizione ed il valore delle cifre. Ecco allora che in questi racconti vediamo i sentimenti scemare verso l’annullamento più completo o assumere la direzione di un ampliamento più sistematico. E sempre protagoniste indiscusse sono le donne, le donne con la loro sensibilità e la loro forza interiore, la loro connaturata capacità di donarsi e dare amore, le donne con le loro fragilità e quel loro saper trovare soluzioni agli eventi avversi, le donne che ricordano e riescono a dimenticare anche in nome di un sentire profondo, le stesse donne che si prendono cura dei loro figli anche venendo meno alle loro aspirazioni e ai loro bisogni. Ed ecco che sulla scena di questo libro si stagliano le protagoniste di sofferenze e rinunce nonché oggetto di abbandoni insensati e comportamenti talvolta ostili: Giada, Rebecca, Eva, protagoniste indiscusse di quel “cammino difficile” a fronte di esperienze di vita tessute per lo più in negativo.
“Un compagno (è) una presenza costante, una persona con la quale si cresce e si condividono affetti e esperienze” (o. c.), e giusto per questo, d’altro canto a Ruggero, Vincenzo e Alberto non può essere conferito tale titolo, da un lato per quel loro aspetto comportamentale che lascia perplessi e dall’altro per non aver saputo o voluto cogliere l’attimo fuggente dell’idea che “l’amore è fatto di tante sfumature, aspetti e comportamenti” (ibidem) e che per essere vero e ben coeso necessita di tanta fede, speranza e carità; fede nelle proprie scelte, speranza di dare corpo ai progetti, specialmente a quelli di carattere affettivo, carità verso la persona che ci sta accanto nel saperne comprendere a pieno le essenzialità più nascoste. Ecco anche perché un amore inatteso, nato in un contesto idilliaco come può essere quello di un’isola mediterranea, si scioglie come neve e nel nulla si dissolve allorché il protagonista si trova a doversi confrontare con una realtà diversa anche da quella dove abitualmente vive ed è attore indiscusso.
Ed ecco ancora perché una giovane donna viene lasciata a se stessa all’annuncio di una maternità inattesa, maternità che nel corso del tempo le riempirà la vita e le farà fare acrobazie per allevare una figlia tanto amata; quella stessa figlia che in età adulta si troverà faccia a faccia con Jacopo, fratello da parte di quel padre scanzonato e irresponsabile che salderà il proprio conto morale con il lascito di una cospicua eredità per entrambi i figli. “sai sono fidanzato con Francesca… vorrei che la conoscessi e che… insomma, che ci frequentassimo”, “siamo ancora in tempo, s vogliamo” (ibidem) e in “forte abbraccio” le tante telefonate anonime ricevute da Giada trovano un volto, trovano le sembianze dell’amore fraterno che riesce ad elevarsi al di sopra delle miserie umane.
Ecco infine perché Eva viene lasciata sola a dover sbrogliare la difficile matassa dell’educazione dei figli , bimbi presi in adozione per quel bisogno ancestrale e mai sopito di maternità, insito nel cuore e nella mente di ciascuna donna. “Ora cruciale/d’altissimo travaglio,/ dolore e sofferenza:/cambiati in gioia,/nascendo una stupenda/e meravigliosa creatura… soffio divino” recitano con grande sensibilità i versi della lirica “Parto” dell’amico-poeta Corrado Bono, mentre colui, il compagno di Eva, che in un primo momento era apparso in piena sintonia con lei, la donna della sua vita, e con il suo modo di essere, delira dal solco segnato e dinanzi ad impegni inattesi ed altresì gravosi, si spaventa e l’unica soluzione possibile gli appare la fuga dalle proprie responsabilità di uomo e di padre.
Quel medesimo uomo e quel medesimo padre che la vita mettere poi a confronto con vicende personali assai penose, facendogli toccare con mano lo scotto dell’abbandono e la cupa malinconia che ne segue; la vita che lo rendere freddo e incapace di appoggiarsi all’amore che quei bimbi saprebbero dare e all’aiuto che Eva in un moto di spontanea generosità e speranza adesso gli offre; Eva che è ben consapevole del fatto che “anche i periodi molto oscuri sono capaci di vedere la luce” (ibidem) e riesce così a ripristinare il centro del proprio cerchio di vita e ad “accorgersi (anche) che qualcuno non aspettava altro di vedere apprezzamento per quell’invito a cena mai prima accettato” (ibidem).
Un libro di non facile lettura questo di Sandra e Lorenzo per le implicazioni a carattere psicologico e sociale che si dipanano nei periodi e riescono a meravigliare il lettore.
Un testo con belle e particolareggiate descrizioni degli ambienti e delle persone , una scrittura che deriva le caratteristiche affettive di ciascun personaggio non dalle peculiarità del loro carattere bensì dai tratteggi di un sorriso, di gesto, di una postura, compendio del loro modo di essere e di porsi in relazione con la vita e a quanto di bello e meno bello può offrire.
Un libro dal linguaggio accessibile e la struttura sintattica lineare ed agevole, ma di grande impatto emotivo anche per quel rammentare luoghi a me conosciuti e quella forma lessicale che nell’espressione parlata talvolta porta a fare un diminuitivo che, forse, i puristi della lingua possono anche non accettare, ma che io tanto riconosco e che tanto mi piace usare, espressine che risulta poter essere un vezzeggiativo per un lemma che in questi racconti rivela a posteriori un uomo che non cambia né il proprio modo di essere e neppure quello di agire con se stesso e con gli altri. Una lettura, questa di “Ritorno ad Ancona…”, che induce a porsi domande sui grandi tempi della vita e a cercarne risposte esaustive anche in relazione al vissuto di ciascuno di noi perché come insegna J. W. Goethe, “Ogni libro è un capitale che silenziosamente ci dorme accanto, ma che produce interessi incalcolabili”, un capitale che nel testo di Sandra e Lorenzo si esplica nella forte capacità di analisi e nella spiccata sensibilità dei due autori nel saper narrare accadimenti e nel saper descrivere personaggi, lasciando così trasparire anche la bellezza della loro anima.
Lucia Bonanni
Sandra Carresi e Lorenzo Spurio, Ritorno ad Ancona e altre storie, 2012, pp. 142, € 10,00  |
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POETA PRESENTA POETA
 Sandra Carresi per I giorni, le ore (Poesie), di Paola Surano, Libreria Editrice Urso, Avola 2012
Definirei la poetessa, Paola Surano, una farfalla, delicata e colorata. Di innata raffinatezza ed eleganza.
Un intreccio di emozioni, tramutate in versi, sempre nel pensiero gentile e pacato che fa parte della sua personalità.
Trovo stupenda la sua poesia – I giorni – perché la ritrovo in ogni rigo che l’inchiostro ha scritto,
sul suo sentire e sul suo essere, (…giorni intrisi di antica saggezza, insensata stupidità, colorati di gioia, grigi d’angoscia, illuminati di speranza… e nonostante, viviamo).
Una velata malinconia, qualche rimpianto, e la solitudine, tuttavia, il suo sguardo va oltre e si sofferma su ciò che la circonda o le passa accanto, come…(lo stupore di un bambino che guarda affascinato una farfalla posata sul muro caldo di sole) – La Farfalla Sul Muro –
Di animo nobile e gentile, ascolta ed accetta in silenzio …(quei momenti, nella vita in cui ti senti come un giardino in inverno) – Come in un Giardino in Inverno - eppur, Ella, sa cogliere e gioire di quel sempreverde imperlato di brina, perché la sua educazione, il suo essere, la sua sensibilità, le hanno insegnato a saper vedere, riflettere e gioire sulla bellezza della Vita sapendo sempre guardare oltre, fino a scorgere lo sprazzo di luce.
La sua passione per il Jazz è notoria, tanto da poetare – Serata Jazz – e non faccio per niente fatica ad immaginarla piacevolmente affascinata, trasportata, rapita da questa musica che le colora le guance e le fa battere le mani.
Il suo poetare è rivolto anche all’Uomo della strada, allo sconosciuto, al Clochard – In Morte di un Clochard – sapendo trovare la bellezza anche in quel Mondo …(hai goduto di tutto e di niente del filo di fumo del falò che ti scaldava d’inverno, d’un fiore sbocciato, d’una stretta di mano…) quel Mondo così lontano dal suo modo di essere e di vivere, eppure colto e trattenuto nella sua mente, nel cuore, fino a portarlo sulla carta.
E l’Amore…, degli anni verdi che hanno dato, come a tutti, le pene al cuore, e dove oggi, in questa età matura e consapevole, riaffiora vivo il ricordo, tenendo stretta con tenerezza, la quindicenne innamorata. – Di Amori Acerbi –
Forse colgo un piccolo rimpianto: in un comportamento sempre sobrio e contenuto, a volte, la voglia di – gridare – avrebbe reso giustizia ai malesseri del cuore, oppure, anche sedersi sui marciapiedi della stazione, girare il mondo con zaino e autostop, avrebbe potuto rompere quella
sobrietà un po’ rigida e severa. – Vorrei Aver Voluto –
Ma non sarebbe stata: Paola Surano.
Il pensiero sulle fatiche ed i comportamenti del Mondo, è un pensiero che accompagna l’autrice in molte sue poesie – Pensieri D’Africa – E se Tu chiedessi Un Giorno – la rende speciale e sensibile
in un continuo lavoro che Ella con coraggio si impegna a portare avanti sempre e comunque.
Una bella farfalla che non ha paura, volando, di spezzarsi le ali.
Bagno a Ripoli
29 maggio 2012
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