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copertina Bono

Corrado Bono
La nuova alba
2010, 16°, pp. 64
10,00acquista
ISBN 978-88-96071-36-6

disponibile in libreria già dal 20 dicembre 2010

Frammenti di luce
Collana OPERA PRIMA

Corrado Bono
Frammenti di luce

2004, 8°, pp. 60, 7,00 acquista

bono-marzianoLa Poetica di Corrado Bono

 

 

A cura della Prof.ssa Maria Barone, docente di Letteratura Cristiana Antica

all’Università di Pavia, ove collabora col Prof. Luciano Musselli,

docente di Diritto Canonico, nell’ambito di studi e ricerche

 

 

Dai fragili “Frammenti di luce” a “La nuova alba”, il passaggio di scrittura, di lettura e di riflessione è arduo e complesso.

Si avverte la ricerca del “silenzio” per ascoltare il trascendente, operazione mentale e spirituale assai difficile e onerosa per l’anima fragile e frammentata e per l’aspirazione costante e assidua ad appercezioni consapevoli di quei valori che connotano l’esistenza e, se veri ed autentici, la potrebbero rendere “serena e beata” (“Ritorno”).

La “nudità” dell’essere, in un momento di contemplazione mistica del Creato, diventa forza ed efficacia ed apre varchi invalicabili per la comprensione essenziale e misteriosa delle “meraviglie” del “Creato” (“Arcobaleno”).

 

La nuova Luce

 

Dalla ricerca di uno spiraglio di luce, alla certezza del fuoco luminoso dell’amore (“Pasqua”).

In questo testo si avverte un grande slancio di fraternità in Dio.

Umanità e trascendenza si fondono per guidarci nel cammino intricato, “aspro e forte” della vita “mano nella mano.

Non si tratta però di facile conquista, ma di “un sogno grande” (vedi “Natale”) che è quello di condividere con “ogni uomo” il “dono d’Amore”.

Ma il dono è il primo passo che avvia alla riflessione cosmica e percettiva di elementi naturali (vedi “Inizio”) colti nella loro essenza e nelle sfumature più pertinenti per gioire insieme nella “totalità e pienezza di vita”.

 

Difficile appare il superamento delle difficoltà, “i sassi” sono segni emblematici delle “avversità” del vivere.

Occorre “pazienza e serenità”, strumenti imprescindibili per seguire un cammino sicuro e rassicurante verso l’amore (vedi “Sassi”).

 

“Unione” ci indica la via da seguire per amare nella pienezza di significato.

“L’ascolto facilita” il superamento dell’egoismo e del “narcisismo” che impigriscono l’uomo e lo rendono “alieno”.

 

Il poeta, in una osmosi altissima, assapora e, a volte, sfiora temi delicati con una levitas che rende grazia e fa gradito il dono della sua parola.

 

Il mistero della nascita, tanto accarezzato e sublimato da grandi poeti (vedi Lucrezio, Leopardi, Manzoni, …) qui diventa meraviglia e stupore, apparentemente ovvio e scontato, ma, in effetti, “soffio divino”.

I versi di “Parto ci immettono con delicatezza nel mistero del nostro nascere, del nostro essere e lo elevano con l’espressione raffinata e morbida “frammenti del cuore dei genitori, soffio divino”.

“La nuova alba” illumina il nuovo giorno, spazzando via “le nubi grigie e nere” per lasciare il posto a “sprazzi di cielo azzurro”.

Le pennellate cromatiche fanno di questo testo (“La nuova alba”) la chiave di lettura e di suggestione emotiva e mentale di tutta la raccolta, il cui intento è quello di sorridere verso orizzonti con integrità e purezza (vedi “Sorriso”).

 

La felicità si può raggiungere con coerenza, costanza e purezza di cuore.

 

La vita è un arcobaleno, afferma il poeta, concentrati, sembra dire al lettore “disattento” e osserva la varietà cromatica, ti stupirai del Creato, ma potrai avviarti verso l’Arte che diventa “stile di vita”, ma solo se avrai “saggezza, coraggio, fede, umiltà, responsabilità, desiderio di conoscenza” per intuire che l’Amore è fine a se stesso e non un falso strumento di un potere labile, effimero e inconsistente.

Il poeta, però avverte che tutto è caduco e che il tempo inesorabilmente passa e travolge ogni cosa (vedi “Caducità”: “Affievolendosi il sorriso”).

Eppure se la voce ispiratrice è autentica, l’Arte rende la vita eterna (vedi “A un artista”).

La bellezza, infatti è “specchio di verità” (vedi “Insieme”), solo se la luce proviene dal “Sole”, fonte viva e perenne e non dall’artificio di maniera che deturpa e offusca la vista dell’intelletto e dell’anima.

 

Ma l’ipocrisia è sempre in agguato per disorientare e annientare l’uomo.

 

Il poeta ammonisce (vedi “Giungere”), esortando ad eliminare persino i rimpianti per un traguardo nobile ed autentico di amicizia e solidarietà (vedi sempre “Giungere”).

 

La sincerità costituisce, per il poeta, la sua “identità”, che defluisce nella scrittura, strumento di verità  e di individuazione “dell’io” più profondo.

 

Riesce a trovare quella pace che ciascuno di noi sempre agogna? Si, perché la trova “nei meandri del nostro cuore” in una dimensione sempiterna.

 

Finalmente la tensione meditativa si alleggerisce ed il poeta “conosce” l’uomo nel suo aspetto sociale, umano e trascendente.

L’uomo nasce per dialogare, per volare, esiste per l’altro e l’Oltre.

Sente il bisogno di concretizzare questi supremi slanci con le comparazioni esplicite rese tali dal connettivo “come” (come i delfini, come i gatti, come i gabbiani). (Vedi “L’uomo”).

 

Il poeta, Corrado Bono, ha compiuto un percorso di scrittura e di rielaborazione personale ed esistenziale straordinario e unico.

Quello che ai “disattenti” o altro potrebbe apparire “semplice” è, invece, assai tortuoso e complesso.

Il meditare sulla vita, l’amicizia, l’amore, la solidarietà, l’io, l’umanità è segno di profonda sensibilità e magnitudo animi.

 

Grazie Corrado per la tua purezza espressiva e per l’immediatezza della tua parola che colpisce e fa vibrare il cuore di chi veramente lo possiede.

 

Agosto avolese 2012

Per un’alba sempre nuova
di Grazia Maria Schirinà

A ben sei anni di distanza dalla pubblicazione del primo volume di poesie, “Frammenti di luce”, Corrado Bono si presenta con la silloge “La nuova alba” che si pone, già dal titolo, come l’avvio di un nuovo percorso, una nuova nascita, o rinascita, come quella del giorno che immancabilmente porta la luce che si affaccia sul mondo uguale e sempre nuovo.

“Non berrai mai la stessa acqua”, “tutto scorre” e si rinnova; tutto, le cose come gli uomini; allo stesso modo l’autore tende all’acquisizione di una nuova consapevolezza e crescita personale.

Già l’esergo, nell’antiporta, propone, in nuce, il pensiero dell’autore in riferimento al suo concetto dell’arte e della poesia. L’artista è chi riesce a rivelare la bellezza, spesso trascurata, o poco goduta, della vita (gli uomini si ricordano delle cose belle di cui sono detentori solo dopo che ne hanno perso il godimento); la poesia, in particolare, esprime i concetti fondamentali che arricchiscono e rinnovano, con la loro essenziale semplicità, l’esistenza tutta; anche quando il corpo non esiste più, leggendo i versi, si avverte sempre la presenza viva del poeta, come da ogni opera viene trasmessa quella dell’artista che l’ha prodotta.

Conosco da tempo Corrado; la prima cosa che colpisce di lui è la semplicità nell’approccio e la facilità di versificazione, la capacità di cogliere, con brevi tratti e in modo estemporaneo, i caratteri salienti di un evento, sia pure marginale, di una persona, di un atteggiamento. Non appena qualcosa colpisce la sua attenzione, ecco che subito vengono presi l’immancabile penna e taccuino, per annotare le impressioni su fatti occasionali, la natura, gli affetti, gli amici, le costruzioni, le feste, le opere dell’uomo, ecc... Tutto può divenire oggetto della sua attenzione, da un piatto prelibato, a un incontro in ristorante, alla laurea di un amico. In alcuni casi potrebbero essere considerati dei veri e propri “Xenia”, alla Marziale, omaggi dedicati e/o occasionali.

Ma la facilità di espressione, o meglio di versificazione, subito dopo lascia il posto alla riflessione e alla rilettura, alla ricerca, quasi spasmodica, della rima, del termine appropriato, del verso; il risultato è che la poesia iniziale viene, a volte, stravolta, pur non perdendo i caratteri della sua originaria freschezza.

Si proclama ermetico e scrittore in versi liberi, ma si tratta di una verità parziale nell’uno e nell’altro caso, perché le sue poesie possono avere vari piani di leggibilità e non sempre sono libere da vincoli stilistici. Da tutte tuttavia traspare una grande sensibilità e l’amore per tutto ciò che è bello e sano, per i principi che hanno retto la sua esistenza e grazie alle quali ha anche potuto superare le difficoltà che la vita immancabilmente propone.

La fede campeggia su larga scala, facendo intravedere una salute mentale e religiosa di matrice cristiana, convinta e partecipe intimamente: i problemi di ordine civile ed ecclesiale potrebbero essere superati solo avendo fede al Vangelo e alla Parola.

La concezione dell’amore come dono e perdono, ascolto e dialogo, silenzio e attenzione all’altro, entra in una dimensione diversa dalla comune accezione e ci riporta in una sfera di contemplazione e quasi sgomento, non solo per la profondità dei concetti, ma anche per la difficoltà dell’attuazione di un tale sentire. Ben diversa, infatti, è la quotidianità del vissuto nella quasi totalità dei casi.
Si parla di amore umano, ma questa “unione” intima tra esseri che sembra quasi non avere fisicità e, nello stesso tempo, non si può nemmeno considerare un’unione platonica, forse, è un sogno? Il sogno di un’unione (quale tutti auspicherebbero) in cui lo specchiarsi l’un l’altro serve per conoscersi, /trasformarsi / ed essere una cosa sola; un sogno che possa ancora essere possibile tra gli uomini un amore capace di fare spiccare il volo / con ali di colomba per poi ritrovarsi / in mondi paradisiaci, o, meglio ancora, capace di determinare uno stile di vita, anche se necessita di sforzo saggezza / coraggio fede umiltà / premura responsabilità / rispetto conoscenza.

Troviamo in questa “Nuova alba”, un nuovo tentativo di espressione, più maturo (del resto il tempo non passa invano) e consapevole, responsabile, nella forma e nei contenuti.
Lo sforzo di meglio conoscersi e migliorarsi, anche nei rapporti umani e nell’impegno di col-laborare con gli altri nelle varie attività, la disponibilità all’ascolto e all’apprendimento, la condivisione, l’umiltà di rivedere e rivedersi, sollecitata anche dalle varie esperienze maturate, offrono opportunità di confronto e chiarificazione, e determinano, infine, una rivisitazione delle proprie impostazioni e maggiore chiarezza e fermezza, nell’esprimere le proprie idee, non solo in merito agli argomenti trattati, ma anche in merito alle varie vicissitudini della vita.

Non mancano neanche le riflessioni politiche e sociali, soprattutto in riferimento alla povertà e all’incuria del “mondo del benessere”. Così il cibo abbonda e manca, e quasi nessuno si cura di quanti sono in balia / d’atroci infermità / o muoiono in modo osceno; prolifera intanto il mercato delle armi che arrecano solo danno, mentre il cemento crea desertificazione e rompe / qualsiasi equilibrio. Basterebbe invece poco per fare sorridere i bambini e regalare loro il gusto della vita...


CORRADO BONO
È nato ad Avola (SR), perla del Mar Ionio, dove ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza.
Dal 1981 è stato portato a scrivere poesie in versi liberi e pensieri.
Nel 1983 ha conseguito la maturità scientifica.
Ha assolto il servizio militare a Chieti, a Sabaudia (LT) e a Ravenna.
Nel dicembre 2002 per diversi motivi bruciò la sua prima raccolta di poesie.
Dal 1° febbraio 2003 ha ricominciato a scrivere e, nel luglio 2004, ha pubblicato con la Libreria Editrice Urso una prima raccolta di poesie dal titolo “Frammenti di Luce”.
Nel 2006 è stato nominato “Poeta Estemporaneo” dall’Associazione “Avola in laboratorio”.
Il 24 aprile 2008 ha vinto il 1° Premio di Poesia (Sezione Adulti) nell’ambito del Progetto “Caia” 2008 “Conosco la mia città”.
Il 15 aprile 2010 è stato insignito di “Encomio Solenne, I Migliori nella Cultura” per l’opera di “Promozione della Creatività Artistica” a San Benedetto del Tronto (AP).
Per lui, la poesia in versi liberi è una parte dell’Arte che esprime la sensibilità umana che conduce a Dio.
Attualmente, vive nel suo paese natale, dove lavora in proprio nella sua azienda di agricoltura eco-biologica.

LIBERTA'

Saggezza dell'uomo

per riflettere e agire

con onore.

(CORRADO BONO)

Bono

libr'AvolaFrammenti di luce“FRAMMENTI DI LUCE”
DI CORRADO BONO

Corrado si pone davanti alla vita come si pone la parte più nobile, ingenua semplice di ciascuno di noi; quella parte che ciascuno di noi sembra aver dimenticato o forse l’abbiamo seppellita, presi dall’ansia di correre ad afferrare un non so che di indefinito nulla; egli  ce la ricorda col suo stesso modo d’essere; ci pone davanti agli occhi e alle orecchie (ascoltando le sue poesie) quell’impalpabile  leggerezza di Essere noi stessi, di guardare la vita e i suoi doni come se fosse un miracolo (e lo è); come se fosse un dono (e lo è); come se fosse una promessa di bene (e lo è).
Ci meravigliamo e ci stupiamo con lui, ci commuoviamo e a volte ci vergogniamo di riuscire a seguirlo, di essere capaci di provare ancora quell’emozione sottile di tanto, tanto, tempo fa, davanti al ricordo di un amico (pag. 15 “Ad un amico”).
Di un orizzonte (pag. 25 “Orizzonti”) della terra (pag. 38 “Campagna”) di un amore pag. 39 “Ragazza”) di Dio (pag. 36 “Dio”).
Corrado ci dà la sveglia, ci costringe, con la semplicità del suo dire a fare i conti con noi stessi; ci obbliga a “vedere”, ci indica col dito l’arcobaleno, non c’è parola o verso che sia privo di speranza, eppure tutto è così vero, semplice, naturale, anche doloroso.
Ci sono momenti in cui egli sembra timoroso di vivere certe esperienze della vita, ma non si sottrae,è pronto all’accoglienza; ecco forse uno degli aspetti della sua filosofia  di vita è anche l’accoglienza … della natura degli altri, di sé, di Dio.
In Corrado la campagna, la poesia e la fede fanno un tutt’uno.
E’ incredibile pensare al legame tra questi tre elementi tanto vari e diversi, eppure egli riesce bene  a miscelarli tirando fuori un ricchissimo campo di esperienze che si traduce in altrettanta voglia di comunicare al mondo intero la gioiosa scoperta di Esserci ogni giorno che Dio ci concede di vivere … questi frammenti di luce che dal cielo si irradiano sulla terra  per rendere il nostro andare più sereno, più delicato, un po’ meno doloroso. Egli ci trasmette una saggezza antica che attiene all’uomo  nel suo percorso storico in millenni di rapporto con la nostra madre terra, con il divino che in essa leggono gli occhi sereni e limpidi di chi si spoglia delle finte architetture, degli ipocriti orpelli.

Corrado sta preparando una seconda opera.
In essa vediamo certamente una maturità diversa e più consapevole riguardo ai temi da lui preparati (“La Nuova Alba”).
“La Nuova Alba” segno certo della speranza di un nuovo futuro le cui basi sono certamente nel dolore e nella violenza della vita presente, nel culto di sé e  dell’apparire, nella noia e nell’indolenza dell’uomo pesante, ma nella gioia e nella speranza (“Luce”), nella incrollabile fede prima di tutto in Dio (“Atomo”) e poi anche in sé stesso (“Cammino” e “Identità”) e voglia d’amore (“Ricordo”).

AVOLA, 23 FEBBRAIO 2008
                   
       NERINA BONO

Corrado Bono, Frammenti di luce, 2004, 8°, pp. 60, 7,00 acquista


23 febbraio 2007

Corrado BonopergamenaCORRADO BONO
POETA ESTEMPORANEO
DELL'ANNO 2006


In occasione del consueto appuntamento culturale mensile in pizzeria mercoledì 28 giugno 2006, a chiusura dell'attività ottobre 2005 - Giugno 2006, è stato dichiarato all'unanimità da tutti i presenti Poeta estemporaneo dell'anno 2006 Corrado Bono, sempre presente a tutti gli incontri dell'Associazione con la creazione in tempo reale di almeno una poesia in concordanza tematica con gli argomenti trattati di volta in volta.
Si augura al simpatico e generoso nostro poeta ulteriore fortuna nella vita e nel campo della creatività.
Ricordiamo che particolare stima dei lettori ha avuto la sua prima raccolta di poesie dal titolo "Frammenti di luce", pubblicata nel 2004 dalla Libreria Editrice Urso.

Collana OPERA PRIMA
Corrado Bono, Frammenti di luce, 2004, 8°, pp. 60, 7,00 acquista
Frammenti di luceDALLA QUARTA DI COPERTINA Riteniamo opportuno dover ringraziare Corrado per questa novella epifania di parole, storicamente inglobate, sotto veste poetica, nel cinquantunesimo libro della nostra casa editrice, in questa collana intitolata “Opera prima”.
Le sue poesie, che qui abbiamo raccolto, sanno esprimere con gioia e con serenità il credo in valori che il nostro amico poeta scriverebbe con tutte le lettere al maiuscolo, valori che sono, poi, la migliore tradizione culturale e di vita di quanti, sensibili e speranzosi, vivono in questo mondo.
Non possiamo che rispettare questa, e anche ogni altra, visione del mondo nel nostro intendere con flessibilità la letteratura e la complessità della vita.
Noi che siamo impegnati nei vari mitici incontri diurni (e anche notturni), noi che riusciamo a creare eventi significativi di costante promozione umana, confortati, sempre, dal sostegno dei numerosi, che ci seguono anche attraverso la “virtuosità” delle nuove comunicazioni, siamo sempre accompagnati dai contributi poetici di Corrado.
Nell’augurare una larga diffusione e lettura di questo libro, auspichiamo ulteriori manifestazioni e rivelazioni di grazie e di gioie a Corrado e ad altri coraggiosi quanto lui nel guardare con un occhio sempre diverso, da poeta, questo mondo che comunque ci appartiene.
Un pizzico di sana follia ci guiderà e ci aiuterà, obbligatoriamente, in questo gioco quotidiano, che potrebbe essere la cosa più seria della vita.
Le illuminazioni, poi, di cui abbiamo tutti tanto bisogno, coi loro Frammenti di luce, e le loro apparenti casualità, non possono che far bene a quanti di noi sono in cammino, ora, e da sempre, nell’arcobaleno della vita.
Francesco Urso
Libraio Editore in Avola

copertinaCollana OPERA PRIMAacquista
C’è sempre un primo passo da fare per realizzare un proprio sogno e questa collana si addice a chiunque abbia un sogno nel cassetto, un desiderio da realizzare. Dare visibilità ad autori inediti è spesso uno dei più entusiasmanti compiti di un editore.

  1. Venerando Argentino, Le mie poesie, 2004, 8°, pp. 50, 7,00
  2. Corrado Bono, Frammenti di luce, 2004, 8°, pp. 60, 7,00
  3. Emanuele Tiralongo, La vita. Sogni ricordi e piccole riflessioni, 2004, 8°, pp. 52 – Esaurito
  4. Antonio Rametta, Vento, 2004, 8°, pp. 68, 7,00
  5. Roberto Dorato, Un incontro a primavera, 2005, 8°, pp. 82 – Esaurito
  6. Enrico Alia, Poesii pi passatempu, 2005, 8°, pp. 80
  7. Maria Giovanna Mirano, Uomini Liberi, 20064, 8°, pp. 282 – Esaurito
  8. Graziana Scaffidi, Momenti di poesia, 2005, 8°, pp. 48, 7,00
  9. Linuccia Blanco, I sensi dell'anima, 2006, 8°, pp. 104 – Esaurito
  10. Giovanni Manna, Un “pianeta” da (ri)scoprire. Gela: la mia, la tua, la nostra città, 2006, 8°, pp. 88, 10,00
  11. Giuseppe Rosana, Finalmente mi sposo, 2007, 8°, pp. 88,  10,00
  12. Emanuele Savasta, A una Venere appena sconosciuta, 2007, 4°, pp. 52, 15,00
  13. Natalia Romano, I colori del silenzio – Racconti, 2007, 8°, pp. 88, 10,00
  14. Tim Scrivello, Morire per la vita – Racconti, 2008, 8°, pp. 56, 10,00ISBN 978-88-96071-04-5
  15. Salvatrice Pirreco, La nuvola che voleva andare sulla luna e altre fiabe, 2008, 8°, pp. 104, 15,00 – ISBN 978-88-96071-06-9
  16. Paola Liotta, Del vento, e di dolci parole leggere..., 2009, 8°, pp. 88, 9,00 ISBN 978-88-96071-13-7
  17. Fabrizio Demaria, Pelle - Racconti, 2009, 16°, pp. 112, 8,00 – ISBN 978-88-96071-14-4
  18. Emanuela Strano, Le mie sane paranoie, 2009, 8°, pp. 88 ISBN 978-88-96071-11-3 - Esaurito
  19. Emanuele Lombardo, L'eco del gusto, 2009, 8°, pp. 80, 12,50 – ISBN 978-88-96071-12-0
  20. Mia, Io vampira, 2009, 8°, pp. 344, 19,00 – ISBN 978-88-96071-22-9
  21. Giovanni Parentignoti, Homo minor mundis (Poesie e prose), 2009, 8°, pp. 56 – ISBN 978-88-96071-24-3 - Esaurito
  22. Mariano Grillo, Non dirmi... Ci vediamo domani, 2011, 8°, pp. 56, – (in corso di stampa)
  23. Cettina Lascia Cirinnà, Poesie d'estate, 2011, 8°, pp. 56, 12,00 – ISBN 978-88-96071-38-0
  24. Giulia Tiralongo, La corsa sul mare, 2011, 8°, pp. 240, 15,00 – ISBN 978-88-96071-39-7
  25. Davide Scamporlino, Ciò che un cuore, in continuo andare, sente di dire, 2011, 8°, pp. 56, 9,00 – ISBN 978-88-96071-41-0
  26. Mariella Curcillo, Il trascorrere della vita, 2011, 8°, pp. 56, 9,00 – ISBN 978-88-96071-43-4
  27. Salvatrice Catinello, Come potrò dire a mia madre che ho paura? (a cura di Roberta Malignaggi), 2011, 8°, pp. 120, 14,00 - ISBN 978-88-96071-48-9
  28. Mary Di Martino, Musica dell'anima, 2011, 8°, pp. 72, 12,00 – ISBN 978-88-96071-44-1
  29. Sebastiano Sirugo, La mia vita in mare, 2011, 16°, pp. 56, ill., 7,00 – ISBN 978-88-96071-54-0
  30. Rossella Caruso, La drammaturgia della “Lisistrata” di Aristofane, 2012, 8°, pp. 144, € … - ISBN 978-88-96071-93-9 (in corso di stampa)
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