Corrado Bono SPAZIO A CURA DELLA LIBRERIA EDITRICE URSO e-mail info@libreriaeditriceurso.com vedi Catalogo Libreria Editrice Urso ![]() scarica IN PDF scarica IN WORD |
Novità in libreria |
A cura della
Prof.ssa Maria Barone, docente di Letteratura Cristiana Antica
all’Università di
Pavia, ove collabora col Prof. Luciano Musselli,
docente di
Diritto Canonico, nell’ambito di studi e ricerche
Dai fragili
“Frammenti di luce” a “La nuova alba”, il passaggio di scrittura, di lettura e di
riflessione è arduo e complesso.
Si avverte la
ricerca del “silenzio” per ascoltare il trascendente, operazione mentale e
spirituale assai difficile e onerosa per l’anima fragile e frammentata e per
l’aspirazione costante e assidua ad appercezioni consapevoli di quei valori che
connotano l’esistenza e, se veri ed autentici, la potrebbero rendere “serena e
beata” (“Ritorno”).
La “nudità”
dell’essere, in un momento di contemplazione mistica del Creato, diventa forza
ed efficacia ed apre varchi invalicabili per la comprensione essenziale e
misteriosa delle “meraviglie” del “Creato” (“Arcobaleno”).
La nuova Luce
Dalla ricerca di
uno spiraglio di luce, alla certezza del fuoco luminoso dell’amore (“Pasqua”).
In questo testo
si avverte un grande slancio di fraternità in Dio.
Umanità e
trascendenza si fondono per guidarci nel cammino intricato, “aspro e forte”
della vita “mano nella mano”.
Non si tratta
però di facile conquista, ma di “un sogno grande” (vedi “Natale”) che è quello
di condividere con “ogni uomo” il
“dono d’Amore”.
Ma il dono è il
primo passo che avvia alla riflessione cosmica e percettiva di elementi
naturali (vedi “Inizio”) colti nella loro essenza e nelle sfumature più pertinenti
per gioire insieme nella “totalità e pienezza di vita”.
Difficile appare
il superamento delle difficoltà, “i sassi” sono segni emblematici delle “avversità”
del vivere.
Occorre “pazienza
e serenità”, strumenti imprescindibili per seguire un cammino sicuro e
rassicurante verso l’amore (vedi “Sassi”).
“Unione” ci
indica la via da seguire per amare nella pienezza di significato.
“L’ascolto
facilita” il superamento dell’egoismo e del “narcisismo” che impigriscono
l’uomo e lo rendono “alieno”.
Il poeta, in una
osmosi altissima, assapora e, a volte, sfiora temi delicati con una levitas che
rende grazia e fa gradito il dono della sua parola.
Il mistero della
nascita, tanto accarezzato e sublimato da grandi poeti (vedi Lucrezio,
Leopardi, Manzoni, …) qui diventa meraviglia e stupore, apparentemente ovvio e
scontato, ma, in effetti, “soffio divino”.
I versi di “Parto” ci immettono con delicatezza nel
mistero del nostro nascere, del nostro essere e lo elevano con l’espressione
raffinata e morbida “frammenti del cuore dei genitori, soffio divino”.
“La nuova alba” illumina il nuovo giorno, spazzando via
“le nubi grigie e nere” per lasciare il posto a “sprazzi di cielo azzurro”.
Le pennellate
cromatiche fanno di questo testo (“La nuova alba”) la chiave di lettura e di
suggestione emotiva e mentale di tutta la raccolta, il cui intento è quello di
sorridere verso orizzonti con integrità e purezza (vedi “Sorriso”).
La felicità si
può raggiungere con coerenza, costanza e purezza di cuore.
La vita è un
arcobaleno, afferma il poeta, concentrati, sembra dire al lettore “disattento”
e osserva la varietà cromatica, ti stupirai del Creato, ma potrai avviarti
verso l’Arte che diventa “stile di vita”, ma solo se avrai “saggezza, coraggio,
fede, umiltà, responsabilità, desiderio di conoscenza” per intuire che l’Amore
è fine a se stesso e non un falso strumento di un potere labile, effimero e
inconsistente.
Il poeta, però
avverte che tutto è caduco e che il tempo inesorabilmente passa e travolge ogni
cosa (vedi “Caducità”: “Affievolendosi il sorriso”).
Eppure se la voce
ispiratrice è autentica, l’Arte rende la vita eterna (vedi “A un artista”).
La bellezza,
infatti è “specchio di verità” (vedi “Insieme”), solo se la luce proviene dal
“Sole”, fonte viva e perenne e non dall’artificio di maniera che deturpa e
offusca la vista dell’intelletto e dell’anima.
Ma l’ipocrisia è
sempre in agguato per disorientare e annientare l’uomo.
Il poeta
ammonisce (vedi “Giungere”), esortando ad eliminare persino i rimpianti per un
traguardo nobile ed autentico di amicizia e solidarietà (vedi sempre “Giungere”).
La sincerità
costituisce, per il poeta, la sua “identità”, che defluisce nella scrittura,
strumento di verità e di
individuazione “dell’io” più profondo.
Riesce a trovare
quella pace che ciascuno di noi sempre agogna? Si, perché la trova “nei meandri
del nostro cuore” in una dimensione sempiterna.
Finalmente la
tensione meditativa si alleggerisce ed il poeta “conosce” l’uomo nel suo
aspetto sociale, umano e trascendente.
L’uomo nasce per
dialogare, per volare, esiste per l’altro e l’Oltre.
Sente il bisogno
di concretizzare questi supremi slanci con le comparazioni esplicite rese tali
dal connettivo “come” (come i delfini, come i gatti, come i gabbiani). (Vedi “L’uomo”).
Il poeta, Corrado
Bono, ha compiuto un percorso di scrittura e di rielaborazione personale ed
esistenziale straordinario e unico.
Quello che ai
“disattenti” o altro potrebbe apparire “semplice” è, invece, assai tortuoso e
complesso.
Il meditare sulla
vita, l’amicizia, l’amore, la solidarietà, l’io, l’umanità è segno di profonda
sensibilità e magnitudo animi.
Grazie Corrado
per la tua purezza espressiva e per l’immediatezza della tua parola che
colpisce e fa vibrare il cuore di chi veramente lo possiede.
Agosto avolese 2012
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| Per un’alba sempre nuova di Grazia Maria Schirinà A ben sei anni di distanza dalla pubblicazione del primo volume di poesie, “Frammenti di luce”, Corrado Bono si presenta con la silloge “La nuova alba” che si pone, già dal titolo, come l’avvio di un nuovo percorso, una nuova nascita, o rinascita, come quella del giorno che immancabilmente porta la luce che si affaccia sul mondo uguale e sempre nuovo. “Non berrai mai la stessa acqua”, “tutto scorre” e si rinnova; tutto, le cose come gli uomini; allo stesso modo l’autore tende all’acquisizione di una nuova consapevolezza e crescita personale. Già l’esergo, nell’antiporta, propone, in nuce, il pensiero dell’autore in riferimento al suo concetto dell’arte e della poesia. L’artista è chi riesce a rivelare la bellezza, spesso trascurata, o poco goduta, della vita (gli uomini si ricordano delle cose belle di cui sono detentori solo dopo che ne hanno perso il godimento); la poesia, in particolare, esprime i concetti fondamentali che arricchiscono e rinnovano, con la loro essenziale semplicità, l’esistenza tutta; anche quando il corpo non esiste più, leggendo i versi, si avverte sempre la presenza viva del poeta, come da ogni opera viene trasmessa quella dell’artista che l’ha prodotta. Conosco da tempo Corrado; la prima cosa che colpisce di lui è la semplicità nell’approccio e la facilità di versificazione, la capacità di cogliere, con brevi tratti e in modo estemporaneo, i caratteri salienti di un evento, sia pure marginale, di una persona, di un atteggiamento. Non appena qualcosa colpisce la sua attenzione, ecco che subito vengono presi l’immancabile penna e taccuino, per annotare le impressioni su fatti occasionali, la natura, gli affetti, gli amici, le costruzioni, le feste, le opere dell’uomo, ecc... Tutto può divenire oggetto della sua attenzione, da un piatto prelibato, a un incontro in ristorante, alla laurea di un amico. In alcuni casi potrebbero essere considerati dei veri e propri “Xenia”, alla Marziale, omaggi dedicati e/o occasionali. Ma la facilità di espressione, o meglio di versificazione, subito dopo lascia il posto alla riflessione e alla rilettura, alla ricerca, quasi spasmodica, della rima, del termine appropriato, del verso; il risultato è che la poesia iniziale viene, a volte, stravolta, pur non perdendo i caratteri della sua originaria freschezza. Si proclama ermetico e scrittore in versi liberi, ma si tratta di una verità parziale nell’uno e nell’altro caso, perché le sue poesie possono avere vari piani di leggibilità e non sempre sono libere da vincoli stilistici. Da tutte tuttavia traspare una grande sensibilità e l’amore per tutto ciò che è bello e sano, per i principi che hanno retto la sua esistenza e grazie alle quali ha anche potuto superare le difficoltà che la vita immancabilmente propone. La fede campeggia su larga scala, facendo intravedere una salute mentale e religiosa di matrice cristiana, convinta e partecipe intimamente: i problemi di ordine civile ed ecclesiale potrebbero essere superati solo avendo fede al Vangelo e alla Parola. La concezione dell’amore come dono e perdono, ascolto e dialogo, silenzio e attenzione all’altro, entra in una dimensione diversa dalla comune accezione e ci riporta in una sfera di contemplazione e quasi sgomento, non solo per la profondità dei concetti, ma anche per la difficoltà dell’attuazione di un tale sentire. Ben diversa, infatti, è la quotidianità del vissuto nella quasi totalità dei casi. Troviamo in questa “Nuova alba”, un nuovo tentativo di espressione, più maturo (del resto il tempo non passa invano) e consapevole, responsabile, nella forma e nei contenuti. Non mancano neanche le riflessioni politiche e sociali, soprattutto in riferimento alla povertà e all’incuria del “mondo del benessere”. Così il cibo abbonda e manca, e quasi nessuno si cura di quanti sono in balia / d’atroci infermità / o muoiono in modo osceno; prolifera intanto il mercato delle armi che arrecano solo danno, mentre il cemento crea desertificazione e rompe / qualsiasi equilibrio. Basterebbe invece poco per fare sorridere i bambini e regalare loro il gusto della vita...
CORRADO BONO |
LIBERTA' Saggezza dell'uomo per riflettere e agire con onore. (CORRADO BONO) |

Corrado si pone davanti alla vita come si pone la parte più nobile, ingenua semplice di ciascuno di noi; quella parte che ciascuno di noi sembra aver dimenticato o forse l’abbiamo seppellita, presi dall’ansia di correre ad afferrare un non so che di indefinito nulla; egli ce la ricorda col suo stesso modo d’essere; ci pone davanti agli occhi e alle orecchie (ascoltando le sue poesie) quell’impalpabile leggerezza di Essere noi stessi, di guardare la vita e i suoi doni come se fosse un miracolo (e lo è); come se fosse un dono (e lo è); come se fosse una promessa di bene (e lo è). Corrado sta preparando una seconda opera. AVOLA, 23 FEBBRAIO 2008 |
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