 “FRAMMENTI DI LUCE”
DI CORRADO BONO
Corrado si pone davanti alla vita come si pone la parte più nobile, ingenua semplice di ciascuno di noi; quella parte che ciascuno di noi sembra aver dimenticato o forse l’abbiamo seppellita, presi dall’ansia di correre ad afferrare un non so che di indefinito nulla; egli ce la ricorda col suo stesso modo d’essere; ci pone davanti agli occhi e alle orecchie (ascoltando le sue poesie) quell’impalpabile leggerezza di Essere noi stessi, di guardare la vita e i suoi doni come se fosse un miracolo (e lo è); come se fosse un dono (e lo è); come se fosse una promessa di bene (e lo è).
Ci meravigliamo e ci stupiamo con lui, ci commuoviamo e a volte ci vergogniamo di riuscire a seguirlo, di essere capaci di provare ancora quell’emozione sottile di tanto, tanto, tempo fa, davanti al ricordo di un amico (pag. 15 “Ad un amico”).
Di un orizzonte (pag. 25 “Orizzonti”) della terra (pag. 38 “Campagna”) di un amore pag. 39 “Ragazza”) di Dio (pag. 36 “Dio”).
Corrado ci dà la sveglia, ci costringe, con la semplicità del suo dire a fare i conti con noi stessi; ci obbliga a “vedere”, ci indica col dito l’arcobaleno, non c’è parola o verso che sia privo di speranza, eppure tutto è così vero, semplice, naturale, anche doloroso.
Ci sono momenti in cui egli sembra timoroso di vivere certe esperienze della vita, ma non si sottrae,è pronto all’accoglienza; ecco forse uno degli aspetti della sua filosofia di vita è anche l’accoglienza … della natura degli altri, di sé, di Dio.
In Corrado la campagna, la poesia e la fede fanno un tutt’uno.
E’ incredibile pensare al legame tra questi tre elementi tanto vari e diversi, eppure egli riesce bene a miscelarli tirando fuori un ricchissimo campo di esperienze che si traduce in altrettanta voglia di comunicare al mondo intero la gioiosa scoperta di Esserci ogni giorno che Dio ci concede di vivere … questi frammenti di luce che dal cielo si irradiano sulla terra per rendere il nostro andare più sereno, più delicato, un po’ meno doloroso. Egli ci trasmette una saggezza antica che attiene all’uomo nel suo percorso storico in millenni di rapporto con la nostra madre terra, con il divino che in essa leggono gli occhi sereni e limpidi di chi si spoglia delle finte architetture, degli ipocriti orpelli.
Corrado sta preparando una seconda opera.
In essa vediamo certamente una maturità diversa e più consapevole riguardo ai temi da lui preparati (“La Nuova Alba”).
“La Nuova Alba” segno certo della speranza di un nuovo futuro le cui basi sono certamente nel dolore e nella violenza della vita presente, nel culto di sé e dell’apparire, nella noia e nell’indolenza dell’uomo pesante, ma nella gioia e nella speranza (“Luce”), nella incrollabile fede prima di tutto in Dio (“Atomo”) e poi anche in sé stesso (“Cammino” e “Identità”) e voglia d’amore (“Ricordo”).
AVOLA, 23 FEBBRAIO 2008
NERINA BONO
Corrado Bono, Frammenti di luce, 2004, 8°, pp. 60, Euro 7,00  |