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da http://www.caminosantiago.org/cpperegrino/cpalbergues/caminofrances.html |
| Con
l'andare si fa la via... SENTIERI PROPOSTI PER L'ANNO 2008 dalla Libreria Editrice Urso alla Mailing List con I PERIPATETICI DI ELORO e con AVOLA IN LABORATORIO L'attività esterna alla Libreria Editrice Urso, a parte ordinarie presentazioni di autori e libri in libreria e in locali pubblici, si dispiega nelle iniziative culturali di AVOLA IN LABORATORIO, dei PERIPATETICI DI ELORO e nelle ESCURSIONI DELLA MAILING LIST verso l'estero, con preferenza negli ultimi cinque anni della Grecia e della Spagna. Senza un rapporto costante e intrecciato con la società e con gli uomini la nostra stessa esistenza sarebbe stata ancora più povera. Ci corre l'obbligo di ringraziare amici vicini e lontani, che condividendo il nostro cammino, ci arricchiscono con tutti i loro doni che solo in parte si evidenziano in questo nostro virtuoso e virtuale spazio. |
Viandante,
son le tue orme
2
luglio 2008 - mercoledì - Tra sacro e profano
da Avola ad Avola Antica
19
luglio 2007 - sabato - Alle 21,00 salutiamo l'estate nella notte tra il 19 e il 20 luglioPaola Vaccarella coordina una nottata indimenticabile sulla spiaggia, condividendo - con focacce tipiche avolesi, angurie e dolci tipici - bagno e canti accompagnati dalla chitarra... Portare costume da bagno e sacco a pelo... e qualche poesia da leggere.
DA SAINT JEAN PIED DE PORT,
OPPURE DA SOMPORT, FINO A SANTIAGO DE COMPOSTELA IL
PROGETTO CONTINUA (2004, 2005, ..., 2007, 2008,...) Escursione
mediante un cammino di circa 800 km a piedi, in bicicletta
o a cavallo sino a Santiago de Compostela (Spagna). E'
l'itinerario di un pellegrinaggio rimasto vivo per oltre
1.000 anni, nella Spagna romana (allora erano i Celti a
percorrerlo), araba e cristiana. E' il Cammino di Santiago, "Il
Cammino" per antonomasia, che dai vari paesi d'Europa
conduce, attraversando il Nord della Spagna, a Santiago
di Compostela e al mare. Percorrerlo è
come rivivere più di mille anni di storia. Circa mille
sono infatti gli anni del cammino cristiano, ma prima ancora
era un cammino di iniziazione celtico... ADERISCI lasciando
un tuo messaggio nel Libro italiano dei pellegrini di Santiago interno al sito della Libreria Editrice Urso.
Date programmate nel 2008: 26 gennaio, 23 febbraio, 22 marzo, 19 aprile, 17 maggio, 21 giugno, 25 ottobre, 22 novembre.
È necessario
comunicare sempre ogni adesione |
| Viaggio
spirituale a Santiago (dal quotidiano LA SICILIA di venerdì 30 gennaio 2004) Il
cammino spirituale verso Santiago de Compostela nelle iniziative del gruppo
culturale "Avola in laboratorio".
Nell'ambito degli "Incontri in pizzeria", mercoledì,
si è discusso del viaggio al quale parteciperanno alcuni iscritti
alla "Mailing list" di una libreria avolese, da San Jean Pied
le Port in Francia sino a Santiago de Compostela in Spagna. Circa 800 chilometri segnano il percorso verso Santiago alla scoperta di luoghi e pensieri sconosciuti. La ricerca è spirituale ed è condotta da coloro che sentono l'esigenza di allargare le conoscenze culturali sfruttando la lentezza del passo e creando un solido legame con tutti i luoghi attraversati. Un modo, insomma, di conoscere il mondo ad una velocità che possa consentire di recepire i messaggi dei sensi e soprattutto di elaborarli con ritmi che accrescono l'esperienza senza che questa diventi una pratica stressante. Gli input della quotidianità appaiono infatti violenti superando la capacità di elaborazione perché troppi e in poco tempo. Il viaggio, in pratica, aiuta a pensare, completando, quindi, il processo di maturazione della avvenuta conoscenza di un evento prima del successivo messaggio che rimane in attesa di valutazione. Scoperta, solitudine, sofferenza, piacere di camminare ma anche incontri e relazioni casuali, caratterizzano il cammino, nel caso specifico verso un luogo che unisce la parte comune del misticismo, della religione e della filosofia. Nel corso dell'incontro di mercoledì, Tino Franza, già conoscitore del viaggio, ha relazionato sugli aspetti più significativi del lungo cammino raccontando la sua personale esperienza di circa un anno fa. Prima di lui l'introduzione di Francesco Urso, organizzatore della serata insieme a Sebastiano Burgaretta e a seguire, tra una portata e l'altra, gli interventi dei partecipanti. La valorizzazione delle associazioni culturali rientra nei fini dell'iniziativa. E' stato quindi invitato il maestro Sebastiano Bell'Arte, dell'associazione "Avola laboratorio musicale" che ha esemplificato e suonato l'antico strumento della cornamusa. Un incontro conviviale, in conclusione, finalizzato, come voluto dagli organizzatori, ad un proficuo scambio di idee, opinioni ed esperienze su argomenti ogni volta diversi ed approfonditi l'ultimo mercoledì di ogni mese. Giorgio Italia |
SCHEMA
DELLA RELAZIONE di Tino Franza sul tema VERSO SANTIAGO (per ''Gli incontri culturali in pizzeria'' dell'Assciazione ''Avola in laboratorio'', nell'incontro del 28 gennaio 2004 presso Ristorante-Pizzeria Al Carretto Contrada Laufi Noto Marina). La relazione è stata sui seguenti aspetti: 1. La scoperta. |
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Verso
Santiago di Compostela
![]() "Andavo. I pugni stretti nelle tasche sfondate. E anche il mio pastrano diventava ideale. Andavo sotto il cielo, Musa! Ed ero il tuo fido..." Il cammino verso Santiago di Compostela sta nel mezzo, tra l'erranza rimbaudiana e il pellegrinaggio spirituale. Tra l'errare (e il cadere in errore) e il soffrire. O il voler soffrire; il cercare la sofferenza mentre non si soffre (non si soffre ancora o non si soffre più), per metterla sempre in conto, per tenerla presente a noi, come possibilità o come minaccia, come presagio e come uno scongiuro. Il cammino dell'erranza suscita il fascino e la suggestione del perdersi, dello smarrire le proprie origini e dell'ignorare la meta. Dire "verso Santiago" è come dire "in nessun luogo", perché significa essenzialmente "vado a cercare qualcosa dentro di me e quindi vado altrove". Santiago è, dunque, un altrove, e altrove è in definitiva un luogo che non è in nessun luogo, che può essere sì, un luogo, come dire, diverso da dove sono ora io, ma proprio per questo è 'il luogo dove io non ci sono'; e quando ci sarò, non sarà più 'altrove'. "Verso Santiago" non è, pertanto, il grido scanzonato di chi vuole andare incontro all'euforia dell'avventura, ma l'insicuro e sofferto incoraggiamento a peregrinare in cerca di noi stessi, sapendo che tutti siamo altrove. Il pellegrino è, innanzitutto, straniero a se stesso. In cammino verso Santiago di Compostela, percorre i sentieri della sua ultra millenaria civiltà e tuttavia avverte la vertigine dello spaesamento; si sente ospite. Sa pure che l'ospite è sempre un hostes, un nemico, uno straniero. Diviene consapevole di vivere nel suo mondo come ospite. Non ama più analgesici acclimatanti. Vuole provare fino in fondo la terribile sensazione del transito, dell'esser di passaggio, del "non-esserci". Vuole squarciare il Velo di Maja della Civiltà, per fondersi con la Natura in cui, al rassicurante senso dell'origine, subentra il perturbante sentimento dell'originario. Insomma: il pellegrino inizia il suo cammino al pari del malato che inizia la sua cura. E la sua cura è il sentimento, lo scavare al fondo delle sue sensazioni, il dissotterrare l'occhio magico della poesia, come ci ha insegnato Rimbaud: Nelle estive sere blu, tra i sentieri io andrò, pizzicato dal grano, a pestar l'erba minuta: sognatore, sentirò il suo fresco ai miei piedi, e lascerò che il vento bagni la mia testa nuda. Io non parlerò, io non penserò a niente: ma dentro me crescerà l'infinito amore, e andrò lontano, molto lontano, vagabondo, nella Natura, - fiorente come con una donna. Orazio
Parisi
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SANTIAGO
DI COMPOSTELA
Nellimmaginario
collettivo, i luoghi di culto rappresentano invariabilmente qualcosa
a cui si va o ci si rivolge per risolvere, in qualche modo o maniera
i problemi che ci affliggono o ci circondano, con questo non si vuole
togliere nulla alla misticità e allimportanza che essi
rivestono, ma il tutto si deve guardare con la giusta obiettività
e senza generalizzare in quanto, generalizzando, perdono la loro individualità,
riducendo il tutto a una mera turistica giusto che va bene, perché
tirano.Un cammino spirituale che si voglia fare, lo si può fare in qualunque modo e momento nella vita di ciascuno di noi perché ognuno di noi segue individualmente un iter diverso dallaltro per motivi ognuno diversi luno dallaltro: la molla che fa scattare un iter religioso può essere la ricerca di se stessi, una crisi esistenziale, un dubbio religioso, o un dubbio di vita, lelaborazione di un lutto e la gamma dei motivi potrebbe variare allinfinito e tutti motivi validi e degni di essere presi in considerazione. E di questo, se vogliamo scendere in dettaglio e senza andare troppo lontano, il secolo scorso ci offre esempi di vita trasformati da un percorso che parte dalla quotidianità fino ad arrivare a vivere il cammino o la scelta di vita sempre come questioni di principio dilatata nella vita di ogni giorno fino alla fine e senza ostentazioni alcuna. Un esempio può essere Pier Giorgio Frassati (Torino 1901-1925), appartenente alla Torino Bene degli anni venti, operava nei sottofondi, fra gli ultimi, i più poveri, il tutto in silenzio e in aperta contrarietà con la famiglia, è stato proclamato BEATO negli anni Novanta. Si può aggiungere GIORGIO LA PIRA, il Sindaco Santo di Firenze, di cui ricorre il Centenario della Nascita, per spaziare a Gianna Beretta Molla medico di Magenta che non ricorse allaborto, per problemi di salute, perché portava il quarto figlio in grembo, quindi una vita per la vita; è stata proclamata Santa; per arrivare a Edilth Stein (Suor Teresa della Croce) che da ebrea, passando per una fase di ateismo, arrivò al cristianesimo dopo aver letto una biografia di Teresa DAvila e dopo aver fatto parte della corrente filosofica della fenomenologia, quindi entrò nelle Carmelitane Scalze e morendo in un campo di concentramento è stata nominata compatrona dEuropa. Fu contemporanea di Massimiliano Kolbe, altro silenzioso e luminoso esempio di viaggio spirituale portato fino alle fine. Questi sono solo alcuni esempi di viaggio spirituale operato ognuno secondo i propri ritmi, i propri tempi e un contesto che può essere quello di ognuno di noi; ciò non toglie che non tutti possiamo essere Santi o vivere qualcosa di così eclatante, ma rimane pur vero alla luce di esempi di vita così illustri che ognuno di noi può fare il proprio cammino di fede o come lo si voglia definire nella quotidianità senza per questo essere meno a tutti questi piccoli grandi eroi che ci hanno aperto la strada con il loro esempio, ma soprattutto con la generosità di gesti. Gabriella Andolina |
| Caro Franza, le risposte che qui dai alle 'arbitrarie interpretazioni ' di quella serata - che io, premetto, condivido in pieno - hanno tuttavia bisogno di qualche precisazione ulteriore. Perché, in effetti, se a quelle obiezioni, che ritengo molto più 'subdole' di quanto non possano apparire di primo acchito, si dovesse dare solo una risposta, diciamo così, 'di merito', rischieremmo di non cogliere pienamente la reale portata della posta in gioco, cadendo pure noi in banalizzazioni psicologistiche e sociologico-esistenziali. Quelle obiezioni, infatti, più che mettere in discussione la 'legittimità' delle diverse esperienze di quel viaggio o cammino, 'pretendono' di stabilire una scala di valori, culturali e sociali, fra esperienze 'importanti' ed esperienze che, come la nostra/vostra, non lo sarebbero, in quanto mosse da stimoli 'non universalistici' di individui divenuti 'oggi' epigoni insulsi di una Grande Tradizione. Ho cercato di dimostrare nella mia risposta, che spero tu abbia letto, come sia palesemente 'ERRATO' anche questo aspetto 'profondo' di quella obiezione. Un saluto. Orazio Parisi |
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Da "Il Manifesto" del 3/9/2003 Il
cammino di Santiago di Compostela, in Galizia, era rimasto abbandonato.
Ora folle di pellegrini ricominciano a marciare per i 1.600 chilometri
della «via podiense» che traversano Francia, Pirenei,
Navarra e Leon. Il pellegrinaggio, l'enigma di una pratica comune
a quasi tutte le religioni umane (tranne una: la Riforma) MARCO D'ERAMO
Il pellegrinaggio di Compostela è ormai unico al mondo, perché
nell'era del trasporto veloce - auto, jet, treno, corriera - è
l'unico fedele all'idea originale. Vi sono altre mete certo più
frequentate: basti pensare ai milioni di persone che ogni anno nell'Islam
compiono l'hagi, il pellegrinaggio alla Mecca, o ai milioni di «pellegrini»
giunti a Roma per l'anno santo, o i 6-7 milioni di persone che ogni
anno si recano a San Giovanni Rotondo nel Gargano a venerare Francesco
Forgione, detto Padre Pio. Ma tutti costoro si fanno portare nel «luogo santo».
Il pellegrinaggio perde così la sua prima ragione di essere,
che era quella di un'espiazione e di un'intercessione grazie allo
sforzo dell'andare. Peregrinus in latino vuol dire «lo straniero»
(proprio nel senso di Albert Camus), colui che non appartiene al luogo
in cui transita. Nel pellegrinaggio, l'andare è molto più
importante della meta verso cui si dirige: hagi significa anche «dirigersi verso»
la casa di dio in terra, mentre il termine indiano tirtha trae origine dal «guado»
e dal bagno purificatore, e il giapponese henro è «camminamento»
(notizie tratte dalla lunga voce «Pèlerinages et lieux
sacrés» dell'Encyclopaedia Universalis).
Queste date vanno accostate con il sorgere e l'espandersi dell'Islam:
è nel VII secolo, quando compare la leggenda del corpo traslato
in Spagna, che nasce l'Islam, con l'egira che inizia nel 622. Nel
636 cade Gerusalemme, il grande luogo sacro della cristianità.
Nell'VIII secolo la Spagna è ormai quasi tutta in mano musulmana,
tranne un piccolo lembo di terra al Nord, vicino alla costa galiziana
dell'Atlantico, appunto il regno delle Asturie (dove si trova Compostela).
Ed è il re Alfonso II (791-842) che costruisce la prima basilica
in terra sulla «tomba dell'apostolo»: Alfonso III (866-910)
la sostituirà con una basilica in pietra.
Pellegrini vengono da tutta Europa: in Scandinavia vengono trovate
molte tombe con incise il simbolo del santo, una capesanta (la conchiglia
che è anche l'icona della Shell, e che in francese si chiama,
appunto, coquille saint-jacques): nel `400 sono pubblicate molte memorie di pellegrini veneziani,
francesi che raccontano le peripezie, gli incontri con briganti, i
pericoli, i passi pirenaici. Così oggi il moderno camino di Satiago è rimasto l'unico
pellegrinaggio antico al mondo, in cui l'andare conta più dell'arrivo.
In parte si è trasformato: è una via di mezzo tra trekking
e turismo d'arte. C'è perfino chi lo fa a rate: 15 tappe un
anno, 15 il successivo, e così via. Ma la rinascita di Compostela
dice anche qualcosa di più profondo e (dal mio punto di vista)
più preoccupante, ovvero che assistiamo a una controffensiva
dell'«idolatria cattolica» (i retablos delle chiese spagnole evocano irresistibilmente
i templi hindu), rispetto all'austerità del divino nella religione
riformata. È in questo senso, e non solo dal punto di vista
degli incidenti stradali, che ha un significato il motto del cartello
stradale: «Pericolo: pellegrini in cammino». |
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Resoconto
Escursione 2003
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DEDICATA AL PELLEGRINO
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Libreria
Editrice Urso
Corso
Garibaldi 41 96012 AVOLA (SR) ITALIA
e-mail info@libreriaeditriceurso.com
sito internet http://www.libreriaeditriceurso.com
Il
Cammino
di Santiago de Compostela
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