
[...]Il barone si stava chiedendo se davvero il suo mondo stava avviandosi alla fine. Ma cosa era la nobiltà? Non poteva costituire una differenza rispetto agli altri uomini perché tutti nascono allo stesso modo, nudi e indifesi, belli o brutti, sani o malati. Era qualcosa che si acquisiva dopo la nascita? Ma allora tutti avrebbero potuto conseguirla. Perché solo alcuni l'avevano?
C'era qualcosa di sbagliato che gli sfuggiva. Un tarlo maligno gli suggerì che la nobiltà altro non era che un atto di violenza di uomini sugli altri uomini. Anche i dittatori si cingono la fronte di alloro per far dimenticare i lutti che hanno arrecato e diventano quasi delle divinità. Non ne veniva a capo e concluse che forse, in partenza, ogni uomo poteva diventare nobile a prescindere dalla sua nascita.
Era inutile quindi la rete di protezione dei riti che regolavano la vita degli eletti. Nobili si era nell'animo e la nobiltà era una categoria dello spirito non attribuita da una pergamena o da uno stemma, ma innata nel cuore e nella mente.
Osservò il figlio e vide in lui la nobiltà. Gli disse soppesando bene le parole: Non vedo perché non si possa provare. Lo scopo finale è nobile ed è degno di un barone...
a pag 71 e 72 di Il crepuscolo della nobiltà
DAL 20 OTTOBRE 2010 IN LIBRERIA
 FULVIO MAIELLO
Il crepuscolo della nobiltà
2010, 8°, pp. 128
Collana MNEME n. 29
€ 13,00 
ISBN 978-88-96071-26-7
[…]I principali protagonisti, ma forse i soli protagonisti della storia, sono, a mio giudizio i due baroni, padre e figlio, tutti gli altri personaggi fanno, in realtà, da corona a essi e alla loro vicenda, pur avendo alcuni di loro una specifica funzione nel romanzo, che è quella di mostrare la già iniziata eclissi di un ceto sociale, di un mondo che andava progressivamente scomparendo, in una vacuità che Maiello riesce a ben caratterizzare, anche indugiando in descrizioni di serate, abbigliamenti, toilette, cene e portate fin nei minimi particolari, cosa che realmente accadeva in quegli ambienti che a queste amenità solevano dedicare le giornate e la vita.
E, per contro, con uguale intento, approfittando del periodo che coincide con ben altri avvenimenti, quali le lotte per la riforma agraria e per l'occupazione, con la stessa prosa felice e con eguale indugiare in particolari, che sembrerebbero insignificanti ma sono, invece, essenziali a rivelare assai più consapevoli atteggiamenti di altre classi sociali, ci racconta fatti e avvenimenti che sappiamo del tutto inventati, ma che prendono spunto da momenti e avvenimenti storici reali del tempo. E contrappone alla frivola superficialità degli interessi di quelli, la serietà dei problemi che affliggono, invece, i comuni cittadini e i lavoratori che ritrovano le loro organizzazioni e le loro rivendicazioni dopo il buio del triste ventennio, prima, e delle dure difficoltà dei primi anni del dopoguerra, dopo.
Ma il romanzo, dicevo, è, soprattutto, la storia dei due Piazza, ma anche del loro progressivo ritrovarsi, pur senza che ci fosse mai stata una vera o evidente rottura, ma soltanto i timori di un padre, dalla sua parte, che teme di lasciare il figlio solo, sentendosi, da vedovo fra l'altro, ancor più responsabile nei suoi confronti, come è possibile comprendere dalle sue frequenti richieste di consigli in immaginati dialoghi, ma monologhi, in realtà, che è solito fare di fronte a un grande ritratto della defunta. Mentre, da parte del figlio, c'è un'avvertibile scarsa confidenza con il padre, dovuta a un'educazione, forse, eccessivamente formale.
A questo loro ritrovarsi sarà utile la scoperta della concordanza di vedute circa la necessità di transitare da una nobiltà, che diviene vieppiù il ricordo di un tempo finito per sempre, all'approdo a quella imprenditorialità che rappresenta certamente il futuro. Convinzioni che sembrano ispirate anche da un tenue pensare progressista dei due, soprattutto del giovane; molto meno dell'anziano padre che, come vedremo, sentito odore di riforma agraria, riesce a scongiurarne, almeno in parte, le conseguenze, con un falso filantropismo che lo consiglia a cedere ad alcuni suoi mezzadri delle terre scarsamente produttive, apparentemente a buone condizioni per loro, ma in realtà a suo vantaggio…
Dalla ''Prefazione'' di Benito Marziano
Fulvio Maiello nasce a Pachino (Sr) nel 1937. A quindici anni resta privo degli affetti dei genitori e vive con una zia e con la nonna materna. Abita a Noto fino al 1960, quando, all’età di ventitrè anni, si trasferisce a Trento, per assumere il ruolo di funzionario dell’Amministrazione pubblica. Rimane in questa città d’adozione fino al pensionamento e adesso si dedica a figli e nipoti, nonché alla letteratura, alla fotografia e ad un’associazione culturale locale, che si occupa di scienza della terra con attenzione agli ambienti scolastici.
Ha già pubblicato “Tra cielo e mare” (2003), tre racconti dedicati con nostalgia alla sua infanzia siciliana, poi “La coda del diavolo” (2004), romanzo storico sul Trentino, sua terra d’adozione e, infine, “Fantasie mochene” (2005), racconti di fantasia che si ispirano a storie raccolte ascoltando la gente mochena.
Con questo romanzo ritorna ai temi a lui cari della cultura siciliana. |
Collana MNEME Mneme, Mnemòsine (… diva del cor maestra e della mente
// e del caro pensiero custode e madre. Monti, Musogonia, 25 e segg.),
la ricordanza, la memoria in lotta perenne nel nostro tempo, tra il dimenticare
Collana MNEME
Mneme, Mnemòsine (… diva del cor maestra e della mente
// e del caro pensiero custode e madre. Monti, Musogonia, 25 e segg.),
la ricordanza, la memoria in lotta perenne nel nostro tempo, tra il dimenticare
- Giovanni Stella, Le Sirene e l’Isola, 1998,
8°, pp.
104, € 11,00
- Sebastiano Burgaretta, I fatti di Avola, 2008, 8°, pp. 142, € 15,00 – ISBN 978-88-96071-08-3
- Antonino Caldarella, Santa Venera, 1983, 8°, pp. 120 – Esaurito
- Giuseppe Schirinà, La chiusa di Carlo, 1984, 8°, pp.
288, € 8,00
- Giuseppe Schirinà, Antinferno, 1989, 8°, pp. 160, € 10,00
- Sebastiano Burgaretta, L’opera dell’uomo a Cava Grande del
Cassibile, 1992, 8°, pp. 240, ill., € 25,00 – ISBN 978-88-96071-31-1
- Giovanni Stella, Sicilia terra mia, 1995, 4°, pp. 8 – Esaurito
- Giuseppe Schirinà, Nina, 1996, 8°, pp. 154, € 11,00
- Giovanni Stella, Gesualdo Bufalino vivo, 1996, 8°, pp. 11 – Esaurito
- Carmelo Giannone, Bbummi su…nun ti scantàri,
2000, 8°, pp. 128, ill.
- Sebastiano Burgaretta, Di Spagna e di Sicilia, 2001, 8°, pp.
208, € 14,00
- Giovanni Stella, Amici cari, 2000, 8°, pp. 120, ill. € 11,00
- Sebastiano Martorana, Ricordi di un tempo che fu, 2000, 8º,
pp. 120 – Esaurito
- Nello Lupo, Don Lorenzo Milani prete e maestro, 2001, 8º,
pp. 208, ill. € 14,46
- Giovanni Stella, Il rigattiere e l'avventore, 2002, 8°, pp.
192, € 13,00
- Benito Marziano, Don Agostino Salvìa e altri racconti,
2002, 8°, pp. 112, € 10,00
- Salvatore Di Pietro, I perché del nostro dialetto. Storia linguistica
e sociale della Sicilia, 2006, 8°, pp. 208, € 18,00
- Italico L. Troja, Alessandro Patti. Un esiliato di Weimar che perdette il suo cuore ad Heidelberg, 2007, 8°, pp. 80, € 10,00
- Fernando Buscemi, Storia della Rebetika, 2006, 8°, pp. 128 – Esaurito
- AA.VV., Da Versi a Nina. Note di critica letteraria, 2006, 8°, pp. 164, € 10,00
- Salvatore Di Pietro, Nella valle dell’ozio – Racconti, 2008, 8°, pp. 176, € 13,00
- Italico L. Troja, La mia “prima etade”, 2010, 8°, € 15,00 – ISBN 978-88-96071-23-6
- Corrado Zuppardo, Memoriale di un siciliano emigrato a Milano, 2010, 16°, pp. 96, € 9,00 – ISBN 978-88-96071-28-1
- Giuseppe Conte, La melagrana ossia la disegualità, 2008, 8°, pp. 144, € 13,00 – ISBN 978-88-96071-07-6
- Benito Marziano, Juliette cara – Romanzo, 2009, 8°, pp. 160, € 13,00 – ISBN 978-88-96071-10-6
- Cetty Stella, Dalla città reale alla città ideale – La città di Avola dopo il terremoto del 1693, 2008, 8°, pp. 48, € 8,00
- Nino Muccio, L'Ammiraglio e l'America, 2012, 8°, pp. 368, € 25,00 – ISBN 978-88-96071-09-0
- Italico L. Troja, Dalla "Domus hospitalis" al moderno "Ospedale Giuseppe Di Maria" (Origine e vicenda storica dell'Ospedale di Avola), 2012, 8°, (in corso di stampa)
- Fulvio Maiello, Il crepuscolo della nobiltà, 2010, 8°, pp. 128, € 13,00 – ISBN 978-88-96071-26-7
- Salvatore Salemi, La vita e l'opera di Teocrito Di Giorgio, 2012, 8°, pp. (in corso di stampa)
- Giovanni Manna, Ombre di felicità, 2011, 8°, pp. 112, € 12,00 – ISBN 978-88-96071-42-7
- Mauro Giarrizzo, La legislazione scolastica nel Regno d'Italia e la situazione nella provincia di Noto, 2011, 8°, pp. 200, € 18,00 – ISBN 978-88-96071-32-8
- Autori Vari, Antologia Inchiostro e Anima 2010/2011 – Poesia, Teatro, Cinema in memoria di Antonio Caldarella, 2011, 8°, pp. 152 – ISBN 978-88-96071-02-1 – Esaurito
- Giuseppe Aloisi, Memorie di un navigante, 2010, 8°, pp. 152, ill., € 13,00 – ISBN 978-88-96071-35-9
- Benito Marziano, Randagi – Sei racconti, 2011, 8°, pp. 88, € 10,00 – ISBN 978-88-96071-52-6
- Giovanni Gangemi, Il papiro di Akhenaton, 2011, 8°, pp. 360, € 25,00 – ISBN 978-88-96071-55-7
- Salvatore Di Pietro, Il cancello chiuso (Ingresso libero), 2012, 8°, pp. 80, € 10,00 – ISBN 978-88-96071-92-2
- Enza Fiaschitello – Corrado Leone, Parrannu parrannu..., 2012, 8°, pp. 272, € … – ISBN 978-88-96071-94-6 (in corso di stampa)
- Eleonora Nicolosi, La famiglia Nicolaci di Noto (secc. XVI-XVIII), 2013, 8°, pp. 120, € …(in corso di stampa
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Maiello
Fulvio, La Coda del diavolo, 2004, 8°, pp. 160, € 12,00 
Ogni opera che ricordi il passato remoto di Trento
rappresenta uno strumento per rinsaldare il nostro senso di comunità: rivivendo la nostra storia per quello che
è stata, in positivo come in negativo, possiamo rafforzare i nostri valori
comuni che oggi ci fanno guardare con fiducia al futuro. Trento ha bisogno di
pensare se stessa. come una comunità in cammino: abbiamo un passato, fatto
di vicende gloriose ed esaltanti ma anche di tragedie, di lutti, di contrasti
dolorosi. Ma tutto ciò fa parte di noi, lo ritroviamo nei racconti dei
nostri avi, nelle memorie dei antichi concittadini, nei profili dei nostri palazzi,
delle nostre chiese e delle nostre piazze. Prendere coscienza di tutto questo
ci interroga sul nostro destino futuro perché il nostro passato è
inevitabilmente costellato di ingiustizie e di soprusi: ci impone quindi la responsabilità
di non commettere gli stessi errori. Ma allo stesso tempo ci restituisce la rassicurante
consapevolezza che non siamo soli perché qualcuno prima di noi, con fatica,
ha costruito fondamenta salde e possenti. Come gli alberi, anche le città
debbono contare su radici profonde per poter slanciarsi verso il cielo senza paura
di perdere forza e stabilità. Auguro quindi al lettore di cogliere nelle
vicende del racconto di Fulvio Maiello questo stesso spirito di coralità
e di partecipazione ad un destino comune.
Alberto
Pacher
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Maiello Fulvio, Tra
cielo e mare, 2003, 8°, pp. 240, € 14,00 
Tra il cielo ed il mare cè un angolo di terra, estremo lembo della
Sicilia, che si protende verso Sud fino ad arrivare più in basso di Tunisi.
In questi luoghi è vissuto e si è formato Fulvio Maiello, autore
di Tra cielo e Mare, unopera che rappresenta un immenso affresco della nostra
sicilianità, uno spaccato della nostra storia che abbraccia il ventennio
tra gli anni quaranta e cinquanta del secolo scorso.
Portato via dagli eventi
della vita, lautore si muove sulle ali della memoria e ritorna in Sicilia
per ripercorrere la sua giovinezza. Il filo dei ricordi si snoda lungo le strade
di Noto, il paesaggio di San Corrado di Fuori, la costa netina con gli scavi
di Eloro fino ad arrivare a Pachino, Marzamemi e Portopalo per poi risalire verso
Siracusa e Catania.
Lo scrittore rivive i suoi anni giovanili attraverso gli
occhi dei suoi giovani personaggi, Flores, Lucia e Rosario, le cui vicissitudini
sono sempre inserite in una trama a lieto fine. Daltra parte non può
essere altrimenti: la natura della nostra terra, di per sé splendida, è
a tratti matrigna e nega quanto promette; tuttavia lidillio con il mare
e la terra si risolve sempre a favore dei protagonisti che animano le tre storie
del libro.
Lautore fa uso di uno stile sobrio per descrivere le tecniche
di pesca, di coltivazione delle vigne, del taglio del vino o del modo di produrre
la ricotta ed il formaggio. Dal suo periodare emergono dei quadri caratterizzati
da un limpido realismo che propongono soprattutto lintima comunione dei
personaggi con il mare, la terra ed il cielo.
Essi sembrano essere stati partoriti
dalla natura, per cui essa rappresenta la madre che dona loro la vita, la coperta
che si rivolta sulle loro teste per farli dormire e sognare.
Flores condivide
con il mare i suoi momenti felici fino al punto che, dopo la cerimonia nuziale,
getta fra le onde una manciata di confetti, quasi per ringraziare chi le è
stato sempre vicino, vuoi nella gioia, vuoi nel dolore.
Il calore dei raggi
del sole, il soffiare del vento ed il brontolio del mare sono in fondo lanima
di questo paradiso che si specchia nei due mari, che infonde coraggio soprattutto
nei momenti di stenti e sofferenze e fa si che anche la guerra diventi quasi
una festa in cui soldati e civili si dispongono a terra per mangiare assieme,
una festa in cui gli elmetti diventano gavette.
Fulvio Maiello è nato
a Pachino nel 1937, è vissuto a Noto fino al 1960, quindi si è trasferito
a Trento, sua attuale residenza, per la sua attività lavorativa in qualità
di funzionario della pubblica amministrazione.
Salvatore
Di Pietro
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