PREMI LETTERARI
Con UNA MADRE QUALUNQUE
uno dei racconti successivamente pubblicati nella raccolta Pelle
il nostro autore Fabrizio Demaria si e' classificato secondo
alla trentesima edizione del Premio Letterario Internazionale ''Citta' di Moncalieri''.
Domenica 11 ottobre la consegna del premio al Castello Reale di Moncalieri.
venerdi' 16 ottobre 2009
presso la Libreria Carnevali - Bookshopping
Ex Cinema Astra, Via Mazzini, 47 - Foligno, dalle ore 18.00
Presentazione del libro
PELLE
racconti
Ingresso libero
Prossime presentazioni del libro previste:
a Firenze il 28 novembre 2009
22 AGOSTO 2009 A PARTIRE DALLE ORE 20,00
nella Sala del Centro Culturale e Giovanile di Avola (SR)
Viale Piersanti Mattarella – ingresso da V.le La Pira
è stata effettuata la presentazione di Pelle, il libro di racconti di Fabrizio Demaria
con intervento dell'autore Fabrizio Demaria e dell'editore Francesco Urso.
e con relazione di Antonio Sichera
Hanno letto brani dell'opera: Sebastiano Burgaretta e Donata Munafò.
Alla chitarra: Sebastiano Migliore
ASCOLTA
La relazione di Antonio Sichera
L'intervento nel dibattito di Margherita Spagnuolo Lobb
L'intervento di Fabrizio Demaria
alla presentazione
di Pelle - Racconti
di Fabrizio Demaria
(Libr'Avola 22 agosto 2009)
Fabrizio Demaria, PELLE - RACCONTI
2009, 16°, pagine 112 - Collana OPERA PRIMA n. 17,
Euro 8,00 EAN 978-88-96071-14-4
Le foto di Corrado Bono della presentazione del libro ''Pelle'' di Fabrizio Demaria
per l'incontro di Libr'Avola effettuato sabato 22 agosto 2009 alle 20,00
nei locali del centro Giovanile e Culturale di Avola
Esordisce con un testo forte e toccante Fabrizio Demaria, l'autore di Pelle. Si tratta infatti di una collezione di brevi flash narrativi, dal tono generalmente autobiografico, che tendono a penetrare con acutezza nel mondo della sofferenza umana, sia fisica che psichica. Al centro di Pelle c'e', per esplicita scelta autoriale, la rappresentazione del dolore umano estremizzato e consegnato al lettore nelle sue forme piu' accese e conturbanti. Da fine conoscitore degli abissi del cuore, lo scrittore sembra attingere alle riserve di esperienza tipiche del suo mestiere di terapeuta, per dare voce alla tragedia di esistenze ferite o stroncate, di corpi incisi dalla punta acuminata del patire, di donne o uomini che hanno conosciuto la devastazione del se' ab origine.
Per questo Pelle e' un libro forte, come un documento poetico del disagio psichico piu' grave e inafferrabile, quello che affonda le proprie radici nell'infanzia piu' precoce, nel tempo della formazione del ground, quando la soggettivita' si costruisce e prende forma. Gli ospiti di Pelle sembrano non aver conosciuto l'offerta edenica del bene originario, l'abbraccio affettuoso dello spazio materno, il sostegno insostituibile di colui che manda nel mondo i suoi nati, con l'orgoglio della crescita compiuta e la gioia del dono consegnato. Non appartiene al cosmo di questo libro l'imago dell'altro in cui ci si puo' riconoscere, specchiandosi, per essere a propria volta per altri una 'porta bella' (come quella del tempio di Atti degli Apostoli) aperta sul mondo. Gli storpi non guariscono in Pelle, il miracolo di una nuova nascita non avviene, nessun varco si apre. O almeno, cosi' avviene nella generalita' di questi testi che non fanno sconti al loro interlocutore, e che quando gli prospettano un barlume di felicita', lo fanno sempre in modo difficile e lancinante, sotto le specie di una prassi estetica mascherata (un mondo colorato con i segni della disfatta: Io sono felice), di un incubo oltrepassato dalla veglia (una fuga dall'angoscia dell'abbandono: Bus), di una scelta coraggiosa maturata nella dimora acerba dell'efferatezza e dell'impietosita' (il pentimento di un uomo di mafia: 'U vastasi).
Eppure Pelle non e' un libro disperato. Il suo segno piu' chiaro e' in fondo quello di un'umanita' straziata, ma che testimonia nel suo stesso corpo, nel suo grido implicito o irresistibilmente urlato, nel suo narrarsi fulmineo, la dignita' del vivere nonostante tutto, la forza quasi brutale, incontrollabile, della vita. Essa cerca ascolto, quasi senza saperlo, in un interlocutore ideale, quale il lettore di questi testi e' chiamato ad essere, ma ancor prima giustifica senza saperlo il movimento fatico per il fatto di aver trovato nel proprio autore il terapeuta capace di dare voce all'inesprimibile, al fondo oscuro della nostra condizione. Pelle e' insomma un libro che tocca, che mette in scena la delicatezza del confine corporeo - la pelle, appunto - e la sua temibile vulnerabilita'. La pelle offesa dei personaggi e la pelle abrasa dei suoi lettori (la pelle dell'anima, anzitutto) si mescolano nel libro di Demaria in un impasto linguistico di matrice espressionistica e di notevole intensita', seppur sgorgato come un fiume in piena o una improvvisa colata di lava in pochi mesi di esplorazione e di scrittura. In questo senso Pelle e' anche l'inizio di una strada, di un percorso verso la parola propria e autentica, che attraverso le donne e gli uomini del libro si manifesta, in quanto ricerca ultimativa del giusto tono da parte del suo gelido e pietoso narratore.
Antonio Sichera
docente di Letteratura italiana contemporanea
nell'Universita' degli Studi di Catania |