| LIBRI
SU AVOLA
(o
di autori avolesi, o
sul territorio di Avola)
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Sebastiano Parisi
Sugnu sicilianu e mi ni vantu
2008, 8°, pagine
64,
€ 10,00
È opera postuma questa seconda raccolta di versi di Sebastiano Parisi; viene pubblicata, infatti, a distanza di nove anni dalla morte dell'autore e di ben diciassette dall'uscita della sua prima opera, anch'essa in versi, intitolata Tantu pi prisintarimi.
Se le liriche raccolte in questo libro, per la verità non così numerose come quelle del primo, sono potute venire alla luce ed essere salvate dal dimenticatoio, il merito è certamente della moglie di Parisi, la quale, avendole ritrovate dopo la morte del marito, le ha prima custodite amorevolmente e poi deciso di farle pubblicare: segno, questo, di autentico affetto coniugale che rimane intatto e immutato.
Il lettore potrà trovare tra queste pagine soprattutto poesie a tema sociale e politico e altre dedicate dall'autore alla sua terra, l'isola di Sicilia; poi liriche nate dall'emozione suscitata da eventi particolarmente impressionanti, come l'uccisione del piccolo Nicolas Green; ancora poesie sugli animali; infine poesie d'impronta carnascialesca e altre sugli affetti familiari.
SALVATORE SALEMI
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Angelo Fortuna
Accadde a Cava Grande
Gocce di rugiada su sentieri erbosi
NOVELLE, MEMORIE, RIFLESSIONI
2008, 8°, pagine
192,
€ 12,00
In questo libro l'autore ha raccolto novelle, memorie e riflessioni in cui, grazie ad una notevole varietà tematica e stilistica, realismo e prospettiva visionaria si fondono in un'accattivante sinfonia che evidenzia i proteiformi lineamenti della dimensione isolana.
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Platone
Cummitu
(Il Simposio di Platone
in vernacolo avolese,
nella traduzione siciliana
di Sebastiano Burgaretta)
2007, 8°, pp. 112
Euro 10,00
Burgaretta coniuga la personale sensibilità poetica con la straordinaria versatilità del vernacolo, che gli concede un ampio margine di libertà nella sperimentazione. Egli riesce, così, a far suonare le corde di una lingua molto più vecchia del greco antico, della quale può sfruttare le ricchezze che apporti plurietnici e stratificati hanno depositato nei secoli.
Ne risulta una infinita gamma di possibilità espressive a tutto vantaggio di una fedeltà viva, e non vile, all'originale. E una vivacità drammaturgica impareggiabile.
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Giuseppe
Gaetano Alia
L'ora del popolo
pagine
96, € 11,00
"L'Ora del Popolo" iniziò la
sua propaganda politica in occasione delle prime elezioni amministrative
del 10 marzo 1946, ripetendosi in occasione delle successive
campagne elettorali. Socialisti, comunisti, repubblicani e Partito
d'Azione vi parteciparono con una lista di sinistra sotto il
simbolo della falce e martello. Principale ispiratore, il maestro
Giuseppe Gaetano Alia, candidato al Consiglio Comunale. Le trasmissioni
sostituivano brillantemente i comizi elettorali del tempo, anche
per le prolusioni politiche sostenute con passione e con accanimento
dal professore Sebastiano Rizza.
Giuseppe Denaro
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Giuseppe
Pignatello
Avola dalla preistoria
al duemila
2008, pagine
784, ill.,
€ 26,00
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Salvatore Di Pietro, La valle dell'ozio - Racconti, 2008, pp. 176, (Collana MNEME n. 21), Euro 13,00 
La Valle dell’ozio non è un luogo della Terra rintracciabile su una qualsivoglia mappa geografica; se così fosse, sarebbe stato sufficiente pubblicarne le coordinate. Si tratta invece dello spiazzo più o meno ampio, dello spazio mentale più o meno piccolo, che ognuno di noi può trovare nel suo atlante psichico personale.
Nella Valle dell’ozio si scrivono soltanto racconti brevi, proprio come questa prefazione, perché chi ozia non può impegnarsi per troppo tempo in lunghe meditazioni o lasciarsi andare a interminabili disquisizioni che impegnano e affaticano il cervello.
Tuttavia, tra i vari racconti se ne trova qualcuno che è meno breve degli altri. Forse è stato scritto in un momento di non ozio in cui la mente ha lavorato più alacremente del solito, o forse è nato perché si sono messe assieme le innumerevoli piccole idee accumulate nei tanti brevi momenti di dolce far nulla che contribuiscono a riempire e a dare un senso alla nostra esistenza.
Salvatore Di
Pietro |
Salvatore
Di Pietro, I
perché del nostro dialetto. Storia linguistica e sociale della Sicilia,
con annessa grammatica dialettale avolese e netina (Collana
''MNEME''
n. 17, Libreria Editrice Urso), pagine 208,
Euro 18,00

[...]Il presente lavoro è il frutto
di anni di osservazioni, di ricerche, di annotazioni, di semplici intuizioni e
di domande rimaste senza risposta. Lidea di una storia linguistica della
Sicilia non è certamente originale, tuttavia si rende necessaria per meglio
osservare le linee evolutive del dialetto siciliano. Esso, difatti, ha subito
le influenze degli idiomi di numerosi popoli, ha recepito le novità linguistiche
provenienti dagli emigrati ritornati sullisola, ha soggiaciuto agli adattamenti
semantici impostigli dal gergo mafioso ed è stato spesso vituperato e messo
al bando dalla scuola... dalla
Prefazione di
Salvatore Di
Pietro |
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Troja Italico Libero
La disfatta degli Ateniesi
2004, 8°, pp. 104 Euro 12,90

La
spedizione navale in Sicilia e l'assedio di Siracusa - La ritirata ateniese e
la fuga verso l'ignoto - Vincitori e vinti: Ateniesi e siracusani dopo l'Assìnaro. |

Scuola
Media Statale "E. Vittorini" - Avola Avola
in pentola
2005,
8°, pp. 64, ill. Euro 7,00

Abbiamo preparato questo volumetto nell'intento di riportare alcune ricette in
uso nella tradizione avolese per la riscoperta di antichi sapori e per il recupero
di tradizioni a volte dimenticate. Gli alunni della Scuola Media "Vittorini"
classe II D anno 1999-2000 |

Liliane
Dufour Henri Raymond Dalla
città ideale alla città reale La ricostruzione di Avola
1693 -1695
1993,
8°, pp. 156, ill. Euro 23,00
La ricostruzione di Avola nel contesto globale del Val di Noto in un cantiere
urbano dell'epoca barocca e nella contabilità del duca di Terranova, proprietario
del luogo. Consenso della popolazione nel cambiamento del sito dopo il terremoto
del 1693 e impegno dell'Amministrazione feudale permettono di realizzare in tempi
eccezionali il nucleo originario della città.
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 Quando
la poesia è questione di... «Momenti» dal quotidiano "LA
SICILIA" del 9 ottobre 2005
«Momenti di poesia» è il titolo
di una breve raccolta di poesie, che segna l'esordio di una giovanissima, Graziana
Scaffidi, di appena dieci anni, alunna della scuola elementare Largo Sicilia.
Il libro, compreso nella nuova collana intitolata «Opera prima-Poesie Ragazzi»
della editrice Urso, rappresenta una novità in assoluto perché mai un editore
ha fatto scelta migliore che far pubblicare una raccolta di poesie scritte da
una bambina.
Il progetto ha caratteristiche inusuali da ogni punto di vista,
la presentazione, infatti, è stata affidata a Martino Miucci, anche lui scolaro
di quinta classe elementare così come la copertina sulla quale è riportato un
disegno a pastelli della stessa Graziana.
La piccola autrice sa esprimere
con la sensibilità e l'innocenza di una bambina, non senza quella severità e logica
ferrea tipica dell'età, temi importanti, spesso ingombranti come la guerra e la
pace. I sentimenti d'amore che la ispirano riesce ad esternarli «con semplicità
e convinzione» come afferma Martino Miucci il quale ha colto nel libro di Graziana
un filone particolare che lo caratterizza rispetto agli altri, «un pensiero particolare
dedicato alla donna, alla mamma e al papà». Graziana ha partecipato a numerosi
concorsi letterari per ragazzi ottenendo diversi riconoscimenti. Il progetto promosso
dall'editore Urso, che ormai si distingue nell'ambito della piccola editoria in
considerazione non solo del numero delle pubblicazioni annue, ma anche della qualità
delle opere da lui curate e date alla stampa, rappresenta una scelta coraggiosa.
La sua è una svolta importante dettata da quella sensibilità verso i ragazzi
che sempre ha contraddistinto il suo lavoro. E' stato lui ad ideare una pagina,
all'interno del suo sito web, interamente dedicata ai giovani scrittori.
Gabriella
Tiralongo
Graziana
Scaffidi, Momenti
di poesia, 2005,
pp. 48,
Euro 7,00,
(Libreria
Editrice Urso - Collana ''Opera
prima - poesia ragazzi'' n. 8)
Graziana
Scaffidi in questo libro di poesie esprime sentimenti damore, damicizia
e di pace, e lo fa con semplicità e convinzione. Gli argomenti che tratta
sono di grande valore umano: la famiglia, e con essa un pensiero particolare è
dedicato alla donna, alla mamma ed al papà, la guerra che ormai da molto
tempo caratterizza il mondo e, soprattutto, i rapporti tra gli uomini, lera
consumistica presente in questi ultimi anni, che ha fatto della Terra da paradiso
terrestre a luogo quasi invivibile per via del forte inquinamento che essa ha
dovuto subire nel corso degli anni proprio per lopera ingrata delluomo.
dalla
PRESENTAZIONE di Martino Miucci (classe 5ª A Scuola Primaria II Circolo
Avola) |

Corrado Bono | Collana
OPERA PRIMA
Corrado Bono, Frammenti di luce, 2004,
8°, pp. 60, Euro 7,00 DALLA
QUARTA DI COPERTINA Riteniamo opportuno dover ringraziare
Corrado per questa novella epifania di parole, storicamente inglobate, sotto veste
poetica, nel cinquantunesimo libro della nostra casa editrice, in questa collana
intitolata Opera prima.
Le sue poesie, che qui abbiamo raccolto,
sanno esprimere con gioia e con serenità il credo in valori che il nostro
amico poeta scriverebbe con tutte le lettere al maiuscolo, valori che sono, poi,
la migliore tradizione culturale e di vita di quanti, sensibili e speranzosi,
vivono in questo mondo. Non possiamo che rispettare questa, e anche ogni
altra, visione del mondo nel nostro intendere con flessibilità la letteratura
e la complessità della vita. Noi che siamo impegnati nei vari mitici
incontri diurni (e anche notturni), noi che riusciamo a creare eventi significativi
di costante promozione umana, confortati, sempre, dal sostegno dei numerosi, che
ci seguono anche attraverso la virtuosità delle nuove comunicazioni,
siamo sempre accompagnati dai contributi poetici di Corrado. Nellaugurare
una larga diffusione e lettura di questo libro, auspichiamo ulteriori manifestazioni
e rivelazioni di grazie e di gioie a Corrado e ad altri coraggiosi quanto lui
nel guardare con un occhio sempre diverso, da poeta, questo mondo che comunque
ci appartiene. Un pizzico di sana follia ci guiderà e ci aiuterà,
obbligatoriamente, in questo gioco quotidiano, che potrebbe essere la cosa più
seria della vita. Le illuminazioni, poi, di cui abbiamo tutti tanto bisogno,
coi loro Frammenti di luce, e le loro apparenti casualità, non possono
che far bene a quanti di noi sono in cammino, ora, e da sempre, nellarco-baleno
della vita. Francesco Urso Libraio Editore in Avola
| Carmela
Monteleone Schegge
di un copione ingabbiato, (Libreria Editrice Urso, Collana
''Araba Fenice"
n.21), Avola agosto 2005, pagine 64, Euro 8,50 
Nel
teatro della mia mesta vita non riesco a gestire il dramma che popola
limmenso tendone. Ignara del prossimo ruolo da svolgere mi muovo
lentamente e intimorita che la strada intrapresa sia solo piena dassurde
bestialità o addirittura inutile. Schivo i colpi meschini del nemico
come meglio sa fare il mio essere e traccio un linguaggio restìo
forse larchetipo di un archivio impolverato, sperduto, rinnegato
che nessuno mai toccherà. Il tendone è pieno di polvere.
Quanti attori come me popolano la vita? Carmela
Monteleone  La
nuova via delleditoria siciliana passa per Avola. Ciccio Urso, gentiluomo
avolese-netino e libraio dell'esagono mi ha presentato Carmela Monteleone quasi
per caso, durante una mia fugace apparizione in piazza. "Scrive, sai?,
mi aveva detto durante l'uggia di un lontano mese d'inverno, evidentemente compiaciuto
di questa sua indiscutibile funzione di "talent-scout" letterario. Poi
una sera mi telefona Carmela, chiedendomi scusa per il disturbo: Potrei
farle leggere qualcosa?. Da quel momento è nata una vera e propria
collaborazione letteraria, ma si potrebbe meglio dire un approfondimento delle
tematiche della sofferenza, del patire di ogni giorno.
Carmela Monteleone
sposa il suo disagio di vivere e lo porge garbatamente allattenzione degli
"altri", per fornire una chiave di lettura che faccia luce sulla esistenza
di ciascuno di noi. A una prima analisi potrebbe apparire un pensiero pessimista,
privo di luce. Ma bisogna scavare. È un po' come imbattersi in quei "Lied"
di Mahler che di primo acchito non coinvolgono l'ascoltatore, per poi rendersi
conto che la luminosità che sprigionano è fruibile, vera, scevra
da additivi emozionali.
La scrittrice definisce la vita come "un immenso
tendone", quasi fosse un circo dove ciascuno recita il proprio ruolo, bestia
o domatore che esso sia. Dietro il nylon della tenda, la paura di vivere, materica,
che si scontra con un'anima ferita, ma sempre disponibile a riprendere il volo.
Sottofondo a tutte le liriche, c'è il "basso continuo" di una
composizione orchestrale incisiva, la mancanza dei propri cari. L'umana carenza
di affetti stride col percorso quotidiano, pur dissolvendosi nei gioiosi momenti
vissuti con i propri nipoti e la particolare predilezione per il proprio fratello,
sempre prodigo di aiuto.
Poi l'invito al silenzio, per rompere un frastuono
fatto di "parole inutili".
L'autrice dispone abilmente le tessere
del mosaico della vita, malgrado la passione" offertale dai suoi dolori
sia forte. C'è un progetto di fondo, razionale, inequivocabile, che la
spinge ad appellarsi a un mondo, illusorio sì, ma nel quale deve pur esserci
qualcuno pronto a bloccare la caduta libera di chi soffre. Le pagine sono intrise
di sincero realismo: "Esco da casa/ e indosso la maschera/ che regala a chi
m'incontra/ il volto del sorriso. Rincaso/ e appendo la maschera a un chiodo/
Mi specchio/ C'è il mio vero volto/pallido/cupo/fragile".
Carmela
fornisce l'unica chiave di lettura gestibile in un'esistenza sempre più
complessa da decifrare: accettarsi. Accettare se stessi perché non è
stato ancora inventato, anche se una società spietata e avida di materia
indurrebbe a pensare il contrario, "un microchip a forma di cuore che si
possa programmare a proprio piacimento", come se si cambiasse un canale per
sfuggire alla pesantezza della quotidianità.
La scrittrice-poetessa
esterna dubbi, consegna frammenti da conservare nell'intimo della propria anima,
spinge alla autoanalisi attraverso la forza di ogni parola. E riesce a farlo
anche quando il tracciato autobiografico s'inerpica lungo la mulattiera di quelle
storie comuni incontrate in un ospedale, in compagnia del proprio male, sperando
che la vita non possa e non debba essere "una partita persa fin dall'inizio".
Roberto
Rubino
| |
| Giorgio
Morale, Paulu Piulu (Romanzo), Pagine 176, € 15,00 Il sogno,
linfanzia, la memoria sono protagoniste di questo romanzo che si muove
in una Sicilia che è paese dellanima
il libroUn racconto
che procede senza far caso alla cronaca degli eventi ma a quel magico insieme
di visioni, sogni, atmosfere che rappresentano il modo di stare al mondo di ogni
bambino, gli strumenti primi per conoscere la realtà. Un romanzo di
formazione in cui linfanzia diviene letà delle scoperte - di
ognuno e di tutti - e rende il libro capace di parlare ad ogni lettore. Sullo
sfondo gli anni Cinquanta e la Sicilia, luogo dellanima; poi gli anni Sessanta
e il lavoro in Germania; infine labbandono e la solitudine che diventano
scoperta dellamore, degli affetti e della morte. lautore
Giorgio Morale è nato ad Avola (Siracusa) nel 1954. Dal 1972 vive a Milano
dove si è laureato in filosofia e ha lavorato nel giornalismo e nella promozione
culturale. Insegna lettere negli Istituti di Istruzione Secondaria |

Paolo Rizza | Anonimo,
Due danze per liuto. Trascrizione in
notazione moderna di Paolo Rizza,(Libreria Editrice Urso, Collana Euterpe
n. 1, 2004, 8°, Euro 2,00)
Il
termine revisione è indicato come l'insieme degli interventi rivolti affinché
un testo musicale antico possa adeguarsi alle convenzioni grafiche e alla prassi
di una esecuzione moderna. Il termine trascrizione: procedimento secondo il quale
si riportano in notazione corrente musiche scritte con antichi sistemi (neumi.intavolature)
adottando le diverse chiavi di interpretazione che la paleografia musicale ci
offre. Fatta questa breve premessa, mi è caro ribadire che spesso la trasposizione
sul nostro strumento di brani concepiti per altri strumenti e addirittura più
antichi della chitarra, comporta il più delle volte delle notevoli difficoltà,
sia per ciò che riguarda il movimento delle parti (voci), sia per quella
che viene definita ad una adeguata diteggiatura. L'autore, in questi lavori ha
certamente considerato e vagliato tali problemi creando quell'osmosi necessaria
che rende da una parte il rispetto del testo originario e dall'altra la consapevolezza
di una esecuzione sul "nuovo" strumento.
S. Daniele Pidone |
| Venerando
Argentino, Le mie poesie, 2004,
8°, pp. 50, Euro 7,00 (Collana
"OPERA PRIMA" N. 1)
C'è
un tempo giusto per ogni cosa (anche se giustamente "il tempo non esiste")
e Venerando ritiene di aver tentato fino ad ora tutte le strade della scrittura,
ma non la più giusta; allora vuole scommettere con la carta stampata, perché
(non vi pare che sia così?), un libro è sempre un libro. Venerando
però ricorda anche, che tiene sempre a mente le sue poesie e, se volete,
ve le può recitare quando volete, come facevano i poeti di una volta. Oggi,
con la concretizzazione del suo più grande sogno, la pubblicazione delle
sue poesie, davanti a lui si apre l'infinito. Francesco
Urso Libraio Editore
Io
sono un mosaico formato da mille pezzi e in altri mille mosaici c'è
un pezzo del mio mosaico.
Venerando Argentino |
|  Collana
LA LAUREA IN TASCA Una
parte della tesi di laurea (o tutta la tesi), da proporre in lettura agli amici
più cari.
Con la certezza di due cose in tasca, la laurea e un libro.
Si chiude un percorso e se ne comincia un altro, forse più impegnativo.1)
Lilia Urso, Lacrime eroiche lacrime umane, 2004, 16°, pp. 70, Euro
5,00
[...]Esporre
in breve le idee che i Greci hanno elaborato nel corso dei secoli intorno al male,
e ai temi ad esso inscindibilmente connessi della libertà, della colpa
e della sofferenza, è un compito estremamente arduo. Lunica via percorribile
è quella di scegliere alcuni filoni di quella cultura, che è tanto
ricca e stimolante da essere ancora alla base della civiltà moderna e contemporanea,
trascurandone alcuni, che pure sono tuttaltro che privi dinteresse.
Sembra necessario dare la parola ai poeti, sia perché il linguaggio simbolico
della poesia è particolarmente adatto a trattare il tema della sofferenza
sia perché dei miti da loro elaborati anche i filosofi e letterati di ogni
genere si sono nutriti. La civiltà greca, come le altre grandi civiltà,
ha avuto coscienza delluniversalità dellesperienza del dolore...
Lilia
Urso |
|  Stella
Giovanni,
Una Vita. Opere (1989-2003), Libreria Editrice Urso, Collana Omnia 1),
pagine 1321, Euro 22,00 
Dalla
INTRODUZIONE di Salvatore Martorana
[...]Avrà certamente un posto in una rassegna dell'attività
letteraria della seconda metà del XX secolo Giovanni Stella, la cui opera,
quale a tutt'oggi risulta, si raccoglie nel presente macrotesto. Questo offre
il vantaggio al lettore di oggi e di domani di leggere l'opera come è stata
data alle stampe dall'autore stesso, e di situarne le singole parti al posto a
ciascuna pertinente nella successione cronologica, sì da poterne cogliere
l'iter compositivo in uno all'evoluzione e alla maturazione tematica e stilistica.
Questa è la ratio che guida il presente lavoro di presentazione che prescinde
dalla distinzione fra prosa e versi per privilegiare, appunto, le fasi dell'estrinsecazione
del mondo interiore dell'A. Altro vantaggio di notevole importanza è dato
dalla possibilità di individuare, con approssimazione molto vicina alla
realtà, la data di inizio della produzione di G. Stella, stante che riferimenti
temporali quasi precisi si leggono fra le pagine stesse dell'A. il quale nell'Indice
della prima raccolta di versi - Miraggi - indica la data di composizione dei primi
componimenti: 1967-1968. |
| Martorana
Salvatore (a cura), La passio sanctae Venerae v.
et m. del cod. 2 della Biblioteca Comunale di Noto, 2003, 8°, pp. 34, ill.,
Euro 15,00 |
PREFAZIONE Vede la luce, finalmente, questo lavoro la cui prima idea
risale ad un tempo assai remoto, a quando l'amico, Chiar.mo Prof. Carmelo Curti,
mi fece omaggio dell'estratto di un suo articolo (appresso citato), apparso su
Orpheus, in cui descriveva il codice n' 2 della Biblioteca Comunale di Noto,
che contiene la Passio oggetto del presente studio. All'epoca, fui stimolato dal proposito
di presentare un testo inedito della tradizione manoscritta della vita di S.
Venera, Patrona della mia città, Avola. A conclusione del presente lavoro, esprimo
particolare gratitudine all'amico Carmelo per avermi sempre, con la sua dottrina,
aiutato e sostenuto dall'inizio di quest'opera, e per averla accolta nella collana
«Saggi e Testi Classici, Cristiani e Medievali» da lui stesso diretta
assieme al Chiar.mo Prof. G. Polara. A tale immensa gratitudine unisco ora grande
rimpianto per la Sua scomparsa, avvenuta poco tempo prima che la presente opera
fosse edita. Un altro grazie va al Centro di Studi sull'Antico Cristianesimo dell'Università
di Catania, nonché ai redattori della Collana, Proff. M.L. Astarita, N.
Baglivi e S. Marruzzíno. A lavoro ultimato desidero esprimere con piacere
viva gratitudine a quanti hanno facilitato con la loro cortesia il completamento
della presente edizione: il dottor Giovanni Travagliato, dell'Archivio storico
della Cattedrale di Palermo, per aver fatto fotografare e avermi poi inviato le
pagine del cod. P; la dott.ssa Susy Marcon, del fondo manoscritti della Biblioteca
Marciana di Venezia, per avermi spedito le foto del cod. V e varia biblíografia;
la dott. ssa M. Teresa Rodriquez, della Biblioteca Regionale Universitaria di
Messina, per avermi fatto avere varia biblíografia. Mi piace segnalare
la particolare gentilezza del dott. Carmelo Occhipinti, direttore della Biblioteca
Comunale di Noto, che mi ha gratuitamente fornito la foto del foglio 141 del
codice, che ho inserito in questa edizione.
Salvatore
Martorana
Avola, Aprile 2003
|
| Di
Stefano Paolo, Tutti contenti, 2003, 8°,
pp. 384, Euro 16,00  |
[...]Ho
cominciato a scrivere Tutti contenti, perché volevo raccontare le storie
incrociate dei ragazzi che nel dopoguerra hanno vissuto in un collegio di Messina
per bambini poveri e orfani e le cui vite, tutte più o meno segnate dallabbandono,
a distanza di anni si sono risolte o non risolte in modi diversi. A cose fatte
potrei dire che ho scritto un romanzo sulla memoria e sullabbandono.
Ma si tratta anche di un romanzo di ri-formazione: una Bildung, uneducazione
sentimentale che comincia dopo la maturità anagrafica. Il passato - potrei
dire con Nino Motta il protagonista - è necessario patirlo per liberarsene,
e per ricominciare. Paolo
Di Stefano
|
Turi
Golino, Polvere di stelle, 1998, 8°, pp. 160, ill., €
14,98 |
| TURI
GOLINO Nasce 78 anni fa a Palazzolo Acreide, un piccolo comune siciliano
fondato dai greci. La sua avventura nel mondo della musica leggera inizia nella
Banda di Avola. Qui ha modo di studiare e di imparare a suonare la tromba. A soli
14 anni è il più giovane solista. Nel 1935 la Banda di Avola partecipa
a Roma a un concerto di Mascagni e il giovane Golino si esibisce davanti al duce
e al re. Ma la straordinaria favola inizia nell'immediato dopoguerra, quando Nuto
Navarrini gli offre una scrittura nella sua compagnia di rivista. Con Navarrini
realizza spettacoli a Venezia,a Milano e, nell'inverno del '47 a Torino dove debuttano
al Parco Michelotti. Nasce, quel giorno, un lungo matrimonio fra Golino e la città
della Mole. Lascia la compagnia di Navarrini per entrare nell'orchestra del maestro
Cinico Angelini, con il quale instaura un rapporto di grande e sincera amicizia.
Nell'85, quando scompare, la bacchetta d'oro e il violino del grande aestro vengono
consegnati a Golino con tutti gli onori. La cerimonia è presentata da Nunzio
Filogamo e viene trasmessa dalla Rai. Dal 1955 gestisce in proprio il locale da
ballo Hoiiywood Danze, che nel 1970 trasforma in Du Parc. L'apice della carriera
lo raggiunge nel 1971 con la canzone "Guarda", motivo più gettonato
dell'anno, che vince il "Juke-box d'oro". In seguito partecipa a numerosi
festival e rassegne musicali e nel 1983 approda con la sua orchestra a "Domenica
in...". Oggi il maestro Golino continua a gestire l'ormai storico Du Parc
Music-Hall di Torino.
(dalla
quarta di copertina) |
Burgaretta Sebastiano,
Cultura materiale e tradizioni popolari nel Siracusano, 2002, 8°,
pp. 64, ill., € 8,00 Acquista |
| Sebastiano
Burgaretta è nato ad Avola (SR) nel 1946 e li vive e insegna materie letterarie
nel Liceo classico statale. Studioso di tradizioni popolari, ha collaborato con
Antonino Uccello, al quale ha dedicato alcuni scritti. Attualmente collabora,
come cultore della materia, alla cattedra di Storia delle tradizioni popolari
dell'Università di Catania. Ha curato varie mostre di argornento etnoantropologico
in collaborazione col Museo delle genti dell'Etna, con la Villa-museo di Nunzio
Bruno, con la Casa-museo "Antonino Uccello", col Museo teatrale alla
Scala di Milano. Con i suoi interessi culturali, spazia, tra poesia e saggistica
varia, in campo etnoantropologico, letterario, religioso e artistico. Suoi saggi
sono stati pubblicati nelle riviste Otto-Novecento, Il Veltro, Il
fuoco, Lares, La ricerca folkloristica, Etnostoria, Il cantastorie, Nuove
Effemeridi, Kalós etc. Ha pubblicato numerosi volumi, fra i quali:
I fatti di Avola (1981; 1998), Api e miele in Sicilia (1982), I
"nudi" di San Sebastiano ad Avola e Melilli (1983), Avola festaiola
(1988), Mattía Di Martino nelle lettere inedite al Pitrè
(1992), L'opera dell'uomo a Cava Grande del Cassibile (1992), Festa
(1996), Sapienza del fare (1996), Retablo siciliano (1997), Di
Spagna e di Sicilia (2001). Come poeta ha dato alle stampe i seguenti titoli:
Diario del Golfo (1992), L'ala del tempo (1995), Epigraffi
- con lo pseudonimo di Vanesio Mercuriale (1998), Mpizzu rífuddìa
(1999), Anàstasis (2000). «E' difficile immaginare
la Sicilia senza il suo folklore, cioè senza quell'insieme di usi, di costumi,
di credenze, di canti, di novelle, etc
, che sono la sua anima segreta e
contemporaneamente il suo patrimonio poetico». Così scrisse Giuseppe
Cocchiara (in "Il folKlore siciliano", 1957), evidenziando il ruolo
che l'isola, per la sua posizione geografica, ha avuto, nel corso dei millenni,
quale cerniera fra Oriente e Occidente, nell'opera continua di stratificazione
delle testimonianze storiche, dei valori umani e delle tradizioni civili e religiose
dell'area mediterranea. Lo studioso coglieva altresì il nesso stretto esistente
fra archeologia e folklore, quando annotava che in Sicilia lo studio delle civiltà
porta a contatto di un'umanità antichissima, che, per molti aspetti, sembra
ancora sopravvivere o rivivere nelle tradizioni che il popolo conserva e coltiva.
Se ciò è vero per la Sicilia in generale, bisogna ammettere che
è di una evidenza straordinaria per Siracusa e il suo territorio, dal momento
che questa città fu resa dalla storia nodo centrale di comunicazione per
l'intero Mediterraneo. L'origine stessa della città, la sua toponomastica,
i suoi miti rendono testimonianza ai valori ancestrali di vita e di cultura che
Siracusa, per le trame di un sincretismo variegato e continuo, ha tramandato fino
ad oggi.
|
Diario
della settimana,Anno III Numero 48. Da mercoledì 2
a martedì
8 dicembre 1998, 1998, 8°, pp.98, ill. € 3,00 |
| In
questo numero, uscito in occasione del trentennale de "I fatti
di Avola":
Un posto lontano, chiamato Avola di Enrico Deaglio
- foto di Lillo Rizzo - Il
bracciante che visse due volte, di Francesco Piccolo - Il
paese delle mandorle. Figli del latifondo, di Toto Roccuzzo.
La
nuova questione meridionale, di Sergio Cofferati |
Don
Fortunato Di Noto - Domenico Formica, Dalla parte dei bambini, 2002,
8°, pp. 154, € 13,50 |
| «Il
silenzio e il sonno della ragione sono l'acqua di coltura dei mostri. Il silenzio,
non mi stancherò mai di ripeterlo, è ciò che permette ai
pedorili di vincere. Mentre si prepara un convegno o si mette a punto un procedimento
legislativo, migliaia di bambini continuano a morire nelle mani dei criminali.
Ma non cercare di tirare fuori almeno un bambino dall'inferno equivale a una sconfitta.
Ci proveremo nei giorni, nei mesi e negli anni a venire. Avremo bisogno dell'aiuto
di tutti. Forse, non abbiamo fatto niente, ancora, di risolutivo. Solo un piccolo
passo, qualcosa perché i nostri figli domani si sentano un po' meno soli
e possano salire nuovamente sull'arcobaleno della vita.»
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Paolo Fugali ,
New age e religione universale, 2001, 8°, pp. 96, € 7,75 |
| Dalla
quarta di copertina Paolo
Fugali è nato ad Avola (SR) ed è residente ad Ispica (RG) sin dal
1983. Ha conseguito la Maturità Magistrale nel 1969 presso l'Istituto Magistrale
"M. Raeli" di Noto (SR) e recentemente si è iscritto in Giurisprudenza
presso l'Università di Catania. Attento osservatore del comportamento umano,
ha dovuto prendere atto, con profondo rammarico, dell'impossibilità che
l'Etica delle religioni dogmatiche tradizionali possa riuscire a migliorare i
rapporti umani. Tale convinzione è andata crescendo in relazione "all'escalation"
della persecuzione e della violazione dei diritti umani di cui è bersaglio
sin dal 1983 da parte di alcuni politici di Ispica, da parte di alcuni politici
dell'amministrazione provinciale e regionale, e recentemente da parte di alcuni
organi istituzionali provinciali del governo. In "New Age e Religione Universale"
egli ha tracciato i principi ispiratori della "Religione Universale",
autodefinendosi primo "Messaggero dell'Arca"e neo fondatore dell'A.R.U.
(Associazione Religione Universale). Paolo Fugali ha fondato anche l'A.VI.A.PO
(Associazione Vittime Abusi di Potere), una luce di speranza per i perseguitati
dai partiti di potere. Fra i suoi scritti è d'obbligo annoverare una raccolta
di racconti dal titolo 'I Racconti del Cavolo", una commedia dal titolo "Questo
matrimonio s'ha da fare" ed altri che sono in gestazione. Paolo Fugali
è un operatore Reiki e pratica lo yoga. In copertina: il simbolo del
Tao. Il Tao è una persona che corre lungo un sentiero.
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Sebastiano Burgaretta, I fatti di Avola, 1998,
8°, pp. 142, Euro 13,00 |
| descrizione:
Questo fu
il primo volume da noi pubblicato e
segnò nel 1981 la nascita della nostra attività editoriale (è
contemporaneamente anche il primo libro pubblicato da Sebastiano
Burgaretta e, sicuramente il nostro best e long-seller, con oltre milleottocento
copie vendute). E' stato da noi riedito nel 1998, dopo tante richieste di lettori,
con un saggio di Giuseppe Astuto e un'intervista-novità all'avv. Fausto
D'Agata, vicesindaco all'epoca dei fatti. Il 2 dicembre 1968, durante uno
sciopero di braccianti la polizia sparò ad Avola, e ci furono due morti
oltre a numerosi feriti. Questo libro ricostruisce la sequenza di quegli avvenimenti
per far conoscere ai giovani quella brutta storia e, ricordarla a chi facilmente
dimentica. ...
e ancora sui Fatti di Avola
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Sarah Calvano, Il
Magnificat di Sarah. Diario di un'adolescente, 2002, 8, pp. 272, Euro 10,70 Acquista |
| descrizione:
Sono
molte le adolescenti che affidano alle pagine di un diario sogni, desideri, progetti.
Anche Sarah,
colpita da una malattia incurabile e morta a 19 anni, teneva un suo diario, che
è diventato testimone della sua crescita interiore e del suo progressivo
affidarsi alla Vita. Ragazza normalissima (con amici, tanti interessi, e più
di un innamoramento ... ), seppe scoprire dentro di sé e in ogni incontro
con gli altri le tracce della presenza di Dio. A lui, a poco a poco, imparò
a rivolgersi personalmente, con una confidenza che fa pensare all'immediatezza
dei mistici, alla fiducia dei grandi credenti. Sono pagine emozionanti, che
ripercorrono i suoi più intensi anni di vita. Giorno dopo giorno assistiamo
allo sviluppo di una personalità ferma, a un crescente spirito di preghiera
e di affidamento, fino alla prova finale vissuta con maturità e serenità,
come se si stesse preparando a una grande festa: le nozze con l'Agnello. SARAH
CALVANO, nata a Siracusa nel 1973, mori all'età di 19 anni, il 3 agosto
1992, per un melanoma incurabile. Aveva frequentato con brillanti risultati il
liceo classico e si era poi iscritta alla facoltà di matematica presso
l'università degli studi di Catania (dove poté frequentare le lezioni
soltanto per i primi due mesi). Della sua intensa esperienza di adolescente,
dotata di una straordinaria interiorità e di una fede esemplare, ha lasciato
un carissimo ricordo in tanti amici e parenti, e una serie di diari che formano
il materiale di questo libro. In copertina: Giulio Mottinelli, Notte d'estate,
1996. .
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Sebastiano Burgaretta, Lopera delluomo a Cava Grande del
Cassibile, 1992, 8°, pp. 240, ill., Euro 24,00 |
| descrizione:
Sebastiano
Burgaretta dipinge il territorio del Cassibile, attraverso essenziali
segni di storia e di vita: è così dal fare dei Siculi, ai tempi
a noi più recenti. Al centro, l'intero bacino della Cava Grande, punteggiato
da grotte (Grotta Giovanna, Grotta Perciata, Grotta del Serpente, ecc.); e, in
tal sito, vari trappeti, una conceria, i tanti mulini, i depositi per le derrate
(maiazzé), i fienili (pagghialora), gli edifici sacri (le cappelle campestri),
le fornaci (carcara), le case, e così via. Con mappa della riserva
realizzata dal geologo Salvatore Grande.
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Alessandro Patti, Il
pomeriggio,
1999, 8°, pp. 176, Euro 15,49  |
| descrizione:
Il Pomeriggio
si snoda in 4040 versi sciolti, composto non si sa quando, ma forse in data
lontana dal periodo in cui il Patti ebbe a dettarle ad un insegnante di nome Sarcià
e, comunque, nei primissimi anni '50, a giudicare dal colore giallo cupo dei fogli
manoscritti e dall'uso della penna a sfera. L'argomento narrato è il tradimento
di Giuda, il suo vendere Gesù ai suoi nemici. La pubblicazione è
stata resa possibile per l'interessamento di Ada Futterknecht, figlia di Rosina,
sorella maggiore di Alessandro Patti, e per la passione letteraria di Salvatore
Martorana, già ordinario di Italiano e Latino nei Liceo Classico di Noto
e preside nei Licei per 24 anni.
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Corrado Tiralongo, Fissazzioni - Poesie dialettali
, 2001, 8°, pp. 112, Euro 7,75
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| descrizione: Corrado
Tiralongo pubblicò il suo primo libro nel 1994 col titolo Lu me
passatempu, in tiratura di stampa limitata. Perché titolare Fissazzioni
questo secondo volume di poesie pubblicato ora da noi? Secondo Salvatore Salemi,
che ha curato la prefazione a questo ultimo libro, il titolo si ricollega al primo
libro, nel senso che l'interesse per la poesia, se prima ha costituito per l'autore
un modo per trascorrere piacevolmente il tempo libero che gli si offriva tra gli
impegni di lavoro alla fine, con l'età del pensionamento, con maggior disponibilità
di tempo, la meditazione e l'eplorazione delle pieghe più recondite dell'anima
sono state al massimo dell'attività del nostro autore, come una fissazione.
Corrado Tiralongo è nato ad Avola nel 1932. Vissuto per motivi di lavoro
lontano da Avola per circa vent'anni, vi è tornato nel 1975 e, da allora,
vi dimora abitualmente. Ha ottenuto due riconoscimenti per composizioni poetiche
in dialetto siciliano: Premio "Il Circolo - Città di Avola" 1994,
5° posto; Premio "Pino Motta" 1995, 2° posto ex aequo.
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Di Giorgio Teocrito, Un pugno di case,
1973, 8°, pp. 184, Euro 8,50 |
| descrizione: "La
cittadina di Avola come personaggio: una spassosa Sicilia senza delitti d'onore,
senza mafia, fuori degli abusati schemi della narrativa e del cinema". Così
sulla quarta di copertina di questo libro pubblicato nel 1973 a Roma da Teocrito
Di Giorgio presso la Casa Editrice Trevi, poco prima di morire e poco prima che
la stessa casa editrice uscisse dal mercato. Noi, a quell'epoca, prevedendo la
crisi ddi questa Casa Editrice romana acquistammo tutta la tiratura dell'opera,
che, pertanto, è disponibile solo da noi, in esclusiva. In questi libro
sono riferimenti evidenti alla Avola tra l'inizio e la metà del Novecento
appena concluso. Lettura gradevole da consigliare a chiunque. Con questo libro
si può dire che si è aperta una fase di ripensamento della storia
di una città attraverso la narrativa. Successivamente, con esiti altrettanto
positivi, altri autori (Giuseppe Schirinà e Sebastiano Martorana) hanno
percorso la medesima strada.
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