
Patrizia Tomba SPAZIO A CURA DELLA LIBRERIA EDITRICE URSO CORSO GARIBALDI 41 96012 AVOLA e-mail info@libreriaeditriceurso.com vedi Catalogo Libreria Editrice Urso ![]() scarica IN PDF |
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Cordialmente, Patrizia Tomba |
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Note
su Emozioni e ballate È in libreria, edito dalla Libreria Editrice Urso, una pregevole silloge di poesie della poetessa romagnola Patrizia Tomba. Il filo conduttore, il leitmotiv, direi, della raccolta ce lo suggerisce, già nel titolo, la stessa autrice: le emozioni e la nostalgia. Quelle sue, ovviamente, ma anche quelle del lettore che rimane subito conquistato dalla lettura. Sono tanti i temi affrontati da queste rime, l’amore, innanzitutto, quello per i luoghi, per quelle “pietre pietose” che allungano le loro mani su di lei “come una carezza” (Pietre pietose), che è poi la carezza non soltanto delle pietre (che pure ci accarezzano), ma anche delle persone care, degli amici che fra quelle pietre hanno con noi vissuto e continuano a vivere, anche quelli che non sono più con noi. Ma è anche la carezza delle gioie e delle tristezze che fra quelle pietre abbiamo goduto e patito, è la carezza della nostra stessa infanzia, ché in quelle pietre ci sono tutte queste cose, e c’è anche un po’, o forse molto, di noi. Ma c’è, in alcune liriche, anche l’altro amore, l’amore tout court, quello che magari ci farà soffrire ma che tuttavia, dice la poetessa, “mi ha insegnato una gioia” tale che, al peggio, non può lasciare che un “delizioso sfacelo” (Delizioso sfacelo). E persino soltanto nel ricordarlo, un amore “in voli gli affanni del cuore / dissolve di uccelli migranti / (Ricordo d’amore). È come una dolce amica la malinconia che alla Nostra va incontro con il volto dell’autunno, accompagnato dalla mesta serenità dei suoi colori, dall’immenso silenzio dei viali rotto soltanto dai “tonfi sordi sul cavo suolo della strada” dei “duri frutti degli ippocastani” (Autunno). Non trascura, la Nostra, i temi sociali, vedi per tutti, Entropia, fra scienze sociali e filosofia dove scolpisce in due versi di forte denuncia la condizione dell’anziano che, in questa società arida egoista distratta “… vede il suo ordine sacro saltare / in lapilli e detriti, c’è solo da dire che preferisce morire”. C’è altro da dire sulla condizione dell’anziano? Cosa si può aggiungere ancora, oggi, in questa nostra società che si dibatte fra ipocriti riconoscimenti della funzione sociale degli anziani e la loro reale emarginazione che si esprime, persino, nel ricordare continuamente che le loro cosiddette “aspettative di vita” sono andate un po’ troppo, forse, più in là di quanto sarebbe stato conveniente per gli interessi dell’economia di lor signori. Permea per intero questo componimento, al di là dell’amarezza di questi versi conclusivi, una sottile ironia circa la supremazia di industria e di impresa su ogni altro valore, anzi, divenuti gli unici valori di questo tempo che giunge persino a identificare con esse il progresso. Non c’è forse da ricercarne le cause, sembra dire Patrizia Tomba, nel ripudio di quella ideologia che “noi che l’abbiamo in cuore / sappiamo che non muore” e “forse è la ginestra del poeta” (Eravamo in quattro). Forse, come già il “poeta” simboleggiava nella cedevolezza della ginestra di fronte al fuoco la speranza del nascere di una solidarietà fra gli uomini, che tanto poco regna oggi, ma forse ancor meno nel passato, così la Nostra sembra dare un certo credito a tale eventualità e, forse magari, al rinascere dell’ideologia se quel fiore vinto dal fuoco “… ancora / innalza il suo cantico fioco.” Chiudono la raccolta le Ballate della nostalgia che sono un ritorno alla sua infanzia, a quell’età a cui non si può guardare se non con quegli occhiali piacevolmente deformanti del rimpianto e della nostalgia, anche, direi, quando si ha un passato da comunista “troppo ideologizzato” (Cantico del pentito), ma per fortuna, appunto, comunista pentito, avendo cominciato ad apprezzare le fortune di questa nostra felice società dove se “servon organi ai trapianti? / Ci son bimbi abbandonati!” E così, il comunista “con grilli in testa” di un tempo, ora può dirsi “…rinsavito, / e direi quasi rinato: / sono un po’ rincretinito, / ma non più ideologizzato” Leggere
le poesie di Patrizia Tomba non è soltanto trascorrere molto
piacevolmente un po’ di tempo leggendo buona poesia, ma anche
ricevere un ottimo impulso alla riflessione su alcuni problemi reali
ed esistenziali che angustiano questo nostro tempo così distratto
e con lo sguardo rivolto soltanto a concorsi a premi televisivi, reality
show, lotti e lotterie, e altri falsi miti a cui sempre più ci
vogliono consacrare i nuovi persuasori neanche tanto occulti. Noto, 4/1/2006 |
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